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Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Come ottenere traffico e lettori nel blog

Successo nel bloggingCome guadagnare visite e lettori nel blog? Scrivendo contenuti. Potrebbe bastare, ma qualcuno obietterebbe: e i social media? E tutto il resto? A dire la verità, io ho aumentato il mio traffico soltanto scrivendo contenuti. Tanti contenuti. Penna blu ora contiene 1638 articoli, di cui 41 guest post.

Osservando tutto il lavoro che ho fatto, però, non c’è stata solo un’attenzione alla scrittura, ma anche ad altri elementi, che ora vado a elencare. Questo post nasce in risposta all’articolo “11 errori che portano un blog al fallimento” di Samuele Onelia: in breve non sono d’accordo sulle sue tesi.

Ho voluto scrivere il mio post focalizzandomi sul successo di un blog – non sta a me dire se questo blog abbia raggiunto il successo, sta a me però dire che mi soddisfa per ciò che è diventato – entrando così nel dettaglio in una delle mie avventure nel blogging, che avete conosciuto giovedì scorso nella mia retrospettiva.

Cosa NON ho fatto per avere traffico e lettori

Sono principalmente tre i punti di quel post su cui sono più in disaccordo:

  1. intervistare influencer
  2. chiedere aiuto agli influencer
  3. scrivere guest post per gli influencer

Ma che cosa sono questi influencer? Una volta li chiamavano guru e a me stavano antipatici, adesso li chiamano in quell’altro modo e a me sono diventati ancora più antipatici: anche perché non mi hanno mai influenzato, a farlo è bastato qualche virus invernale.

In breve questi influencer sono professionisti del vostro settore, gente competente a cui molti si ispirano e che vedono come maestri. Io preferisco la figura del cosiddetto leader di pensiero o thought leader (termine per me impronunciabile). In breve sono blogger autorevoli nel loro campo e anche molto conosciuti.

Fatta questa premessa, arrivo al punto: non m’interessa intervistare personaggi conosciuti per aumentare il traffico. L’ho fatto negli anni passati, ma non erano influencer né guru, bensì scrittori famosi. Non intervisto personaggi che non ammiro.

Argomento guest post: sinceramente preferisco scrivere un guest post in un blog sconosciuto – alla faccia della SEO – ma che dietro ha un blogger simpatico che seguo e con cui vado d’accordo. Il guesting blogging al solo scopo di aumentare le visite non mi piace, non è naturale.

Aiuto: no, proprio no. Non chiedo aiuto a persone che non conosco. Per la nuova versione di danieleimperi.it ho chiesto pareri a persone fidate e così ho fatto per il restyling di Penna blu. E non erano tutte persone esperte. Il mio blog deve crescere con le mie forze, sono un tipo orgoglioso.

Come ottenere visite e lettori nel blog

E adesso veniamo finalmente al punto, a ciò che ho fatto per ottenere visite a 4 cifre ogni giorno. Evito di dire che tutto parte da un’idea e un progetto, ché è cosa ovvia, e mi concentro sulla parte più pratica.

Grafica e struttura: le basi da cui partire

Nel post sugli 11 errori che portano al fallimento si parlava anche di grafica. Per me questo aspetto è molto importante e è giusto che un blogger si concentri su questa parte. La grafica è l’arredamento che accoglie i lettori: se è gradevole, torneranno a leggere. Se è “amatoriale”, con accostamenti cromatici impossibili, il lettore non troverà un ambiente piacevole.

La struttura è ancora più importante: intendo che l’intero blog deve avere una navigazione intuitiva e semplice, un blog è una miniera di informazioni, quindi il blogger deve facilitare il lettore nella navigazione.

SEO: il minimo indispensabile

Non mi sono mai “sbattuto” più di tanto su questo aspetto, ma resta una parte del blogging da non sottovalutare. Per me la SEO, almeno quella on page, è compresa nelle regole della scrittura per il web, ecco perché sostengo che il SEO copywriting non esista.

Qual è il mio minimo indispensabile?

  • Titoli delle pagine e dei post: li curo, ma non in modo maniacale. La maggior parte è scritta seguendo determinati accorgimenti ma, per esempio, il post “Cosa può insegnare la scrittura creativa a blogger e copywriter” non è certo il massimo dal punto di vista SEO e non m’importa che lo sia. Quel post, per me, andava titolato in quel modo.
  • Description: bisognerebbe scriverla per ogni post, ma non l’ho mai fatto. Qui compare solo per le pagine statiche e per qualche articolo.
  • Impaginazione: è molto curata, suddivido pagine e post con i sottotitoli, per facilitare la lettura e fare contenti anche i motori di ricerca.
  • Semantica: la metto a parte, ma è legata all’impaginazione del testo. Ho scritto un articolo in cui spiego il legame fra la scrittura online e la semantica.
  • Link interni: rafforzano le pagine linkate. Spesso, nei miei post, linko altri articoli, se li ritengo risorse utili nel contesto. Altrimenti diventa solo una sporca pratica SEO.
  • Contenuti a tema: che sono poi la parte più importante, no? Non potete pensare di tematizzare un sito – leggi: posizionarvi su Google ai primi posti – se non parlate sempre di quegli argomenti. Penna blu è al 2° posto con “scrittura creativa” e al 9° con “scrittura”, al 1° sia con “promozione editoriale” sia con “marketing editoriale” sia con “web copywriter”, al 3° con “web copywriting” e in prima pagina con altre parole chiave principali.

Contenuti, contenuti, contenuti

Ovvero: scrivere, scrivere, scrivere. Come ho accennato sopra, io ho semplicemente scritto. Non ho mai fatto una pianificazione di post per coprire dei temi o sfruttare qualche moda. Ho scritto dei cosiddetti post evergreen, certo, ma sono nati da sé, non usando metodi che a me non sono mai stati utili per concepire contenuti.

Col tempo ho visto quali contenuti venivano apprezzati di più dai lettori e anche quale linguaggio risultava più chiaro, più diretto, più adatto per creare un dialogo continuo. Quali sono questi contenuti?

  • Risoluzioni a problemi: tu sai fare qualcosa e sai che potrà essere di aiuto ad altri. Il blogging, in fondo, è mettere le proprie competenze al servizio dei lettori.
  • Riflessioni varie: nessuno è un dio in terra, tutti abbiamo incertezze e dubbi. Scriverne aiuta noi e crea discussione.
  • Questioni da risolvere: ho incontrato delle difficoltà e le ho risolte? Ne parlo e questo aiuterà altri nei miei stessi panni.
  • Storytelling personale: raccontare di se stessi, ma sempre contestualmente al tema del blog. Ai lettori piacciono le storie personali.
  • Approfondimenti: non limitarsi a scrivere un post su un tema, ma affrontare quel tema da ogni punto di vista possibile.
  • Provocazioni: una vecchia tecnica SEO chiamata link baiting, perché scrivere di argomenti scomodi e tabù porta la gente a parlarne e a linkarti. Non l’ho fatto per questi motivi, voglio tenere il mio blog fuori dalle polemiche sterili, però articoli come “I libri peggiori che ho letto”, “Libri che scottano”, “Amazon uccide l’editoria?” o “I lettori di ebook leggono di più?” hanno portato parecchi commenti perché sono temi che spingono il lettore a dire la propria.

E altre attività connesse

Non saprei elencarle tutte, perché fanno parte del mio comportamento naturale, quindi sono spontanee e automatiche. Ma posso citarne alcune.

  • Rispondere ai commenti, come dicono sempre gli esperti. Perché è educazione e perché il blogging è dialogo. E per far sentire a casa loro i lettori.
  • Rispondere alle email: per lo stesso motivo. Ogni giorno qualcuno mi scrive per chiedere un parere.
  • Commentare altrove, come dicono sempre gli esperti. Perché altrimenti come ti fai conoscere? Ma non va fatto per questo motivo. Io commento nei blog che mi piacciono, principalmente. E quando ho qualcosa da dire in quelli che frequento meno.
  • E i social media? Ultimamente li sto frequentando pochissimo, ma io non sono mai stato un tipo molto sociale e socievole. Preferisco interagire nel mio blog o in quelli altrui. Da un po’ di tempo nei social – Twitter e Google Plus – non trovo più niente di nuovo, ma solo un continuo condividere post, informazioni che posso trovare con una newsletter. Però mi arrivano parecchie visite dai social, sono anzi ai primi posti nella classifica, con Facebook che ha superato Twitter.
  • Costanza: se abbandonate il blog, se scrivete a singhiozzo – un post oggi e un altro quando vi ricordate – le visite caleranno.

Come avete ottenuto traffico e lettori?

Siete agli inizi della vostra avventura nel blogging? Provate quello che ho fatto io: anche se non è la ricetta perfetta per il blog – perché non esiste – non sono certo pratiche che faranno male al vostro blog.

Avete già buone visite e lettori affezionati? Parlatene nei commenti: come li avete guadagnati?

51 Commenti

  1. LiveALive
    10 novembre 2014 alle 06:43 Rispondi

    Io pensavo che solo le donne nude attirassero i lettori… Ma si può sempre fare la prova! Ecco il post che uscirà su PennaBlu domani: “come la scrittura creativa può convincere la barista con la quinta che vi piace tanto a salire con voi in camera”.
    Poi ci sono anche le altre questioni che attirano visite, del tipo: “Perdi 5 kili a settimana con la scrittura creativa!”, oppure “i chirurghi estetici la odiano: ha 90 anni, ma grazie alla scrittura creativa ne dimostra 17”

  2. dramaqueen
    10 novembre 2014 alle 07:35 Rispondi

    Ieri ho letto l’articolo di Samuele Onelia e ho iniziato a domandarmi se esistano degli “influencer” nel settore del teatro. Sinceramente, non credo che esistano… Ma, anche se fosse, come dici giustamente tu, non andrei ad importunare gente che non conosco solo per fare la ruffiana.
    I tuoi metodi mi piacciono molto di più, perché presuppongono che il blogging sia vissuto anche come divertimento.
    Come ho fatto io ad aumentare i miei (pochi) visitatori? Coinvolgendo altri blogger. Quest’estate ho chiesto ai blogger-scrittori di scrivere dei monologhi per me e poi li ho trasformati in video. Evidentemente, l’idea è piaciuta.

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 14:08 Rispondi

      A meno che Gigi Proietti non abbia un blog, non esistono :D

      Il divertimento non può mancare, infatti. Il coinvolgimento funziona sempre. Riprovaci.

  3. Salvatore
    10 novembre 2014 alle 09:02 Rispondi

    Io non so nulla di SEo o di come dovrei gestire un blog. Non ho neanche delle nozioni di informatica che potrebbero, conoscendole, facilitarmi il lavoro. Le uniche conoscenze che ho in quei due campi le ho raccolte leggendo i tuoi post e sicuramente il mio intento non è mai stato ricercarle, ma semplicemente leggerti e condividere esperienze diverse. Le nozioni raccolte sono un di più.
    Detto questo, sono allineato. Soprattutto quando dici che ciò che conta è scrivere e la qualità dei contenuti. Non ho idea se i miei contenuti siano o meno di qualità, però scrivo. Scrivo presentandomi come sono e per quello che sono. Nulla nel mio blog è artificiale, nulla è studiato per raccogliere consensi o traffico. In fondo questo risponde allo scopo per cui ho deciso di aprire un blog: farmi leggere per quello che sono, per quello che scrivo. Se piaccio, allora mi leggono, e mi leggono. ;)
    I commenti per me sono importanti. Non perché indicano un qualche merito, ma perché il secondo obbiettivo che mi ero posto era di conoscere gente e condividere esperienze. Con i commenti questo è possibile. Ho intenzione di continuare così.

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 14:12 Rispondi

      Se tutto quello che hai fatto ti ha divertito e funziona, continua così :)

  4. La misura del successo - Il sito di pieru
    10 novembre 2014 alle 09:24 Rispondi

    […] blog pennablu di cui parleremo anche nelle prossime settimane. Il post di oggi parla di “come ottenere traffico e lettori” e a sua volta prende spunto da un post di Samuele Onelia pubblicato su Skande ovvero 11 […]

  5. Ferruccio
    10 novembre 2014 alle 09:43 Rispondi

    Tutte cose vere in linea di massima, ma la regole numero uno è scrivere per conto mio e cercare di farlo sempre meglio – se poi si affianca qualche servizio meglio ancora

  6. MikiMoz
    10 novembre 2014 alle 09:56 Rispondi

    Sono pressoché d’accordo con te su ogni punto.
    Il traffico arriva principalmente scrivendo belle cose.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 14:14 Rispondi

      E visto il coinvolgimento che ottieni tu sul Moz(zico) direi che stai andando alla grande :D

  7. Luca Sempre
    10 novembre 2014 alle 10:00 Rispondi

    Avendo letto e anche commentato l’articolo a cui ti riferisci, secondo me alcune strade che ha percorso per avere traffico sono comune intelligenti. Certo, il confine fra ruffianeria e collaborazione è sottile, ma alla fine resta il fatto che io ho appreso molto dalle interviste condotte nel suo blog e – credo – che arrivare ad avere 1000 iscritti alla newsletter in meno di un anno sia comunque un risultato importante per un blog appena nato.

    Per la mia esperienza, il tuo metodo non sarebbe applicabile al mio blog e ai progetti futuri, perchè non avrei il tempo per pubblicare 3/4 post a settimana (di qualità) come fai tu.

    Tutto sommato, penso che una certa attitudine al marketing e al commerciale sia importante – anzi direi essenziale – se si vuole emergere in certi settori. Come si dice… L’arte del sapersi vendere. Che non vuol dire ingannare il tuo pubblico ma fare in modo che il tuo messaggio venga recepito da più persone possibili in modo etico.

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 14:21 Rispondi

      Se intervisti personaggi molto conosciuti, quelli condivideranno l’intervista, ovviamente, quindi il tuo blog riceverà per forza una diffusione enorme. Altrimenti 1000 iscritti in un anno secondo me è abbastanza difficile averli.

      Sapersi vendere non è facile, infatti.

  8. Alessandro Cassano
    10 novembre 2014 alle 11:07 Rispondi

    Vorrei tanto buttar giù il blog e rifarlo da zero. Ma poi arriva puntualmente una vocina che mi dice: ma chi te lo fa fare?

  9. Eli Sunday Siyabi
    10 novembre 2014 alle 11:42 Rispondi

    Concordo su tutto, Daniele.
    Gli influencer? Per carità: io nel mio blog cerco sempre di scovare persone da intervistare, sconosciuti preferibilmente senza un blog, perché è di loro che voglio parlare: persone normalissime che stanno per cambiare vita o l’hanno già fatto. Spesso è gente che mi contatta privatamente raccontandomi la sua vita, perché non lo può fare altrove. Sono quelli, poi, che attirano i lettori sul mio blog. Creano empatia perché non sono gente che si sta promuovendo, sono solo persone piene di timori e che fanno errori, proprio come tutti (me compresa).

    Storytellung personale e risolvere problemi sono alla base del mio blog. Seo? Per me, è uno sconosciuto: quando scrivo, scrivo a ruota, e i titoli (purtroppo o per fortuna) li metto inerenti al testo scritto, come piace a me.

    Ho notato che il traffico è aumentato da quando commento su altri blog, ma soprattutto quando commento sulle pagine Facebook degli altri. Aumenta anche condividendo le cose degli altri su twitter, ma non twitto tanto per farlo: solo le cose che mi toccano, che mi colpiscono. Il problema è che non faccio la blogger per professione, per cui bisognerebbe stare sui social ore al giorno, e questo mi ruberebbe il tempo per me stessa. Cosa che non voglio.

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 14:27 Rispondi

      Nel tuo caso, infatti, credo anche io che funzionino meglio le storie di persone comuni.

      Commentare in altri blog è sempre bene, mi stupisce un po’ Facebook, nel senso che non è un traffico veramente diretto: da FB arrivano al tuo profilo e da lì al tuo blog.

  10. Fabio Amadei
    10 novembre 2014 alle 12:01 Rispondi

    Anch’io condivido in pieno quello che dice Daniele. Sono le idee che fanno la differenza. Gli argomenti che vengono approfonditi, stimolano le cellule cerebrali ad attivarsi e creare del sano scambio tra lettori. Personalmente scrivo su Facebook sulla vendita che è sostanzialmente da sempre la mia professione e noto un certo interesse quando certi spunti stimolano la riflessione. È bello quando quello che impari lo metti a disposizione degli altri. È buono è giusto condividere le proprie scoperte e i trucchi del mestiere e tutto questo viene raccolto da chi ne fa tesoro per farlo diventare del buon “carburante” per migliorarsi in modo più fluido e naturale.

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 14:29 Rispondi

      Lunedì prossimo parlerò proprio di quello che hai accennato: creare uno scambio coi lettori. Farà parte del post.

      • Silvia Ferrari
        31 marzo 2016 alle 11:50 Rispondi

        Ciao Daniele! Hai più pubblicato l’articolo riguardante la creazione di uno scambio con i lettori? Sarei interessata a leggerlo!

        • Daniele Imperi
          31 marzo 2016 alle 12:44 Rispondi

          Ciao Silvia, benvenuta nel blog. A quale articolo ti riferisci?

  11. Alessandro Madeddu
    10 novembre 2014 alle 13:25 Rispondi

    Ho ottenuto un certo traffico solo con “il paese degli Sputnik” ed è principalmente traffico da motori di ricerca: gente che ha bisogno di informazioni, che vuole leggere storie difficili da trovare. Da facebook ottiene pochissimo, da google plus niente, su twitter ho rinunciato. Insomma, concordo: si ottengono visite con i contenuti, se è possibile ben scritti, se è possibile tanti.

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 14:30 Rispondi

      Tanti sì, ma devono essere sempre di qualità. Su Twitter funziona se hai parecchi follower, così come si Fb e Google+.

  12. Chiara
    10 novembre 2014 alle 13:46 Rispondi

    Io sono online da quasi sei mesi e mi sento abbastanza soddisfatta dei risultati. In generale posso dire che mi comporto come te, su tutta la linea. Nessuno mi ha mai forzata o imposto nulla. Ho semplicemente agito con spontaneità e con naturalezza.

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 14:32 Rispondi

      Spontaneità e naturalezza funzionano sempre, ti spingono a creare contenuti validi e originali.

  13. Alessandro Gnola
    10 novembre 2014 alle 13:56 Rispondi

    Pienamente d’accordo con te Daniele.come si dice spesso i contenuti prima di tutto!

  14. Ivano Landi
    10 novembre 2014 alle 15:20 Rispondi

    Anch’io finora mi sono basato solo sui contenuti. Sono partito da questo assunto: scrivere di quello che interessa e piace a me sperando che piaccia o interessi anche a qualcun altro. E, per fortuna sembra di sì. Fra pochi giorni festeggio un anno e il blog gode di buona salute. Non sono ancora al livello delle visite giornaliere a quattro cifre ma a tre sì.

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 16:36 Rispondi

      Stesso assunto mio. Le 4 cifre giornaliere le ho raggiunte col tempo, non dopo un anno :)

  15. Alessandro Cassano
    10 novembre 2014 alle 16:51 Rispondi

    Perché questa voglia di rifare tutto da capo?

    Perché vorrei dare una svecchiata alla grafica e ordinare un po’ le categorie. Messe così son troppo dispersive

  16. Massimo
    10 novembre 2014 alle 19:14 Rispondi

    Bel post! Curato e completo ma soprattutto originale e controcorrente. A tratti quasi provocatorio..
    Questo è l’aspetto più interessante e sicuramente stimola altre riflessioni..

    a presto

    Massimo

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 20:27 Rispondi

      Ciao, Massimo, grazie e benvenuto.
      In parte voleva anche essere provocatorio, ma senza polemica.

  17. Lisa Agosti
    10 novembre 2014 alle 19:29 Rispondi

    E dunque, sei un “influencer” :D

    Seguirò la tua ricetta, è adatta al mio blog perché non è a scopo di lucro e non sono a caccia di visibilità a tutti i costi. Può darsi che se e quando avrò un libro da pubblicizzare presterò più attenzione alle statistiche, per ora mi basta avere pochi followers simpatici con cui condividere la mia passione per i libri.

    Visto che siamo in tema “blog”, vorrei chiederti se da qualche parte nella tua impaginazione c’è il link al post precedente. M’è capitato più d’una volta di voler tornare a una pagina letta di recente di cui non ricordavo il titolo ma non riesco a trovare la freccina che apre il penultimo post pubblicato.

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 20:29 Rispondi

      No, io non influenzo nessuno :D

      Non ho quella funzione col post precedente, mi dispiace. Non riesci a risalire al post in nessun modo? In fondo c’è l’archivio mensile, quello può esserti utile.

  18. Samuele Onelia
    10 novembre 2014 alle 21:28 Rispondi

    Ciao Daniele, grazie per aver letto il mio guest post e esserti preso del tempo per creare questo post di risposta.

    Per amor di conversazione, ti commento e approfondisco un paio di punti. Non voglio convincere nessuno, ognuno è libero di seguire le strategie che ritiene vincenti.

    Il mio post per Skande aveva l’obiettivo di mostrare che quando si lancia un blog ci sono azioni più efficaci di altre. E se le fai in maniera consistente puoi avere maggior controllo sulla crescita della tua piattaforma.

    Non ho idea se Rudy Bandiera, Skande o Davide Pozzi sono dei guru. Sono dei blogger molto più conosciuti di me (ma ci vuol poco), e hanno un pubblico di lettori che si fida di loro.
    Se voglio costruire una cattedrale (il mio blog), posso fare tutto da solo e metterci una vita, oppure posso chiedere l’aiuto di altre persone, e metterci molto meno. Se sono esperte le cose funzionano ancora meglio.

    Se pensi che fare tutto da solo sia meglio, nessun problema, ma alla fine della giornata conta chi ha messo più mattoni sul muro, non chi ha faticato di più.

    Per quanto riguarda SEO, social e design io non sono bravo in nessuna di queste cose.
    Per cui dopo diversi blog fallimentari ho deciso che mi sarei concentrato unicamente sui lettori (o ascoltatori nel caso del podcast). Dove stanno e di cosa hanno bisogno.

    I lettori a cui io voglio parlare, leggono già alcuni blog e si fidano già di altri blogger. Allora invece di affidarmi a Google o Facebook, cerco di andare a parlare direttamente con queste persone.

    Il guest post (e anche le interviste in modo diverso) è questo, un blogger che dice ai suoi lettori: “Sapete che mi sbatto un casino per voi. Oggi vi presento questo mio amico che è uno in gamba, dategli una possibilità.”

    Questo approccio, oltre che efficace, mi sembra più corretto che non sperare in Google che si accorge di te e decide che meriti la prima pagina.

    • Daniele Imperi
      11 novembre 2014 alle 08:16 Rispondi

      Ciao Samuele,
      neanche io col mio volevo convincere nessuno :)

      A me non piace proprio l’idea di dover dire “ho un bel blog grazie a Tizio e Caio che sono famosi e mi hanno aiutato”. E non credo che tutti i grandi blog che esistono abbiano raggiunto il successo grazie a blogger famosi.

      Per la parte grafica, adesso esistono temi responsive a basso costo, quindi il tempo impiegato è poco, alla fine.

      I guest post io li vivo così: da me accetto solo persone che hanno già commentato nel mio blog e propongo miei guest post a persone che conosco. Altrimenti non ha senso.

      • Miché Miché
        12 novembre 2014 alle 17:37 Rispondi

        Posso dire la mia da lettore? xD
        Quando mi trovo di fronte a delle interviste, ho la sensazione che il tutto sia frutto più di uno scambio di favori tra blogger che il desiderio genuino di voler pubblicizzare colleghi validi.
        Potrei non avere ragione, questa sensazione però resta.

        • Daniele Imperi
          12 novembre 2014 alle 18:50 Rispondi

          Capisco e magari in qualche caso è così. Ma quelle che trovi qui sono tutte genuine ;)

  19. Grazia Gironella
    10 novembre 2014 alle 21:49 Rispondi

    Bel post, cui non aggiungo niente perché sono ancora troppo novellina per dare un apporto che non sia banale. Comunque credo anch’io che gli influencer non siano poi così necessari. Certo, se conosci qualcuno che ti piace e riveste un ruolo importante nel settore di cui tratti, perché no? Ma scovarlo a forza per fare audience mi sembra una manovra che porti un successo momentaneo più che duraturo.

    • Daniele Imperi
      11 novembre 2014 alle 09:26 Rispondi

      Grazie.

      Il problema è che sembra che cerchi quelle persone per un ritorno di visite.

  20. Claudia
    10 novembre 2014 alle 23:43 Rispondi

    La forza sta nel catturare il lettore coinvolgendolo, renderlo partecipe e rispondere, con articoli mirati, a dubbi e perplessità in modo efficiente e competente. Questo io ho trovato qui.
    Non sono un tipo molto social, penna blu corrisponde a quello che mi aspetto da un blog, contenuti, opinioni e magari anche scontri d’idee, ma sempre nel pieno rispetto del pensiero altrui.

    • Daniele Imperi
      11 novembre 2014 alle 10:43 Rispondi

      Hai ragione, la penso allo stesso modo: i lettori vanno fatti partecipi del blog, altrimenti diventa un monologo. Gli scontri d’idee ci saranno per forza, specialmente quando scrivi qualcosa che può colpire molto. Ma fa parte del gioco.

  21. Pauline
    14 novembre 2014 alle 01:41 Rispondi

    Sono davvero contenta di averti trovato!
    Questo post mi dà un grande sollievo, sai perché? Perché esprime tutto quel che ho sempre inconsciamente pensato da quando ho aperto il mio blog (da poco più di un mese) ma di cui non sono mai stata consapevole! O meglio: in parte ne ero consapevole, ma diciamo che non ho mai dato retta ai segnali che arrivavano da me stessa, pensando che se quella era la strada consigliata dagli esperti di Seo e compagnia bella, quella dovevo seguire!
    Ho letto centinaia di post su questo argomento. Tutti dicevano più o meno le stesse cose
    ..scusa mi è partito il commento! :-D
    Dicevo che i post sull’argomento sono più o meno tutti uguali. Di fronte ai consigli (guest post, commenti su blog sconosciuti ma famosi eccetera) la mia reazione spontanea ed immediata è sempre stata quella che descrivi in questo post: istintiva repulsione! Perché non è naturale, non accadrebbe nella vita reale che io mi avvicini ad uno sconosciuto famoso per chiedergli aiuto! Non è onesto, non è naturale, non ci riesco! Non voglio neanche provarci!
    Il mio blog si occupa di bio-eco cosmesi e gli ‘influencer’ in questa nicchia sono blogger con cui io condivido pochissimo! Hanno uno stile ed un modo di porsi al pubblico con cui non mi trovo in sintonia..perché dovrei collaborarci? Probabilmente loro non vorrebbero collaborare con me, allora a che serve questa finzione? Siamo nella stessa nicchia, ma siamo tutti diversi…e molto! Proprio oggi ho commentato (sforzandomi di seguire i consigli degli esperti) su un blog simile al mio..ma ho fatto uno sforzo enorme, mi sono sentita come una che bussa nella casa di un estraneo, che gli apre e lo accoglie giusto per educazione, ma con un sorriso freddo (perché sa che tu sei lì perché vuoi sfruttare in un certo senso il suo blog) e poi mi sono ritrovata in una specie di salotto con tutti che si conoscevano e parlavano tra di loro ed io che mi sforzavo di intervenire ma nessuno mi calcolava! Cioè ma davvero dobbiamo fare tutto questo?? Non mi piace nella vita abbozzare per ottenere qualcosa, non mi piace fingere, perché dovrei farlo qui? Finora non ho trovato un blog che mi abbia ispirato un commento sincero, quindi non commenterò più.
    Tra l’altro, tornando ai blogger famosi della nostra nicchia…ma vi pare così semplice contattarli? Io ho provato a commentare in due blog molto noti…impossibile! A parte il fatto che ci sono duecento commenti e quindi vorrei capire chi si accorge di me. Ma anche solo entrarci è difficile, sono pieni zeppi di pubblicità, navigarci dentro è un’impresa. Mi rifiuto.
    Inoltre, vorrei capire la logica dello sfruttare il traffico altrui. Ma se un utente trova utile il blog di una determinata persona, perché dovrebbe venire nel mio? A maggior ragione se si tratta di un blog conosciuto..qualcuno mi spiega perché l’utente di un ‘big’ della mia nicchia dovrebbe innanzitutto accorgersi di me e poi venire da me quando trova tutto quel di cui ha bisogno nel blog che già frequenta magari da anni? Ho l’impressione che dopo essersi sforzati, essere andati contro se stessi, dopo aver superato imbarazzi, essersi mortificati nel chiedere aiuto, non se ne ricavi che noccioline.
    Mi piace rispondere alle domande su Yahoo answer: mi sento utile, lo faccio con piacere, la trovo una pratica sensata (non so ai fini del traffico però).
    Per ora è l’unica cosa che faccio, oltre all’iscrizione a qualche directory, agli aggregatori, ed aver aperto una pagina su Fb (sugli altri social non sono nemmeno iscritta!)
    Curo molto la seo on page, questo sì, ma devo iniziare a scrivere almeno un post al giorno, ce la posso fare!
    Scusate il papiro, ma finalmente ho la sensazione di aver trovato qualcuno con cui comunicare, con cui parlare la stessa lingua!
    Ah tra l’altro questo è uno dei pochi blog sulla seo &C aggiornato a novembre 2014! Ed in cui l’autore risponde ai commenti! Mi spiegate perché Google mette in prima pagina, spesso nei primi posti blog che hanno contenuti aggiornati ad anni fa?
    Grazie…se qualcuno vuole dare un’occhiata al mio blog, anche solo per consigli sul design e sulla navigabilità, mi farebbe un grosso piacere..non ho nessuno a cui chiedere, sto facendo tutto da sola e non so un tubo d’informatica! http://www.mynonsolobio.com/
    Grazie mille!!!

    • Daniele Imperi
      14 novembre 2014 alle 08:56 Rispondi

      Ciao Pauline e benvenuta.

      Anche a me infatti alcune pratiche sembrano innaturali. Così come mi è capitato di commentare in blog molto conosciuti e non aver ricevuto risposta.

      Qui però hai commentato :)

      Nella tua nicchia immagino che ci sia parecchia pubblicità nei blog, come è vero che molti esagerano e non capisci quale sia il contenuto e quale il messaggio pubblicitario.

      Un lettore di un blog famoso potrebbe venire a leggere il tuo blog se il tuo commento lo ha incuriosito: quindi devi scrivere un commento che spacca, che magari contesta tutto ciò che ha scritto il blogger famoso, che lo smentisce anche. Ma è chiaro che devi scrivere qualcosa di vero, insomma non deve essere una sporca pratica per far venire da te i suoi lettori.

      Se ricevi visite al tuo blog da Answers, allora va bene. Controlla sulle statistiche del blog.

      Aggregatori e directory li ho abbandonati da anni: non portavano nulla.

      Non è necessario scrivere un post al giorno – anche se tempo fa la pensavo così – ma scrivere periodicamente.

      Penna blu non è però un blog sulla SEO, ma sulla scrittura principalmente, anche se tratta di blogging e copywriting e contenuti. La SEO ci entra raramente, ma sempre finalizzata alla scrittura e ai blog.

      Per controllare bene i risultati di Google devi cercare usando la navigazione nascosta e senza essere “loggata” a Google (se hai una gmail). I siti che trovi ai primi posti hanno ricevuto tantissimi link e per Google sono ormai diventati autorevoli. Spero che le cose cambino in meglio.

      Darò un’occhiata al tuo blog.

  22. Pauline
    14 novembre 2014 alle 12:10 Rispondi

    Ciao Daniele :-)
    Certo che ho commentato qui…mi è venuto spontaneo perchè condivido ciò che hai scritto, mi trovo in sintonia con ciò che pensi e quindi non mi sono dovuta sforzare di farlo.

    Non è che sia contraria in linea di principio a commentare nei blog di gente che non conosco: d’altronde sul web nessuno si conosce e se non ci si attiva per crearsi una rete, è difficile che avvenga automaticamente. Sono perplessa sul fatto di commentare nei blog altrui, come giustamente scrivi tu, solo perchè influenti: come ho già scritto, con questi blogger non ho molto da condividere, i loro contenuti non li trovo intressanti, quindi non so proprio cosa scrivere. Magari scriverei un commento, come dici tu, che ‘spacca’, ma non attinente all’argomento. Come si fa a scrivere un commento interessante e pertinente se non ti viene naturale farlo? Magari mi sbaglio e in futuro mi ricrederò!Può darsi che non abbia ancora trovato un blog che mi ispiri: continuerò la ricerca, ma dubito che saranno particolarmente influenti e conosciuti (quelli li ho visti già tutti). Tutto ciò vale anche ovviamente per guest post ed interviste.
    Sì avevo capito che il tuo blog non è sulla Seo principalmente. Mi riferivo al contenuto di questo post, che dà consigli su come ricevere traffico. Mi è piaciuto perchè è controcorrente.Ho controllato le statistiche ma non ho trovato Yahoo answer tra le fonti di traffico: può darsi sia compreso tra le fonti di traffico diretto, visto che lascio il link nei commenti?

    ‘Per controllare bene i risultati di Google devi cercare usando la navigazione nascosta e senza essere “loggata” a Google (se hai una gmail)’. Perchè?
    Grazie mille per tutti i consigli e per il tempo che mi hai dedicato.
    Tornerò sicuramente a farti visita, anzi il tuo blog è già nei preferiti! ;-)

    • Daniele Imperi
      14 novembre 2014 alle 12:31 Rispondi

      Io infatti ho commentato nei blog influenti solo quando l’ho ritenuto necessario: quando avevo da dire qualcosa, molte volte andando contro ciò che avevano scritto :)

      Se non ti viene in mente cosa scrivere, allora non commenti, ovvio.

      Google, se sei loggata, tende a premiare i siti che visiti più spesso, perché se li visiti spesso significa che ti piacciono, quindi te li fa trovare prima.

      Quando voglio controllare come è posizionata una mia pagina, lo faccio usando un browser in cui non mi sono mai collegato a Google e uso anche la navigazione nascosta.

      Se cerco con Firefox (in cui sono loggato) “articoli per blog”, la mia pagina è al 6° posto. Con Opera la vedo 8°. E così per altre pagine, con Firefox le trovo in posti migliori.

      Se cerco Copywriting con Firefox, mi dà ai primi posti Pennamontata, sito che visito molto. Con Opera lo trovo oltre la metà della pagina.

      Grazie a te :)

  23. Giulia
    7 dicembre 2014 alle 13:26 Rispondi

    Ho scoperto da poco questo blog, ma da quando ho iniziato a leggere gli articolo, ne sono diventata dipendente! Ho aperto da poco il mio, e ogni giorno vengo qui per cercare e scoprire nuove cose che mi possono aiutare.. anche se non so bene cosa cercare, so che troverò sempre qualcosa di utile :D quindi grazie :)

  24. Giacomo
    11 dicembre 2014 alle 12:53 Rispondi

    Concordo perfettamente con la tua visione sul blogging. Soprattutto da quando Google ha introdotto gli algoritmi “Panda” e “Penguin”, le strategie di posizionamento “taroccato”, basato su furbate di basso profilo, usate da molti operatori SEO, non funzionano più. L’ unica strategia premiante è, come dici tu, proporre al pubblico contenuti di qualità e in particolare utili.
    Io sono partito da poco con il mio sito, dove è presente sia un blog che un “negozio” di ebook, e con questo sistema, pubblicando nuovi post con regolarità, piano piano Google si sta accorgendo di me, e con lui i naviganti. Sono perfettamente consapevole di avere appena cominciato e che il grosso è ancora da fare, del resto non si può pretendere di avere successo in pochi mesi.
    Hai ragione da vendere anche sul chiedere aiuto agli “opinion leader” del tuo settore : non ne vedo l’ utilità, nè il perchè, tantomeno, dovrebbero aiutarti, specie se vendi qualche prodotto facendo loro concorrenza.

  25. Stefano Bragagia
    23 dicembre 2015 alle 21:54 Rispondi

    Condivido i punti di quest’articolo. Uno in particolare: ridurre la SEO al minimo indispensabile. Dare al proprio pubblico i migliori contenuti possibili senza esagerare con i trucchetti è una strategia che da i migliori risultati per tutti: lettori soddisfatti, pagine Google libere da siti spazzatura ultra-ottimizzati, e siti di qualità in cima.

    Credo che ci sia spesso la tentazione di trovare “scorciatoie”, forse innescata dal vedersi sempre dietro a questi siti con poco contenuto ma tanto traffico.

    Bisogna avere la pazienza di aspettare che il proprio blog-piantina cresca rigoglioso, usando tutti gli strumenti possibili ma tenendosi alla larga da concimi chimici e diserbanti.

    Eventualmente, ma non lo so ancora per certo perché il mio blog è appena germogliato, la qualità avrà la meglio.

    • Daniele Imperi
      24 dicembre 2015 alle 09:35 Rispondi

      Ciao Stefano, benvenuto nel blog. Anche per me è sempre la fretta a scatenare queste scorciatoie. Il mio blog è in prima pagina per parecchie parole chiave e non ho mai usato trucchetti.

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