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Creare un senso di aspettativa nel blog

Creare un senso di aspettativa nel blog

Quando apriamo un blog, vogliamo lettori. E quando arrivano i primi lettori, vogliamo che aumentino e restino nel nostro blog, che continuino a leggerci e a commentare. Un blog ha bisogno di un suo pubblico per restare vivo, ma in una rete sempre più piena di blog non è facile creare una comunità di lettori e mantenerla.

Il problema, oggi, è che il pubblico si aspetta sempre qualcosa di nuovo, ha fame di novità in una blogosfera che ha iniziato da tempo a riciclare e a non offrire più tante voci e contenuti originali.

Possiamo impegnarci a scrivere articoli di interesse, ma questo non sempre è sufficiente per costruire un pubblico: perché quel pubblico va poi conservato, altrimenti lascerà il nostro blog per approdare in un altro.

In fondo è un problema che hanno tutte le aziende: non basta trovare clienti, serve anche fidelizzarli, farli tornare ad acquistare da loro.

Come?

Avete mai pensato, per esempio, a creare un senso di aspettativa nei vostri lettori per mantenerli nel vostro blog, per spronarli a tornare?

Segnalate progetti futuri che riguardano blog e blogger

Da tempo ho creato la categoria “Novità del blog”, ne avevo sentito l’esigenza quando ho dovuto segnalare il mio primo ebook gratuito pubblicato qui.

Trovo molto utile una categoria del genere, perché un blogger prima o poi ha bisogno di pubblicare comunicazioni di servizio, chiamiamole così, ai propri lettori.

Segnalare i progetti futuri del blog e del blogger rientra in questa categoria e crea senz’altro aspettativa nel pubblico.

Questo blog è frequentato più da aspiranti scrittori e autori emergenti che da altri, quindi prenderò come esempio questo tipo di pubblico.

State lavorando al vostro nuovo romanzo? Annunciatelo nel blog. Chi vi conosce e ha letto il vostro precedente romanzo resterà sicuramente incuriosito dalla notizia. Qualcuno di voi pubblica già questo tipo di segnalazione, ma gli altri?

Parlate dello sviluppo dei progetti

Pubblicare articoli su come procede il vostro romanzo – o qualsiasi altro progetto a cui state lavorando – vi permette di trovare buone idee per il vostro blog, ma soprattutto crea aspettativa nei lettori.

E in questo caso l’aspettativa ha una duplice utilità: quella di garantire lettori e quella di offrire spunti di riflessioni e soluzioni a chi ne cerca.

Scrivere di come procede la stesura di un romanzo ci permette di aiutare quei novelli scrittori che non sanno come muoversi nella scrittura creativa. Ma serve anche a noi, dopotutto, per ufficializzare il raggiungimento di una tappa.

Create una serie di post

Scrivere una serie di articoli su un argomento richiede una buona conoscenza di quella materia, ma una serie di post si può scrivere anche su una propria esperienza, come l’ultima che ho pubblicato io sulla mia prima esperienza di pubblicazione.

In ogni caso una serie di post si scrive quando abbiamo tanto da dire su un certo tema, ecco perché non ne compaiono tante nei blog.

Creare una serie di articoli incentrati su un grande argomento è in pratica come scrivere un post lunghissimo e pubblicarlo a puntate nel blog.

Un tempo nei quotidiani gli scrittori pubblicavano romanzi a puntate (non so se si faccia ancora) e questo creava aspettativa nei lettori del giornale, che venivano così incentivati a comprare l’edizione successiva per sapere come continuava la storia.

Una serie di post è come un breve romanzo a puntate.

Create delle rubriche fisse

Su «Penna blu» sono uscite finora 10 rubriche fisse:

  1. 10 parole nuove: elenco di 10 parole sconosciute trovate nei libri che leggevo
  2. Letteratura e cinema: articoli sui libri da cui hanno tratto il film
  3. Grammatica in pillole: brevi post sulle regole grammaticali
  4. Nella mia libreria: nuovi acquisti di libri
  5. Nella mia libreria elettronica: nuovi acquisti di ebook
  6. Libri in uscita: segnalazioni di libri appena pubblicati che reputavo interessanti
  7. I prossimi post: segnalazione del sabato degli articoli che sarebbero usciti la settimana seguente
  8. Le recensioni del mese: segnalazione delle recensioni che pubblicavo in un altro blog
  9. Il meglio di Penna blu: mese per mese la raccolta dei post del blog più interessanti
  10. Post-it: citazioni di autori da mettere in relazione con la scrittura

Poi ho smesso. Non credo che pubblicherò ancora rubriche fisse nel blog. Però, se ci sono buone idee, sono di sicuro un ottimo metodo per creare aspettativa nei nostri lettori.

Delle 10 rubriche potevano interessare le prime 3, ma le altre non hanno avuto successo, specialmente la 7.

Una rubrica fissa richiede un impegno maggiore di una serie di post, perché è a cadenza regolare. Anche quotidiani e riviste hanno rubriche fisse – anzi si fondano proprio sulle rubriche fisse.

Quanto riuscite a parlare di uno stesso argomento periodicamente?

Pubblicate con frequenza

Quando pubblicavo ogni giorno, c’erano lettori che mi dicevano che «Penna blu» era diventato un appuntamento fisso della loro giornata: per qualcuno era la mattina prima di andare al lavoro, per altri era alla pausa pranzo.

Credo che quell’appuntamento fisso sia andato perduto da quando ho deciso di pubblicare nel blog soltanto 2 giorni a settimana. Pazienza, non torno indietro con le mie decisioni.

Però con questo voglio dire che, almeno in base alla mia esperienza, se pubblichi ogni giorno crei una grande aspettativa nei lettori: ogni giorno quei lettori si chiederanno che cosa uscirà nel blog, di che cosa parlerà il blogger.

Meno post si pubblicano a settimana, meno aspettativa si creerà nei lettori. Qual è la vostra esperienza in merito?

Pubblicate secondo un calendario editoriale fisso

Date precise di pubblicazione inducono il lettore a non dimenticarsi di un blog che segue. Molti decidono di pubblicare 2 volte a settimana, ma non in giorni prefissati.

Se io so che nei giorni dispari escono i post di un blog, mi ricordo più facilmente di tornare in quel blog. Penso che scegliere un calendario editoriale fisso per le nostre pubblicazioni aiuti i lettori a tornare, a non dimenticarsi del nostro blog.

Un calendario editoriale preciso dà anche al blog un aspetto più professionale.

Inviate una newsletter

In questo sono carente. La mia newsletter non è una vera newsletter, ma sono solo gli aggiornamenti del blog inviati in modo automatico da Mailchimp quando esce un post.

Avevo in mente di creare dei contenuti originali per gli iscritti, ma poi ci ho ripensato: servono buone idee, ma soprattutto servono buone idee costantemente, e io non ne ho.

Ma una newsletter di contenuti originali, meglio un solo invio settimanale, crea molta aspettativa negli iscritti, che sono anche i vostri lettori abituali.

Avete mai seguito uno di questi metodi nel vostro blog per fidelizzare il vostro pubblico? Quale ha avuto più successo di altri?

35 Commenti

  1. grilloz
    26 aprile 2016 alle 09:02 Rispondi

    Saper creare aspettative vale un po’ in tutti i campi (compresa, anzi soprattutto, la scrittura), naturalmente poi le aspettativa vanno poi soddisfatte.
    Ho smesso di tenere un blog perchè non avevo più tempo da dedicargli e soprattutto non avevo più idee, meglio sfruttare le idee altrui e partecipare alle discussioni interessanti nei commenti ;)
    In realtà adesso avrei bisogno di aumentare le interazioni sul forum, che ha dinamiche un po’ diverse da un blog. Boh, vedremo cosa riusciremo a combinare :P

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2016 alle 12:36 Rispondi

      Un forum volevo aprirlo tempo fa, legato a questo blog, ma ci ho ripensato perché un impegno troppo grande rispetto al blog :)
      Anche se in forum sono gli utenti che propongono discussioni, l’admin comunque deve saper partire per attrarli e continuare a proporre novità per mantenerli.

      • grilloz
        26 aprile 2016 alle 12:50 Rispondi

        Io non l’ho aperto, sono stato promosso :P e per fortuna non sono da solo.
        Il forum in realtà potrebbe quasi mantenere da solo, solo che ogni tanto bisogna stimolarlo un po’. Al momento abbiamo delle sezioni che funzionano e delle altre che arrancano. Spesso non è facile stimolare la discussione, ci si prova e si impara pianpiano ;)

        • Daniele Imperi
          26 aprile 2016 alle 12:52 Rispondi

          Tenere un forum da soli è da pazzi :D
          Volevo dire proprio quello: bisogna stimolare la discussione anche creandola. Sono stato moderatore in diversi forum in passato e ho visto che gran lavoro c’è dietro.

  2. Francesco Magnani
    26 aprile 2016 alle 09:16 Rispondi

    Pubblico una volta a settimana, il lunedì, ad eccezione dei festivi. Poi, sto investendo sulla newsletter: ogni volta che pubblico un nuovo articolo aggiungo sempre un breve testo per coinvolgere maggiormente l’utente. Ogni tanto, cerco di offrire qualcosa di speciale, riservato ai soli iscritti. Entrambi i metodi funzionano bene. Sono al lavoro con dei nuovi contenuti da scaricare ed altre novità. Inoltre, ho in mente una rubrica fissa, ma devo valutare un paio di cose.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2016 alle 12:37 Rispondi

      Se funzionano bene, allora sei a posto :)
      Le rubriche fisse sono un bene e un male insieme, secondo me. Un bene per il blog e un male per il blogger che deve trovare idee su che scrivere.

  3. silvia
    26 aprile 2016 alle 09:41 Rispondi

    Proprio oggi nel mio blog parlo di blogging. Il mio post nasce dalla constatazione che il mio blog riscuote più successo nella rubrica del giovedì (i dubbi del giovedì), in cui più che dare risposte vengono poste domande, rispetto ai post più generici del martedì in cui qua e là qualche risposta viene proposta. Sembrerebbe strano. Ma ci sono diversi motivi a giustificare questo fatto.
    Sicuramente l’aspettativa che si crea ha una sua rilevanza anche perché le domande, almeno sulla carta, tentano di seguire un filo logico che è quello di superare le difficoltà che man mano che mi si presentano nella stesura del mio romanzo. Domande che evidentemente riguardano un po’ tutti gli aspiranti scrittori.
    Anch’io poi sono del’idea che la pubblicazione a scadenza fissa abbia molti vantaggi, per questo, pur a volte con un po’ di sacrificio, non salto mia un appuntamento.
    Del resto, sono tutte cose che ho imparato dal tuo libro. :P

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2016 alle 12:40 Rispondi

      Dopo faccio un salto da te, allora :)
      Ho visto anche io che i post in cui fai riflettere e poni dubbi funzionano meglio: è perché i lettori sono più coinvolti.
      Mi fa piacere che il mio libro ti abbia insegnato qualcosa :D

  4. Marco Lovisolo
    26 aprile 2016 alle 10:17 Rispondi

    Devo dire che la lettura di questo post mi ha confortato. Sto per lanciare il mio blog e alcune idee menzionate qui le avevo già elaborate in autonomia. Esempio: le rubriche fisse. Io per il momento declino al singolare perché non ho tutte queste idee per tenerne in piedi più di una.
    Stessa cosa per la serie di post. Ne sto preparando alcuni in modo da poter pubblicare con una cera frequenza appena partirò con il blog.
    Tuttavia ci sono altre idee e suggerimenti sui quali non mi sono nemmeno soffermato; un esempio per tutti: la newsletter.
    Questo tuo post me lo salvo in locale e ogni tanto me lo rileggerò :o)

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2016 alle 12:41 Rispondi

      Intanto puoi iniziare con una sola rubrica e vedere come va. Ad aprirne altre fai sempre a tempo :)

  5. Ferruccio
    26 aprile 2016 alle 11:24 Rispondi

    creare delle aspettative credo sia una delle qualità migliore che un blogger può mettere nel suo lavoro. credo anche di seguire in linea di massima tutti i tuoi esempi per creare aspettative.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2016 alle 12:42 Rispondi

      Tu hai diverse rubriche, in effetti. Serie di post ne hai create?

      • Ferruccio
        28 aprile 2016 alle 10:23 Rispondi

        Forse ho qualcosa di simile, penso a I dolori del giovane blogger

  6. Salvatore
    26 aprile 2016 alle 11:33 Rispondi

    Io lo faccio anticipando i temi con mesi prima, ma non di proposito. E che sono pigro… XD

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2016 alle 12:42 Rispondi

      In che modo anticipi i temi?

      • Salvatore
        28 aprile 2016 alle 10:21 Rispondi

        Nei commenti ai miei post. Visto che si è creato un bello scambio con i lettori, capita che si aprano dei temi.

  7. Ulisse Di Bartolomei
    26 aprile 2016 alle 12:27 Rispondi

    Salve Daniele

    Credo che la migliore aspettativa sia la fiducia che gli articoli saranno sempre interessanti e ben fruibili. L’articolo “attraente” è quello che tratta una definita questione, la approfondisce ma non eccessivamente, per lasciare spazio argomentale nei commenti e anzitutto facilità di dissertarvi. Nei tuo caso non so se ci sei arrivato casualmente o di proposito, ma rispetti questi criteri. La fruibilità, la intendo come gestione dei contenuti e della formattazione e lunghezza del testo. Un articolo che mi impegna venti minuti per leggerlo e la grandezza dei caratteri è come nei foglietti esplicativi nei medicinali, neppure lo considero a meno che rivesta un’importanza particolare. Circa le aspettative, il mio “nodo” sta nel come creare efficaci aspettative nelle mie prefazioni…

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2016 alle 12:45 Rispondi

      Ciao Ulisse, anche la fiducia conta. Ma quando sei all’inizio il lettore non ha ancora fiducia in te.
      Nelle prefazioni non saprei come creare aspettativa. Forse incuriosendo il lettore su ciò che leggerà. Ma come incuriosirlo? :)

      • Ulisse Di Bartolomei
        26 aprile 2016 alle 13:42 Rispondi

        All’inizio non c’è che da lavorare, aspettando che la “clientela” si formi e anzitutto che i motori di ricerca ti identifichino e classifichino come utile. Io ti ho trovato in quanto in una mia ricerca di grammatica, tra tanti google ha fatto uscire pennablù, C’è da dire che è un nome azzeccatissimo per un blog di scrittura. Non saprei cosa si potrebbe implementare. Io a volte ci sto due minuti, altre cinque o dieci. Oggi aspetto una visita e non posso iniziare altro di impegnativo per cui sto volentieri più a lungo. Insomma è un blog versatile, dal punto di vista del fruitore. Se lo modifichi e lo complichi, ovviamente vai a incidere l’equilibrio che hai creato.

      • ULISSE DI BARTOLOMEI
        28 aprile 2016 alle 11:06 Rispondi

        Buongiorno Daniele
        “Come incuriosire il lettore” nell’era internet e dei testi elettronici, mi sembra differente da quando si andava in libreria e si sfogliava anelando una prefazione interessante, la foto dello scrittore con un viso dove trasparisse un vissuto di valore ecc… (Se dal viso appare uno che semplicemente non aveva altro da fare…) Ho parecchie prefazioni ormai, ma ancora mi sfugge quella adeguata alla psicologia del lettore da internet, calzante alla tecnica che il mezzo consente. Come faccio ho sempre il sentore di fare non appropriato.

  8. Chiara
    28 aprile 2016 alle 10:22 Rispondi

    Spesso mi è capitato di parlare sul mio blog del romanzo in stesura, anche se è da un po’ che non lo sto facendo perché ultimamente sento la necessità di vivere questa esperienza in modo più “intimo”: devo riflettere su alcuni punti e temo che confrontarmi su idee poco chiare possa confonderle ancora di più.
    Una serie di articoli sullo stesso argomento c’è con il discorso dell’astrologia. Sebbene molte persone dicano di non interessarsi a questa disciplina, i primi due articoli hanno riscosso un discreto successo anche fra persone che non appartenevano ai segni descritti, quando il mio primo timore era: non è che uno legge solo il paragrafetto sul proprio segno e poi lascia perdere? Ora sto preparando il terzo, in programma per giovedì: già da un paio di giorni alcune persone mi hanno domandato quando uscisse, quindi c’è una buona aspettativa.
    Mi piacerebbe fare la stessa cosa con gli articoli sullo “scrittore Jolly”, ma aggiornando solo una volta fissa alla settimana è un po’ difficile gestire tutte queste rubriche. Ho quindi deciso che questi post spunteranno in momenti impensabili per il lettore.
    è vero che l’aggiornamento fisso crea continuità, come la tv: quante persone alle 20:00 in punto si siedono a tavola e mettono il telegiornale? Il problema è che ultimamente ho difficoltà a mantenere questa costanza, quindi mi limito a fare il possibile.

    • silvia
      28 aprile 2016 alle 10:23 Rispondi

      Io, per esempio, lo sto aspettando con ansia il mio Sagittario…

      • Chiara
        28 aprile 2016 alle 10:24 Rispondi

        Domani. :)

        • Barbara
          28 aprile 2016 alle 11:08 Rispondi

          Anch’io curiosa sui Sagittari ;)
          Il telegiornale delle 20 non lo becco mai. Vado su uno di quei canali con i tg a rotazione oppure faccio prima da Google News…

    • Chiara
      28 aprile 2016 alle 10:34 Rispondi

      Sì è vero, però noto che molte persone hanno letto e seguito anche quelli degli altri. Se uno è affascinato dall’argomento, è comunque curioso: so che tu non lo farai! :D :D :D

    • Daniele Imperi
      28 aprile 2016 alle 11:12 Rispondi

      La serie sull’astrologia crea aspettativa perché la gente aspetta il proprio segno :D
      Sul romanzo hai ragione, anche io non ne parlo, un po’ perché per ora non ho nulla da dire e un po’ perché devo risolvere altri problemi incontrati.

      • Chiara
        28 aprile 2016 alle 11:13 Rispondi

        Sì è vero, però noto che molte persone hanno letto e seguito anche quelli degli altri. Se uno è affascinato dall’argomento, è comunque curioso: so che tu non lo farai! :D :D :D

  9. Barbara
    28 aprile 2016 alle 10:35 Rispondi

    Segnalare progetti futuri per me è difficile, perchè poi dovrei tener fede alle tempistiche e non sempre mi è possibile (ho un racconto fermo a metà…idealmente dovrebbe già essere pubblicato, in realtà c’è sempre qualcosa che mi scavalca, forse avergli messo come titolo Il diavolo in città mi ha inimicato il diavolo in persona??). Parlare dello sviluppo dei progetti: questo credo che lo farò in futuro, ho in mente un Agosto in ritiro scrittorico, quindi magari a settembre avrò un bel po’ da dire. Create una serie di post: domani dovrebbe uscire la seconda puntata del mio studio di yWriter6, e più vado avanti e più ci sono cose da imparare.
    Create delle rubriche fisse…lascio. Pubblicate con frequenza: una volta a settimana + qualche extra se c’è qualche evento eccezionale legato alla scrittura.
    Pubblicate secondo un calendario editoriale fisso: il giorno a settimana è variabile dal mercoledì al venerdì, non è proprio fisso. Anche perchè se è aggiornato con regolarità, poi il sito diventa una testata giornalistica?!
    Inviate una newsletter: anch’io ho quella automatica come la tua. Forse in futuro terrò degli aggiornamenti solo per gli iscritti, vedremo.
    Del resto, mi ritrovi che i lettori-non-scrittori si lamentano quando scrivo qualcosa che non sia un racconto, però gli unici che commentano sono i lettori-scrittori. Quindi, chi la vince?

    • Daniele Imperi
      28 aprile 2016 alle 10:36 Rispondi

      Non devi parlare anche delle tempistiche :D
      Una serie di post su un tutorial è sempre una bella idea.
      Per diventare una testata giornalistica devi registrarlo come testata giornalistica. Comunque prima o poi parlerò di questo argomento.

  10. Agata Robles
    28 aprile 2016 alle 10:38 Rispondi

    in effetti anch’io avevo organizzato un po’ così il mio blog. se però ti posso dire, il blog ha bisogno di continuità. C’è stato un periodo che da m’è c’era parecchio traffico, ma più che altro era la costanza mia e di una cerchia di altre persone a renderlo piuttosto vitale. Poi tiscali ha cambiato delle cose che abbassarono il livello di soddisfazione, ho aperto altri blog su altre piattaforme parcellizzando impegno e risultato. Molti frequentatori del mio blog sono convolati ad altre situazioni e anch’io lo ammetto mi sono impigrita su fb….all’inizio poi il blog era molto amatoriale, dopo
    dichè più che uno strumento di cazzeggiamento è diventato uno strumento professionale, sempre più specializzato…ciao*

    • Daniele Imperi
      28 aprile 2016 alle 11:07 Rispondi

      La continuità deve esserci, per forza, altrimenti i lettori se ne vanno. Riguardo a Tiscali, per me è sempre meglio scegliere piattaforme più “famose”, come WordPress e Blogger.

  11. elena castellari
    29 aprile 2016 alle 17:43 Rispondi

    Pubblicare articoli su come procede un progetto a cui si sta lavorando è un’idea che seguirò sicuramente. Grazie!
    Per quanto riguarda il “pubblicare con frequenza”, non credo che l’accostamento “meno post – meno aspettativa” sia corretto… o almeno non vale per me.
    Pubblicare secondo un calendario fisso? E’ ancora utopia! :D
    Alla prossima. Ciao Daniele

    • Daniele Imperi
      2 maggio 2016 alle 08:13 Rispondi

      Meno post – meno aspettativa è solo una mia impressione, tutta da provare.

  12. Luisa
    20 maggio 2016 alle 14:15 Rispondi

    Vorrei mettere una foto vicino al nome ma non ho trovato indicazioni nel sito, quindi scrivo quì va bene?

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