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Il magico regno di Landover

Storia di una copertina sbagliata

LandoverLa copertina che vedete è quella del romanzo di Terry Brooks Il magico regno di Landover, copertina che, appena vista, quando ai tempi uscì il libro, avevo contestato. L’immagine è un collage di elementi presenti nel romanzo:

  • il castello
  • il Paladino
  • Willow, la silfide

Nell’illustrazione, però, ci sono anche due personaggi che non esistono nel romanzo e che, quando fu pubblicato, io avevo però già visto. Chi sono?

Landover
Landover

Il nanetto ricciuto è un ritratto di David Steinberg nella parte di Meegosh, nel film Willow del 1988 di Ron Howard, mentre il mago biondo è Billy Barty nella parte di High Aldwin dello stesso film.

Che cosa c’entrano con il romanzo in questione? Assolutamente nulla. Il disegnatore, forse, ha fatto confusione fra il nome di un personaggio del romanzo, Willow, e il titolo del film Willow. O, magari, ha semplicemente sfruttato poco la fantasia e ha usato quei due nani, razza che peraltro non compare nella storia, visti nel film.

Perché non usare la copertina originale americana, in cui compaiono i personaggi davvero presenti nel romanzo?

La mia idea, però, è un’altra. La copertina viene commissionata dall’editore, che dà precise direttive su come deve essere illustrata. Forse è stata proprio la casa editrice a voler sfruttare l’immagine dei due attori?

Il mistero resta. Come resta quella copertina sbagliata.

2 Commenti

  1. Romina
    30 marzo 2012 alle 07:52 Rispondi

    Quando ho visto l’immagine delle copertina nel tuo post, ho subito pensato: “Che bella questa copertina!”. Insomma la grafica era buona, il titolo ben visibile (forse solo le scritte in bianco sulle nuvole erano poco chiare…), i colori armonici. E invece… date le tue ipotesi, io propenderei per la seconda: una precisa scelta per attirare i lettori, per cavalcare l’onda dell’altro film. Il fatto che questi due personaggi della copertina siano totalmente assenti nel libro non può essere casuale soprattutto vista la loro posizione centrale nell’immagine. La prima ipotesi avrebbe potuto avere senso se i personaggi fossere stati delle comparse in un’immagine più ampia, per esempio, magari per caratterizzare il paesaggio più che la trama. Boh, magari ho detto una serie di stupidaggini, però, è davvero un caso curioso.

  2. Salomon Xeno
    31 marzo 2012 alle 13:30 Rispondi

    Il caso più eclatante è quando esce un film ispirato al libro. Ho tra le mani “Mari Stregati” di Tim Powers, da cui sarebbe stato tratto il quarto “Pirati dei Caraibi”. In realtà il film è tutta un’altra cosa, tanto che mi viene da chiedermi se valeva la pena opzionare un libro per poi tenere solo uno o due piccoli aspetti della trama! In copertina c’è Jack Sparrow, personaggio che per ovvie ragioni non incontreremo mai nella lettura. Ecco, questo è un caso di marketing spregiudicato e fuorviante, che cerca di fare il verso al caso in cui, invece, sono pubblicati libri tratti dal film.

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