Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Le illustrazioni nei libri: utilità o no?

Illustrazione dei fratelli Hildebrandt

Tempo fa un lettore mi ha chiesto un articolo sulle illustrazioni nei libri: sono davvero utili ai fini della comprensione del testo? Sono un valore aggiunto? Quando sono davvero necessarie e quando se ne può fare a meno?

In questo articolo esamino i vari casi di libri illustrati, escludendo dall’elenco i libri scolastici e scientifici, nei quali le illustrazioni sono fondamentali.

Illustrazioni in fiabe e favole

Fiabe e favole – testi che per molti sono considerati letture per bambini, ma in realtà sono più per adulti, basti ricordare le versioni originali delle fiabe e favole classiche – si prestano a essere illustrate. Prendiamo come esempio fiabe e favole per bambini, sia quelle scritte appositamente per un pubblico di piccoli sia quelle adattate.

In questi casi l’illustrazione non ha solo la funzione di accompagnare il testo, ma anche di imprimerlo nella mente del bambino: un’immagine viene recepita dal cervello in modo più veloce di un testo. Il bambino, inoltre, non ancora avvezzo alla lettura, sarà più invogliato a leggere un testo illustrato rispetto a uno fatto di sole parole.

Le illustrazioni sono quindi utili perché non solo imprimono la storia nella mente del bambino, ma funzionano anche da stimolo alla lettura.

Illustrazioni in libri per ragazzi

Ho letto diversi libri per ragazzi e molti erano illustrati, come il Tom Sawyer per esempio. In genere si trattava di un disegno a inizio capitolo, che riassumeva la scena più importante di quel capitolo. In altri casi c’era invece un’illustrazione a piena pagina, sempre incentrata su scene di maggiore effetto, come nel caso di vecchie edizioni dei romanzi d’avventura di Salgari e Verne.

Qual è la funzione delle illustrazioni nei libri per ragazzi? Non certo quella di chiarire meglio il testo, il ragazzo ha più esperienza di lettura rispetto al bambino. È però un valore aggiunto: quindi credo che in questo caso si possa parlare di una sorta di operazione di marketing editoriale. Un libro illustrato attira di più di uno senza disegni.

Illustrazioni in libri per adulti

Sono abbastanza rare. Posso però citare alcuni casi in cui queste illustrazioni hanno avuto un’utilità da non sottovalutare e se fossero mancate non sarebbe stata la stessa cosa, il libro ne avrebbe perso.

Se non sbaglio, mi è capitato di vedere alcuni disegni in qualche racconto di Poe o in una delle avventure di Sherlock Holmes: in quelle storie il disegno aveva una sua precisa funzione, serviva a chiarire una parte del testo.

In alcuni saggi c’è un buon inserto fotografico che aumenta il valore dell’opera e incuriosisce il lettore. Fotografie e illustrazioni sono un valore aggiunto, da una parte, ma anche un modo per approfondire alcuni temi trattati nel saggio.

Illustrazioni nelle storie fantasy

Un romanzo fantasy si presta a essere illustrato. Ricordo la prima edizione de La Spada di Shannara, illustrata dai grandi Tim e Greg Hildebrandt, con disegni in bianco e nero e una grande illustrazione centrale a colori (che vedete a inizio post), più la mappa delle terre. Anche alcune opere di Tolkien sono illustrate, dallo stesso autore.

Credo che in un romanzo fantasy come minimo bisogna offrire la mappa dei luoghi, se la storia si svolge in un mondo inventato. Aiuta il lettore a orientarsi nelle terre, a seguire meglio la storia. Non è solo un valore aggiunto, non è solo marketing, ma è davvero un elemento utile che non può mancare nel fantastico.

Illustrazioni nei libri: utilità o no?

Sono utili secondo voi le illustrazioni nei libri? Quando pensate che se ne possa fare a meno e quando, invece, non devono assolutamente mancare? Quali libri illustrati ricordate con maggior affetto?

15 Commenti

  1. KINGO
    15 marzo 2013 alle 10:17 Rispondi

    Le illustrazioni sono fondametali in un libro che si rispetti, perche’ sono una delle cose che il potenziale lettore nota nel momento in cui lo sfoglia in libreria.
    Certo che, ne La Spada di Shannara, le illustrazioni non sono un valore aggiunto, bensi’ l’unico valore.
    Per quel che riguarda la mappa dei luoghi nei romanzi fantasy, io non la metterei mai e poi mai. Mi sembra un modo che ha l’autore per dire “e’ cosi’, non ci sono altre interpretazioni”. Personalmente, credo che le storie piu’ belle siano quelle in cui la maggior parte delle cose sono lasciate alla fantasia del lettore, e specialmente un fantasy dovrebbe essere cosi’. I luoghi vanno immaginati, il libro deve far sognare. Addirittura, ritengo nei nei fantasy debbano essere ridotte al minimo persino le descrizioni fisiche dei personaggi, figuriamoci quelle dei luoghi.
    In un libro di storia, invece, o in un romanzo storico, la cartina dei luoghi e’ fondamentale, cosi’ come lo e’ in un articolo di giornale che parla di avvenimenti esteri. Ma tra cronaca e fantasia c’e’ una bella differenza.

    • Daniele Imperi
      15 marzo 2013 alle 17:19 Rispondi

      Abbiamo idee opposte sul fantasy, vedo :D

      • KINGO
        15 marzo 2013 alle 17:48 Rispondi

        Ma no, il fatto e’ che la mia idea di fantasy si discosta da quella classica. Pensa che non mi piace Il Signore degli Anelli perche’ e’ troppo descrittivo…

        • KINGO
          15 marzo 2013 alle 17:49 Rispondi

          Provocazione bella e buona XD

    • Giordana
      16 marzo 2013 alle 10:28 Rispondi

      Per quanto riguarda la mappa nei romanzi fantasy, credevo anch’io non fosse indispensabile e la trovavo una sorta di escamotage dell’autore per evitare incomprensioni. Pensavo, nel caso di un autore capace, che potesse essere tranquillamente eliminata. Ebbene, mi sbagliavo. Spesso i romanzi fantasy, soprattutto quando si dilungano in saghe, hanno bisogno di una cartina, soprattutto per aiutare la memoria dei lettori. Noto poi che quando esce un libro fantastico senza mappa, questo elemento viene immediatamente fatto notare come negativo nelle varie recensioni, a volte anche esagerando sulla sua utilità. Ci sono storie e storie, infatti, e per alcune, comunque, continua a non servire una mappa.
      Sul discorso di eliminazione delle descrizioni non mi trovi d’accordo, soprattutto per quelle paesaggistiche. Il fantasy è letteratura d’evasione anche perché riesce a portarci in mondi immaginifici, se non fossero descritti… potrei tranquillamente usare la mia mente e crearmeli da sola, senza l’aiuto di uno scrittore. So, comunque che esiste una nutrita schiera di scrittori sostenitori di questa teoria, soprattutto per quanto riguarda l’elemento descrittivo dei personaggi, in quanto, si pensa, aiuti l’immedesimazione e faccia sì che il lettore utilizzi la sua stessa fantasia nel visualizzare le scene, scegliendo così involontariamente gli elementi visivi a lui più affini. Con sincerità, però, trovo questa spiegazione estremamente semplicistica e tendente a giustificare una certa mancanza di stile da parte di alcuni autori, anche famosi. Poi ovviamente, la mia è solo una riflessione personale, a ognuno il suo modo di vedere la faccenda.
      Tornando alle illustrazioni, esse rappresentano senza ombra di dubbio un valore aggiunto. Di libri per ragazzi illustrati, ricordo solo Harry Potter e devo dire che, per quanto completamente inutili ai fini della storia, le immagini abbozzate a inizio capitolo della prima edizione economica della Salani erano davvero carine. Una buona operazione commerciale, adatta tra l’altro al testo in quanto, per dimensione, non facevano certo pensare a un libro per bambini e lasciavano che il libro abbracciasse un po’ tutte le fasce d’età, con un occhio di riguardo al pubblico giovanissimo, a cui almeno inizialmente la storia era rivolta, ma senza precludere la lettura ai più adulti.

  2. Lucia Donati
    15 marzo 2013 alle 11:48 Rispondi

    L’illustrazione è sempre un valore aggiunto, se ben fatta. Le illustrazioni sono anche indispensabili a corredo dei testi tecnici, manuali, saggi specialistici che le richiedano. Mio padre era pittore e disegnatore e io ho sempre un occhio attento per queste cose: è ereditario :)

  3. Neri Fondi
    15 marzo 2013 alle 16:12 Rispondi

    Parto dal fantasy e dalla mappa. Secondo me è fondamentale, e devo dire che quando ho affrontato letture in cui non era presente mi sono sentito spiazzato. Sarà che sono un po’ fanatico, ma ho bisogno di orientarmi, di imparare, di comprendere le distanze e cercare di calarmi anche nell’evoluzione sociologica delle specie/clan/etc che è avvenuta anche grazie alla loro posizione sul territorio. Certo, questo si riferisce solo e solamente a libri ben scritti, ma comunque io ne avverto il bisogno.

    Per le fiabe e per le favole, nulla da dire, concordo su tutta la linea con te.

    Libri per ragazzi? Ne ho letti pochi, e tutti dopo l’età consigliata, ma devo dire che soprattutto nelle vecchie edizioni erano molto belle. Che dire, forse sì, sono un’operazione di marketing, un abbellimento (cosa che riprenderò alla fine).

    Per quanto riguarda i testi tecnici, largo spazio alle immagini. In primis perché spezzano la monotonia (penso alle antologie scolastiche vecchio stile), e in secundis perché aiutano a comprendere.

    Nei libri per adulti, invece, ritengo che siano sempre troppo poche.

    Concludendo, esprimo il mio parere generale.
    Al di là della loro funzione, secondo me le illustrazioni hanno un’incredibile valenza artistica, e arricchiscono l’ “oggetto libro”, già di per sé un’opera d’arte, donandogli una maggiore profondità, un maggior valore, ma soprattutto una maggiore bellezza.
    Fondamentalmente, l’arte è bella (generalizziamo), e renderla più bella non può che fare bene.

    Giusto per capirci, c’è una versione de “Il Signore degli Anelli” e una de “Lo Hobbit” illustrate entrambe da Alan Lee che mi invitano con un canto di sirene ogni volta che entro in libreria.
    Questo perché già possiedo “I Figli di Hurin” illustrato da lui, ed è veramente magico.

    • Daniele Imperi
      15 marzo 2013 alle 17:20 Rispondi

      Quindi secondo te tutti i libri andrebbero illustrati? Sarebbe bello.

      • Neri Fondi
        16 marzo 2013 alle 14:05 Rispondi

        Sicuramente non mi dispiacerebbe :)

  4. deneb
    15 marzo 2013 alle 22:48 Rispondi

    Articolo molto interessante, ho trovato questo sito per caso :-)
    Io sono contro ai disegni nei libri, anche in quelli fantasy. Al contrario invece non potrei mai fare a meno dei disegni di copertina.. Quando entro in biblioteca giro tra gli scaffali guardando a caso i libri con i titoli scritti con font che mi attirano, con dei titoli che già da soli evocano tutta la storia, e soprattutto che abbiano una copertina che attiri la mia attenzione. Magari addirittura so già che libro prendere ancora prima di entrare, ma poi lo lascio a favore di quello accanto che ha una copertina che mi fa sognare :-)
    Per i fantasy mi piacciono tantissimo le lettere di inizio capitolo più grandi e disegnate un po’ come nelle miniature medioevali. Mi sembra che forse l’editrice TEA 2 faceva qualcosa del genere.
    Secondo me questo è un must per i fantasy, anche se purtroppo si trova raramente..

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2013 alle 13:50 Rispondi

      Ciao deneb e benvenuto :)
      La copertina è fondamentale. Sulle illustrazioni vedo che ci sono due fazioni :)

  5. Cristiana Tumedei
    19 marzo 2013 alle 18:53 Rispondi

    Io adoro le illustrazioni. Grazie a mia figlia ho riscoperto il piacere della lettura che passa anche attraverso le immagini. Queste credo siano fondamentali nei testi per bambini e ragazzi, ma trovarle anche nei libri per adulti penso sia piuttosto interessante.
    Diverso è il discorso delle copertine. Certo, che siano curate è importante ma non sono loro a spingermi all’acquisto. Non so perché ma, da sempre, scelgo i libri in base ad una strana empatia che si crea. Non leggo la quarta di copertina, ma vengo attratta da un testo e lo compro. Ho notato che quando non seguo l’istinto, poi le mie scelte si rivelano essere sbagliate. Scusa per la divagazione :)
    Ah, sai quale credo sia la cosa più fantastica in un libro? Che l’autore riesca, attraverso le parole e le illustrazioni, a riproporre esattamente il suo mondo quello che, altrimenti, solo lui potrebbe vedere. D’accordo l’immaginazione del lettore, ma entrare in sintonia con lo scrittore può offrire un’esperienza diversa, forse più completa.

    • Daniele Imperi
      19 marzo 2013 alle 19:18 Rispondi

      Neanche io do retta alla quarta di copertina. E sono d’accordo sul riproporre il mondo dello scrittore e creare una sorta di legame più forte con il lettore.

  6. Romina Tamerici
    1 aprile 2013 alle 23:53 Rispondi

    Le illustrazioni devono essere inserite con criterio. Condivido quello che hai detto tu sui vari generi.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.