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I costi della scrittura

Come valutare un testo per il web

500 euro

Negli ultimi anni si è verificato un graduale calo di valutazione della scrittura per il web. Un’arte che dovrebbe essere presa in alta considerazione, poiché dà vita ai contenuti di un sito e quindi all’informazione in rete, è invece vista come un lavoro di pura manovalanza.

I costi della scrittura si sono ridotti a una manciata di spicci per testo, tanto che ognuno può improvvisarsi datore di lavoro. Talvolta il testo da scrivere viene compensato tramite il proprio account Adsense, dando l’illusione di un guadagno alto e continuativo, mentre in realtà non produrrà che pochi centesimi di dollaro.

La rete si è popolata così di web copywriter che a malapena sono in grado di mettere insieme soggetto, verbo e predicato, che partoriscono banalità e concetti ormai già letti centinaia di volte. È il mercato della scrittura, questo, di cui ho parlato la scorsa settimana.

Il content marketplace: fucina di improvvisatori

L’ultima trovata della rete: il mercato dei contenuti. Una piazza in cui affiggere il proprio annuncio, le linee guida su cosa scrivere e il primo che arriva si accaparra il lavoro. Il pagamento è assicurato, pochi spicci come sempre, monetine per riempire il borsellino.

Il content markeplace è un’idea innovativa, che ho già avuto modo di elogiare, se solo venisse portata avanti da esperti e non da improvvisatori. È a monte che si deve operare per selezionare i web copywriter, non dare in pasto dilettanti a chi ha necessità di ricevere contenuti professionali.

Le aziende – il più delle volte ignoranti sulle dinamiche e le problematiche del web – preferiscono risparmiare denaro e affidarsi ai mercatini di contenuti, piuttosto che ingaggiare un copywriter, un professionista, un esperto di scrittura per il web, e pagare quanto dovuto per un lavoro professionale.

Quanto costa un testo per il web

La scrittura per il web, produrre contenuti per un sito, richiede, come ho accennato nel post precedente:

  1. Tempo: se paghi 1 euro un testo di 300 parole che richiede mezz’ora di lavoro, significa che paghi quella persona 2 euro l’ora. Lavando i pavimenti si guadagna molto di più. Confronti a parte, scrivere richiede tempo. Il tempo necessario per completare la maggior parte dei punti seguenti.
  2. Documentazione: non si scrive senza prima documentarsi sull’argomento. La documentazione prevede la lettura di testi informativi e l’assimilazione dei concetti. La documentazione è un lavoro continuo, perché chi si occupa in modo professionale di contenuti per il web non smette di leggere e imparare tutto ciò che riguarda il web.
  3. Competenza: la scrittura – sia quella per il web sia quella creativa – non si può improvvisare. Competenza significa conoscenza approfondita della disciplina.
  4. Conoscenza del web e del suo funzionamento: come già ripetuto varie volte, la scrittura per il web è differente da ogni altro tipo di scrittura. Prevede una buona conoscenza della rete e del suo funzionamento. Chi scrive per il web conosce le regole sulla percezione di un testo nel web e sa applicarle.
  5. Capacità di scrittura: essere capaci a scrivere non significa semplicemente non commettere errori di italiano. Significa scrivere testi semplici, comprensibili, chiari, non banali, informativi, originali, unici.
  6. Sintesi e revisione del testo: quando si scrive occorre sintetizzare. Non sempre, non è necessario scrivere testi di 3-400 parole, dipende da cosa si sta scrivendo. Ma è importante non ripetersi. E revisionare il testo, rileggerlo, più volte anche, per scovare imperfezioni, refusi, errori.
  7. Conoscenza della lingua italiana: non è scontata. Si legge di tutto nel web, errori da penna blu che continuano a trovare accoliti. Padronanza del linguaggio e della grammatica sono alla base di chi scrive.
  8. Esperienza nel campo: non è concesso essere dilettanti allo sbaraglio. Si stanno producendo contenuti per aziende, commerciali, si sta facendo informazione. L’esperienza è d’obbligo, per garantire risultati soddisfacenti.

Tutto quello che ho elencato ha un costo. Un costo che non trova neanche un minimo riscontro con le monetine che vengono date in elemosina oggi a chi scrive per il web.

10 Commenti

  1. Romina
    5 dicembre 2011 alle 08:05 Rispondi

    Sono proprio d’accordo… in genere tutti i lavori legati alla scrittura sono pagati poco (beh… salvo gli auturi affermati). Pagare un testo in base alle battute è un po’ inquietante, non tiene conto né del tempo impiegato per scrivere un pezzo, né della sua qualità…

  2. Lisa Corradini
    5 dicembre 2011 alle 15:35 Rispondi

    Concordo con te Daniele non solo per la professione del web copywriter ma anche per le altre.
    Quando qualcosa costa poco anzi pochissimo forse è il caso di chiedersi il motivo.

  3. Daniele Imperi
    5 dicembre 2011 alle 19:37 Rispondi

    @Romina: alcuni possono essere pagati a battuta, ma dipende quanto.

    @Lisa: sì, ma la maggior parte dei clienti non capisce che un testo pagato una misteria, vale una miseria.

  4. Carlo
    5 dicembre 2011 alle 22:52 Rispondi

    Mi sono chiesto spesso quando tutto questo sia cominciato; intendo, quando abbiamo cominciato a scivolare verso questo considerare tutto ciò che non si può pesare, o misurare, come qualcosa di scarso valore, di succedaneo del nulla. Scrivere è opera di ingegno, almeno se si è seri e ci si prepara, ci si documenta, si lavora sul testo, lo si riprende, si lavora di lima e di stucco, di sgorbia e di intarsio.
    Anni fa ho lavorato per un sito di analisi di Borsa, che allora seguivo assiduamente, e ricordo che anche se i pezzi dovevano essere pronti in tempi molto stringenti, c’era dietro sempre cura, ricerca, impegno. La qualità era pretesa, si doveva essere pronti a respingere garbatamente eventuali accuse di essere disinformati o addirittura, come un paio di volte mi è capitato, di voler in qualche modo cercare di “pilotare” il corso di Borsa di certi titoli. Figurarsi!
    Tutto questo dovrebbe essere riconosciuto, certo, anche andando oltre il discorso del tempo, che non paga la professionalità, la qualità dell’opera, il risultato finale.
    Forse, e dico forse, c’è troppa gente che scrive, o crede o tenta di scrivere. Ciò ha aumentato a dismisura la disponibilità di testi, riempiendo la piazza di roba di tutti i generi e convincendo i più che insomma, alla fin fine è tutta la stessa roba. E se trovo qualcosa a costo zero, o prossimo allo zero, che bisogno avrei di pagarla, se non riesco a notare la differenza? Se non noto la differenza tra bocconcini per cani e filetto, secondo voi che cosa scelgo,davanti al cartellino del prezzo?
    P.S.: io non penso certo di essere filetto, ma nemmeno boccone per cani.

  5. Paolo
    12 dicembre 2011 alle 19:35 Rispondi

    Ciao Daniele, il tuo punto di vista è molto interessante. Volendo, però, essere più specifici: quanto dovrebbe essere pagare un testo per il web? Puoi fare un esempio numerico realistico in base all’argomento trattato, al tempo dedicato, al numero di parole o a qualche altro fattore che ritieni importante? Grazie.

    • Daniele Imperi
      12 dicembre 2011 alle 19:55 Rispondi

      Il prezzo mi piace farlo in base a tutti quei fattori, ma su due piedi come faccio a fare un prezzo realistico? Di certo è ben lontano dai due euro – quando pagano tanto – che offre il mercato. Non ho alcuna convenienza né alcun ritorno a lavorare a quelle cifre ridicole.

  6. deasimo
    14 dicembre 2011 alle 12:01 Rispondi

    ok Daniele Imperi, certo che non puoi dare cifre specifiche, ma ci sono dei tariffari?
    qualcosa a cui riferici?
    non esistendo dei parametri, mi pare che le tariffe per tutto quello che riguarda il web (dalla grafica, alla programmazione, alla scrittura) siano quanto di più deregolamentato esistente.
    (c’è chi un sito del cavolo la fa pagare 5mila €, chi 500)
    come ci si organizza in questa giungla?

    s

    • Daniele Imperi
      14 dicembre 2011 alle 12:24 Rispondi

      Sì, è tutto deregolamentato. Per me, anche a causa di chi si svende. Fai il tuo prezzo, non considerando gli spicci che offrono gli altri. Non lavorerai, ovviamente, perché c’è sempre chi si svende.

  7. Il meglio di Penna blu – Dicembre 2011
    2 gennaio 2012 alle 12:03 Rispondi

    […] Continua a leggere I costi della scrittura. […]

  8. Lucia Donati
    17 luglio 2012 alle 12:18 Rispondi

    La qualità dei testi ed il tempo prezioso speso da chi scrive va pagato: in molti se lo dovrebbero mettere in testa! Perché, poi, ci si guadagna tutti (questo ancora qualcuno non lo ha capito…)!

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