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Vietato leggere

Come il nuovo millennio si veste da Medioevo

Vietato leggere

Le parole, specialmente se scritte, possono colpire, destabilizzare, imbarazzare, dare fastidio, svelare scomode verità, disseppellire vecchi ricordi, revisionare ciò che è stato riscritto, raccontare storie che qualcuno non vorrebbe leggere.

Tempo fa avevo parlato di cinque libri che scottano, libri che hanno sollevato diverse polemiche. Oggi ritorno sul tema della censura, ma parlando di altri libri e di altri fatti.

Quando leggo certe notizie mi convinco sempre più che la libertà di parola, di pensiero, di espressione sia una legge valida solo sulla carta e che la realtà è ben altra. La realtà è che il Medioevo è ancora in corso e che dobbiamo stare attenti, quando scriviamo, a non urtare la sensibilità e le idee di qualcun altro.

Le critiche ridicole contro la serie di Harry Potter

Ho sempre visto i romanzi di Harry Potter – che ho letto anni fa – come dei normali romanzi fantasy, originali, ben scritti, che mi hanno appassionato. Eppure questa serie di romanzi per ragazzi, che leggono anche gli adulti, è stata criticata da più personaggi.

Una certa signora Gabriele Kuby sostenne che quei libri allontanavano i ragazzi da Dio. Evidentemente la signora ignora il diritto a professare altre religioni o a essere del tutto atei. Ma ignora ancor più il diritto a leggere ciò che si vuole.

Il cardinale tedesco che poi divenne papa le scrisse in una lettera:

È un bene che Lei illumini la gente su Harry Potter, perché le sue sono sottili seduzioni, la cui azione è inconscia e per questo profonda nel distorcere la cristianità nell’anima, prima che questa possa crescere propriamente. Fonte Diario.it.

Che dire? Eravamo nel 2003 e qualcuno già tornava indietro nel tempo, al 1003. E non finisce qui, perché molte scuole e perfino interi stati bandirono quei romanzi.

Ah, che profumo di Medioevo in pieno XXI secolo!

Polemica sul libro “Donna Rachele mia nonna”

Un libro di carattere storico su un personaggio che con certe politiche aveva poco a che fare. D’accordo, era la moglie di Mussolini, ma in questo libro Mussolini non c’entra nulla. In questo libro c’entra una donna che ha allevato cinque figli.

A Imola hanno fatto saltare la presentazione del libro. Questo matrimonio – fra Imola e il libro di Edda Negri – non s’ha da fare.

A Vigevano ci sono state polemiche per il patrocinio del comune alla presentazione del libro. L’esponente di un partito (anti)democratico ha parlato del Comune che si espone in senso politico, per un libro che non parla di politica.

Nel ventennio si censuravano i libri. Nel XXI secolo, per ripicca, li censuriamo pure noi moderni. Chi la fa l’aspetti.

La battaglia contro il libro “Secondo Matteo”

Se c’è un libro che non leggerei mai, è proprio un libro scritto da un politico, di qualsiasi bandiera. E questo perché a me non piacciono né la politica né i politici di qualsiasi bandiera. Come disse un amico di mio padre tantissimi anni fa: “Io in politica sono ateo”.

Però penso che anche quella povera gente abbia il diritto di pubblicare libri, in fondo siamo in un paese libero. Eppure non è così. O, almeno, quel diritto non è di tutti.

Siamo ormai abituati a vedere saggi – e anche romanzi – scritti dalle varie figure politiche del nostro paese (sono quegli autori che entrano nel mondo editoriale dalla porta di servizio). Quello che forse non siamo abituati a vedere, però, è un gruppo di persone che entra in una libreria per strappare le pagine di un libro di cui non condivide le idee. È quanto accaduto al libro Secondo Matteo in una libreria della Feltrinelli di Bologna.

Avete danneggiato l’autore? No, avete danneggiato la libreria e la casa editrice. E anche quei lettori che avrebbero voluto comprarlo, com’è nel loro sacrosanto diritto.

C’è stato poi chi ha proposto una battaglia diversa per osteggiare quel libro, nessuna azione violenta, ma soltanto uno spostamento. Andare in libreria e mettere il libro Secondo Matteo accanto al Mein Kampf.

Anche in questo caso mi chiedo: ma con che diritto fare un’azione del genere? Il bello è che questa proposta proviene da un giornalista (che non conosco), che ha pubblicato però dei libri, e da Roberto Saviano, altro autore di libri.

Le polemiche contro il “Mein Kampf” pubblicato da «Il Giornale»

Mai avrei immaginato di sentire certe parole nel 2016. Così come qualcuno dire che quel libro deve essere ritirato dalle edicole.

Sto parlando – l’avrete capito – dell’iniziativa de «Il Giornale» di regalare con un libro in vendita allegato al quotidiano il Mein Kampf di Hitler, libro che da anni si può comunque acquistare dappertutto.

Le polemiche, come al solito in Italia, sono piovute da più parti. Due alti esponenti del governo hanno usato parole come “squallido” e “decisione grave”. Però in libreria i loro libri – perché entrambi hanno pubblicato – ci possono stare.

Che cosa può fare la lettura del Mein Kampf? Davvero qualcuno crede che possa plasmare qualche mente? Che possano ritornare certi tempi leggendo quel libro? Ma non siate ridicoli.

Che cosa si ottiene con queste polemiche? Io, che già ne avevo una copia, me ne sono presa un’altra e ho comprato tutta la collana storica in edicola.

Mettetevi l’anima in pace. Lui è tornato soltanto nelle pagine di Timur Vermes.

No del Senato alla presentazione di “Lettere a Francesca” di Enzo Tortora

Lo avete distrutto da vivo e adesso, che non c’è più, continuate a colpirlo. A quel tempo, me lo ricordo bene, la vicenda di Tortora fece parlare tanto. Ancora oggi mi chiedo come si possa condannare una persona senza prove, sulla base delle parole di un criminale.

È uscito da poco il libro che contiene le lettere scritte da Enzo Tortora alla compagna. Il Senato ha delle sale che ospitano convegni, premi, presentazioni di libri. Il rifiuto è stato così motivato:

la proposta non può essere valutata positivamente, non essendo la presentazione del libro collegata alle finalità istituzionali del Senato

Mi chiedo quali siano queste “finalità istituzionali”. Hanno presentato il libro di un giornalista su un’indagine nei confronti di diverse aziende vinicole per il “reato di frode nell’esercizio del commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine”. Dunque perché un libro su un caso di mala giustizia come quello di Tortora non fa parte di queste fantomatiche finalità?

A giugno scorso è stato presentato il libro Il potere del calcio. Più finalità istituzionali del Senato come questa non ce ne sono, davvero.

Polemiche sui libri scritti dai criminali

Come la mettiamo quando sono i criminali a scrivere libri? Bisogna dargli spazio? Io, se fossi un editore, non li pubblicherei, ma libri come quelli portano soldi e rumore e io fallirei dopo un anno.

Hanno diritto di pubblicare? La legge non lo vieta, dunque non possiamo farci niente. E l’etica è qualcosa che svanisce sotto l’ombra del denaro.

Ma io non andrei mai in una libreria a strappare quei libri. Né li bandirei dalle biblioteche. Né ne vieterei la lettura.

  1. Il libro dell’uomo che sparò al Papa: nel 2013 esce Mi avevano promesso il Paradiso. La mia vita e la verità sull’attentato al Papa, edizioni Chiare Lettere.
  2. Il libro del figlio del boss: Riina-Family Life esce ad aprile di quest’anno per le Edizioni Anordest e su Amazon si scatenano le polemiche al grido “togliete quel libro dal vostro catalogo”.
  3. Il libro del Capitano che abbandonò la nave: Le verità sommerse esce a luglio 2015 per i tipi della Graus Editore. Le uniche sommerse, caro Capitano, sono le persone che hai lasciato annegare.

L’innegabile libertà di lettura

La lettura è un diritto inalienabile dell’individuo. Non c’è altro da dire. Io leggo quello che voglio. Posso passare dalla lettura della Bibbia al Mein Kampf da un giorno all’altro: questo non fa di me né un cristiano né un nazista, ma semplicemente un lettore.

Negare la lettura di un libro è un atteggiamento dittatoriale, che in un paese che si professa democratico e contro ogni dittatura non può essere ammesso. Negare la lettura di un libro sottolinea la volontà di indottrinare la massa verso altre letture e altre verità.

Chi ha il diritto di decidere quali libri possono essere pubblicati e letti e quali no?

Nessuno ha questo diritto.

49 Commenti

  1. Grilloz
    20 settembre 2016 alle 08:17 Rispondi

    Hai rgione, poco da aggiungere.

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2016 alle 13:16 Rispondi

      E io che mi aspettavo critiche a non finire.

  2. Elisa
    20 settembre 2016 alle 08:35 Rispondi

    Caro Daniele, sono pienamente d’accordo con te.
    Personalmente, credo che ogni libro porti con sé uno spunto di riflessione e che quindi ogni libro, anche il più “discutibile”, sia degno di essere letto. Poi sta all’intelligenza, al pensiero o alle ideologie del lettore decidere verso quale direzione indirizzare tale spunto.

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2016 alle 13:19 Rispondi

      Ciao Elisa, benvenuta nel blog.
      Tutto vero quello che dici. Leggere un libro significa sempre ampliare le proprie conoscenze.

  3. gabriele
    20 settembre 2016 alle 09:35 Rispondi

    Sono d’accordo con alcune di queste osservazioni, ma non con tutte. Un conto è vietare un libro o distruggerlo un altro è semplicemente esprimere la propria contrarietà ad un libro o altra pubblicazione. Criticare e opporsi a qualcosa è tanto lecito quanto lodarlo e supportarlo.

    Poi i libri scritti dai criminali, ovvero trarre profitto dai propri crimini, credo sia illegale in alcuni Paesi e penso che dovrebbe esserlo anche in Italia. Non per censura, ma perché offre un incentivo a compiere atti criminali. Uccidi qualcuno e ci guadagni pure con libri e film ? Non mi pare una buona idea.

    • Andrea Torti
      20 settembre 2016 alle 10:17 Rispondi

      Credo sia un discorso complesso – in ogni caso, penso che la risposta debba sempre essere culturale, (quasi) mai legale…

      • Daniele Imperi
        20 settembre 2016 alle 13:23 Rispondi

        Sì, i discorso è complesso, anche perché l’art. 21 della Costituzione prevede la libertà di stampa, quindi vietare quei libri sarebbe anticostituzionale. Diciamo che certi editori dovrebbero pensare più all’etica e meno ai soldi in quei casi.

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2016 alle 13:22 Rispondi

      Esprimere la propria contrarietà è più che giusto, ma questo non significa dire che certi libri devono essere tolti dalle edicole. Gli esponenti del governo che hanno criticato l’ennesima uscita del Mein Kampf erano propensi a non farlo pubblicare.
      Riguardo ai libri scritti dai criminali la penso allo stesso modo: pubblicandoli stanno guadagnando coi delitti commessi, hai ragione.

  4. Salvatore
    20 settembre 2016 alle 09:55 Rispondi

    Nessuno ha questo diritto – concordo.

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2016 alle 13:24 Rispondi

      Tu di quelli citati quali leggeresti?
      Io penso di compare “Lettere a Francesca” e “Donna Rachele mia nonna”.

  5. Andrea Torti
    20 settembre 2016 alle 10:15 Rispondi

    Personalmente, diffido di qualunque tipo di censura – da un giorno all’altro, non si sa mai cosa potrebbe esserci vietato di leggere, un giorno.

    Se non condivido un’idea, la ignoro o la combatto… con altre idee :)

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2016 alle 13:25 Rispondi

      Infatti. Non sei d’accordo con certe idee, non comprare il libro di chi le professa. Ma poi dipende dalle persone, ci sono molti atei che hanno letto la Bibbia e il Corano. Hanno ritrovato la fede? Non penso proprio. Hanno letto e sono diventati più colti.

  6. Loredana Gasparri
    20 settembre 2016 alle 10:38 Rispondi

    Inizio dicendo che sono d’accordo con te, nessuno può dire niente sul proprio diritto a leggere quello che si vuole. Sono anni che voglio leggere il Mein Kampf, e leggo tutto quello che mi passa per la testa, comprese le 50 Sfumature, se ne ho voglia. Scelgo io, non si discute. Le polemiche che racconti sui libri contestati sono una storia horror che più horror di così non riuscirebbe nemmeno Lovecraft a immaginare. Mi sembra di capire che non ci siamo evoluti molto dai roghi di libri e dall’Indice dell’Inquisizione. Non mi pronuncio sulle polemiche su Harry Potter, perché non ho voglia di ricorrere a parolacce per definire il tipo di approccio manifestato dalla signora e dall’esimio cardinale-poi-Papa. Non mi sono piaciute minimamente le immagini di chi ha strappato le pagine dei libri di Salvini. Io non ho simpatia alcuna per i politici di nessun colore, e non considero nemmeno di leggere qualcuno dei loro libri, poiché non sono spinta da nessuna forma di curiosità verso quello che potrebbero esprimere. Tuttavia, non mi salterebbe mai in mente di entrare in libreria e distruggere i loro libri. Il massimo che posso fare è prenderli ferocemente in giro, ma poi passo avanti. La distruzione delle idee altrui non è mai una soluzione. Chi disse che il passo dal rogo dei libri al rogo di esseri umani è molto breve? (più o meno, non ricordo la citazione a memoria)

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2016 alle 13:29 Rispondi

      Neanche per me ci siamo evoluti tanto dai tempi dell’Inquisizione. I comportamenti sono quasi identici, se non proprio uguali in certi casi.
      Quella di Harry Potter credo sia la polemica più ridicola in assoluto. Alcuni libri di stampo politico è normale che accendano le critiche, ma che lo facciano dei romanzi fantasy no.
      Le scene sul libro di Salvini dicono molto su come siamo ridotti in Italia. Io se vedo quel libro, passo oltre. Non mi interessa. Ma resta il fatto che è mio diritto comprarlo e leggerlo.

  7. Barbara
    20 settembre 2016 alle 11:24 Rispondi

    Pensa te quante cose mi ero, fortunatamente, persa. Avevo sentito delle polemiche per il Mein Kampf con Il Giornale, ma per quel che mi riguarda i quotidiani cartacei italiani non esistono. E online le notizie le leggo prima dall’estero, senza filtri politici e senza contributi statali.
    Che siamo ancora nel Medioevo per me è indubbio. Lo vedo e lo sento in discorsi di tutti i giorni e come la gente reagisce a determinati eventi. Dal “se l’è cercata” a commento di una ragazza stuprata all’impossibilità di curarsi per determinate malattie per l’ingerenza religiosa nelle leggi dello stato (laico?). E sono convinta che tutto abbia origine dalle mancate letture. Quella signora che osteggiava Harry Potter…l’avrà letto per dirlo?!

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2016 alle 13:31 Rispondi

      Ah, neanche per me esistono i quotidiani cartacei. Lessi la notizia del Mein Kampf su Twitter, mi pare.
      La signora in questione forse, mi auguro, avrà letto almeno il primo romanzo. E il cardinale-che-divenne-papa lo avrà letto, per dargli contro?

  8. PADES
    20 settembre 2016 alle 13:04 Rispondi

    Concordo, la censura è sempre indice di scarsa intelligenza, spesso di somma ignoranza. Anche dal peggiore dei libri si può ricavare qualcosa, se non altro la consapevolezza di essere migliore di chi l’ha scritto.

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2016 alle 13:32 Rispondi

      Giusto, al massimo lo leggi – o non lo leggi – perché ti ritieni superiore a quelle idee.

  9. Nicholas
    20 settembre 2016 alle 13:50 Rispondi

    Caro Daniele questo articolo ha davvero centrato alla perfezione un tema che scotta parecchio e sono d’accordo su tutto.
    Leggere e scrivere sono tra gli strumenti più democratici che esistano: ma proprio come la democrazia, o essi sono liberi e valgono sempre, anche per gli autori e i contenuti che detestiamo, o non valgono mai.

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2016 alle 14:00 Rispondi

      In effetti ci ho pensato un po’ prima di scriverlo, proprio perché scotta. Strano che la lettura diventi un caso scottante.
      Giustissimo il tuo ultimo pensiero!

  10. Marina
    20 settembre 2016 alle 15:16 Rispondi

    Volevo fare un altro esempio, quello del libro del figlio di Riina, ma poi lo hai messo in conto tu. Certo, la libertà è libertà a doppio senso di marcia: libero tu di pubblicare e fare soldi, libera io di non leggere, dunque di non comprare. Di sicuro non libera di manifestare il mio dissenso andando a strappare libri dentro una libreria: un autentico atto di teppismo ingiustificato.

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2016 alle 15:38 Rispondi

      La libertà di non leggere è sacrosanta. Quelle scene di teppismo – hai usato la parola giusta – sono quelle che mi hanno infastidito di più, perché quei teppisti stanno negando l’altrui libertà di leggere quel libro.

  11. Tenar
    20 settembre 2016 alle 17:05 Rispondi

    Premesso che sono contro qualsiasi censura, i casi che citi sono molto diversi. Il libro di Hitler non può finire nelle mani di un ragazzino decontestualizzato. Sono d’accordo che debba essere edito, ma deve essere un’edizione critica che spieghi esattamente di cosa si tratta, il contesto storico in cui è nato e i danni che il suo autore ha fatto.
    Il caso del senato non l’ho molto seguito, ma in generale ognuno fa le presentazioni che più ritiene consone. A casa mia certi autori mai, con pieno rispetto per chi invece li ammira. Immagino che il senato non sia obbligato a concedere presentazioni. Premesso che ho seguito poco il caso e io forse avrei fatto scelte differenti, censura è vietare la circolazione di un’opera, ma concedere una presentazione non è un atto dovuto, si valuta caso per caso in base a x motivi, anche sciocchi e un no in sé non può diventare un caso nazionale.
    Per il resto, che i libri esistano e che i lettori li giudichino. Dubito che tra cento anni rimarrà traccia dei libri dei mafiosi.

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2016 alle 17:17 Rispondi

      Il libro di Hitler non credo possa fare danni se lo legge un ragazzino. Quel libro si trova ovunque. E anche se ci fosse un’edizione critica, il ragazzino potrebbe leggerlo senza sorbirsi le note critiche, ecc.
      Riguardo al senato, contesto che abbia rifiutato il libro di Tortora perché distante dalle finalità dell’istituzione, però poi hanno accordato la presentazione di un libro sul calcio.

      • Tenar
        20 settembre 2016 alle 20:45 Rispondi

        Può far danni, se poi trovano divertente, magari senza troppa cognizione di causa, ripetere certe frasi ai compagni ebrei, per dire, magari con nonno sopravvissuto ai lager, tanto per citare fatti davvero accadutimi. Il libro deve esserci, ma ha un peso storico che altri libri non hanno e non si può prescindere da questo. Non dico che non lo debbano leggere, ma devono sapere cosa stanno leggendo.
        Per il senato, può dispiacermi, ma ognuno decide le regole delle proprie presentazioni, è triste che il senato inviti un calciatore e dica no a qualcuno di tutt’altro spessore. Mi dispiace, è triste, ma sta nella natura delle cose che lo possano fare.

  12. daverilucrezia@mal
    20 settembre 2016 alle 22:00 Rispondi

    Hai ragione in tutto

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2016 alle 08:15 Rispondi

      Ciao Lucrezia, grazie e benvenuta nel blog.

  13. Serena
    20 settembre 2016 alle 23:48 Rispondi

    Niente da dire, Daniele. Concordo su tutto. Io certa roba la userei solo per accendere la stufa, ma devo difendere il diritto di tutti di pubblicare. Non sono molto d’accordo sul fatto che certi libri debbano avere un’edizione critica. Chi decide cosa scrivere nell’edizione critica? Chi decide quali libri debbano averla e quali no? E’ pericoloso.
    Credo l’unica strada percorribile sia fornire ai ragazzini il senso critico attraverso l’educazione, e dar loro le informazioni necessarie a dare un contesto al libro. Dietro al ragazzino che ripete la battuta razzista ci sono più la mancanza di educazione e l’ignoranza che certe letture. Mio umile parere.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2016 alle 08:13 Rispondi

      Sull’edizione critica hai ragione, mi pongo lo stesso quesito: chi decide le note da aggiungere? E siamo sicuri che sia obiettivo?

  14. Luisa
    21 settembre 2016 alle 00:31 Rispondi

    Concordo con “siamo nel Medioevo”
    Ho grande ammirazione per Harry Potter, non sapevo … i suoi libri hanno il potere di allontanare i ragazzi da Dio ( secondo la critica letteraria Gabriele Kuby ), da quale Dio? Però, anche il Papa ha detto la sua, questo è tutto a favore della Potter o no?
    Riguardo i criminali,tutti hanno diritto a scrivere se vogliono, ma se vengono incitati a scrivere perchè a qualcuno interessa farne un bisiness è un’altra cosa, metterei al bando alcuni editori, anche se ci vorrebbe più consapevolezza da parte di chi acquista i libri. Bisognerebbe chiedersi sempre cosa c’è dietro a ciò che sto acquistando?

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2016 alle 08:14 Rispondi

      Con Harry Potter hanno dato per scontato che esista un solo Dio e una sola religione e questo dice tutto. Ma poi davvero non vedo come quei libri possano allontanare una persona da una fede. Allora qualsiasi romanzo fantasy può farlo.

  15. Ulisse Di Bartolomei
    21 settembre 2016 alle 01:46 Rispondi

    Sogni d’oro gente…

    Ho due casi che mi intrigano… Harry Potter e l’Adolfo…
    Non credo che il libro di HP sia dannoso, ma il film sì. I miracoli sono troppo facili, non c’è sforzo! Mio figlio ne era innamorato e aspettava le prossime puntate trepidando. Mi preoccupava in particolare, abbinando la passione per il fantastico estremo all’essere introverso. Leggere un libro abbisogna di “fatica”, scavarsi il tempo di lettura, in una quotidianità talvolta intasata. Un lavoro mentale per assignificare il tempo speso. Al confronto un film lo si trangugia, e passare anche un’ora in un sogno dove il mezzo opera senza premesse tecniche, che presumano una fatica per acquisirlo, è decisamente diseducativo. Se avessi potuto. non avrei fatto vedere a mio figlio i film di Harry Potter… Il libro di Hitler, ne ho avuto sempre timore e ripromesso di non leggerlo ne averlo in casa, però ogni volta che se ne menzionava, sovveniva il dilemma se leggerlo o no. Quando Il Giornale lo ha proposto, l’ho acquistato. Ne ho letto qualche pagina e l’ho messo via, talmente prolisso e noioso. Infine ho cercato un riassunto in internet. Vantaggi? Il dilemma è sparito. Però sono contento di non averlo letto a vent’anni. Non per altro, la maturità di adesso alla soglia dei sessanta, non l’avevo in gioventù.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2016 alle 08:17 Rispondi

      Su libro e film hai ragione.
      Riguardo al libro di Hitler immagino anche io che sia prolisso e non di facile lettura.

    • luisa
      21 settembre 2016 alle 14:10 Rispondi

      Ciao Ulisse sicuramente il film può essere limitante rispetto al libro (che non ho avuto occasione di leggere) però non sono d’accordo su quanto dici, se fosse per me inserirei nelle scuole più film, poi, per approfondire va bene anche la lettura, perchè? Perchè la memoria visiva a mio parere resta più impressa della lettura. Dei libri che ho letto ricordo molto poco e vagamente, mentre i film li ricordo quasi tutti, la memoria è più legata (a mio parere) all’emozioni e in un film ci sono più fattori.

      • Ulisse Di Bartolomei
        21 settembre 2016 alle 16:45 Rispondi

        Salve Luisa.

        Io preferisco il racconto visivo anziché la scrittura, per motivi anzitutto pratici e quindi sono d’accordo con te.
        Sarebbe una buona idea educare alla fruizione del prodotto cinematografico, già in ambito scolastico, aiutando a discernere i tipi di comunicazione visiva. In mancanza di questo però, film come Harry Potter li vieterei. Quindi se diventassi un dittatore, sapete cosa aspettarvi… Mi trovo drastico sul tema, poiché trattandosi di prodotti commerciali, nessuno vuole “rovinare” dei perfetti consumatori come i bambini e gli adolescenti, e quindi educarli a non subire un fascino malsano, non è una meta nella psicologia sociale. Questi problemi li notano soltanto i genitori, quando concernono i propri figli.

        • Daniele Imperi
          21 settembre 2016 alle 17:06 Rispondi

          Perché vieteresti i film di Harry Potter? Non capisco che problemi possano creare.

          • Ulisse Di Bartolomei
            22 settembre 2016 alle 18:00 Rispondi

            Nei precedenti commenti l’ho spiegato. Inducono immaginari dove si ottiene tutto troppo facilmente, tutto troppo differente dalla vita reale. Vero che qualsiasi magia è un’astrazione avulsa dalla realtà, ma in qualche modo Harry Potter “supera i limiti”. Peraltro i protagonisti sono bambini che combattono nemici adulti e questo peggiora le cose.

            • Daniele Imperi
              23 settembre 2016 alle 08:11 Rispondi

              Sono solo storie, come tante altre. Sta ai genitori far capire che non c’è nulla di reale, ma credo che non ce ne sia bisogno. Harry Potter non è per bambini piccoli.

  16. Emilia
    21 settembre 2016 alle 10:38 Rispondi

    Che dire dello scrittore indiano Salman Rushdie, autore del libro “Versi satanici” che dopo 26 anni vive ancora sotto protezione perché l’ayatollah Khomeini ne ha decretato la sua morte? La condanna del libro ha causato la morte del traduttore giapponese, il ferimento del traduttore italiano e dell’editore norvegese. Uccide più un libro di una guerra.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2016 alle 10:53 Rispondi

      Già, questo dimostra che molte culture sono ancora più arretrate del nostro Medioevo.

  17. Roberto
    21 settembre 2016 alle 11:41 Rispondi

    Caso volle che una volta, sul tavolo della mia cucina si trovassero una copia del Mein Kampf e una di Stato e Rivoluzione. Erano posizionati l’uno accanto all’altro, separati da non più di qualche centimetro, e la persona che era con me si meravigliò non poco. Mi chiese se per caso non avessi le idee un po’ confuse. Cercai di spiegare che a me, semplicemente, piaceva documentarmi. Ottimo articolo, ma da queste parti non è una novità.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2016 alle 11:45 Rispondi

      Grazie :)
      Non avrebbe dovuto meravigliarsi, in fondo per farsi un’idea, bisogna conoscere anche quella opposta. Come è altrettanto vero che leggere quei due libri non significa per forza scegliere una delle due idee.

    • Ulisse Di Bartolomei
      22 settembre 2016 alle 18:27 Rispondi

      Anni ’90. Appassionato di robe ottiche, su una bancarella mi capito un minuscolo apparato di puntamento russo per fucili. Costava pochi euro, era magnifico e lo acquistai. A casa la mia (ex) consorte quasi svenì. “Perché l’hai preso?” Morale… dovetti liberarmene.

  18. Simona
    21 settembre 2016 alle 12:24 Rispondi

    Assolutamente contro ogni censura. Però c’è da fare un distinguo. La signora che critica Harry Potter esprime il suo parere negativo motivandolo, se finisce lì, tutto ok, la libertà è anche questo.
    Copie bruciate in piazza, la povera autrice costretta alla latitanza pena lapidazione con pietra filosofale , ecco, questo mi preoccuperebbe giusto un filino.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2016 alle 12:54 Rispondi

      Sì, la critica ci può senz’altro stare, anche se le motivazioni sono proprio da persona ignorante e antiquata. Le copie bruciate e le minacce sono altra cosa.

  19. Simona
    21 settembre 2016 alle 13:12 Rispondi

    Che siano antiquate e ignoranti non v’è dubbio. Si deve avere la possibilità di conoscere per poi scegliere. Ma si sa , gli oscurantisti son sempre in agguato.

  20. Ulisse Di Bartolomei
    23 settembre 2016 alle 16:17 Rispondi

    “Sono solo storie, come tante altre. Sta ai genitori far capire che non c’è nulla di reale, ma credo che non ce ne sia bisogno. Harry Potter non è per bambini piccoli.”

    Salve Daniele

    Ti rispondo qui, poiché la funzione non è attiva sulla tua risposta. Harry Potter non è per l’infanzia, ma per la prima adolescenza, quando la psiche incomincia a collegare i concetti alla vita reale. Il bambino guarda, ma propende a dimenticare, mentre l’adolescente ricorda. Il diritto a scrivere senza censura, non può estrapolarsi da un “partito preso”, dacché quando concerne individui con scarsa esperienza, la questione non è semplice. Peraltro i genitori si ritrovano a fronteggiare un infervoramento (reputato) sconveniente, spesso quando è troppo tardi per rimediare, poiché avviene negli ambiti scolastici e ricreatori, dove altri “genitori” si arrogano il diritto di indirizzare i loro figli. Ripeto… sono situazioni che bisogna vivere per comprenderle a fondo e un genitore che si ritrova un figlio che arriva a casa da scuola, intenzionato a “dare battaglia” per vedere Harry Potter, le capisce diversamente.

  21. Andrew Next
    24 settembre 2016 alle 06:31 Rispondi

    90 minuti di applausi, caro Daniele.

    A.V.

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2016 alle 08:18 Rispondi

      Addirittura 90, grazie :D

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