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Come vendere un libro grazie alla copertina

Copertina

La copertina è la veste di un libro. È la prima caratteristica di un’opera letteraria che viene vista in una libreria, anche online. È quindi un elemento che non può essere trascurato, a cui bisogna dedicare tempo e cura, perché determina la vendita del libro stesso.

Ho visto le pubblicazioni di una casa editrice, tempo fa: tutti i libri erano uguali. Stessa copertina, bianca, senza altro che il nome dell’autore e il titolo dell’opera. Come si distinguono fra loro? Come si distinguono fra tanti altri?

La copertina, bisogna accettarlo, serve per far vendere di più un libro. Perché un libro, ripeto, non è solo poesia e letteratura, non è solo arte, ma anche un puro e reale prodotto commerciale. Dietro alla realizzazione di un libro c’è il lavoro di tante persone. Se quel libro non viene venduto, quelle persone hanno lavorato per niente.

Immagine di copertina

La scelta di un’immagine da usare per la copertina di un libro è un passo delicato. Spesso si nota poca cura, poca attenzione soprattutto, talvolta anche incompetenza, purtroppo. Non parlo solo delle copertine monocolore che non avranno successo, ma anche dell’abuso che si fa di alcune immagini.

Se fate un salto sul blog Copertine di libri, di cui ho già parlato, potrete rendervi conto di quanto siano trascurate le copertine di alcune opere letterarie: libri di diversi editori con la stessa immagine.

C’è la moda di usare opere pittoriche classiche come immagini rappresentative delle copertine dei libri, ma non viene in mente a nessuno quanto sia banale questa scelta e quanto sia soprattutto non originale.

Che caratteristiche deve possedere una buona copertina?

  • Originalità: l’immagine usata non deve essere apparsa in altre pubblicazioni. Altrimenti quel libro sembrerà una copia di un altro.
  • Contestualità: specialmente in alcuni romanzi fantasy questa caratteristica manca del tutto. Alcuni romanzi di Terry Brooks avevano un’illustrazione che non c’entrava nulla con la storia. Per non parlare delle copertine amorfe usate per i romanzi di George R.R. Martin. Una grafica fredda e assolutamente senza correlazione.
  • Vistosità: da interpretare con un’accezione positiva. La copertina deve emergere fra tutte le altre. Deve farsi notare. Spiccare. Non deve passare inosservata in una libreria o in un catalogo online.

Citare un’opera precedente

Se uno scrittore ha avuto successo con un libro, alla sua seconda pubblicazione è bene citarlo. È un modo per far riconoscere lo scrittore fra i tanti, e i troppi, che circolano. Quando uscì il romanzo Il magico regno di Landover, in copertina apparve scritto “Autore di La Spada di Shannara”.

Ed ecco che i lettori riconoscono quell’autore, perché hanno sentito parlare del successo dell’altro libro. È una forma di promozione, quindi, che ovviamente va sfruttata a partire dalla seconda opera pubblicata.

In alcuni casi si cita un premio o concorso vinto, come per esempio “Finalista al Premio Bancarella”.

Blurb o soffietto editoriale

Sui soffietti editoriali, che in inglese chiamano blurb, ho già parlato. Devono essere originali, inseriti in quarta di copertina, scritti da personaggi di spicco dell’ambiente culturale di cui fa parte il libro da promuovere.

Soprattutto non devono essere anonimi. Non basta scrivere il nome del quotidiano, della casa editrice o dell’azienda, ma prima va inserito il nome di chi ha prodotto quel blurb.

La quarta di copertina e le sue potenzialità

Quando si prende un libro da uno scaffale in libreria, oltre alla copertina si dà uno sguardo alla quarta di copertina. Si gira il libro, quindi, e si leggono le informazioni riportate.

Oltre ai blurb, è importante inserire una sorta di descrizione del libro, in modo da coinvolgere il lettore e spingerlo all’acquisto. Questo testo deve far emergere il valore del libro, enfatizzare cosa lo rende differente da un altro.

La quarta di copertina ha forse più potenzialità di vendita della prima. Ma il discorso è diverso. La prima di copertina vende attraverso un’illustrazione, la quarta vende grazie al copywriting.

Le alette o bandelle

Sono i risvolti della sovraccoperta del libro, uno per la prima e uno per la quarta di copertina. Nella prima aletta troviamo una sorta di sunto del libro, che in teoria non dovrebbe comunicare ai lettori la trama, ma lasciarne solo un accenno.

Anche in questo caso il linguaggio deve incuriosire il lettore e farlo entrare nell’atmosfera del libro.

Nella seconda bandella troviamo invece una piccola biografia dell’autore, con informazioni sui suoi precedenti letterari, se ne ha, o magari su eventuali concorsi vinti.

Entrambi i testi devono essere prodotti in modo da “vendere”, mantenendo ovviamente la veridicità di quanto il libro offre.

La fascetta

In alcuni libri viene applicata una fascetta alla copertina, con un messaggio pubblicitario per sottolineare il successo del romanzo, l’ennesima edizione uscita, il film da cui è stato tratto.

Le fascette sono ottimi veicoli pubblicitari, perché risaltano sulla copertina e vengono immediatamente notati. In più, se un lettore vede una fascetta su un libro, capisce che qualcosa di importante è accaduto attorno a quella pubblicazione.

Conclusioni

Con un semplice pezzo di carta, la copertina, si può aumentare la possibilità di vendita delle copie di un libro. La copertina deve essere quindi vista come un mezzo pubblicitario, non solo come il bel vestito da far indossare al romanzo per fare bella figura.

È la copertina il biglietto da visita del libro. Il contenuto del libro, invece, è solo la prova di quanto detto in copertina. Non è bello rovinare la reputazione di un libro, sminuirne il suo valore, affidandolo a una copertina rozza e indecente.

13 Commenti

  1. mirko
    24 gennaio 2012 alle 10:55 Rispondi

    Se sulle fascette devono scrivere frasi del tipo “ha venduto … di copie”, “… migliaia di copie vendute”, etc, meglio non metterle.

    Invece trovo utilissimo le frasi “Autore di …”, se mi è piaciuto l’autore il libro successivo lo compro praticamente ad occhi chiusi come mi capita per David Liss.

    Non leggo mai invece i soffietti, li trovo troppo pubblicitari e penso sempre che sono di amici, conoscenti, ex compagni di studi o che anche per il libro più infimo al mondo troverai sempre almeno uno che scriva qualche buona parola.

    Per quanto riguarda le copertine copiate, da grafico dico che le immagini buone e inedite sono difficili da trovare. Commissionare ogni volta uno scatto ad un fotografo per ogni libro è abbastanza insostenibile, anche alle grandi case editrici, vuoi per organizzazione, vuoi per la difficoltà oggettiva, vuoi per i costi.
    Esistono, quindi, siti dove si comprano a più o meno buon mercato immagini e illustrazioni da integrare nella grafica della copertina. In molti casi le immagini che girano sono le stesse e partendo con ricerche vicine all’argomento del libro, si va a sbattere sempre sulle solite foto. Quindi non è molto difficile trovare copertine uguali, non vuol dire che hanno copiato deliberatamente ma che hanno avuto la stessa idea e trovato la stessa immagine.

    Le immagini classiche hanno il vantaggio di essere libere da diritti ma anche li ci ritroviamo con l’andare a sbattere sulle stesse foto per certi argomenti.

    Dovremmo resistere al primo impulso di aver trovato l’immagine perfetta e andare a scavare ancora un po’ per avere qualcosa di più inedito. Ma bisogna anche convivere con editori e scrittori che han sempre fretta… o hanno idee limitate.

  2. mirko
    24 gennaio 2012 alle 10:56 Rispondi

    PS per un autore in erba consiglio di comprare una bella digitale (anche di quelle compatte a buon prezzo) e girare sempre con la testa ben alta…

  3. Martin Rua
    24 gennaio 2012 alle 13:01 Rispondi

    Molto interessante. Io ho rifiutato di pubblicare il mio secondo romanzo con l’editore del primo perché voleva inserirlo in una collana in cui tutti i libri hanno la stessa, identica copertina.
    Allora l’ho auto-pubblicato su Amazon mettendoci la copertina che mi piaceva.
    Sta vendendo benino…

    Bravo Daniele.

    MR

  4. Salomon Xeno
    24 gennaio 2012 alle 15:04 Rispondi

    I libri di Martin non hanno solo copertine non contestuali ma anche titoli non contestuali, a volte!

  5. Daniele Imperi
    24 gennaio 2012 alle 18:11 Rispondi

    @Mirko: sui costi hai ragione. Ma anche se uno ha la stessa idea, quanto meno bisognerebbe controllare se altri libri l’hanno già pubblicata.

    @Martin: grazie, auguri per il libro :)

    @Salomon: hai ragione, con la storia degli spezzettamenti anche i titoli vanno a farsi friggere.

  6. Romina
    24 gennaio 2012 alle 23:50 Rispondi

    Le copertine sono state la parte più criticata dei miei due libri pubblicati. Per il primo ho realizzato io la foto, scattandola e ritoccandola al computer, per il secondo ho fatto una rielaborazione di due immagini presenti nel libro. Per il prossimo ho creato una cosa simpatica, almeno spero, ma molto dipende dal nuovo editore che troverò, se lo troverò!!! Altrimenti, se farò un’autopubblicazione, ritoccherò e sistemerò questo progetto… Comunque sono d’accordo: la copertina è importantissima per vendere un libro, me ne sono resa conto strada facendo. Prima vedevo nei libri solo espressioni intellettuali o forme di cultura, ma nell’era del consumismo il libro è anche un prodotto tra gli altri… è davvero un peccato, ma bisogna prenderne atto!

  7. Lisa Corradini
    24 gennaio 2012 alle 23:52 Rispondi

    Ciao Daniele,

    ho notato, e tu me ne hai dato conferma, che alcune case editrici usano la stessa copertina, riferita ad un determinata collana, per tutti gli scrittori che pubblicano. Credo sia un segno di riconoscimento della casa editrice nel mercato dei libri, vale a dire: e chissenefrega dell’autore.

  8. Daniele Imperi
    25 gennaio 2012 alle 09:13 Rispondi

    @Romina: posso vedere la copertina dell’ultimo? :)

    @Lisa: sì, hanno sicuramente pensato a riconoscersi fra le altre case editrici, non curandosi del libro.

  9. Michela
    25 gennaio 2012 alle 09:48 Rispondi

    E’ sicuramente vero che una buona copertina ti spinge a considerare il libro in mezzo a tanti altri e a dargli un’occhiata di più. Non mi va bene, ma è così.

  10. Come vendere un libro grazie alla copertina | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
    25 gennaio 2012 alle 10:01 Rispondi

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  11. Lucia Donati
    18 maggio 2012 alle 18:26 Rispondi

    Mi sembra che non manchi nulla nelle tue osservazioni a proposito della copertina. Solo un’aggiunta: hai parlato dell’immmagine di copertina, nella quale, secondo me, l’uso consapevole del colore e degli effetti psicologici che esso ha è sicuramente un elemento fondamentale. Dunque: scegliere il colore in base agli effetti che si vogliono ottenere. Ottimo post!

  12. Claudio Strauss
    3 gennaio 2014 alle 00:30 Rispondi

    Complimenti per l’articolo Daniele! mi sto affacciando ora nel mondo del self publishing e i tuoi consigli sono quantomai preziosi!

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