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Sull’uso della virgola

uso delle virgole

Virgole tu spargi a larga mano… direbbe Leopardi, oggi, se leggesse alcuni testi. Il problema contrario, invece, è quando il lettore è costretto a un’apnea continua, perché chi scrive snobba le virgole, ne fa un consumo morigerato, economizza la sua scrittura.

Ricordo una cartolina scritta da un’amica, tantissimi anni fa: fu proprio come se avesse preso una manciata di virgole e le avesse sparse a caso sul testo. Un uso tipico e errato della virgola è simile a questo brano da premio Nobel:

Il soldato, obbedì all’ordine e, andò subito a controllare la casa disabitata. «Libera signore!» urlò.

Eppure questo simbolo apparentemente insignificante può determinare la comprensione del testo, tanto che, senza una virgola al posto giusto, l’intero brano potrà sembrare assurdo. Come? Continuiamo a leggere.

Una virgola per salvare la specie umana

Un contadino ha un vitello e la madre del contadino è anche la madre del vitello.

Vi suona strana? È una frase che circola anche con una variante, che non ne cambia comunque il senso. Io me la ricordo così dai tempi del liceo. Dunque, non ci risulta che la specie umana sia interfeconda con quella bovina, Minotauro a parte, no? E allora come si spiega questa frase? Mettendo la virgola (o anche un punto e virgola) là dove serve:

Un contadino ha un vitello e la madre, del contadino è anche la madre del vitello.

Ok, quindi c’è un contadino che possiede sia il vitello sia la mucca che l’ha partorito. Quella povera donna di sua madre può dormire sonni tranquilli.

La virgola nelle frasi subordinate e coordinate

A che serve una virgola? A dare una breve pausa nella lettura, uno stacco per facilitare la comprensione di un periodo. Ricorriamo a due esempi per chiarire meglio:

Se fossi arrivato prima, sarei riuscito a prendere il treno.

Qual è la frase subordinata? In questo caso la prima. E, come vedete, ho usato una virgola per distinguere le due frasi. In qualche caso l’assenza della virgola può creare anche dei dubbi sulla comprensione del testo:

Se sto bene con te mi sento meglio.

Qui le alternative sono due:

  1. Se sto bene, con te mi sento meglio.
  2. Se sto bene con te, mi sento meglio.

Quando scrivo per il blog, mi dimentico di tutto il resto.

Ecco un altro esempio in cui usare la virgola per differenziare le due frasi. E anche con il “quando” possiamo trovare delle difficoltà a capire un testo, se manca la virgola al posto giusto:

Quando dormo con te mi trovo meglio.

Il che potrebbe significare:

  • Quando dormo, con te mi trovo meglio.
  • Quando dormo con te, mi trovo meglio.

Nel Gargantua e Pantagruele di Rabelais ho trovato questa frase non troppo chiara, non so se per errore del traduttore, dell’impaginatore o dell’autore stesso:

Il che vedendo gli altri si accostarono, pensando che avessero trovato resistenza all’assalto.

Ragionandoci, si capisce che avrebbe dovuto essere scritta così:

Il che vedendo, gli altri si accostarono, pensando che avessero trovato resistenza all’assalto.

La virgola con il vocativo

Sapete che esiste un vocativo, sì? Quando chiamate qualcuno, in pratica lo invocate, anche se non è un dio. Quando parlate con qualcuno, state usando il vocativo pronunciando il suo nome. A scuola l’insegnante lo usava per interrogarvi: “Imperi!” e il cuore perdeva una decina di battiti.

Quindi non è corretto scrivere:

  • No signore
  • Allora Ciccio
  • Ciao Chiara
  • Sì Capitano
  • Attenta piccola!

Ma si dovrebbe scrivere:

  • No, signore
  • Allora, Ciccio
  • Ciao, Chiara
  • Sì, Capitano
  • Attenta, piccola!

Ricordate la storia dell’uccisione di Cesare? Cosa disse l’Imperatore romano, quando scoprì che suo figlio prese parte al suo omicidio?

Tu quoque, Brute, fili mi!

Ossia: Anche tu, Bruto, figlio mio!

Un vocativo, appunto. Fra due belle virgole.

La virgola negli incisi

Che cosa è un inciso? È una frase breve, una piccola parte di un periodo che, racchiusa fra due virgole, (quello precedente, per inciso, è un inciso) dipende dalla frase principale e aggiunge dettagli al testo.

Ecco alcuni esempi:

  • Mia moglie, ciarliera come poche, non sta zitta un minuto.
  • Il mio capo, prendendomi da parte, mi disse che mi avrebbe licenziato.
  • Il cane, stanco di aspettare i miei comodi, mi fece la pipì su una gamba.
  • La polizia, allarmata dagli spari, intervenne all’istante.
  • Alla guida dell’auto, da non crederci, c’era una bambina.

Provate a immaginare queste frasi senza virgole. Non è così chiara la lettura.

Curiosità: la parola inciso è un calco dal greco antico κόμμα (komma), che proviene dal verbo κόπτω (kopto), tagliare. Ricordate come si dice “virgola” in inglese? Esattamente comma. Parola che usiamo anche noi nel linguaggio giuridico per indicare un accapo in un articolo di legge. Ma anche in altri contesti. Nel Medioevo si usava quel termine per indicare un segno corrispondente alla nostra attuale virgola.

La virgola dopo avverbi e congiunzioni

Quando leggo frasi come “No non sto bene” oppure “Sì andiamo al cinema”, mi vengono i brividi. Di rabbia. Possibile che nessuno si accorga che là mancano delle virgole? Queste sono le frasi scritte correttamente:

  • No, non sto bene
  • Sì, andiamo al cinema

Quegli avverbi vanno considerati come frasi, da staccare con una breve pausa dalle altre.

E per le congiunzioni? Ecco altri esempi:

  • Sono stato all’accampamento, ma non c’era nessuno.
  • Oggi non vado a scuola, perché non mi sento bene.
  • Non ti ho visto a casa, né eri in ufficio.
  • Hai detto che non avevi fame, eppure ti sei sbafato due pizze.

Non sono chiare le brevi pause date dalle virgole? Non ce ne accorgiamo, ma quando parliamo, le facciamo anche noi – eccetto i giornalisti televisivi, che dovrebbero imparare a usarle.

Usate le virgole?

In quali dei casi esposti siete soliti sbagliare? Non rispondete in nessuno, ché vado a controllare nei vostri blog.

47 Commenti

  1. franco battaglia
    17 dicembre 2014 alle 06:35 Rispondi

    Io ne salto diverse, di virgole (certo non come Sanguineti) ma ultimamente faccio uso – forse anche esagerato – dei trattini, per esaltare gli incisi, li trovo più evidenzianti. Tu che ne pensi?

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 14:14 Rispondi

      Penso che coi trattini bisogna stare attenti, li trovo più “frenanti” per la lettura. Anche a me viene di usarne spesso, ma mi limito.

  2. Marco Cagnotti
    17 dicembre 2014 alle 07:18 Rispondi

    E vogliamo parlare dell’importanza della virgola nelle subordinate relative, che cambia il significato con funzione esplicativa se c’è oppure con funzione restrittiva se manca?
    “I soldati, che si fidavano del comandante, andarono all’assalto”:
    Funzione esplicativa: tutti i soldati andarono all’assalto perché si fidavano.
    “I soldati che si fidavano del comandante andarono all’assalto”:
    Funzione restrittiva: andarono all’assalto solo i soldati che si fidavano.

    Che dire poi del barbaro, indecente, intollerabile uso della virgola schiaffata fra il soggetto e il predicato oppure fra il predicato e l’oggetto (anche quando è una subordinata), che impone una pausa senza senso?
    “Sandra sapeva, che suo marito la tradiva”.
    Bleah!

    La virgola, negletta, trascurata, sparsa sul testo “a c**** di cane” (cit. R. Ferretti), è invece preziosissima.

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 14:16 Rispondi

      Vero, con la funziona restrittiva serve.
      Nel secondo caso si vuole usare, sbagliando, la virgola per creare un effetto, quando basterebbe mettere il verbo al corsivo.

  3. Chiara
    17 dicembre 2014 alle 09:17 Rispondi

    Rispondo al tuo saluto, Daniele! :D
    (v. esempio sui vocativi!)

    Ne parlavo l’altro giorno con un mio collega, in quando una delle persone con cui lavoriamo (ingegnere) prima di spedire una mail trascorre ore ed ore a spostare le virgole. Legge lo stesso testo più volte, sempre con un’intonazione diversa.

    Io, se devo essere sincera, le uso abbastanza intuitivamente. L’orecchiabilità è la spia che ci aiuta a comprendere se una virgola si trova nel posto giusto. Per questo anche io leggo spesso ad alta voce.

    A tal proposito, ti consiglio un gruppo su facebook che ogni volta mi fa piegare dal ridere. Si chiama “almeno l’itagliano sallo” e contiene strafalcioni di vario tipo.
    Uno sulle virgole?
    Io amo cucinare i miei animali e la mia famiglia.
    (Abbiamo un Hannibal Lecter in Italia e non lo sapevamo)

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 14:17 Rispondi

      Guarda, a me viene spontaneo usarle. Non credo di averle mai sbagliate, anche se a volte ho qualche dubbio.

  4. Marina
    17 dicembre 2014 alle 10:24 Rispondi

    Offro il mio contributo citando il grande Julio Cortàzar espressosi a proposito dell’uso della virgola: “La virgola è la porta girevole del pensiero». E fece questo esempio: «Se l’uomo sapesse realmente il valore che ha la donna andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca». Se sei donna, certamente metteresti la virgola dopo la parola «donna»; se sei uomo, la metteresti dopo la parola «ha». ;)

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 14:19 Rispondi

      Bello l’esempio di Cortàzar. M’è venuto spontanto netterla subito dopo “ha” :D

      • Daniela Vighesso
        11 gennaio 2015 alle 08:37 Rispondi

        «Se l’uomo sapesse realmente il valore che ha la donna, andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca». Se io sposto la virgola scrivendo: ” Se l’uomo sapesse realmente il valore che ha, la donna andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca». Se è l’uomo a sapere il valore che ha, perché mai dovrebbe essere la donna a mettersi alla sua ricerca?. Ecco, secondo me, un bell’esempio di ambiguità nell’uso della virgola, campo nel quale ho molte cose da imparare.

        • Daniele Imperi
          11 gennaio 2015 alle 08:48 Rispondi

          In effetti, spostando la virgola, la frase ha un altro significato, ma perde comunque di senso.

  5. LiveALive
    17 dicembre 2014 alle 10:44 Rispondi

    Io distinguersi due modi di usare la virgola: uno puramente logico, e uno “eufonico”. Intendo dire che uno può fare come Manzoni e decidere di usare la virgola in modo sistematico ogni volta che la grammatica lo richiede; ma se non si crea ambiguità di significato si può usare anche con lo scopo di creare un dato tono. Anche Manzoni, in verità, usava le virgola con questo ulteriore scopo, e anzi, a studiarla la punteggiatura manzoniana è meravigliosa.
    Io comunque preferisco le frasi che scorrono con poche virgole, quindi ne uso poche e a volte le tolgo anche quando, pur richieste, mi pare si capisca tutto. Anche d’Annunzio aveva in dichiarato odio le virgole.

    La facoltà espressiva della punteggiatura va studiata e sfruttata. Non dimentichiamo però che il “percepire” il bisogno di una virgola è anche questione di abitudine: la cosa può cambiare. C’è chi crede (alcuni miei amici editor) che in futuro si useranno solo i punti perché i lettori non sono più in grado di cogliere la finezza di due punti o un punto e virgola, e tra un po’ non capiranno più neppure la virgole.
    E pure c’è chi vorrebbe abolire i segni di punteggiatura per lasciare un puro flusso di parole e immagini. La cosa era già stata fatta da Joyce, ma era troppo presto. Faulkner, Saramago e McCarthy così si sono limitati a scrivere i dialoghi senza virgolette (Faulkner però solo in alcuni passaggi), e c’è chi crede che presto verranno eliminati pure gli altri segni.
    …chissà, è un argomento interessante.

    • Luciano Dal Pont
      17 dicembre 2014 alle 10:52 Rispondi

      Ciao LIveAlive,
      Guarda, francamente, se un giorno dovesse avverarsi la tua apocalittica previsione riguardo l’uso della punteggiatura, che io considero irrinunciabile, smetterei sia di scrivere che di leggere!

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 14:23 Rispondi

      I tempi di Manzoni, però, sono finiti da un pezzo :)
      L’idea di cambiare le regole di grammatica per colpa di qualche idiota che non capisce mi dà davvero la nausea. Anziché migliorare gli ignoranti, ci mettiamo noi al loro stesso livello.
      I dialoghi senza virgolette anche i romani li usavano, basta leggere alcuni testi latini (Cicerone, per esempio) e non ne trovi:

      An tu haec non credis?
      Minime vero.
      Male hercule narras.
      Cur? quaeso.

      Un esempio preso da un dialogo nelle Tusculane.

      • LiveALive
        17 dicembre 2014 alle 14:29 Rispondi

        Ah, io latino non lo conosco XD una volta, se è per questo, in alcuni testi non si usavano neanche gli spazi: tanto, dicevano, chi conosce la lingua ci arriva lo stesso. Il latino usava tradizionalmente un tipo di punteggiatura, anche per i dialoghi, diversa dalla nostra,

  6. Luciano Dal Pont
    17 dicembre 2014 alle 10:46 Rispondi

    Ciao Daniele,
    ottimo il tuo articolo, l’ho letto con un misto di divertimento e di rabbia a stento repressa perché quando mi capita di leggere dei testi, di qualunque tipo essi siano, in cui non solo l’uso della virgola, ma più in generale di tutta la punteggiatura, è lasciato alla libera e giocosa interpretazione dell’autore, vengo colto da incontrollabili crisi di panico accompagnate da angoscia devastante, tremore diffuso in tutto il corpo, convulsioni, cianosi, difficoltà respiratorie, confusione mentale, allucinazioni audio visive, delirium tremens e visioni mistiche, nonché da mania omicida accentuata da un sadico desiderio di vendetta! E dire che io sono tutt’altro che un maniaco della grammatica, nel senso che, quando scrivo, non sto a pensare o a riflettere sulle sue regole ma mi viene tutto assolutamente spontaneo e naturale, compresa l’ubicazione delle virgole e del resto della punteggiatura, e francamente mi riesce difficile comprendere come al mondo possa esistere qualcuno, anche fra coloro che scrivono per professione, che considera l’uso della punteggiatura stessa come una sorta di optional dalla importanza opinabile quanto secondaria. Gli esempi che hai riportato fanno accapponare la pelle, e tuttavia sono reali e concreti e simili strafalcioni se ne trovano spesso, persino, a volte, in libri e romanzi regolarmente pubblicati da case editrici che evidentemente considerano il lavoro di editing come una inutile e dannosa perdita di tempo. Per il resto, tengo conto della tua minaccia alla fine del post, e ci conto!

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 14:25 Rispondi

      Ciao, Luciano, grazie.
      Sì, purtroppo sono reali quegli esempi, ne trovo quasi ogni giorno.
      Ora vado a controllare il tuo sito, allora :D

  7. Salvatore
    17 dicembre 2014 alle 11:25 Rispondi

    Me lo vedo proprio, Imperi, che impugna una sciabola e falcia scristiani a causa delle virgole; del loro uso scorretto. Per quanto riguarda le suddette, io non presto troppa attenzione al loro utilizzo. Cerco di usarle seguendo l’intonazione dei miei pensieri, credo sia il modo migliore, e rispettando quelle due, tre regolette di buon senso che hai ben enunciato. Ci sono circostanze, poche, in cui mi capita di mettere una virgola prima di una congiunzione, non parlo degli incisi, o addirittura un punto. Sarebbe scorretto, ma la frase acquista un significato migliore. Allora me ne sbatto, delle regole, e seguo il buon senso e “il bello stile”. Ammesso che si possa mai parlare di bello nel mio caso. ;)

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 14:26 Rispondi

      Fai bene a vederlo :)
      In alcuni casi anche io metto una virgola prima della congiunzione “e”. Come se ci dovesse essere una pausa.

  8. MikiMoz
    17 dicembre 2014 alle 11:41 Rispondi

    C’è gente che ancora crede al fatto di non dover mai usare una e congiunzione dopo la virgola.
    Le virgole… mai abusarne perché rallentano, mai snobbarle sennò nonsicapisciuncaiser, servono il giusto e danno anche ritmo a ciò che scrivi.
    Un aneddoto: primo anno di università, esame di lett. spagnola, ci diedero da leggere Los santos inocentes di Mighel Delibes: è un libro senza punteggiatura, puoi immaginare il casino!

    Moz-

    • LiveALive
      17 dicembre 2014 alle 13:14 Rispondi

      Devo leggerlo questo Delibes…

      • MikiMoz
        18 dicembre 2014 alle 01:08 Rispondi

        Da come ho capito, si trova solo in lingua originale…

        Moz-

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 14:27 Rispondi

      Negli incisi, anche se c’è la congiunzione “e”, la virgola va usata.
      Senza punteggiatura? Come mai questa alzata di ingegno?

      • MikiMoz
        18 dicembre 2014 alle 01:09 Rispondi

        Eh, ce lo so :)
        Quanto al romanzo… boooh, ricordo che mi diede non pochi problemi, visto che era anche in lingua e io avevo appena iniziato a studiarla^^

        Moz-

  9. LiveALive
    17 dicembre 2014 alle 13:16 Rispondi

    Daniele, riscontro un problema con Pennablu in versione mobile: finché non faccio “aggiorna”, ogni volta che tento di accedere al sito mi ritrovo la versione che ho visto all’ultimo accesso. Così, la mattina non vedo il nuovo post, e non vedo i nuovi commenti dopo aver commentato, finché non aggiorno la pagina o non posto un nuovo commento. Fino alla settimana scorsa non accadeva…

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 14:28 Rispondi

      Non sei l’unico. Ho fatto una modifica per velocizzare il blog e ho creato un nuovo problema. Geniale.

  10. Ispy 2.0
    17 dicembre 2014 alle 14:51 Rispondi

    Mi appello a te, caro Daniele. Nella stesure del mio primo romanzo, furono le virgole a darmi intralcio. Qualche editore ci passa sopra, taluni affermano sia questione di stile, tipo King, per esempio, ne usa poche e spesso troppe… chissà? Ma le regole sono le regole; io, dal canto mio, cerco sempre di migliorarmi. ;)

    Ispy 2.0

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 15:04 Rispondi

      Non credo che l’uso delle virgole sia proprio una quesitone di stile, diciamo piuttosto che lo stile di un autore – che è mescolanza e ritmo di parole e frasi – porta a usare poche o tante virgole.

  11. Francesco Magnani
    17 dicembre 2014 alle 16:10 Rispondi

    Sarei curioso di saperlo da te e spero di non fare una figuraccia :)

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 17:44 Rispondi

      Ok, allora domani mattina do uno sguardo attento a un paio di post :D

  12. Giuse Oliva
    17 dicembre 2014 alle 19:09 Rispondi

    MMhh, alle scuole mi ricordo che facevo un sacco di fatica con le virgole. Non capivo proprio quando dovevo usarle, eppure era cosi` semplice!
    I professori condivano le loro spiegazioni con paroloni e paroloni, e io alla fino mi arresi. Per fortuna in mio aiuto arrivarono i libri e la scrittura. Si, proprio cosi`.
    Scrivendo, rileggendo e leggendo altri autori, compresi le virgole e la punteggiatura in generale, anche se a volte sbaglio. Basta rileggere, sentire il suono della frase, il senso e tutto si risolve.
    Oh almeno spero.

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2014 alle 19:35 Rispondi

      Io non ricordo invece le lezioni sulla punteggiatura, però, visto che a quell’epoca non leggevo, devono essere state ottime :)

  13. Ispy 2.0
    17 dicembre 2014 alle 20:16 Rispondi

    Be’, questo sì che è un post utilissimo. Sulle virgole, un tempo, ho dovuto fare molto allenamento, poiché per stilare il mio primo romanzo dovevo apprendere quelle regole da te elencate.

    Sovente gli editori cambiano le virgole anche a seconda del loro stile, poiché è vero che ci sono delle regole da rispettare, ma è anche vero che ognuno di noi ha uno stile particolare sulla punteggiatura. King, per esempio, talvolta ne mette troppe e altre volte, troppo poche.

    “Io, speriamo che me la cavo.” XD

    Ispy 2.0

    • Daniele Imperi
      18 dicembre 2014 alle 08:06 Rispondi

      Grazie.
      Non ho notato questa particolarità di King.

  14. Lisa Agosti
    18 dicembre 2014 alle 07:05 Rispondi

    Grazie Daniele per, questo post molto istruttivo ;)

    Mi piace trovare le virgole al posto giusto, ma come ogni regola, mi piace vederla infranta all’occorrenza. Cerco di spiegarmi con un esempio:

    “Liz si avvicinò al carretto e, saltando la fila, chiese: “Ma scusi cos’è questa storia ho sentito dire che non c’è più il gelato alla fragola?”

    In questo esempio la mancanza di virgole mi fa capire che Liz freme per fare quella domanda, la situazione la preoccupa. Si potrebbe togliere “saltando la fila”, aumentando ulteriormente il ritmo della narrazione, e si saprebbe comunque che Liz è in frenesia.

    All’estremo opposto, c’è chi usa solo le virgole, degnandosi di mettere un punto fermo ogni dieci pagine, e vince il Nobel per la Letteratura:
    “Buonasera, signor primo ministro, se la morte decide di tornare stanotte, spero non si ricordi di venire a scegliere lei, Se a questo mondo la giustizia non è una parola vana, la regina madre dovrà andarsene prima di me, Prometto che non la denuncerò domani al re, Gliene sono grato, eminenza, Buonasera, Buonasera.” (José Saramago, “Le intermittenze della morte”, 2005)

    • Daniele Imperi
      18 dicembre 2014 alle 08:09 Rispondi

      Di, niente Lisa :D
      Non sono d’accordo sull’evitare le virgole per simulare la fretta. Parlando, le pause con le virgole le facciamo lo stesso, altrimenti l’interlocutore non capisce nulla.
      Saramago ha usato le virgole al posto del punto? Guarda, sulla validità del premio Nobel nutro seri dubbi da diverso tempo.

  15. Ryo
    22 dicembre 2014 alle 21:56 Rispondi

    In tema di usanze barbare, sempre più spesso vedo usare i tre punti di sospensione al posto delle virgole. Fortunatamente – se non sbaglio – per questa cosa è previsto il carcere.

    • Daniele Imperi
      23 dicembre 2014 alle 08:03 Rispondi

      I tre punti di sospensione – che secondo l’estro degli autori possono diventare 4, 5 o più – anche io li ho visti usati come virgole. C’è qualcuno che ne abusa, usandoli per comunicare sensazioni. Ho trovato periodi che a ogni frase avevano i 3 punti di sospensione.

  16. guido mura
    6 febbraio 2016 alle 12:33 Rispondi

    Mi auguro che le attuali buone abitudini persistano, ma vorrei ricordare che l’uso della punteggiatura ha subito notevoli variazioni nel tempo. Ad esempio, nei secoli passati, troviamo regolarmente la virgola prima della congiunzione e, anche nelle opere di studiosi o nelle lettere di persone di cultura medio-alta. Oggi lo giudichiamo uno strafalcione.

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2016 alle 09:07 Rispondi

      Ciao Guido, benvenuto nel blog. In alcuni casi la virgola prima della congiunzione “e” non è un errore, come negli incisi.

  17. Guido
    25 febbraio 2016 alle 14:34 Rispondi

    Buongiorno. Anzitutto, bell’articolo davvero, complimenti vivissimi. Volevo porre, a proposito degli svariati usi della santissima virgola, un quesito che da un po’ di tempo mi attanaglia.

    In una frase del tipo “Secondo i miei calcoli il fenomeno interessa più del 10% della popolazione mondiale” mi viene da mettere “naturalmente” una virgola dopo “calcoli”: ma, soffermandomi con attenzione, mi rendo conto che tale virgola non avrebbe senso, poiché non isolerebbe certo una preposizione subordinata (né si tratta di un caso “speciale” come “sì, certo”). Qual è la sua opinione al riguardo?

    • Daniele Imperi
      25 febbraio 2016 alle 14:47 Rispondi

      Buongiorno Guido, benvenuto nel blog.
      Secondo me la virgola non ci va, perché “secondo” è una preposizione e non ha senso infatti separarla dal resto della frase.

  18. marina
    25 marzo 2016 alle 17:46 Rispondi

    Buongiorno a tutti.
    innanzitutto complimenti per l’articolo. Sono una signora di 57 anni e, ai miei tempi, nella mia regione, la grammatica si studiava per bene già alle elementari : o la si imparava, o alla classe superiore non si passava. Detto questo, vorrei esprimere la mia opinione sul dubbio del sig. Guido. Secondo me la virgola dopo la parola “calcoli” ci vuole , perché altrimenti la frase è troppo lunga e non c’è il tempo di prendere fiato.
    Inoltre per quanto riguarda il commento sui giornalisti televisivi, sono completamente d’accordo: la mia paura è che i giovani , ascoltando quei signori parlare, non capiscano più dove vadano ,appunto, messe le virgole.

    • Daniele Imperi
      28 marzo 2016 alle 09:58 Rispondi

      Buongiorno Marina, grazie e benvenuta nel blog. Riguardo alla frase di Guido, si tratta di appena 13 parole, non è una frase lunga.

  19. Angela
    31 marzo 2016 alle 18:17 Rispondi

    Buonasera,
    dopo una lingua discussione con il boss sono a chiedere se è corretta la seguente regola :
    Davanti all’articolo determinativo, in un elenco non ci va mai la virgola.

    Eccovi un esempio secondo lui NOn corretto:

    “Oggi al supermercato ho comprato: il latte, il pane, il prosciutto e il formaggio”

    Attendo vostra risposta

    • Daniele Imperi
      1 aprile 2016 alle 08:34 Rispondi

      Ciao Angela, benvenuta nel blog.
      La frase che citi è corretta. Non capisco cosa c’entri l’articolo determinativo con la virgola. Come dovrebbe essere scritta quella frase secondo il tuo boss? Anche se quello è un elenco, non è scritto come una lista. Differente sarebbe stato scrivere:
      “Oggi al supermercato ho comprato:
      il latte
      il pane
      il prosciutto
      il formaggio”

      In questo caso, articolo determinativo o no, la virgola non sarebbe stata necessaria, perché hai scritto l’elenco come la classica lista della spesa.

  20. Luigi
    28 aprile 2016 alle 10:27 Rispondi

    Ottimo e chiaro. A ottanta anni ho deciso di mettermi a studiare la grammatica. Mi riesce diffic ile capire come si usa la virgola quando si ha il . Ho letto altrove: . Molto elegante, ma che significa? Luigi

    • Daniele Imperi
      28 aprile 2016 alle 14:28 Rispondi

      Salve Luigi, benvenuto nel blog.
      Non ho capito: la frase era proprio: “. Molto elegante”?
      Cioè un punto messo là senza nessuna frase prima?

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