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Intervista a Edizioni Uboros

Edizioni La Gru

Qual è stato il vostro sogno all’inizio della vostra avventura editoriale e che cosa è cambiato da allora?

Sin dall’inizio il nostro sogno è stato contribuire alla diffusione di belle storie, magari particolarmente sfortunate nel mondo dell’editoria. Non da intendersi come scritte male o poco piacevoli, ovviamente; c’è già molta “sporcizia” in giro e noi non vogliamo assolutamente contribuire.

Un giudizio obiettivo sull’editoria italiana: che futuro ha e come dovrà evolversi per restare attiva?

Devo dire che purtroppo il panorama dell’editoria italiana mi sembra piuttosto ambiguo, diviso tra oligarchie in continuo rinnovo e l’esercito dei medio-piccoli che va avanti a fortune alterne. Essendo ormai completamente compiuto il passo da artigianalità a impresa vera e propria, personalmente credo che l’unico modo per andare avanti sia non tentare di nascondere questo statuto di impresa, quasi come se fosse una colpa. Inutile star dietro ai fasti del passato che, per quanto piacevoli e meritevoli, son sempre ormai vecchi. Bisognerebbe studiare meglio come valorizzare l’atipicità delle imprese editoriali, mi sembra che non tutti lo facciano.

Come instaurate un dialogo coi vostri lettori? Lo ritenete sufficiente?

Abbiamo cercato di instaurare il dialogo con i nostri lettori tramite il web, in particolare con l’uso dei social network. Facebook, Twitter, i lettori si sentono più partecipativi quando si comunica loro attraverso mezzi che possiedono quotidianamente. Se lo ritenessimo sufficiente significherebbe che ci accontentiamo di poco… E noi vogliamo di più!

In Italia si legge poco: una frase che si sente troppo spesso ultimamente. Quali sono secondo voi i motivi di questa scarsa attitudine alla lettura e quali “misure” prendete – o vorreste prendere – per aumentare questi numeri?

La si sente spesso perché è un amaro dato di fatto. Aumentare i numeri… Una bella sfida, anche perché si tratta di un problema che in parte non dipende dall’editoria. Un po’ di colpe possono essere imputate anche all’istruzione scolastica, che dovrebbe insegnare una migliore qualità della lettura. Ma a sua volta la scuola eredita il vecchiume di programmi ministeriali basati su canoni ormai sorpassati, politiche culturali poco elaborate e quindi poco efficaci. Insomma, è un bel mix di motivazioni, il discorso sarebbe davvero molto lungo.

Siete in genere soddisfatti delle vostre campagne di marketing editoriale? E quanto si impegnano i vostri autori nella promozione dei loro libri?

Siamo piccoli e non nascondiamo di avere delle difficoltà. Vorremmo poter elaborare delle strategie di maggiore impatto e per farlo dovremmo fermarci un attimo e ragionare con calma, guardarci intorno con lucidità. Però dei nostri autori non ci possiamo proprio lamentare, anzi li ringraziamo per l’aiuto che ci danno!

Avete riscontri positivi dalla vostra presenza nel web? Quanto la ritenete importante e come vorreste migliorarla?

La nostra presenza nel web è veramente molto importante, come dicevo prima è il luogo primario dove avviene la nostra personale comunicazione con i nostri lettori. Finora abbiamo avuto un ottimo riscontro, quindi in futuro vorremmo continuare su questa strada cercando di essere presenti in modo ancora più capillare. C’è ancora molto da migliorare, ma non vogliamo avere troppa fretta anche perché la fidelizzazione avviene per gradi: se proponessimo cose nuove ogni giorno rischieremmo solo di disorientare i nostri lettori.

Perché un lettore dovrebbe leggere i vostri libri? Che cosa rende differente il vostro catalogo dagli innumerevoli altri?

Perché nella nostra selezione cerchiamo di utilizzare dei criteri che possano essere accolti sia da noi che lavoriamo coi testi che dai nostri lettori. Facciamo attenzione alla cura del testo, dello stile, la struttura della storia, dei personaggi…

Che cosa vi sentite di consigliare agli aspiranti scrittori che vorrebbero pubblicare con voi?

Semplicemente avere delle buone idee e un bello stile.

Il mercato degli ebook si sta espandendo. Come accogliete questa tipologia di pubblicazione? Ritenete che possa “danneggiare” le edizioni cartacee?

Noi l’accogliamo molto bene! Il nostro prossimo passo, infatti, sarà quello di convertire in digitale il nostro catalogo. Personalmente non credo che possa esserci una qualche sorta di danno al cartaceo… Almeno non di dimensioni diverse e maggiori rispetto ai danni arrecati al mercato da chi non legge o da chi pubblica cose discutibili. Siamo fiduciosi nei confronti di questo nuova editoria e saremo lieti di cavalcarla appena possibile!

Quanto ritenete valida la promozione della lettura in Italia? Fiere, eventi letterari, iniziative: sono sufficienti secondo voi? Come si potrebbe migliorare la situazione?

In Italia la promozione è a livelli piuttosto bassi, dove per bassi non intendo dire che le iniziative, gli eventi o le fiere siano organizzate male; ci si riallaccia alla questione di cui sopra, della scarsa attitudine degli italiani alla lettura. Ci sono ottime iniziative sparse per la penisola poco o nulla valorizzate o, di contro, spazi magnifici abbandonati a se stessi. Anche qui ci sarebbe molto da dire, anche in questo caso si potrebbe dare più ascolto ai lettori, radunare idee e poi cercare di riordinarle assieme agli addetti ai lavori. Siamo molto indietro sotto questo punto di vista e purtroppo per il momento non possiamo che prenderne tristemente atto.

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