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Come trovare più tempo per scrivere

11 modi per aumentare la produttività nella scrittura

Come trovare più tempo per scrivere

Abbiamo visto la settimana scorsa quali sono i limiti dello scrittore moderno: vivere in un mondo inspiegabilmente frenetico e multimedialico riduce il tempo dedicato alla scrittura. Lo scrittore di oggi si affanna ovunque, ma ben poco sul foglio di carta.

Molti lamentano lo scarso tempo a disposizione per scrivere. Oggi si lavora, si studia, ma anche un tempo si lavorava e si studiava. È anche vero che oggi, specie per chi abita nelle grandi città come Roma, il rischio di impiegare unʼora a mezzo per andare al lavoro è grosso. 3 ore al giorno perse solo per recarsi al lavoro.

La scusa del tempo che manca

In molti casi la mancanza di tempo è solo una scusa. Se si ha tempo per compiere una serie di operazioni inutili al giorno, si ha anche per scrivere, se scrivere è davvero ciò che vogliamo.

Ma se il tempo manca, allora bisogna trovarlo. O, meglio, ritagliarlo. O entrambe le cose. Vediamo come.

#1 – Alzati molto presto al mattino

Leo Babauta è il blogger dietro le quinte di «Zen Habits». Qualcuno di voi lo conosce, qualcun altro no. Ma non è questo il punto. Il punto è che Leo Babauta si alza ogni mattina alle 4:30.

Secondo un mio amico le 4:30 esistono soltanto di pomeriggio e di notte, non esistono le 4:30 del mattino. Forse è così, in fondo alle 4:30 il sole dorme ancora.

Ma non fa nulla. Fuori è notte e cʼè silenzio. In casa cʼè silenzio. Il mondo è un limbo di ovatta e fantasmi, e voi state scrivendo in un bozzolo di concentrazione.

Vorrei alzarmi alle 5 del mattino. Non sto scherzando. Se riesco a cambiare vita e vivere in campagna, la mia sveglia suonerà alle 5. Leo Babauta consiglia di non fare cambiamenti drastici e di impostare la sveglia 15 o 20 minuti prima del solito per qualche giorno, per abituarvi.

Io preferisco invece i cambiamenti drastici. Mi alzavo alle 8, poi ho deciso per le 7:30. Infine ho arretrato la sveglia alle 6:30. Mi sono abituato subito.

È piacevole, specialmente dʼinverno, restare sotto il piumone. Ma quando sento il cellulare vibrare, mi alzo e basta. Me lo sono imposto e seguo le mie imposizioni.

La mia giornata è più lunga rispetto a prima. Ho guadagnato tempo, ma non lʼho sottratto al sonno. Prima dormivo troppo, anche perché al mattino adesso non ho sonno, quindi significa che mi bastano 7 ore o poco più per dormire.

Non pretendo che vi alziate alle 5, ma potete arretrare la vostra sveglia di mezzʼora, intanto. E sarebbero 30 minuti conquistati al giorno per la scrittura.

#2 – Scrivi in pausa pranzo al lavoro

Unʼora di pausa pranzo a me è sempre sembrata eccessiva. Quando ero militare, la pausa pranzo era di mezzʼora. Un tempo più che sufficiente, considerando che pranzo in 15 minuti al massimo.

Ne restano quindi 45 da dedicare alla scrittura. 45 minuti al giorno in più conquistati.

#3 – Escludi le distrazioni

È difficile crederlo, ma lo smartphone funzionerà ancora se smettete di guardarlo ogni 5 minuti. Non è una specie di Tamagotchi che muore se non avrà le vostre continue e costanti attenzioni.

Vedo gente camminare per strada senza guardare, perché ha gli occhi incollati allo smartphone. Gente al cinema che ogni tanto deve creare un lampo di fastidiosa luminosità nelle tenebre della sala, altrimenti sarà escluso dalla vita sociale.

Lo smartphone è solo uno dei tanti esempi di distrazioni tecnologiche del mondo di oggi. Anche controllare le email ogni 10 minuti è unʼaltra fonte di distrazione.

#4 – Ottimizza il tuo tempo

Ci sono azioni che possono compiersi contemporaneamente. Se dovete documentarvi per un romanzo, fatelo nelle 2 ore che impiegate per andare al lavoro e tornare. Avete lo smartphone con la connessione, usatelo per quello, anziché per bighellonare su Facebook.

Sono 2 ore guadagnate per la scrittura, perché anche in quel momento state scrivendo. La documentazione fa parte della scrittura.

#5 – Scrivi di getto

Senza correggere né contare le parole. Per me è questa la scrittura di getto, quella che non fa perdere la concentrazione. La mia prima stesura, anche dei post, è piena di segnacci rossi del correttore automatico.

Alla correzione penso dopo. Prima finisco di scrivere il post, poi rileggo, correggo, metto i grassetti e i link interni.

Un tempo avevo il vizio di contare le parole a ogni paragrafo scritto. Sono secondi persi, pochi nellʼinsieme della sessione di scrittura, ma il danno maggiore è la perdita di concentrazione.

#6 – Elimina la TV

Non sono un amante della televisione, ma la sera non riesco a scrivere, gli occhi sono stanchi e voglio rilassarmi. Quindi o leggo o vedo un film in TV.

Ma molti riescono a scrivere la sera, dunque fatelo. Dedicate ai film 2 sere o 3 al massimo a settimana e avrete guadagnato almeno 8 ore per la scrittura.

#7 – Elimina i centri commerciali del sabato pomeriggio

E acquista online. Non so voi, ma io sono stato rare volte in un centro commerciale e non ho trovato mai nulla di interessante. Ho preso a comprarmi anche i pantaloni online, visto che andando in giro perdevo solo tempo senza trovare nulla che mi piacesse. Zalando mi ha salvato e mi ha fatto risparmiare tempo.

Non sono a favore dei poltroni, a me piace camminare, ma preferisco farlo quando serve, non quando perdo solo tempo che potrei dedicare ad altro.

#8 – Usa il registratore per appuntare idee

Ovvero: un uso intelligente dello smartphone. Certe volte, quando sono per strada o in macchina, mi metto a pensare alla storia che sto scrivendo o a una futura e allora mi balenano in mente dei dialoghi o dei pezzi, che ormai sono andati tutti persi.

Se avessi pensato a usare il registratore, sarebbero salvi. A casa, con comodo, li avrei ascoltati e trascritti.

#9 – Limita i social media a 1 o 2 al massimo

Cʼè gente iscritta ovunque. Anche a Quag, andatevi a vedere che cosa è. Non ve lo linko, voglio rendervi le cose difficili.

Ho già detto che sto perdendo interesse verso i social media, interesse che non è mai andato oltre la semplice curiosità iniziale e necessità in qualche caso.

Lʼunico che continua ancora a piacermi è Instagram: poche parole, come lo sono io – almeno di persona, da questo post non si direbbe – e solo immagini.

Per farla breve: ma davvero serve essere ovunque? No, ho scritto in unʼaltra occasione che bisogna trovare 1 o 2 social al massimo e usarli bene, usare quelli che si adattano meglio alla nostra personalità. Sarà tutto tempo guadagnato.

#10 – Modella il blog secondo il tuo tempo

Il blog succhia parecchio tempo e energie. Se penso a quando qui pubblicavo ogni santo giorno, mi vengono i brividi. Ma anche con 4 post a settimana il tempo per scrivere e trovare idee è tanto.

Che fare?

Decidete voi il calendario editoriale da usare. Un tempo il progetto di «Penna blu» prevedeva solo 2 post a settimana, anche se è durato per le prime 2 settimane. Mi gironzola per la mente un ritorno alle origini. Vedremo.

#11 – Scrivi ogni giorno

Questa è pura matematica. Per quanto possa essere lungo il vostro romanzo, scrivendolo un poʼ alla volta alla fine sarà terminato. Se saltiamo un giorno, il tempo per finirlo si allungherà di un giorno, perché sappiamo tutti che non riusciremo a recuperare.

Ma scrivendo ogni giorno, anche una sola riga, un pensiero, una nota, una battuta fra personaggi, il romanzo va avanti. La storia avanzerà on modo costante e ogni volta che apriremo il file, ci sembrerà più lunga, perché è effettivamente più lunga di prima.

Con questi 11 modi penso si possa conquistare tempo per scrivere. Se ci facciamo 2 calcoli, mettendoli in pratica tutti avremo guadagnato parecchie ore a settimana.

66 Commenti

  1. Serena
    25 gennaio 2016 alle 07:13 Rispondi

    Direi che faccio già tutte queste cose. Mi piacerebbe riuscire ad alzarmi alle cinque, ma ci sono problemi oggettivi per cui al momento, se per sbaglio riesco ad alzarmi presto, dopo una ventina di minuti tutta la famiglia è in piedi, gatti compresi, e allora finisce lo scopo. Ci sono alcune cose che aggiungerei all’elenco, ma me le tengo per un post 😊.

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:35 Rispondi

      Per ora neanche io riesco al alzarmi alle 5. Il resto della famiglia dovresti tenerlo a bada, però :D
      Aspetto il post.

  2. Marco
    25 gennaio 2016 alle 07:59 Rispondi

    Io mi alzo alla sei e un quarto (stamattina però alle sei ero già sveglio).
    Concordo su tutto. I centri commerciali? Per me potrebbero chiudere. Soprattutto, concordo sull’eliminare la tv. Come consiglia il buon Stephen King ;)

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:37 Rispondi

      Io mi sveglio sempre prima della sveglia, per me funziona solo psicologicamente: so che a una certa ora suona, e io mi sveglio automaticamente almeno mezz’ora prima…
      Possono chiudere anche per i centri commerciali :D
      Io la TV la terrei solo per vedere DVD, ma basta anche un buon computer per quello.

  3. Grilloz
    25 gennaio 2016 alle 08:06 Rispondi

    Diciamo che il tempo lo si trova se lo si vuole trovare, e questo lo dico soprattutto a me che sono pigro. Poi si ci sono tanti spazi vuoti che si possono riempire meglio, anche se temo che la scrittura richieda un tempo prolungato e continuato più che tanti brevi momenti spezzettati. Però si può sempre usare il tempo spezzettato per fare altre attività (tipo dedicarsi ai social o fare ricerche o pulire casa) recuperando tempo per scrivere.
    Poi penso che la cosa migliore quando si scrive sia staccare internet ;)
    Tuttavia temo che troppa organizzazione non vada d’accordo con l’attività creativa, o sbaglio?

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:39 Rispondi

      Sì, la scrittura non è qualcosa che puoi spezzettare 5 minuti adesso e altri 4 fra 5 ore. Staccare internet è fondamentale per me.
      Non si tratta di organizzazione, nel trovare tempo dico, ma solo di aumentare la produttività organizzandosi nelle attività che con la scrittura c’entrano poco o nulla.

  4. Chiara
    25 gennaio 2016 alle 08:45 Rispondi

    Il primo modo per trovare il tempo per scrivere (e l’ho scoperto poche settimane fa) è smettere di lamentarmi perché è poco: così facendo, non faccio altro che alimentare energie di mancanza e mi sembrerà sempre meno. Cosa più grave, anche quando ne ho sono con l’ansia, perché mi sembra di giocarmi l’intero romanzo in mezzora.
    Da gennaio (a volte i buoni propositi funzionano) un atteggiamento diverso sta portando risultati diversi. Svegliarmi prima per scrivere penso renderebbe più faticosa la giornata lavorativa perché io, essendo impiegata, trascorro tutto il giorno al pc. Ho già spostato l’orologio di mezz’ora, ma uso il tempo guadagnato per fare un po’ di yoga: anche quella aiuta.
    In pausa pranzo noi siamo obbligati a uscire dall’ufficio, quindi non posso pensare di dedicarmi alla scrittura. Al limite, se rientro un po’ prima, posso abbozzare i post del blog. Occuparmi del romanzo con tutte queste spie sarebbe impensabile…
    Le distrazioni sono state ridotte di molto rispetto a prima, mentre la tv non l’ho mai guardata.
    Nel weekend trovo il tempo per scrivere, nonostante le uscite.
    Trovo ottimo il suggerimento di scrivere ogni giorno e, se non ci riesco, fare comunque qualcosina (anche solo un po’ di documentazione o brainstorming) perché in questo modo un passettino alla volta si possono ottenere dei risultati. Valido anche il proposito di scrivere di getto. E aggiungerei: completa TUTTA la prima stesura del romanzo e poi torna indietro. Fra le cause della mia lentezza, infatti, c’è stata anche la mania di revisionare prima di avere una panoramica generale della storia. Ultimamente mi sono organizzata in modo un po’ diverso. Magari ne parlerò sul blog. :)

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:41 Rispondi

      L’ansia fa sempre male a tutto.
      Lavorare tutto il giorno al pc fa male alla salute, soprattutto agli occhi. Per legge chi ci lavora dovrebbe staccare ogni 2 ore, o sbaglio?

      • Chiara
        25 gennaio 2016 alle 13:41 Rispondi

        Sì, è così, anche se ciò non cambia la situazione perché, anche con una pausa, 8 ore rimangono quelle. Durante la settimana mi sono accorta di avere difficoltà a scrivere proprio per la stanchezza che mi porto dietro. Ciò nonostante cerco sempre di fare qualcosina. Su otto ore, mezz’ora in più non cambia nulla …

      • Ulisse Di Bartolomei
        25 gennaio 2016 alle 14:45 Rispondi

        Salve Daniele

        Chi sta molto al computer deve evitare come la peste gli schermi riflettenti (purtroppo MAC li ha di serie). Quelli opachi sono ottimali, soprattutto se si attenua un pochino la brillantezza. Il mio HP S2231a è perfetto e anche per giornate intere, non causa disturbi o stanchezza agli occhi. Alcuni schermi irradiano di più o “diversamente” e a prescindere se riflettenti o meno, vanno scelti in base alle necessità della scrittura. Quelli tarati per la fedeltà al colore, solitamente “potenti” e destinati al fotoritocco, possono non essere adeguati a chi anzitutto scrive.

        Per rispondere al resto del tuo articolo… se mi trovo a “creare” un argomentario e mi sento ispirato, scrivo anche tutta le notte. Adesso correggo e traduco e di solito smetto tra l’una e le due. Un buon telefonino con un registratore vocale l’ho sempre appresso e lo uso intensamente. Per esperienza so che se arriva un’idea e non la scrivi o registri subito, facilmente scompare e non la ritrovi, se non casualmente in futuro.

        • Daniele Imperi
          25 gennaio 2016 alle 15:07 Rispondi

          Ciao Ulisse, è capitato anche a me di aver perso parecchie idee perché non ho pensato subito a segnarle da qualche parte. Ora con lo smartphone questo non succede più, ma non uso il registratore, bensì due applicazioni per prendere appunti :)

  5. Simona C.
    25 gennaio 2016 alle 08:50 Rispondi

    Hai descritto il mio attuale stile di vita. Sono super organizzata, da brava contabile. Solo che mi pesa. Quando sono al lavoro, mi manca la mia scrivania di casa e poter pensare alle mie storie tutto il giorno come nel weekend. Spero in futuro di poter ridurre leore “sprecate”ufficio e dedicarmi solo a ciò che mi piace: scrivere e viaggiare.

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:43 Rispondi

      Per me l’ideale sarebbe trovare un lavoro part time che non implichi l’uso del computer e mi faccia stare in mezzo alla natura: ci guadagnerei in salute (anche mentale) e avrei più energie per scrivere.

  6. Sara
    25 gennaio 2016 alle 09:15 Rispondi

    Mi trovo d’accordo con te, la tecnologia sempre a portata di mano è fonte di grande distrazione…
    Scrivo in pausa pranzo spesso e la sera qualche volta, ma la mattina… ahi ahi :)

    Bel post, grazie Daniele! :)

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:43 Rispondi

      La mattina ti piace dormire :D

  7. Salvatore
    25 gennaio 2016 alle 09:58 Rispondi

    Per un lungo periodo mi sono svegliato ogni giorno alle tre del mattino per scrivere, poi sono diventate le quattro. A un certo punto ho smesso di farlo perché mi sono reso conto che impiegavo almeno un’ora a svegliare il cervello e, comunque, quello che producevo in quell’orario non era pienamente lucido.
    Alcune volte scrivo di getto, sempre più spesso però pianifico. Non vado al centro commerciale nemmeno se ci sono i saldi. Non guardo la televisione da… boh, da parecchio. Do sempre un’occhiata ai social prima di iniziare la sessione di scrittura, così mi tolgo il pensiero, ma poi li escludo. Da quando programmo il blog con un mese di anticipo non ho più problemi di rincorsa degli articoli. Nella pausa pranzo, almeno nel mio ufficio, non riesco a scrivere: troppe distrazioni. Però riesco a leggere o a ripassare la grammatica o a ricercare informazioni per impostare qualche racconto, per cui è tempo speso bene.
    Nonostante questo, il tempo mi manca ugualmente. E il motivo principale è che non si può scrivere in qualunque momento della giornata. Non funziona così. Si può scrivere (bene) solo in certi momenti, diversi per ognuno. Io, ad esempio, scrivo da dio tra le 8 e le dieci del mattino (7,30 – 11,00 se proprio vogliamo forzare un po’ la cosa). Quella fascia oraria è il mio ideale. E riesco a farlo, naturalmente, solo nei weekend o quando sono in vacanza.

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:46 Rispondi

      Mi ricordo delle tue alzate alle 3 :D
      Comunque hai fatto bene a provare, ma visto che non andava, hai cambiato.
      Hai ragione che ci sono momenti più prolifici per scrivere e che ognuno abbia i suoi. Devo ancora capire quali siano i miei.

  8. Cecilia S.
    25 gennaio 2016 alle 09:59 Rispondi

    Buongiorno Daniele,
    concordo con quello che hai scritto in questo post, soprattutto per quanto riguarda il tempo che oggigiorno si trascorre utilizzando social network, smartphone e guardando la tv. Ritengo che anch’essi possano essere mezzi per ottenere qualche spunto, ma sarebbe meglio limitarne l’uso spropositato. In parte concordo anche con Grilloz in quanto spesso le idee migliori vengono quando non ce le imponiamo o programmiamo.

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:47 Rispondi

      Ciao Cecilia,
      penso che tv e social e smartphone non vengano usati per trovare spunti, almeno non dalla maggioranza delle persone che scrivono.

  9. Mariano
    25 gennaio 2016 alle 10:18 Rispondi

    Questo post è per me una frustata. E lo dico in senso positivo!

    Quel poco tempo che ho a disposizione lo sto gestendo male perché sono un procrastinatore patologico. Per non parlare di quando sono lì pronto ad iniziare e finisco per aprire facebook…

    La tv l’ho eliminata da tempo così come e credo proprio che seguirò il tuo consiglio di alzarmi presto la mattina.

    Vita notturna permettendo… :D

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:49 Rispondi

      Procrastinare è un problema comune, anche io sono uno che rimanda.
      Agli inizi, diciamo fra il 2008 e il 2009, anche io stavo spesso su Facebook, poi ho finito per cancellarmi definitivamente 3 anni fa.
      Io, non facendo né amando la vita notturna, non ho il problema di alzarmi presto :D

  10. sandra
    25 gennaio 2016 alle 10:29 Rispondi

    Credo che le soluzioni possano essere diverse e giustamente personalizzate in base alla propria vita lavorativa e familiare e alle esigenze. Io fatico molto ad alzarmi, la sveglia suona alle 7 e non posso pensare di anticiparla. Poi vado come un fulmine su ogni cosa e al weekend recupero su tutto. Sono sempre più allergica a chi perde tempo dicendo di non averne. Le tue idee sono tutte valide, io ne aggiungo una un po’ particolare: mi occupo io dei pasti a casa (sono sposata, non ho figli e mio marito arriva a casa in orari non prevedibili, di solito tardi) ebbene a volte cedo ai surgelati, intanto scrivo. Non muore nessuno :D

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:51 Rispondi

      Sì, ovviamente ognuno deve trovare i propri modi per organizzarsi, in base a lavoro e famiglia.
      Io riguardo ai surgelati ho una specie di allergia, nel senso che vorrei arrivare a procurarmi il cibo nel modo più naturale possibile, anche se questo significa consumare più tempo :)

  11. Tenar
    25 gennaio 2016 alle 11:22 Rispondi

    Il giorno in cui sentirò che scrivere mi costa sacrificio credo smetterò di farlo.
    Per me la scrittura è gioia, è un momento che attendo tutto il giorno, quindi, in qualche modo il tempo si trova. Non sempre la stessa quantità di tempo, ma ho scoperto che se sono pressata, se il tempo per scrivere è poco lo sfrutto meglio. Non ho strategie particolari. Scrivo nel tardo pomeriggio quando ho finito di correggere i compiti e preparare le lezioni, prima di cena e poi dopo, spesso mentre il marito guarda la tv. Non tengo certo i ritmi di King, non scrivo 5000 parole al giorno (magari 5000 battute), ma di solito se una storia non procede la colpa è mia o della storia. Mai del tempo.

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:53 Rispondi

      Sono d’accordo con te. Non tutti hanno però il tuo atteggiamento e anche la tua determinazione e capacità a sfruttare il tempo a disposizione, quindi dipende dalle persone.
      King scrive così tanto sia per talento naturale, penso, sia per l’enorme esperienza che ha.

      • Tenar
        25 gennaio 2016 alle 19:17 Rispondi

        Ad esempio ora ho un attimo di tempo, ma sono raffredatissima e già commentare qui è un’impresa. Oggi la mia storia non procede, ma non è colpa sua, né del tempo a disposizione, se mai del virus.

        • Daniele Imperi
          26 gennaio 2016 alle 08:40 Rispondi

          Beh, se stai male, sei giustificata, ovvio, neanche io riesco a fare nulla quando ho la febbre o un forte mal di testa, neanche riesco a leggere.

  12. Amanda Melling
    25 gennaio 2016 alle 11:55 Rispondi

    Questo è un articolo veramente utile. Io credo comunque che molte persone trovino scuse per rimandare il momento della scrittura. È vero che più sei isolato e meglio lavori, ma per una questione di immondizia che entra nel cervello. Io ad esempio vivo in aperta campagna in un cottage, non guardo la tv, ho chiuso il profilo privato fb, non ho il cellulare, e queste cose fanno molta differenza.

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:54 Rispondi

      Grazie. Tu vivi dove vorrei vivere io :D

  13. sandra
    25 gennaio 2016 alle 12:54 Rispondi

    @ Ciao Amanda! :D le tecnodistrazioni sono letali, ne convengo. La campagna aiuta un sacco, quando mi è capitato di scrivere in Valtellina ho avuto grandi vantaggi in termini di tempo speso/ricavi.

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 12:55 Rispondi

      Ah, la Valtellina, vorrei trasferirmi lì :)

      • Amanda Melling
        29 gennaio 2016 alle 23:51 Rispondi

        Anche a me piace molto la Valtellina, i Bagni Vecchi di Bormio sono la cosa che mi manca di più dell’Italia!

  14. Grazia Gironella
    25 gennaio 2016 alle 13:02 Rispondi

    Sono tutti sistemi molto utili, in particolare rinunciare a voler essere ovunque. I social possono essere utili, il blog un bella esperienza, ma se poi ti fai prendere la mano è la fine. Per scrivere serve soprattutto… scrivere! Senza questo, il resto non ha senso.

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 13:08 Rispondi

      Sì, alla fine il rischio è che ti fai prendere la mano, mi è successo e, come accaduto per altre cose, alla fine ho eliminato o quasi quella distrazione forzata.

  15. sandra
    25 gennaio 2016 alle 13:04 Rispondi

    @ I miei nonni erano valtellinesi ci trascorro più tempo possibile, fortunatamente ho una casetta. E’ la bassa, ma ottimo punto di partenza per gite e per star fermi a rilassarsi (scrivere, leggere, andare in bicicletta, mangiare!)

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 13:09 Rispondi

      Io ho amici a Bormio, sono stato ad agosto e ci torno a metà febbraio :)
      Si mangia bene, c’è silenzio, tranquillità e tanta natura.

      • Amanda Melling
        29 gennaio 2016 alle 23:52 Rispondi

        Vai ai Bagni Vecchi, c’è la piscina termale dentro a una chiesa sconsacrata :)

        • Daniele Imperi
          1 febbraio 2016 alle 09:09 Rispondi

          Sono nemico dell’acqua, le terme proprio non fanno per me :)

  16. Barbara
    25 gennaio 2016 alle 14:37 Rispondi

    Ma non s’era detto che bisogna evitare di mettere i numeri nei titoli? (11 modi per…) :P
    Si, il tempo manca. Perchè dovendo gestire importanze ed urgenze, la scrittura finisce in fondo. Non per causa mia, sia messo agli atti.
    Purtroppo, in questo luogo, le persone giudicano (verbo corretto) “leggere” e “scrivere” una perdita di tempo. Pochi mesi fa poi mi è stato conteggiato come “tempo di divertimento” anche l’andare regolarmente in palestra (dimenticandosi che me l’ha ordinato il cardiologo…).
    Di quel che scrivi Daniele riesco a mettere in pratica poco. Alzarsi presto? Io scrivo bene dal pomeriggio alla sera. In pausa pranzo al lavoro, si lavora: davanti al piatto ancora si parla di lavoro, o di altro, ma non posso nè ridurre il tempo del pranzo (dobbiamo spostarci) nè evitare i colleghi. Non guardo la tv, guardo direttamente l’hard disk collegato alla tv! ;)
    O se guardo la tv, in realtà ho acceso il pc e sto installando/testando qualcosa…
    I centri commerciali sono la desolazione dei non-lettori. Io ci entro (ahimè, è il supermercato più vicino), compero ed esco a velocità luce. Per tutto il resto c’è… card!
    Il registratore no. Non ce la faccio. Sentire la mia voce registrata è penoso…brrrrrr.
    Sul scrivi ogni giorno, torniamo a quanto detto sopra. Ma l’anno scorso si è chiuso con il mio conto ferie-permessi a zero. Mentre altri in famiglia si sono “annoiati” o, peggio, hanno regalato una settimana di lavoro non pagata all’azienda (e lì stavo per fare una strage).
    Così ho imparato due cose: a delegare e a dire di no.
    E guardate che non è per niente semplice nessuna delle due!
    Delegare richiede accontentarsi del risultato, che non sarà mai al 100% come l’avremmo fatto noi. Dire di no richiede un certo distacco e parecchia motivazione: c’è chi si appellerà alla parentela/amicizia, chi alle vostre innate capacità, chi fingerà che vi state perdendo l’occasione della vita.
    C’ho guadagnato in tempo. E’ venuto su il blog. Ed ora mi tocca difenderlo a spada tratta come se fosse il mio amante!

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 15:04 Rispondi

      Il numero l’ho messo nel title, non nel titolo :P
      Sul registratore ti capisco, neanche io sopporto la mia voce registrata…
      Per ora non riesco a mettere in pratica nemmeno io tutto, ma ci spero :)

  17. sandra
    25 gennaio 2016 alle 15:22 Rispondi

    Barbara @ Mentre altri in famiglia si sono “annoiati” o, peggio, hanno regalato una settimana di lavoro non pagata all’azienda (e lì stavo per fare una strage).
    MA COM’E’ MESSA STA GENTE? mio marito che lavora tantissimo ed è praticamente sempre reperibile anche se non gli pagano la reperibilità e non ha un cell aziendale a tanto non è arrivato.

    • Barbara
      25 gennaio 2016 alle 15:45 Rispondi

      Eh Sandra, succede quando l’azienda fa i giochi delle tre carte con le timbrature, i recuperi e gli straordinari. E ti comunica solo un mese dopo che hai sforato. Se poi tu dipendente non sei accorto a segnarti le ore a parte, loro ci vanno a nozze. Succede anche quando non s’ascolta la sottoscritta che ste cose le ha già viste e riviste (ma oramai sono abituata a vivere da Cassandra). Anno nuovo, vita nuova. Quest’anno non mi fregano! ;)

  18. monia74
    25 gennaio 2016 alle 16:10 Rispondi

    Ah, pure io vorrei riuscire ad alzarmi presto. Ma non riuscirei a scrivere. Io sono produttiva nel pomeriggio, perchè alla mattina ho troppi truccioli che mi girano in testa (tutte le cose da fare, le priorità varie..). E poi io non so scrivere ogni giorno. Sono del tutto “amatoriale” in questo, proprio nel senso di poco professionale. Scrivo nella fase ispirata, e le mie fasi durano giorni o qualche settimana. Poi ci sono altre fasi più razionali, in cui analizzo il testo e lo edito, altre in cui mi prendo una pausa e leggo finchè non ho gli occhi a spirale, e poi si riapre una nuova fase creativa.
    Concordo che i social sono ladri di tempo, e in effetti faccio piuttosto fatica a gestirli. Tanti altri suggerimenti invece li metto già in pratica, tra cui niente tv, anche se a me piace molto. Semplicemente, tra tv e scrivere, preferisco scrivere.

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 16:22 Rispondi

      Alzarsi presto però significa avere più tempo anche per fare altro, tempo guadagnato per dopo, quando sarai più produttiva.

  19. monia74
    25 gennaio 2016 alle 16:30 Rispondi

    Eh si, è uno dei miei buoni propositi da parecchi anni. :)

  20. Rodolfo
    25 gennaio 2016 alle 16:39 Rispondi

    Uso lo stesso metodo (preso un po’ da quello di Raymond Carver). Solo una piccola differenza: mentre scrivo non limito i social a uno o due, ma li elimino completamente.

    Ciao.

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 16:42 Rispondi

      Cioè usi tutti questi metodi?
      Per limitare i social intendo non solo quando scrivi, ma proprio di essere iscritto solo a uno o 2.

      • Rodolfo
        25 gennaio 2016 alle 17:16 Rispondi

        Esatto: isolamento assoluto :)

        Io di social (non quando scrivo) ne utilizzo tre: Facebook, Twitter e Youtube

  21. Ryo
    25 gennaio 2016 alle 20:45 Rispondi

    E ricordate che in questo caso il ricorso al doping non è vietato :D

    • Daniele Imperi
      26 gennaio 2016 alle 08:41 Rispondi

      Non ho mai fatto uso di droghe di nessun genere e non inizio certo adesso :D

      • Andrea Cabassi
        26 gennaio 2016 alle 15:35 Rispondi

        Parlavo di bere un paio di caffè in più, che cos’hai capito? ;-)

  22. CogitoErgoLeggo
    25 gennaio 2016 alle 21:21 Rispondi

    Di tempo ne ho poco ma se voglio scrivere, e lo voglio davvero, alla fine lo faccio. Ho la fortuna di abitare a 3 km dal mio posto di lavoro, quindi in auto ci passo poco tempo.
    Scrivo sempre la sera tardi, momento in cui la mia mente reagisce bene.
    Le fasce migliori per me sono tra le 21 e le 23 (in settimana) e tra le 11 e le 12 (nei weekend).
    Alla mattina presto e dopo pranzo sono in stato comatoso.
    Alla tv dedico una sera a settimana, il giovedì.
    Tempo fa avevo letto un libro “L’ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore”, di Randy Pausch, un docente di informatica malato terminale. Mi è rimasta impressa una parte in cui diceva che, quando ci lamentiamo di qualcosa che non va come vorremmo, la nostra produttività cala del 33%.
    Non sono mai stata una che si lamenta molto, preferisco rimboccarmi le maniche e spingermi al limite, però riconosco che è vero. Quelle poche volte in cui ho passato il tempo a dire cosa non andava, invece che cercare una soluzione, non ho cavato un ragno dal buco.

    • Daniele Imperi
      26 gennaio 2016 alle 08:44 Rispondi

      La tv una sera a settimana è un buon compromesso. La mattina presto io invece sono ben sveglio, non mi ha mai dato problemi, tipo voce impastata, occhi persi nel vuoto e mente annebbiata come molti.
      Ci credo facilmente che lamentandosi di qualcosa ci fa abbassare anche la voglia di fare, quindi la produttività. Lo vedo sulla mia persona.

  23. nani
    26 gennaio 2016 alle 04:32 Rispondi

    Io non guardo la tv, non bazzico social se non tre blog (a uno solo partecipo, sempre piu’ raramente). Non ho smartphone, non lavoro e quindi non ho pausa pranzo e non mi sposto se non per andare a prendere la figlia grande a scuola, ma sempre con la figlia piccola (chiacchierona ed estremamente rumorosa) al seguito. Non frequento un granche’ centri commerciali a causa del marito che sbuffa e le figlie che scappano in tutte le direzioni. Tutt’al piu’ parchi e foreste. Ma quello non e’ tempo per me e non mi ci posso sottrarre.
    L’unica cosa che posso fare e’ la levataccia, che non e’ nemmeno troppo ‘accia: le 6, per preparare marito e figlia grande per scuola e lavoro. Quando la figlia piccola non si sveglia con quella grande, ho un’oretta e mezzo per me. Quando si sveglia, le cose si complicano un pochino e molto dipende dal suo umore.
    Alzandosi presto, le bimbe vanno anche a letto presto, alle 20 – 20,30, ma io la sera preferisco leggere e anche in quel caso, devo andare a dormire presto. Ieri sono rimasta a leggere fino alle 23 e stamattina mi stavo letteralmente appisolando davanti al pc. Mettiamoci che le bambine si svegliano diverse volte durante la notte, quindi le 7 ore di fila in casa mia non esistono.
    Eppure scrivo molto di piu’ ora che non quando non avevo pargole a spolparmi. E’ cambiato l’atteggiamento: adesso so che il tempo e’ poco e lo sfrutto al massimo. E poi, veder le idee prendere forma in un modo che mi soddisfa mi sprona parecchio. Non procrastino piu’, non mi lascio intimorire dalla mole di lavoro e vado avanti. E, dimenticavo: rimando l’apertura del blog: anche quello mi concede tempo. :D
    Certo, mi lamento ancora del tempo che non basta mai, ma alla fine all’universita’ delle bimbe, momento fatidico in cui le mandero’ a studiare dall’altra parte del mondo, manca ancora una quindicina di anni, e a quell’epoca non so nemmeno se avro’ ancora la forza di battere sui tasti, figurati se posso permettermi di aspettare il tanto agognato evento per iniziare a fare sul serio. :D

    • Daniele Imperi
      26 gennaio 2016 alle 08:46 Rispondi

      Devi preparare il marito per il lavoro? :/
      Due bimbe piccole sono certo un bel da fare, però quando hai poco tempo forse riesci a lavorare di più davvero. come dici.

      • nani
        26 gennaio 2016 alle 08:55 Rispondi

        Eh, me lo sono scelto bene, il marito!
        E me lo dico sa sola… :D

  24. Seme Nero
    26 gennaio 2016 alle 07:30 Rispondi

    1. Fatto. 5:30, se tutto è filato liscio la sera prima. 6 altrimenti. Ma capita che dorma male e lo smartphone mi brucia la poca voglia residua. È comunque il momento migliore, l’orario in cui produco di più, spesso mi alzo presto anche nel weekend.
    2. Sempre fatto, ma è anche il momento in cui vengo disturbato di più.
    3. Bella grana. Ma più che altro mi impedisce di cominciare. Se sto scrivendo la concentrazione mi tiene incollato la pagina.
    4. Ottimizzare il tempo mentre guidi tu è sempre un problema.
    Per non dire un rischio.
    5. È un’abitudine difficile da perdere, soprattutto per i grammar nazi, quella di controllare e ricontrollare quello che si è appena scritto. L’allenamento aiuta.
    6. Non è un problema, se sono in pari con le serie tv e devo aspettare una settimana per il prossimo episodio :D
    7. Se sto impiegando il tempo così significa che comunque non l’avrei impiegato nella scrittura.
    8. Finora l’ho fatto una volta sola ed è stato efficace.
    9. Con due perdo già abbastanza tempo. Ma si possono ottimizzare: pochi like, pochi amici, pochi following e interessi mirati.
    10. Ah già, il blog. Meglio se vado a spolverare, metti che passa a trovarmi per sbaglio qualcuno…
    11. Sempre valido.

    • Daniele Imperi
      26 gennaio 2016 alle 08:49 Rispondi

      Lo smartphone è un male alle volte :)
      Perché ottimizzare il tempo sarebbe un rischio?

      • Seme Nero
        26 gennaio 2016 alle 13:40 Rispondi

        Non l’ottimizzazione in sé, quanto farlo mentre guido! ^_^”

  25. Agata Robles
    26 gennaio 2016 alle 20:27 Rispondi

    sante parole…se solo non fossi una zombie con meno di otto ore di sonno a notte( e la notte inizia alle 3 o le 4) , se non mi piacesse intricarmi con rai storia o sky 24, se non perdessi tempo su fb e se……..no, niente centri commerciali!!

    • Daniele Imperi
      27 gennaio 2016 alle 08:40 Rispondi

      Facebook fa perdere solo tempo, quindi limitalo al massimo. Rai storia magari ti interessa, Sky24 non so cosa sia: è utile?

      • Rodolfo
        28 gennaio 2016 alle 11:18 Rispondi

        Dipende come lo usi Facebook :) Se lo usi come profilo privato, hai ragione Un’altra questione sono le fan page e, soprattutto, le Facebook Ads.

        Ciao.

        • monia74
          28 gennaio 2016 alle 11:26 Rispondi

          il mio problema è che mentre ci sono dimentico perchè sono lì, cioè 1.per sbirciare chi è più bravo di me e prendere spunto delle strategie di successo 2.per creare relazioni utili.
          E finisce invece che mi perdo a sleggiucchiare di qua e di là.

  26. Rodolfo
    28 gennaio 2016 alle 11:38 Rispondi

    Personalmente ho due profili: uno per “cazzeggiare” e uno per il lavoro (utilizzando la pagina e le Ads più che il profilo).

    Ciao :)

  27. Giuseppe Vitale
    30 gennaio 2016 alle 08:17 Rispondi

    Io ho imparato ad alzarmi presto al mattino seguendo i consigli di Anthony Robbins Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario (Bompiani).

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2016 alle 09:16 Rispondi

      Ti ha giovato, quindi?

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