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Come tornare a scrivere nel blog

Penna risorta

Scrivere articoli per il proprio blog va visto soprattutto come un piacere. Se rispettare la periodicità, il proprio calendario editoriale, l’argomento del blog, le richieste e le aspettative dei lettori sono una sorta di dovere del blogger, tuttavia il primo a ricevere soddisfazione nella scrittura deve essere il blogger stesso.

Per soddisfazione non intendo soltanto il piacere di scrivere in sé, ma la consapevolezza di aver scritto qualcosa di utile, di aver prodotto post di qualità. Il content marketing per il blogging è un’operazione che determina il successo del blog e il blogger non può permettersi di produrre contenuti mediocri.

La chiusura del blog

Sono in molti a scegliere questa soluzione: quella radicale, la più estrema. Ma è la scelta giusta? Sì, se il blogger capisce che non ha più nulla da dire. Ma in quel caso non c’è stato un calendario editoriale, non c’è stata una pianificazione dei contenuti. O sono sopravvenuti altri problemi.

Chiudere un blog è una decisione da prendere con cautela, secondo me, a meno che il blogger non sia davvero sicuro o non sia davvero stufo del proprio blog, di continuare a scrivere. Alcuni chiudono il blog per ripensare al loro progetto: una sorta di vacanza per schiarirsi le idee e trovare un modo per tornare a scrivere.

Hai un calendario editoriale?

Se ogni blogger avesse un proprio calendario editoriale, nessun blog chiuderebbe. Nessun blogger sarebbe insoddisfatto dei propri post. Un calendario aiuta a organizzare i contenuti, a capire cosa pubblicare e cosa no.

Il mio calendario è formato da due parti:

  1. un elenco delle principali sezioni del blog e per ognuna le idee che ho appuntato;
  2. un elenco dei giorni, settimana per settimana, e a fianco le idee divenute titoli di post.

Ho cancellato alcune di quelle idee, che non diventeranno mai titoli di articoli, quando le ritenevo povere, di dubbia qualità. Così come ne inserisco altre, man mano che mi vengono in mente.

Che cosa non ha funzionato?

Prima di lasciarti andare all’insoddisfazione della tua scrittura, prima anche di chiudere il blog, chiediti perché è successo tutto questo. Che cosa non ha funzionato nel tuo blog? Perché c’è qualcosa che è andato storto, qualcosa che ti ha impedito di scrivere contenuti di qualità.

Analizza il tuo blog

  • Che cosa hai pubblicato negli ultimi due mesi? Rileggi i tuoi articoli per capire se la qualità e anche la passione sono andate diminuendo.
  • Quanti post hai pubblicato? C’è stata una periodicità? Hai pubblicato come sempre o il numero di post è diminuito?
  • Cosa avevi in programma di scrivere? Se avevi altre idee per articoli, analizzale per capire se sono valide e da scrivere.

Osserva le ultime statistiche

  • Le visite sono diminuite? Se il numero di accessi si è abbassato notevolmente, può essere un sintomo della scarsa qualità dei contenuti scritti finora.
  • Sono aumentati o diminuiti i siti che ti linkano? Se scrivi contenuti interessanti, altri blog ti citeranno e linkeranno.
  • Sono stabili o in diminuzione le parole chiave con cui viene trovato il tuo blog? La mia “coda lunga” (long tail), ossia la combinazione di parole chiave con cui viene trovato un sito sui motori di ricerca, è pari a 4460 nel momento in cui sto scrivendo (10 aprile) e è sempre in aumento. Significa che produco tanti contenuti e tutti a tema, a giudicare dalle parole chiave.

Leggi gli ultimi commenti

  • I commenti sono in diminuzione? Se ricevi sempre meno commenti, significa che i tuoi post non sono scritti con professionalità, passione, competenza.
  • Hai guadagnato nuovi lettori? Se hai sempre gli stessi 2-3 lettori, allora il tuo blog non riesce a sfondare e raggiungere un buon numero di visitatori interessati.
  • I commenti sono utili? Hanno creato conversazione? Perché se sono soltanto dei monosillabi significa che hai scritto post che non coinvolgono il lettore.

Crea un piano di attacco

Quando scrivere nel tuo blog non ti soddisfa più, quando ti accorgi che il blog sta morendo ma vuoi salvarlo, allora devi creare un piano di attacco, devi studiare un modo per ritornare a scrivere e soprattutto scrivere contenuti validi ed efficaci.

  • Rileggi i tuoi post migliori: gli articoli più commentati e anche quelli più condivisi ti aiuteranno a capire cosa vogliono i lettori, cosa preferiscono leggere nel tuo blog.
  • Approfondisci quegli argomenti: riprendi quei post e pensa ad altri articoli da scrivere per coprire totalmente quei temi. Senza esagerare potresti riuscire a scrivere almeno 4 o 5 post per ognuno di quegli articoli.
  • Vinci il blocco del blogger: ho scritto un post esaustivo in cui smentisco la favola del blocco del blogger. Leggilo e segui quei consigli.
  • Leggi i blog della tua nicchia: ti ispireranno post da scrivere. Potrai trovare non solo nuove idee, ma anche scrivere post in cui condividi ciò che hanno scritto – citandoli ti farai notare – o anche offrendo la tua personale visione sul tema trattato.
  • Riscrivi vecchi post: dai nuova vita a vecchi articoli riscrivendoli da capo.
  • Usa le tecniche per scrivere più contenuti nel blog: il tuo blog sarà diversificato e ne guadagnerà.
  • Proponi a più blogger di scrivere un post a più mani: è un esperimento interessante che ti farà crescere.
  • Accetta guest post: quando il tuo blog avrà superato la fase di rodaggio, crea una pagina in cui avvisi i lettori che possono scrivere per te.

Il manuale del blogger

Non esiste un manuale del perfetto blogger, esistono però consigli sempre validi. Tornare a scrivere nel blog può rappresentare una svolta, ma il successo dipende da te. Se avrai passione, costanza, determinazione, abilità, se continuerai a essere curioso, affamato di cultura, critico soprattutto, allora il tuo blog potrà crescere ed evolvere.

Un blog rispecchia la personalità di chi ci scrive. Il tuo blog, in fondo, sei tu.

5 Commenti

  1. Lucia Donati
    19 giugno 2013 alle 15:37 Rispondi

    Io nel mio Blog sui talenti ho appena aggiunto nuovi contenuti. Non è che il blog fosse fermo, ma per un po’ non ho inserito interviste. Adesso lo preferisco. Presto ci sarà materiale che forse ti può interessare…

  2. Kinsy
    25 giugno 2013 alle 20:00 Rispondi

    “Un blog rispecchia la personalità di chi ci scrive. Il tuo blog, in fondo, sei tu.”
    Allora sono davvero una persona noiosa!
    Ad ogni modo il mio commento è diventato un post sul mio blog: http://www.atelierdiscrittura.blogspot.it/2013/06/un-blog-mai-decollato.html

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2013 alle 20:05 Rispondi

      Kinsy, la verità sul successo di un blog è solo una, secondo me: la prima a crederci devi essere tu. Per ottenere successo, devi ottenere lettori. Per ottenere lettori, devi scrivere ogni giorno.

      • Maria
        25 giugno 2013 alle 20:22 Rispondi

        Sono così tanti i motivi che possono incidere sul successo (o il fallimento) di un blog che non credo se ne possa parlare in termini oggettivi. Ci sono sicuramente delle “regole di comportamento”, dei consigli (giusti) da seguire ma restano soltanto indicazioni generali. Me ne sono resa conto a maggior ragione adesso che ho anch’io un blog; in alcuni post metto davvero tutta me stessa, ci passo ore intere a scegliere parole e punteggiatura che possano, in qualche modo, far capire meglio il mio pensiero. Niente. Calma piatta. Poi magari pubblico un articolo, scritto in dieci minuti, su un argomento che penso non interessi a nessuno e boom! Visite e commenti a cascata.

        Questo per arrivare a dire che il “traffico virtuale” è un elemento così dinamico da risultare imprevedibile, tant’è che non dovrebbe essere la prima fonte di preoccupazione di un blogger. Mi rendo conto che potrà sembrare banale dirlo ma occorre soprattutto che il blog piaccia a te, che ti diverta scrivere, che ti diverta leggerti. Poi, se viene anche il resto, tanto di guadagnato.

  3. Perché non scrivi più nel blog?
    27 giugno 2013 alle 15:00 Rispondi

    […] Questo post fuori programma nasce da alcuni commenti letti nel post di Cristiana Tumedei su QuiCopy, in cui illustrava i vari motivi per cui un blog non funziona, e da altri lasciati nel mio, quando parlavo di come tornare a scrivere in un blog abbandonato. […]

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