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Progettare un libro: come creare un timone

Timone

Ho imparato la definizione di timone alla scuola del fumetto: al 3° anno ci hanno fatto progettare una nostra rivista e io mi sono ritrovato nominato direttore editoriale di «Cactus», il nome che abbiamo scelto per il comic book umoristico.

In un bel foglio formato A3 ho disegnato tanti rettangoli quante dovevano essere le pagine della rivista. Anche la copertina è una pagina nel timone: è la prima pagina in assoluto. E la quarta di copertina è lʼultima.

Nelle riviste cartacee, nei fumetti e nei libri esistono poi la seconda e la terza di copertina, rispettivamente la pagina consecutiva alla prima e quella precedente la quarta.

Perché è importante creare il timone del proprio libro

Un libro, come un blog, è fatto di contenuti. E quei contenuti vanno organizzati.

1. In inglese è chiamato flatplan.

Si chiama timone1 perché, come il vero timone guida una nave attraverso il mare fino alla sua destinazione, così il timone di un libro o una rivista guida la redazione attraverso i suoi contenuti dalla prima allʼultima pagina.

Dunque serve il timone nel self-publishing?

Sì, anche se si tratta di creare un ebook, un prodotto digitale, il timone è sempre utile, perché dovete decidere quali sezioni (in un ebook non ha molto senso il concetto di pagina) inserire nel vostro ebook.

Il timone di un libro cartaceo sarà un poʼ diverso da quello di un ebook. In un cartaceo siamo abituati a trovare delle pagine bianche, per esempio fra una parte e lʼaltra o allʼinizio e alla fine, ma in un ebook non ci sono sezioni vuote, sarebbe assurdo e inutile inserirle.

Create sempre il timone del vostro libro o ebook: avrete sottʼocchio lʼordine in cui devono essere disposti i contenuti. Se decidete di produrre anche la versione cartacea del vostro libro, allora i timoni dovranno essere due. Io inizierei a creare il timone completo per il cartaceo e da quello passerei al timone semplificato dellʼebook.

Come creare un timone per il libro e lʼebook

Online ho trovato dei template in formati diversi, alcuni adatti a Excel e altri per InDesign. Cʼè perfino unʼapp, ma ha un costo fisso mensile.

Io preferisco usare la vecchia carta e una matita. Ma ognuno deve trovare il metodo che gli resta più comodo.

Credo sia meglio inquadrare prima di tutto i contenuti del proprio ebook e poi iniziare a disporli e organizzarli nel timone. Molti ebook in self-publishing sono carenti nellʼorganizzazione, mancano le informazioni sullʼautore e sullʼedizione, per esempio.

Eppure non mi sembra difficile sapere cosa inserire: basta aprire un libro a caso. Le sezioni o pagine fondamentali sono:

  • copertina (nellʼebook mancano la 2°, la 3° e la 4°, ovviamente)
  • informazioni editoriali: anno di pubblicazione, autore, titolo, copyright, eventuale sito o blog dellʼautore, collaboratori (illustrazioni, traduzione, editing, grafica)
  • capitoli del romanzo
  • biografia dellʼautore, che negli ebook spesso manca
  • altre sezioni possibili: indice, note, postfazione, prefazione, introduzione, ringraziamenti, bibliografia, pagine pubblicitarie di altre pubblicazioni

Nei libri cartacei la biografia dellʼautore è in una bandella o, nelle edizioni economiche, in quarta di copertina. Negli ebook va fatta una sezione.

Ecco il timone del mio ebook che spero di pubblicare a inizio anno:

Timone

Avete mai pensato di creare il timone per i vostri ebook? Come organizzate i contenuti delle vostre opere?

17 Commenti

  1. Grilloz
    9 dicembre 2015 alle 08:15 Rispondi

    Interessante. In alcuni ebook ho visto mettere la biografia e l’equivalente della quarta di copertina dopo il colophon (anche se non so se si chiama così). L’indice in un ebook è inutile (intendo l’indice testuale, non quello dell’ebook stesso) anzi, lo trovo anche fastidioso.
    Ho notato che sulla pagina del copyright hai messo delle scritte a fondo pagina, come usa sui libri stampati, ma in un ebook, che è “fluido” non si può fare, anche perchè non puoi sapere come verrà visualizzato il testo, ma immagino che questo tu lo sappia.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 14:35 Rispondi

      A me invece piace l’indice testuale :)
      Le scritte le ho messe a fondo pagino solo per mostrare uno spazio divisorio, che comunque puoi impostare, anche se non in quel modo.

  2. Chiara
    9 dicembre 2015 alle 08:45 Rispondi

    Ho lavorato nel giornalismo quindi so cos’è un timone, ma senza questo post non avrei mai pensato di crearne uno per un ebook: grazie per l’idea! :)

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 14:36 Rispondi

      Bene, buon lavoro, allora :)

  3. monia74
    9 dicembre 2015 alle 09:53 Rispondi

    Io avevo idea più o meno delle sezioni da mettere, ma in effetti non avevo pensato ad organizzarle visivamente.
    Dici che prefazione e introduzione per un libro di fantasia abbia senso…? Mi pare non vada più tanto di moda.
    Scusa l’ignoranza, ma il discorso del fluido non l’ho capito. Gli ebook che leggo io al salto del capitolo hanno pagina bianca e anche una sola riga di testo se capita.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 14:38 Rispondi

      Prefazione e introduzione devono essere utili, soprattutto. Se reputi che per il tuo romanzo di fantasia non servano, non scriverle.
      Pagina bianca? In che senso?

      • Monia74
        9 dicembre 2015 alle 14:41 Rispondi

        Nel senso che il capitolo 2 inizia sempre a pagina nuova, non importa se l’ultima pagina del capitolo 1 non è tutta piena di testo. Mi capita spesso di vedere l’ultima pagina di un capitolo con solo una riga o due (tipo un’interruzione di pagina insomma)

        • Daniele Imperi
          9 dicembre 2015 alle 14:49 Rispondi

          Ah, ok. Ma così deve essere. Ogni capitolo va in una pagina HTML, quindi per forza ci sarà quella situazione, che poi dipende anche da come hai impostato il testo per la lettura.

    • Grilloz
      9 dicembre 2015 alle 22:04 Rispondi

      l’epub è fluido nel senso che si adatta al “contenitore” ovvero al dispositivo su cui lo leggi (che può essere un ebook reader, un tablet, il cellulare, il pc o altro) e alle impostazioni dell’utente (in genere si può variare dimensione del carattere, margini, interlinea etc.) quindi non puoi sapere come sarà visualizzato alla fine, a differenza ad esempio del pdf che ha un’impaginazione ben definita.

  4. Loredana
    9 dicembre 2015 alle 15:48 Rispondi

    Se non ho capito male, questo timone va bene anche per l’edizione cartacea, giusto? E’ veramente molto utile, detto da una completa profana…

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 15:55 Rispondi

      Sì, il timone è nato per il cartaceo, ma si può usare anche per il digitale.

  5. poli72
    9 dicembre 2015 alle 15:49 Rispondi

    Senza organizzazione non si arriva da nessuna parte.E’ lampante ; come il fatto che la terra ruoti intorno al sole e non viceversa.Qualche relativista convinto sostiene, a ragione fra l’altro, che e’ il sole e tutto il resto dell’universo che ruotano attorno al nostro pianeta qualora noi considerassimo la terra come sistema di riferimento.Secondo questa teoria il fatto che un aereo di linea vola a 800 km orari da un luogo all’altro a 10.000 metri d’altezza e’ relativo,se siamo comodamente seduti dentro la fusoliera sara’ la terra sotto di noi che si sposta nei nostri confronti ,mentre noi siamo fermi.Ho fatto questi paragoni per dire che anche nell’ambito della scrittura tutto e’ relativo.Ci sono persone che sostengono inutili la scaletta e tutte quelle operazioni organizzative che precedono la stesura vera e propria di un romanzo o anche di un semplice racconto.Da un punto di vista fisico e’ piu’ semplice organizzare la spiegazione razionale di un evento partendo da un punto di riferimento di cui conosciamo moltissimo ,la terra e la sua orbita intorno al sole rispetto ad un altro in cui sono le incognite a fare da padrone , la rotazione del tutto intorno al pianeta terra.Cosi’ in letteratura e’ piu’ semplice comporre una storia, ragionevolmente valida ,se disponiamo si uno uno schema ben organizzato nel quale sono chiari e logici tutti i passaggi di “assemblaggio”.Partire di getto, spinti con ogni probabilita’ dall’entusiasmo dell’idea che abbiamo in testa , valida certo,ma pur sempre indistinta nei particolari ed offuscata nei passaggi logici e ‘ secondo me il modo migliore per perdere tempo,dissipare energie ed arrivare sfiniti al nulla.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 15:56 Rispondi

      Un post puoi scriverlo senza scaletta, ma creare un libro senza organizzazione è assurdo.

  6. Alessandro C.
    9 dicembre 2015 alle 18:29 Rispondi

    nessuna prefazione?

  7. Alessandro C.
    9 dicembre 2015 alle 18:30 Rispondi

    però, vedi… una prefazione ti consente di stabilire un punto di contatto con il lettore prima dell’inizio della storia vera e propria. Secondo me una prefazione breve e ben pensata può davvero cambiare l’esperienza di lettura.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 08:20 Rispondi

      Ma dici in generale o per qualche libro in particolare?

      • Alessandro C.
        10 dicembre 2015 alle 13:13 Rispondi

        parlo in generale, ma c’è da dire che troppe prefazioni sono strucchevoli e vengono saltate a pie’ pari dai lettori

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