Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Quanto tempo dedicate alla scrittura?

TempoScrivere comporta una serie di operazioni che non si riducono all’editor di testo della piattaforma preferita e alla pubblicazione di ciò che avete scritto. Quella è la fase ultima del lavoro, che viene dopo altri indispensabili processi che hanno portato alla materializzazione in forma scritta di pensieri e idee.

La scrittura – creativa e non – ha bisogno dei suoi tempi, in funzione di una serie di fattori, quali la tipologia di argomento di cui scrivere, le proprie capacità in merito a questa arte, la padronanza della lingua, lo stesso tempo che si può dedicarle.

  • Tipologia dell’argomento: ogni argomento può presentare o meno delle difficoltà per essere affrontato e portato a compimento, può richiedere maggiori conoscenze e sforzi mentali.
  • Capacità di scrittura: saper scrivere è pur sempre un’arte e non tutti ne sono dotati nella medesima maniera. Occorre saper sintetizzare, farsi comprendere, catturare l’attenzione del lettore, suscitare piacere nella lettura.
  • Padronanza della lingua: scrivere in un buon italiano, saper rispettare le regole grammaticali, conoscere termini, sinonimi e contrari è un’altra dote da tenere in conto.
  • Tempo a disposizione: non tutti hanno la stessa quantità di tempo da poter dedicare ai propri scritti e questo influenza ovviamente la frequenza di aggiornamento di un blog e il numero di racconti da creare.

Ne consegue che un testo può richiedere anche parecchio tempo per poter essere realizzato. La fretta, come sempre, è nemica dell’arte, della buona riuscita di uno scritto.

Ogni scrittore può – e vuole anche – dedicare alla scrittura di un post un preciso lasso di tempo.

Quanto tempo dedico alla scrittura?

Ogni testo, articolo o racconto, viene progettato, sviluppato attraverso i suoi punti principali. Ogni punto viene discusso, smussato, corretto, fino a raggiungere la sua forma migliore.

Tutto questo richiede del tempo.

Alla scrittura ho deciso di dedicare il tempo che richiede, anche in funzione del lavoro ovviamente. Mi concedo il tempo necessario per scrivere e rileggere più volte i paragrafi che creo, ci ritorno nei giorni seguenti, portando avanti più di un articolo o racconto per volta, e rileggendo tutto da capo, fino a essere sicuro di aver scritto un buon periodo.

Un articolo può richiedermi un’ora di lavoro, alle volte, ma anche alcuni giorni. Un racconto anche più settimane. L’importante, per me, è essere certo di averlo scritto bene, di aver sviluppato a fondo tutti i punti che mi ero prefissato di trattare, di avere scritto con discorsività, di non aver commesso errori grammaticali, di aver dato enfasi a ciò che meritava enfasi.

È importante essere soddisfatti di ciò che si è scritto. E che ne restino soddisfatti i lettori.

E voi quanto tempo dedicate alla scrittura?

7 Commenti

  1. Michela
    4 maggio 2011 alle 16:06 Rispondi

    Mi piace questo post, è una curiosità che ho rispetto agli altri e spero che ti rispondano in parecchi, per farmi un’idea.
    Per quanto riguarda me, il tipo di scrittura che mi richiede meno tempo in assoluto è quella di un articolo per il blog, che non sia una recensione. Questo perché quando mi viene un’idea poi il post si scrive da solo. Però devo ammettere che, rileggendo alcuni post vecchi, mi sono resa conto che dovrei rivederli con più cura a volte.
    Per le recensioni mi ci vuole di più, ci torno sopra mille volte, ricancello, riscrivo, riparto da zero, ci metto una vita.
    Non parliamo dei racconti: quei pochi che ho scritto erano paragonabili alla ristrutturazione di casa, come mole di lavoro.
    Se continuo, immagino che coi racconti sarà più facile, con l’esercizio: nelle recensioni invece non spero più di migliorare, ormai :)

  2. Gian_74
    4 maggio 2011 alle 18:01 Rispondi

    Anche per me scrivere sul blog risulta più immediato, anche perché ritengo che ci sia una certa “elasticità” mentale, sia nell’autore che nel lettore, nei confronti dell’articolo digitale. Mentre per i racconti, be’… Sangue ovunque, terra cimiteriale. ;)

  3. Sekhemty
    4 maggio 2011 alle 23:14 Rispondi

    Per me più o meno le cose stanno come per Michela: pensavo che scrivere recensioni fosse piuttosto semplice, e invece dare la propria opinione su qualcosa (libro, film, e via dicendo) è molto più complicato di quanto sembri. Bisogna saper comunicare e sintetizzare allo stesso tempo, si deve camminare su un filo sottile che separa il dire troppo dal dire troppo poco, bisogna cercare di essere obiettivi ma riuscendo anche a metterci del proprio. Insomma, è una cosa che mi porta via diverso tempo.
    Quando scrivo altri articoli, più che altro con riflessioni mie o con contenuto più generico, le difficoltà calano parecchio: è quasi come fare una chiacchierata amichevole ed informale, e viene tutto molto più naturale.
    Per la narrativa invece i miei ultimi esperimenti risalgono ad una decina di anni fa, ero un ragazzino e lo facevo così come veniva. Se dovessi ritentare oggi, penso che sarebbe un’attività che mi impegnerebbe non poco dal punto di vista dei tempi.

  4. Daniele Imperi
    5 maggio 2011 alle 08:57 Rispondi

    Vedo che siamo tutti nella stessa barca :)

    Le recensioni anche a me richiedono più tempo dei post, per non parlare dei racconti.

  5. ferruccio
    8 maggio 2011 alle 10:19 Rispondi

    Tutto il tempo libero suppongo e dipende da giorno a giorno. Di sicuro i post mi rubano poco tempo, la narrativa invece mi succhia tutto il possibile.

  6. Daniele Imperi
    8 maggio 2011 alle 18:49 Rispondi

    Anche tu come tutti noi altri ;)

  7. Il meglio di Penna blu – Maggio 2011
    1 giugno 2011 alle 05:02 Rispondi

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