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Come scrivere una tagline per un libro

Tagline

Quando ho parlato di alcune pratiche di marketing editoriale da provare, ho accennato alla tagline e ho detto anche che, prima o poi, sarei tornato sullʼargomento in modo più approfondito. E dopo 3 mesi è giunto il momento di parlare della tagline e di come scriverla.

Ma che cosa è, innanzitutto, una tagline?

La tagline è uno slogan

Chiamandola con questʼaltro nome diventa tutto più chiaro. Ma sappiamo che cosa è in realtà uno slogan? Etimologicamente viene dal gaelico e significa “grido di guerra”. Ora, forse, è davvero tutto più chiaro.

Sì, perché il grido di guerra serviva per incitare a combattere. Allo stesso modo la tagline incita i lettori ad acquistare il libro.

È a questo che dobbiamo pensare quando dobbiamo scriverne una per il nostro libro. Ma è davvero necessario scrivere una tagline per unʼopera letteraria?

Perché scrivere una tagline per il proprio libro

Non tutti i libri ne hanno una. Facendo una ricerca online e nella mia biblioteca, non ne ho trovate molte, ma ho anche cercato solo per pochi minuti.

Dunque, perché scrivere una tagline?

Per distinguervi dagli altri. È un messaggio pubblicitario che di sicuro non fa male al vostro libro. Pensate per un attimo a quei libri in cui titolo e tagline coincidono. Non ve ne viene in mente nessuno?

Tutto è cominciato nel 2008, quando Tim C. Leedom e Maria Murdy hanno pubblicato Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere. In un vecchio post ho parlato di “altri libri da non leggere”. È senza dubbio un titolo che mette curiosità.

Scrivere una tagline per il vostro libro vi permette di promuoverlo in molti modi: potete scriverla sulla copertina stessa, come fanno molti, o in unʼinutile fascetta, o in un manifesto pubblicitario o nella scheda del libro.

La tagline è lo slogan del libro, è il suo motto, la frase che lo condensa e ne esprime tutta la forza.

Qualità di una tagline

Prima di scriverne una cerchiamo di capire cosa la contraddistingue, quali sono i suoi requisiti affinché sia funzionale. Io ne ho trovati 3.

  1. Deve essere motivazionale: quindi deve spingere allʼacquisto. Leggendola, il lettore deve sentirsi stimolato. La tagline è una sorta di call-to-action, quel richiamo allʼazione che spinge il cliente a comprare un prodotto.
  2. Deve incuriosire: il lettore deve chiedersi che cosa significa, che cosa nasconde, anzi, quel libro. Dobbiamo pensare a una frase che faccia riflettere il lettore, che lo blocchi davanti al nostro libro.
  3. Deve riassumere il libro senza svelare nulla: questo è il segreto principale. La tagline non racconta, non mostra, ma parla fra le righe. È misteriosa, è ambigua, ma non trae in inganno il lettore, sia chiaro.

Caratteristiche di una tagline

Anche se a questo punto vi stanno già prudendo le mani e non vedete lʼora di scrivere la tagline del vostro romanzo ancora da cominciare, frenate i bollenti spiriti e proseguite la lettura del post, perché prima dobbiamo conoscere le proprietà di una buona tagline.

Uno slogan va scritto studiando bene il messaggio pubblicitario da veicolare, altrimenti si rischia di fare un lavoro inutile. Ho quindi pensato a cinque caratteristiche per una tagline che funzioni.

  • È breve: lo abbiamo già visto, una tagline è una singola frase, tuttʼal più due, ma comunque deve essere breve. A fine post trovate una rassegna di dieci tagline: la media è di 8 parole a frase.
  • È diretta: deve colpire al cuore il lettore, affondarlo alla prima lettura. Non deve avere scampo chi legge.
  • Deve ricordarsi: è uno slogan, no? Quindi deve restare bene impresso nella mente del lettore.
  • Indica i benefici del libro: lʼho accennato prima, una tagline indica i punti di forza dellʼopera. Quando la legge, il lettore deve capire che quel libro va letto, che fa per lui, che è il libro che stava cercando.
  • Fa una promessa: sì, la tagline è come il titolo di un post, sta promettendo qualcosa al lettore, che poi deve mantenere. Quindi non si può ingannare il pubblico, lo abbiamo già visto: un conto è lʼastuzia e un conto è lʼimbroglio.

La tagline è pura suspense

È una frase da non dimenticare. Il lettore, leggendola, deve essere invogliato a continuare a leggere, a sfogliare il libro, anzi deve comprarlo per capire cosa recitava la tagline, a cosa si riferiva.

Con la tagline stiamo giocando dʼastuzia. Sì, è proprio un gioco fra noi e i lettori: lo scrittore sfida il lettore con la sua tagline, lo mette alla prova. Chi vincerà?

Come non deve essere una tagline

Al di là delle sue caratteristiche e qualità, una buona tagline non deve essere mai banale, scontata. Il collegamento fra il tema del libro e la tagline deve esserci, ma velato, o comunque non va scritto come una sorta di sinonimo.

Un esempio di pessima tagline? Quella scritta per Estinzione di James Rollins: “La vita sulla Terra sta per scomparire…”

Tipologie di tagline

Leggendo varie tagline scritte per opere letterarie, ho individuato quattro famiglie in cui raggrupparle, caratterizzate tutte dal tono di voce usato per scriverle. Sì, perché in base allo stile e al linguaggio una tagline comunica in modo differente da unʼaltra.

Quale tono usare per scrivere una tagline? La risposta è nel libro che avete scritto e nel lettore di riferimento.

  1. Tagline descrittiva: descrive, appunto, al lettore cosa leggerà nel libro. Forse è la tagline più semplice da scrivere, ma non è detto che sia così, perché con quellʼunica frase dobbiamo essere in grado di far capire allʼistante di cosa parlerà il nostro libro. Un esempio è quella del libro di Grazia Gironella La via delle parole, “Un viaggio alla ricerca di noi stessi attraverso la scrittura”.
  2. Tagline ammonitrice: ha un carattere dʼurgenza, mette ansia, suggerisce una situazione di pericolo, anche. Prendiamo quella del romanzo Il suggeritore di Donato Carrisi, “Lui è già un passo avanti”.
  3. Tagline provocatoria: è scritta per colpire senza mezzi termini, per scioccare, per svelare una verità scomoda, che dà fastidio conoscere e divulgare. Un esempio è Pasque di sangue di Ariel Toaff, che recita “Ebrei dʼEuropa e omicidi rituali”.
  4. Tagline evocativa: è una frase epica, celebrativa, scritta per esaltare il contenuto del libro, come nellʼopera Il giro del mondo in bicicletta di Peter Zheutlin, “La straordinaria avventura di una donna alla conquista della libertà”.

Che cosa fa funzionare una tagline?

O uno slogan? Vi lascio con unʼinfografica pubblicata da Smallbiztrends. Cliccate sullʼimmagine per vederla a grandezza maggiore.

Tagline

10 esempi di tagline letterarie

  1. Creative Workshop di David Sherwin: 80 challenges to sharpen your design skills
  2. Business Model You di Tim Clark: Il metodo in una pagina per reinventare la propria carriera
  3. The Idea Writers di Teressa Iezzi: Copywriting in a new media and marketing era
  4. Maratona di Richard A. Billows: Il giorno in cui Atene sconfisse lʼImpero
  5. Youtility di Jay Baer: Why smart marketing is about help not hype
  6. La giungla di Upton Sinclair: Il romanzo che ha fatto tremare il capitalismo americano
  7. Divergent di Veronica Roth: Una scelta può cambiare il tuo destino
  8. Proust e il calamaro di Maryanne Wolf: Storia e scienza del cervello che legge
  9. Le 22 immutabili leggi del marketing di Al Ries e Jack Trout: Se le ignorate, è a vostro rischio e pericolo!
  10. La mucca viola di Seth Godin: Farsi notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone

E adesso siete pronti per scrivere la tagline del vostro libro?

27 Commenti

  1. LiveALive
    5 maggio 2015 alle 07:45 Rispondi

    La mia personale prima regola di marketing è non far capire che lo stai facendo, perché non c’è nulla di più irritante di quegli slogan che ti fanno pensare “ah, guarda! Fa tutto solo per farmi vendere, sta cercando di fregarmi. Ma ora gli faccio vedere io: vado dal concorrente.” Un messaggio ironico, se ben scritto, invece, mi fa pensare “be’, sì, sono stati bravi: si meritano i miei soldi.” XD Preferisco poi se la frase rimane oggettiva: lo slogan delle M&M’s è un fatto (se sia vero poi non lo so, ma espone qualcosa di fisico e immediatamente verificabile), quello delle 22 leggi invece non è che proprio mi convinca.

    • Daniele Imperi
      5 maggio 2015 alle 14:17 Rispondi

      Sì, anche secondo me il marketing deve essere “educato”, non invasivo e non troppo… markettaro.
      Quello delle 22 leggi del marketing è vero, però. Ho letto il libro e l’ho constatato.

  2. Serena
    5 maggio 2015 alle 08:01 Rispondi

    Tagline e Logline non sono la stessa cosa, giusto? La prima è lo slogan, la seconda è la storia condensata in una ventina di parole. È corretto? La prima è vendita, la seconda è più esposizione? Come lo spiegheresti in pochissime parole?

    • Daniele Imperi
      5 maggio 2015 alle 14:20 Rispondi

      Esatto, sono diverse. La logline è come dici, la trama ridotta all’osso. Sulla logline vorrei scrivere un post.

  3. Salvatore
    5 maggio 2015 alle 10:26 Rispondi

    Adesso è tutto più chiaro. Ne avevo scritta una, per uno dei tanti romanzi in attesa di essere completato, senza neanche sapere che fosse una Tagline… :P

    • Daniele Imperi
      5 maggio 2015 alle 14:21 Rispondi

      Eh, non è capitato solo a te :)

  4. Marina
    5 maggio 2015 alle 12:02 Rispondi

    Incredibile! Veronica Roth mi ha proprio letto nel pensiero (o giù di lì! ) :)

    • Daniele Imperi
      5 maggio 2015 alle 14:22 Rispondi

      Perché ti ha letto nel pensiero?

      • Marina
        5 maggio 2015 alle 16:26 Rispondi

        Perché del mio romanzo direi esattamente le cose che ha detto lei del suo! ;)

        • Daniele Imperi
          5 maggio 2015 alle 16:39 Rispondi

          Eh, ma allora ti tocca cambiare tagline :)

  5. Ivano Landi
    5 maggio 2015 alle 17:43 Rispondi

    Io forse con la mia ho un tantino esagerato. Eccola:
    “Una spy-story dell’anima… erotica, esoterica, pop.”
    :D

    • Daniele Imperi
      5 maggio 2015 alle 17:49 Rispondi

      Uhm, più che altro non si capisce molto che cosa tu voglia dire :)

      • Ivano Landi
        5 maggio 2015 alle 19:14 Rispondi

        Ammetto che la considero ancora provvisoria. E’ venuta praticamente di getto. Quando sarà il momento vedrò se tenerla così o modificarla.

  6. Lisa Agosti
    6 maggio 2015 alle 02:56 Rispondi

    Bellissimo post, ho imparato molto e gli esempi sono molto utili. Grazie.
    Subito ho pensato a una tagline semplice, ovvia, per il mio romanzo. Poi mi è venuto il dubbio che non sia adatta, perché è banale e in un certo senso rovina il finale. Quando c’è in ballo la scrittura, niente è mai semplice come sembra! :=)

    • Daniele Imperi
      6 maggio 2015 alle 07:59 Rispondi

      Grazie :)
      Secondo me bisogna buttare giù qualche idea e poi scegliere la migliore. E senza rovinare il finale, ovvio :D
      Non è facile neanche secondo me… io mi sto arrovellando per scriverne una per il mio libro e ancora non viene fuori nulla.

  7. Ryo
    6 maggio 2015 alle 15:58 Rispondi

    Nel mio romanzo “Pelicula” la tagline è stata inserita sia in quarta di copertina che nella pagina precedente l’inizio della storia.
    Sono otto parole, quindi rientro nella casistica :-) e probabilmente appartiene al gruppo delle provocatorie. Una particolarità che ho visto raramente: è proposta in forma interrogativa. Beh, non resta che ve la scrivi, così magari invoglio qualcuno alla lettura ;-)

    > Rinunceresti alla tua felicità sapendo di non meritarla?

    • Daniele Imperi
      6 maggio 2015 alle 16:09 Rispondi

      La tagline credo tu possa scriverla un po’ dove vuoi. Diventando lo slogan del libro, è il suo messaggio promozionale principale. Quindi va bene anche inserita nel libro stesso.
      Direi che la tua tagline è provocatoria :)
      Anche io ne ho lette poco sotto forma di domanda.

      • Ryo
        6 maggio 2015 alle 20:19 Rispondi

        Però anche l’idea della fascetta non è male, sempre meglio di quei orribili bollini alla “Oscar Mondadori” :-)

  8. Mara Cristina Dall'Asen
    6 maggio 2015 alle 22:31 Rispondi

    E’ tosta da trovare! In tre frasi magari ce la faccio, ma tipo slogan… del primo romanzo potrebbe essere: “Io non voglio essere un sasso”, è in parte quello che sta scritto sul retro del libro. Del secondo… potrebbe essere: “ama e la vita ti ringrazierà”, ed è anche questo il sunto di quello che c’è scritto sul retro.
    Sempre ottimi spunti comunque, ma questo è proprio difficile, forse ci vuole l’occhio e la sensibilità di un lettore esterno che riesca a cogliere l’attimo fuggente. Ciao

    • Daniele Imperi
      7 maggio 2015 alle 07:55 Rispondi

      Considera che una tagline, per funzionare, deve incuriosire, per prima cosa. Le due che hai mostrato non lo fanno. Prova a riscriverle in base a quanto hai letto nel post.

  9. Francesca Lia
    12 maggio 2015 alle 23:09 Rispondi

    Penso spesso alla tag line da scegliere per il mio romanzo. Ho accumulato alcune idee, ma penso che potrò scegliere bene solo quando avrò completato la scrittura.
    Penso che sia facile scadere nell banalità e nel cattivo gusto con le tag line, per cui dovrò starci attenta. Mi aveva colpito molto quella di Edward Mani di Forbice: a prescindere dalla qualità del film, “the story of an uncommonly gentle man” è raffinato, tenero e ironico, per via del doppio significato di uncommonly (“molto” ma anche “stranamente”). Lo tengo a mente come esempio di tag line ben riuscita :)

    • Daniele Imperi
      13 maggio 2015 alle 08:05 Rispondi

      La banalità è sempre alle porte, questo è vero. Bisogna fare diverse prove prima di scegliere.
      La tagline di quel film è buona per chi parla bene l’inglese, a me non dice nulla, per esempio, perché non sapevo del doppio significato di uncommonly :D

  10. Erin Wings
    26 maggio 2015 alle 14:12 Rispondi

    Chissà perché quella di Divergent mi ha colpito più di tutte. Forse perché è il mio genere.
    Penso che scrivere una tagline che funzioni non sia per niente facile.
    Post molto interessante, e utilissimo. Grazie.

    • Daniele Imperi
      26 maggio 2015 alle 14:37 Rispondi

      Quella di Divergent piace anche a me. Non è facile scriverne una perché alla fine è puro marketing.

  11. Erin Wings
    26 maggio 2015 alle 15:06 Rispondi

    Forse è questo che non mi riesce. Proprio perché è puro marketing. Bisogna saperci fare e pensarci abbastanza, credo. Quella di Divergent colpisce. Ed è questo che deve fare no?
    Ringrazio ancora per l’interessante post.
    Un saluto.

  12. Giulio F.
    8 agosto 2015 alle 10:12 Rispondi

    Quando niente è come sembra.

    Banale, vero?

    • Daniele Imperi
      8 agosto 2015 alle 10:48 Rispondi

      Non è il fatto di essere banale, è il fatto che il lettore non capisce nulla della storia. Può significare qualsiasi cosa. Non rispetta nessuna delle regole della tagline.

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