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A che ora ti svegli, scrittore?

A che ora ti svegli, scrittore?
Siete scrittori diurni o notturni?

Il sito Brain Picking ha elaborato un’infografica che mostra le abitudini del sonno di alcuni scrittori famosi. Partiamo da Honoré De Balzac, che si alzava all’una di notte, a Bukowski, che si alzava a mezzogiorno.

Intervistando alcuni scrittori d’oltreoceano, ho visto che molti hanno l’abitudine di svegliarsi molto presto al mattino, tipo alle 5, e iniziare a scrivere. Leo Babauta scrisse di alzarsi alle 4, così aveva silenzio, la famiglia ancora addormentata, per poter leggere e scrivere prima di lavorare.

La sveglia degli scrittori famosi

Cliccate sull’immagine per vederla a dimensioni reali (1500×5664 pixel).

Superman

Murakami si alza alle 4. Lo sto leggendo ora, il suo 1Q84. Per scrivere un romanzo del genere devi avere a disposizione tanto tempo, quindi prima ti alzi e meglio è.

Asimov e Hemingway si alzavano alle 6: bravi. Dickens alle 7 e Stephen King se la prende comoda, si alza alle 8. Bradbury e Tolstoj si svegliavano alle 9 e Fitzgerald alle 11.

L’ora migliore per scrivere

Da più parti sento dire che c’è chi scrive di notte, che le ore notturne sono le migliori per scrivere. Beh, io la notte dormo, detto proprio sinceramente. C’è un orario in cui mi spengo, in cui la mia attenzione cala drasticamente. Sono un animale diurno, lo ripeto sempre.

Alle 23,30 – se non esco – io me ne vado a letto e alle 6,30 sono in piedi: tutti i giorni, non importa se sia Natale, Capodanno o il classico lunedì lavorativo. Per me ogni giorno è uguale, ho una visione democratica dei giorni dell’anno.

La mattina presto riesco a scrivere, ho portato avanti due ebook dei 3 che ho rilasciato ieri proprio a cominciare dal mattino intorno alle 7,30. E scrivo durante il giorno appena posso. La scrittura va in pausa intorno alle 19,30, quando mi metto a leggere fino all’ora di cena. La notte è il momento di pausa, in cui la mente, e anche il corpo, ha bisogno di ricaricarsi.

Vorrei un giorno anticipare la mia sveglia alle 5: un’ora di corsa per la campagna, doccia, megacolazione e poi a scrivere prima di lavorare.

A che ora vi svegliate, scrittori?

Siete produttivi più il giorno o la notte? La visione dello scrittore nottambulo vi si addice?

43 Commenti

  1. ferruccio
    31 gennaio 2014 alle 07:24 Rispondi

    In non scrivo della otto, nove di sera in avanti, però al mattino mi sveglio presto e non tergiverso

  2. Ivano Landi
    31 gennaio 2014 alle 08:14 Rispondi

    Io in genere comincio a scrivere intorno alle 11,30 del mattino e scrivo fino alle 18,30 con numerose pause. Sono anch’io un animale completamente diurno e con il calare delle tenebre comincio a perdere colpi.

  3. Fabrizio Urdis
    31 gennaio 2014 alle 08:45 Rispondi

    Io ho un ritmo disordinato, dipende dal periodo.
    In linea di massima scrivo meglio la notte, anche fino alle 3, 4, ho bisogno di tranquillità e poi mi piace l’idea di lavorare mentre gli altri dormono.
    Sono dell’idea che mi sveglio sempre troppo presto :-)

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2014 alle 08:44 Rispondi

      Se vai a letto alle 4, ti svegli sì sempre troppo presto :)

  4. Salvatore
    31 gennaio 2014 alle 09:23 Rispondi

    Io mi sveglio alle 6,30 per trovare il silenzio e il tempo di scrivere prima di andare in ufficio. Prima di quell’ora non ci riesco.

    Murakami faceva cosa buona a rimanere a letto. Ormai vado avanti solo per vedere come finisce, spero in un colpo di coda.

    L’orario migliore per scrivere è il mattino presto, perché attorno c’è silezio e il cervello appena sveglio è fresco e puro da ogni altra idea o informazione superflua.

    Di notte si è stanchi e poco lucidi, inoltre dormire è una necessità. Un cervello stanco non tira fuori buone idee, ma neanche una narrativa appena decente.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2014 alle 08:46 Rispondi

      Concordo in toto, Salvatore. Murakami non ti piace, allora?

  5. Marcello
    31 gennaio 2014 alle 09:29 Rispondi

    Io mi sveglio alle 6:00 ogni giorno da quando ho il cane. Domenica, lunedì, Natale, eccetera. Ma per scrivere mi serve una situazione particolare. Quando sono solo, in casa mia, non riesco a buttare giù neanche una frase. A me serve il caos, ma non un caos dipendente dalla mia persona (ergo, se avessi figli che mi chiamano e mi chiedono questo o quello o genitori che mi dicono “è pronto”, non scriverei nulla) devo essere sul treno o in aeroporto o al lavoro, in un posto cioé dove ci sia un sacco di gente che va e viene e si fa gli affari propri, e avere una connessione a internet.

    Saludos!

  6. Pier(ef)fect
    31 gennaio 2014 alle 10:09 Rispondi

    E’ interessante vedere come anche fra noi ci siano abitudini diverse! Io (che non sono uno scrittore) scrivo quando capita, ma sopratutto la sera dalle 23, quando tutti dormono. Poi, se mi gira, riesco a scrivere anche di giorno, ma in genere di giorno rileggo e rielaboro.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2014 alle 08:48 Rispondi

      Anche se non sei scrittore, l’articolo va bene anche per i blogger :)

  7. Strauss
    31 gennaio 2014 alle 11:26 Rispondi

    Io scrivo la sera, rendo di più. La mattina vado al lavoro e sono sempre di pessimo umore…

    Lo so che non c’entra un bel niente, ma vi segnalo la mia pagina tematica Mr Brick, ne sarei felice se poteste dargli un’occhiata! Perdonami Daniele se uso il tuo blog come trampolino…ehehe

  8. Tenar
    31 gennaio 2014 alle 11:42 Rispondi

    Anch’io sono diurna, sia per motivi lavorativi che per indole. E per scrivere, lo faccio semplicemente quando posso, al rientro dal lavoro o prima di andarci. D’estate, in vacanza, mi piace molto scrivere al mattino, seduta al tavolo del giardino, con pausa alle 10 per prendere il caffè con i suoceri, ma sono giorni rari (e assai graditi). Dopo le 22.30 divento inaffidabile e ortografia e sintassi traballano ancora più del solito, quindi, tranne casi rari, desisto. Anch’io alla sera preferisco leggere.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2014 alle 08:54 Rispondi

      Ecco un’altra diurna. Però a me non succede di fare errori di ortografia se scrivo la sera tardi, ma l’attenzione e la concentrazione calano di brutto.

      • Tenar
        1 febbraio 2014 alle 12:31 Rispondi

        Da buona dislessica li faccio comunque, solo che dopo le 22.30 aumentano in modo esponenziale…

  9. Vale
    31 gennaio 2014 alle 12:12 Rispondi

    Io inizio la mattina alle 6:00 fino alle 9. Il pomeriggio dalle 15:00 alle 17. Completo le sette ore alla sera dalle 22:00 a mezzanotte.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2014 alle 08:55 Rispondi

      Ah, hai addirittura un programma orario così preciso?

      • Vale
        1 febbraio 2014 alle 13:01 Rispondi

        Ormai è un’abitudine.

  10. Luciano Dal Pont
    31 gennaio 2014 alle 12:50 Rispondi

    Io non riesco a essere abitudinario e ad avere orari precisi, che siano sempre quelli. Scrivo quando mi va, quando mi prende la frenesia, quando posso, quando me lo impongo, a volte. In genere comunque scrivo bene la mattina, non troppo presto perchè sarei in uno stato semi comatoso ma diciamo dalle 8,30 – 9,00 in avanti, quando la mente è già sveglia e però ancora fresca e riposata, solo che a volte, anzi spesso, quando posso, mi piace dormire fino a tardi e questo mi frega alla grande. Però riesco a scrivere molto bene anche se inizio alle 10 o 10,30, dopo un’abbondante colazione, e a volte il primo pomeriggio. La sera no, mi riesce difficile concentrarmi e se ci provo comincio ad arzigogolare sulle battute e allora lascio subito perdere, al massimo posso buttare giù qualche appunto da riprendere la mattina dopo. Se non esco, la sera tardi mi piace leggere. Qualche volta sono stato preso da raptus improvviso e ho scritto cose egregie a notte fonda, ma è capitato raramente, di solito non scrivo di notte.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2014 alle 09:03 Rispondi

      Neanche io riesco ad avere orari precisi: scrivo quando posso e ho tempo e voglia.

  11. micaela
    31 gennaio 2014 alle 12:51 Rispondi

    Buongiorno, assolutamente si. Io scrivo di notte. Anche se mi alzo alla mattina per le 8:30-9:00 non sono a pieno regime psicomotorie. Alle 18 è come se schiacciassi l’iterrutore “on-off” e divento una “scarica di adrenalina impazzita”.Generalmente aspetto le pause di silenzio in casa, e considerando che allevo cani non ho mai un orario fisso. Fortunatamente crollano tutti: adulti e cuccioli età media verso le 00:30 cosi che io possa scrivere almeno un paio di ore. Alle volte se ho fortuna tra seguire una poppata e l’altra, magari ricavo un paio di ore al mattino e al primo pomeriggio…
    Anche se da quando faccio questo lavoro, (allevare cani in casa) è difficile potermi prendere due o tre ore, tutte di seguito.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2014 alle 09:08 Rispondi

      Beh, col tuo lavoro non puoi avere orari troppo fissi per scrivere…

  12. MikiMoz
    31 gennaio 2014 alle 14:02 Rispondi

    Vorrei poterti dire che scrivo quando ho voglia, ma non sempre è così perché non vivo da solo e quindi comunque la mia giornata -vuoi o non vuoi- è regolata anche da ciò che succede in casa.
    Cooomunque, sono un tipo abbastanza nocturno, per tutto: di notte leggo, vedo film e tv, scrivo.
    Se devo scrivere un racconto, preferisco la notte. Spesso mi preparo anche i post, di notte. Poi magari li rielaboro appena dopo pranzo.
    E le idee migliori, tra l’altro, mi son venute di notte :D

    Moz-

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2014 alle 09:10 Rispondi

      Neanche io vivo solo, ecco perché non riesco a scrivere bene. Ho bisogno di estrema solitudine e estremo silenzio.

  13. SAM.B
    31 gennaio 2014 alle 15:22 Rispondi

    L’ideale, per me, sarebbe svegliarmi alle 11, come Fitzgerald :) Invece mi alzo alle 6.20 per portare a spasso Rho (il mio bisontino). Poi… dipende. Se non ho fatto le 3, resto in piedi e prendo appunti: scrivere alle 7, per me, è disumano -_- E, comunque, al mattino non riesco quasi mai a sedermi alla scrivania, visto che sono spesso in giro.
    Di solito scrivo il pomeriggio. Meglio ancora dopo cena. Di notte capita di rado, a meno che l’insonnia non mi tenga sveglia. La notte voglio dormire, se no di giorno zombeggio.
    Scrivere alle 2 di notte, circondati dal silenzio è bellissimo e, talvolta, è quello che mi ci vuole per affrontare una scena impegnativa. Ma scrivere con la vita che scorre fuori dalla finestra mi aiuta quando mi blocco all’improvviso e non so come andare avanti: mi affaccio al balcone, mi guardo intorno e il modo di andare avanti lo trovo come niente, anche nelle cose più impensabili, come un gabbiano che sfreccia sul cortile o il tizio che arriva sull’Ape spernacchiante per vendere frutta porta a porta.

  14. Angelo
    31 gennaio 2014 alle 18:47 Rispondi

    Io invece, a differenza di molti, scrivo la notte… la famiglia dorme e io posso cercare informazioni in rete, leggere e sviluppare i miei post con assoluta tranquillità. Credo anche che il mattino presto (dopo aver riposato bene), sia fonte inesauribile di idee. Dovrò prendere seriamente in considerazione l’idea di alzarmi presto al mattino e di conseguenza andare a letto, presto la sera. Magari appena sveglio, un caffè, una corsetta di mezz’ora e poi cominciare a scrivere.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2014 alle 09:18 Rispondi

      Ecco un altro scrittore notturno. Vuoi cambiare abitudini, allora.

      • Angelo
        1 febbraio 2014 alle 12:48 Rispondi

        Si Daniele, voglio vedere se in questo modo riesco ad essere più creativo.

  15. Maria Grazia
    31 gennaio 2014 alle 23:47 Rispondi

    Io mi alzo tutte le mattine alle 6.30, ringraziando il cielo del fatto che man mano che passeranno le ore mi sentirò sempre meglio. E puntualmente questo accade: dalle sei del pomeriggio in poi divento finalmente me stessa. Purtroppo devo lavorare e per scrivere ho i ritagli di tempo la sera. L’unica consolazione è che almeno alla scrittura posso dedicare le mie ore migliori.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2014 alle 09:19 Rispondi

      L’importante è quello: che dedichi alla scrittura le ore per te migliori per scrivere.

  16. Laura Tentolini
    1 febbraio 2014 alle 16:43 Rispondi

    Scrivo quando ne ho il tempo, ma è la sera che scatena le mie fantasie.
    Certo, se la mattina avessi il coraggio di anticipare la sveglia, avrei un po’ di tempo in più per scrivere…

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2014 alle 17:54 Rispondi

      E che ci vuole, basta mettere indietro l’ora della sveglia :D

  17. La gestione del tempo.A che ora ti svegli, scri...
    3 febbraio 2014 alle 09:36 Rispondi

    […] Il sito Brain Picking ha elaborato un'infografica che mostra le abitudini del sonno di alcuni scrittori famosi. Partiamo da Honoré De Balzac, che si alzava all'una di notte, a Bukowski, che si alzava a mezzogiorno.  […]

  18. Tosca
    9 febbraio 2014 alle 17:30 Rispondi

    Dipende da quello che devo scrivere.
    Scrittura creativa: meglio la sera (più tardi è meglio è )
    Scrittura per il blog a altro: maglio la mattina

    • Daniele Imperi
      9 febbraio 2014 alle 17:36 Rispondi

      Addirittura hai orari diversi per le diverse scritture? :D

      • Tosca
        9 febbraio 2014 alle 18:30 Rispondi

        Be’, diciamo che la sera c’è più spazio per la fantasia, mentre la mattina la mente è più lucida e quindi va meglio per la scrittura più “pratica”, diciamo così… “come fai a conciliare le due cose?”, dirai tu? Non lo faccio, infatti da quando ho aperto il blog non scrivo più nulla: prima scrivevo per me,e la mia creatività andava nei miei racconti, invece da quando ho aperto il blog la mia creatività va nel blog. Questo per me è un problema… però forse questo dipende dalla tipologia del mio blog, forse ho sbagliato la scelta degli argomenti, non so. A te è mai capitato? Se hai un consiglio in merito lo accetto volentieri :)

        • Daniele Imperi
          9 febbraio 2014 alle 20:40 Rispondi

          Ho visto il tuo blog: in pratica puoi parlare di qualsiasi cosa :)

          La creatività non è qualcosa che puoi spostare dai racconti al blog. Il tempo lo puoi spostare, ma non la creatività.

          Evidentemente il blog ti richiede più energie e hai anche più interesse a portarlo avanti.

          Ho visto le “etichette” e in effetti sono tante e variegate. Come ho cercato di dirti nell’altro commento, secondo me non regge il discorso che la scrittura per il web non permette anche la scrittura creativa.

          • Tosca
            25 febbraio 2014 alle 17:34

            Ciao Daniele,
            grazie per aver dato un’occhiata al mio blog! Non so come ringraziarti per i tuoi consigli, in genere chi è al tuo livello non si disturba a darne…Sai, sono sempre sul punto di farlo fuori, perché non rispecchia esattamente l’idea che ho della scrittura, e per me la scrittura è una cosa sacra. Comunque, sto facendo alcune modifiche, bo’, vedremo, se non altro sarà stata un’esperienza.

            Ecco come la vedo io:
            “La creatività non è qualcosa che puoi spostare dai racconti al blog. Il tempo lo puoi spostare, ma non la creatività”
            Sulla creatività non sono proprio d’accordo: dipende dal tipo di post, alcuni sono quasi dei piccoli racconti, quindi c’è comunque un lavoro di tipo creativo molto simile per certi aspetti (anche se molto semplificato).

            “Evidentemente il blog ti richiede più energie e hai anche più interesse a portarlo avanti.”
            Forse, o forse semplicemente il blog esiste già, mentre la raccolta di racconti è solo un progetto che esiste a metà.

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