Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Perché il mio blog non ha successo?

Oggi non voglio parlare di blog aziendali né di blog professionali, ma semplicemente di blog. Blog come mezzo di comunicazione delle persone, come contenitori di storie personali e custodi di una parte di noi, noi che scriviamo e che, per questo motivo, vogliamo esser letti.

L’email ricevuta da una ragazza mi ha fatto riflettere proprio su questo: sul successo di un blog. Ma qui non parliamo di guadagno economico, bensì di apprezzamento, commenti, condivisioni, che sono poi il vero guadagno del blog.

Io penso che, per quanto possa essere difficile la nicchia scelta – il blog di quella ragazza raccoglie i suoi pensieri personali – ogni blog possa avere il suo pubblico, a patto che il blogger sappia lavorare bene.

Cominciamo dal principio.

Di cosa vuoi parlare nel blog?

Credo che un errore comune sia proprio questo: quello di aprire un blog soltanto perché si ama scrivere e la parola blog fa un bell’effetto. Poco tempo fa è nato Medium, la piattaforma blog di Twitter, e ovviamente mi sono iscritto, ma senza ancora pubblicare nulla. Perché? Perché non so cosa ancora scrivere e non voglio partire allo sbaraglio.

Lo stesso discorso vale per qualsiasi blog. Ok, a me piace scrivere e allora un blog è un buon punto di partenza per mettere nero su bianco (i colori non sono scelti a caso) le mie idee e i miei pensieri. Ma se parto in questo modo, il mio sarà un blog solo perché contiene articoli, nulla di più.

Il piano editoriale è il progetto del blog, è quel testo che riunisce tutto ciò che riguarda il vostro blog. Non importa se a voi serve soltanto per sfogarvi: fate questo esercizio, scrivete il progetto del vostro blog, anche se saranno poche righe. Altrimenti il rischio è scrivere senza avere le idee chiare su cosa scrivere.

Quale piattaforma di blogging hai scelto?

Non fate l’errore di scegliere una piattaforma a caso, magari perché i vostri amici la usano. Anche se il vostro non vi serve per lavoro, anche se non è un blog aziendale, secondo me dovete pensare come blogger professionisti. I risultati si vedranno.

Oggi è pieno di piattaforme per blogging e anche se io non le amo, Blogger e WordPress sono le migliori in circolazione per un blog che non abbia pretese.

È graficamente gradevole il tuo blog?

Anche l’occhio vuole la sua parte. Appena un lettore entra nel vostro blog, la prima cosa che vede è il suo design. Non è necessario diventare web designer e grafici web, ma avere un certo gusto estetico sì.

La grafica del vostro blog è come il suo vestito: non fatelo uscire con colori in lotta fra loro. Avete aperto un blog in cui parlate di tutto quello che vi viene in mente: va bene così, siete liberi di scrivere quello che volete, ma non fate scappare i lettori con una grafica oscena.

Quali obiettivi hai in mente per il tuo blog?

Lo sfogo personale? Va benissimo. Una passione? I viaggi? I problemi personali? La vita da mamma divisa fra bimbi e lavoro? Perfetto: avete appena individuato la vostra nicchia di lettori. Ora: che cosa volete ottenere dal blog?

Perché in funzione di quegli obiettivi dovrete impostare il blog. Se scrivete tanto per sfogarvi, avete bisogno di gente che vi ascolti e vi dia consigli e conforto. Se siete mamme, volete confrontarvi con altre mamme e magari trovare qualche soluzione ai vostri problemi.

Perché sono importanti gli obiettivi nel blogging? Perché vi aiuteranno a scrivere. Sì, proprio così: dovrete scrivere in modo da raggiungere quegli obiettivi. È una questione di tono di voce da usare, di linguaggio, di stile, di passione che imprimete alla vostra scrittura.

C’è stato il blog di una commessa, anni fa, che ha avuto tanto successo e, se non sbaglio, una casa editrice ne ha fatto un libro. Perché ha avuto successo quel blog? Perché quella donna ha saputo scrivere in modo coinvolgente. Aveva degli obiettivi in mente: far sapere a tutti i suoi problemi lavorativi. E ha scritto per dare forza e intensità a quei problemi. I lettori si sono sentiti vicini a lei e il nome del blog ha iniziato a circolare. Il resto è storia, come si dice.

Quando pubblichi nel blog?

Pubblicate quando vi pare? Se i lettori non vedono una periodicità – che può benissimo essere di un articolo a settimana – si dimenticheranno di voi. L’assenza di una frequenza prestabilita nel blog dà la sensazione di trascuratezza.

Il piano editoriale serve anche a creare un calendario editoriale in cui segnare le date di uscita dei vostri post. Non fatevi dimenticare, altrimenti il successo che sperate non arriverà mai.

Come stai scrivendo nel blog?

E adesso passiamo alla scrittura, che il più delle volte viene presa sottogamba. La scrittura dei post è l’aspetto più importante del vostro blog, perché viene letta sia dai lettori sia dai motori di ricerca. E non dite che a voi non interessa comparire nei motori, perché allora tanto vale non aprire un blog.

Dovete conoscere le regole della scrittura per il web (a proposito, avete già letto la mia guida spericolata?), che sono semplici e immediate. E soprattutto vi aiuteranno a farvi leggere, apprezzare, emergere fra tantissimi risultati.

Quelle regole, però, non tengono conto di quelle grammaticali: e nei blog è frequente leggere i classici strafalcioni, roba da restare scioccati.

Vuoi ripassare la grammatica?

Nel mio blog Penna blu ho pubblicato una serie di brevi articoli che spiegano gli errori grammaticali più comuni. Dategli una letta, se avete dubbi. E se non li avete è un motivo in più per leggere quei post.

Il lettore sa chi sei?

Mi capita di entrare in blog anonimi. No, non basta dare un nome al vostro blog, dovete anche darne uno al blogger che ci scrive. Io ho parlato di me in questo blog, chi legge sa chi sono, che faccia ho, cosa faccio. Non potete pretendere di avere successo se i vostri lettori non sanno neanche chi siete.

Il lettore sa dove sei?

Niente paura, non dovete scrivere il vostro indirizzo di casa, ma solo quello dei social media che frequentate. Parlo di Twitter, Facebook (su, oltre a me sono veramente pochi quelli che non si sono iscritti), Google Plus, Linkedin. Mai sentiti nominare? Male, purtroppo.

Perché?

  1. Perché i vostri articoli – e quindi il vostro blog – saranno diffusi più facilmente nel web e raggiungeranno più lettori possibili.
  2. Perché la vostra presenza online sarà rafforzata.
  3. Perché potrete trovare persone coi vostri stessi gusti, problemi, passioni e creare relazioni interessanti.

I tuoi contenuti sono facilmente condivisibili?

Questa parte si lega alla precedente. Entro in alcuni blog e non è possibile condividere il post sui principali social media: Twitter, Facebook, Google Plus, Linkedin. Certo, posso farlo a mano e qualche volta l’ho fatto, ma raramente. Se perdo l’attimo, se non ho tempo, lascio perdere e quel post avrà perso una possibilità di essere diffuso.

Fra Twitter, Google Plus e Linkedin potrei mostrare il vostro post a oltre 3000 persone. E ci sono parecchi lettori che hanno moltissimi contatti più di me. Morale della favola? Inserite i bottoni sociali, tutte le piattaforme di blogging vi danno questa possibilità.

Che altre domande hai sul blogging?

E ora la parola a voi, che siate principianti o esperti non ha importanza: cosa vorreste approfondire sul blogging per avere il successo che meritate? Ha avuto successo il vostro blog? Se sì, a cosa pensate sia dovuto?

12 Commenti

  1. Alessandro Pozzetti | APclick
    4 aprile 2014 alle 08:37 Rispondi

    Come riesci a toccare tu, Daniele, tutti i punti di un argomento, non ci riesce nessuno. Almeno fino ad oggi, sul web, non l’ho mai trovato.

    Se posso portare la mia esperienza, allora consiglio in primis il piano editoriale: da quando l’ho fissato, il mio pubblico è davvero aumentato ed entra con costanza sul mio blog.
    Faccio notare che il mio sito è stato aperto solo ad ottobre 2013 ed il piano editoriale (sono stato stupido io) è arrivato in ritardo, ovvero non prima di metà febbraio 2014.

    Secondo punto: la grammatica ed i refusi.
    Io stesso, talvolta, nonostante leggo e rileggo il post prima della pubblicazione, mi faccio sfuggire qualcosa. I lettori attenti me lo hanno sempre segnalato (per fortuna o purtroppo).
    Per quanto riguarda la grammatica, personalmente, degli errori ancora ne faccio, ma sto studiando per eliminare quei vuoti che si sono venuti a creare in fase scolastica da adolescente (quando pensavo solo alle ragazzine ed al basket).

    • Daniele
      4 aprile 2014 alle 08:51 Rispondi

      Grazie Alessandro :)

      Il piano editoriale è una salvezza per tutto.

      Le segnalazioni anche, direi per fortuna quindi :)

  2. MikiMoz
    4 aprile 2014 alle 11:30 Rispondi

    Conosci già la mia situazione e sai che provengo da un’esperienza un po’ diversa, in cui non ho mai calcolato queste cose.
    In ogni caso, una domanda ce l’ho: come si fa a farsi conoscere? Perché io dovrei andare a leggermi un blog che ha aperto ieri? Chi è quel blogger? Perché la gente dovrebbe leggere il Moz o’ Clock? Come ci è arrivata a leggerlo? Come si inizia ad avere riscontri, se alla fin fine nessuno di noi è davvero importante e indispensabile?

    Moz-

    • Daniele
      4 aprile 2014 alle 12:19 Rispondi

      Non le hai calcolate, è vero, ma hai parecchi riscontri e lo sai.

      Passiamo alle domande.

      – Ti fai conoscere in vari modi: scrivendo per farti trovare (quindi qualcuno di quei calcoli devi farlo), commentando nei vari blog e frequentando i social media creando relazioni.
      – Vai a leggere un blog che ha aperto ieri se ti interessa. Tu perché sei venuto a leggere questo mio blog fin dal giorno in cui è nato? ;)
      – Chi è quel blogger? Domanda intelligente. Ecco perché dico sempre che la pagina Chi sono è obbligatoria. Ovvio che non ti fa conoscere la persona, ma quanto meno la inquadra in un contesto.
      – La gente già legge il Moz o’ Clock :D Dimmi tu il perché.
      – Non so come ci sia arrivata. Dai motori di ricerca, anche se il tuo è un blog generalista, comunque i post si posizionano, chi più bene e chi male. O arrivano dai social media.
      – Inizi ad avere riscontri scrivendo cose che nessuno ha scritto e facendoti conoscere in rete. Non c’è altro modo.

      • MikiMoz
        4 aprile 2014 alle 15:01 Rispondi

        Dunque, io son venuto qui perché già conoscevo l’altro.
        Come vedi, però, spesso salto (o non dico la mia su) post troppo distanti da me.

        La gente che legge il mio blog non so perché lo faccia. Nemmeno io so perché leggo i blog degli altri. E’ come se si fosse creata una rete. Ma, riconosciamolo, potrei intraprendere una relazione extra-blog con i blogger (quindi mail, telefono, whatsapp) e non leggere più i loro contenuti. Loro viceversa con me: nessuno di noi scrive chissà quali opere d’arte o cose fondamentali.

        P.s. oggi mi sono accorto di non aver mai risposto ad un tuo commento qui.
        Il font lo cambio col prossimo cambio di grafica, mentre per quanto riguarda i titoli… certi simboli mi servono per “giocare”, penso che anche il titolo sia parte dell’ampio gioco che è il post stesso^^

        Moz-

        • Daniele
          4 aprile 2014 alle 15:18 Rispondi

          Il salto è normale, anche io non commento sempre nei vari blog che seguo se sono troppo lontani da ciò che faccio.

          La gente legge e commenta il tuo blog perché ha trovato l’intrattenimento che cercava.

          Io so perché leggo un blog, ma te lo dissi tempo fa in un commento: io uso il web solo per informarmi (studiare e imparare o cercare info su qualsiasi cosa) e per tenere relazioni con gente che mi va a genio.

  3. Ryo
    4 aprile 2014 alle 11:43 Rispondi

    Da quando ho stabilito una periodicità ai miei post ho potuto notare un miglioramento negli accessi; però un post alla settimana credo sia troppo poco per fidelizzare i lettori come si deve. Vorrei avere le risorse per raddoppiare la frequenza ma allo stesso tempo non voglio rinunciare alla qualità, e al momento la qualità è l’unico punto fermo irrinunciabile :-)
    Tu che cosa mi suggerisci? Di provare comunque ad aumentare la frequenza o non è poi così importante?

    • Daniele
      4 aprile 2014 alle 12:30 Rispondi

      Ciao Ryo, benvenuto nel blog.

      La periodicità secondo me è legata al numero di accessi e ti spiego perché, in base a quanto ho constatato negli anni.

      Se scrivi solo quando capita, gli spider dei motori di ricerca vengono a trovarti di rado, perché sanno che da te escono poche pagine web e loro hanno sempre fame di nuovi contenuti.

      Ho visto che da quando pubblico con frequenza e periodicità, i miei post vengono indicizzati subito (significa che Google li trova dopo pochissimo che li ho pubblicati e li registra nel suo database).

      Che cosa possiamo dedurre? Che più è veloce l’indicizzazione dei nostri post e più è alta la possibilità di essere trovati in breve. Inoltre, più pubblichi contenuti nel blog e più porte di accesso hai nel blog.

      Passiamo all’altra domanda: un post a settimana non è tanto né poco, dipende dal blog. Il tuo di che parla?

      Aumenti la frequenza solo se sai cosa pubblicare e se riuscirai a tenere il ritmo. Fai questo esercizio: analizza l’archivio del tuo blog, post per post, e studia un modo per approfondire ognuno di quei post con almeno altri 4 o 5 articoli. Guarda le statistiche del blog e scopri le pagine che sono state lette di più, così saprai cosa amano di più i lettori.

      Alla fine avrai un quadro con parecchie idee da sfruttare. Se le ritieni valide, allora puoi pensare a modificare il tuo calendario editoriale.

  4. Giorgia
    5 febbraio 2015 alle 14:36 Rispondi

    Meglio Linkare il blog su Facebook o Twitter? secondo te

    • Daniele Imperi
      5 febbraio 2015 alle 14:48 Rispondi

      Che intendi linkare il blog? Condividere i post su Twitter o Facebook?

      • Giorgia
        5 febbraio 2015 alle 16:10 Rispondi

        Sì, intendevo quello.

        • Daniele Imperi
          5 febbraio 2015 alle 16:14 Rispondi

          Sia su l’uno sia sull’altro, allora :)
          Però bisognerebbe convidere il post con un testo adatto al social. Una pura condivisione automatica non rende bene come una ben studiata.

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