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Promuovere un libro online: la giusta strategia

Consigli di marketing editoriale nellʼera digitale

Promuovere un libro online

Sono ormai trascorsi oltre 4 anni da quando ho pubblicato il primo articolo sulla promozione editoriale nel web. Dopo 50 mesi è venuto il momento di rinfrescare lʼargomento, perché da allora molte cose sono cambiate nella rete.

Alcuni di quei consigli restano comunque validi, come il sito dellʼautore, i comunicati, la newsletter, i guest post, Facebook – di cui parlerò anche qui – ma altri, come il booktrailer e lʼarticle marketing non li ritengo più validi.

Promuovere il libro prima della pubblicazione

In realtà in questo caso si tratta della promozione indiretta del libro, ma non è assolutamente da sottovalutare. Lʼautore sta preparando il terreno, sta seminando per raccogliere in futuro. Nessuna coltivazione parte già coi frutti maturi sullʼalbero, ma con un terreno da dissodare e seminare.

Promuovere un libro prima che sia pubblicato significa proprio questo: avvantaggiarsi rispetto agli altri autori, ottenere maggiori risultati, partire con una strada già spianata.

Costruire autorevolezza e reputazione

È lʼinsieme delle operazioni chiamate personal branding, che vale anche per gli scrittori. Non è certo una novità, anche se oggi va di moda chiamare tutto in inglese con lʼillusione di aver creato qualcosa di nuovo.

Si riduce tutto a costruire autorevolezza e reputazione online. Prima di scrivere un libro e pensare di pubblicizzarlo, chiedetevi perché dovrebbero leggervi. Là fuori è pieno di autori e ogni giorno escono centinaia di nuove opere.

Un autore deve capire e accettare che i tempi sono cambiati, che non basta più avere un nome su una copertina per garantire il successo di un libro. Oggi quel nome è soltanto un nome, mentre deve diventare una persona. Oggi sta cambiando, e in fretta, il modo di comunicare e di rapportarsi con la lettura.

  • L’indipendenza dei clienti-lettori costituisce una rete viva, pensante e dinamica di individui. Non esiste più il cliente-lettore isolato. Tesi 19
  • I clienti-lettori formano un gruppo che comunica e determina il mercato editoriale. Tesi 43
  • Deve esserci partecipazione fra aziende-editori, scrittori e clienti-lettori, affinché la qualità del prodotto-libro migliori e raggiunga i bisogni delle persone. Tesi 65
  • Oggi è necessaria un’aperta comunicazione fra mercato editoriale, aziende-editori e clienti-lettori. Tesi 66
  • I clienti-lettori vogliono anche parlare. La conversazione è stimolo alla creatività. Tesi 78
  • I clienti-lettori sanno, ora, di avere un potere in mano, che prima dell’era digitale non avevano. E sono intenzionati a usarlo. Tesi 91
  • Le conversazioni dei clienti-lettori stanno aumentando di intensità e presto riusciranno a rompere le barriere imposte dalle aziende-editori. Che cosa succederà quel giorno? Tesi 94
  • I clienti-lettori sono pronti al cambiamento, perché stufi degli standard, del passato, dei muri eretti contro il confronto. Tesi 96

Tratto da Il Manifesto dellʼinnovazione editoriale.

Una piattaforma per lo scrittore

Giorni fa Salvatore ha parlato dei motivi per creare un sito statico per un autore. È una sorta di biglietto da visita online. Attenzione però: un buon biglietto da visita, la casa ideale per un autore, per un professionista della scrittura, prevede un proprio dominio. Il migliore? Nomecognome.it.

La scelta di una piattaforma è fondamentale per uno scrittore e qui potremmo disquisire per ore su quale sia la giusta soluzione. Salvatore ha creato il suo sito statico sul dominio salvatoreanfuso.me e il blog su salvatoreanfuso.com. Questa scelta, per me, rischia di creare confusione.

Io uso pennablu.it come mio blog personale, ma qui non parlo soltanto di scrittura, editoria e miei racconti, tratto anche di altri temi che reputo interessanti per un autore, come blogging e creazione di contenuti. Ho anche il dominio danieleimperi.it, che sarà totalmente riprogettato per diventare un sito statico.

Sito statico e blog ci permettono di creare una pagina dedicata ai libri pubblicati. Una pagina nostra, interamente gestita da noi.

Content marketing per scrittori

Creare contenuti per essere conosciuti e apprezzati online: questo è il succo del content marketing. Ma è un discorso che non piace a molti. Il fatto, però, è che non esistono altri modi, oggi, per farsi conoscere e apprezzare.

Ecco perché non mi stanco mai di ripetere quanto sia importante per uno scrittore aprire un suo blog. È difficile scrivere articoli, è un impegno gestire lʼintero blog, ma il tempo porterà a risultati. Inoltre in un blog potete promuovere il vostro libro in vari modi, un blog diventa una vetrina dinamica per le vostre opere.

Quella vetrina, però, funzionerà soltanto se avrete scritto e pubblicato contenuti utili per i vostri lettori, altrimenti resterà solo una bella mostra dei vostri libri. Ma invenduti.

Creazione di una mailing list

Il primo che non la sfrutta sono io. Ma ne riconosco il valore. Si dice che il denaro sia nella lista. Cosa significa? Che raccogliendo tantissimi iscritti a una newsletter, potete convertirne molti trasformandoli in clienti. Quindi in lettori delle vostre opere.

Come raccogliere iscritti? Questo discorso è strettamente collegato al content marketing. Scrivete contenuti di valore nel blog, create una newsletter che non si limiti soltanto a segnalare lʼultimo post uscito – come avviene con la mia – ma che offra anche altri contenuti.

La newsletter non va spedita ogni giorno, ne basta una a settimana o ogni dieci giorni, alternando una serie di articoli a un contenuto promozionale.

Presenza sui social media

Ne abbiamo parlato varie volte. Essere presenti sui social porta a due vantaggi:

  1. contribuisce al content marketing, condividendo articoli e offrendo anche contenuti originali
  2. permette di segnalare i propri libri in uscita e i vari eventi legati al libro

Gestire la promozione editoriale sui social richiede pianificazione e anche riflessione per capire come muoversi, quali social media usare, come creare contenuti e stabilire relazioni.

La critica maggiore dellʼautore medio è sulla mancanza di certezze: si vendono più libri grazie ai social? Abbiamo letto nellʼintervista che ho condotto con sei scrittori indipendenti americani che non ha funzionato per tutti. Ma abbiamo anche conosciuto i motivi: là dove ci sono state relazioni, si sono visti risultati.

Promuovere il libro dopo la pubblicazione

Non significa fare spam. Promuovere un libro non significa contattare sconosciuti su Twitter segnalando la propria scheda libro. O andare in cerca di blog letterari e chiedere di recensire il proprio romanzo, di segnalarlo, di essere intervistati.

Tutto questo – essere recensiti e intervistati – fa parte certamente della promozione: ma deve essere una promozione spontanea, quindi operata dai lettori e non dallʼautore.

Comunicati stampa online

Scrivere un comunicato stampa editoriale può essere utile, a patto che contenga tutte le informazioni necessarie per il lettore. Cʼè anche da dire che non possiamo continuare a pubblicare comunicati come dieci anni fa.

Oggi il pubblico vuole di più. Soprattutto vuole essere coinvolto, vuole emozionarsi, quindi occorre scrivere comunicati moderni, che considerino le nuove forme di narrazione online e le nuove esigenze del pubblico.

Profilo autore su Amazon e Goodreads

Questi due siti, pur essendo totalmente differenti, consentono di iscriversi come autori. Se intendiamo vendere i nostri ebook in self-publishing su Amazon, non possiamo non creare un profilo autore su quel sito. Per creare un profilo autore su Amazon esiste Amazon Author Central.

Goodreads è un sito per lettori e anche in quel caso esiste un profilo autore, in cui potete inserire una biografia, il vostro sito, lʼaccount Twitter e i generi letterari trattati. Per sfruttare al meglio Goodreads occorre però partecipare ai vari forum di discussione e magari pubblicare anche qualche articolo. Il discorso non è per nulla diverso da quello dei social e del blog: produrre contenuti e intessere relazioni.

Creare un hashtag del libro su Twitter

Avete pubblicato un libro? Volete segnalarlo su Twitter? Un hashtag vi permette di riunire in una pagina tutti i tweet pubblicati in cui si parla del vostro libro. Qualche esempio? #Girlboss di Sophia Amoruso.

Create un hashtag il più possibile breve, che richiami comunque il titolo del libro, e pubblicizzatelo. La forza degli hashtag sta nella loro viralità.

hashtag

Inserire il libro sul profilo LinkedIn

Quando compilate il profilo su LinkedIn, trovate la sezione “Publications”. È abbastanza completa, no? Titolo dellʼopera, edizione, editore, autore e descrizione. Manca solo lʼimmagine di copertina.

publications

Un altro campo importante è il “Summary”, in cui parlare di sé ripercorrendo la propria carriera.

Creare una fan page dellʼautore su Facebook

No, non vedrete la mia. Credo che Facebook abbia definitivamente chiuso con me. Non cʼè mai stata simpatia fra noi. La mia fan page – anzi le mie – giace abbandonata e così resterà.

Prima di aprire una fan page leggete attentamente tutto ciò che è consentito fare. Leggendo il post di Giordana sulla pubblicità su Facebook sono emerse informazioni che non conoscevo. Su Facebook sono cambiate molte regole. Soprattutto pare che ora non sia così semplice farsi trovare nel motore di ricerca interno.

Promuoversi su Instagram?

A me questo social piace moltissimo, anzi lo preferisco a tutti gli altri. Come usarlo come scrittori? Vorrei parlarne in un post dedicato.

Lanciare un giveaway del libro

Attenzione: i cittadini privati non possono lanciare giveaway. Perché? Semplice, per la legge italiana i giveaway sono considerati concorsi a premi, quindi possono essere indetti solo da aziende e con precise modalità.

Quindi, se scegliete il self-publishing, potete dimenticarvi dei giveaway. Purtroppo siamo un paese che uccide la creatività e lʼiniziativa, che le studia tutte per mettere i bastoni fra le ruote a chi vuole crescere.

Ma se vi pubblica un editore, allora non ci sono problemi.

Sito dedicato al libro

È davvero necessario? No, assolutamente. Provate a immaginarvi dopo 40 libri pubblicati: potete davvero sostenere la spesa e la gestione di 40 siti per le vostre opere? Direi che è impensabile.

Quando creare un sito per il proprio libro? Quando è davvero necessario, rispondo.

  • Le sorelle Annette e Gina Cascone hanno scritto una serie di romanzi horror per bambini che va sotto il nome di Deadtime Stories, a cui è stato dedicato un sito.
  • Lo scrittore Geoff Rodkey ha scritto alcuni romanzi fantasy di genere piratesco, 3 in tutto per ora, per una serie chiamata The Chronicles of Egg e anche per questa serie cʼè un sito.
  • Una soluzione meno dispendiosa è creare un minisito allʼinterno di quello della casa editrice, come ha fatto la Penguin per il romanzo per ragazzi The Apothecary.

Scrivere guest post

Uno dei modi per farsi conoscere online è scrivere articoli per altri blog. Come? In questo caso vale la seguente regola: in casa altrui comportati meglio che in casa tua.

Scrivere post migliori dei propri, leggere attentamente le linee guida – cosa che solo di rado viene fatta – o chiedere al blogger se non sono presenti, rispondere ai commenti ricevuti.

Il guest blogging, se viene condotto con professionalità e serietà, vi permette sul serio di raggiungere un grande pubblico. È pur sempre una promozione indiretta, certo, ma in molti casi questo tipo di promozione funziona meglio di quella diretta.

Le vostre strategie di promozione editoriale online

Se pubblicate con un editore, per me, oltre le idee date in questo post, resta valida una stretta collaborazione fra autore e editore. Se invece scegliete il self-publishing, allora dovete rimboccarvi le maniche. Non è detto che tutte queste idee facciano al caso vostro, ma molte sì.

Quali avete provato fra quelle descritte e quali vorreste provare? Ma, soprattutto, quali hanno funzionato e quali no?

35 Commenti

  1. Serena
    31 marzo 2015 alle 07:28 Rispondi

    Una triste – triste per gli autori di fiction – realtà che va ricordata è che tutto quanto hai detto sopra funziona se ben fatto per gli autori di non-fiction. Per chi scrive romanzi è tutto molto più difficile, causa solita antica legge della domanda e dell’offerta. La lista, per esempio, cresce in modo molto più lento e avrebbe necessità di un primo libro permafree. Chi non ha ancora il primo libro… Houston, abbiamo un problema.
    I twittatori folli del proprio libro io li trovo davvero fastidiosi. Quelli che ti scrivono “per favore, vai a scaricare il mio libro”, pure, ma se lo chiedono con gentilezza lo faccio. Conclusione? Un po’ di tristezza. Non è più tempo di campare di scrittura, a meno che tu non offra servizi agli aspiranti autori emergenti. Allora si che fai i soldi.
    (sì, stamattina sono un po’ acida. E anche su questo dovrei scrivere un post).

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2015 alle 13:40 Rispondi

      Perché non funziona per chi scrive narrativa?
      La mail list cresce al crescere dell’interesse che riesci a dare col tuo blog. Qui per parecchio ho avuto pochi iscritti ai feed, ma poi sono aumentati di almeno uno al giorno.
      Gli spammoni vanno bloccati :)
      Per i servizi agli autori ci avevo pensato, ma poi ho fatto una considerazione: posso chiedere soldi a qualcuno a cui non ritorneranno mai col prodotto che deve vendere?

  2. Banshee Miller
    31 marzo 2015 alle 08:10 Rispondi

    Post molto corposo pieno di validi consigli. Uno su mille ce la fa, diceva Gianni Morandi, era Gianni Morandi?, Mi sa che oggi come oggi bisogna alzare il tiro a diecimila. Però…tu dici sempre che ci vuole tempo, no? Be’, aspetteremo pazienti.

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2015 alle 13:41 Rispondi

      Grazie.
      Sì, mi sa che era Morandi :)
      Il tiro va alzato senz’altro, siamo aumentati come popolazione e anche come popolo di scrittori.

  3. LiveALive
    31 marzo 2015 alle 09:06 Rispondi

    Secondo me la promozione anche nel caso si decida di pubblicare con editore merita di essere più approfondita, soprattutto per quel che riguarda il “prima”. Ma anche la promozione nel caso si viglia diventare editori (puramente digitali, o tradizionali), o editor (freelance, o anche con editore). Per esempio, stringere rapporti tra autori è sempre stato importante (è stato un autore a chiedermi se volevo mi proponesse come collaboratore con una casa editrice), ma anche conoscere personalità interne a una CE può essere d’aiuto (un mio amico così è riuscito a farsi visionare il manoscritto da una CE che ufficialmente non dovrebbe accettarne). Poi anche il frequentare i blog di determinate personalità, e se si ha un qualche talento cercare di mostrarlo (io ho conosciuto personalità del mondo della critica così, per caso: hanno visto mie recensioni o commenti, e mi hanno contattato). E non mi stancherò mai di parlare dell’importanza di pubblicare qualcosa su una rivista letteraria di fascia A – ma poi esistono ancora riviste che pubblicano racconti e stralci di romanzi, e anche quelle aiutano. E magari presenziare a conferenze, o fiere, o manifestazioni legate al proprio campo, eccetera. …questo non c’entra niente con questo post, ma secondo me uno sull’argomento ci vuole.

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2015 alle 13:44 Rispondi

      Certo, vale anche per chi pubblica con un editore. E è bene iniziare a parlare del libro qualche mese prima che esca.
      Rivista letteraria di fascia alta? Come fai a farti pubblicare? Una volta avevo proposto un articolo al National Geographic, quello americano, e sai che mi hanno risposto? Che pubblicavano articoli solo a chi aveva già pubblicato con loro o ai conoscenti dell’editore.
      Quali riviste conosci che pubblicano racconti? Io so di Robot della Delos.
      La promozione offline conta, hai ragione, ma non saprei cosa scrivere in quel caso.

      • LiveALive
        31 marzo 2015 alle 15:25 Rispondi

        No fascia alta, fascia A, quelle col controllo a doppio cieco. Ti avevo dato il link la scorsa volta… tipo Enthymema, la rivista dell’università di Milano…
        So che un mio amico pubblica racconti su “Confidenze” XD

  4. Gloutchov
    31 marzo 2015 alle 12:24 Rispondi

    Vado off-topic: Sei stato menzionato! Qui: http://glaucosilvestri.blogspot.it/2015/03/proprio-io-ma-non-me-laspettavo.html

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2015 alle 13:45 Rispondi

      Grazie, vado a leggere :)

  5. Kinsy
    31 marzo 2015 alle 13:10 Rispondi

    Come al solito mi sento inadeguata… quando leggo i tuoi post mi sembra che qualsiasi sforzo faccia non è mai sufficiente. Già trovare la strada per il blog è stata una mezza impresa… Molti dei social di cui parli non li ho mai frequentati. Anzi, a parte fb che uso solo per sapere come se la passano i miei amici, direi che sono proprio lontana da tutti i social…

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2015 alle 13:48 Rispondi

      Fai uno sforzo per volta :)
      Impresa o meno, alla fine però hai trovato la strada per il tuo blog. Per il resto, fai un programma e pezzo per pezzo arrivi ovunque.

      • Kinsy
        31 marzo 2015 alle 15:54 Rispondi

        Mi chiedo quante ore ci vogliano in una giornata per seguire tutti questi social…

        • Daniele Imperi
          31 marzo 2015 alle 15:59 Rispondi

          Sì, hai ragione. Per me resta valida la regola che devi trovare il social più adatto a te, al massimo due. Ti crei un programma, in modo da poterli aggiornare con continuità, che non significa dieci volte al giorno.

  6. Elena Lucia Zumerle
    31 marzo 2015 alle 14:59 Rispondi

    Ciao,
    ho trovato il tuo articolo molto utile, anche io sto cercando di promuovermi online e non è decisamente facile, soprattutto per “l’intasamento” a cui è soggetta la rete. Mi sto rendendo conto, anche, che è difficilissimo stare al passo della rete, bisogna sempre essere veloci, continuare a postare e pubblicare per non finire nel dimenticatoio. Persino gli autori affermati ormai ne sono stati inglobati, ho letto che alcuni di loro hanno scritto appositamente alcuni racconti per pubblicarli online.

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2015 alle 15:37 Rispondi

      Ciao Elena, benvenuta nel blog.
      Purtroppo oggi la rete richiede velocità, altrimenti, come hai intuito, finisci presto per essere dimenticato. La causa di questo sono i social media, che ci hanno abituato alla velocità e a dimenticare in breve, a causa del sovraccarico di informazioni.
      Ho visto anche io che alcuni scrittori famosi pubblicano racconti gratis nel loro blog.

  7. Renato
    31 marzo 2015 alle 16:42 Rispondi

    Un punto, banale, ma serio, è capire fino a che punto uno scrittore dilettante possa vendere direttamente la propria opera sul proprio sito/blog, cioè senza dover necessariamente passare attraverso un “bottone” che rimandi alla casa editrice o ad altri siti di vendita on-line.
    Può darsi che la gente sia ormai abituata a “saltare fuori” da un sito per comprare qualcosa on-line, non è questo il punto, ma sono immaginabili molti vantaggi per l’acquirente se fosse possibile acquistare il libro direttamente dall’autore (ripeto, dilettante).
    Qualcuno ha esperienza in merito?
    Questo comunque resta uno dei post più completi e interessanti di Daniele. Grazie.

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2015 alle 16:54 Rispondi

      Deve integrare una sorta di carrello elettronico nel sito. Se ha un blog con WordPress, installato, ci sono dei plugin per l’e-commerce. Altrimenti puoi integrare i pagamenti con Paypal.

  8. Tenar
    31 marzo 2015 alle 17:23 Rispondi

    Da un lato sono convinta che un libro sia (anche) un prodotto commerciale, dall’altro sono convinta che il giorno in cui considererò il mio libro solo un prodotto commerciale sarà quello in cui smetterò di scrivere.
    Trovo tutte le strategie che hai indicato sensate e utili, però a metterle in campo tutte non ci vuole un sacco di tempo? Anche ammesso che scrivere narrativa in Italia possa davvero diventare un lavoro primario, così facendo non si finirebbe per “fare colui che promuove il suo libro” piuttosto che “colui che scrive”?
    Io non ho ricette, anzi, so solo che ho poco tempo per scrivere e per promuovere e, dovendo scegliere un’attività tra le due, preferisco scrivere. Ho un blog, perché mi piace tenerlo, ho una pagina fb a mio nome, perché è in effetti un modo comodo per comunicare, per tutto il resto mi appoggio agli editori con cui collaboro.
    Quello che ho capito è che ogni opera deve essere inserita nel giusto canale. Ci sono siti e pagine fb, per esempio, che sono dei punti di riferimento per determinati generi. Una segnalazione lì vale più di decine di segnalazioni su su blog/pagine fb che si occupano più in generale di esordienti.
    Con Delos mi trovo particolarmente bene, perché ogni genere ha una sua comunità di lettori, un suo sito/pagina fb di riferimento e la casa editrice cura molti degli aspetti che citi. Altrettanto bene, anche se non è ancora del tutto una realtà editoriale, si muove Rill, che ha newsletter, una pagina fb molto attiva e tutta una comunità di lettori intorno. Dovendo fare da sola non saprei proprio da che parte girarmi…

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2015 alle 17:37 Rispondi

      Non devi considerare il libro solo come prodotto commerciale. Un libro è letteratura, quando lo scrivi e quando lo leggi, ma diventa prodotto commerciale nel momento in cui devi venderlo.
      Il tempo ci vuole e hai ragione a dire che è difficile poter fare tutto. Puoi però organizzarti con il tuo editore, per esempio, e lavorare insieme.
      Oppure scegliere ciò che riesci a fare. Sempre meglio che non fare nulla.
      Della Delos avevo visto che ci sono varie comunità. Non conoscoi invece Rill.

  9. Tenar
    31 marzo 2015 alle 20:25 Rispondi

    Rill nasce come concorso per narrativa fantastica, si distingue da tanti altri perché segue attivamente i racconti e gli autori che seleziona. Cura la traduzione del racconto vincitore che viene poi pubblicato su rivista in Spagna e Irlanda. Promuove attivamente l’antologia annuale (che infatti viene letta e recensita non poco) e cura delle antologie di autori conosciuti tramite il concorso e ritenuti meritevoli (anche di queste negli ultimi anni si parla abbastanza, perché ne curano molto la promozione). Insomma, secondo me fanno un gran lavoro. Hanno un sito, una pagina fb e una newsletter e si fanno in quattro per promuovere le altre opere degli autori che si sono distinti nel concorso.
    Anche alcuni concorsi legati al giallo sono molto attivi, ma Rill si distingue per la professionalità con cui gestisce il tutto e i tempi certi.
    Forse sono andata off-topic e me ne scuso, ma mi fa piacere di parlare delle realtà editoriali virtuose!

    • Daniele Imperi
      1 aprile 2015 alle 08:04 Rispondi

      No, hai fatto bene, ti ho chiesto io di Rill :)
      Andrò a cercare informazioni online, allora, sembra interessante.

  10. Lisa Agosti
    1 aprile 2015 alle 04:47 Rispondi

    Non conosco Linkedin, anche se l’ho sentito nominare spesso. Mi pare di capire che sia il più “professionale” dei social media, è vero? Val la pena aprire un account?

    • Daniele Imperi
      1 aprile 2015 alle 08:06 Rispondi

      Sì, Linkedin è il più professionale e anche il più serioso. Se pensi possa sevirti per lavoro, apri un account. All’estero, come in USA ma anche in Canada dove sei tu, lo usano i datori di lavoro.

  11. Salvatore
    1 aprile 2015 alle 10:05 Rispondi

    Nel mio caso la scelta del nome in entrambi i domini non è stata voluta, ma una conseguenza di un’evoluzione di coscienza. In fondo si impara facendo. Tornassi indietro, avrei lasciato paginestrappate.it come blog e creato salvatoreanfuso.me come sito statico. Ad ogni modo, se il fine è creare con il proprio nome un brand, avere il proprio nome ovunque su internet non è proprio un “danno”. Anzi, può perfino essere vantaggioso. In fondo se volessimo trasformare il nome Ferrari in un brand, apriremmo un sito statico tipo: ferrari.it, e un blog sempre con il nome Ferrari di mezzo, no?
    Insomma, devo rifletterci ancora un pochino, poi magari ci scriverò un post dedicato. ;)

    • Daniele Imperi
      1 aprile 2015 alle 10:09 Rispondi

      Nel caso di un’azienda la soluzione migliore per me resta ferrari.it come sito e ferrari.it/blog per il blog.
      Aspettiamo il tuo post :)

      • Salvatore
        1 aprile 2015 alle 11:32 Rispondi

        Cioè mettere il blog nel sito stesso? Ho provato a farlo all’inizio, ma i risultati nel mio caso sono stati scadenti. Il blog passava inosservato… nascosto dal resto del sito. Mettici pure che non sono un genio in queste cose, per carità. :)

        • Daniele Imperi
          1 aprile 2015 alle 11:46 Rispondi

          Non so che hai combinato, ma non dovrebbe passare inosservato :)

  12. Ryo
    3 aprile 2015 alle 23:40 Rispondi

    Dovrei rimboccarmi le maniche e puntare sui guest post! Oggi ho scoperto di aver ricevuto una recensione negativa su Amazon da uno che ha letto solo l’anteprima… se aspetto di essere “trainato” da questi sto fresco! *_*

    • Daniele Imperi
      4 aprile 2015 alle 08:23 Rispondi

      I guest post secondo me, se fatti seguendo un programma, funzionano. Le recensioni negative basate sulla lettura di un’anteprima lasciano il tempo che trovano ;)

      • Ryo
        4 aprile 2015 alle 13:45 Rispondi

        Che cosa intendi per “programma” nei guest post? Riguardo la scelta dei siti dove farli? (PS: Quelli certo che lasciano il tempo che trovano, ma secca sempre ;) )

        • Daniele Imperi
          4 aprile 2015 alle 14:42 Rispondi

          Sia la scelta sia proprio programmare la scrittura di vari articoli per i vari blog. Se tu scrivi un guest post oggi e un altro fra un anno, serve a ben poco. Se ne pubblichi uno o due al mese, il tuo nome circola parecchio.
          Ovvio che sia un impegno, ma fatto in quel modo funziona.

          • Ryo
            4 aprile 2015 alle 22:46

            OK ho capito. Allora resto in attesa di un tuo prossimo articolo sui migliori blog dove proporre un guest post ^___^

  13. Giacomo
    13 maggio 2015 alle 17:48 Rispondi

    Hai fatto molto bene a scrivere questo articolo, in particolare, tra i concetti che hai illustrato, trovo particolarmente importante ciò che hai definito “personal branding”. Io ho un sito statico con annesso blog e vetrina per infoprodotti, e i problemi pratici che riscontro sono in sostanza due :
    1) Farsi conoscere nella nicchia dell’ argomento da te trattato, e farsi trovare. Se chi compie ricerche inerenti quell’ argomento su google, e non ti trova, è un primo problema, direi gigantesco;
    2)Una volta che gli utenti potenzialmente interessati ai tuoi contenuti ti trovano, devono convincersi di comprare il tuo infoprodotto rispetto ad altri affini proposti da autori ben conosciuti che stanno sulla piazza da anni.

    Come risolvere questi problemi? La mia soluzione è semplice : per me scrivere è prima di tutto una passione, e quindi non voglio che diventi una fonte di stress. Non pubblico articoli con cadenza fissa sul blog solo per fare numero a discapito della qualità: se ho qualcosa di interessante da dire scrivo, altrimenti faccio altre cose. Tanto se i tuoi contenuti sono validi, col tempo vengono fuori, poi se per certi obiettivi impiego un anno invece di due mesi, pazienza.

    • Daniele Imperi
      13 maggio 2015 alle 17:58 Rispondi

      Quello che dici è vero, ma pubblicare con continuità, specialmente se vuoi vendere infoprodotti, ti permette di aumentare visite in modo più continuo e di fidelizzare i tuoi lettori. Scegli magari di postare una o due volte a settimana.

      • Giacomo
        13 maggio 2015 alle 18:24 Rispondi

        In effetti, generalmente faccio proprio così : pubblico un minimo di un articolo a settimana, e quando sono ispirato arrivo a tre !

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