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Storie che non si lasciano leggere

Lettura

Ognuno di noi ha le sue preferenze nella lettura per quanto riguarda i generi letterari. Esistono quindi delle storie che proprio non riusciamo a leggere, almeno esistono per me, come per esempio il romanzo d’amore, il romanzo erotico, i libri umoristici o di satira (nonostante ne abbia scritto uno). Storie che mi allontanano dalla lettura.

È anche vero che alcune volte faccio fatica a inserire un romanzo in un suo preciso genere letterario, forse perché adesso ci sono troppe “contaminazioni” – il che non è assolutamente sbagliato. Una storia di vampiri dovrebbe ricadere nell’horror, ma se la storia tratta soltanto delle avventure erotiche del vampiro, allora l’horror è andato a farsi friggere e il romanzo dovrebbe entrare nell’erotico con ambientazione vampiresca.

Trovo molto noiose le storie d’amore e questo si ripercuote anche nei miei gusti cinematografici (ecco l’idea per un altro articolo). Non mi dispiace di certo se, all’interno di un romanzo, nasca una storia d’amore fra due personaggi, ma che non sia quello l’argomento portante del libro, altrimenti non lo apro nemmeno.

Amo molto il fantasy, ma un romanzo che tratta di uomini e divinità proprio non mi interessa. Ma forse fantasy non è il genere corretto per questo tipo di romanzi, che cadono nel mitologico. Bene, allora non amo le storie sulla mitologia, nonostante mi appassioni molto come argomento, ma a livello di saggi storici.

Una storia, quindi, in cui siano presenti gli dei, di qualsivoglia natura e credo religioso, mi annoia a morte. Forse perché io non ho alcun credo religioso, forse perché è troppo lontano come argomento per il mio modo di pensare, che mi sembra così assurda da poterla leggere. Eppure leggerei volentieri di streghe e lupi mannari, di troll e driadi e proseguendo con tutto il bestiario mitologico e folkloristico dell’intero pianeta.

Un altro tema che aborrisco è la politica. Non leggerei mai romanzi di ambientazione moderna che trattano di problemi sociali in cui la politica è il motore portante. Forse perché – vedi sopra – non alcun credo politico, non più almeno, forse perché comunque su certi temi ho sempre le mie idee ben radicate e potrei essere troppo in disaccordo col protagonista, da odiarlo fin dalla prima pagina.

Certo, sono anche in disaccordo coi criminali, ma una storia che ha per protagonista un serial killer, una banda mafiosa, un emarginato che compie delitti efferati è comunque una bella storia da leggere, riesce a catturarmi anche se vorrei vedere morto il protagonista, possibilmente alla fine del libro.

Ho finito le mie considerazioni sulle storie che non si lasciano leggere. Quali sono le vostre? Avete storie che non riuscireste a digerire oppure leggete di tutto?

5 Commenti

  1. unarosaverde
    9 giugno 2011 alle 10:14 Rispondi

    Io sono pressoché onnivora. Non leggo horror (tranne Misery non deve morire che trovo favoloso), non leggo di vampiri e fatine. Il resto va giù benissimo, specialmente se non ho niente di meglio da fare. Certo, leggere un libro e leggere un libro memorabile sono due cose diverse. Per loro stessa natura e target di pubblico alcuni generi sono “leggeri” e mi fanno compagnia solo per il tempo della lettura. Altri restano con me molto a lungo.

  2. Daniele Imperi
    9 giugno 2011 alle 18:09 Rispondi

    Io non sono onnivoro col cibo, figuriamoci con le letture :)

    L’horror, invece, se ben fatto, è fra i miei preferiti.

  3. Cornetta Maria
    13 gennaio 2015 alle 15:17 Rispondi

    Personalmente non amo il genere ironico perché trovo più interessanti i drammi. Sarà la mia predilezione per la speculazione psicologica che mi allontana da letture simili? Chissà! Il genere fantasy deve avere un aggancio con la realtà altrimenti mi annoia. Adoro i thriller alla Agatha Cristie e concordo con Daniele su quanto siano noiose le letture su argomenti politici. Non leggo di tutto anzi sono molto selettiva e onestamente nelle librerie c’è tanto squallore e qualunquismo! Come ho sempre detto, indipendentemente dal genere, un autore deve avere un suo “marchio di fabbrica! “Non può essere come il nonnetto che racconta la storiella ai nipotini. Deve innalzare il livello culturale di chi legge.

    • Daniele Imperi
      13 gennaio 2015 alle 15:49 Rispondi

      Un fantasy realistico, quindi? Esiste il realismo fantastico, forse farebbe al caso tuo. Ma devo ancora trovare qualche opera da leggere.

  4. Cornetta Maria
    3 febbraio 2015 alle 15:57 Rispondi

    Un giorno, quando mio figlio riuscirà a trovare l’editore giusto (perchè qualche proposta l’ha già avuta) potrai soddisfare la tua curiosità. Realtà e fantasia si sposano benissimo: l’arte non si preclude nessuna sfaccettatura. E’ la massima espressione della libertà, come dico sempre! Uno dei suoi racconti s’intitola appunto CRIMINI TRA DUE MONDI e devi ammettere che intriga già così, senza conoscerne il contenuto. Un saluto al simpaticissimo Daniele.

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