Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Come scrivere storie originali su vampiri e zombi

Come scrivere storie originali su vampiri e zombi

Insomma, non penso che la scelta di personaggi e ambientazioni ab-usate equivalga necessariamente a un’opera poco originale, ecco Monia Papa su Identikit di uno scrittore vincente

Da questo commento ho iniziato a pensare alla possibilità di scrivere storie su personaggi come vampiri, zombi e altre creature mostruose con un pizzico di originalità, personalità anche, ché in giro, a quanto vedo, c’è solo un continuo ripetersi.

Tempo fa avevo letto Apocalisse Z, restandone molto deluso, una scopiazzata dei vari film sui morti viventi. Quando ho scritto Zombi Safari ho provato a fare qualcosa di diverso, anche se poi, alla fine, sempre zombi erano e sempre affamati di carne umana.

Riscoprire il mito

Per me il segreto è custodito nella storia, nella mitologia. È inutile pensare di poter creare qualcosa di nuovo osservando il moderno, l’attuale. Ciò che viene proposto oggi sui vampiri e gli zombi è soltanto frutto di una fantasia che ristagna, un brodo che viene riscaldato per l’occasione con l’aggiunta di qualche spezia esotica.

Che cosa sappiamo sui vampiri e i morti viventi? Tutto quello che sanno gli altri. Appunto: ecco l’errore, ecco il limite. Queste sono leggende popolari antiche: perché non riscoprirle e conoscerle più approfonditamente?

Due idee su nuove storie di vampiri e zombi

  1. Racconti e romanzi storici: ma intendo ambientati nel periodo in cui queste creature sono apparse per la prima volta.
  2. Ambientazioni geografiche diverse: queste creature, se non ricordo male, non fanno parte solo del mondo anglosassone.

Leggere almeno 10 storie su vampiri e zombi di 10 autori diversi

Ecco, secondo me “leggere dieci libri sui vampiri” e poi riuscire a scrivere qualcosa di originale sui vampiri non è impossibile, anzi. Si tratta di una sfida, certo, e come tutte le sfide non è semplice ma neanche irrealizzabile. Monia Papa su Identikit di uno scrittore vincente

In questo modo è possibile farsi un’idea di cosa è stato scritto. Leggere, ma anche vedere film: in fondo sempre storie sono e di un film va prima scritto un soggetto, cioè la storia che dovrà essere filmata.

Ho visto e letto forse oltre 10 storie di vampiri e zombi. Ma purtroppo sempre la stessa aria fritta era. C’era qualche elemento che si discostava, ma nulla più. Ecco allora la sfida, trovare un elemento forte da inserire che renda quella storia veramente unica.

Stephen King ci ha provato con Le notti di Salem: un romanzo che ho apprezzato ma che m’ha anche lasciato qualche perplessità. Però ha elementi diversi, come li ha il film Intervista col vampiro. Sugli zombi ci hanno provato con World War Z, ma non più di tanto.

Evitare cliché e mode del momento

Il vampiro sempre bello, la dolce fanciulla illibata che se ne innamora, il cacciatore di vampiri, ecc. E il Male che vince sul Bene – anche se non in tutte le storie è così. Anzi, se si tratta di un horror, allora non può vincere il Bene, vi pare?

E lasciate stare improbabili matrimoni misti fra umani e soprannaturali e gelosi licantropi comanche. Ci manca solo un vampiro vegetariano e avremo raggiunto il limite.

È possibile per voi scrivere storie originali su vampiri e zombi?

Che elementi e consigli potreste aggiungere?

31 Commenti

  1. Moonshade
    19 agosto 2014 alle 11:57 Rispondi

    Ciao! Che articolo carino *-*
    Condivido tuttissimo quello che hai scritto, complice la serata cinema di ieri coi nuovi cartelloni su una roba che si chiama “accademia dei Vampiri”, che proprio no. A me come genere di personaggi il Vampiro piace – se fatto in un certo modo- e i miei tendono sempre ad essere più Highlander, per la visione dell’immortalità/ Blade perché è divertente che Meyer-Rice. Per me il Vampiro ha due problemi: il primo è che siamo in pochissimi che hanno lo sbatti di aprire un libro di folklore e leggerlo quando è più facile guardarsi un film; il secondo è che imperversa da sempre la fascinazione di Dracula, e spesso si tende a emularlo senza comprenderlo o considerarlo troppo vecchio. Il terzo problema, che però è comune a tutti i “mostri” ormai da 15 anni a questa parte soprattutto in Italia è che vengono strabusati come ‘allegoria’ dell’adolescenza e farciti di cavolate che non hanno il minimo senso {per me non ha senso creare un personaggio immortale che ha vissuto gli ultimi 300 anni in Europa e non ne sente il peso perché è attratto dalla Marysue della protagonista}, oltre a ripetere il cliché della storia melò che, personalmente, per come sono non-trattate le figure femminili, mi danno i nervi. Ho provato a sottoporre io un mio lavoro proprio sui vampiri e altre creaturine nostrane, e senza nemmeno leggere la sinossi i commenti sono stati “basta vampiri innamorati/ non possono esistere vampiri, zombie, altre creature tutte assieme/ Se però è troppo violento non va bene perché le ragazze non possono scrivere certe cose”. Questa è stata più o meno la mia brevissima esperienza con qualche editore. Non dico che i miei scritti saranno diversi e unici, ma ho preferito mantenere il clima horror e molta documentazione senza considerare in alcun modo elementi del melò, e riservare la parola “amore” a personaggi adulti. Ho un personaggio che arriva dai Carpazi, e ho scoperto poi che usare il termine “Carpatico” siamo solo io e i Ghostbusters, perché in una saga da romanzetti appena arrivata in Italia è stato tradotto come ‘carpaziani”. Per gli Zombie… sono stati rivoluzionati da Romero, e da allora purtroppo a parte la fisionomia cambia poco. Ma gli Zombie piaceranno a tutti sempre perché sono storie di sopravvivenza, immagino.

    • Daniele Imperi
      19 agosto 2014 alle 13:15 Rispondi

      Grazie :)
      Non ho capito perché le ragazze non possono scrivere certe cose…
      Sui problemi dei vampiri concordo. E anche sugli zombie ci sarebbe da lavorare su per dare una botta di novità.

      • Moonshade
        19 agosto 2014 alle 13:48 Rispondi

        Perché purtroppo alcuni stereotipi sono duri a morire, soprattutto in persone che magari hanno una certa età. Durante le fiere dei libri e dei fumetti mi capita sempre che il venditore mi piazzi in mano shojo manga {i manga per ragazze}o libri ‘rosa’ mentre sto cercando altro; una volta ho avuto a che fare con una standista piuttosto convinta nel darmi solo libri romantici – che leggo, eh, ma non se sto cercando un altro genere!-, e quindi ho abbandonato il suo tavolo. Quindi alcuni pensano che “non sta bene”, le donne scrivono cose rosa per le donne e gli uomini thriller per uomini. Purtroppo a volte capita e, restando in tema horror, si pensa che le ragazze debbano scrivere pseudotwilight {come mi era appunto stato chiesto da questo individuo al riguardo del mio: “perché non è così? quello vende, sei una ragazza, scrivi quello, no?”}. Sugli Zombie davvero, forse è l’unico mostro che non saprei come raccontare se non con un survival. Però credo che alla fine la storia può anche essere semplice, ma dipende come la affronti :)

      • mk66
        19 agosto 2014 alle 14:57 Rispondi

        Infatti, perché?
        Il primo libro di Anne Rice non è male (e lei dovrebbe essere una donna, da quanto risulta dalla sua biografia)
        Poi ha ampliato la saga e la brodaglia si è rovinata (per me, almeno) ma il suo primo libro non era affatto male.

        • Moonshade
          19 agosto 2014 alle 19:02 Rispondi

          Anne Rice ha scritto storie molto introspettive con relazioni strane e per lettrici mature per capire almeno la metà delle parole che usa, ed è statunitense: se tu levi il fatto che Lestat è un vampiro, la storia non cambia di molto: resta uno psicopatico che si instaura a casa di un altro più emotivo e debole e lo asservisce instaurando un legame malato, e questa secondo me è stata la chiave del suo “botto” e della sua genialità: è psicologia e creazione approfondita di un personaggio, che poi è deragliato quando ha cominciato a infarcire di cose troppo grosse. Io scrivo di situazioni molto diverse in cui l’elemento fantahorror è molto più pesante e da cui non si può scindere, e ho riferimenti diversi {Highlander, che avevo già nominato, per l’idea di come si vive nei secoli} e non ho parlato con editori statunitensi, che macinano questo genere da 40 anni, ma con italiani che si sono accorti che esiste da 8 e lo considerano una cosa secondaria. Se la mia storia prevede che l’elemento soprannaturale sia da affrontare a fucilate, e non a baci e appuntamenti facendolo cadere nell’ordinario, per alcuni è strano. Mi rendo conto che è uno stereotipo che detto così è strano nel 2014, ma quando ti capita quell’unica volta ti lascia un po’ stranita; per fortuna esistono tante persone come te che se ne meravigliano :) Fa parte della stessa classe di stereotipi che poi deraglia nello stipendio più basso -e mi è capitato pure quello, disegnando- e nel ritenere non idonea una ragazza nel fare una certa mansione -in questo caso il trattamento di un certo genere narrativo. Però è un discorso molto diverso da quello del vampirismo, per cui magari se vuoi lo si continua un’altra volta xD

  2. LiveALive
    19 agosto 2014 alle 12:33 Rispondi

    Non hai preso anche un poco di ispirazione da quello che ho scritto su Boktai?

    Vedi, la creatività è qualcosa di molto complesso. Leopardi diceva che oggi è impossibile scrivere qualcosa come l’Iliade perché, anche sè se ne crea esse una versione più perfetta, non potrebbe più essere “fresca”.
    Sì, i genii antichi infatti inventavano gli elementi da zero, ma per noi moderni è molto difficile essere così creativi da inventare elementi. Più probabilmente ci limiteremo a ri-combinare elementi già esistenti.
    Per esempio, due stereotipi: il cowboy e il vampiro. Dalla fusione nasce Red Ringo, dal secondo Boktai:
    http://img4.wikia.nocookie.net/__cb20091213182532/boktai/images/8/82/Ringo.jpg
    Oppure, altre due: il vampiro e i mech giapponesi. Fondiamo, ed ecco Stoker da Lunar Knights:
    http://guidesmedia.ign.com/guides/695637/images/lunark_001.jpg

    Questi sono esempi estremi, ma è un buon modo per stimolare la creatività. Altre volte invece basta cambiare uno degli elementi in gioco. Per esempio, ogni notte di luna piena Caio si trasforma in un gelataio mannaro, e va in giro sbavante in cerca della coppa del nonno, di una scorta di cornetti, o quanto meno un ghiacciolo.

    Come vediamo è più facile scrivere qualcosa di originale nel comico che nel serio. Infatti il comico nasce anche dal deludere una aspettativa, e così uno si aspetta che con la luna piena caio diventi un lupo, e invece no, un gelataio. Ma una simile rottura nel serio può far storcere il naso, appunto perché dal mannaro io mi aspetto diventi un lupo e basta.
    Però in alcuni casi si riesce a fa qualcosa di originale E “serio”. Alcune volte, addirittura, basta prendersi dannatamente sul serio qualsiasi cosa si scriva: se si usa un linguaggio giusto, anche il lettore finirà per sentire la cosa come seria.

    È strano da dire, ma credo che l’originalità sia più importante nei generi non-fantastici. È vero, l’originalità nel fantastico è il cardine assoluto, senza l’originalità si ripetono sempre le stesse cose noiosissime… Ma per sua natura il fantastico può contenere un gran numero di idee diverse, e per questo é più facile inserire un elemento di originalità senza creare qualcosa di ridicolo o inverosimile. In un genere “realistico” invece è molto più difficile trovare degli elementi di originalità che non rovinino l’effetto complessivo. Almeno questo secondo la mia esperienza: infatti tuttora non riesco a creare una trama decente e non-banale…

    P.S.: ma certo che siamo idioti, eh! È possibile che il vampiro di Nosferatu sia più originale di quelli che si vedono oggi?

    • Daniele Imperi
      19 agosto 2014 alle 13:17 Rispondi

      Boktai? Ora mi sfugge…

      • LiveALive
        19 agosto 2014 alle 13:22 Rispondi

        Immagino XD è una serie di videogiochi di Kojima.

  3. Alessandro Cassano
    19 agosto 2014 alle 13:26 Rispondi

    A una storia “forzatamente originale”, con improbabili variazioni sul tema, preferirei sinceramente un racconto in vecchio stile, ma onesto fino all’ultima pagina. Per “onesto” intendo un omaggio al genere e non una scopiazzatura. Una reinterpretazione fatta con intelligenza.

  4. Francesca
    19 agosto 2014 alle 13:57 Rispondi

    Alessandro Cassano
    A una storia “forzatamente originale”, con improbabili variazioni sul tema, preferirei sinceramente un racconto in vecchio stile, ma onesto fino all’ultima pagina. Per “onesto” intendo un omaggio al genere e non una scopiazzatura. Una reinterpretazione fatta con intelligenza.

    Tuttto sommato condivido questa opinione. Ho smesso di leggere storie di vampiri dopo Stoker e qualche libro di Anne Rice, gli unici che secondo me avessero in uguale proprorzione sensualità e terrore, umanità e mostruosità, senza eccedere nè da una parte nè dall’altra. Se uno scrittore è bravo, può produrre piccoli gioielli anche senza discostarsi molto dalla tradizione. Tutte le porcherie che hanno devastato il genere horror in questi ultimi anni sono, in un certo senso, “originali” rispetto al passato, ma un’originalità di cui posso fare a meno volentieri, a cui preferisco di gran lunga il canone dello zombie, il canone del vampiro.
    Comunque, condivido la proposta di ricercare nuove ambientazioni o nuove tradizioni sulla figura degli zombie o dei vampiri. Certo, sarebbe ancora meglio se fossero scrittori di quei posti o di quelle culture a portarci la loro versione :) non per principio, ma perchè penso che vivere in un determinato contesto sia tutt’altra storia che fare “semplice” ricerca sui libri.

    • LiveALive
      19 agosto 2014 alle 14:57 Rispondi

      E Sheridan le Fanu, non l’hai letto?

  5. mk66
    19 agosto 2014 alle 14:54 Rispondi

    Vampiri? Che posso dire io in merito a tal argomento? :D

    La leggenda è antichissima, risale all’alba dei tempi (o alla notte dei tempi, visto l’argomento) ed è ben radicata nella memoria collettiva di tutte le popolazioni europee, specie se originarie dell’area mediterranea e slava, quindi chiunque di noi la dovrebbe conoscere abbastanza bene.
    Purtroppo, sono effettivamente stra-(ab)usati sotto tutte le tipologie, tranne che quella “realistica” ed effettiva: sono morti insoddisfatti, alieni crudeli, eterni adolescenti strafighi, seduttori perfetti, eccetera, con solo un dettaglio quasi insignificante di una dieta piuttosto particolare… No!
    Non è così: i vampiri sono morti, cadaveri putrefatti esattamente come gli zombie (anzi, anche peggio: uno zombie viene fatto risorgere dalla magia poco dopo la morte, per evitare proprio i danni da putrefazione: solo in certi ambienti ha senso la mano zombie che si muove da sola verso il suo obiettivo, per poi trascinarlo verso la testa mozzata, a portata dei denti) e come tutti i cadaveri putrefatti, hanno elementi di altissima ripugnanza sia per l’incauta vittima che per il lettore medio. Elementi che vengono celati mediante magia/ipnosi/poteri occulti/eccetera, ma che comunque esistono, e ricompaiono proprio nell’ultimo istante prima del morso fatale.
    Perchè, in fondo, per costoro gli esseri umani non sono altro che bestiame d’allevamento, cibo, null’altro!
    Il vampiro vero non si innamora della ragazzetta (resto in ambito “hollywoodiano” con vampiri seduttori e ragazzette pronte a donar loro tutto, sangue compreso, ma ovviamente vale lo stesso anche per la versione opposta: affascinanti vampire e ragazzetti sfigati… o per qualsiasi situazione intermedia, al di là dei risvolti cinematografico-sessuali), la seduce esclusivamente per poterla mordere, per nutrirsi di lei, del suo sangue. Nient’altro: non potrà mai esserci altro, dato che il vampiro è morto, e sono quindi morte anche le sue funzioni riproduttive. Non a caso, per “riprodursi” il vampiro deve “creare” altri vampiri, e come lo fa? Ammazzando gli esseri umani che ha prescelto, e trasformandoli immediatamente prima della morte (non basta morire dissanguati da un vampiro per trasformarsi: bisogna adempiere un rituale in cui si beve il sangue del vampiro stesso prima di morire)

    E con tutto questo fiume di parole, cos’ho poi detto? Nulla!

    In realtà, se volete leggere storie di vampiri realmente coinvolgenti, personalmente consiglio di evitare gli scrittori “occidentali” e “anglofoni” e le storie post-Dracula (senza nulla togliere al principale vampiro moderno, che si legge tranquillamente sotto diverse chiavi di lettura e che ha di fatto dato origine a ogni genere di vampiro che l’ha seguito) sono molto più affascinanti (per me) di quanto è uscito dopo, e addirittura ho letto diverse storie originarie dei paesi dell’Est Europa che ricalcano il mito molto meglio e sono indubbiamente più “realistiche” (per quanto possa essere usata tale parola nel contesto) di Interviste, diari di Cacciatori/trici e Crepuscoli sbrilluccicosi vari.

  6. Claudia
    19 agosto 2014 alle 15:41 Rispondi

    Hanno voluto rendere la storia classica dei bevitori di sangue un po’ più originale, (secondo le loro intenzioni) discostandosi dallo stereotipo, facendo del più riuscito personaggio che mai fantasia umana abbia generato, un essere che scintilla al sole e feconda giovincelle a suo piacimento.
    Cavolo! Quanto mi son girate le rotaie appena ho letto un simile abominio. :(
    Cosa si potrebbe scrivere di originale su un vampiro?
    Vediamo…
    gira x il mondo dei vivi alla ricerca non dell’eternità, ma di una possibile porta temporale che lo conduca per sempre nell’altro regno. (Diciamola tutta, ne ha piene le scatole di questo mondo)
    Non sopporta la stupidità umana e cerca di starne il più lontano possibile per non esserne contagiato.
    Idem dicasi per le scialbe ragazzine in piena tempesta ormonale e senza ombra di giudizio.

    Stessa cosa vale per gli zombi.
    Sono stati sempre rappresentati come i non morti che in piena fase di putrefazione sgusciano via dalle tombe per respirare una boccata d’ossigeno sulla terra, e magari, mangiare un cervello possibilmente un po’ più grande di quello che possiede la maggioranza dei comuni mortali.

    Un finale?
    Muoiono di nuovo… per la fame :)

  7. LorisWave
    19 agosto 2014 alle 21:42 Rispondi

    Le leggende  sui vampiri sono innumerevoli e ci sarebbe tantissimo materiale su cui lavorare se si vanno a riscoprire le antiche credenze specialmente dell’est europeo,  senza contare che ci sono figure simili anche nella mitologia orientale. Io sono molto legato alla figura romantica lanciata da Bram Stoker ed alla sua trasposizione cinematografica,  non a caso il mio simbolo è il pipistrello, e perciò non mi allontanerei da questa figura, ciò nonostante credo si potrebbe costruire qualcosa di originale anche su questo è vi propongo qualche input:
    L’immortalità.
    Il vampiro è un essere quasi immortale,  ha vissuto ere passate ma potrebbe anche essere presente in un lontano futuro.  Il dramma di vedere tutto che invecchia intorno è un tema che potrebbe essere sviluppato,  la storia raccontata attraverso i sui occhi,  scegliete voi se lo volete buono che piange i danni fatto dall’uomo o se cattivo ed artefice di molte umane tragedie.
    Pensate alla difficoltà in un futuro digitalizzato di dover morire e riapparire altrove già adulto,  la difficoltà di spostare i soldi da un conto in banca all’altro e giustificare spese e incassi.  Perché non buttarla sul tragicomico tra la ricerca di un lavoro notturno in una società dove di lavoro non ce n’è  e il conservare i propri guadagni ad ogni morte.
    La diversità
    Il vampiro è un mostro, un diverso.  La difficoltà di vivere nella nostra società diventa metafora di tutti coloro che non possono o vogliono adeguarsi ai cliché. Ma in una società moderna,  anticonformista, potremmo anche farlo uscire dall’anonimato e imparare a conviverci,  anzi sfruttarlo visto alcune sue doti.  Ed allora al massacro in guerre volute da altri dove anche lui può morire o intrappolato in un laboratorio come cavia nel tentativo di estrarre potenza ed immortalità per tutti.
    La società
    I vampiri hanno vinto,  loro hanno il potere e l’uomo è solo bestiame da coltivare per la produzione di sangue.  Qui si apre una serie di scenari, dalla lotta per il potere tra essere poi non tanto dissimili, il rischio di estinzione della razza immortale dovuta a la carestia di esseri umani vittime di  una malattia sconosciuta, costruire metafore della nostra stessa civiltà evitando il pianeta delle scimmie naturalmente.
    L’amore
    Credete che sia facile amare se si è un vampiro,  voi siete la personificazione del male e della morte,  lei è la vita, la luce,  la speranza. Non è una storia semplice,  altro che Romeo e Giulietta,  qui non ci sono solo le famiglie ma tutta la società  e madre natura che si oppongono e voi cosa fate?  Vi dichiarate e la condannate ad una vita di sofferenza,  perché  è  ovvio che lei si innamorarebbe di voi,  o ne diventate angelo custode invisibile fino a sacrificare la vostra stessa vita immortale perché lei,  sempre in mezzo ai casini,  possa continuare ad invecchiare?

    Infine ricordate il finale de “Il club dei mostri”, l’essere umano ha tutti i diritti di essere uno di loro.

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2014 alle 19:26 Rispondi

      Idee interessanti, tranne quella sull’amore :)
      Potresti provare a svilupparle.

  8. Giordana
    19 agosto 2014 alle 22:55 Rispondi

    Sono convinta che sia possibile. Difficile (e ancor più difficile trovare un editore), ma possibile.
    Un bell’esempio che ho letto da poco è il racconto “Un vampiro tra i limoni” di Karen Russell, pubblicato su un’antologia omonima edita da Eliot.

  9. Carlo A.
    21 agosto 2014 alle 11:54 Rispondi

    Confermo. Anch’io sono afflitto dalla “zombite” non posso fare a meno di collezionare libri ed ebook su questo argomento. Non tanto gli zombie, ma quanto le ricostruzioni pre/post apocalittiche dove sono ambientati e la successiva lotta per la sopravvivenza, che molte volte lasciano insoddisfatti.

    In effetti non si fa quasi mai riferimento alla nascita del fenomeno o ad ambientazioni diverse. Speriamo di non cadere nel tranello della banalità e della stereotipicità.

  10. Oreste
    25 agosto 2014 alle 15:27 Rispondi

    Ciao Man!
    Io è un po’ di tempo che ho voglia di scrivere un racconto con degli Zombie, ma dopo cinque minuti di riflessione, cambio idea.
    E’ vero che non ci sono limiti alla fantasia, ma credo che per questo genere di personaggi, oramai le idee sono sempre le stesse; anche sforzandoci, non è che venga fuori chissà cosa di nuovo. Lo ambienti nel futuro, su delle nuove colonie in un nuovo pianeta sul quale la razza umana si sta espandendo, alla fine lo Zombie si mangia sempre carne umana. Lo zombie è quello, non possiamo fare altro.
    Vampiri? Forse qui c’è più campo d’azione. Un bel Western con vampiri che si nutrono del libero arbitrio umano al posto del sangue; mmm… e generano una nuova generazione di Zombie, ma non intesa come non morti. Interessante…
    Ok, la smetto, vado a bere.
    Un abbraccio man!

    • Daniele Imperi
      25 agosto 2014 alle 18:09 Rispondi

      Ciao Oreste. Io ho una storia zombie originale e devo decidermi a scriverla. La pubblicherò qui.

      • Oreste
        25 agosto 2014 alle 22:54 Rispondi

        Grande! Io mi sa che lavoro all’idea scritta sopra :)

  11. Sara
    23 aprile 2015 alle 17:30 Rispondi

    Per le fondamenta della mia storia (ancora non completa) mi sono basata – a parte le antiche leggende – sulla lettura dei libri classici.
    Sono passata da Stoker ad Anne Rice, ma di questa autrice soltanto Intervista col Vampiro ha saputo catturarmi. Il resto dei libri, seppur scritti bene e originali, si incentrano troppo sulla figura di Lestat, almeno secondo il mio parere. Pur avendo altri protagonisti, lui è sempre lì.
    La saga della Meyer è meglio non citarla. Ha rovinato la figura sanguinaria e maledetta del vampiro, dunque di conseguenza, non è da considerare nemmeno come un testo che possa darti dritte.
    Dunque, detto ciò, potete consigliarmi qualche libro che potrebbe essere oltre una buona lettura, una fonte d’ispirazione?
    Purtroppo non ne ho trovati molti e non so davvero cosa cercare.

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 17:33 Rispondi

      Io ho letto soltanto Dracula, Il vampiro di Polidori e Carmilla di Le Fanu. Ho però comprato “Trattato di vampirologia” di Van Helsing.
      Se sai leggere in inglese, cerca qualche saggio o romanzo in quella lingua.

  12. Sara
    23 aprile 2015 alle 18:09 Rispondi

    I primi due li ho sentiti accennare ma del terzo non ne sapevo nemmeno l’esistenza. Grazie mille per le dritte. Spero di reperirli in biblioteca. :D

  13. Elisa
    23 aprile 2015 alle 22:52 Rispondi

    sto lavorando a storie con vampiri e lupi mannari, nella stessa ambientazione, ma in due storie diverse…

    il vampiro ti permette anche un’altra scelta: il romanzo storico nell’epoca moderna. Nel senso che permette di fare dei piccoli affreschi storici.
    Mantenendo lo stesso personaggio si può esplorare la storia, a proprio piacimento. la rivoluzione francese, per la mia vampira è “roba dell’altro ieri”. Non è necessario portare tutta la storia nel passato, ma gestendo i flashback…

    • Daniele Imperi
      24 aprile 2015 alle 08:47 Rispondi

      Ciao Elisa, benvenuta nel blog. I vampiri sono immortali, quindi hai questo vantaggio, è vero. Il difficile è scrivere una storia che non sia stata già letta.

  14. Loris
    24 aprile 2015 alle 08:54 Rispondi

    Io, 20 anni fa avevo comprato questo: http://www.newtoncompton.com/libro/978-88-541-1635-1/storie-di-vampiri, non tutti i racconti sono validi ma su 70 qualcosa di buono c’è, e sopratutto ci sono 70 cose da evitare.

    • Daniele Imperi
      24 aprile 2015 alle 09:10 Rispondi

      Ciao Loris, benvenuto nel blog. Ci sono autori validi come Stoker e Doyle, neanche le loro storie ti sono piaciute?

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.