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Storia che scrivi, stile che usi

StilePuò uno scrittore cambiare stile in funzione della storia da raccontare? Oppure ogni storia va narrata con lo stesso stile?

Secondo me ogni genere narrativo va scritto con uno stile differente. Lo scrittore deve tenere presente due aspetti fondamentali della sua storia:

  1. il genere letterario;
  2. il lettore a cui è rivolta.

Se scrive un racconto horror non potrà usare lo stesso stile di una storia drammatica o di un romanzo d’avventura per bambini.

Ho sempre creduto che lo stile – anche se forse non è proprio corretto parlare di stile – debba adattarsi alla storia, che sia la storia a richiedere un approccio particolare per la sua narrazione.

Un racconto horror deve destare sensazioni ed emozioni che inquietano il lettore – o almeno è a questo che deve puntare lo scrittore e non è detto che ci riesca – mentre una storia fantasy deve essere evocativa, epica, deve destare stupore e fascino.

Una fiaba vuole un approccio diverso, una storia d’amore un altro ancora e così via. È in grado lo scrittore di farsi trasportare dalla sua storia? È in grado di adattare la sua scrittura in base a ciò che sta narrando?

È questo che tento di fare ogni volta che mi accingo a scrivere un racconto. Mi studio lo stile da usare, cerco le giuste combinazioni di parole e gli effetti delle frasi in funzione della mia storia.

Dalla scrittura deve trasparire l’atmosfera giusta. E ogni storia ha una sua atmosfera. Ogni storia, quindi, va raccontata con una scrittura dedicata.

Pensate anche voi che questo sia il modo giusto di procedere? E vi vengono in mente scrittori che si comportano a questo modo?

4 Commenti

  1. Romina
    29 agosto 2011 alle 08:47 Rispondi

    Secondo me, lo stile è qualcosa che connota un certo autore e quindi non dipende molto dal tipo di testo scritto, forse, anche perché spesso gli autori si concentrano su un solo genere, ma non solo. Io, infatti, scrivo un po’ di tutto (dalle poesie ai romanzi, dai racconti alle fiabe) ma non cambio stile da un genere all’altro. Ovviamente uso tecniche diverse, metodologie di approccio con il lettore diverse, termini diversi, enunciati diversi, ma il mio stile resta invariato. Lo stile per un autore, secondo me, è una sorta di firma, è quel qualcosa che non saprei definire che fa capire che quel testo è proprio di quell’autore. Lo stile é qualcosa da affinare e migliorare, una strada difficile, ma una bandiera sotto la quale combattere ogni “battaglia” creativa. è un po’ come per i fumettisti che scelgono un determinato tratto che è presente in ogni loro personaggio o un particolare che compare in ogni loro vignetta… Certo, questa è solo la mia opinione e probabilmente lei, che ha più esperienza di me, avrà ragione, però, ho pensato fosse utile inserire in questa discussione un diverso punto di vista.

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