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Una storia dʼamore fa vendere di più?

Storia d'amore

Nel post “Elementi base del romanzo” Lisa parlava di quanto è emerso nel coso di scrittura che ha frequentato. È quindi venuto fuori che ogni romanzo che faccia vendere deve avere allʼinterno 3 trame, di cui una è la storia dʼamore. E non parliamo del classico romance.

Se vogliamo che i nostri romanzi vendano, allora dobbiamo inserirvi una storia dʼamore.

Vi suona bene?

A me no.

La distinzione era fra romanzo letterario e romanzo commerciale. Nel secondo caso dobbiamo seguire certe regole, quindi dobbiamo inventarci una qualche storia dʼamore, che crei curiosità e anche una certa tensione.

Ho deciso allora di controllare i romanzi letti negli ultimi due anni per vedere quanti avessero una ben chiara storia dʼamore allʼinterno. Su 71 romanzi soltanto 17 avevano una storia dʼamore, quindi solo il 24%. Ma non tutte queste storie dʼamore hanno creato tensione, anzi talvolta erano solo brevi accenni o parentesi.

A chi interessano le storie dʼamore?

Sono piuttosto convinta che alla maggior parte delle donne piaccia un libro con una storia dʼamore. Lisa su “Elementi base del romanzo”.

Ne sono convinto anchʼio. Ma alla maggior parte degli uomini? Non credo. Uomini e donne hanno gusti diversi, anche letterari. Qualcuno combacia, ovviamente, ma in genere uomo e donna sono diversi in tutto e non potrebbe essere altrimenti.

A me non interessa accontentare “la maggior parte delle donne”, a me interessa un pubblico fatto di lettori, uomini e donne.

A chi interessano le storie dʼamore? A me, detto senza mezzi termini, annoiano. Le sopporto nei romanzi se sono velate e non prevedibili, come invece mi è capitato in Estinzione di James Rollins dove il solito belloccio di turno finisce con la solita gnocca di turno. Direi che possiamo fare a meno di queste banalità fritte e rifritte.

Ma Estinzione è un romanzo commerciale, anche se ha unʼappendice scientifica interessante. Non demonizzo la letteratura commerciale, ne leggo tanta anche io.

Anche Leviathan, il risveglio è un romanzo di fantascienza commerciale, ma non ha storie dʼamore.

Perché una storia dʼamore fa vendere di più?

Ho cercato molto online, ma non ho trovato scritto da nessuna parte che un romanzo debba avere una storia dʼamore allʼinterno per vendere di più. Ho cercato in inglese e con varie chiavi di ricerca. Nulla. È quindi unʼopinione personale di quellʼautrice, Kathryn Para.

Sappiamo ormai tutti che in un romanzo non è importante solo la trama ma anche le sottotrame, quindi sta allʼautore, anche in base alla storia e ai suoi personaggi, inserire una storia dʼamore. E va bene così.

Ho voluto dare unʼocchiata ai romanzi in progetto per vedere se avevo in mente di inserirvi delle storie dʼamore e correre così subito ai ripari. No, scherzi a parte, ecco la situazione:

  • PU: ce nʼè una, confesso. Ma passa quasi inosservata
  • K: nessuna storia dʼamore
  • IC: nessuna
  • DBR: nessuna
  • M: nessuna
  • B: ancora da definire, potrebbe esserci
  • SeR: nessuna

Nel mio racconto in stesura per il self-publishing cʼè. Quindi allʼorizzonte non ho best seller. Me ne farò una ragione.

Il vizio di creare matrimoni

Forse la questione va vista da un altro punto di vista. La massa tende ad accoppiare i personaggi di una storia, perché lo fa anche con le persone. Non ditemi che non vi è mai capitato di essere spronati a fidanzarvi con Tizio o Caia. A me sì, purtroppo, ma ora reagisco con un sano *** a queste intromissioni nella mia vita privata.

Alla gente piace creare matrimoni nei libri. Confessatelo, piace anche a voi. Nella letteratura di consumo bisogna accontentare la massa e dare ai lettori ciò che vogliono.

E la massa urla a gran voce: storie dʼamore!

Una storia dʼamore fa vendere di più, secondo voi? Osservate i romanzi letti negli ultimi due anni e quelli in progetto e ditemi cosa avete trovato: quanto rosa contengono?

56 Commenti

  1. Lisa Agosti
    10 dicembre 2015 alle 07:12 Rispondi

    Grazie per il link Daniele! E bella foto! :D

    Leggendo il tuo post mi è venuto in mente che l’insegnante del corso prima di scrivere fiction ha scritto sceneggiature per il teatro e il cinema; mi sono messa a pensare ai film e alle serie TV che ho visto e sto seguendo e fatico a trovarne anche uno solo in cui non ci sia una storia d’amore, almeno secondaria.

    Sarebbe interessante, se hai tempo e voglia, e in base al fatto che abbiamo gusti diametralmente opposti, sapere se la tua percentuale cambierebbe includendo nella classifica anche i film e le serie TV che hai visto negli ultimi due anni.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 12:40 Rispondi

      Io seguo queste serie TV:
      Castle, e c’è la storia d’amore
      Criminal Minds: non c’è
      NCIS: non c’è
      Ogni ci scappa qualche flirt, ma nessuna storia d’amore che resti impressa.
      I film io tendo a dimenticarli presto… manco mi ricordo che vado a vedere al cinema. The Martian ne ha una, ma compare in una mezza scena. Non ricordo che altri film sono andato a vedere.
      Grazie del complimento alla foto… che è una MIA vecchia vignetta, che QUALCHE LETTRICE in fondo NON ha apprezzato :D

  2. nani
    10 dicembre 2015 alle 07:17 Rispondi

    Non e’ tanto creare matrimoni, ma far vivere e rivivere la fase dell’innamoramento. E funziona meglio se l’amore e’ ostacolato.
    Leggo un romanzo per la sottotrama d’amore o lo considero migliore se trovo la storiella d’amore?
    Mai. Se voglio una storia del genere vado a cercarmi un vero romance, possibilmente non troppo porno, ehm… erotico. :D Ho letto una cosina leggera qualche giorno fa e mi ha divertita a tratti, a tratti irritata per la descrizione del bacio passionale. Secondo l’autrice, esso e’ in qualche modo legato alla pulizia orale: lingue che sguazzano tra denti, gengive, palati… mah…
    Ci infilo storie d’amore nelle mie cose?
    Si’, ma sempre e solo se e’ funzionale alla storia.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 12:42 Rispondi

      Sinceramente delle fasi dell’innamortamento a me non frega nulla. Intendo di farle rivivere nei libri.
      Beh, sulla pulizia orale ha ragione: tu baceresti uno che non si lava i denti da due mesi? :D
      D’accordo sulle storie d’amore che siano davvero funzionali alla storia.

      • Ulisse Di Bartolomei
        10 dicembre 2015 alle 16:15 Rispondi

        Certo che lanciata un’idea, di ricordi ne affiorano parecchi… Dieci anni fa circa, fui “corteggiato” da una cara amica di età compatibile e buon partito in tutti i sensi ma… usava baciare i suoi cani sulla bocca! Siccome i cani toccano le tracce biologiche a terra… ecc… ecc… insomma si capisce. Io sono debole di stomaco… Alla lunga pure l’amicizia fini. Forse questo aneddoto non dovevo raccontarlo, ma se ne sentono tante…

        • Daniele Imperi
          10 dicembre 2015 alle 16:20 Rispondi

          Hai fatto bene a raccontarlo, a me la cosa risulta disgustosa, quindi ti capisco benissimo.

  3. Serena
    10 dicembre 2015 alle 08:04 Rispondi

    A me invece la foto non piace, è terribile 😣 Io scrivo storie d’amore, credo. Amore in tutte le salse, canino e felino pure. Non mi riconosco nel romance, ma in tutte le mie storie c’è una storia d’amore, anzi, è centrale 😁. Quanto venderò ve lo saprò dire (se riuscirò a riscrivere Cristallo).

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 12:44 Rispondi

      Con te, infatti, poi faremo i conti riguardo alla foto ;)
      Per essere romance deve avere certe caratteristiche. Cristallo, a quanto ho capito, non lo è.

  4. Barbara
    10 dicembre 2015 alle 08:48 Rispondi

    Ahja…
    Io sono della scuola di Jane Austen, mentre prenderei volentieri a pugni Shakespeare (troppo facile farli morire, successo assicurato). Sono un sagittario e come cupido imbraccio l’arco tutto il santo giorno. Ergo si, mea culpa, se non c’è storia d’amore, anche solo accennata, anche un breve palpito, non fa per me. Sono di quelle che organizzano appuntamenti al buio agli amici? Giammai, quella è n’altra cosa, a filo della maleducazione.
    Avrei letto il Signore degli Anelli se non ci fosse stato Grampasso-Aragorn innamorato dell’elfa Arwen? Forse si, ma gli sarebbe mancato qualcosa.
    Per come la vedo io, l’amore, in tutte le sue sfaccettature e forme, fa parte della vita. Anzi, non ci sarebbe vita senza, dato che l’essere umano non si riproduce per mitosi. Caratteristica prettamente femminile leggere storie velate di rosa? Uhm, no. Romanzi rosa si sono prettamente femminili, ma le storie d’amore in generale, color pesca, no. E’ stato strano conoscere alquanti maschietti che abbiano letto la saga di Twilight, romanzo d’amore in primis, scritto in prima persona femminile. Eppure ci sono e non adolescenti, ma della mia veneranda età. E’ ancora più strano che le 150 sfumature siano state lette da mio padre prima che da mia madre (non se ne salva uno in famiglia…). E beh, conosco un signore cinquantenne che scrive romanzi erotici, che cercano di nascondere la storia d’amore che ha in mente.
    Insomma, sposo (arridaje…) l’opinione di Lisa! :)

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 12:47 Rispondi

      Sì, hai ragione, l’amore fa parte della vita, ma una storia può benissimo funzionare senza parentesi amorose. Esistono scorci della vita di una persona senza amore e innamoramenti. Magari stai scrivendo un evento accaduto in una guerra.
      Dopo aver visto Twilight al cinema, ho deciso di non leggere quei romanzi :)

      • Barbara
        10 dicembre 2015 alle 12:54 Rispondi

        SACRILEGIO!!!
        Mica perchè non vai a leggere Twilight…ma cavoli, giudicare un libro da un film?? Dovresti saperlo che il film sta alla fetta d’insalata come un libro sta ad un triplo bacon cheese burger con salse vulcaniche!!! Eh!!!
        Tra parentesi, il primo film è il più brutto, il più insulso, quello che più si discosta dal libro. Un riepilogo smangiucchiato. Da rifare proprio.

        • Daniele Imperi
          10 dicembre 2015 alle 13:02 Rispondi

          Non è questione di giudicare un libro dal film, ma di aver distorto l’immagine dei vampiri (vegetariani: ridicolo davvero) e comunque è una saga che non mi interessa, proprio perché tutta basata sull’amore fra lei e lo pseudovampiro.

          • Barbara
            10 dicembre 2015 alle 13:22 Rispondi

            Quella è la foglia d’insalata.
            Si, lo so, sta cosa dei vampiri vegetariani disturba molti puristi del fantasy…
            Ma bisogna pur inventarsi qualcosa di nuovo ogni tanto…sempre con sti vampiri sporchi di sangue, sempre sti lupi mannari con la luna storta, sempre con sti zombie a sporcare i cimiteri…suvvia! ;)

  5. ombretta
    10 dicembre 2015 alle 09:21 Rispondi

    Foto bocciata! Credo che inserire storie d’amore come sottotrama, o trama, serva a dare maggiore credibilità ai personaggi. In fondo, sono o non sono i rapporti interpersonali a far muovere le storie? Fanno parte della vita… se commercialmente funziona di più un romanzo con una piccola storia sentimentale, secondo me sì, ma non credo sia da considerare la principale motivazione per la quale si è comprato.
    Personalmente leggo più gialli che altro, ma anche lì può essere gradita. Cosa sarebbe Montalbano senza Livia?
    E ora forza Imperi, aspettiamo di leggere un po’ di rosa, anche come sottotrama ci accontentiamo :-)

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 12:50 Rispondi

      Ah, ecco un’altra fanciulla che ha boccato la MIA VIGNETTA. Bene :)
      I personaggi possono benissimo essere credibili senza storie d’amore. Montalbano senza Livia funzionerebbe benissimo: ho letto precchi romanzi di Camilleri e Livia compare quasi sempre come una parentesi telefonica. E mi sta pure antipatica :D
      Per il mio rosa dovrai aspettare parecchio tempo, temo :)

  6. Ulisse Di Bartolomei
    10 dicembre 2015 alle 09:35 Rispondi

    Salve Daniele

    Se l’ “eroe” e l’ “eroina” sono ben caratterizzati e simpatici, la storia d’amore può funzionare, anche per quell’impulso di sperare il giusto riscatto per i personaggi dove la nostra empatia ci porta. Se invece vengono esagerati per fare leva sulle peculiarità “guardone”, allora è roba da pessimo scrittore o un libro diretto a lettori onanisti… Mi piace il lieto fine classico (donne e uomini) “e vissero felici e contenti ed ebbero figli…” e un libro senza trama e sottotrama sentimentale, lo vedo meglio come documentario romanzato. La questione peggiore (a mio giudizio), sta nel voler a tutti i costi apparire moderni, inserendo quei rumori che farebbero parte della pratica sensuale o aspetti sanitari, che sinceramente possono interessare a un medico. Anzitutto nei film, da una ventina d’anni si usa aggiungere gli “smach smach” a tutti i baci con il risultato di rendere innaturale e “forzata” la rappresentazione della situazione, in quanto non sempre quei rumori avvengono e non tutti li fanno. Io li evitavo assolutamente. Insomma una roba aulica e ben gestita nella storia, credo che possa funzionare. Il demenziale invece è da evitare, a meno che vi stia uno scopo per selezionare il lettore.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 12:52 Rispondi

      Ciao Ulisse,
      sono d’accordissimo sui rumori dei baci, che proprio non sopporto nei film :D
      In alcuni romanzi vedo che stanno esagerando con le scene d’amore, nel senso che spesso puntano sul porno.

      • Ulisse Di Bartolomei
        10 dicembre 2015 alle 16:05 Rispondi

        Sì è vero! Infatti “Il trono di spade” non lo seguo e anche “Spartaco” non ne ho seguito soltanto alcuni pezzi poiché troppo intriso di messaggi “politici” sessualmente denotati.

  7. Salvatore
    10 dicembre 2015 alle 10:11 Rispondi

    Forse dipende dal tipo di narrativa che si scrive: c’è una narrativa pop, che quindi prevede tutti quegli elementi che se ben armonizzati spingono la tensione, e in questo tipo di narrativa la storia d’amore ci può stare (forse: ci deve stare); poi c’è un altro tipo di narrativa, meno commerciale e, forse, più “colta”, in cui gli ingredienti base della letteratura pop non sono così essenziali. Tuttavia anche in Se una notte d’inverno un viaggiatore c’è una storia d’amore e quello è un libro tutt’altro che pop o sentimentale… Quindi, forse, Lisa ha ragione. :)

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 12:54 Rispondi

      McCarthy non credo sia letteratura pop e qualche storia d’amore compare nei suoi romanzi. Idem per altri autori non commerciali che ho letto.

  8. Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
    10 dicembre 2015 alle 10:18 Rispondi

    Purtroppo credo proprio sia vero. Se parliamo di un semplice dato di vendite, le storie d’amore mescolate sapientemente, con forti contrasti (anche sociali) funzionano. Ma sappiamo bene che le vendite non sono direttamente proporzionali alla qualità, quindi tutto si riduce ad una semplice scelta di marketing.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 12:55 Rispondi

      Credo che prima o poi farò un esperimento: mescolando in un romanzo tutti gli elementi che fanno vendere e vediamo che succede :)

  9. Ulisse Di Bartolomei
    10 dicembre 2015 alle 10:53 Rispondi

    In un certo senso il racconto è un sogno e ognuno spera di svegliarsi dopo un bel sogno. Non c’è di meglio di una storia d’amore a “lieto fine”. Il mio matrimonio è terminato in un divorzio e non leggerei libri, che mi ripropongono un’esperienza simile o avallassero una vita senza matrimonio. Il mio “sogno” era un matrimonio riuscito. A un romanzo sul crac della Parmalat, forse banchieri e azionisti potrebbero avervi interesse, io non saprei cosa ricavarvi. Invece l’amore che dà buoni frutti è una questione primaria e per tutti. Leggendo La battaglia di Tsushima regalatami da un amico, lettura oltremodo ostica per le terminologie russe, ho voluto leggere fino in fondo in quanto l’ “archeotecnologia” mi piace, ma infine mi sono chiesto se era meglio ricevere un libro diverso. Insomma l’uso del tempo è spesso questionabile.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 13:00 Rispondi

      Io non sono stato sposato, ma comunque non leggerei un romanzo sull’esperienza di un divorzio :)

  10. Andrea Torti
    10 dicembre 2015 alle 12:12 Rispondi

    Punto dolente! :P

    Credo che molto dipenda dal genere: se ci concentriamo sul mondo interiore di uno o più personaggi, penso sia naturale – anche se non obbligatorio! – indagarne anche la dimensione relazionale, amore incluso.

    Troppo spesso, invece, la storiella romantica viene inserita a casaccio, quasi come se fosse un “bollino di qualità” irrinunciabile.

    E questo riguarda anche la trasposizione cinematografica di diversi classici: in quanti capita di trovare un elemento sentimental-erotico ingigantito a dismisura, se non addirittura inventato di sana pianta!

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 12:57 Rispondi

      Secondo me dipende anche dall’arco temporale in cui si svolge la storia. Se devi parlare dell’intera vita di una persona, allora almeno una cotta devi mettercela.

  11. Monia74
    10 dicembre 2015 alle 12:21 Rispondi

    Per me c’è differenza tra lettori maschili e femminili. Il trono di spade funziona perché c’è violenza e sesso, avventura e politica. Titanic e via col vento piacciono alle donne non agli uomini, molto pathos e struggimento. Poi che sia obbligatorio metterci una storia d’amore no, però Fa parte della vita, quindi direi anche ‘perché no’. Quanti film vedi senza amore? Quante canzoni non ne parlano? È una delle forze più importanti della razza umana, per cui è piu normale che ci sia che il contrario .

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 12:59 Rispondi

      Anche per me c’è quella differenza. Il trono di spade è una storia di tantissimi personaggi e che dura anni, quindi non sarebbe credibile se non ci fossero amore e sesso. Titanic infatti a me non è piaciuto. Leggerò però Via col vento perché è un romanzo storico.

    • Barbara
      10 dicembre 2015 alle 13:14 Rispondi

      Il trono di spade ha sceneggiatori e regista maschi. Titanic ha regista, produttore e sceneggiatore maschio (James Cameron), Via col Vento ha registi e sceneggiatori maschi, ma riprende un libro di una scrittrice. E nessuno di questi due è stato focalizzato su pubblico femminile (altrimenti col caiser che si sarebbero beccati il podio delle statuette, appena appena sfiorato da Avatar che, toh guarda, c’è sempre una storia d’amore). Il punto è: se devi raccontare la tragedia di un transatlantico che affondò portandosi dietro 1518 vite e distruggendo 1518 famiglie, puoi non immaginare che in mezzo a loro ci fosse una storia d’amore strappata? Bambini orfani, cognomi scomparsi, destini persi per sempre? Le famiglie, i legami, le amicizie stesse sono amore, non patate…
      Non vorrei poi si cadesse nei clichè che maschio= materia e femmina= sogni, perchè ne conosco parecchi di uomini romantici da far venir la carie e di altrettante donne innamorate più del portafoglio o del mero lato fisico della cosa (e se non siete all’altezza…altro che pathos!). :D

      • Daniele Imperi
        10 dicembre 2015 alle 13:33 Rispondi

        Con tutti quei personaggi infatti la storia d’amore ci sta.

  12. giuseppina
    10 dicembre 2015 alle 13:55 Rispondi

    Si, perché l’amore è la vita e devi creare una storia che non conosce nessuno modernamente nuova.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 14:00 Rispondi

      Non ho capito che vuoi dire…

  13. Simona C.
    10 dicembre 2015 alle 14:06 Rispondi

    Nei miei romanzi le storie d’amore ci sono, ma hanno un ruolo marginale e sono espedienti per creare conflitti, come pure i legami d’amicizia. I miei personaggi vivono avventure irreali e sono proprio i sentimenti di ogni tipo, amore compreso, ad avvicinarli alla realtà del lettore. La trama non è costruita sui risvolti sentimentali, ma durante le loro avventure i personaggi si innamorano, litigano, si perdono e ritrovano, tradiscono, soffrono e abbandonano anche per amore. I miei lettori sono sia uomini che donne e ognuno apprezza aspetti differenti di ciò che scrivo. Non ho ricevuto critiche per troppo romanticismo o, al contrario, per la sua mancanza. Credo di aver mantenuto un buon equilibrio tra gli elementi.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 14:10 Rispondi

      Tra l’altro mi sono appena ricordato che sul mio PU ce ne sono due, non una :)
      Però nessuna è così presente come nel tuo caso. Non mi piace proprio come argomento per potergli dare tutto questo spazio in una storia.

  14. Tenar
    10 dicembre 2015 alle 14:54 Rispondi

    Ammetto che a volte da lettrice vivo le storie d’amore come un male necessario. Non me ne frega niente, ma l’autore ce le ha ficcate lo stesso. Ci sono libri che molto amo, ma che non hanno storie d’amore, anche se, lo ammetto, ce ne sono altri in cui la storia d’amore, per quanto secondaria, è un valore aggiunto. In definitiva, non è un elemento che determini le mie scelte di lettrice e a volte ne farei anche a meno.
    Nell’ottocento, per altro, si facevano meno problemi, anche se per motivi che non mi vanno a genio: molti ambienti erano esclusivamente maschili e quindi se si doveva parlare di caccia alla balena, per dirne una, niente storia d’amore. Da un lato mi scoccia perché mi ricorda il ruolo della donna nel passato, ma mi ricorda anche che nessun editor avrebbe cacciato dentro a forza una storia d’amore in, che so, “La linea d’ombra”.
    Mi piacerebbe scrivere delle belle storie d’amore solo se sono un valore aggiunto (faccio una fatica immane). E sopratutto, mi piacerebbe creare dei bei personaggi femminili a prescindere dal fatto che abbiano oppure no una storia d’amore.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 15:07 Rispondi

      Male necessario :D
      Più o meno la vedi come me.
      Nelle storie di Holmes infatti c’è solo una breve parentesi matrimoniale di Watson, ma è più un accenno che altro.
      Un personaggio femminile non deve per forza avere una storia d’amore per essere un bel personaggio.

  15. Luciano Dal Pont
    10 dicembre 2015 alle 15:23 Rispondi

    Non saprei dire se le storie d’amore inserite in un romanzo possano incidere sulle vendite o meno, per il resto, escludendo il romance puro che è costruito proprio sulle storie d’amore, credo che l’opportunità o meno di inserirle dipenda dal tipo di storia, dal tipo di romanzo. Ci può essere amore oppure no, l’importante è che se c’è sia funzionale alla trama. Ho trovato storie d’amore in molti romanzi horror ad esempio, e ci stanno benissimo. Uno dei romanzi che ho in programma e di cui ho già iniziato la stesura (non horror, in questo caso) si basa proprio su una intensa storia d’amore, senza la quale la trama stessa così come l’ho pensata non potrebbe stare in piedi. Eppure non è un romanzo d’amore, nel senso che non è un romance (non ne scriverei mai nemmeno sotto tortura) è semplicemente la storia di un riscatto esistenziale nel quale un uomo riesce ad aprire gli occhi sulla propria vita, su se stesso e sui propri sogni fino a quel momento tenuti chiusi in un cassetto, proprio grazie alla potente scarica di adrenalina conseguente a un improvviso quanto inatteso innamoramento.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 16:04 Rispondi

      Sì, funzionale alla trama, non messa lì tanto per allungare il brodo o fare presa. Nei film horror è pieno di storie d’amore e sesso, sono fatti tutti con lo stesso stampo :)

  16. poli72
    10 dicembre 2015 alle 16:12 Rispondi

    L’amore e’ per il genere femminile la cosa piu’ entusiasmente della vita.Ci sono i figli,la casa,il lavoro ,ma nulla e’ cosi’ elettrizzante e tocca nel profondo come vivere una vera storia d’amore.Non sono un gran conoscitore di donne ,lo ammetto,ma nel piccolo della mia esperienza ,tutte quelle che ho conosciuto ,comprese amiche,parenti e quant’altro riservano all’amore un’importanza che spesso noi uomini fatichiamo, e non poco, a comprendere.
    Inserire una bella sottotrama d’amore all’interno di un qualsiasi romanzo e’ una scelta senz’altro vincente.Un’ opzione che arricchisce la trama ,quando e’ ben congeniata .La storia deve apparire spontanea ,gli individui coinvolti non devono essere perfetti ,magari lui o lei hanno un matrimonio fallito alle spalle,lei non e’ alta bionda e intelligentissima e lui non ha il fisico del campione di nuoto e il savoir fair di Casanova.Insomma devono essere persone normali coi loro difetti ed i loro pregi .Una donna che legge un romanzo apprezzera’ , senza ombra di dubbio, che all’interno della trama,qualsiasi essa sia ,possa ritrovare quello che per lei e’ un pilastro della vita degna di essere vissuta.Quindi ,concludendo ,inserire una valida sottotrama d’amore e’ sempre una scelta che la lettrice del gentil sesso apprezzera’.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 16:18 Rispondi

      Sì, è vero, ecco perché il romance ha più lettrici che lettori. Concordo che la storia d’amore debba essere spontanea, ma addirittura inserirla come sottotrama per me sarebbe molto difficile perché richiederebbe uno sforzo creativo enorme, nel senso che mi annoierei a morte a scrivere.

      • Poli72
        10 dicembre 2015 alle 21:19 Rispondi

        Be ,Daniele ,forse tecnicamente parlando mi sono espresso male.Con sottotrama intendo un piccolo risvolto che non sottrae attenzione alla storia principale.Ad esempio un protagonista maschile alle prese con una indagine ,conosce diverse persone ,tra le quali una donna .E’ possibile anche nella realta’ di tutti i giorni ,che con questa particolare donna egli accusi il fatidico colpo di fulmine ,quell’interesse particolare che scatta con un’occhiata, una frase ,un sorriso o altro.Si potrebbe benissimo accendere la fiamma ,che se corrisposta dall’altra parte da origine ad una avventura d’amore.Non sara’ l’amore impossibile della vita ,cosi’come e’ difficile accada nella realta’ ,sara’ ,pero’,una avventura stimolante ed in grado di dare alla storia quel tocco in piu’,quel sale che potrebbe mancare.

        • Daniele Imperi
          11 dicembre 2015 alle 08:15 Rispondi

          Sì, in quel caso specifico la cosa regge e non mi darebbe fastidio, proprio perché potrebbe accadere anche nella realtà.

  17. CogitoErgoLeggo
    10 dicembre 2015 alle 18:29 Rispondi

    Le storie d’amore mi piacciono, purché non costituiscano il nucleo attorno al quale si regge il romanzo.
    Detesto i continui tira-e-molla tra i personaggi. Anche il colpo di fulmine per me è una cosa fastidiosa e lo vivo un po’ come una scorciatoia dell’autore per saltare subito al dunque. Due personaggi si incontrano, si conoscono, si frequentano e poi, forse, s’innamorano. Una volta che si sono messi insieme, possono litigare e possono anche lasciarsi, ma i continui “ti lascio, anzi no, o forse sì” mi fanno venire l’ulcera.
    Il matrimonio, poi, è qualcosa che non mi fa né caldo né freddo. Non ho bisogno di vedere un matrimonio per ufficializzare l’unione di due personaggi. Preferisco vedere un paio di marmocchi ;)

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2015 alle 08:12 Rispondi

      I colpi di fulmine si trovano spesso nei film, ma in quel caso forse manca il tempo a disposizione per approfondire. In un romanzo invece lo spazio non manca di certo, quindi una storia d’amore come sottotrama dovrebbe prevedere i vari passaggi, a meno che non si tratta dell’avventura del sabato sera.

  18. Elena
    11 dicembre 2015 alle 14:38 Rispondi

    Post molto interessante e anche interventi arguti.
    Concordo con chi dice che l’amore fa parte della vita e tutti, oserei dire quotidianamente, abbiamo a che fare con sentimenti ed emozioni e di questi l’amore è quello che più ci segna, anche quando dopo anni è quasi una routine.
    Magari io sono una lettrice molto commerciale ma romanzi completamente privi d’amore che mi siano piaciuti non ne ricordo molti (al momento mi viene in mente solo “Il Signore delle mosche”) invece romanzi che non parlano d’amore e che non ho gradito me ne vengono in mente tanti. In questo mi sento perfettamente in tendenza con il genere (femminile) e sebbene non abbia mai cercato necessariamente l’amore nei romanzi non d’amore è evidente che per il mio divertimento è importante e come per me magari lo è per molte altre lettrici e dato che vi sono più lettrici che lettori, magari la storia d’amore non influisce sui nostri acquisti ma sul nostro gradimento (e sui nostri consigli alle amiche) sì, e di conseguenza un bel romanzo che non parla d’amore ma nel quale vi sia una bella storia d’amore venderà di più :)

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2015 alle 15:56 Rispondi

      Ciao Elena, benvenuta nel blog.
      Sulle emozioni siamo d’accordo, ma io mi riferisco precisamente a una storia d’amore nel romanzo. Resto convinto che un romanzo si possa gradire anche senza una storia d’amore all’interno.

  19. Novella
    13 dicembre 2015 alle 15:56 Rispondi

    Ciao Daniele e buona domenica a tutti,
    Le storie d’amore fanno vendere eccome. Io ne compro in quantità industriali ma sempre più spesso mi chiedo cosa mi lasciano questi romanzi. A volte a distanza di qualche mese quando mi trovo uno di questi volumi tra le mani non ricordo neanche la trama. Questa cosa fa pensare…
    Certo esistono storie più belle di altre, autori più bravi di altri, ma di sicuro non è una storia d’amore a rendere un libro speciale. Io preferisco i romanzi in cui può far capolino l’amore ma che non sia centrale nell’opera, troppo romanticismo e sentimento da noia. Mi piacciono tantissimo i romanzi di Joanne Harris in particolare Chocolat e i suoi 2 seguiti dove c’è sempre un pizzico d’amore che soddisfa il nostro animo gentile di donne, ma in cui comunque si trattano altre tematiche. Ultimo romanzo d’amore preferito: Gli ingredienti segreti dell’amore di Nicolas Barreau, costruito su due punti di vista, ovvero i due protagonisti maschile e femminile della storia. A me è piaciuto tantissimo ma non credo proprio che un uomo lo leggerebbe con lo stesso interesse nonostante la storia sia raccontata da un uomo :-D
    saluti

    • Daniele Imperi
      14 dicembre 2015 alle 08:47 Rispondi

      Ciao Novella, se parli di romanzi d’amore, allora la trama credo sia più o meno sempre la stessa. Io parlavo proprio di quelle storie d’amore inserite in vari romanzi, che non siano appunto la parte centrale del libro.
      Io non leggerei mai un libro intitolato “Gli ingredienti segreti dell’amore” :D

  20. Chiara
    14 dicembre 2015 alle 08:55 Rispondi

    Quando ho deciso di inserire una storia d’amore nel mio romanzo in stesura (un mainstream) se devo essere sincera non ho pensato nemmeno per un secondo alla sua “commerciabilità”, bensì a esigenze di completezza: se si raccontano 15 anni della vita di un uomo, trovo abbastanza inverosimile che non abbia relazioni di alcun tipo, a meno che non viva da solo in cima a una montagna… in tal caso, non avrei molto da raccontare su di lui!
    Devo confessare però che raccontare questo legame mi piace, ma cerco di farlo con toni diversi e meno sdolcinati rispetto a un romanzo di genere sentimentale, primo perché i “ti amo più della mia vita” mi fanno venir voglia di prendere il muro a testate, anche da lettrice, secondo perché non voglio scrivere un romanzo “per donne”, mi piacerebbe ottenere lettori di entrambi i generi.

    • Daniele Imperi
      14 dicembre 2015 alle 09:09 Rispondi

      Nel tuo caso infatti la storia d’amore è quasi d’obbligo, o comunque qualche cotta, corteggiamento e simili, proprio perché la storia abbraccia un lungo periodo.

  21. Grazia Gironella
    15 dicembre 2015 alle 21:00 Rispondi

    Non penso che una storia debba per forza contenere una storia d’amore per essere valida, però l’amore è uno dei sentimenti portanti degli individui, perciò aggiungere una sfumatura di questo tipo in una storia incentrata su altro può toccare delle corde in più. Certo si rischia la banalità, quindi bisogna pensare bene ad armonizzare il tutto. Non è però una cosa che si faccia a tavolino; se l’autore quella vena non la sente, meglio che lasci perdere.

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 09:01 Rispondi

      Penso anche io che debba essere l’autore a sentire per primo il bisogno di inserire quella storia, altrimenti risulterebbe artefatta e non riuscirebbe a dare quella corda in più. Se non sei il tipo che sente certe cose, meglio lasciar perdere. Come nel mio caso :D

  22. Elisa
    20 dicembre 2015 alle 19:06 Rispondi

    Penso che la storia d’amore se secondaria, ma ma non solo, sia semplicemente un escamotage per imperniare il romanzo di pathos, di tensione, di sentimento. Siamo o non siamo esseri senzienti? Chi legge un romanzo vuole in primis provare emozioni, di qualunque tipo esse siano. E l’amore assolve egregiamente allo scopo. Non è il solo (pensiamo alla paura, alla rabbia, al sadismo, ecc…) ma l’amore forse offre maggiori change. Assieme alla paura.
    Poi un conto è la melassa rosa degli harmony & simili (purtroppo di robaccia ce n’è tanta, anche tra i best seller), un conto è una storia raccontata bene. Una storia in cui l’amore è solo un pretesto per passare in rassegna la psicologia, le intenzioni, i desideri e le paure dei personaggi coinvolti. Ovvero dell’uomo. Ovvero del lettore.
    Lo dico perchè ho scritto un racconto in cui ho “usato” la passione/amore proprio con l’intenzione di narrare un dramma con tutto ciò che comporta e, modestamente, penso di esserci riuscita.
    In ogni caso, al di là, di me e dei miei scritti, penso che nei film la storia d’amore serva proprio a questo. So, tuttavia, che qualcuno potrebbe essere infastidito dalle storie d’amore se è appena stato lasciato o ha altri problemi in merito. E allora saranno necessari altri escamotages per catturarlo.
    E’ innegabile tuttavia che l’amore muove il mondo (e quindi anche le casse dei botteghini e delle librerie).

    • Daniele Imperi
      21 dicembre 2015 alle 09:05 Rispondi

      In qualche caso penso possa essere una scusa per creare tensione, ma magari non vale per tutti gli autori. In un film le scene d’amore o sesso servono per fare pellicola e attirare l’attenzione. In un romanzo secondo me andrebbero usate se davvero necessarie alla storia, anzi ai personaggi.

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