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Stile di scrittura e storia: due elementi a confronto

Stile

Un racconto, o anche un romanzo, riuscito, deve possedere due elementi fondamentali, secondo me: lo stile in cui è scritto e la storia. Ovviamente deve essere anche grammaticalmente corretto, ma la grammatica costituisce la base da cui partire per scrivere.

Quando mi piace un autore e comincio a comprare tutte le sue opere, è perché mi piace il suo stile di scrittura e le storie che scrive. Lo stile è ovviamente soggettivo: può piacere o meno il modo di raccontare e di mescolare parole.

Perché in fondo lo stile di scrittura è proprio questo: una personale combinazione di parole. E anche una personale costruzione delle frasi e un personale uso di aggettivi, verbi, sostantivi. E una personale strutturazione della storia. Tutto questo forma lo stile.

La storia, invece, è una combinazione di eventi, personaggi, situazioni. E di soluzioni finali, anche. E di incipit, perché l’inizio di una storia è la porta di ingresso del libro. È da lì che il lettore capisce se andare avanti o no. Almeno, è così per me.

Che cosa succede se lo stile è stupendo, accattivante, ma la storia manca? O, meglio, è una storia debole, che filmata non interesserebbe a nessuno. Si riesce bene a leggere una storia del genere? Sì, eccome.

Posso fare un paragone coi fumetti, a questo punto: riesco a leggere più volentieri un fumetto disegnato magnificamente, ma con una sceneggiatura debole, che il contrario. Se reputo i disegni pessimi, neanche inizio a leggerlo.

Se apro un libro e mi innamoro di quello stile di scrittura, lo leggo, senza fermarmi. Se so che dietro un libro c’è una storia interessantissima, unica, avvincente, ma magari è scritto in seconda persona – per me assolutamente da evitare negli scritti – non apro nemmeno quel libro.

Dunque lo stile di scrittura viene prima della storia? Ha più importanza il modo di scrivere della trama?

Secondo me no. Secondo me entrambi devono essere presenti in un racconto. Lo stile di scrittura, allora, perché determina, in me, il successo di un libro?

Forse perché bisogna saper raccontare una storia, non solo inventarla. Lo stile è la magia che fa funzionare una storia.

Tutto quello che ho scritto è ora da confutare. A voi la parola.

9 Commenti

  1. Marco
    4 gennaio 2012 alle 07:21 Rispondi

    Forse lo stile è un po’ come un abito; non basta usarlo per “coprirsi”, occorre invece adattarlo a sé, renderlo proprio. Se ci si riesce, avremo un autore riconoscibile, che sarà considerato un punto di riferimento, perché lo è. Per esempio Cormac McCarthy, e il suo modo di presentare i dialoghi: senza caporali o linee. Ma il suo stile non è solo quello, naturalmente.

  2. Sofia Stella
    4 gennaio 2012 alle 11:26 Rispondi

    Marco: Forse lo stile è un po’ come un abito; non basta usarlo per “coprirsi”, occorre invece adattarlo a sé, renderlo proprio. Se ci si riesce, avremo un autore riconoscibile, che sarà considerato un punto di riferimento, perché lo è.

    Sono d’accordo, sia con l’affermazione di Marco, che con quanto scrive Daniele, soprattutto queste frasi mi hanno colpito:
    “Dunque lo stile di scrittura viene prima della storia? Ha più importanza il modo di scrivere della trama?”
    “Secondo me no. Secondo me entrambi devono essere presenti in un racconto. Lo stile di scrittura, allora, perché determina, in me, il successo di un libro?”
    “Forse perché bisogna saper raccontare una storia, non solo inventarla. Lo stile è la magia che fa funzionare una storia.”
    Penso che sia proprio vero. Se una storia è bella, ma è scritta da cani, lo scrittore fa davvero un pessimo servizio al suo pubblico.
    Mentre un romanzo curato nel dettaglio può essere interessante da leggere anche se la storia è standard (tipo i romanzi che vanno di moda adesso per gli adolescenti, tipo Twilight; per me la storia è quanto di più melenso e mediocre ci possa essere – mi sono arresa a metà del primo libro; ma per lo meno è scritta con uno stile piacevole. Qui comunque siete liberi di confutare questa mia ultima affermazione).
    Per quanto riguarda le affermazioni di Daniele, beh, penso che colgano proprio nel segno. Come lettrice e come (aspirante) scrittrice, è proprio ciò che cerco in un romanzo: una perfetta armonia di storia e stile. Quei romanzi che riescono a creare questa alchimia, sono quelli a cui mi sono affezionata, leggendoli.

  3. Salomon Xeno
    4 gennaio 2012 alle 11:35 Rispondi

    Secondo vale come regola generale che sono entrambi importanti. Ambedue sono soggettivi, perché anche l’interesse di una storia non è uguale per tutti i lettori.
    Il problema è che non sono due aspetti paragonabili. Lo stile ti avvinghia (o ti respinge) quasi subito e, a meno di grossi sbalzi, si mantiene a un livello costante. La storia ti prende molto più lentamente, ma può trascinarti molto a fondo se è particolarmente interessante. Quindi se hai pazienza la storia prevarrà sullo stile, o almeno in questo io mi riconosco.

  4. Daniele Imperi
    4 gennaio 2012 alle 12:03 Rispondi

    @Marco: è vero, lo stile è davvero come un abito. Ognuno ha il suo.

    @Sofia: lo stile rende piacevole la lettura. Ma ha bisogno della trama per essere completato. E viceversa :)

    @Salomon: sì, una storia può piacere o meno, ma resta oggettivo il fatto che possa essere una storia già letta o banale o debole.

  5. Stile di scrittura e storia: due elementi a confronto | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
    4 gennaio 2012 alle 12:38 Rispondi

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  6. Romina
    4 gennaio 2012 alle 14:01 Rispondi

    Lo stile è ciò che identifica uno scrittore, è il suo modo di scrivere e forse anche di pensare… se è scorrevole e piacevole è già una buona cosa… Lo stile non varia spesso mentre la trama cambia da testo a testo, quindi, se leggo un autore del quale amo lo stile ma resto delusa dalla trama, probabilmente leggerò ancora altri suoi libri, se invece è lo stile a non piacermi, la trama non sempre riuscirà a convincermi a continuare letture di quello scrittore… Detto questo però, non si può decretare il vincitore tra stile e trama, l’uno serve all’altra per scrivere un buon libro, come due ingredienti per fare uno stesso piatto.

  7. Romina
    4 gennaio 2012 alle 14:02 Rispondi

    Ho usato “trama” al posto di “storia”, scusate… comunque il senso di ciò che volevo dire non cambia.

  8. Daniele Imperi
    4 gennaio 2012 alle 14:10 Rispondi

    @Romina: la pensiamo alla stessa maniera :)

  9. Il meglio di Penna blu – Gennaio 2012
    3 febbraio 2012 alle 12:03 Rispondi

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