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La statua

Racconto horror di 300 parole

La statua

Il vecchio osservò la statua sotto una leggera pioggia autunnale, come faceva sempre in quello stesso giorno ormai da quasi trent’anni. Era un anniversario, in fondo. La statua rappresentava un operaio e era stata posta nel parco, vicino alla fontana. Cominciava da tempo a mostrare i segni del cancro, macchie verdi tappezzavano il colore del bronzo. Erano crepe quelle che si ramificavano dalla base fino alla cima? Strano, pensò il vecchio. Aveva creato quella statua con molta cura. A lui piaceva credere che avesse un’anima, anche se era ben lontano dal considerarsi un Michelangelo.

In realtà non aveva torto. Al suo interno c’era un uomo, anzi il cadavere di un uomo. Era uno dei suoi operai, uno di quelli che parlava troppo e lavorava poco. Un giorno parlò più del dovuto e il vecchio, che a quel tempo era un cinquantenne, aveva deciso di dedicare una statua alla sua memoria. Non era stata una morte indolore quella dell’uomo, ma la statua era venuta bene. Avrebbe voluto tenerla per sé, ma preferì donarla al parco. L’immobilità di quella scultura rappresentava al meglio l’inefficienza e la pigrizia del suo dipendente.

La pioggia aumentò, ma il vecchio rimase ancora lì. Erano così profonde quelle crepe? Non ricordava. Prima gli erano sembrate sottili come fili di ragnatela. Un lampo accese il cielo grigio, accentuando le macchie del cancro e, poco dopo, esplose un tuono.

La statua sembrò d’improvviso millenaria, più cupa e fatiscente di come avrebbe dovuto essere. Ma forse era soltanto quella fastidiosa pioggia che ottenebrava la vista e creava illusioni. Gli parve che ondeggiasse… sì, si stava muovendo… Com’era possibile?

Non fece in tempo a urlare. La scultura gli crollò addosso, spaccandogli il cranio.

Mesi dopo fu restaurata e rimessa a posto. Ma nessuno tornò a trovarla nel giorno del suo anniversario.

3 Commenti

  1. Gian_74
    3 aprile 2011 alle 09:18 Rispondi

    Bello Daniele, mi piace!
    Torno a bomba sul tuo post riguardo la D eufonica. Ad esempio “La statua rappresentava un operaio E era stata posta nel parco” a me sembra effettivamente che la D eufonica qui suoni molto meglio e renda la frase più scorrevole perché accompagna la congiunzione con il verbo conseguente (era). Scritta così mi viene da stopparmi sulla congiunzione, anche perché la frase prosegue con una allitterazione (stata posta) che di suo complica la lettura. Cosa ne pensi?

  2. Michela
    3 aprile 2011 alle 12:50 Rispondi

    Sì, bello davvero. Fra i tuoi corti, uno dei migliori :)

    Quando rivedi un racconto ti capita di impiegarci tre volte il tempo che ci hai messo per scriverlo? E col tempo si migliora?

  3. Daniele Imperi
    3 aprile 2011 alle 17:19 Rispondi

    Grazie a tutti e due, ma non è che mi faccia impazzire questo racconto :)

    La revisione non so quanto mi prenda, ma credo dipenda da quanto lavoro richieda.

    @Gian: sì, forse in quel caso la D ci andava :)

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