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Intervista a Stampa Alternativa

Stampa Alternativa

Qual è stato il vostro sogno all’inizio della vostra avventura editoriale e che cosa è cambiato da allora?

La casa editrice viene registrata al Tribunale di Roma ufficialmente nel 1970, anche se le prime fanzine cominciano a circolare ufficiosamente già nel 1968; dunque la casa editrice nasce in pieno clima Sessantottino, sull’onda della protesta giovanile che negli Stati Uniti era già attiva da qualche anno e proprio sul modello delle “Alternative Press” statunitensi nasce Stampa Alternativa. L’intento era quello di fare contro-informazione sugli argomenti più disparati: dall’aborto all’obiezione di coscienza, dai diritti dei minori fino alla legalizzazione delle droghe leggere.

Il direttore editoriale Marcello Baraghini ha collezionato 137 procedimenti penali, tutti per reati di opinione. Ora, molte di quelle battaglie sono diventate leggi ma la casa editrice continua a fare contro-informazione sia attraverso saggi d’inchiesta, romanzi sociali che riscoprendo classici della letteratura dimenticati o scomodi. Non a caso la nostra collana di punta si chiama “Eretica” e vuole scuotere gli animi a un pensiero libero e privo di pregiudizi.

Un giudizio obiettivo sull’editoria italiana: che futuro ha e come dovrà evolversi per restare attiva?

L’editoria italiana oggi più che mai ha l’aspetto di un animale agonizzante. Fatte salve alcune realtà indipendenti e ancora vive, le logiche di mercato stanno schiacciando irreversibilmente la ricerca culturale. Questo ciò che accade nel cartaceo, dove le librerie si ritrovano con bancali strapieni di volumi firmati Totti, Parodi, Faletti ecc.

C’è una dittatura mediatica che sostiene e avalla quella del marketing. L’unica via di fuga a tutto ciò può essere rappresentata dalla rete, che ha il vantaggio di poter ripristinare delle logiche di merito e di qualità.

Come instaurate un dialogo coi vostri lettori? Lo ritenete sufficiente?

Con molti nostri lettori abbiamo un dialogo di vecchia data, esistendo la casa editrice da più di quarant’anni, tramite il nostro sito e il blog cerchiamo di tenere vivo questo legame, ora stiamo cercando di interagire anche attraverso facebook che, come dicevamo prima, può essere una grande risorsa per capire e comunicare coi lettori reali e non solo con quelli “addomesticati” dai media e dalle grosse catene librarie.

In Italia si legge poco: una frase che si sente troppo spesso ultimamente. Quali sono secondo voi i motivi di questa scarsa attitudine alla lettura e quali “misure” prendete – o vorreste prendere – per aumentare questi numeri?

In Italia si legge pochissimo, non poco. I nostri dati, comparati a quelli europei sono desolanti; meno di noi leggono solo i portoghesi, i greci e gli albanesi, tutti gli altri Paesi producono più libri e vendono più libri.

Le soluzioni per migliorare questo stato di fatto non si possono trovare in un batter d’occhio. C’è un problema di investimento nella cultura, dove l’Italia certo non brilla, ma c’è pure un problema oggettivo di “ignoranza” ormai radicata nella maggioranza dei nostri compatrioti.

Un dato che dà speranza è l’aumento ogni anno dei “piccoli lettori”, l’editoria per l’infanzia naviga in acque migliori dell’editoria pura per adulti e se si comincia a leggere fin da bambini, da grandi si diventerà dei buoni lettori.

Siete in genere soddisfatti delle vostre campagne di marketing editoriale? E quanto si impegnano i vostri autori nella promozione dei loro libri?

La promozione del proprio libro è parte fondamentale per il successo del medesimo. È cosa nota per gli addetti ai lavori, che ormai anche i grossi editori richiedono per contratto l’impegno dell’autore nella promozione della propria opera. Gli editori indipendenti, come noi, raramente possono permettersi una vera e propria campagna marketing, la pubblicità su testate nazionali ha costi proibitivi. Le uniche possibilità in tal senso sono rappresentate dal lavoro dell’ufficio stampa e dall’impegno degli autori.

Avete riscontri positivi dalla vostra presenza nel web? Quanto la ritenete importante e come vorreste migliorarla?

Il web è importantissimo ma è anche in continua evoluzione e perciò bisogna tenersi costantemente aggiornati e sapersi evolvere insieme a lui. Si ha l’impressione che si possa fare sempre di più e perciò non si è quasi mai del tutto soddisfatti.

Perché un lettore dovrebbe leggere i vostri libri? Che cosa rende differente il vostro catalogo dagli innumerevoli altri?

Il nostro lettore di solito è fidelizzato, sa che da 40 anni cerchiamo di dare un taglio molto vicino alla verità dei fatti, nei nostri volumi. Poi ci sono i lettori più giovai che hanno cominciato ad avvicinarsi a noi ancor di più con i “Millelire” che sia per il ridottissimo prezzo di copertina, sia per i contenuti di qualità hanno fatto molti proseliti in un pubblico più giovane.

Che cosa vi sentite di consigliare agli aspiranti scrittori che vorrebbero pubblicare con voi?

Noi pubblichiamo prevalentemente saggi d’inchiesta o letteratura sociale, poi ci sono le collane di musica e di classici ma a un aspirante scrittore consiglieremo di avvicinarsi a noi innanzi tutto con una certa umiltà. Molti esordienti sono convinti di essere dei giovani Joyce incompresi e hanno difficoltà pure ad accettare le giuste correzioni di un bravo editor. Secondo, sarebbe consigliabile scrivere opere che abbiamo sempre un’attinenza alla realtà e a temi sociali.

Il mercato degli ebook si sta espandendo. Come accogliete questa tipologia di pubblicazione? Ritenete che possa “danneggiare” le edizioni cartacee?

Noi già da un po’ di tempo abbiamo aderito al progetto degli ebook e siamo stati la prima casa editrice italiana ad aderire al No Copyright anche attraverso le Creative Commons. Sia per esperienza che per storica etica editoriale, siamo persuasi che un libro se valido, può essere anche scaricato per intero gratuitamente dalla rete, che il lettore poi se lo comprerà. È una falsa convinzione che il lettore che legge su internet poi non legge il cartaceo; se un testo ti appassiona, a maggior ragione si vorrà avere anche in cartaceo.

Quanto ritenete valida la promozione della lettura in Italia? Fiere, eventi letterari, iniziative: sono sufficienti secondo voi? Come si potrebbe migliorare la situazione?

Ormai ci sono centinaia di fiere che cercano di promuovere i libri ed eventi culturali che hanno l’intento di aumentare i lettori. Quasi tutte iniziative molto meritevoli e che nascono dalla passione di piccoli gruppi di persone che vorrebbero diffondere il loro amore per i libri; certamente queste iniziative non fanno male, anzi; ma forse non sono sufficienti visti i dati attuali italiani. Forse bisognerebbe partire dalla scuola materna dove ancora non si è capaci di leggere e scrivere, abituando i più piccoli a tenere in mano l’oggetto libro, a cominciare a considerarlo un “gioco” divertente, utile a crescere per allenarsi a ragionare con la propria testa.

Informazioni su Stampa Alternativa

  • Sito di Stampa Alternativa
  • Catalogo: eretica, fiabesco, fumetti, educazione, salute, storie vere, gioco, jazz, scrittura e lettura, musica, grafica.

4 Commenti

  1. Salomon Xeno
    23 febbraio 2012 alle 19:25 Rispondi

    Sarà “piccola” editoria, ma vedo che hanno pubblicato moltissimi titoli, sugli argomenti più disparati. Condivido appieno la loro politica sul copyright, è tutta un’altra esperienza acquistare ebook DRM free.

  2. Frank Spada
    12 marzo 2012 alle 09:34 Rispondi

    Seguite il blog Riaprire il fuoco (Ettore Bianciardi + Marcello Baraghini + molti altri) che vi terrà aggiornati su “editorie” e “virtualità” affini.
    Grazie per l’ospitalità.

  3. Glauco
    11 agosto 2013 alle 18:42 Rispondi

    Ciao Daniele! Ho apprezzato il post e nutro un profondo rispetto per Stampa Alternativa di cui tra l’altro sto leggendo “L’immaginazione al podere” della collana Eretica. Se posso ti volevo suggerire la rivista Ellin Selae, a mio avviso un gioiellino che merita per tutto ciò che pubblica…
    Grazie!

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