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Specchio d’ombra

Racconto horror di 300 parole

Specchio d'ombra

«Maledizione!» disse, prima di entrare in ascensore. Buio fitto all’interno. Stava per rinunciare, ma nove piani a piedi, dopo quella giornata di lavoro, erano troppi. Maledisse ancora una volta la portiera del palazzo, più volte avvertita della lampada fulminata, ed entrò. Tastò con le dita i pulsanti e spinse il 9. L’ascensore, con un piccolo sobbalzò, partì.

Si voltò verso lo specchio. Un’ombra informe gli restituì lo sguardo, appena riconoscibile nell’oscurità in cui filtrava un velo di luce dalle scale. Avvertì un brivido lungo la schiena e sentì i peli del collo rizzarsi. Tornò subito a dare le spalle allo specchio.

Ricordò, improvvisamente, una vecchia storia letta in un libro anni addietro. Ricordò del Male che si annidava negli oggetti inanimati. Era un’opera che raccoglieva testimonianze reali e una di quelle storie parlava degli specchi d’ombra. Ne rammentava ancora un passo.

Mai guardare uno specchio al buio.

A quel tempo non aveva badato molto a quella frase e alla storia. Secondo quanto riportava il libro, una donna aveva osservato la sua immagine riflessa allo specchio, in una stanza buia, ed era stata letteralmente divorata dal male.

L’uomo non sapeva che cosa significasse di preciso. Era sempre stato scettico verso il paranormale, anche se quel brivido, dopo essersi guardato allo specchio poco prima, non l’aveva abbandonato.

Decise che avrebbe potuto arrischiarsi a sbirciare ancora qualche secondo e si voltò. I piani si susseguivano uno dopo l’altro, lasciando trapelare un debole chiarore fra scala e scala. In quell’atmosfera di tenebra la sua figura riflessa sembrava ingigantita e distorta.

Continuò a fissare lo sguardo sullo specchio, finché il brivido raggiunse la sua nuca, raggelandolo. Poi una sorta di grido smorzato, rauco inghiottì il silenzio e il buio fu totale.

Quando l’ascensore arrivò al nono piano, le porte si aprirono su una cabina vuota.

3 Commenti

  1. Romina
    20 novembre 2011 alle 13:15 Rispondi

    Ecco un altro racconto sugli ascensori!!! Che ti dicevo io? Sono pericolosi, pericolosissimi!!! Bello però! Questa volta niente sangue, ma è stato comunque inquietante!!! Bravo, Daniele!

  2. Daniele Imperi
    20 novembre 2011 alle 14:01 Rispondi

    Grazie :)
    E non fare come ha fatto il protagonista, se va via la luce.

  3. Romina
    20 novembre 2011 alle 22:28 Rispondi

    Vista la mia claustrofia, credo che, se si spegnesse la luce dentro l’ascensore, cadrei svenuta a causa di un attacco di panico molto prima di avere il tempo di guardare in uno specchio… comunque me ne ricorderò!!!

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