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Cosa sono le sottotrame e come usarle in un romanzo

Cosa sono le sottotrame e come usarle in un romanzo
Quanto è importante scrivere piccole storie dentro la storia più grande?

Questo è un guest post scritto da Maria Teresa Steri.

Esiste una sorta di economia nella narrativa che esige dalla trama una concentrazione sui fatti essenziali, che impone all’autore di non deviare dal flusso narrativo per evitare di annoiare i lettori o peggio di perdersi per strada. Raccontare una storia significa soprattutto focalizzarsi sugli eventi più importanti che si susseguono uno dopo l’altro, dall’incipit alla conclusione, e che sono tenuti insieme da un unico filo conduttore. Tuttavia, una storia risulta molto più ricca e interessante quando al filone principale vengono affiancate e intrecciate altre vicende di minore respiro.

Per chi vuole scrivere un romanzo, dunque, è importante prevedere l’inserimento di sottotrame (o subplots), legate al personaggio principale o a quelli secondari.

In particolare, la presenza o meno di sottotrame è ciò che solitamente distingue le due forme narrative del romanzo e del racconto, in quanto quest’ultimo richiede una progressione più semplice e lineare.

Le sottotrame sono piccole storie nella storia, legate a quella principale o parallele a essa, possono convergere o non intrecciarsi mai con la trama portante. Possono, inoltre, coinvolgere direttamente il protagonista o riguardare personaggi secondari, più o meno vicini a chi vive la storia. Rispetto alla trama vera e propria si tratta sempre di situazioni di minore peso; quindi, che riguardino il protagonista o i personaggi secondari, devono necessariamente occupare meno spazio e meno scene, essere meno dettagliate e meno approfondite.

Più è ampio il respiro di un romanzo, più è importante inserire sottotrame per permettere al lettore di immergersi completamente. Se per esempio la storia abbraccia un arco temporale molto lungo, è indispensabile mostrare al lettore cosa sta accadendo mentre la vicenda principale viene portata avanti. Ma anche storie più brevi possono giovare di linee secondarie, esserne arricchite e valorizzate.

Perché usare una sottotrama

Creare una realtà viva intorno al protagonista

Per rendere più credibile, variopinto e realistico il mondo da noi ideato possiamo inserire sottotrame che hanno a che fare con i personaggi secondari: anche loro vivono le loro vite, affrontano problemi e situazioni difficili, proprio come le persone vere, e possono presentare ottimi spunti per subplots.

Creare un contesto

Tutti i fatti che non ruotano direttamente intorno al protagonista possono contribuire a dare un’immagine viva di un periodo storico, di un aspetto sociale o economico. Lo stesso vale per realtà di fantasia o fantascientifiche che hanno bisogno di un background forte.

Rafforzare la trama principale

I subplots sono molto utili quando ricalcano il tema principale e si intrecciano al conflitto del protagonista. Una situazione non si sviluppa quasi mai in modo lineare, ma per lo più in modo contorto, pur convergendo alla fine in un’unica soluzione.

Rendere più complessa e accattivante la storia

Allo stesso modo si possono inserire subplots che riguardano il protagonista stesso, per esempio obiettivi di minor importanza rispetto a quello principale, complicazioni rispetto agli ostacoli più importanti. Forse, mentre è impegnato in un’importante indagine, il detective sta anche affrontando un divorzio, e la situazione rischia di deconcentrarlo…

Dimostrare qualcosa

Che tipo è il protagonista? Quanto è cattivo l’antagonista? Fino a che punto può arrivare il killer a cui il detective sta dando la caccia? A queste domande possono dare una valida risposta le sottotrame, destinate in questo caso a mostrare al lettore alcuni specifici aspetti.

Supportare il cambiamento del protagonista

Nell’arco della storia il personaggio principale cambia e questo cambiamento si rispecchia anche in chi è intorno a lui: ciò che gli accade influenza anche chi gli sta intorno. È utile chiedersi: come stanno vivendo la situazione i personaggi secondari, come reagiscono?

Raccontare il passato

I flashback sono una forma di subplot utile soprattutto per spiegare il comportamento di determinati personaggi o il rapporto tra di loro. Sempre meglio, però, non abusarne!

Distrarre l’attenzione

Nel caso vogliamo portare al massimo la suspense e poi tenere per un po’ il lettore sulle spine, possiamo inserire una storia nella storia, che metta momentaneamente in pausa lo scorrere dei fatti. Si tratta in questo caso di un piccolo espediente per prolungare la tensione.

Alleggerire la tensione

Ci sono momenti in cui si rischia di cadere nel melodramma, in cui può essere utile concedere un po’ di respiro a chi legge con una vicenda più leggera e magari divertente. I subplots possono permettersi di essere comici e sopra le righe.

Sottolineare un messaggio

Se con il romanzo intendiamo trasmette una nostra opinione, una tesi, un qualsiasi pensiero, le sottotrame possono essere usate in funzione di questo, per dire qualcosa in modo non troppo esplicito o pedante.

Come usare le sottotrame

Qualsiasi sia lo scopo al quale puntiamo usando un subplot, è necessario che questo abbia una certa relazione con l’intreccio portante, altrimenti sarà solo un’inutile deviazione. L’ideale è che una sottotrama porti avanti la storia, in modo da dare coerenza all’insieme. Prima di inserire una qualsiasi situazione minore, sarà utile chiedersi se questa contribuisce realmente a migliorare la vicenda principale o se è solo un riempitivo, una sorta di sistema per allungare il brodo nel caso la storia vi sembri troppo breve o povera. Nessun suplot, per quanto ben congegnato, potrà dare spessore a una trama debole di per sé.

Altrettanto importante è non generare confusione infarcendo il romanzo con troppi fatti secondari, nei quali il lettore potrebbe perdersi e soprattutto smarrire il filo. Il rischio di far disperdere il flusso principale in troppi rigagnoli secondari è sempre in agguato, così come quello di mettere in ombra la trama portante inserendo sottotrame troppo forti e interessanti.

Quando costruiamo una sottotrama possiamo affidarci a grandi linee ai principi che regolano le trame vere e proprie, ovvero strutturarli come una sequenza di eventi collegati da cause ed effetto, e farli sviluppare con un inizio, una parte centrale, un climax e uno scioglimento. E non devono mancare i conflitti, i contrasti e gli ostacoli, insomma un po’ di pepe: qui il pericolo che chi legge si annoi è molto forte, in quanto poco coinvolto. Inoltre, se introduciamo una situazione, sarà bene risolverla prima di arrivare al finale per non lasciare il lettore nel dubbio.

Inoltre, il punto di vista che scegliamo per raccontare la storia ha un’importante attinenza con le sottotrame. Per esempio nel punto di vista multiplo non sempre il nostro protagonista è presente nelle scene, e dunque è compito dei personaggi secondari far progredire la storia. Se invece mostriamo ciò che avviene solo attraverso gli occhi del protagonista (in prima o in terza persona), i subplots sono tutti filtrati da lui.

In conclusione, le sottotrame non sono indispensabili, ma possono contribuire in modo piacevole a dare vita a una storia intrigante, complessa e tridimensionale. E per non smarrirci quando scriviamo e introduciamo subplots accanto al plot principale, può essere utile fare uno schema di tutti gli eventi, controllando che il disegno globale che ne viene fuori sia coerente e armonico.

La guest blogger

Laureata in Lettere e giornalista pubblicista, Maria Teresa Steri ha collaborato come redattrice presso quotidiani e riviste. Ha pubblicato il suo primo romanzo I Custodi del Destino nel 2009. Scrivere è la sua passione da sempre e nel suo blog Anima di carta ama parlare di scrittura creativa e libri.

19 Commenti

  1. Elisa
    5 febbraio 2014 alle 08:08 Rispondi

    Grazie per l’articolo! Adoro le storie con molte sottotrame e vorrei usarle anche io per il mio futuro libro. Ho il dubbio però di creare troppa confusione! Supponendo di avere sub plots di uguale lunghezza quale potrebbe essere il numero massimo oltre il quale si genera confusione?

    • Luciano Dal Pont
      5 febbraio 2014 alle 11:47 Rispondi

      Ciao Elisa, mi permetto di inserirmi per provare a rispondere alla tua domanda, anche se poi Daniele saprà farlo meglio e in modo più esaustivo rispetto a quanto non possa fare io. Comunque, io penso che non ci sia un numero minimo o massimo di sottotrame da inserire in un romanzo, credo che la cosa vada valutata di volta in volta in base alla lunghezza del romanzo stesso e alla complessità e dinamicità della sua trama. Ogni storia è un caso a sè e si dipana con le proprie peculiarità e la propria originalità, ci sono storie che possono funzionare benissimo senza sottotrame, specie nei romanzi brevi e con pochi personaggi (ad esempio il mio romanzo d’esordio, che sarà in libreria a marzo, ha due soli personaggi e nessuna sottotrama) mentre altri, più lunghi e complessi e con molti personaggi, hanno certamente bisogni di subplots sparsi qua e là. L’importante credo sia trovare il guisto equilibrio fra trama principale e sottotrame, adattando e plasmando queste ultime alle esigenze del momento. E certo non è sempre facile per chi, come me, è agli inizi, ma con l’esperienza e i consigli che si possono trovare in blog come questo è certamente più facile imparare.

  2. animadicarta
    5 febbraio 2014 alle 11:53 Rispondi

    Ciao Elisa, mi accodo al commento di Luciano. Il numero di subplots dipende molto dal tipo di storia e dalla sua ampiezza. Pensa a quei romanzi storici che seguono intere generazioni e di conseguenza devono necessariamente contenere molte piccole storie all’interno. Non è facile quindi dare una risposta unica, sicuramente oltre alla lunghezza devi considerare il numero di personaggi che hai inserito, più sono e più si renderà necessario completare la vicenda con delle sottotrame.
    Trovare la giusta proporzione tra trama e sottotrame non è facile e con il tempo e l’esperienza probabilmente si acquista un certo “fiuto” anche per questo.

    • Daniele Imperi
      5 febbraio 2014 alle 12:18 Rispondi

      Io sto finendo il primo volume di 1Q84 e di sottotrame ce ne sono quante ne volete qui :)
      Ma di questo parlerò a breve.

  3. MikiMoz
    5 febbraio 2014 alle 14:13 Rispondi

    Le sottotrame, se ben gestite, sono ciò che rende davvero interessante un racconto, e spesso riescono ad essere più appassionanti della storia principale!
    E’ vero: gestirle è complesso (perché necessitano di un loro spazio che non invada per importanza quello principale), e lo è ancora di più in un racconto corale con risolti nella trama principale (pensiamo allo scrivere un telefilm!)
    Ma senza di queste… che gusto ci sarebbe?

    Moz-

  4. Sandra
    5 febbraio 2014 alle 14:16 Rispondi

    Non mi ero mai veramente resa conto di quanto io usi le sottotrame, quasi ne abuso a dire il vero, fino a quando non ho letto questo post, che, con la solita precisione, ha esposto molto bene l’argomento. Grazie!

  5. helenia
    5 febbraio 2014 alle 14:57 Rispondi

    Finalmente un argomento che parla di sottotrame .credo che sia molto utile per chi vuol iniziare un percorso di scrittura.Complimenti e grazie ! :)

  6. Jo
    5 febbraio 2014 alle 16:11 Rispondi

    Ciao a tutti! Sono nuova da queste parti e mi sto appassionando degli articoli e dei vostri commenti. Davvero interessanti e utili! Riguardo all’argomento citato, mi vengono in mente opere voluminose molto ricche di sottotrame. Tipo Hakawati (il cantore di storie) o Le quaranta porte, piene di personaggi e delle loro vicende, che si fondono all’interno della trama principale. Ho avuto la sensazione che fossero le sottotrame a costituire la trama principale. Per un periodo ho avuto la curiosità di leggere opere di qualche autore medioorientale e le sottotrame mi sono sembrate una loro cartteristica o forse solo un’interessante coincidenza.

  7. Elisabetta
    5 febbraio 2014 alle 16:32 Rispondi

    Maria Teresa, sei andata a fondo dell’argomento così bene e in maniera così esaustiva, bravissima! D’altronde tu e Daniele portate avanti (con notevole impegno) due blog che seguo con piacere (e da cui s’impara!!!). Mi ha fatto piacere leggere questo punto: “Se invece mostriamo ciò che avviene solo attraverso gli occhi del protagonista (in prima o in terza persona), i subplots sono tutti filtrati da lui” perché i miei ultimi due romanzi sono scritti in prima persona, quindi tutte le sottotrame che ho creato, in riferimento ai personaggi secondari, sono in effetti collegate alla visione del protagonista che racconta in prima persona.
    Comunque interessantissimo, grazie!

  8. micaela
    5 febbraio 2014 alle 17:21 Rispondi

    Ciao a tutti,
    Grazie del bellissimo post. Anche oggi mi avete aiutato a crescere, migliorarmi e conoscere cose nuove. Mi state autando giorno dopo giorno a migliorare la mia scrittura, a comprendere meglio i libri che leggo. Grazie…

  9. animadicarta
    5 febbraio 2014 alle 17:30 Rispondi

    Ringrazio tutti per i commenti e per l’apprezzamento. Le sottotrame possono essere molto appassionanti e anche divertenti, basti pensare all’uso che se ne fa per esempio nelle serie televisive, di qualsiasi genere. Persino le sit-com hanno, nell’arco delle breve puntata, un subplot che richiama il tema generale. Imparare a gestirle può essere impegnativo, ma il risultato di certo ripaga! E come ha detto Sandra, spesso si usano in modo spontaneo, perché in fondo la vita stessa è fatta di tanti eventi che si intrecciano insieme.

  10. Tenar
    5 febbraio 2014 alle 18:00 Rispondi

    Il post mi è piaciuto molto, perché espone in modo chiaro un problema complesso.
    Io non sono una fan delle mille sottotrame, anche quando leggo mi affeziono a un numero limitato di personaggi e se la narrazione si frammenta troppo finisco per leggere con impazienza le parti dove questi non sono in scena. Forse per questo da autrice non inserisco molte sottotrame, cerco comunque di sviluppare bene tutti i personaggi principali e di far in modo che ci sia sempre più di un mistero da svelare. Di certo, però, quello delle sottotrame è un aspetto su cui posso migliorare

  11. Kinsy
    7 febbraio 2014 alle 15:35 Rispondi

    Post interessante. In effetti senza le sotto-trame la storia rimane piatta e poco credibile: nessuno vive a sé stante, isolato da quello che lo circonda. L’importante è dosare bene la forza di queste piccole trame, che altrimenti rischiamo di soffocare il tema principale.

  12. Ryo
    8 febbraio 2014 alle 09:20 Rispondi

    Grazie, molto interessante. Piccolo bug report: «e dunque è compiuto dei personaggi secondari far progredire la storia»

  13. La scrittura di Murakami
    12 febbraio 2014 alle 05:01 Rispondi

    […] non si è limitato a scrivere la storia di Tengo e Aomame, ma ha scritto anche storie interne, una serie di sottotrame che completano 1Q84 e danno al lettore una visione dettagliata del mondo che ha […]

  14. Laura Tentolini
    18 febbraio 2014 alle 23:31 Rispondi

    Ciao Anima, bel post, chiaro e completo!
    Come hai detto, la vista stessa è un groviglio di sottotrame, ogni persona che incrociamo, anche solo per un momento, ha una sua storia che, in quel momento, si intreccia con la nostra.
    Se le sottotrame sono coerenti e “quadrano” con la trama principale, allora sappiamo che tutta la storia “tiene”.

    Però, tenere in piedi e sviluppare diverse vicende fino alla fine è una gran fatica…
    Hai presente quelle storie dove tutte le linee narrative convergono nel finale, e si chiarisce tutto?

  15. Come ho fatto a pubblicare il mio libro – Caso studio
    4 marzo 2014 alle 05:02 Rispondi

    […] scrittore di manuali non deve usare la fantasia, destreggiarsi con trame e sottotrame, fra personaggi e colpi di scena. Per scrivere un manuale è sufficiente avere le competenze e la […]

  16. claudia
    3 maggio 2014 alle 06:40 Rispondi

    Interessante articolo, ben chiaro. Faccio uso di sottotrame nei miei scritti senza conoscerne l’importanza da un punto di vista tecnico. Grazie.

  17. Vuoi scrivere un guest post per Penna blu?
    13 agosto 2014 alle 05:00 Rispondi

    […] articolo sul blog Anima di carta di Maria Teresa Steri – tempo fa ha scritto per me il post sulle sottotrame – che elencava una serie di idee per scrivere guest post nel suo blog, una più bella […]

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