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Come soddisfare i lettori del blog

Come soddisfare i lettori del blog

Quando scrivo un post, mi chiedo sempre come andrà a finire: avrà successo?

E cosa significa avere successo quando scrivi un post? Riceverà commenti? Se sì, quanti?

Per me, per il mio metro, un post è andato bene quando ottiene, comprese le mie risposte, almeno 30 commenti. Al di sotto significa che non è stato apprezzato a sufficienza.

Non è una legge universale, questa, sia chiaro. È solo la mia legge. Non possiamo sapere quanto realmente sia apprezzato un articolo, perché esiste un pubblico fantasma, quei lettori che leggono ma non commentano, che magari apprezzano il post, ma non lasciano traccia di sé.

Come capire la soddisfazione dei lettori?

Quando ho scritto lʼarticolo su come scrivere una tagline per un libro, mi aspettavo un successone, una valanga di commenti, invece ce ne sono stati soltanto 25, quindi il post, per quanto mi riguarda, non è andato bene.

Quando ho scritto lʼarticolo sugli strumenti per la scrittura, mi aspettavo silenzio assoluto, unʼaccoglienza tiepida, invece ha ottenuto 81 commenti, quindi è stato un successo.

Questa situazione si è ripetuta altre volte, quindi dovrei aspettarmela, invece continuo a sperare che i post che mi richiedono più tempo saranno più apprezzati. Sono tosto, lo so.

Contenuti tecnici e contenuti banali

Il mese scorso Riccardo Esposito ha parlato del potenziale successo dei contenuti banali nei blog. Forse la gente è stanca degli articoli tecnici? Forse ama di più le storie personali? Lʼesempio che ho fatto prima lo dimostra: il post su come scrivere, se a mano o al computer, è una mia personale storia e ha avuto successo.

Idem per il post sullʼessere o sentirsi scrittori, che ha totalizzato oltre 60 commenti. Lʼintervista sul contratto editoriale non è un post utile? Certo che lo è, ma ha avuto solo 15 commenti, contro i quasi 60 del post sullʼidentikit del perfetto scrittore, articolo banale, e i quasi 70 di quello sullo scrittore che deve saper scrivere tutto.

Cʼè forse una risposta sui pochi commenti ai post tecnici: forse non generano risposte, forse non è quello il loro scopo. Insegnano qualcosa, ma qualcosa che magari non deve essere commentato, che non genera discussione.

Come misurare la soddisfazione dei lettori?

Non parlatemi del numero di condivisioni sui social. Quei numeri non dicono assolutamente nulla, anche perché possono essere falsati.

Qui su Penna blu potevo scegliere se mettere i bottoni social come sono ora o quelli classici coi numeri. Ho scelto questa soluzione (non sono veri bottoni, ma font) perché voglio che un post sia condiviso se ritenuto condivisibile e non perché percepito valido da un numero.

Neanche il numero di visite e letture significa soddisfazione, perché in quel numero sono comprese le mie visite e le mie letture (ogni volta che apro il post, il numero scatta) e anche quelle dei motori di ricerca e degli spammer.

Come misurare la soddisfazione dei lettori dopo la lettura di un post?

Non credo esista un modo univoco per misurarla. Io la misuro con il numero di commenti che genera un mio post. Per me un articolo soddisfa i lettori se crea discussione, dibattito. Il post sugli strumenti per scrivere ha avuto due nuove lettrici (o comunque hanno commentato per la prima volta) e questo per me è un altro segno di soddisfazione: il post ha spinto a commentare chi non lʼaveva mai fatto.

Come soddisfare i lettori di un blog?

Bella domanda. Non ne ho idea. Non so se i miei post soddisfano davvero le aspettative dei lettori, se dopo la lettura chi legge si sente arricchito di qualcosa, con lʼanimo in pace per affrontare i problemi della giornata.

La questione dei contenuti banali è forse una questione inesistente, forse anche scrivendo articoli banali possiamo soddisfare il pubblico. Lʼoriginalità dei contenuti difficilmente si può avere, come abbiamo visto tempo fa.

Potrei rispondere ponendomi io quella domanda: quando mi soddisfa lʼarticolo di un blog?

  • Quando imparo qualcosa (e accade sempre più di rado)
  • Quando il post mi fa riflettere su qualcosa (e accade spesso)
  • Quando il post mi ispira un articolo da scrivere (e succede spesso anche questo)
  • Quando il post genera un dibattito interessante
  • Quando il post tratta un tema sconosciuto o poco noto

Ma di certo non è facile creare contenuti sulla base di queste risposte. Al massimo soltanto lʼultima può essere presa come elemento per creare un articolo, ma le altre no.

La verità sul pubblico di lettori di un blog

Concludo con una considerazione non banale: qual è il pubblico di lettori di un blog? Conoscerlo significa poter misurare il grado di soddisfazione dei nostri articoli. Ma qual è questo pubblico?

Noi possiamo avere soltanto dati relativi, non assoluti. Chi legge e chi condivide i nostri post rappresenta una parte del nostro pubblico. Ma è proprio vero?

Perché a questo punto cʼè unʼaltra domanda che vorrei fare: voi che non rispondete ai commenti siete sicuri di avere un pubblico? Voi che avete centinaia di condivisioni per post e non rispondete ai (pochi) lettori che lasciano un commento, potete davvero dire di avere un pubblico che vi segue?

Davvero i vostri post soddisfano i vostri lettori?

48 Commenti

  1. barbara
    3 giugno 2015 alle 08:56 Rispondi

    Per quanto mi riguarda considero utile un post non solo quando mi informa di qualcosa che non conoscevo ma soprattutto quando suscita in me una emozione.
    Credo sia questo che è successo con il tuo post sulla scrittura a mano o a computer, malgrado non fosse utile come altri ha suscitato più emozione nel pubblico perché è un argomento che punta sul personale e su emozioni condivise.
    Alcuni post tecnici non sono altrettanto empatici, forse è per questo che passano più inosservati.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 13:15 Rispondi

      Penso tu abbia ragione: i post tecnici, accademici, non generano emozioni, empatia. Bisognerebbe scriverli in modo diverso.

  2. ombretta
    3 giugno 2015 alle 09:00 Rispondi

    Ciao Daniele, io faccio parte dei tuoi lettori “timidi” nel commentare anche se ti seguo giornalmente e sto imparando molto sul blogging proprio grazie ai tuoi post tecnici che non credo si possano discutere. Non avendo (ancora) un mio blog non possiedo un pubblico, ma amo la scrittura e ti seguo per questo, per i consigli, le dritte e per il fatto che trovo molto educato il tuo rispondere ai commenti! È indice di rispetto verso chi ti segue e di interesse verso il proprio blog che così cresce aprendo dibattiti e confronti. Ho constatato che non sono molti quelli che utilizzano questo metodo..infatti non li commento più e li seguo con meno frequenza. Forse il tuo post di oggi era rivolto più agli altri blogger che ai lettori, ma colgo comunque l’occasione per dirti che come pubblico mi sento soddisfatta :)

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 13:19 Rispondi

      Ciao Ombretta, benvenuta nel blog.
      Anche i post tecnici si possono discutere :)
      Sul rispondere ai commenti è già pronto un articolo, che parlerà anche di altro.
      Il post di oggi è rivolto ai blogger, certo, ma va bene anche per i lettori, per capire cosa li soddisfa.
      Grazie :)

  3. Serena
    3 giugno 2015 alle 09:01 Rispondi

    Se mai avrò trenta commenti ad un post, quel giorno stapperò una bottiglia di champagne|

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 13:21 Rispondi

      Il tuo post sull’autore 2.0 ne ha 26 :)

  4. Monia
    3 giugno 2015 alle 09:36 Rispondi

    Ma buongiorno, Re Mida del blogging!
    Un altro parametro secondo me importante (parametro di cui Pennaland non deve preoccuparsi perché qui l’interesse dei lettori/commentatori è sempre palesemente alto e… Genuino), ecco, un altro parametro secondo me importante è la qualità dei commenti.
    Chi ha commentato lo ha fatto perché effettivamente è stato colpito dal post, perché ha voglia di dire qualcosa, il confronto che è scaturito nei commenti è interessante? Allora il post è stato realmente un successo.
    Se invece chi ha commentato lo ha fatto solo per lasciare una traccia in un posto in cui spera che molti la vedranno e quindi potranno decidere di iniziare a seguirlo… Diciamo che la quantità di commenti diventa in questo caso forse un po’ meno rilevante.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 13:33 Rispondi

      Buongiorno, addirittura Re Mida del blogging, adesso? :)
      La qualità soprattutto, infatti ho parlato di post che generano discussione, quindi commenti che lascino qualcosa al blogger e agli altri lettori.
      Non sempre succede questo in molti blog, quando trovi una sfilza di “bel post”, “interessante”, ecc.

  5. LiveALive
    3 giugno 2015 alle 10:29 Rispondi

    Mah, non credo che i commenti siano indice di soddisfazione e successo: un post polemico attirerà a prescindere più commenti di un altro, un post che fa un commento a margine su LGBT genererà valanghe di commenti off-topic, un post che tratta di cose sceme e “pop” come i gattini (o le modelle nude) farà sempre più visualizzazioni e commenti inutili di un altro.
    Anzitutto, bisogna pensare al valore del post. è un bel problema, certo: da un lato, ci viene da dire che esistono post più completi e corretti degli altri a prescindere dalla risposta de pubblico; dall’altro, dobbiamo riconoscere che non ha senso adottare un criterio di giudizio che sia avulso dal pubblico, poiché è il pubblico che deve leggere e giudicare, e se non ce la fa a leggerlo è inutile (stessa cosa del giudicare un libro: esiste un tipo di giudizio intrinseco al testo? E che senso ha dare un giudizio che non è poi sperimentabile dal lettore, che non si basa sulla sua risposta?). Ciò nonostante, i post non sono estetica: qui direi che è possibile determinare quando un post è migliore di un altro.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 13:37 Rispondi

      Certi post generano discussione più di altri, ovvio, come quelli politici.
      In altri tipi di blog l’interazione può essere più difficile.
      Il pubblico può giudicare meglio, certo, ma io riflettevo su come sia possibile farlo dalla parte del blogger che ha scritto.
      E qui come determini quando un post è migliore di un altro?

      • LiveALive
        3 giugno 2015 alle 13:47 Rispondi

        Be’, completezza e profondità d’analisi del problema. Per dire, uno può trattare del punto di vista limitandosi a prima e terza persona (post superficiale), e un altro può fare il post colossale con tutta la storia del problema, andando a citare Booth e Genette e gli altri, e via così (post profondo). Certobsi può anche esagerare: bisogna vedere anche come è impostato il blog.
        Detto questo, credo anche io che spesso le questioni tecniche generino meno discussione per il semplice fatto che non c’è nulla da dire. Ma dipende anche dal pubblico: c’è anche chi vuole discutere della tecnica e si interessa poco di altro. Personalmente, dopo un periodo in cui mi sono interessato solo alla tecnica, sto iniziando a pensare a una “metafisica letteraria”, nel senso di questioni come: La similitudine di visioni tra autore e lettore combatte la solitudine? La letteratura può portare a un accordo equilibrato tra intelligenza e istinto come credeva Schiller? La lettura di testi che indicano una nuova chiave di lettura del mondo (Freud, Kant, Darwin, Wittgenstein…) non portano a un miglioramento più consistente della mera pratica tecnica?

        • Daniele Imperi
          3 giugno 2015 alle 13:50 Rispondi

          Sì, sui post tecnici dipende anche dal pubblico. In alcuni casi anche dal tipo di post, magari un tutorial genera discussione, perché i lettori chiedono ulteriori spiegazioni.
          Quelle disquisizioni metafisiche non so quanti commenti potranno generare :)

  6. Gianni Galli
    3 giugno 2015 alle 10:56 Rispondi

    Ciao Daniele,
    è la prima volta in assoluto che rispondo in un blog. Devo complimentarmi con te, si capisce bene che conosci il “mestiere”: conoscenza e competenza, informazione e entusiasmo. Il valore più alto che hai, secondo me, è la tua smisurata passione che riesci anche a trasmettere e diventa motivante per chi ti legge. Ho appena terminato di scrivere il mio primo ebook, che vorrei promuovere tramite il mio sito in costruzione e, perchè no, grazie a un blog.
    Il problema è anche quello di non conoscere molto il mondo informatico, per questo mi sto affidando a un professionista del settore. L’argomento riguarda lo sport dilettantistico e, in paricolare, come organizzare un valido settore giovanile etico e responsabile. Ho 60 anni e, per tanti anni, sono stato dirigente di società dell’hinterland bolognese, in parallelo alle mie attività principali. La mia mission è quella di far crescere la cultura sportiva, molto scarsa nel nostro Paese, nei vari attori di questo variegato e variopinto mondo; dirigenti, tecnici, genitori, insegnanti, amministratori pubblici, A Bologna, quando apprezziamo una persona, diciamo così: ” Sei un Grande”. Con stima, Gianni Galli

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 13:39 Rispondi

      Ciao Gianni, benvenuto nel blog.
      Hai avuto il battesimo del commento su Penna blu, allora :)
      Grazie per i complimenti e auguri per l’ebook.

  7. Loredana
    3 giugno 2015 alle 11:45 Rispondi

    Ma che bella serie di domande, una più bella e importante dell’altra. Penso di aver dato più o meno le tue risposte tra parentesi…la riflessione che mi ispira principalmente questo articolo è che è necessario che mi concentri per scrivere in modo da interessare. Non che non l’abbia mai fatto prima, ma la questione del dare qualcosa su cui riflettere, lavorare o un’ispirazione positiva in chi legge, mi piace molto e mi risuona. Grazie per averla fatta emergere.
    Sinceramente, penso che i miei post non soddisfino tantissimo i miei lettori, e ho individuato la causa. Ora si tratta solo di porvi rimedio.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 13:42 Rispondi

      Scrivere per interessare è la prima cosa a cui deve puntare un blogger. Qual è la causa della poca soddisfazione per i tuoi post, secondo te, e come fai a dire che soddisfano poco?

      • Loredana
        4 giugno 2015 alle 10:51 Rispondi

        La risposta più ovvia che mi viene è che ho pochissimi commenti. E la causa è che non riesco a interessare come dovrei.

        • Daniele Imperi
          4 giugno 2015 alle 12:35 Rispondi

          Potresti avere pochi commenti perché hai anche poche visite. Se hai un sistema di statistiche, controlla quante ne hai in media al giorno.

  8. MikiMoz
    3 giugno 2015 alle 12:39 Rispondi

    Il numero di commenti ok, ma anche la qualità degli stessi.
    Posso ritenermi fortunato, anzi ne ho fin troppi e la cosa che mi spiace è avere sempre meno tempo da dedicare ai miei lettori che hanno speso 5 minuti per me.
    Vedi, da un problema poi ne nasce un altro…

    Moz-

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 13:43 Rispondi

      La qualità prima di tutto, quello è scontato. Quando ne hai 100 come te, che succede spesso, il tempo ci vuole… :)

  9. Ivano Landi
    3 giugno 2015 alle 13:14 Rispondi

    Sì, penso anch’io che i commenti siano il metro più importanti. Ma anche la loro qualità, come ha sottolineato Miki. Lo spazio commenti della mia blog novel si è trasformato pian piano in una specie di mini forum dove i lettori, o meglio le lettrici, si scambiano pareri sull’evolversi della storia e sulle sue possibili interpretazioni. Avere lettori così coinvolti è sicuramente quanto di meglio posso desiderare come blogger.
    Riguardo ai post, a me piace l’impegno, ma penso sia importante alleggerire ogni tanto con post più leggeri, anche solo nella misura di un paio al mese. Altrimenti il blog rischia di affondare per troppo peso…

    • MikiMoz
      3 giugno 2015 alle 13:39 Rispondi

      Ivano, hai ragione.
      Peccato che in giro ci sono così tanti snobbettini che credono che un post leggero sia automaticamente un post cazzatona.

      Moz-

      • Daniele Imperi
        3 giugno 2015 alle 13:45 Rispondi

        Tu hai fatto della leggerezza la tua filosofia e funziona alla grande :)

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 13:45 Rispondi

      Sono d’accordo anche io sui post leggeri, anche qui ne scrivo e più di due al mese. Tendo a scriverne almeno uno a settimana, almeno per me quelli sono leggeri :)

  10. Francesco Magnani
    3 giugno 2015 alle 13:39 Rispondi

    Anche per me il riscontro più importante sono i commenti. Sono cresciuti e sono costanti, ma non ne ho ancora tanti. Cerco di studiare la mia nicchia per offrire contenuti utili e interessanti, l’obiettivo è quello di creare una discussione ad ogni post.

    Gestire un blog significa anche avere rispetto per gli altri, ogni qualvolta ricevo un commento sono enormemente felice e cerco di rispondere il prima possibile. Non sopporto chi non risponde ai commenti.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 13:47 Rispondi

      All’inizio neanche io ne avevo tanti, a nessuno capita, a meno che non sia un personaggio conosciuto.
      Io ora mi sono imposto di rispondere dopo pranzo ai commenti del post del giorno, altrimenti mi distraggo in continuazione. Se invece arrivano commenti a post più vecchi, rispondo appena posso.

  11. Veronica
    3 giugno 2015 alle 16:05 Rispondi

    Ciao,
    credo sia difficile misurare il grado di soddisfazione, sicuramente i commenti, se sono di qualità, sono un ottimo indicatore ma lo è anche cercare di capire il comportamento che, le persone che non commentano, hanno sul blog. Io, per ora, ho pochissimi commenti (credo sia normale per un blog giovane) e mi baso principalmente sulle statistiche di google: per ora non ho tantissimi lettori ma la maggior parte di loro rimane sul mio blog per molto tempo e visita varie pagine. Questo credo che sia indicativo e da tenere in considerazione perché mi ha aiutata a capire che il mio problema, probabilmente, non è quello che scrivo ma come lo scrivo, nel senso che ciò che scrivo interessa i miei lettori, ma non stimola la discussione, per cui dovrò lavorare su questo perché vorrei arrivare ad avere un blog ricco di interazioni.
    ****
    Al riguardo dei post più tecnici, credo che sia più difficile ottenere dei commenti perché, se sono esaustivi, le persone imparano qualcosa e non hanno altre domande da fare oppure non stimolano discussione perché le persone credono di non essere abbastanza brave e di aver solo da imparare (mi baso su quello che è il mio comportamento in questi casi).
    ****
    Il rispondere ai commenti è una cosa fondamentale per me: io smetto di seguire i blog in cui l’autore non risponde ai miei commenti, non vedo perché gli altri non dovrebbero fare lo stesso con il mio. E poi è una questione di rispetto e educazione verso chi dedica il suo tempo a leggermi e a lasciarmi una traccia del suo passaggio.
    ****
    p.s. Sto preparando un post per il mio blog e vorrei citare (ovviamente linkandolo) un tuo post dell’anno scorso: posso farlo?

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 16:17 Rispondi

      Non credo sia possibile misurare il comportamento di chi non commenta.
      Le visite sono un metro non affidabile: non puoi sapere chi resta su una pagina e perché.
      Certo che puoi citare un mio post, le citazioni sono lecite :)
      Grazie.

      • Veronica
        3 giugno 2015 alle 16:26 Rispondi

        In mancanza di commenti, credo sia l’unica cosa che posso fare: credo che vedere che qualcuno sta sul mio blog sui 10/15 minuti e visita 2 o 3 pagine, sia comunque indicativo di un certo interesse. È chiaro che i commenti sono un’altra cosa, ma quelli non li ho: per ora mi piace pensare che sia perché il blog ha un mese e ci vuole tempo per cui, per il momento, cerco di aggiustare il tiro basandomi su quel poco che ho, cioè le analytics di google, più avanti vedrò cosa fare.
        ****
        Grazie per la citazione in regalo :)

        • Daniele Imperi
          3 giugno 2015 alle 16:41 Rispondi

          Un mese è in effetti poco, devi “lavorare” commentando in altri blog e condividendo i tuoi post su qualche social.

          • Veronica
            3 giugno 2015 alle 16:54 Rispondi

            Grazie mille dei consigli, sono cose che sto più o meno già facendo, insieme al “lavorare” per cercare di fare guest posting.
            Il “problema”, se così vogliamo chiamarlo, è che non sono il genere di persona che commenta solo per fare conoscere il blog, lo faccio se ho qualcosa che abbia un senso da dire e se il blog mi piace, come faccio anche qui. Cerco di essere il tipo di lettore che vorrei avere nel mio blog. Ci vorrà più tempo così? Forse… ma mi va bene così.
            Grazie ancora :)

  12. Mr Tozzo
    3 giugno 2015 alle 16:22 Rispondi

    Secondo me un post è utile (e quindi soddisfa i miei lettori) quando riesce a risolvere un problema o comunque quando il lettore va via dal blog con qualcosa in più rispetto a quando è arrivato.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 16:46 Rispondi

      Ciao Mr Tozzo, benvenuto, anche se già ci conosciamo :)
      I post tecnici devono risolvere un problema, sono nati per quello. Quindi, se ben sviluppati, sono utili e soddisfano.
      In genere per me conta il secondo motivo che hai citato: quando esci dal blog con qualcosa in più rispetto a prima.

      • Mr Tozzo
        4 giugno 2015 alle 08:33 Rispondi

        Esatto se riesci ad ottenere quel risultato allora puoi dire di aver creato un post di successo !!

  13. Erin Wings
    3 giugno 2015 alle 16:59 Rispondi

    Ciao, io questa domanda me la sono posta molte volte. E so la risposta: non penso proprio che i miei post soddisfino i miei lettori. Infatti sto cercando di migliorare i contenuti, solo che non è affatto semplice. Poi capita che lavoro giorni a un post e nemmeno un commento, un’altra volta invece scrivo di getto due righe di poesia e allora qualche commento arriva… No, non è per niente facile.
    Secondo me ci vogliono contenuti interessanti, post non troppo lunghi e tanta pazienza e passione. E qualcosa da scrivere.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 17:02 Rispondi

      Per quale motivo pensi che i tuoi post non soddisfino?
      La storia è la stessa un po’ ovunque: nei post a cui ti dedichi di più arrivano pochi commenti. Io sto scrivendo un post lunghissimo, sono a 5000 parole e ancora non arrivo a metà… sono curioso di vedere come sarà preso.
      Sulla lunghezza non sono d’accordo: dipende da come è sviluppato il post.

  14. Marina
    3 giugno 2015 alle 20:30 Rispondi

    Tante volte capita di volere dare risposte impegnative, magari esprimere un punto di vista elaborato e di doverlo fare in poche righe (perché anche i commenti infiniti stancano), allora ci vuole tempo che bisogna togliere a qualcosa’altro e questo è un forte deterrente. Poi può esserci una sorta di inibizione da parte di chi, magari, pensa “e se sto dicendo una sciocchezza?” e dunque preferisce non lasciare traccia. Però io sostengo che leggere con interesse un blog e commentarlo non siano attività complementari: il successo di pennablu è dato dal numero di occhi che si soffermano su questa pagina, poi che all’articolo non corrisponda un tot numero di commentatori non è così determinante.
    A me piace pensare di avere più spettatori silenti di quelli che lasciano i loro commenti a fine post (in questo rafforzata dalle mail che ricevo spesso negli ultimi tempi da parte di persone che apprezzano il mio blog, ma preferiscono rivelarsi “in privato”). E in ogni caso, sono molto soddisfatta di come stiano andando le cose dalle mie parti: i numeri sono cresciuti piano piano ma con costanza (numero di lettori e di commentatori), ma pensare di arrivare alle cifre tue…

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 07:33 Rispondi

      Sì, alcuni commenti richiedono tempo, è vero, ecco perché scelgo un momento preciso della giornata per rispondere. Anche a me capita chi preferisce scrivere in privato. Per quanto riguarda i “miei numeri”, devi considerare che nel tuo blog ci sono un centinaio di post, contro i quasi 1800 che sono pubblicati qui. Però vedo che ultimamente sei più costante nelle pubblicazioni e c’è comunque un buon numero di commenti.

      • Marina
        4 giugno 2015 alle 08:35 Rispondi

        Non amo le sviolinate, ma in questo caso trovo opportuno dedicartene una: l’input per tutto quello che riguarda il mio blog è nato dai post di PennaBlu; credo che alla fine debba essere questa la tua più grande soddisfazione: sapere di piantare buoni semi e accorgerti che qualcuno li fa fruttare! ;)

        • Daniele Imperi
          4 giugno 2015 alle 08:41 Rispondi

          Sì, questa è una bella soddisfazione e grazie della “sviolinata” :)

  15. Giuse Oliva
    3 giugno 2015 alle 20:48 Rispondi

    Ciao, non saprei davvero come e cosa rispondere.
    Non credo che la quantità di commenti sia indice di apprezzamento, altrimenti potrei chiudere il blog domani :P

    Credo che la quantità di commenti sia una percentuale dei lettori del blog, compresi quelli timidi. Più il post coinvolge, in bene o in male, più commenti arrivano…

    :D io non faccio testo, troppi pochi lettori XD

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 07:35 Rispondi

      La quantità dipende anche dal numero totale dei lettori, certo, ma non ne sono così sicuro. Il tuo blog è ancora giovane, quindi è normale un basso numero di lettori :)

  16. Grazia Gironella
    6 giugno 2015 alle 21:38 Rispondi

    Le domande che ti poni tu me le pongo anch’io, con esiti simili; però devo dire che ultimamente mi metto meno problemi. Non sempre si azzecca l’argomento o il taglio dell’articolo, e non sempre i lettori rispondono come previsto. Soprattutto, molti lettori non rispondono, e anche questo è un loro diritto. Visto che non è autopromozione, posso citare il link a un articolo interessante di Simone Bennati sui lettori silenti? Ecco qui: http://bennaker.com/come-lettore-uccide-blogger/. (Se cancellerai il commento per via del link, non mi offenderò. :) )

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2015 alle 07:57 Rispondi

      Ma no che non cancello il commento :)
      Mi vado a leggere il post. Penso anche io che non sempre indoviniamo argomento e taglio del post, ma forse è vero anche che non sempre i lettori si aspettano il giusto post. Dipende anche dalle aspettative del pubblico.

  17. animadicarta
    10 giugno 2015 alle 16:48 Rispondi

    Ho letto questo tuo post quando lo hai pubblicato, ma non avevo tempo per dire la mia. Lo faccio ora perché le tue domande me le sono poste anche io, così come ho notato tante volte che quelli che io considero post poco impegnati siano quelli più commentati.
    Non so se i commenti possano essere un buon parametro per il successo di un post, forse è così ma solo in parte. Magari andrebbe considerato il fatto che ci sono articoli facili da commentare, altri meno.
    Tu fai l’esempio dell’intervista sul contratto editoriale, che era sicuramente un ottimo post ma non di quelli che ti strappano un commento. Ricordo di averlo apprezzato molto perché mi ha dato informazioni utili, ma non mi sembra di averlo commentato perché in certi casi riesce difficile dire qualcosa. Magari non si commenta perché scrivere semplicemente “bel post” ci sembra inutile o stupido. O perché non si ha nulla da aggiungere.

    • Daniele Imperi
      10 giugno 2015 alle 16:56 Rispondi

      Sì, anche secondo me ci sono post più facili da commentare, ecco spiegato perché quelli più leggeri ottengano più riscontro.
      Sull’intervista sul contratto hai ragione: o non ti è chiaro qualcosa, e allora fai una domanda all’intervistato, o prendi atto di quello che hai letto e imparato.

  18. woorden
    7 luglio 2015 alle 21:44 Rispondi

    ………..sono un lettore silente. Già! ho girovagato tra qualche blog: spesso ho trovato post davvero interessanti, Dopo aver letto l’articolo mi son sentito arricchito…..spesso ho lasciato una traccia più o meno tangibile del mio passaggio tipo ” :-) bel post o condivido…..ecc…” .
    Non mi sono quasi mai spinto oltre poiché, nelle discussioni mi sembrava di entrare a gamba tesa….. Ora mi sono imbattuto in pennablu :non posso non apprezzare il lavoro svolto! :-).
    ho trovato molti spunti di riflessione, molte dritte su come pianificare l’attività utile per gestire un blog………….il link è nella lista dei miei preferiti.
    Se posso permettermi immagino un blog come “luogo” in cui scambiare le idee e tornare a casa un po’ più ricchi. Credo che pennablu sia un bel “luogo”. GRAZIE :-)

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2015 alle 07:59 Rispondi

      Ciao Giancarlo, grazie e benvenuto nel blog :)

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