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Il vero senso del guest blogging

Al di là della SEO – che secondo me col guest blogging non ci ha mai azzeccato nulla – e del web marketing – che in realtà ci azzecca eccome – il guest blogging è una pura collaborazione fra blogger per creare contenuti utili ai propri lettori con una voce diversa dal solito.

In molte trasmissioni televisive non c’è forse l’ospite? E che cosa fa? Non crea forse contenuti diversi dal consueto programma? E cosa ci guadagna? Nel caso della TV denaro. Ma diciamo che ci guadagna in fama, in immagine. In pubblicità.

SEO e guest blogging

C’è stato un tempo – che purtroppo perdura – in cui si scrivevano guest post per migliorare il posizionamento del proprio blog. Vere e proprie strategie venivano messe in atto per scovare i blog più idonei in cui scrivere.

Questo sistema mi è sembrato sempre irrispettoso: il blog veniva visto soltanto come un posto in cui piazzare il solito link e non come un luogo in cui iniziare una collaborazione fra blogger.

Poi è arrivato Matt Cutts, uno degli ingegneri dell’azienda Google, che ha iniziato a tenere sott’occhio i guest post, per via della gran massa di contenuti-spam pubblicati. I risultati si sono visti, perché molti hanno mostrato evidenti segni di paura e nei loro blog non sono più apparsi guest post, ma “guest contribution” o perfino profili autore come nei blog multiautore.

Io non ho paura di Google e mi sembra giusto avvisare a inizio post che l’articolo è stato scritto da un’altra persona.

L’ospite del blog

Riprendendo il discorso della TV, sapete chi è l’ospite che viene invitato? Un personaggio conosciuto. Altrimenti non avrebbe senso. Non viene chiamato a partecipare il primo tizio che si incontra per strada, vi pare?

Io credo che il termine “guest” venga troppo spesso ignorato nel guest blogging. Ormai il guest post è diventato un termine unico per indicare un contenuto creato per strappare un altro link alla blogosfera.

Per me, invece, quel “guest” riveste un’importanza fondamentale, al punto che non accetto più proposte da chi non ha mai commentato nel blog. Per me non è normale né educato apparire in un blog come autore senza aver mai partecipato a quel blog, perché un blog è partecipazione attraverso i commenti, attraverso la discussione e il dialogo fra blogger e lettori.

Ecco quindi che il guest blogger non solo non desta sorpresa nei lettori abituali del blog – che altrimenti avrebbero tutte le ragioni nel dire “e questo chi è?” – ma, anzi, subito riconosciuto, innesca curiosità.

Come non proporre un guest post

  • Da perfetti sconosciuti, come ho appena detto. Perché dovrei accettare un guest post da chi non ha mai frequentato il mio blog? Certo, uno può leggere i vari post senza mai commentare, ma allora perché scrivere un articolo se non hai tempo e voglia di scrivere un semplice commento? Voi ospitereste uno sconosciuto in casa vostra? Io no.
  • Parlando di link nel testo: questo non vi fa pensare a nulla? A me sì, e non credo di essere troppo prevenuto – in realtà lo sono. Questo a me fa pensare al solito articolo scritto con l’unico scopo di racimolare link per mettere in atto la obsoleta link building.

Buone pratiche di guest blogging

Le ribadisco, perché non sembrano ancora molto chiare.

  1. Frequentare il blog in cui si vuole proporre un guest post: si imparerà a conoscere il blogger, ciò che scrive, quali contenuti gradisce, i suoi lettori. Frequentare significa leggere gli articoli e partecipare al dibattito.
  2. Leggere le linee guida del guest blogging: perché molti non le leggono, lo so. Ne ho le prove. Se non ci sono linee guida scritte in chiaro, allora chiederle al blogger.
  3. Scrivere un articolo migliore di quelli che si pubblicano nel proprio blog: perché io ho sempre pensato che in casa altrui ci si debba comportare meglio che nella propria.
  4. Non pensare ai link, ché tanto nella biografia a fine post ci saranno, uno al blog e uno a qualche profilo sociale.

E voi come accettate guest post nei vostri blog? Siete così rigidi come me?

26 Commenti

  1. Chiara
    9 settembre 2014 alle 08:36 Rispondi

    Ciao Daniele, io sul mio blog ho finora pubblicato un unico guest-post, tra l’altro decisamente interessante. È stata una cosa estemporanea: non riuscivo ad “uscire” per la consueta pubblicazione ed un lettore ha voluto darmi una mano.
    Da tempo mi sono ripromessa di scrivere una pagina di linee-guida per la pubblicazione dei guest-post. Forse lo farò questa settimana. Devo confessare che, oltre al piacere di collaborare con altri blogger, questa pratica consente anche di alleggerire un po’ la mole di lavoro e lasciarmi più tempo per il romanzo.
    Anche se non ho ancora definito le mie regole, prevedo che sarò abbastanza “pignola” perché molto gelosa delle mie cose. Non voglio che sia travisata la mia idea.
    Quanto a me, ho scritto due guest-post per Anima di Carta, nel primo mese di apertura del mio blog. Mi sono serviti davvero tanto per farmi conoscere. E ti confesso che già da un mesetto sto valutando l’idea di proporre un mio guest-post a te, ma proprio per la presenza di regole sto ancora riflettendo sui contenuti e, soprattutto, sul titolo: sono un po’ negata, non li so scegliere bene!

    • Daniele Imperi
      9 settembre 2014 alle 15:50 Rispondi

      Ciao Chiara,

      certo, di sicuro ogni tanto alleggerisce il lavoro del blogger.

      Per il titolo si vedrà, qualche idea ci verrà in mente :)

  2. Salvatore
    9 settembre 2014 alle 09:49 Rispondi

    Per me fare il guest blogger per Pennablu è stata una bella esperienza, divertente e istruttiva. Istruttiva perché ho anche imparato molto, sia scrivendolo il post, sia leggendo i commenti di chi è intervenuto. Questo è un aspetto che non viene mai sottolineato, ma che per me invece è fondamentale. Era il primo guest post che scrivevo in vita mia e lo rifarei. Non per farmi conoscere né per inserire link, ma semplicemente perché ci si confronta con una realtà diversa dalla propria.
    Un grazie a Daniele per l’opportunità che mi ha concesso. :)

    • Daniele Imperi
      9 settembre 2014 alle 15:51 Rispondi

      Ha avuto un bel successo il tuo post, è nella classifica :)

      Quando vuoi, Penna blu è qui.

  3. Carlo A.
    9 settembre 2014 alle 10:54 Rispondi

    Ciao Daniele,
    al momento non ho ancora avuto la fortuna di ricevere guest post, tuttavia mi piacerebbe anche farne qualcuno su qualche blog di scrittura, che da un po’ di tempo seguo. Purtroppo, come dici te, il guest blogging “moderno” è troppo spesso sinonimo di link building e conseguentemente ha perso il vero valore aggiunto che dovrebbe portare con sé.

    • Daniele Imperi
      9 settembre 2014 alle 15:52 Rispondi

      Ciao Carlo,

      basta dissociarsi da certi guest blogger e siamo a posto.

  4. Luisa
    9 settembre 2014 alle 11:08 Rispondi

    Ciao Daniele,
    post illuminante perchè io invece sono stata a volte più flessibile dando l’occasione di scrivere un guest post…legato magari alla sezione Viaggi…ed anzi posso aggiungere che mi capita periodicamente di ricevere richieste in tal senso, post commissionati da terze persone. Però, in effetti, perchè agire in modo cortese con chi appare dal nulla per ricadere magari nel nulla? Sto link building ha tali effetti benefici, se fatti così?
    Io credo molto nella condivisione di contenuti e opinioni, personalizzarsi più che promocommercializzarsi…in fondo anche il mio blog è nato così, per dare libera espressione alle tante idee ed opinioni maturate negli anni. Buona giornata, Luisa

    • Daniele Imperi
      9 settembre 2014 alle 15:54 Rispondi

      Ciao Luisa,

      in realtà Google, come ho scritto, li sta tenendo d’occhio, perché spesso sono solo testi di bassa qualità con link esterni.

      Per il blog sui viaggi, poi, immagino ci sia un bel lavoro di ricerca per piazzare link qui e là, vista la grande concorrenza.

  5. LiveALive
    9 settembre 2014 alle 11:30 Rispondi

    Non posso dirti niente perché io non ho un blog XD però, nell’ipotetico sito che vorrei aprire, non credo che accetterei a prescindere articoli degli altri. In realtà accetterei post anche da gente mai viste, ma devo essere per lo più d’accordo con quanto dice. Intendo dire che non ha senso aprire un sito che dice tutto e il contrario,di tutto: per il confronto di idee esistono i forum e le riviste, ma un sito o un blog hanno un amministratore e una precisa linea: bisogna mantenere una certa coerenza.
    Poi dipende anche dalla linea del sito. Per esempio, io potrei aprire un forum per parlare della letteratura in generale, e allora posso accettare qualsiasi idea legata all’argomento. La mia idea però sarebbe aprire un sito di critica basato sulla reader-response, e allora non posso accettare un testo altrui basato, per dire, sulla new critic.

    • Daniele Imperi
      9 settembre 2014 alle 15:56 Rispondi

      Tu sei il primo guest blogger senza blog, quindi con te andiamo sul sicuro che non piazzi link :D

      Sulle idee contrarie dipende dal tema. In alcuni casi a me non creano problema. Per esempio, io sono convinto che non si possa scrivere di getto un romanzo senza abbozzare qualcosa, ma se uno mi propone un post su come scrivere di getto un romanzo, per me è ok, nessun problema.

  6. Alessandro Cassano
    9 settembre 2014 alle 11:34 Rispondi

    Il mio è un caso particolare: mi piace scrivere guest post in quanto adeguarsi al taglio deciso dal padrone di casa è un esercizio molto impegnativo.
    Per “adeguarsi” non intendo “autocensurarsi”, bensì cercare di scrivere contenuti che risultino in armonia con quelli normalmente pubblicati dall’autore del blog.
    Per esempio, il mio articolo sull’uso degli avverbi nella scrittura probabilmente è uno dei miei post meglio riusciti, ma sul mio blog stonerebbe in quanto il “taglio editoriale” è ben differente, più canzonatorio e distruttivo.

    Il mio consiglio è: prima di entrare in casa d’altri, pulitevi bene le scarpe sullo zerbino. L’arrivismo, purtroppo, ha contaminato da tempo la blogosfera.

    • Salvatore
      9 settembre 2014 alle 11:42 Rispondi

      Bella l’immagine di adeguare il taglio al blog come esercizio di scrittura. In effetti è stato così anche per me. :)

    • Daniele Imperi
      9 settembre 2014 alle 15:57 Rispondi

      Questa è una pratica che bisogna sempre fare, secondo me, per non creare disomogeneità con gli altri post.

      Vero, su Obbrobbrio non mi aspetterei un post del genere :)

  7. Grazia Gironella
    9 settembre 2014 alle 14:04 Rispondi

    Sono la dimostrazione vivente che c’è chi non legge le linee guida! Anzi, prendo l’occasione per scusarmi anche qui di non avere risposto a tutti i commenti nell’occasione in cui mi hai ospitata. Mi sembrava di occupare troppo spazio, visto che non ero a casa mia, e invece sono stata semplicemente, inconsapevolmente scortese.
    Mi piace il guest posting, ma ultimamente non sto interpellando nessuno. Perché? Mi domando cosa possa interessare ai lettori. Credo che sia vero ciò che dici all’inizio del post: il guest posting richiede un personaggio conosciuto nell’ambiente. In caso contrario è difficile che l’articolo attiri il lettore (ma non è detto). D’altra parte sto conoscendo tramite il blog persone che apprezzo molto, cui darei volentieri spazio a prescindere dalla loro fama. Sto meditando per trovare un equilibrio tra le due cose.

    • Chiara
      9 settembre 2014 alle 15:27 Rispondi

      Sinceramente, io non ho prestato molta attenzione alla “fama” dell’unico guest-blogger che finora ho avuto, così come non ne ha prestata MTS quando, subito dopo aver aperto il blog, mi ha consentito di pubblicare il primo dei miei due articoli su Anima di Carta. Ai tempi, non ero “nessuno” nel vero senso della parola: avevo aperto il blog appena da due settimane. è stata un’esperienza fondamentale per aumentare le visite da me. Senza quell’ospitata, probabilmente molti non mi conoscerebbero nemmeno adesso.

      Allo stesso modo, non ho alcun problema ad ospitare un autore sconosciuto, l’importante è che sia bravo. Il post di Gaspare Burgio è stato apprezzato e gradito da tutti. Mi piace essere utile a chi inaugura un nuovo blog, a prescindere dal mio tornaconto personale. Dopo tutto, non lo bloggo per “lavoro” quindi posso mettere da parte le strategie di marketing :)

    • Daniele Imperi
      9 settembre 2014 alle 15:59 Rispondi

      Pochissimi le leggono…

      Ahaha, vero, mi ricordi che pensavi non dovessi scrivere così tanto :D

      Per sapere cosa può interessare i lettori di un altro blog basta vedere cosa pubblica di solito quel blog.

  8. MikiMoz
    9 settembre 2014 alle 15:14 Rispondi

    Forse un po’ meno rigido, ma chiedo di curare almeno i commenti che si riceveranno per il PROPRIO articolo.
    E’ brutto che tizio scrive da me e ignora poi cosa gli viene detto dai miei lettori, no?

    Moz-

    • Daniele Imperi
      9 settembre 2014 alle 15:59 Rispondi

      Più che giusto, altrimenti inutile scrivere l’articolo.

  9. Giordana
    9 settembre 2014 alle 16:19 Rispondi

    Nel mio piccolissimo blog non sono così rigida sui guest post, anche perché non ho mai avuto richieste per ospitarne.
    In realtà mi piacerebbe organizzarne uno, ma ancora non conosco bene lo strumento, quindi prima mi toccherà studiare un minimo. Concordo però con quanto dice Miki, se l’autore non risponde ai commenti, non ha senso.

  10. Grazia Gironella
    9 settembre 2014 alle 18:30 Rispondi

    Mi rimangio ciò che ho detto, visto che ripensandoci lo trovo una sonora stupidaggine: non è affatto detto che il guest debba essere conosciuto per avere qualcosa di valido da dire. Del resto chi avrebbe mai accettato o richiesto un mio guest post sulla base della mia fama? Non siamo un paese in cui i blogger hanno milioni di lettori, come sottolineavi in un precedente articolo, perciò non ci sono blogger di serie A e blogger di serie B. Le differenze, semmai, sono altre. Credo proprio che riaprirò il discorso prossimamente.

    • Daniele Imperi
      9 settembre 2014 alle 19:58 Rispondi

      Ma guarda che io non intendo conosciuto nella blogosfera, ma nel blog in cui vuole scrivere. Sono due cose diverse.

  11. Grazia Gironella
    9 settembre 2014 alle 20:06 Rispondi

    Il “conosciuto” era collegato al resto del discorso, a rileggerlo adesso mi sembra molto chiaro.

  12. Bruna Athena
    15 settembre 2014 alle 08:17 Rispondi

    Come solitamente accade, sono d’accordo su tutta la linea. E aggiungo di esser stata davvero contenta di aver contribuito almeno una volta a Penna Blu!

  13. Claudia
    19 settembre 2014 alle 17:35 Rispondi

    Ciao Daniele,
    sono in parte d’accordo con te, ma personalmente non sono così rigida. Accetto volentieri guest post da altre persone, purché ovviamente siano di qualità.

    La cosa che m’infastidisce di più non è se la persona è un perfetto sconosciuto o se non ha mai commentato il mio blog. Quello che mi infastidisce davvero è chi ti contatta per pubblicare un guest post e infilarci dentro un link a un sito che oltretutto non è neanche suo. So benissimo che lo fanno per lavoro e appunto per migliorare l’aspetto SEO, ma personalmente, e qui concordo con te, vedo più il guest blog come un metodo per fare web marketing, per trasmettere un idea, un progetto, per farsi conoscere certo.

    Per il resto, non ho mai trovato così negativo ospitare qualcuno che non è “di casa”. Lo vedo come chiudere la porta in faccia a qualcuno solo perché non l’ho mai visto prima. Magari poi delude, in altri casi invece si rivelerà una conoscenza ottima, anche se nuovissima!

    • Daniele Imperi
      19 settembre 2014 alle 18:58 Rispondi

      Quelle sono basse tecniche seo, che con me non attaccano :)

      Purtroppo ogni tanto qualcuno ci prova, per fortuna accade raramente.

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