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Storia di un libro che non è un libro

Ship of Theseus di V.M. Straka

 Ship of Theseus

Non è facile parlare di questo libro. Prima di iniziare lʼarticolo ho atteso molto, volevo capire il modo migliore per presentarlo, anche se da tempo ormai se ne parla in rete. Io ne sono venuto a conoscenza su WhatsApp tramite un amico che lʼaveva appena comprato e ci ha spedito una foto. Ma in quel momento, con nessuna informazione al riguardo, non ho mostrato alcuna curiosità.

Poi ne parlammo a voce e allora capii che quel libro non era come gli altri, che gli autori avevano creato qualcosa che forse non si può ripetere. Man mano che ne conoscevo i particolari, la curiosità – e il desiderio – di comprare quel libro, di possederlo, iniziava a farsi strada in me.

Il giorno dopo lʼho acquistato su Amazon. In versione originale, in inglese, anche se ne è stata fatta una traduzione italiana, ma un libro come quello va preso così come è stato concepito.

Soprattutto, un libro come S. non va prestato. Mai. A nessuno. Se un giorno dovessi sposarmi, mia moglie dovrà comprarsi una sua copia personale, se vuole leggerlo. Lo stesso dovranno fare i miei figli. Quella copia è mia.

Come viene venduto Ship of Theseus

Il libro è protetto dal cellophane. Non potrebbe essere venduto diversamente. Il libro è contenuto in un cofanetto nero e cʼè un sigillo che ne impedisce la fuoriuscita. Chiunque, se non ci fosse il cellophane, potrebbe rompere quel sigillo e allora tutto andrebbe perduto.

Ho impiegato oltre due mesi per togliere il sigillo a questo libro. Motivi strettamente personali mi hanno impedito di dedicarmi al libro quando mi arrivò e poi, lo confesso, me ne sono completamente dimenticato.

Era lì, nella libreria, ogni tanto lo guardavo ma mi sembrava di commettere un peccato a spezzare quel sigillo di carta, ma alla fine lʼho fatto. E in un certo senso ora me ne sono pentito. Forse me ne compro unʼaltra copia e la lascio intonsa, per proteggerne la verginità.

Come si presenta Ship of Theseus

Pesa 970 grammi e sono solo 460 pagine. Ma in realtà non sono solo 460 pagine, perché gli autori hanno fatto in modo che ogni pagina del libro contenesse più informazioni di quelle che normalmente ci si aspetta di trovare in una pagina.

Il libro, come ho scritto, è in un cofanetto nero opaco su cui campeggia unʼenorme gotica “S.”. Nella “quarta” del cofanetto cʼè la tagline del libro:

One book. Two readers. A world of mystery, menace, and desire.

  • Il libro: Ship of Theseus, lʼultimo romanzo di uno scrittore prolifico quanto enigmatico di nome V.M. Straka, parla di un uomo senza passato (ecco spiegata la S.) imbarcato a forza in una strana nave dallʼequipaggio terrificante e costretto a un viaggio duro e pericoloso.
  • Lo scrittore: Straka, provocatore, custode di uno dei più grandi misteri del mondo e rivoluzionario di cui nulla si conosce eccetto le parole che egli ha scritto e le voci che girano su di lui.
  • I lettori: Jennifer e Eric, una studentessa e un ricercatore, entrambi di fronte a decisioni cruciali per capire chi sono, chi potrebbero diventare e quanto sono disposti a fidarsi lʼuna dellʼaltro condividendo le proprie passioni, ferite e paure.

Il libro è stato concepito dal regista J.J. Abrams e scritto dal romanziere Doug Dorst e parla di due studenti che si conoscono attraverso i margini del libro e si trovano coinvolti in una lotta mortale in mezzo a forze che non comprendono.

Questo dice tutto e non dice niente, avete ragione.

Sfogliando Ship of Theseus

 Ship of Theseus

Tiriamo fuori il libro dal cofanetto, ma facciamolo con estrema attenzione, perché Ship of Theseus è il primo libro da cui potrebbe uscire qualche pezzo di storia, cadere in terra, e a quel punto tu, lettore incauto, non sai più che fare, come recuperare quel pezzo di narrazione caduto, perché non sai dove stava.

Ship of Theseus ci appare come uno di quei libri dʼun tempo, quelle classiche edizioni da biblioteca. È rilegato in tela, con lʼillustrazione di copertina e nome dellʼautore e titolo incisi.

Appena lo apriamo, nel risguardo cʼè un timbro: BOOK FOR LOAN. È un libro preso in prestito da una biblioteca e infatti sul dorso unʼetichetta bianca recita:

813.54

STR

1949

Un romanzo fittizio, dunque, ma la finzione, in questo caso, è realistica, tutto è stato calcolato, studiato nei minimi dettagli: se vogliamo far credere che si tratti di un libro immaginario, allora dobbiamo creare davvero un libro immaginario. Realtà e immaginazione fuse in un unico prodotto.

Questo è un romanzo pubblicato nel 2013 (informazioni scritte sulla base del cofanetto), ma allʼinterno il libro riporta “Winged Shoes Press, New York, 1949” e così nel colophon.

Quando la lettura diventa unʼesperienza fisica

Dopo il risguardo e prima del frontespizio cʼè una pagina che riporta soltanto il titolo, Ship of Theseus, ma appare… tutta commentata a matita e a penna blu e nera. Ecco… il libro è tutto così, ogni pagina è scarabocchiata dai due lettori immaginari del romanzo fittizio. Ok, non proprio tutte, qui e là mi è parso di trovarne qualcuna pulita.

È la prima volta in cui non mi dà fastidio trovare appunti, considerazioni e commenti scritti sulle pagine di un libro. Naturalmente sono stampati, ma sembrano davvero appena scritti. E le scritte, come potete vedere nella galleria, sono realizzate a mano.

Questo mi riporta ai famosi Marginalia di Edgar Allan Poe: annotazioni che il Maestro scriveva ai margini dei libri che leggeva (gli sceglieva appositamente coi margini larghi, così poteva scriverci).

Ma non è finita qui. Ora arriviamo al vero motivo per cui Ship of Theseus non può essere prestato.

Il libro è pieno di inserti: stralci di giornale, cartoline (vere), fotocopie, un tovagliolo da bar (vero), fogli di blocchi, fogli protocollo, una fotografia moderna (vera), una vecchia fotografia, carta da lettere e una specie di bussola di carta. Un totale di 22 oggetti, anzi di più, perché qualcuno contiene più fogli insieme.

Capite adesso perché è assolutamente vietato prestare questo libro?

Quando e come leggerò Ship of Theseus

Non lo so. Non ora. Intanto, devo migliorare la mia lettura in inglese. Poi, devo trovare un periodo tranquillo, perché Ship of Theseus va letto con calma, è una metalettura, una lettura a più livelli, ci vuole dedizione per leggerlo, concentrazione.

Qualcuno ha detto che la storia non è granché, su Amazon USA le recensioni positive sono schiaccianti rispetto alle negative. Idem per Amazon Italia.

Se volete comprare questo libro, non prendete la versione digitale, non è fatto per essere letto in un ereader, ma non ha neanche senso. Si verrebbe a perdere lo scopo del libro, la sensazione di una lettura fisica della storia.

Leggendolo, dobbiamo immedesimarci nei due lettori fittizi, dobbiamo prendere in mano gli oggetti che hanno via via inserito fra le pagine, scambiandosi messaggi fra di loro:

  1. cʼè S., che si trova coinvolto in quel viaggio
  2. ci sono Jennifer e Eric che parlano del libro attraverso messaggi
  3. ci siamo noi che seguiamo questa doppia vicenda

Vi ha incuriosito Ship of Theseus?

A me sì, come avrete capito. Se volete saperne di più, potete leggere The Story of “S”: Talking With J. J. Abrams and Doug Dorst su The New Yorker.

Galleria di Ship of Theseus

51 Commenti

  1. LiveALive
    18 giugno 2015 alle 07:03 Rispondi

    Io l’ho preso a Venezia per rompere una giornata di tedio e depressione. Non ne avevo mai sentito parlare, credevo fosse una edizione di lusso di un qualche libro storico che mi era sfuggito. Capirai allora l’estetica sorpresa nell’aprirlo e trovare tutta quella roba! C’era di tutto, che colpo! (se ti cade un pezzo di storia però sul sito trovi la pagina dove rimetterlo, per fortuna XD)
    Parlando di ebook e cartaceo si tende sempre a sottovalutare l’effetto della fisicità del libro. Non è solo piacere: c’è anche un aumento delle capacità di memorizzazione, per dire. Però è anche piacere, già: e la fisicità di questo libro non si può proprio ignorare.
    “la nave di Teseo” è un paradosso di metafisica. E anche il libro lo è. Qual è il vero libro? A un livello abbiamo La Nave di Teseo di Straka, dove Straka diventa eteronimo di Dorst. Al livello sopra abbiamo la versione commentata: l’autore ora usa tre eteronimi in contemporanea nello stesso testo (dove però solo uno è presentato come autore). Al livello superiore ancora abbiamo S, di Dorst, creato dall’insieme dei due livelli sotto e dal cofanetto: ora La Nave di Teseo è diventato uno pseudobiblion (che però esiste), e Straka e i commentatori personaggi. All’ultimo livello, c’è il lettore, che può commentare (anche a margine) a sua volta. Ecco un bel problema: La Nave di Teseo è uno pseudobiblion o è il libro vero? Straka è un eteronimo o un personaggio fittizio? Se il lettore scrive un commento, e vende poi il libro, si trasforma in un personaggio? La definizione della sostanza dipende dalla prospettiva?
    Ho deciso di dedicare il primo mese delle mie vacanze a Joyce, quindi questo libro rimarrà sul mio comò (nelle librerie è finito lo spazio…) ancora per un po’. Ho il timore che sia apparenza senza sostanza; e, soprattutto, devo trovare il modo di leggerlo (probabilmente prima leggerò il libro, poi note e oggettini vari – gli autori approvano – anche se tra pagina ed oggetto c’è una correlazione non casuale, che aiuta l’interpretazione).

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 13:07 Rispondi

      Tu l’hai preso in italiano o in inglese?
      Io penso di leggere tutto insieme, altrimenti non ha senso.

      • LiveALive
        18 giugno 2015 alle 14:27 Rispondi

        Italiano. Esteticamente, è uguale.

        • Daniele Imperi
          18 giugno 2015 alle 15:14 Rispondi

          Sì, ho visto, poi sulla traduzione chissà…

  2. Serena
    18 giugno 2015 alle 08:07 Rispondi

    Molto intrigante. Sei riuscito a incuriosirmi.
    Ieri sera sono passata a trovare la libraia del mio paese e si chiacchierava proprio di fisicità del libro vs. Ereader; in questo caso senza fisicità non c’è libro. Bello, però.

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 13:07 Rispondi

      Bene, le vendite di quel libro aumenteranno :)
      Qui la fisicità è fondamentale. Secondo me con l’ebook perde molto.

  3. barbara
    18 giugno 2015 alle 08:28 Rispondi

    Inutile dire che mi hai fatto venire una gran voglia di leggerlo!! ;)

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 13:08 Rispondi

      Sarà una lunga lettura, almeno per me :D

  4. Chiara
    18 giugno 2015 alle 08:40 Rispondi

    Mi sembra un romanzo veramente interessante. Già “Il tempo è un bastardo” di Jennifer Egan ha parzialmente scardinato i tradizionali meccanismi della narrazione, ma qui si è andati oltre. Il concetto di “realtà virtuale” si sta esprimendo a più livelli.

    Inoltre io, che ho un blog che si chiama Appunti a Margine, come potrei perdermelo? :-D

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 13:09 Rispondi

      Darò un’occhiata a quel romanzo, non lo conosco.
      E, giusto, una che ha il blog Appunti a margine non può farsi scappare quest’occasione :D

    • Kinsy
      18 giugno 2015 alle 13:56 Rispondi

      Chiara, in che senso ha scardinato la tradizione narrativa?

  5. Ivano Landi
    18 giugno 2015 alle 08:55 Rispondi

    Incuriosire incuriosisce. Però devo ammettere che mentre leggevo il post ho avuto lo stesso timore espresso nel finale del suo commento da LIveAlive: e se fosse tutto apparenza senza sostanza?

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 13:10 Rispondi

      Qualcuno ha detto che la trama non è un granché, però lo saprò dire dopo averlo letto. Comunque sia è un grande esperimento di narrativa, l’ho preso soprattutto per questo.

  6. Tenar
    18 giugno 2015 alle 09:04 Rispondi

    Me lo sono regalata a Natale. Come oggetto è bellissimo. La lettura, però, è parecchio difficoltosa o, almeno, lo è stata per me proprio a livello fisico. Dopo massimo mezz’ora tra caratteri minuscoli, scritte storte, cambi di carattere e di colore, avevo delle difficoltà visive e dovevo interrompere.
    Come hanno detto molti, poi, la trama (le trame?) non è dello stesso livello del supporto. Tutta la fatica di leggere non viene ripagata da una storia all’altezza. È un bell’esperimento, un libro che sono contenta di avere, ma che aveva generato grandi aspettative che poi ha mantenuto solo in parte.

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 13:10 Rispondi

      Immagino che leggerlo non sarà facile. Tu hai la versione italiana o inglese?

  7. ombretta
    18 giugno 2015 alle 09:06 Rispondi

    Che curiosità! Al momento ho una decina di libri sul comodino che mi aspettano, quindi resto in attesa del tuo commento a fine lettura. Lo scriverai, vero?

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 13:11 Rispondi

      Per ora non ho intenzione di leggerlo, ho anche io un po’ di libri da leggere, ma soprattutto devo migliorare il mio inglese, quindi ci vorrà un po’ prima che lo legga. In quel caso forse dirò qualcosa.

  8. maura
    18 giugno 2015 alle 09:41 Rispondi

    ma è geniale!!!
    credo che lo comprerò anche io.

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 13:12 Rispondi

      Anche tu: in inglese o in italiano?

  9. Kinsy
    18 giugno 2015 alle 11:26 Rispondi

    Lo voglio, lo voglio, lo voglio!
    Ma è così ricco anche nella versione italiana? Perché ho un po’ di problemi con l’inglese (ahimè perché al liceo avevo iniziato a leggere alcuni libri in lingua originale, ma ora non sarei nemmeno più capace di presentarmi).
    Ma come fai ad essere sempre così aggiornato? Eppure sfoglio ogni tipo di catalogo letterario che mi capita a tiro, ma io non vengo mai a sapere di queste chicche…

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 13:14 Rispondi

      Sì, in italiano credo sia lo stesso, per forza. Certo, non so quanto abbia reso la traduzione. A me del libro aveva parlato un amico, ma neanche io l’ho trovato nelle mille newsletter che ricevo.

  10. Loredana
    18 giugno 2015 alle 11:34 Rispondi

    …incuriosito non è la parola giusta. Catturato e allacciato stretto, sì. Non immaginavo che esistessero libri così fisici da leggere. Condivido il fatto che devi leggerlo in un periodo tranquillo: questa è un’esperienza, più che una lettura. Ora, devo segnarmi il titolo del libro. Sono in un momento che può essere definito con tutt’altre parole che tranquillo, per cui mi perderei un tesoro vero e proprio. Mi hai dato uno spunto formidabile, grazie!

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 13:15 Rispondi

      Forse è il primo libro del genere che c’è in circolazione. Anche per me questo non è il periodo giusto per leggerlo.

      • Loredana
        19 giugno 2015 alle 12:52 Rispondi

        E non sai quanto sia felice che l’hai segnalato, soprattutto perché è un libro fuori dal comune. Io adoro le cose e i libri fuori dal comune, e nel mio blog sto dando (al momento ci provo) questa impostazione, sempre di più. Grazie, sentitamente!

  11. Erin Wings
    18 giugno 2015 alle 13:06 Rispondi

    Non ne ho mai sentito parlare prima, ma mi sembra davvero forte!
    Uno spunto di lettura grandioso, grazie :) !

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 13:15 Rispondi

      Lo prenderai anche tu? :)

  12. Veronica
    18 giugno 2015 alle 15:03 Rispondi

    Ok, hai vinto, mi hai troppo incuriosita: l’ho appena acquistato, ne ho comprata una versione italiana (quella che aprirò leggerò, ché sembra già difficoltoso) e una inglese (che terrò intonsa).
    Credo che un libro di questo genere vada letto anche solo per come è fatto: indipendentemente dalla trama, credo che sia un esperimento interessante e che possa comunque insegnare qualcosa, che sia anche solo a uscire un po’ dagli schemi.
    Grazie del suggerimento

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 15:14 Rispondi

      Hai comprato tutte e due le versioni? Cacchio, sono responsabile di oltre 60 euro di spesa! :D
      Anche secondo me va letto comunque, a prescindere dalla trama. Potrebbe dare il via a nuovi di narrare.

      • Veronica
        18 giugno 2015 alle 15:24 Rispondi

        60 euro in libri per me sono una bazzecola, non preoccuparti: devi vedere quando vado in libreria, mi serve la valigia quando esco :)
        Leggendo il tuo post ho capito che era d’obbligo averne una da lasciare intoccata e la versione originale in inglese, che non riuscirei a leggere probabilmente, è perfetta per lo scopo. Però un libro così va letto per forza (sono d’accordo sul fatto che possa aprire nuove strade narrative) e così mi serviva anche la versione italiana.

        • Daniele Imperi
          18 giugno 2015 alle 15:30 Rispondi

          Io non voglio calcolare quanto spendo al mese in libri. Considera che ora sto portando avanti ben 4 collane da edicola: il Medioevo curato da Umberto Eco, Topolino story, Arsène Lupin e Maigret.
          Mi sono pentito di aver tolto il sigillo a quel libro, ma che potevo fare? Comprarne due copie anche io? Quasi quasi :)

          • Veronica
            18 giugno 2015 alle 16:29

            Il mio comodino è sepolto dai libri ormai.
            Per il sigillo ho fatto tesoro della tua esperienza, così da non rimanere delusa quando lo strapperò: è il vantaggio di approfittare di una cavia :)

  13. Kinsy
    18 giugno 2015 alle 15:32 Rispondi

    Mi sa che devi farti dare una percentuale sulle vendite, perché grazie al tuo post le vendite di questo libro sono lievitate! ;-)

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 15:37 Rispondi

      Davvero, ora scrivo all’editore! :D

  14. pirkaf76
    18 giugno 2015 alle 17:21 Rispondi

    È in whish list da tempo immemore, ma per ora il prezzo me ne fa tenere alla larga.
    Spero di beccarlo con qualche sconto perché per ora trenta carte per un libro non posso permettermele.

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 17:26 Rispondi

      Sì, non costa poco, perché devi considerare che ha un cofanetto e dentro è pieno di materiale, che quindi ha un costo. Inoltre ci sono tutti quegli appunti a margine. Insomma, dal punto di vista grafico c’è stato un emorme lavoro.
      Su Amazon ho visto che c’è un’edizione con copertina flessibile a 9,55 euro.

  15. Lisa Agosti
    19 giugno 2015 alle 10:24 Rispondi

    Non avevo mai sentito parlare di questo libro, mi sembra molto interessante e potrebbe essere un’ottima idea regalo.
    Mi fa pensare a quel consiglio di scrittura che ho letto da qualche parte, purtroppo non riesco a ricordare dove, che dice che per emergere tra la selva degli scrittori bisogna pensare fuori dalla scatola e fondere più generi tra loro. Per esempio, anziché un semplice giallo, aggiungerci una storia d’amore.
    Direi che l’autore di questo libro ha colto il concetto e l’ha portato a un livello tutto nuovo.
    Volevo chiederti, Daniele, il testo è adatto a lettori di tutte le età o è piuttosto complicato?

    • Daniele Imperi
      19 giugno 2015 alle 10:55 Rispondi

      Sì, anche per me può essere un bel regalo da fare.
      Non so chi abbia detto quella cosa, ma la condivido. A proposito di giallo, JF Englert ha fatto proprio una cosa del genere: non solo giallo+storia d’amore, ma anche un cane detective :D
      Riguardo a S. credo che più o meno vada bene per tutti, non certo per i bambini, ovvio.

  16. enri
    19 giugno 2015 alle 17:58 Rispondi

    Domanda forse cretina la mia. Ma è un libro o un videogioco? … oddio solo al pensiero, in spiaggia, di cercare la rosa sumera dei venti, mi fa propendere per Bartezzaghi & co. :D

    • Daniele Imperi
      20 giugno 2015 alle 07:35 Rispondi

      È un romanzo, tranquillo :)

  17. Katylo
    19 giugno 2015 alle 20:08 Rispondi

    Sei riuscito a incuriosirmi. Colpita e affondata. È già in lista. Grazie per averne scritto. :-)

    • Daniele Imperi
      20 giugno 2015 alle 07:37 Rispondi

      Ecco, ora devo chiedere davvero una percentuale all’editore :)
      Tu, a quanto ho capito, conosci l’inglese meglio di me. Quindi farai presto a leggerlo.

  18. Cristina
    19 giugno 2015 alle 21:06 Rispondi

    Non c’è niente da fare, la fisicità di un libro comunica un piacere impagabile. Io ho anche l’e-reader, ma carico solo documenti oppure manoscritti altrui se mi chiedono un parere e non sono in grado di inviarmi una copia cartacea. Davanti alla scelta tra un libro in versione cartacea, magari aspettando la versione scontata, e un e-book, non ho dubbi.

    Il libro di cui parli mi ha incuriosito molto, sembra quasi di rivivere quelle vecchie cacce al tesoro che si facevano da ragazzi, con cartine e bussola!

    • Daniele Imperi
      20 giugno 2015 alle 07:39 Rispondi

      In questo caso conviene il libro cartaceo. Comunque anche io preferisco leggere libri cartacei che ebook. Ho un kobo che in pratica non uso quasi mai.

  19. Grazia Gironella
    19 giugno 2015 alle 22:34 Rispondi

    Catturata! Sarà mio. :)

    • Daniele Imperi
      20 giugno 2015 alle 07:43 Rispondi

      Voglio proprio fare il calcolo di quante copie in più venderà questo libro grazie a me :)
      Quando ne pubblicherò uno mio dovrò essere bravo a pubblicizzarlo come ho fatto con questo :D

  20. Elisabetta
    16 agosto 2016 alle 21:43 Rispondi

    Ho trovato il libro alla minimum fax, una sera di luglio, dopo una passeggiata a Trastevere. C’era una copia in visione ed è stato amore a prima vista. Ho tenuto il libro in mano almeno 20 minuti prima di decidere di acquistarlo (momento delicato dal punto di vista finanziario) ma poi ho deciso di farmi un regalo. Quando ho rotto il sigillo mi sono emozionata, nonostante conoscessi già il contenuto, ma ho fatto passare un paio di settimane prima di cominciare a leggerlo e ora mi manca solo il capitolo 10…

    • Daniele Imperi
      18 agosto 2016 alle 16:41 Rispondi

      Ciao Elisabetta, benvenuta nel blog.
      Quindi è una bella storia? Io ancora non leggo il libro.

      • Elisabetta
        18 agosto 2016 alle 17:08 Rispondi

        Diciamo che ho letto libri che mi hanno coinvolto di più emotivamente, ma nel complesso (storia, note, allegati, miseri, etc.) mi è piaciuto davvero molto.

  21. Artemaestra
    19 agosto 2016 alle 23:34 Rispondi

    Ciao, vi ho scoperti cinque minuti fa… destino?
    La faccio breve: io canto e scrivo e ultimamente mi sono messa in testa di pubblicare un libro ma, dato il tema (poesie e racconti poetici, tra il ridere e il morire), stavo aspettando di avere una formula originale per l’edizione, sia per assecondare la mia natura che per avere qualche chance in più dal punto di vista della mera vendita.
    Il tuo post mi ha mostrato che è possibile trovare ancora qualcosa di nuovo da fare/dire per attirare l’attenzione del pubblico sul cartaceo – e di questo ti ringrazio – però, considerati alcuni commenti, mi e ti domando: non sarà davvero questo solo uno stratagemma editoriale?
    il contenuto è all’altezza del contenitore?
    Quanto è importante la veste grafica per raggiungere il pubblico?
    Grazie! :-)

    • Daniele Imperi
      21 agosto 2016 alle 17:28 Rispondi

      Ciao, benvenuta nel blog. Penso che siano utili sia il contenuto sia il contenitore.
      Il problema, nel tuo caso, sono le poesie: ho sempre letto che non hanno mercato.

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