Come pubblicare un libro senza editore
Questo è un guest post scritto da Roberto Tartaglia.
Si può scrivere un libro, pubblicarlo e venderlo senza avere una casa editrice? La risposta è “sì”. E il fenomeno in questione ha un nome: self-publishing.
Il self-publishing è quella rivoluzione editoriale che ha già fatto parlare molto di sé negli Stati Uniti, dando vita a una nuova generazione di bestseller e di scrittori indipendenti. È la nuova frontiera dell’editoria online che, grazie a una serie di servizi, permette agli autori di autopubblicare la propria opera gratuitamente, mantenendo tutti i diritti sulla stessa.
Ma come funziona il self-publishing? E come si differenzia dall’editoria tradizionale?
Immagina il self-publishing come un sito. Niente di più che un sito. Ti registri gratuitamente, e ti ritrovi a disposizione un mondo di servizi, nonché una vetrina virtuale, grazie ai quali potrai pubblicare e vendere le tue opere. Scrivi il tuo libro, disegna la copertina, fai l’upload dei tuoi file sul sito (rispettando i canoni richiesti) e il gioco è fatto.
Ma allora tutti possono avere successo? Direi di no, pubblicare un’opera è un conto, venderla è un altro. In realtà il lavoro duro ha inizio proprio dopo la pubblicazione. Occorre pianificare e attuare un complesso piano di marketing per farsi conoscere e vendere, specie all’inizio. Dimenticare i soldi e pensare solo al farsi conoscere. Per questo motivo è essenziale che la prima opera sia davvero accattivante. Se così non fosse potresti non avere una seconda occasione. In alcuni casi è possibile che il pubblico riponga fiducia in te e ti permetta una seconda possibilità. Ma mai 3. Io, scherzosamente, chiamo tutto ciò “la regola del paso doble”.
I siti di self-publishing più famosi sono www.lulu.com e il suo cugino italiano www.ilmiolibro.it. Ma non sono gli unici. Il self-publishing è il futuro, a mio avviso. La crisi che sta vivendo il mondo dell’editoria tradizionale è fin troppo evidente. C’è chi punta solo sui cavalli vincenti, sui grandi nomi, chi si ritrova a selezionare migliaia di manoscritti leggendone (per questioni di tempo) solo poche righe, senza riuscirne a comprendere il vero valore, e chi, purtroppo, chiede addirittura soldi in cambio della pubblicazione: la cosiddetta editoria a pagamento. Stanne lontano!
Con il self publishing tutto è diverso. I diritti restano a te, nessun contratto da sottoscrivere e, attenzione, sei tu che decidi il prezzo al pubblico della tua opera e quanto percepire per i tuoi diritti. Insomma: scrivi ciò che vuoi, come e quando vuoi.
Allora? Hai voglia di diventare anche tu uno scrittore indipendente?
Il guest blogger
Roberto Tartaglia, dopo una serie di delusioni ricevute dall’editoria tradizionale, ha deciso di pubblicare il suo primo thriller, “Casus belli”, in self-publishing. Risultato? 5000 copie in circa 6 mesi. Ora, per celebrare questa piccola vittoria, ha deciso di offrirlo gratuitamente a chiunque si iscriva entro dicembre alla newsletter su questa pagina: www.robertotartaglia.com.
Roberto Tartaglia ha creato anche il primo progetto online che intende aiutare tutti gli autori emergenti che vogliono affidarsi al self publishing: http://www.facebook.com/viverediscrittura.
Guest blogger su Penna blu
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Mi chiamo Daniele Imperi e sono un web designer specializzato in blog design e gestione blog.
Abbastanza introduttivo come articolo, ma sarà che bazzico già questi temi quindi… Ad esempio mancano accenni a Narcissus, per autopubblicarsi in digitale, o ad altri siti come eBookVanilla. Sarebbe interessante infatti un confronto incrociato di queste piattaforme…
Ciao,
Gianluca
Ciao Roberto! Ti ricordi di me? Ci siamo scritti alcune e-mail qualche settimane fa a seguito della mia lettura del tuo bellissimo libro (recensito nel mio blog)!
Mi sono informata molto sul selfpublishing, ma i dubbi che mi sono venuti sono davvero tantissimi. Alcuni siti parlano dell’apertura della partita Iva (con annessi 5000 euro da pagare all’INPS, ma dico…), in altri si parla di deposito delle copie legali in mezzo mondo a spese dell’autore e di acquisto privato dell’ISBN (ovviamente in blocchi da 10…). Altri propongono di vendere il mio libro al pubblico al modico prezzo di 46 euro…
Il mio libro è finito e non so più cosa fare… dopo oltre un anno di lavoro mi viene voglia di buttare tutto perché “c’è del marcio nel mondo dell’editoria”… sarà che i miei due libri precedenti hanno venduto poco perché la promozione l’ho fatta solo io e forse non sono stata abbastanza furba o brava in questo, sarà che comincio a dubitare di potercela fare, sarà che sono stanca di combattere da sola… sarà tante cose! Troppi dubbi!
Casi come il tuo restano, però, speranze a cui aggrapparsi, perché la bravura riesce (magari non spesso ma a volte) a essere premiata! E se un giorno mi dimostrerò brava (non dico quanto te, ma almeno brava) spero che qualcuno se ne accorga!
Scusa lo sfogo, ma alla fine di un libro mi sento sempre come se avessi perso tutto per poi ricominciare da zero, mi sento vuota. Non so se capita anche a te.
Grazie di tutto!
Alcuni siti parlano dell’apertura della partita Iva (con annessi 5000 euro da pagare all’INPS, ma dico…), in altri si parla di deposito delle copie legali in mezzo mondo a spese dell’autore e di acquisto privato dell’ISBN (ovviamente in blocchi da 10…). Altri propongono di vendere il mio libro al pubblico al modicoprezzo di 46 euro…
La partita IVA va aperta al superamento dei 5mila euro annui, per qualsiasi attività; il deposito legale obbliga il deposito di due copie – due, non mille – nella biblioteca nazionale (qui trovi i riferimenti: http://writersdream.org/forum/viewtopic.php?f=14&t=6117) ma piccoli e medi editori solitamente non lo fanno; l’acquisto dell’ISBN è una bufala: qualsiasi sito di autopubblicazione te lo fornisce, a meno che non sia un puro e semplice pod che si limita a stampare. Per i prezzi, ti consiglio di rivolgerti anziché ai classici Lulu e Ilmiolibro, che hanno prezzi alti per stampa e spedizioni – e nel caso di Lulu danno ISBN solo americano, con esclusione del libro dai cataloghi delle librerie online – a siti come ebookVanilla e Youcanprint, che sono realtà validissime.
Ciao a tutti e grazie per i vostri commenti. Vorrei togliere un po’ di dubbi che sono emersi.
Per Gianluca: sto preparando una guida dettagliata che applica un confronto tra i vari servizi di self publishing. La distribuirò gratuitamente a breve a tutti gli iscritti alla newsletter su www.robertotartaglia.com. Ho menzionato solo quei due siti perché ho fatto riferimento alla mia esperienza personale.
Per Romina: non buttarti giù! Come ti accennavo anche tempo fa non occorre scrivere il nuovo Amlet per racimolare lettori. Devi solamente scrivere ciò che gli altri vogliono leggere. Per divertire, istruire e far sognare. Non mollare e se hai dubbi non esitare a conttattarmi.
Per Ayame: per esperienza personale posso dirti che Lulu e Ilmiolibro non sono così malvagi come dici. Io non ho affrontato alcuna spesa se non quella del servizio di distribuzione nelle librerie. Grazie a Lulu, infatti, ho venduto il mio libro in formato cartaceo anche in diverse librerie e sul Web lo trovi praticamente ovunque (libreriauniversitaria, amazon, ibs, bol). Ilmiolibro, invece, mi ha permesso di sfruttare il circuito La Feltrinelli. Quindi non li butterei proprio. Anzi, le mie prossime opere continuerò a pubblicarle negli stessi circuiti
. Ti do ragione per le spese di spedizione, che dovrebbero essere un po’ abbassate con Lulu. Per i prezzi di stampa, invece, sono assolutamente straconvenienti!
[...] Come pubblicare un libro senza editore [...]
@ Roberto: Grazie mille per l’incoraggiamento… non sai quanto ne ho bisogno in questo periodo!
Il problema attualmente è che “Lulu” mi offre un prezzo al pubblico troppo elevato (probabilmente per gli interni a colori) e “Il mio libro” non offre un ISBN che quindi dovrei acquistare da sola… la mia casa editrice di print on demand invece mi “costringe” a vedere il libro intorno ai 20 euro e mi sembra un po’ eccessivo non essendo un’autrice nota… comunque speriamo bene! Grazie di tutto… spero presto di scriverti buone notizie. Intanto attendo con ansia le tue guide!
@Ayame
Non essere sicuro di quanto affermi per il limite della Partita IVA, i famosi 5.000 si riferiscono a Prestazioni di Servizio e non alla vendita di prodotti che poi in formato digitale oltretutto sono comparati a Software per cui grava l’IVA del 21%.
Non sono uno scrittore, anzi, ma mi pare di capire che si il self-publishing sia un ottima opportunità per chi vuole iniziare la cariera di scrittore ma ancora impervia soprattutto perché bisogna auto promuoversi cosa non semplice.
Probabilmente servirebbe una nuova figura di Editore diverso dal tradizionale ma che abbia una struttura preparata per la promozione specialmente sull’OnLine visto che spesso si parla di EBook.
Ringrazio Roberto per la sua promozione ed appena avrò letto il libro darò il mio parere.
Ciao
[...] Continua a leggere Come pubblicare un libro senza editore. [...]
Ciao Roberto,
ho pubblicato due libri (narrativa) affidando la stampa ad un editore(sic) che ha continuato a “scordare” l’ibsn; con tutte le conseguenze derivanti dalla distribuzione, “mano a mano”, presso le librerie che me li respingono in assenza di codice a barre. Che fare? Grazie.
Mario.
Ho notato molte inesattezze nelle varie risposte. Chi da dei consigli dovrebbe anche sapere quello che dice. Sono un Autore ed Autoeditore. A proposito del deposito legale le copie da inviare sono quattro (o tre): 1 a Roma, 1 a Firenze, 1 al capoluogo della provincia di residenza e 1 alla provincia di residenza (se non si risiede nel capoluogo.
Il non rispetto di queste norme può portare anche a sanzioni di alcune migliaia di euro.
Saluti a tutti.
Filippo Ranuzzi
Buongiorno Roberto, vorrei chiederti come l’autore può vendere i propri libri in assenza di editore. Un libro che esce dalla stamperia non può avere né prezzo né codice ISBN e l’autore non può portarlo in conto vendita alle librerie o edicole.
Grazie
Cio Sivlio,
il metodo migliore è quello di affidarsi a un servizio di self publishing che ti rilasci un codice ISBN. L’acquisto del codice costa pochi euro.
Sarà compito loro, poi, metterti in vendita ovunque. A te resterà, però, il compito di autorpomuoverti efficacemente. E qui si apre un mondo.
RT
Mario, scusa il ritardo.
Credo che la risposta che ho fornito a Silvio possa andar bene anche nel tuo caso: affidati al self publishing.
Un editore serio non può “dimenticare” il codice ISBN, ovvero l’impronta digitale che rende unico il tuo libro. Non può!
RT
http://www.sololibri.net/Come-scegliere-l-editore-giusto.html
Se posso contribuire alla discussione con questo…: spero vi sia utile!
Salve a tutti!
Mi sono imbattuta in questa vostra discussione che trovo molto interessante. Ho alcuni dubbi e spero possiate aiutarmi: anch’io ho scritto un libro, o meglio un manuale che tratta di fiori all’uncinetto. Per essere ancora più precisi, è un ebook… e per la vendita mi sono affidata a … me stessa! Io ho scritto, io ho creato la copertina, il sito, la vendita, la promozione… Vorrei solo sapere in che forma dovrei regolarizzarmi!?! Le mie vendite non sono di certo eccessive… ma di questi tempi preferisco non rischiare…! Qualcuno sà dirmi qualcosa in merito? GRAZIE anticipatamente
Ciao Claudia,
se vuoi vendere i libri da te, credo tu debba regolarizzarti come un qualsiasi free lance: ritenuta d’acconto fino a 5mila euro annui e Partita Iva, se sfori il tetto dei 5mila, in linea di massima.
Però mi chiedo: perché fare tutto da te quando ci sono servizi che ti permettono di essere distribuita ovunque e gratuitamente?
Fatti un giro su www.sbfnarcissus.com, www.youcanprint.it e www.bookolico.com.
Tienici aggiornati!
RT
Roberto, grazie infinitamente! Col termine “free lance” mi hai aperto un mondo che adesso vedrò di approfondire meglio! Rispondo alla tua domanda: ho fatto tutto da me semplicemente perché ero rimasta delusa dagli accordi offerti da una Casa Editrice… Inoltre, non credo nemmeno di avvalermi dei servizi da te citati, in quanto la mia idea è quella di sfruttare le potenzialità di facebook. Pensa che il mio libro è stato acquistato in luoghi come Australia, Indonesia, Tailandia, Norvegia e pure in Kuwait! e tutto questo grazie ad un banale social network! Potrei ampliare la pubblicità con Narcissus ma… ad ogni vendita non dovrò rilasciare loro una percentuale? e mi conviene??
Ti conviene? Dipende. A fronte di quella percentuale, i servizi di self publishing ti permettono di andare in vendita ovunque.
Quindi, oltre al tuo lavoro di autopromozione (che è assolutamente indispensabile, non so se sai di cosa parlo e se conosci il mio progetto www.viverediscrittura.it), grazie al self publishing, puoi vendere i tuo ebook in tutti i maggiori store online.
Il guadagno qual è? Che, oltre a venderlo tramite i tuoi canali, puoi incrementare le vendite grazie alla pubblicità che il sito di self publishing ti farà sui suoi canali e all’indicizzazione sui motori di ricerca degli store online.
Mi spiego meglio: se andassi su Google e volessi cercare un libro che parla di fiori all’uncinetto, con la tua strategia non troverei nulla da acquistare. Dovrei sapere che tu esisti, che hai scritto questo libro e venirti a cercare su Facebook. Questo vuol dire che quei lettori che cercano libri in questo modo non compreranno mai il tuo.
Se, invece, il tuo libro fosse in vendita su ibs.it, inmondadori.it, lafeltrinelli.it, ebay e così via, sarebbe più facile da rintracciare e acquistare.
Autopubblicazione e autopromozione sono due facce della stessa medaglia. Non si escludono a vicenda.
RT
Roberto ha scritto a Romina “Devi solamente scrivere ciò che gli altri vogliono leggere.”. Dissento. Sinceramente mi sembra un consiglio poco da “scrittore”.
Se dovessimo scrivere quello che gli altri vogliono leggere, a comandare il gusto dei lettori sarebbero allora le classifiche o le indagini di mercato.
Fortunatamente puoi scrivere anche ciò che tu vorresti leggere o semplicemente ciò che senti/hai bisogno di scrivere.
Sicuramente potrebbe rientrare nella deontologia dello scrittore.
Riguardo il self publishing, non la vedo come la panacea di tutti i mali dell’editoria.
Autopubblicarsi significa non passare al vaglio di nessuno, se non di se stessi, prima di arrivare al pubblico e questo non ritengo sia un valore positivo.
Tutti possono scrivere, non tutti possono essere pubblicati.
Tutti possono giocare a calcio, non tutti sono quotati nel calciomercato.
D’
Roberto, sicuramente hai ragione su molti punti di vista ma vedi, devi considerare che il mio libro non è un romanzo e soprattutto devi considerare che, trattando di uncinetto, mi rivolgo ad un pubblico che non è molto vario…, ovvero trattasi prevalentemente di donne comprese tra una fascia d’età media di 40 anni; credi che possano sapere cosa sia un ebook? credi che se volessero una rivista di uncinetto, la cercherebbero in uno store online? Io avrei qualche dubbio in proposito… Credo sia più facile individuare la mia clientela “tipo” attraverso facebook dove esistono molti gruppi e varie pagine fan sull’argomento. Per quanto riguarda la ricerca di un libro, che parli di fiori all’uncinetto, per mezzo di Google… beh, potresti tu stesso provare a fare questa ricerca
Sul mio sito web, ho installato un’applicazione che mi permette di vedere da dove arrivano i miei visitatori e, spesso molti di questi, arrivano proprio tramite Google scrivendo a volte, erroneamente, “fiori uNIcetto”, “flori crochet”, fiori crochette”… insomma, non male! Io potrei provare a pubblicizzare il mio libro sui canali da te indicati… ma a questo punto, mi chiedo: dovrò modificare il contenuto del mio manuale?? Magari vedrò di approfondire anche questa possibilità.
Infine, ho dato un’occhiata al tuo sito: PAZZESCO!
Mi piace davvero tanto!
GRAZIE ancora per i tuoi preziosi consigli!
Se decontestualizzi la frase, hai ragione tu. Ma quella mia frase va contestualizzata. Romina parla di “vendere” e, se vuoi vendere devi per forza scrivere per il tuo pubblico.
Ad ogni modo, io credo che, nel momento in cui decidi di andare in vendita, devi per forza di cose far riferimento a ciò che Umberto Eco chiama “il lettore modello”.
Devi scrivere per lui, per i tuoi lettori. Scrivere ciò che vuoi, ma rivolgerti a loro. Devi renderli felici, soddisfare le loro aspettative, farli sognare.
Tu parli di editoria tradizionale. Lì sì che ciò che comanda sono le classifiche e le indagini di mercato. Su che criteri credi che si basino le scelte di un editore quando decide di pubblicare un libro? L’editore pensa una cosa sola: “quanto mi farà incassare questo libro? A quanti può piacere?”
In merito all’essere “scrittori” e alla deontologia, tutto dipende da cosa tu intendi per “essere scrittore”. Per me uno scrittore è colui che mette passione in ciò che fa, che ama scrivere per il piacere di farlo. E l’unica regola deontologica da seguire in questo caso è: “scrivi finché ti va”.
Si può scrivere solo per se stessi. Si può scrivere per gli altri. Si può scrivere anche per far contenta una sola persona: l’editore che decide le tue sorti. Ma sempre con passione.
E qui arrivo all’ultimo punto. Perché mai dovrei passare al vaglio di qualcuno per essere pubblicato? Come dicevo prima, io scrivo per sognare e far sognare i miei lettori, non per far sorridere e arricchire un editore.
Preferisco passare direttamente al vaglio dei lettori e non di una singola persona. Saranno loro a decidere se valgo o no. Saranno loro a scegliere se comprare o meno i miei libri. E il self publishing è lo strumento migliore per raggiungere questo scopo.
RT
Non devi passsare al vaglio di “qualcuno”. L’editore non è “qualcuno”. L’editore è un professionista che si muove all’interno di un mercato e oltre ad avere delle capacità imprenditoriali, ha anche delle conoscenze, ha letto molto, ha studiato, conosce la materia del suo lavoro (la scrittura), sa indicare una serie di professionisti preparati e con esperienza che possono fare un editing approfondito del tuo lavoro. A volte può anche avere un’esperienza pregressa da scrittore, da saggista, libraio. Pensa a Einaudi, Feltrinelli per fare due nomi a caso.
Non è che perché alcuni rami di certa editoria si basino solo su leggi di mercato allora vuol dire che la figura dell’editore non serve a niente.
Editore che non si limita certo solo a sorridere o arricchirsi. Ma fa un lavoro di pari dignità di quello dello scrittore.
Quando si parla troppo di sogni e desideri si rischia di non vedere le cose per quelle che sono.
Lo “scrivere per fare sognare” è una motivazione tanto vaga quanto imponderabile. Se è vero che uno scrittore è colui che scrive per far sognare e ci mette passione, allora siamo tutti scrittori e tutti calciatori e tutti fotografi e tutti grafici.
D’
Claudia, se le tue esigenze sono queste e il tuo sito è così ben indicizzato, non c’è bisogno di appoggiarti ad altri. Giusto.
Se riesci già a intercettare tutto il tuo pubblico, che mi pare di capire rappresenta una piccola nicchia, la tua strategia è perfetta!
Solo una cosa: informati bene sugli aspetti fiscali.
Cosa intendi per “modificare il contenuto del mio manuale”?
Attualmente in che formati lo distribuisci?
P.S. grazie per aver visitato il sito
Al momento, il mio pubblico rappresenta una piccola nicchia poiché, causa vari motivi, non riesco a pubblicizzarmi come vorrei. Ma non mi rammarico, sono una funambola! un passo alla volta, pian pianino e prima o poi raggiungo la meta
Se faccio tutto troppo in fretta, rischio di cadere e farmi moooolto male!
Sugli aspetti fiscali m’informerò senz’altro! non mi piace l’idea che Monti venga a bussare alla mia porta… Ho iniziato questo percorso da circa 9 mesi dunque non ho ancora commesso reati riguardo al fisco
Per la modifica del mio libro intendevo dire: lo presento al canale online così com’è? o cambieranno qualcosa nella parte grafica? Trattandosi di un libro “fai da ME”, ovviamente non è il massimo della perfezione…
Brava! Fai bene: passo per passo. Mai bruciare le tappe. Sembri un tipo molto deciso e caparbio. Questo è ciò che ci vuole, se si vuole intraprendere questo percorso.
In merito ai tuoi dubbi, il self publishing è totalmente libero. Quindi, se richiederai delle “aggiustatine” le avrai, altrimenti lo pubblicheranno tal quale.
Poi dipende da che formato sceglierai. Solitamente gli ebook si vendono in formato .epub e .mobi.
RT
Nessuna modifica al mio libro da parte di nessuno… bene, direi che questa è un’ottima notizia! Credo che farò una riflessione più approfondita riguardo i sistemi del self publishing… Il mio libro, comunque, è semplicemente un PDF. Attualmente sto lavorando alla seconda pubblicazione ed ho già bene in mente le idee per un terzo e quarto libro…
Non vorrei tediarti troppo ma avrei bisogno di un’ultima informazione: quale canale mi consiglieresti per pubblicizzare la mia tipologia di libro?
PS: Grazie anche a te per aver visitato il mio sito (alle ore 18:52 da Roma, tramite questa pagina
)
Claudia, per la promozione fai anche riferimento alla sezione apposita qui nel blog
Prima di tutto ci tengo a dirti che, se vuoi far riferimento a un pubblico che legge ebook, la cosa più urgente da fare è trasformare i PDF in epub e/o mobi. Sono questi i formati più facilmente navigabili e visualizzabili, sia su PC che su ebook reader.
Per la tua domanda: fai riferimento a blog e gruppi social di nicchia. Cercali con Google o con la ricerca interna di Facebook e Twitter. Partecipa alle discussioni e fatti conoscere.
Convertire il PDF in epub – mobi… segnato tra le cose da fare!
Per canale dove pubblicizzare il mio libro, intendevo quelli da te citati: ibs.it, inmondadori.it, lafeltrinelli.it, ebay … quale ritieni più indicato?
Detto questo, ti ringrazio ancora e vedrò di non disturbarti oltre!
Se vuoi un consiglio: NON convertire nessun pdf. Impagina invece i tuoi ebook in formato epub e mobi. Per gli epub c’è il programma Sigil e per i mobi c’è Mobipocket, entrambi gratis.
Oh, bene! un altro consiglio davvero utile. GRAZIE infinite!
Sì, pienamente d’accordo con Daniele. Forse mi sono espresso male, intendevo dire creare ex novo epub e mobi. Anche perché non credo esista un modo per convertire i PDF in epub e mobi.
Io, per creare i file epub, utilizzo Sigil, mentre per creare i mobi utilizzo Calibre. Ma anche Mobipocket va benissimo. Tutti gratuiti!
Serve un po’ di pratica, te lo dico subito, ma mi sembri abbastanza caparbia da non mollare.
Grazie per la precisazione, Daniele.
RT
Dark0, è proprio quello che ho detto: per me, se ci si mette passione, siamo tutti scrittori. Poi vanno distinti quelli più bravi e quelli meno bravi, ma si tratta di giudizi personali.
In fondo, anche quel tuo asserire “allora siamo tutti…tutti…tutti…” mi sembra tanto vaga quanto imponderabile. Io non sto generalizzando.
E la tua idea di editore mi sembra un po’ di parte, mi lascia un po’ perplesso, vista la mia esperienza personale e quella di molte persone che conosco. Per caso lavori nell’editoria o hai a che fare con questo mondo?
Non voglio assolutamente mettere in discussione la serietà di alcuni editori (non tutti) e la loro professionalità, ma a me non interessa scrivere per soddisfare una sola persona perché poi questa mi metta in vendita.
Io scrivo per soddisfazione personale e per piacere a chi mi legge. Troppe volte sono entrato in libreria, ho comprato dei libri e poi ho maledetto i soldi che ho speso perché di pessima qualità.
Quindi, se devo piacere a un editore e poi non piacere al pubblico, facendo la fine di quegli autori che ho acquistato, preferisco non passare proprio al vaglio degli editori e piacere solo al pubblico.
Non so chi tu sia, perché ho solo un nickname, non ho un nome, un indirizzo Web e non so che lavoro tu faccia, ma ti è mai capitato di entrare in libreria e vivere la mia stessa esperienza?
Io vengo dall’editoria tradizionale e ho avuto a che fare anche con l’editoria a pagamento (pur non cadendo nella trappola), quindi parlo per esperienza personale. Poi, ovvio, non esistono verità assolute.
Semplicemente, io la penso così e ho trovato nel self publishing la soluzione.
RT
Ho capito benissimo il tuo punto di vista.
Io vedo l’essere scrittore come una professione e come tale non sufficiente di sola passione per essere espletata.
Il mio dire che siamo tutti calciatori è proprio per sottolineare il fatto che, vista la passione ampiamente diffusa per il calcio, sebbene questa possa essere un elemento, non è per niente sufficiente a descrivere la categoria.
Perché siamo tutti scrittori basta che ci mettiamo passione? E allora perché questa cosa non vale per tutte le altre professioni? Cosa distingue la professione di scrittore da quella di un medico?
Per me la risposta non può, anzi dico non deve, essere perchè sono uno che ci mette passione e impegno. Perché per fare il medico, o qualsiasi altra professione, ci vuole preparazione, studio, volontà, pazienza, determinazione.
Anche la bravura di uno scrittore non è frutto del giudizio personale. Dire che Hemingway, o Carver, o Calvino sono bravi scrittori, vuol dire non capire di cosa si sta parlando.
Hemingway è uno scrittore ed è bravo. Chi contesta questo deve portare argomentazioni mooooolto convincenti.
Poi se piace o no è chiaramente un altro discorso che non merita neanche una riga in questo intervento.
Non voglio generalizzare anzi, sarò molto preciso. Se sei uno scrittore, scrivi. Se sei un editore, fai l’editore.
Sono due cose molto diverse.
D’
La frase corretta sul post precedente è “dire che Hemingway, o Carver, o Calvino NON sono grandi scrittori”.
Ovviamente. =))
D’
Claudia, per i canali di vendita, se non hai un codice ISBN, puoi vendere il tuo libro solamente nei tuoi canali personali (blog, pagina ebay e così via).
RT
Credevo non fosse obbligatorio per la vendita l’ISBN… Ad ogni modo, non ho fretta di distribuire il mio prodotto su altre piattaforme di vendita… quindi, al momento, custodisco questa informazione per i passi futuri, da brava funambola!
GRAZIE!
Be’ Dark0, abbiamo punti di vista quasi diametralmente opposti
.
Io non riesco a paragonare lo scrivere a un trapianto di cuore, ma sono punti vista.
Come sono punti di vista i pareri sugli scrittori. Ho sentito gente che scrive e pubblica da anni parlar male di Hemingway perché noioso e di Dostoevskij perché troppo prolisso.
Io, per carattere, non riesco a schematizzare il mondo e a racchiuderlo in definizioni prestabilite. Per questo non riesco a condividere il tuo punto si vista.
Credo che l’unica cosa che distingua un vero scrittore, un vero giornalista o un vero medico sia la passione che si mette in ciò che si fa. Al di là delle varie iscrizioni agli Ordini Professionali. Altrimenti non esisterebbe la malasanità, l’informazione controllata e i libri sulle barzellette di Totti
.
Comunque, trovo sempre stimolante avere scambi con chi ha vedute così diverse dalle mie.
Solo un’ultima precisazione, per non creare confusione in chi leggerà questi commenti. Tu dici “Se sei uno scrittore, scrivi. Se sei un editore, fai l’editore.” In realtà, con il self publishing non diventi uno scrittore-editore, ma, più che altro, uno scrittore-marketer.
RT
Carissimo, e con questo chiudo anche per non monopolizzare il blog, è evidente la nostra differenza di punti di vista. L’argomentazione del mio però non deve essere fraintesa.
Io non ho parlato, come sottolinei tu nel tuo intervento, di “vero” scrittore, ma semplicemente di scrittore.
Quello che è vero e quello che è falso lo lasciamo dire ai filosofi o ai logici.
Non ho tantomeno parlato di Ordini professionali.
Ho messo sullo stesso piano, perché sono sicuro che stiano sullo stesso piano, la professionalità di uno scrittore e la professionalità di un medico.
Lo scrittore è un professionista. Non un appassionato.
Parlare male di Hemingway non toglie niente al valore dello scrittore che, non è un punto di vista personale, ma un assoluto condiviso dalla comunità di cui, volente o nolente, fai parte anche tu.
Fuori dalla conversazione, leggi il racconto Colline come elefanti bianchi di Hemingway e sono sicuro che capirai cosa voglio dire quando difendo la scrittura come professione.
D’
- Per Claudia sull’ISBN -
Ecco un link che può tornarti utile: http://it.wikipedia.org/wiki/ISBN
Ed eccone un altro: http://www.isbn.it/LISBN/ILCODICEISBN/DOVEUTILIZZARLO.aspx
Difficile che la grande distribuzione accetti un libro senza ISBN. Ma, come ti dicevo, puoi sfruttare i canali privati, sia tuoi che di amici/collaboratori.
RT
Come sempre risulti molto utile e disponibile
Grazie Grazie Grazie!
Dark0, hai menzionato casualmente proprio uno dei miei racconti preferiti di Hemingway!
Io sono diplomato in lingue e il prof, al liceo, ce lo fece prima leggere (in lingua originale) e poi interpretare a mo’ di rappresentazione teatrale
!
Davvero un’atmosfera magica. A me Hemingway piace molto, così come Dostoevskij (l’altro che ho menzionato). Due geni, a modo loro, della letteratura.
Sulla professionalità hai ragione. Il concetto che cercavo di far passare è che, per me, non è un editore a definire la professionalità (che io chiamo qualità) di uno scrittore. A differenza di medici, giornalisti, avvocati, dove c’è, invece, proprio un Ordine Professionale a dichiararlo.
Tutto qui.
Grazie per il tuo contributo. A presto!
RT
Troppo buona, Claudia
!
Grazie a te.
qualcuno mi potrebbe spiegare meglio come faccio a guadagnare con il mio libro tramite ilmiolibro.it?
Ciao Yuliya,
il mio consiglio è: non pensare al guadagno.
Nel momento in cui trasformi questo pensiero nel tuo obiettivo principale, non ottieni un bel niente.
I soldi pian piano verranno, se lavorerai bene. Ma si tratta di un lavoro duro e lungo.
Per rispondere alla tua domanda: guadagni semplicemente con le vendite del libro. Ogni servizio di self publishing ha la sua percentuale da rilasciare all’autore per ogni copia venduta.
Tutto qui.
RT
Onestamente parlando io non penso tanto al guadagno in se quanto al fatto che sul sito ilmiolibro.it non si capisce tanto bene come avvengono i metodi di pagamento per la pubblicazione e le spese varie…Devo avere la carta di credito? o ol conto bancario? e poi loro non si capisce bene se pubblicizzano o si occupano solo della pubblicazione e basta.. e ho tante altre domande del genere E’ il mio primissimo libro e non so orientarmi bene nel mondo dell’editoria. Ho paura di fare errori dal punto di vista editoriale, ho provato a cercare case editrici nell’estremo salento ma qui nessuno vuole saperne di scrittori emergenti e vogliono avere a che fare solo con esperti scrittori e opere consolidate e straconosciute..
dovresti provare con editori di tutta Italia. Possibilmente dei veri editori. I libri de ilmiolibro.it sono osceni, e basta con questo buonismo: non sio tutti scrittori.
la cosa piu scandalosa di questo blog: sembrate degli assicuaratori in cerca di prefe.
la letteratura è altro.E non dite che sono un romantico, non lo sopporterei.
Alberto
Ciao Alberto,
cosa c’è di scandaloso non l’ho capito. Né cosa sia questa “prefe” che hai scritto.
Scusa Alberto,
tu scrivi in qualità di…?
eccomi..
Imperi, su, dai, non ti attaccare a certe cose, le tastiere degli smartphone sono scomode…
in qualitá di lettore e di persona che duce ció che realmente pensa.
se pubblico a pagamento non sono uno scrittore…la favola Siamo tutti scrittori serve ad alcuni per fare soldi, e saturamo il mercato di scritti osceni…
poi, auguro a tutti fortuna…
alberto
prefe=prede…
ah…non scrivo attaccare qulcuno, semplicemente mi piacerebbe co fosse piu onesta intellettuale da partedi voi blogger.
saluti
scusate ma scrivo da uno smartphone.
l ultima cosa…a tutti gli apiranti scrittori…andate in libreria…comprate Dentro , un libro di Bonvissuto…non vi dice nulla? normale…è un cameriere di una famosa trattoria di Roma…Einaudi l ja pubblicato un anno fa…capite? un cameriere di Roma. Poi, leggete l espieranza di Pennacchi che si è visto rimbalzare 40, e dico quarata volte daggli editori “tradizionali”, come li chiamate qui..
Farsi stampare il libro a pagamento è una scorciatoia, e la letteratura è sacrificio delusione amarezza..e vita.
saluti
Alberto, io faccio fatica a seguire quello che scrivi. Quindi, forse è meglio che commenti da una tastiera normale e non da un cellulare. Hai scritto frasi che non si leggono e incomprensibili, pensieri sparsi che non riesco davvero a collegare a un concetto.
In questo articolo si parla di come pubblicare senza affidarsi a una casa editrice: non si parla di editoria a pagamento, che per me comunque resta un’oscenità.
hai ragione..ma da cell é un impresa scrivere.
saluti
Sinceramente, non so ora come funziona.
Io ho lasciato ilmiolibro.it da diversi anni. Non mi piace come lavorano, sinceramente. Ti distribuiscono solo nella loro rete “La Feltrinelli”. E’ un circuito chiuso.
Mi ricorda più l’editoria tradizionale che il self publishing. Sono un servizio di print on demand (ti stampano il libro e poi te lo devi comprare tu se lo vuoi vendere).
Per le case editrici…funziona così, purtroppo. Puntano al profitto e, nella maggior parte dei casi, preferiscono solo scommettere sui “cavalli vincenti”.
Se hai altre domande, puoi anche contattarmi in privato da qui: http://www.robertotartaglia.com/contatti/
Non ti preoccupare, è normale avere mille dubbi all’inizio.
RT
Salve, Roberto. Intanto tanti complimenti per questo bel sito che ho appena scoperto. E poi, a proposito di mille dubbi, io ne ho uno riguardo al quale spero tu mi possa aiutare. Su ilmiolibro.it leggo che, se si rendesse necessaria l’apertura della partita IVA, diciamo per troppo successo
“l´utente dovrebbe sospendere l´attività di vendita sul sito ritirando il libro dalla vetrina personale”. Mi chiedo: ma in questa maniera l’utente uscirebbe anche dai circuiti collegati Feltrinelli e Amazon? Se sì, sarebbe un bel problema: uno scrittore si troverebbe paradossalmente fuori dall’ambito delle vendite proprio per aver venduto abbastanza da rendere necessaria l’apertura della partita IVA. Ti ringrazio anticipatamente. I più cordiali saluti.
grazie infinite per l’aiuto e per altre possibili domande mi rivolgerò direttamente a te così è sicuro che avrò risposte giuste alle mie domande e veloci… sei gentilissimo non so proprio come ringraziarti
[...] scrittore che sceglie il self-publishing deve capire che pubblicare senza un editore non significa trasformare un manoscritto in un'opera digitale e metterla in vendita. Prima di [...]
Grazie per tutte queste utili notizie.
Ciao Mina,
grazie a te per il commento. Specifico subito, è doveroso, che questo bel sito non è mio. E’ di Daniele Imperi. Che fa un ottimo lavoro, per come la vedo io. Io collaboro come autore, di tanto in tanto.
Il mio sito personale è www.robertotartaglia.com, mentre www.viverediscrittura.it è il mio sito dove insegno ad autopubblicarsi con successo.
Detto questo, passo a rispondere alla tua domanda.
Prima di tutto, la Partita Iva va aperta solo se si inizia a guadagnare dai 5mila euro annui in su. Poi, io ho lasciato ilmiolibro.it da diverso tempo, poiché si tratta più di un servizio di print on demand che di un vero e proprio servizio di self publishing con ampia distribuzione.
Per questo, non ho contatti diretti con loro. Però, leggendo ciò che affermano, ovvero che “Il sito nasce per consentire un´attività amatoriale agli iscritti non possessori di Partita IVA”, direi proprio che la tua intuizione sia esatta.
Se vendi molto e hai successo, non puoi più pubblicare con loro. Il mio consiglio è quello di far riferimento a servizi di self publishing un po’ più…come dire…”forti”.
Io mi affido a Youcanprint.it (ebook e cartaceo in oltre 1.200 librerie) e a Bookolico.com (solo ebook, con un innovativo sistema di pricing). Se ti interessa pubblicare solo ebook, inoltre, puoi far riferimento anche a sbfnarcissus.it.
Sempre a disposizione, per qualsiasi informazione
.
RT
Ciao Alberto,
prima di tutto il self publishing non è editoria a pagamento, sia ben chiaro. Io ho pagato solo 30 euro per il codice ISBN. Stop.
E io con l’editoria a pagamento ho avuto a che fare, parlo del Gruppo Albatros – Il Filo. Mi chiesero 3mila euro per pubblicare. Ovviamente rifiutai.
E tutt’oggi pubblico molti racconti con l’editoria tradizionale (casa editrice Ego), ma solo perché abbiamo raggiunto un accordo secondo il quale io mantengo i diritti d’autore sulle mie opere.
Caro Alberto, se io non avessi pubblicato in self publishing, ora il mio nuovo romanzo “Lo scacciapensieri” non sarebbe in vendita e migliaia di persone non avrebbero ottenuto un supporto per la loro Sindrome di Tourette.
Ti basterebbe leggere un po’ i commenti ai miei articoli e la mia biografia su www.robertotartaglia.com per capire come mai ho scelto il self publishing e ne vado fiero.
Infine, tempo fa feci un corso con una delle più grandi scuole di scrittura italiane, e uno dei consigli che mi rimase più impresso è: non parlare mai di cose che non conosci.
Mi fermo qui.
RT
Ciao Roberto, sto per autopubblicare un libro e mi trovo nel momento di maggior perplessita’.
Ho scelto la piattaforma lulu.com, ma non ho trovato alcuna informazione su come dovrei gestire il diritto d’autore. Mi hanno assegnato gratuitamente in isbn (sempre che io non abbia capito male), ma non ho idea di cosa dovrei scrivere sulla prima pagina (quella che di solito e’ riservata alle informazioni editoriali).
Inoltre volevo chiederti un consiglio: avevo pensato di vendere il romanzo solo come ebook, ma trattandosi di un fantasy forse sarebbe meglio il libro cartaceo… posso autopubblicare in entrambi i modi?
Ciao Kingo,
vuoi che sia sincero? Lascia stare Lulu.com, a meno che tu non scriva in lingua inglese.
Se, al contrario, scrivi in italiano, ti consiglio vivamente di affidarti a servizi nostrani. Se vuoi pubblicare solo ebook puoi far riferimento a www.bookolico.com e a www.sbfnarcissus.it.
Se vuoi pubblicare sia ebook che cartaceo (o anche solo ebook) c’è, poi, www.youcanprint.it che, oltreché nei maggiori store online, ti distribuisce anche in oltre 1.200 librerie fisiche.
I diritti d’autore vengono gestiti da questi servizi automaticamente, tramite l’invio di apposite ricevute.
Cosa scrivere? A te libertà di fantasia. Di’ chi sei, cosa fai, cosa ami. Ma fallo col cuore, fa’ in modo di trasmettere sempre emozioni. Non solo nei tuoi libri
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RT
Caro Roberto ciao. Ti ho seguito e sei stato illimunante. Sto per seguire il tuo consiglio di autopubblicare con http://www.youcanprint.it. Prima erò vorrei essere sicura di aver capito bene.
In sintesi mi sembra di aver capito che se io mi auto pubblico posso in contemporanea STAMPARMI IL CARTACEO CON UNA MIA TIPOGRAFIA UTILIZZANDO IL CODICE ISBN che mi è statofornito da youcanprint? Come faccio a reperirlo e darlo alla tipografia : mi faccio inviare da youcanprint una copia cartacea e dico alla mia tipografia di ‘copiare il codice ISBN, o c’è unìatra prassi? In questo modo io posso sia stampare e vendere autonomamente le copie per mio conto (auto promuovendomi, grazie al fatto che ho acquisito il codice ISBN da youcanprint) sia utilizzare il canale di self pubblishing? Ho capito bene? Se ho capito bene procedo immediatamente!
Ciao Antonella,
grazie mille! In realtà la questione è ancora più semplice: Youcanprint stampa già il libro per te. E lo distribuisce e vende anche in oltre 1.200 librerie fisiche, se viene richiesto da librai e lettori.
Quindi, non devi preoccuparti di fare altro. Se vorrai venderli per tuo conto, ti basterà richiedere i libri a loro. Stamperanno e invieranno il tutto al tuo indirizzo.
RT
Grazie della celere risposta Roberto! Il fatto è che io voglio anche stamparli da sola perché, essendo a colori, con youcanprint un libro mi costa intorno ai 28 euro l’uno (15×21, 209 pagine di cui 144 a colori, copertina cartonata 3000 mg, carta pagine 100 mg) mentre con la mia tipografia, mi costa 4 euro l’uno (una differenza stratosferica: in questo modo potrei venderlo a prezzo più ‘normale’ e competitivo e guadagnarci di più del 20%). Per questo ti rifaccio la domanda di prima:”…posso in contemporanea STAMPARMI IL CARTACEO CON UNA MIA TIPOGRAFIA UTILIZZANDO IL CODICE ISBN che mi è stato fornito da youcanprint? Come faccio a reperirlo e darlo alla tipografia : mi faccio inviare da youcanprint una copia cartacea e dico alla mia tipografia di ‘copiare il codice ISBN, o c’è un’altra prassi? In questo modo io posso sia stampare e vendere autonomamente le copie per mio conto (auto promuovendomi, grazie al fatto che ho acquisito il codice ISBN da youcanprint) sia utilizzare il canale di self pubblishing? Ho capito bene?”
Aggiungo questa domanda: Col mio canale personale posso venderlo a prezzo minore rispetto al prezzo in cui lo si vende nei canali youcanprint? Se non è possibile: può diventare possibile alla scadenza del contratto?
Grazie Roberto…e scusa la schiettezza
Ciao Antonella,
sei libera di fare ciò che vuoi, anche pubblicarlo contemporaneamente con altri servizi, per capirci.
Quindi, puoi stampare anche in proprio e vendere sul tuo sito, sì. Non ci sono limiti contrattuali, in tal senso.
Il codice ISBN ti serve solo per distribuire il libro su larga scala. Quindi, per stamparlo in proprio e venderlo sul tuo sito, non ti serve. Ma, se lo vuoi comunque, puoi sempre chiedere allo staff di YCP di farti avere l’immagine del codice da inserire in copertina.
RT
Grazie Roberto volevo sapere proprio questo. Allora inizio con tranquillità! Appena ho tempo inizierò a leggerti. Sono su fb antonella baiocchi psicoterapeuta: ti chiedo l’amicizia (forse l’ho già fatto… devo controllare). Grazie ancora
Un abbraccio
Grazie mille per le dritte! La tua storia poi è davvero incoraggiante. Anche io mi sono autopubblicata con un servizio di autopubblicazione online, www.pubblicareilmiolibro.it , e sono rimasta davvero soddisfatta. La redazione era disponibilissima e i prezzi molto contenuti e grazie al codice isbn è stato relativamente più facile farmi conoscere online. Hai ragione, il problema più grande può essere quello di farsi pubblicità ma con un po’ di testardaggine e perseveranza piano piano uno riesce a emergere.
Ti leggerò senz’altro!
Sembra un sito interessante, ma offre un po’ troppi servizi a pagamento per essere una piattaforma di autopubblicazione…
Grazie mille, Angela!
Il tuo è proprio lo spirito giusto per ottenere buoni risultati!
RT
Ciao Roberto volevo informarti di un aspetto che probabilmente ti sfuggiva: diversamente da come pronosticavi youcanprint alla richiesta se era possibile usare il loro ISBN per auto stamparmi i libri (in contemporanea a loro) e mi hanno risposto NO: “Purtroppo non è possibile inserire l’opera in commercio con noi e utilizzare i file con il nostro isbn per stamparli con altri tipografi. Questo aspetto non credo sia necessario poichè i costi di stampa che proponiamo sono ottimi”.
Ti risulta forse che altri lo permettono?
Ciao e grazie
Antonella
Grazie per l’informazione, Antonella. Sospetto che sia così con tutti, a questo punto. Per questo ti consigliavo di chiedere loro. Io, come dicevo già nell’altro commento, ti suggerisco di stampare le copie in proprio senza codice. Il codice ISBN è il loro, ma i diritti del libro sono i tuoi. Quindi, puoi fare ciò che vuoi, Anche pubblicare contemporaneamente con altri servizi (usando ISBN diversi). Tanto, come ti dicevo, l’ISBN non serve a nulla, se vuoi rivendere i libri da te.