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Come pubblicare un libro senza editore

Questo è un guest post scritto da Roberto Tartaglia.

Si può scrivere un libro, pubblicarlo e venderlo senza avere una casa editrice? La risposta è “sì”. E il fenomeno in questione ha un nome: self-publishing.

Il self-publishing è quella rivoluzione editoriale che ha già fatto parlare molto di sé negli Stati Uniti, dando vita a una nuova generazione di bestseller e di scrittori indipendenti. È la nuova frontiera dell’editoria online che, grazie a una serie di servizi, permette agli autori di autopubblicare la propria opera gratuitamente, mantenendo tutti i diritti sulla stessa.

Ma come funziona il self-publishing? E come si differenzia dall’editoria tradizionale?

Immagina il self-publishing come un sito. Niente di più che un sito. Ti registri gratuitamente, e ti ritrovi a disposizione un mondo di servizi, nonché una vetrina virtuale, grazie ai quali potrai pubblicare e vendere le tue opere. Scrivi il tuo libro, disegna la copertina, fai l’upload dei tuoi file sul sito (rispettando i canoni richiesti) e il gioco è fatto.

Ma allora tutti possono avere successo? Direi di no, pubblicare un’opera è un conto, venderla è un altro. In realtà il lavoro duro ha inizio proprio dopo la pubblicazione. Occorre pianificare e attuare un complesso piano di marketing per farsi conoscere e vendere, specie all’inizio. Dimenticare i soldi e pensare solo al farsi conoscere. Per questo motivo è essenziale che la prima opera sia davvero accattivante. Se così non fosse potresti non avere una seconda occasione. In alcuni casi è possibile che il pubblico riponga fiducia in te e ti permetta una seconda possibilità. Ma mai 3. Io, scherzosamente, chiamo tutto ciò “la regola del paso doble”.

I siti di self-publishing più famosi sono www.lulu.com e il suo cugino italiano www.ilmiolibro.it. Ma non sono gli unici. Il self-publishing è il futuro, a mio avviso. La crisi che sta vivendo il mondo dell’editoria tradizionale è fin troppo evidente. C’è chi punta solo sui cavalli vincenti, sui grandi nomi, chi si ritrova a selezionare migliaia di manoscritti leggendone (per questioni di tempo) solo poche righe, senza riuscirne a comprendere il vero valore, e chi, purtroppo, chiede addirittura soldi in cambio della pubblicazione: la cosiddetta editoria a pagamento. Stanne lontano!

Con il self publishing tutto è diverso. I diritti restano a te, nessun contratto da sottoscrivere e, attenzione, sei tu che decidi il prezzo al pubblico della tua opera e quanto percepire per i tuoi diritti. Insomma: scrivi ciò che vuoi, come e quando vuoi.

Allora? Hai voglia di diventare anche tu uno scrittore indipendente?

Il guest blogger

Roberto Tartaglia, dopo una serie di delusioni ricevute dall’editoria tradizionale, ha deciso di pubblicare il suo primo thriller, “Casus belli”, in self-publishing. Risultato? 5000 copie in circa 6 mesi. Ora, per celebrare questa piccola vittoria, ha deciso di offrirlo gratuitamente a chiunque si iscriva entro dicembre alla newsletter su questa pagina: www.robertotartaglia.com.

Roberto Tartaglia ha creato anche il primo progetto online che intende aiutare tutti gli autori emergenti che vogliono affidarsi al self publishing: http://www.facebook.com/viverediscrittura.

137 Commenti

  1. Gianluca Santini
    28 settembre 2011 alle 09:18 Rispondi

    Abbastanza introduttivo come articolo, ma sarà che bazzico già questi temi quindi… Ad esempio mancano accenni a Narcissus, per autopubblicarsi in digitale, o ad altri siti come eBookVanilla. Sarebbe interessante infatti un confronto incrociato di queste piattaforme…

     

    Ciao,

    Gianluca

  2. Romina
    28 settembre 2011 alle 10:33 Rispondi

    Ciao Roberto! Ti ricordi di me? Ci siamo scritti alcune e-mail qualche settimane fa a seguito della mia lettura del tuo bellissimo libro (recensito nel mio blog)!

    Mi sono informata molto sul selfpublishing, ma i dubbi che mi sono venuti sono davvero tantissimi. Alcuni siti parlano dell’apertura della partita Iva (con annessi 5000 euro da pagare all’INPS, ma dico…), in altri si parla di deposito delle copie legali in mezzo mondo a spese dell’autore e di acquisto privato dell’ISBN (ovviamente in blocchi da 10…). Altri propongono di vendere il mio libro al pubblico al modico prezzo di 46 euro…  

    Il mio libro è finito e non so più cosa fare… dopo oltre un anno di lavoro mi viene voglia di buttare tutto perché “c’è del marcio nel mondo dell’editoria”… sarà che i miei due libri precedenti hanno venduto poco perché la promozione l’ho fatta solo io e forse non sono stata abbastanza furba o brava in questo, sarà che comincio a dubitare di potercela fare, sarà che sono stanca di combattere da sola… sarà tante cose! Troppi dubbi!

    Casi come il tuo restano, però, speranze a cui aggrapparsi, perché la bravura riesce (magari non spesso ma a volte) a essere premiata! E se un giorno mi dimostrerò brava (non dico quanto te, ma almeno brava) spero che qualcuno se ne accorga!

    Scusa lo sfogo, ma alla fine di un libro mi sento sempre come se avessi perso tutto per poi ricominciare da zero, mi sento vuota. Non so se capita anche a te.

    Grazie di tutto!

     

  3. Ayame
    28 settembre 2011 alle 11:56 Rispondi

    Alcuni siti parlano dell’apertura della partita Iva (con annessi 5000 euro da pagare all’INPS, ma dico…), in altri si parla di deposito delle copie legali in mezzo mondo a spese dell’autore e di acquisto privato dell’ISBN (ovviamente in blocchi da 10…). Altri propongono di vendere il mio libro al pubblico al modicoprezzo di 46 euro…

    La partita IVA va aperta al superamento dei 5mila euro annui, per qualsiasi attività; il deposito legale obbliga il deposito di due copie – due, non mille – nella biblioteca nazionale (qui trovi i riferimenti: http://writersdream.org/forum/viewtopic.php?f=14&t=6117) ma piccoli e medi editori solitamente non lo fanno; l’acquisto dell’ISBN è una bufala: qualsiasi sito di autopubblicazione te lo fornisce, a meno che non sia un puro e semplice pod che si limita a stampare. Per i prezzi, ti consiglio di rivolgerti anziché ai classici Lulu e Ilmiolibro, che hanno prezzi alti per stampa e spedizioni – e nel caso di Lulu danno ISBN solo americano, con esclusione del libro dai cataloghi delle librerie online – a siti come ebookVanilla e Youcanprint, che sono realtà validissime.

     

  4. Roberto Tartaglia
    28 settembre 2011 alle 15:25 Rispondi

    Ciao a tutti e grazie per i vostri commenti. Vorrei togliere un po’ di dubbi che sono emersi.

    Per Gianluca: sto preparando una guida dettagliata che applica un confronto tra i vari servizi di self publishing. La distribuirò gratuitamente a breve a tutti gli iscritti alla newsletter su http://www.robertotartaglia.com. Ho menzionato solo quei due siti perché ho fatto riferimento alla mia esperienza personale.

    Per Romina: non buttarti giù! Come ti accennavo anche tempo fa non occorre scrivere il nuovo Amlet per racimolare lettori. Devi solamente scrivere ciò che gli altri vogliono leggere. Per divertire, istruire e far sognare. Non mollare e se hai dubbi non esitare a conttattarmi.

    Per Ayame: per esperienza personale posso dirti che Lulu e Ilmiolibro non sono così malvagi come dici. Io non ho affrontato alcuna spesa se non quella del servizio di distribuzione nelle librerie. Grazie a Lulu, infatti, ho venduto il mio libro in formato cartaceo anche in diverse librerie e sul Web lo trovi praticamente ovunque (libreriauniversitaria, amazon, ibs, bol). Ilmiolibro, invece, mi ha permesso di sfruttare il circuito La Feltrinelli. Quindi non li butterei proprio. Anzi, le mie prossime opere continuerò a pubblicarle negli stessi circuiti ;). Ti do ragione per le spese di spedizione, che dovrebbero essere un po’ abbassate con Lulu. Per i prezzi di stampa, invece, sono assolutamente straconvenienti!

  5. Come pubblicare un libro senza editore | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
    28 settembre 2011 alle 15:27 Rispondi

    [...] Come pubblicare un libro senza editore [...]

  6. Romina
    28 settembre 2011 alle 17:41 Rispondi

    @ Roberto: Grazie mille per l’incoraggiamento… non sai quanto ne ho bisogno in questo periodo!

    Il problema attualmente è che “Lulu” mi offre un prezzo al pubblico troppo elevato (probabilmente per gli interni a colori) e “Il mio libro” non offre un ISBN che quindi dovrei acquistare da sola… la mia casa editrice di print on demand invece mi “costringe” a vedere il libro intorno ai 20 euro e mi sembra un po’ eccessivo non essendo un’autrice nota… comunque speriamo bene! Grazie di tutto… spero presto di scriverti buone notizie. Intanto attendo con ansia le tue guide!

  7. Sèvero
    29 settembre 2011 alle 09:30 Rispondi

    @Ayame

    Non essere sicuro di quanto affermi per il limite della Partita IVA, i famosi 5.000 si riferiscono a Prestazioni di Servizio e non alla vendita di prodotti che poi in formato digitale oltretutto sono comparati a Software per cui grava l’IVA del 21%.

    Non sono uno scrittore, anzi, ma mi pare di capire che si il self-publishing sia un ottima opportunità per chi vuole iniziare la cariera di scrittore ma ancora impervia soprattutto perché bisogna auto promuoversi cosa non semplice.

    Probabilmente servirebbe una nuova figura di Editore diverso dal tradizionale ma che abbia una struttura preparata per la promozione specialmente sull’OnLine visto che spesso si parla di EBook.

    Ringrazio Roberto per la sua promozione ed appena avrò letto il libro darò il mio parere.

    Ciao

  8. Il meglio di Penna blu – Settembre 2011
    1 ottobre 2011 alle 12:05 Rispondi

    [...] Continua a leggere Come pubblicare un libro senza editore. [...]

  9. mario
    19 novembre 2011 alle 16:01 Rispondi

    Ciao Roberto,
    ho pubblicato due libri (narrativa) affidando la stampa ad un editore(sic) che ha continuato a “scordare” l’ibsn; con tutte le conseguenze derivanti dalla distribuzione, “mano a mano”, presso le librerie che me li respingono in assenza di codice a barre. Che fare? Grazie.
    Mario.

  10. Filippo
    4 settembre 2012 alle 12:45 Rispondi

    Ho notato molte inesattezze nelle varie risposte. Chi da dei consigli dovrebbe anche sapere quello che dice. Sono un Autore ed Autoeditore. A proposito del deposito legale le copie da inviare sono quattro (o tre): 1 a Roma, 1 a Firenze, 1 al capoluogo della provincia di residenza e 1 alla provincia di residenza (se non si risiede nel capoluogo.
    Il non rispetto di queste norme può portare anche a sanzioni di alcune migliaia di euro.
    Saluti a tutti.
    Filippo Ranuzzi

  11. Silvio
    8 gennaio 2013 alle 08:13 Rispondi

    Buongiorno Roberto, vorrei chiederti come l’autore può vendere i propri libri in assenza di editore. Un libro che esce dalla stamperia non può avere né prezzo né codice ISBN e l’autore non può portarlo in conto vendita alle librerie o edicole.
    Grazie

  12. Roberto P. Tartaglia
    9 gennaio 2013 alle 10:27 Rispondi

    Cio Sivlio,
    il metodo migliore è quello di affidarsi a un servizio di self publishing che ti rilasci un codice ISBN. L’acquisto del codice costa pochi euro.

    Sarà compito loro, poi, metterti in vendita ovunque. A te resterà, però, il compito di autorpomuoverti efficacemente. E qui si apre un mondo.

    RT

  13. Roberto P. Tartaglia
    9 gennaio 2013 alle 10:29 Rispondi

    Mario, scusa il ritardo.
    Credo che la risposta che ho fornito a Silvio possa andar bene anche nel tuo caso: affidati al self publishing.

    Un editore serio non può “dimenticare” il codice ISBN, ovvero l’impronta digitale che rende unico il tuo libro. Non può!

    RT

  14. Lucia Donati
    9 gennaio 2013 alle 13:32 Rispondi

    http://www.sololibri.net/Come-scegliere-l-editore-giusto.html
    Se posso contribuire alla discussione con questo…: spero vi sia utile!

  15. Claudia
    18 gennaio 2013 alle 19:53 Rispondi

    Salve a tutti!
    Mi sono imbattuta in questa vostra discussione che trovo molto interessante. Ho alcuni dubbi e spero possiate aiutarmi: anch’io ho scritto un libro, o meglio un manuale che tratta di fiori all’uncinetto. Per essere ancora più precisi, è un ebook… e per la vendita mi sono affidata a … me stessa! Io ho scritto, io ho creato la copertina, il sito, la vendita, la promozione… Vorrei solo sapere in che forma dovrei regolarizzarmi!?! Le mie vendite non sono di certo eccessive… ma di questi tempi preferisco non rischiare…! Qualcuno sà dirmi qualcosa in merito? GRAZIE anticipatamente :)

  16. Roberto P. Tartaglia
    19 gennaio 2013 alle 10:49 Rispondi

    Ciao Claudia,
    se vuoi vendere i libri da te, credo tu debba regolarizzarti come un qualsiasi free lance: ritenuta d’acconto fino a 5mila euro annui e Partita Iva, se sfori il tetto dei 5mila, in linea di massima.

    Però mi chiedo: perché fare tutto da te quando ci sono servizi che ti permettono di essere distribuita ovunque e gratuitamente?

    Fatti un giro su http://www.sbfnarcissus.com, http://www.youcanprint.it e http://www.bookolico.com.

    Tienici aggiornati!

    RT

    • Akane
      12 luglio 2014 alle 16:05 Rispondi

      Ciao Roberto… Ho letto l’articolo e l’ho trovato molto interessante(ho anche gradito la tua pagina Facebook per rimanere aggiornata), poi ho letto la tua risposta a Claudia e ho riflettuto…
      Poiché anche io ho molta passione per la scrittura(DA SEMPRE) e sto tentando di informarmi il più possibile per trovare un modo per pubblicare qualche libro(magari per ora quelli più “disimpegnati”, tipo i racconti, ecc, perché semmai dovessi pubblicare un romanzo farei un super lavoro curato nel minimo dettaglio, per come sono fatta), ho visitato parecchi siti nei giorni scorsi, compresi Narcissus, Youcanprint, Lulu, Ilmiolibro, ecc. Però tutte le volte il mio terrore è soprattutto uno: il rischio di evadere le tasse senza rendermene conto.
      Dato che non voglio vendere i libri come Claudia perché purtroppo non ho un’impresa già avviata che mi garantisca un introito sufficiente a recuperare tutti i soldi spesi per l’IVA(5000 euro sono moltissimi per uno studente universitario che non lavora, e di certo non posso chiederli ai miei genitori), quella tua considerazione riguardo ai siti dove non si deve aprire partita IVA mi ha un po’ rasserenata.
      Però mi chiedo: come vengono pagate le tasse con questi siti? Non c’è il rischio di una qualche evasione senza rendersi conto? Devo munirmi di commercialista?…Anche quello costa un sacco purtroppo. Sto cercando approfonditamente ma non riesco molto a trovare queste informazioni, e visto che tu sei da molto più tempo nel settore rispetto a me, volevo chiederti se sai come funziona il sistema di tassazione su questi siti, senza che lo scrittore corra rischio di evasione.
      Grazie mille!! ;)

      • Roberto P. Tartaglia
        12 luglio 2014 alle 17:51 Rispondi

        Ciao, eccomi qui! :)
        La questione è più semplice di quanto tu possa pensare.

        I siti di self publishing ti rilasciano ricevute ogni volta che richiedi un pagamento. Alleghi quelle ricevute alla dichiarazione dei redditi e il gioco è fatto.

        La Partita IVA ti serve solo se guadagni più di 5mila euro l’anno (lo spero per te). Per approfondimento, leggi questo mio articolo: http://www.viverediscrittura.it/i-migliori-servizi-italiani-di-self-publishing/

        Alla fine c’è un link a una mia guida gratuita sul Fisco per scrittori indipendenti.

        RT

  17. Claudia
    19 gennaio 2013 alle 14:53 Rispondi

    Roberto, grazie infinitamente! Col termine “free lance” mi hai aperto un mondo che adesso vedrò di approfondire meglio! Rispondo alla tua domanda: ho fatto tutto da me semplicemente perché ero rimasta delusa dagli accordi offerti da una Casa Editrice… Inoltre, non credo nemmeno di avvalermi dei servizi da te citati, in quanto la mia idea è quella di sfruttare le potenzialità di facebook. Pensa che il mio libro è stato acquistato in luoghi come Australia, Indonesia, Tailandia, Norvegia e pure in Kuwait! e tutto questo grazie ad un banale social network! Potrei ampliare la pubblicità con Narcissus ma… ad ogni vendita non dovrò rilasciare loro una percentuale? e mi conviene??

  18. Roberto P. Tartaglia
    19 gennaio 2013 alle 16:50 Rispondi

    Ti conviene? Dipende. A fronte di quella percentuale, i servizi di self publishing ti permettono di andare in vendita ovunque.

    Quindi, oltre al tuo lavoro di autopromozione (che è assolutamente indispensabile, non so se sai di cosa parlo e se conosci il mio progetto http://www.viverediscrittura.it), grazie al self publishing, puoi vendere i tuo ebook in tutti i maggiori store online.

    Il guadagno qual è? Che, oltre a venderlo tramite i tuoi canali, puoi incrementare le vendite grazie alla pubblicità che il sito di self publishing ti farà sui suoi canali e all’indicizzazione sui motori di ricerca degli store online.

    Mi spiego meglio: se andassi su Google e volessi cercare un libro che parla di fiori all’uncinetto, con la tua strategia non troverei nulla da acquistare. Dovrei sapere che tu esisti, che hai scritto questo libro e venirti a cercare su Facebook. Questo vuol dire che quei lettori che cercano libri in questo modo non compreranno mai il tuo.

    Se, invece, il tuo libro fosse in vendita su ibs.it, inmondadori.it, lafeltrinelli.it, ebay e così via, sarebbe più facile da rintracciare e acquistare.

    Autopubblicazione e autopromozione sono due facce della stessa medaglia. Non si escludono a vicenda.

    RT

  19. Dark0
    19 gennaio 2013 alle 18:05 Rispondi

    Roberto ha scritto a Romina “Devi solamente scrivere ciò che gli altri vogliono leggere.”. Dissento. Sinceramente mi sembra un consiglio poco da “scrittore”.
    Se dovessimo scrivere quello che gli altri vogliono leggere, a comandare il gusto dei lettori sarebbero allora le classifiche o le indagini di mercato.
    Fortunatamente puoi scrivere anche ciò che tu vorresti leggere o semplicemente ciò che senti/hai bisogno di scrivere.
    Sicuramente potrebbe rientrare nella deontologia dello scrittore.

    Riguardo il self publishing, non la vedo come la panacea di tutti i mali dell’editoria.
    Autopubblicarsi significa non passare al vaglio di nessuno, se non di se stessi, prima di arrivare al pubblico e questo non ritengo sia un valore positivo.
    Tutti possono scrivere, non tutti possono essere pubblicati.
    Tutti possono giocare a calcio, non tutti sono quotati nel calciomercato.

    D’

  20. Claudia
    19 gennaio 2013 alle 18:29 Rispondi

    Roberto, sicuramente hai ragione su molti punti di vista ma vedi, devi considerare che il mio libro non è un romanzo e soprattutto devi considerare che, trattando di uncinetto, mi rivolgo ad un pubblico che non è molto vario…, ovvero trattasi prevalentemente di donne comprese tra una fascia d’età media di 40 anni; credi che possano sapere cosa sia un ebook? credi che se volessero una rivista di uncinetto, la cercherebbero in uno store online? Io avrei qualche dubbio in proposito… Credo sia più facile individuare la mia clientela “tipo” attraverso facebook dove esistono molti gruppi e varie pagine fan sull’argomento. Per quanto riguarda la ricerca di un libro, che parli di fiori all’uncinetto, per mezzo di Google… beh, potresti tu stesso provare a fare questa ricerca :D Sul mio sito web, ho installato un’applicazione che mi permette di vedere da dove arrivano i miei visitatori e, spesso molti di questi, arrivano proprio tramite Google scrivendo a volte, erroneamente, “fiori uNIcetto”, “flori crochet”, fiori crochette”… insomma, non male! Io potrei provare a pubblicizzare il mio libro sui canali da te indicati… ma a questo punto, mi chiedo: dovrò modificare il contenuto del mio manuale?? Magari vedrò di approfondire anche questa possibilità.
    Infine, ho dato un’occhiata al tuo sito: PAZZESCO!
    Mi piace davvero tanto!
    GRAZIE ancora per i tuoi preziosi consigli!

  21. Roberto P. Tartaglia
    19 gennaio 2013 alle 18:37 Rispondi

    Se decontestualizzi la frase, hai ragione tu. Ma quella mia frase va contestualizzata. Romina parla di “vendere” e, se vuoi vendere devi per forza scrivere per il tuo pubblico.

    Ad ogni modo, io credo che, nel momento in cui decidi di andare in vendita, devi per forza di cose far riferimento a ciò che Umberto Eco chiama “il lettore modello”.

    Devi scrivere per lui, per i tuoi lettori. Scrivere ciò che vuoi, ma rivolgerti a loro. Devi renderli felici, soddisfare le loro aspettative, farli sognare.

    Tu parli di editoria tradizionale. Lì sì che ciò che comanda sono le classifiche e le indagini di mercato. Su che criteri credi che si basino le scelte di un editore quando decide di pubblicare un libro? L’editore pensa una cosa sola: “quanto mi farà incassare questo libro? A quanti può piacere?”

    In merito all’essere “scrittori” e alla deontologia, tutto dipende da cosa tu intendi per “essere scrittore”. Per me uno scrittore è colui che mette passione in ciò che fa, che ama scrivere per il piacere di farlo. E l’unica regola deontologica da seguire in questo caso è: “scrivi finché ti va”.

    Si può scrivere solo per se stessi. Si può scrivere per gli altri. Si può scrivere anche per far contenta una sola persona: l’editore che decide le tue sorti. Ma sempre con passione.

    E qui arrivo all’ultimo punto. Perché mai dovrei passare al vaglio di qualcuno per essere pubblicato? Come dicevo prima, io scrivo per sognare e far sognare i miei lettori, non per far sorridere e arricchire un editore.

    Preferisco passare direttamente al vaglio dei lettori e non di una singola persona. Saranno loro a decidere se valgo o no. Saranno loro a scegliere se comprare o meno i miei libri. E il self publishing è lo strumento migliore per raggiungere questo scopo.

    RT

    • Dark0
      19 gennaio 2013 alle 19:52 Rispondi

      Non devi passsare al vaglio di “qualcuno”. L’editore non è “qualcuno”. L’editore è un professionista che si muove all’interno di un mercato e oltre ad avere delle capacità imprenditoriali, ha anche delle conoscenze, ha letto molto, ha studiato, conosce la materia del suo lavoro (la scrittura), sa indicare una serie di professionisti preparati e con esperienza che possono fare un editing approfondito del tuo lavoro. A volte può anche avere un’esperienza pregressa da scrittore, da saggista, libraio. Pensa a Einaudi, Feltrinelli per fare due nomi a caso.

      Non è che perché alcuni rami di certa editoria si basino solo su leggi di mercato allora vuol dire che la figura dell’editore non serve a niente.
      Editore che non si limita certo solo a sorridere o arricchirsi. Ma fa un lavoro di pari dignità di quello dello scrittore.

      Quando si parla troppo di sogni e desideri si rischia di non vedere le cose per quelle che sono.
      Lo “scrivere per fare sognare” è una motivazione tanto vaga quanto imponderabile. Se è vero che uno scrittore è colui che scrive per far sognare e ci mette passione, allora siamo tutti scrittori e tutti calciatori e tutti fotografi e tutti grafici.

      D’

  22. Roberto P. Tartaglia
    19 gennaio 2013 alle 18:52 Rispondi

    Claudia, se le tue esigenze sono queste e il tuo sito è così ben indicizzato, non c’è bisogno di appoggiarti ad altri. Giusto.

    Se riesci già a intercettare tutto il tuo pubblico, che mi pare di capire rappresenta una piccola nicchia, la tua strategia è perfetta!
    Solo una cosa: informati bene sugli aspetti fiscali.

    Cosa intendi per “modificare il contenuto del mio manuale”?
    Attualmente in che formati lo distribuisci?

    P.S. grazie per aver visitato il sito :)

  23. Claudia
    19 gennaio 2013 alle 19:03 Rispondi

    Al momento, il mio pubblico rappresenta una piccola nicchia poiché, causa vari motivi, non riesco a pubblicizzarmi come vorrei. Ma non mi rammarico, sono una funambola! un passo alla volta, pian pianino e prima o poi raggiungo la meta :) Se faccio tutto troppo in fretta, rischio di cadere e farmi moooolto male!
    Sugli aspetti fiscali m’informerò senz’altro! non mi piace l’idea che Monti venga a bussare alla mia porta… Ho iniziato questo percorso da circa 9 mesi dunque non ho ancora commesso reati riguardo al fisco :D
    Per la modifica del mio libro intendevo dire: lo presento al canale online così com’è? o cambieranno qualcosa nella parte grafica? Trattandosi di un libro “fai da ME”, ovviamente non è il massimo della perfezione…

  24. Roberto P. Tartaglia
    19 gennaio 2013 alle 19:08 Rispondi

    Brava! Fai bene: passo per passo. Mai bruciare le tappe. Sembri un tipo molto deciso e caparbio. Questo è ciò che ci vuole, se si vuole intraprendere questo percorso.

    In merito ai tuoi dubbi, il self publishing è totalmente libero. Quindi, se richiederai delle “aggiustatine” le avrai, altrimenti lo pubblicheranno tal quale.

    Poi dipende da che formato sceglierai. Solitamente gli ebook si vendono in formato .epub e .mobi.

    RT

  25. Claudia
    19 gennaio 2013 alle 19:18 Rispondi

    Nessuna modifica al mio libro da parte di nessuno… bene, direi che questa è un’ottima notizia! Credo che farò una riflessione più approfondita riguardo i sistemi del self publishing… Il mio libro, comunque, è semplicemente un PDF. Attualmente sto lavorando alla seconda pubblicazione ed ho già bene in mente le idee per un terzo e quarto libro… :) Non vorrei tediarti troppo ma avrei bisogno di un’ultima informazione: quale canale mi consiglieresti per pubblicizzare la mia tipologia di libro?

    PS: Grazie anche a te per aver visitato il mio sito (alle ore 18:52 da Roma, tramite questa pagina ;) )

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2013 alle 19:43 Rispondi

      Claudia, per la promozione fai anche riferimento alla sezione apposita qui nel blog :)

  26. Roberto P. Tartaglia
    19 gennaio 2013 alle 19:37 Rispondi

    Prima di tutto ci tengo a dirti che, se vuoi far riferimento a un pubblico che legge ebook, la cosa più urgente da fare è trasformare i PDF in epub e/o mobi. Sono questi i formati più facilmente navigabili e visualizzabili, sia su PC che su ebook reader.

    Per la tua domanda: fai riferimento a blog e gruppi social di nicchia. Cercali con Google o con la ricerca interna di Facebook e Twitter. Partecipa alle discussioni e fatti conoscere.

  27. Claudia
    19 gennaio 2013 alle 19:43 Rispondi

    Convertire il PDF in epub – mobi… segnato tra le cose da fare!
    Per canale dove pubblicizzare il mio libro, intendevo quelli da te citati: ibs.it, inmondadori.it, lafeltrinelli.it, ebay … quale ritieni più indicato?
    Detto questo, ti ringrazio ancora e vedrò di non disturbarti oltre!

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2013 alle 20:32 Rispondi

      Se vuoi un consiglio: NON convertire nessun pdf. Impagina invece i tuoi ebook in formato epub e mobi. Per gli epub c’è il programma Sigil e per i mobi c’è Mobipocket, entrambi gratis.

      • Claudia
        19 gennaio 2013 alle 21:19 Rispondi

        Oh, bene! un altro consiglio davvero utile. GRAZIE infinite! :)

  28. Roberto P. Tartaglia
    19 gennaio 2013 alle 21:20 Rispondi

    Sì, pienamente d’accordo con Daniele. Forse mi sono espresso male, intendevo dire creare ex novo epub e mobi. Anche perché non credo esista un modo per convertire i PDF in epub e mobi.

    Io, per creare i file epub, utilizzo Sigil, mentre per creare i mobi utilizzo Calibre. Ma anche Mobipocket va benissimo. Tutti gratuiti!

    Serve un po’ di pratica, te lo dico subito, ma mi sembri abbastanza caparbia da non mollare.

    Grazie per la precisazione, Daniele.

    RT

  29. Roberto P. Tartaglia
    19 gennaio 2013 alle 21:32 Rispondi

    Dark0, è proprio quello che ho detto: per me, se ci si mette passione, siamo tutti scrittori. Poi vanno distinti quelli più bravi e quelli meno bravi, ma si tratta di giudizi personali.

    In fondo, anche quel tuo asserire “allora siamo tutti…tutti…tutti…” mi sembra tanto vaga quanto imponderabile. Io non sto generalizzando.

    E la tua idea di editore mi sembra un po’ di parte, mi lascia un po’ perplesso, vista la mia esperienza personale e quella di molte persone che conosco. Per caso lavori nell’editoria o hai a che fare con questo mondo?

    Non voglio assolutamente mettere in discussione la serietà di alcuni editori (non tutti) e la loro professionalità, ma a me non interessa scrivere per soddisfare una sola persona perché poi questa mi metta in vendita.

    Io scrivo per soddisfazione personale e per piacere a chi mi legge. Troppe volte sono entrato in libreria, ho comprato dei libri e poi ho maledetto i soldi che ho speso perché di pessima qualità.

    Quindi, se devo piacere a un editore e poi non piacere al pubblico, facendo la fine di quegli autori che ho acquistato, preferisco non passare proprio al vaglio degli editori e piacere solo al pubblico.

    Non so chi tu sia, perché ho solo un nickname, non ho un nome, un indirizzo Web e non so che lavoro tu faccia, ma ti è mai capitato di entrare in libreria e vivere la mia stessa esperienza?

    Io vengo dall’editoria tradizionale e ho avuto a che fare anche con l’editoria a pagamento (pur non cadendo nella trappola), quindi parlo per esperienza personale. Poi, ovvio, non esistono verità assolute.

    Semplicemente, io la penso così e ho trovato nel self publishing la soluzione.

    RT

    • Dark0
      20 gennaio 2013 alle 03:25 Rispondi

      Ho capito benissimo il tuo punto di vista.
      Io vedo l’essere scrittore come una professione e come tale non sufficiente di sola passione per essere espletata.
      Il mio dire che siamo tutti calciatori è proprio per sottolineare il fatto che, vista la passione ampiamente diffusa per il calcio, sebbene questa possa essere un elemento, non è per niente sufficiente a descrivere la categoria.
      Perché siamo tutti scrittori basta che ci mettiamo passione? E allora perché questa cosa non vale per tutte le altre professioni? Cosa distingue la professione di scrittore da quella di un medico?

      Per me la risposta non può, anzi dico non deve, essere perchè sono uno che ci mette passione e impegno. Perché per fare il medico, o qualsiasi altra professione, ci vuole preparazione, studio, volontà, pazienza, determinazione.

      Anche la bravura di uno scrittore non è frutto del giudizio personale. Dire che Hemingway, o Carver, o Calvino sono bravi scrittori, vuol dire non capire di cosa si sta parlando.
      Hemingway è uno scrittore ed è bravo. Chi contesta questo deve portare argomentazioni mooooolto convincenti.
      Poi se piace o no è chiaramente un altro discorso che non merita neanche una riga in questo intervento.

      Non voglio generalizzare anzi, sarò molto preciso. Se sei uno scrittore, scrivi. Se sei un editore, fai l’editore.
      Sono due cose molto diverse.

      D’

      • Dark0
        20 gennaio 2013 alle 03:27 Rispondi

        La frase corretta sul post precedente è “dire che Hemingway, o Carver, o Calvino NON sono grandi scrittori”.
        Ovviamente. =))
        D’

  30. Roberto P. Tartaglia
    19 gennaio 2013 alle 21:34 Rispondi

    Claudia, per i canali di vendita, se non hai un codice ISBN, puoi vendere il tuo libro solamente nei tuoi canali personali (blog, pagina ebay e così via).

    RT

    • Claudia
      19 gennaio 2013 alle 21:41 Rispondi

      Credevo non fosse obbligatorio per la vendita l’ISBN… Ad ogni modo, non ho fretta di distribuire il mio prodotto su altre piattaforme di vendita… quindi, al momento, custodisco questa informazione per i passi futuri, da brava funambola! ;) GRAZIE!

  31. Roberto P. Tartaglia
    20 gennaio 2013 alle 10:59 Rispondi

    Be’ Dark0, abbiamo punti di vista quasi diametralmente opposti :).
    Io non riesco a paragonare lo scrivere a un trapianto di cuore, ma sono punti vista.

    Come sono punti di vista i pareri sugli scrittori. Ho sentito gente che scrive e pubblica da anni parlar male di Hemingway perché noioso e di Dostoevskij perché troppo prolisso.

    Io, per carattere, non riesco a schematizzare il mondo e a racchiuderlo in definizioni prestabilite. Per questo non riesco a condividere il tuo punto si vista.

    Credo che l’unica cosa che distingua un vero scrittore, un vero giornalista o un vero medico sia la passione che si mette in ciò che si fa. Al di là delle varie iscrizioni agli Ordini Professionali. Altrimenti non esisterebbe la malasanità, l’informazione controllata e i libri sulle barzellette di Totti ;).

    Comunque, trovo sempre stimolante avere scambi con chi ha vedute così diverse dalle mie.

    Solo un’ultima precisazione, per non creare confusione in chi leggerà questi commenti. Tu dici “Se sei uno scrittore, scrivi. Se sei un editore, fai l’editore.” In realtà, con il self publishing non diventi uno scrittore-editore, ma, più che altro, uno scrittore-marketer.

    RT

    • Dark0
      20 gennaio 2013 alle 13:52 Rispondi

      Carissimo, e con questo chiudo anche per non monopolizzare il blog, è evidente la nostra differenza di punti di vista. L’argomentazione del mio però non deve essere fraintesa.
      Io non ho parlato, come sottolinei tu nel tuo intervento, di “vero” scrittore, ma semplicemente di scrittore.
      Quello che è vero e quello che è falso lo lasciamo dire ai filosofi o ai logici.
      Non ho tantomeno parlato di Ordini professionali.
      Ho messo sullo stesso piano, perché sono sicuro che stiano sullo stesso piano, la professionalità di uno scrittore e la professionalità di un medico.

      Lo scrittore è un professionista. Non un appassionato.

      Parlare male di Hemingway non toglie niente al valore dello scrittore che, non è un punto di vista personale, ma un assoluto condiviso dalla comunità di cui, volente o nolente, fai parte anche tu.

      Fuori dalla conversazione, leggi il racconto Colline come elefanti bianchi di Hemingway e sono sicuro che capirai cosa voglio dire quando difendo la scrittura come professione.

      D’

  32. Roberto P. Tartaglia
    20 gennaio 2013 alle 11:04 Rispondi

    - Per Claudia sull’ISBN -

    Ecco un link che può tornarti utile: http://it.wikipedia.org/wiki/ISBN
    Ed eccone un altro: http://www.isbn.it/LISBN/ILCODICEISBN/DOVEUTILIZZARLO.aspx

    Difficile che la grande distribuzione accetti un libro senza ISBN. Ma, come ti dicevo, puoi sfruttare i canali privati, sia tuoi che di amici/collaboratori.

    RT

    • Claudia
      20 gennaio 2013 alle 14:28 Rispondi

      Come sempre risulti molto utile e disponibile :)
      Grazie Grazie Grazie!

  33. Roberto P. Tartaglia
    20 gennaio 2013 alle 16:07 Rispondi

    Dark0, hai menzionato casualmente proprio uno dei miei racconti preferiti di Hemingway!

    Io sono diplomato in lingue e il prof, al liceo, ce lo fece prima leggere (in lingua originale) e poi interpretare a mo’ di rappresentazione teatrale :)!

    Davvero un’atmosfera magica. A me Hemingway piace molto, così come Dostoevskij (l’altro che ho menzionato). Due geni, a modo loro, della letteratura.

    Sulla professionalità hai ragione. Il concetto che cercavo di far passare è che, per me, non è un editore a definire la professionalità (che io chiamo qualità) di uno scrittore. A differenza di medici, giornalisti, avvocati, dove c’è, invece, proprio un Ordine Professionale a dichiararlo.

    Tutto qui.

    Grazie per il tuo contributo. A presto!

    RT

  34. Roberto P. Tartaglia
    20 gennaio 2013 alle 16:08 Rispondi

    Troppo buona, Claudia :)!
    Grazie a te.

  35. Yuliya
    11 marzo 2013 alle 17:59 Rispondi

    qualcuno mi potrebbe spiegare meglio come faccio a guadagnare con il mio libro tramite ilmiolibro.it?

  36. Roberto P. Tartaglia
    12 marzo 2013 alle 09:03 Rispondi

    Ciao Yuliya,
    il mio consiglio è: non pensare al guadagno.

    Nel momento in cui trasformi questo pensiero nel tuo obiettivo principale, non ottieni un bel niente.

    I soldi pian piano verranno, se lavorerai bene. Ma si tratta di un lavoro duro e lungo.

    Per rispondere alla tua domanda: guadagni semplicemente con le vendite del libro. Ogni servizio di self publishing ha la sua percentuale da rilasciare all’autore per ogni copia venduta.

    Tutto qui.

    RT

  37. Yuliya
    12 marzo 2013 alle 15:51 Rispondi

    Onestamente parlando io non penso tanto al guadagno in se quanto al fatto che sul sito ilmiolibro.it non si capisce tanto bene come avvengono i metodi di pagamento per la pubblicazione e le spese varie…Devo avere la carta di credito? o ol conto bancario? e poi loro non si capisce bene se pubblicizzano o si occupano solo della pubblicazione e basta.. e ho tante altre domande del genere E’ il mio primissimo libro e non so orientarmi bene nel mondo dell’editoria. Ho paura di fare errori dal punto di vista editoriale, ho provato a cercare case editrici nell’estremo salento ma qui nessuno vuole saperne di scrittori emergenti e vogliono avere a che fare solo con esperti scrittori e opere consolidate e straconosciute..

    • alberto
      26 marzo 2013 alle 21:31 Rispondi

      dovresti provare con editori di tutta Italia. Possibilmente dei veri editori. I libri de ilmiolibro.it sono osceni, e basta con questo buonismo: non sio tutti scrittori.
      la cosa piu scandalosa di questo blog: sembrate degli assicuaratori in cerca di prefe.
      la letteratura è altro.E non dite che sono un romantico, non lo sopporterei.
      Alberto

      • Daniele Imperi
        27 marzo 2013 alle 09:00 Rispondi

        Ciao Alberto,
        cosa c’è di scandaloso non l’ho capito. Né cosa sia questa “prefe” che hai scritto.

      • Roberto P. Tartaglia
        27 marzo 2013 alle 09:26 Rispondi

        Scusa Alberto,
        tu scrivi in qualità di…?

      • alberto
        27 marzo 2013 alle 18:09 Rispondi

        eccomi..
        Imperi, su, dai, non ti attaccare a certe cose, le tastiere degli smartphone sono scomode…
        in qualitá di lettore e di persona che duce ció che realmente pensa.
        se pubblico a pagamento non sono uno scrittore…la favola Siamo tutti scrittori serve ad alcuni per fare soldi, e saturamo il mercato di scritti osceni…
        poi, auguro a tutti fortuna…
        alberto

        • alberto
          27 marzo 2013 alle 18:11 Rispondi

          prefe=prede…

          • alberto
            27 marzo 2013 alle 18:14

            ah…non scrivo attaccare qulcuno, semplicemente mi piacerebbe co fosse piu onesta intellettuale da partedi voi blogger.
            saluti

    • alberto
      26 marzo 2013 alle 21:34 Rispondi

      scusate ma scrivo da uno smartphone.

      • alberto
        27 marzo 2013 alle 18:32 Rispondi

        l ultima cosa…a tutti gli apiranti scrittori…andate in libreria…comprate Dentro , un libro di Bonvissuto…non vi dice nulla? normale…è un cameriere di una famosa trattoria di Roma…Einaudi l ja pubblicato un anno fa…capite? un cameriere di Roma. Poi, leggete l espieranza di Pennacchi che si è visto rimbalzare 40, e dico quarata volte daggli editori “tradizionali”, come li chiamate qui..
        Farsi stampare il libro a pagamento è una scorciatoia, e la letteratura è sacrificio delusione amarezza..e vita.
        saluti

        • Daniele Imperi
          27 marzo 2013 alle 18:46 Rispondi

          Alberto, io faccio fatica a seguire quello che scrivi. Quindi, forse è meglio che commenti da una tastiera normale e non da un cellulare. Hai scritto frasi che non si leggono e incomprensibili, pensieri sparsi che non riesco davvero a collegare a un concetto.
          In questo articolo si parla di come pubblicare senza affidarsi a una casa editrice: non si parla di editoria a pagamento, che per me comunque resta un’oscenità.

          • alberto
            27 marzo 2013 alle 18:52

            hai ragione..ma da cell é un impresa scrivere.
            saluti

  38. Roberto P. Tartaglia
    12 marzo 2013 alle 18:40 Rispondi

    Sinceramente, non so ora come funziona.

    Io ho lasciato ilmiolibro.it da diversi anni. Non mi piace come lavorano, sinceramente. Ti distribuiscono solo nella loro rete “La Feltrinelli”. E’ un circuito chiuso.

    Mi ricorda più l’editoria tradizionale che il self publishing. Sono un servizio di print on demand (ti stampano il libro e poi te lo devi comprare tu se lo vuoi vendere).

    Per le case editrici…funziona così, purtroppo. Puntano al profitto e, nella maggior parte dei casi, preferiscono solo scommettere sui “cavalli vincenti”.

    Se hai altre domande, puoi anche contattarmi in privato da qui: http://www.robertotartaglia.com/contatti/

    Non ti preoccupare, è normale avere mille dubbi all’inizio.

    RT

    • Mina
      21 marzo 2013 alle 19:05 Rispondi

      Salve, Roberto. Intanto tanti complimenti per questo bel sito che ho appena scoperto. E poi, a proposito di mille dubbi, io ne ho uno riguardo al quale spero tu mi possa aiutare. Su ilmiolibro.it leggo che, se si rendesse necessaria l’apertura della partita IVA, diciamo per troppo successo :) “l´utente dovrebbe sospendere l´attività di vendita sul sito ritirando il libro dalla vetrina personale”. Mi chiedo: ma in questa maniera l’utente uscirebbe anche dai circuiti collegati Feltrinelli e Amazon? Se sì, sarebbe un bel problema: uno scrittore si troverebbe paradossalmente fuori dall’ambito delle vendite proprio per aver venduto abbastanza da rendere necessaria l’apertura della partita IVA. Ti ringrazio anticipatamente. I più cordiali saluti.

  39. Yuliya
    12 marzo 2013 alle 21:02 Rispondi

    grazie infinite per l’aiuto e per altre possibili domande mi rivolgerò direttamente a te così è sicuro che avrò risposte giuste alle mie domande e veloci… sei gentilissimo non so proprio come ringraziarti

  40. Cosa fare dopo l’autopubblicazione
    13 marzo 2013 alle 05:01 Rispondi

    [...] scrittore che sceglie il self-publishing deve capire che pubblicare senza un editore non significa trasformare un manoscritto in un'opera digitale e metterla in vendita. Prima di [...]

  41. Carla
    21 marzo 2013 alle 21:48 Rispondi

    Grazie per tutte queste utili notizie.

  42. Roberto P. Tartaglia
    22 marzo 2013 alle 08:51 Rispondi

    Ciao Mina,
    grazie a te per il commento. Specifico subito, è doveroso, che questo bel sito non è mio. E’ di Daniele Imperi. Che fa un ottimo lavoro, per come la vedo io. Io collaboro come autore, di tanto in tanto.

    Il mio sito personale è http://www.robertotartaglia.com, mentre http://www.viverediscrittura.it è il mio sito dove insegno ad autopubblicarsi con successo.

    Detto questo, passo a rispondere alla tua domanda.

    Prima di tutto, la Partita Iva va aperta solo se si inizia a guadagnare dai 5mila euro annui in su. Poi, io ho lasciato ilmiolibro.it da diverso tempo, poiché si tratta più di un servizio di print on demand che di un vero e proprio servizio di self publishing con ampia distribuzione.

    Per questo, non ho contatti diretti con loro. Però, leggendo ciò che affermano, ovvero che “Il sito nasce per consentire un´attività amatoriale agli iscritti non possessori di Partita IVA”, direi proprio che la tua intuizione sia esatta.

    Se vendi molto e hai successo, non puoi più pubblicare con loro. Il mio consiglio è quello di far riferimento a servizi di self publishing un po’ più…come dire…”forti”.

    Io mi affido a Youcanprint.it (ebook e cartaceo in oltre 1.200 librerie) e a Bookolico.com (solo ebook, con un innovativo sistema di pricing). Se ti interessa pubblicare solo ebook, inoltre, puoi far riferimento anche a sbfnarcissus.it.

    Sempre a disposizione, per qualsiasi informazione ;).

    RT

  43. Roberto P. Tartaglia
    28 marzo 2013 alle 08:47 Rispondi

    Ciao Alberto,
    prima di tutto il self publishing non è editoria a pagamento, sia ben chiaro. Io ho pagato solo 30 euro per il codice ISBN. Stop.

    E io con l’editoria a pagamento ho avuto a che fare, parlo del Gruppo Albatros – Il Filo. Mi chiesero 3mila euro per pubblicare. Ovviamente rifiutai.

    E tutt’oggi pubblico molti racconti con l’editoria tradizionale (casa editrice Ego), ma solo perché abbiamo raggiunto un accordo secondo il quale io mantengo i diritti d’autore sulle mie opere.

    Caro Alberto, se io non avessi pubblicato in self publishing, ora il mio nuovo romanzo “Lo scacciapensieri” non sarebbe in vendita e migliaia di persone non avrebbero ottenuto un supporto per la loro Sindrome di Tourette.

    Ti basterebbe leggere un po’ i commenti ai miei articoli e la mia biografia su http://www.robertotartaglia.com per capire come mai ho scelto il self publishing e ne vado fiero.

    Infine, tempo fa feci un corso con una delle più grandi scuole di scrittura italiane, e uno dei consigli che mi rimase più impresso è: non parlare mai di cose che non conosci.

    Mi fermo qui.

    RT

  44. KINGO
    28 marzo 2013 alle 12:12 Rispondi

    Ciao Roberto, sto per autopubblicare un libro e mi trovo nel momento di maggior perplessita’.
    Ho scelto la piattaforma lulu.com, ma non ho trovato alcuna informazione su come dovrei gestire il diritto d’autore. Mi hanno assegnato gratuitamente in isbn (sempre che io non abbia capito male), ma non ho idea di cosa dovrei scrivere sulla prima pagina (quella che di solito e’ riservata alle informazioni editoriali).
    Inoltre volevo chiederti un consiglio: avevo pensato di vendere il romanzo solo come ebook, ma trattandosi di un fantasy forse sarebbe meglio il libro cartaceo… posso autopubblicare in entrambi i modi?

  45. Roberto P. Tartaglia
    28 marzo 2013 alle 12:57 Rispondi

    Ciao Kingo,
    vuoi che sia sincero? Lascia stare Lulu.com, a meno che tu non scriva in lingua inglese.

    Se, al contrario, scrivi in italiano, ti consiglio vivamente di affidarti a servizi nostrani. Se vuoi pubblicare solo ebook puoi far riferimento a http://www.bookolico.com e a http://www.sbfnarcissus.it.

    Se vuoi pubblicare sia ebook che cartaceo (o anche solo ebook) c’è, poi, http://www.youcanprint.it che, oltreché nei maggiori store online, ti distribuisce anche in oltre 1.200 librerie fisiche.

    I diritti d’autore vengono gestiti da questi servizi automaticamente, tramite l’invio di apposite ricevute.

    Cosa scrivere? A te libertà di fantasia. Di’ chi sei, cosa fai, cosa ami. Ma fallo col cuore, fa’ in modo di trasmettere sempre emozioni. Non solo nei tuoi libri ;).

    RT

    • Antonella
      11 maggio 2013 alle 20:35 Rispondi

      Caro Roberto ciao. Ti ho seguito e sei stato illimunante. Sto per seguire il tuo consiglio di autopubblicare con http://www.youcanprint.it. Prima erò vorrei essere sicura di aver capito bene.
      In sintesi mi sembra di aver capito che se io mi auto pubblico posso in contemporanea STAMPARMI IL CARTACEO CON UNA MIA TIPOGRAFIA UTILIZZANDO IL CODICE ISBN che mi è statofornito da youcanprint? Come faccio a reperirlo e darlo alla tipografia : mi faccio inviare da youcanprint una copia cartacea e dico alla mia tipografia di ‘copiare il codice ISBN, o c’è unìatra prassi? In questo modo io posso sia stampare e vendere autonomamente le copie per mio conto (auto promuovendomi, grazie al fatto che ho acquisito il codice ISBN da youcanprint) sia utilizzare il canale di self pubblishing? Ho capito bene? Se ho capito bene procedo immediatamente!

  46. Roberto P. Tartaglia
    12 maggio 2013 alle 09:40 Rispondi

    Ciao Antonella,
    grazie mille! In realtà la questione è ancora più semplice: Youcanprint stampa già il libro per te. E lo distribuisce e vende anche in oltre 1.200 librerie fisiche, se viene richiesto da librai e lettori.

    Quindi, non devi preoccuparti di fare altro. Se vorrai venderli per tuo conto, ti basterà richiedere i libri a loro. Stamperanno e invieranno il tutto al tuo indirizzo.

    RT

    • Antonella
      12 maggio 2013 alle 15:30 Rispondi

      Grazie della celere risposta Roberto! Il fatto è che io voglio anche stamparli da sola perché, essendo a colori, con youcanprint un libro mi costa intorno ai 28 euro l’uno (15×21, 209 pagine di cui 144 a colori, copertina cartonata 3000 mg, carta pagine 100 mg) mentre con la mia tipografia, mi costa 4 euro l’uno (una differenza stratosferica: in questo modo potrei venderlo a prezzo più ‘normale’ e competitivo e guadagnarci di più del 20%). Per questo ti rifaccio la domanda di prima:”…posso in contemporanea STAMPARMI IL CARTACEO CON UNA MIA TIPOGRAFIA UTILIZZANDO IL CODICE ISBN che mi è stato fornito da youcanprint? Come faccio a reperirlo e darlo alla tipografia : mi faccio inviare da youcanprint una copia cartacea e dico alla mia tipografia di ‘copiare il codice ISBN, o c’è un’altra prassi? In questo modo io posso sia stampare e vendere autonomamente le copie per mio conto (auto promuovendomi, grazie al fatto che ho acquisito il codice ISBN da youcanprint) sia utilizzare il canale di self pubblishing? Ho capito bene?”
      Aggiungo questa domanda: Col mio canale personale posso venderlo a prezzo minore rispetto al prezzo in cui lo si vende nei canali youcanprint? Se non è possibile: può diventare possibile alla scadenza del contratto?
      Grazie Roberto…e scusa la schiettezza

  47. Roberto P. Tartaglia
    12 maggio 2013 alle 15:41 Rispondi

    Ciao Antonella,
    sei libera di fare ciò che vuoi, anche pubblicarlo contemporaneamente con altri servizi, per capirci.

    Quindi, puoi stampare anche in proprio e vendere sul tuo sito, sì. Non ci sono limiti contrattuali, in tal senso.

    Il codice ISBN ti serve solo per distribuire il libro su larga scala. Quindi, per stamparlo in proprio e venderlo sul tuo sito, non ti serve. Ma, se lo vuoi comunque, puoi sempre chiedere allo staff di YCP di farti avere l’immagine del codice da inserire in copertina.

    RT

    • Antonella
      12 maggio 2013 alle 18:45 Rispondi

      Grazie Roberto volevo sapere proprio questo. Allora inizio con tranquillità! Appena ho tempo inizierò a leggerti. Sono su fb antonella baiocchi psicoterapeuta: ti chiedo l’amicizia (forse l’ho già fatto… devo controllare). Grazie ancora
      Un abbraccio

  48. Angela
    13 maggio 2013 alle 15:00 Rispondi

    Grazie mille per le dritte! La tua storia poi è davvero incoraggiante. Anche io mi sono autopubblicata con un servizio di autopubblicazione online, http://www.pubblicareilmiolibro.it , e sono rimasta davvero soddisfatta. La redazione era disponibilissima e i prezzi molto contenuti e grazie al codice isbn è stato relativamente più facile farmi conoscere online. Hai ragione, il problema più grande può essere quello di farsi pubblicità ma con un po’ di testardaggine e perseveranza piano piano uno riesce a emergere.
    Ti leggerò senz’altro!

    • KINGO
      14 maggio 2013 alle 09:42 Rispondi

      Sembra un sito interessante, ma offre un po’ troppi servizi a pagamento per essere una piattaforma di autopubblicazione…

  49. Roberto P. Tartaglia
    14 maggio 2013 alle 09:24 Rispondi

    Grazie mille, Angela!
    Il tuo è proprio lo spirito giusto per ottenere buoni risultati! ;)

    RT

    • Antonella
      14 maggio 2013 alle 21:34 Rispondi

      Ciao Roberto volevo informarti di un aspetto che probabilmente ti sfuggiva: diversamente da come pronosticavi youcanprint alla richiesta se era possibile usare il loro ISBN per auto stamparmi i libri (in contemporanea a loro) e mi hanno risposto NO: “Purtroppo non è possibile inserire l’opera in commercio con noi e utilizzare i file con il nostro isbn per stamparli con altri tipografi. Questo aspetto non credo sia necessario poichè i costi di stampa che proponiamo sono ottimi”.
      Ti risulta forse che altri lo permettono?
      Ciao e grazie
      Antonella

  50. Roberto P. Tartaglia
    14 maggio 2013 alle 22:26 Rispondi

    Grazie per l’informazione, Antonella. Sospetto che sia così con tutti, a questo punto. Per questo ti consigliavo di chiedere loro. Io, come dicevo già nell’altro commento, ti suggerisco di stampare le copie in proprio senza codice. Il codice ISBN è il loro, ma i diritti del libro sono i tuoi. Quindi, puoi fare ciò che vuoi, Anche pubblicare contemporaneamente con altri servizi (usando ISBN diversi). Tanto, come ti dicevo, l’ISBN non serve a nulla, se vuoi rivendere i libri da te. ;)

  51. Roberto
    30 giugno 2013 alle 02:27 Rispondi

    Ciao Roberto… da un’altro Roberto (che sarei io :-) )

    Ho scritto un ebook in cui insegno a realizzare dei video per youtube (o anche personali) partendo dal soggetto e dallo sviluppo della sceneggiatura, fino ad arrivare al videoediting vero e proprio.

    In proposito, visto che sei davvero molto ferrato in materia di self-publishing, volevo farti qualche domanda:.

    Vorrei pubblicare il mio ebook su youcanprint, bookolico e sbfnarcissus contemporanemente.
    Volevo sapere come mi devo regolare per il codice ISBN.
    Da quanto ho capito il codice ISBN è univoco.
    Quindi se il mio ebook viene pubblicato dai 3 differenti siti che ho citato prima, rischio di avere 3 codici ISBN diversi che fanno riferimento sempre allo stesso libro ? Questo è regolare ? Oppure mi sfugge qualcosa ?
    Vorrei utilizzare molti canali di vendita contemporaneamente, e la tua risposta a questo quesito mi chiarirebbe ogni dubbio in proposito.

    Siccome possiedo un canale youtube molto apprezzato (al momento ho 937.000 visualizzazioni complessive ed 855 iscritti) avevo pensato anche di mettere un link di vendita nella mia homepage per incrementare le vendite. Youtube permette di inserire dei link esterni, ma questi riguardano principalmente facebook e twitter, quindi non so ancora se è possibile indicare una pagina di vendita esterna.

    Infine volevo chiederti cosa ne pensi di simplicissimus.it. Ho letto su internet che anche questo è un buon sito dove pubblicare ebook.

    Rimango in attesa di una tua gradita nonchè celere risposta in merito, e con l’occasione ti auguro tanta fortuna e successo :-)

    Roberto Prinzi

  52. Roberto P. Tartaglia
    30 giugno 2013 alle 18:20 Rispondi

    Ciao Roberto,
    la questione è molto semplice: l’ISBN lo acquisti una volta sola con il primo servizio che sceglierai per l’autopubblicazione. A tutti gli altri potrai tranquillamente segnalare che non ne hai bisogno, perché ne sei già in possesso.

    Ricorda che, se deciderai di pubblicare sia in cartaceo che in eBook, avrai bisogno di due codici diversi.

    Semplicissimus.it è un ottimo servizio, ma si occupa solo di eBook. Se vuoi pubblicare anche in cartaceo, puoi far riferimento a Youcanprint.it. Poi c’è una giovane realtà, che cerca di farsi spazio con idee interessanti (sempre in solo formato eBook), ed è Bookolico.com.

    P.S. interessante il tuo libro, è già in vendita?

    RT

  53. Roberto
    30 giugno 2013 alle 21:51 Rispondi

    Grazie per le risposte :-). Il mio libro non è ancora in vendita. Sto terminando gli ultimi ritocchi, perchè voglio offrire all’acquirente davvero un’ottimo prodotto da tutti i punti di vista (ho già creato persino la copertina).
    Il metodo che ho messo a punto permette a chiunque (anche a chi ha zero conoscenze) di potere ideare, scrivere e realizzare un video di ottima qualità (proprio per questo ho integrato ben 169 immagini esplicative nel mio ebook da 149 pagine).
    Bruno Editore è interessato al mio ebook (li avevo contattati via email e loro mi hanno risposto con una fila chilometrica di regole da rispettare (impaginazione, limite di 100 pagine, decurtazione esagerata delle immagini), ma questo significa stravolgere completamente il mio lavoro, per cui ho deciso che non lo affiderò a loro, considerati anche gli esegui margini di guadagno a me spettanti (15% a me e 85% a loro).
    Il mio libro sarà solo in formato ebook, perchè credo che sia questa la forma di fruizione migliore (vista anche la presenza di link a siti internet esterni, in cui reperire software e risorse).
    Dalle tue interessanti risposte, credo che a questo punto pubblicherò inizialmente su youcanprint, facendomi dare da loro il codice ISBN (spero che sia gratuito), e poi successivamente pubblicherò anche sugli altri siti.
    Appena finito di pubblicare l’ebook, ti darò il relativo link (è il minimo che posso fare per ricambiare la tua cortesia).

  54. Roberto P. Tartaglia
    1 luglio 2013 alle 15:31 Rispondi

    Grazie a te!
    Ottima scelta quella del self publishing. ;)

    RT

  55. Simone Morganti
    10 luglio 2013 alle 15:22 Rispondi

    Ciao Roberto,
    ti ringrazio molto per la tua scelta di condividere la tua esprienza su questo sito. Buona parte delle discussioni sono interessanti e molto utili.

    Nel mio caso, ho pubblicato un libro in un modo un po’ strano, che credo sia diverso da tutti quelli che ho letto in precedenza.
    Vista l’amicizia con i titolari di una tipografia/casa editrice (Bandecchi & Vivaldi di Pontedera), ho stampato il mio libro in 100 copie numerate, senza ISBN e le ho vendute ad amici e conoscenti (tutte tranne 4 che ho regalate). Una volta finite le copie, ne ho stampate altre 100 con l’ISBN che la casa editrice ha preso per me, successivamente ho stampato e venduto altre copie con lo stesso metodo.

    Il libro è piaciuto a chi lo ha letto ed infatti tutte le copie vendute sono il frutto del passa parola e sono state vendute tramite internet (contattando me sulla pagina FB) o tramite chi lo aveva acquistato che lo ha riacquistato per regalarlo.

    Problemone: solo due librerie hanno il libro, la Fogola e la Feltrinelli a Pisa. La Bandecchi e Vivaldi mi ha chiaramente detto che non si occupa di distribuire/promuovere libri, quindi il mio libro non è facilmente acquistabile.
    Grazie all’ISBN ho visto che si trova anche su Amazon e su altri siti online, ma non è disponibile.
    Attualmente non ho alcun contratto con Bandecchi & Vivaldi, che hanno gentilmente messo il loro libro in catalogo ed il loro logo in copertina anche se, di fatto, hanno solo il ruolo di stampatori.

    A questo punto mi chiedo come possa fare per dare al libro una minima distribuzione (con minima intendo non soltanto 2-3 librerie di Pisa). Leggendo i post precedenti ho capito che Lulu e altri siti online consentirebbero al mio libro di avere una distribuzione decente, ma dato che l’ISBN l’ho già ottenuto da Bandecchi & Vivaldi, come posso riuscire a lavorare con questi siti online?

    Esistono altri modi per riuscire a distribuire il libro?

    Questa esperienza da scrittore è nata per caso, quasi per scherzo, ma adesso mi dispiace vedere che il libro piace, ma non è acquistabile con facilità.

    Già che ci sono, ti indico il link alla pagina del catalogo della casa editrice con la copertina e la sinossi del libro:

    http://www.bandecchievivaldi.com/site/nostre-edizioni/letteratura/narrativa/detail/7-narrativa/yagendoo_VaMazing_zoom2/130-babbo-natale-esiste-e-cho-le-prove.html?sef=hcfp

    Grazie ancora per il tuo aiuto!

    Simone

  56. Roberto P. Tartaglia
    10 luglio 2013 alle 16:39 Rispondi

    Ciao Simone,
    grazie a te per la partecipazione alla discussione!
    Il tuo problema si risolve in modo molto semplice, anzi in due:

    1) fai riferimento a Youcanprint.it, che attualmente è l’unico in Italia che distribuisce fisicamente in oltre 1.350 librerie e fai loro presente che hai già un codice ISBN, ma dovresti prima sentire la casa editrice, dato che è assegnato a loro.

    2) Soluzione che preferisco, apporti qualche modifica al libro e pubblichi la “nuova edizione” con Youcanprint.it usufruendo di tutti i loro servizi di distribuzione e acquistando con loro un codice ISBN (30 euro per il cartaceo, gratis per l’eBook). Per modifiche intendo copertina, titolo, ringraziamenti, un capitolo extra, un’appendice…ciò che vuoi, purché sia sostanziale. Tanto non hai contratti editoriali che ti legano. E sei fortunato in questo!

    Per maggiori informazioni in merito, ti rimando a un mio articolo sul mondo del self publishing, magari può chiarirti ancor più le idee: http://www.viverediscrittura.it/i-migliori-servizi-italiani-di-self-publishing/

    RT

    • KINGO
      11 luglio 2013 alle 09:44 Rispondi

      Ciao Simone, anch’io sono pisano (sto a San Giuliano Terme), e proprio grazie a questo post di Roberto ho deciso di autopubblicarmi.
      Ti dico subito in quali librerie della nostra città è ordinabile il mio libro grazie a Youcanprint, poi fai un po’ te…

      Artemisia Libri & Books (Aeroporto G. Galilei)
      laFeltrinelli (Corso Italia- 50 )
      Il Libraccio (Angolo della Foglia, Corso Italia)
      Libreria dei Ragazzi (Via S. Francesco)
      Libreria Gini Bernardoni (Corso Matteotti)
      La Pellegrini (via Curtatone e Montanara)
      Pangloss (Via S.Lorenzo)

      E poi ce ne sono tantissime in tutta la toscana.

      Youcanprint non ha problemi a confermarti l’ISBN o a cambiartelo. Io prima di passare con loro avevo iniziato la procedura con lulu e avevo già ricevuto l’ISBN, poi però ho sceto Youcanprint e me ne sono fatto dare uno nuovo.
      Ricorda che l’ISBN non è obbligatorio er legge, l’unica cosa che conta è il deposito legale. Se Bandecchi & Vivaldi ha già fatto il deposito legale della tua opera (chissà perché, credo proprio di no, a giudicare da come operano le case editrici nella nostra provincia), allora dovrai trattare con loro per poter passare a Youcanprint, altrimenti la pubblicazione della tua opera avvenuta finora è da considerarsi nulla, e puoi fare quello che ti pare.

  57. Simone Morganti
    16 luglio 2013 alle 14:19 Rispondi

    Grazie Roberto e grazie Kingo!
    Non sapete quanto sia importante poter condividere questa esperienza con persone disponibili come voi.

    Bandecchi & Vivaldi ha depositato le copie, infatti 3 copie della prima stampa se le sono trattenute.
    Rispetto alla nuova edizione, in effetti ho una scrittrice amica che mi ha gentilmente fatto la prefazione al libro ed avevo già intenzione di pubblicare una nuova edizione, con alcuni approfondimenti e con questa nuova prefazione.

    Devo dire che la casa editrice è stata molto onesta con me, dicendomi che se avessimo firmato il contratto mi sarei legato a loro senza avere alcun beneficio, visto che non si occupano della distribuzione, né della promozione.

    Rispetto alle librerie di Pisa, vi racconto la situazione paradossale in cui mi trovo: La Feltrinelli ha preso delle copie del mio libro direttamente da me, ma non può venderle senza la bolla di un distributore o della casa editrice. Le copie fino ad oggi stampate sono di mia proprietà, la casa editrice non può fatturarle. Insomma, conto di risolvere il problema nei prossimi giorni, ma fatto sta che la Feltrinelli ha il libro già da un paio di settimane, ma non può esporlo…

    Vi terrò aggiornati sugli sviluppi! Grazie ancora!

    • KINGO
      16 luglio 2013 alle 16:38 Rispondi

      Se la Feltrinelli non puo’ venderle, e’ perche’ non hanno il codice ISBN. Altrimenti non capisco proprio come mai…

      Quanto al fatto che la casa editrice non puo’ fatturarle… che t’importa? Le copie le vendi tu! Tra l’altro, a meno che tu non preveda un guadagno di 5000 euro entro il 31 dicembre, non devi neanche fare la partita iva.
      Iva che poi, ricordati, per i libri e’ al 4%, non certo al 22%…

      Pero’ fammi capire una cosa: tu sei andato direttamente in Corso Italia e hai dato i libri alla Feltrinelli? Del tipo, loro non ti pagano subito e intanto espongono il libro, poi se riescono a venderlo ti danno quanto dovuto e ordinano nuove copie?

      • Simone Morganti
        16 luglio 2013 alle 16:46 Rispondi

        Proprio così, sono andato alla Feltrinelli e loro hanno preso le copie del libro, ma dall’ISBN risulta che il distributore sia una certa LibroCo, che non lo ha disponibile (poichè le copie le ha chieste alla Bandecchi & Vivaldi che non gliele ha spedite perchè non ne aveva). A questo punto gli ho detto: “prendete le mie, ve le lascio io in conto vendita. Quando e se le venderete, mi darete quanto mi spetta, altrimenti me le riprendo.” La risposta è stata: “Non possiamo prendere libri da privati, ma solo da distributori”. Per questo motivo sto cercando di risolvere il problema facendo fare una bolla di consegna alla Bandecchi & Vivaldi, anche se le copie sono mie… mi vergogno quasi a raccontare una situazione così complicata, frutto dell’inesperienza mia e della scarsa volontà di risolvere problemi semplici con metodi semplici…

        • KINGO
          16 luglio 2013 alle 17:06 Rispondi

          Ma no, nessuno nasce esperto; un professionista e’ un principiate che non si e’ arreso, e questo vale in qualsiasi disciplina e settore lavorativo.
          Tutto sta nel decidere se sei disposto a prendere la vendita del tuo libro come un lavoro oppure no (un secondo lavoro, se hai la fortuna di averne gia’ uno, cosa non facile, di questi tempi).
          Se decidi di considerare il tuo libro come un prodotto commerciale da vendere, devi fare in modo che possa essere venduto nel modo piu’ agevole. In tal caso, non posso che ribadire il suggerimento che ti ha dato roberto: affidati a un gruppo di self publishing serio, come Youcanprint, e fatti aiutare da loro.
          Purtroppo, da quel che ho capito, la copie che hai gia’ in tuo possesso sono invendibili in libreria, e lo saranno anche se passi con Youcanprint. Lo sarebbero anche se tu firmassi un contratto con Mondadori. Tuttavia, potrai sempre venderle su web, o in qualsiasi altro modo.
          Non scoraggiarti, e in bocca al lupo!

  58. Simone Morganti
    1 agosto 2013 alle 12:45 Rispondi

    Aggiornamento:
    ho contattato youcanprint e, devo dire, che la loro efficenza è sorprendente! grazie alla chat, ho avuto risposta a tutte le mie domande. Mi hanno spedito una mail di riepilogo chiarissima, dopodiché ho accettato di pubblicare con loro!

    Adesso devo solo attendere che la casa editrice precedente mi dia i file (non ha problemi a farlo, visto che sono i primi ad ammettere onestamente che non è il loro mestiere distribuire e promuovere).

    Che dire, adesso sono un po’ più sereno e, a questo punto, sono curioso di vedere se il successo avuto localmente potrà essere replicato a raggio più ampio…

    Il 9 agosto presenterò il libro a Bolgheri, ve lo dico tante volte il caso volesse che qualcuno di voi sia in zona. Sarebbe un vero piacere potervi conoscere di persona. Vi invio il link dell’evento: https://www.facebook.com/events/1403073079906167/

    Credo sia ancora presto per dire se potrà essere per me un secondo lavoro. L’obiettivo attuale è verificare se il libro può veramente piacere al pubblico oppure no. Per il momento sto ricevendo dei buoni riscontri, ma numericamente sono nell’ordine di alcune decine, quindi statisticamente poco significativi…

    Grazie ancora di tutto.

  59. Roberto P. Tartaglia
    1 agosto 2013 alle 15:47 Rispondi

    Grazie a te e in bocca al lupo! ;)

    RT

  60. Valentina
    15 agosto 2013 alle 04:36 Rispondi

    ciao, volevo sapere una cosa. che rischi si corrono pubblicando con questo metodo senza depositare i diritti d’autore alla SIAE?
    grazie

  61. Roberto P. Tartaglia
    15 agosto 2013 alle 11:05 Rispondi

    Ciao Lucia,
    non si corre alcun rischio. Te lo dice uno che si autopubblica dal 2009. Per ogni informazione più dettagliata su SIAE e Diritti d’Autore, ti rimando al mio articolo specifico: http://www.viverediscrittura.it/self-publishing-e-diritti-dautore-come-tutelare-le-proprie-opere-dal-plagio/

  62. Antonella
    22 agosto 2013 alle 17:49 Rispondi

    Caro Roberto ciao, volevo chiederti un consiglio. Ho pubblicato il mio primo libro IL SEGRETO DELLA SERENITA’. Ne ho pronti altri 3 (sono tutti psicoeducativi, non romanzi) . So che ogni libro va pazientemente divulgato ma mi chiedevo: è controproducente si li pubblico tutti e poi con calma li promuovo? Ti chiedo questo perchè sno impasiente di darli ad alcune persone che ne avrebbero bisogno subito… Potrei pubblicarli con Youcanprint (intanto esistono) poi divulgo e promuovo… che dici si può fare? Bacione

  63. Roberto P. Tartaglia
    23 agosto 2013 alle 10:20 Rispondi

    Ciao Antonella,
    certamente si può fare. Anzi, in molti casi è preferibile avere “in tasca” diversi libri già pronti per l’acquisto. Sai com’è: uno tira l’altro.

    Ma attenzione alla fretta di pubblicare. Non fare l’errore di farti prendere dalla smania, tanto da mettere sul mercato libri di qualità scadente. Rileggili per bene e mettili nelle mani di un editor esperto per togliere di mezzo refusi, punteggiatura errata e frasi incomprensibili.

    Uscire con libri di bassa qualità è molto dannoso. Se il tuo lettore acquistasse un libro e ne rimanesse deluso dalla qualità, gli altri 2 non li guarderebbe proprio. E si spargerebbe presto la voce.

    Mi raccomando!

    RT

  64. Roberto
    6 settembre 2013 alle 15:46 Rispondi

    Ciao Roberto

    Sono l’autore dell’ebook su “Come realizzare facilmente ottimi video per youtube”.

    Ti ricordi di me ?

    Abbiamo conversato alcuni mesi addietro, e tu ti sei dimostrato molto interessato al mio ebook.

    Sono in fase finale di pubblicazione con youcanprint, ed avevo un dubbio di cui ti volevo parlare in privato.

    Ti ho anche lasciato un messaggio dettagliato nella sezione contatti, sul tuo sito Viverediscrittura.it.

    Spero in una tua esauriente risposta.

    Grazie anticipatamente per la disponibilità.

    Cordiali saluti.

  65. Roberto P. Tartaglia
    6 settembre 2013 alle 16:26 Rispondi

    Certo che mi ricordo, Roberto.
    E hai già una mia risposta in email. ;)

    RT

  66. Antonio
    9 settembre 2013 alle 22:24 Rispondi

    E’ possibile pubblicare un libro servendosi contemporaneamente di più siti self-publishing (Lulu, Narcissus, Il mio libro)? Grazie per l’attenzione

  67. Roberto P. Tartaglia
    10 settembre 2013 alle 10:00 Rispondi

    Ciao Antonio,
    certo che sì. I Diritti sono i tuoi e puoi pubblicare il tuo libro con quanti servizi preferisci, anche contemporaneamente.

    RT

  68. Antonio
    10 settembre 2013 alle 15:08 Rispondi

    …gentilissimo nella risposta. Mi chiedo però se Narcissus e Il mio libro sono legati a store comuni come, per esempio, a LaFeltrinelli e Amazon.com, non c’è una sovrapposizione? Un’ultima nota: Lulu pubblica gli ebook solo sul suo sito? Grazie ancora

  69. Roberto P. Tartaglia
    10 settembre 2013 alle 15:40 Rispondi

    Dunque, Lulu ti conviene solo se pubblichi in lingua inglese, a mio avviso. Si tratta di una società canadese, non italiana.

    Ilmiolibro.it fa capo al gruppo L’Espresso, quindi sì, è legata a Repubblica e Feltrinelli. Potrebbero esserci sovrapposizioni negli store online, sì.

    Io evito sempre servizi che fanno capo a gruppi industriali “tradizionali”, per intenderci. Preferisco sempre realtà giovani e indipendenti. Ma questo è solo un mio parere.

    P.S. qui trovi alcuni miei consigli sui vari servizi: http://www.viverediscrittura.it/i-migliori-servizi-italiani-di-self-publishing/

    A presto!

  70. Antonio
    10 settembre 2013 alle 16:02 Rispondi

    I tuoi consigli sono preziosissimi… Quanto a Lulu, se il book è in lingua italiana viene comunque commercializzato sul proprio sito. Giusto? Inoltre se lo si traduce, e lo si immette sul mercato tramite Lulu, non si hanno maggiori chance di vendita? Si può? Grazie 1000!!

  71. Roberto P. Tartaglia
    11 settembre 2013 alle 16:26 Rispondi

    Sì, non disdegnano la lingua. :)
    Se lo si traduce si hanno buone possibilità. Anche se, per la lingua inglese, continuo a preferire Smashwords.

  72. Roberto
    20 settembre 2013 alle 19:39 Rispondi

    Ciao Roberto

    Ho finalmente pubblicato il mio primo ebook con Youcanprint, che si intitola “Realizza facilmente ottimi video per youtube” :-).
    Questo è il link che porta alla pagina di vendita su Amazon:
    http://www.amazon.it/Realizza-facilmente-ottimi-Youtube-ebook/dp/B00F4ITOVY/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1379698576&sr=8-1&keywords=realizza+facilmente+ottimi+video+per+youtube

    Adesso che ho pubblicato l’ebook, mi servirebbe qualche ottimo consiglio per promuoverlo.

    Potresti aiutarmi ?

    Grazie anticipatamente.

  73. Roberto P. Tartaglia
    20 settembre 2013 alle 20:09 Rispondi

    Grande Roberto!!!
    Certo che sì, scrivimi pure in privato.

    RT

  74. Valentina
    12 gennaio 2014 alle 01:28 Rispondi

    Questione spinosa…
    Diritto di citazione… Spero possiate darmi numi.
    Da quello che ho capito in un’opera si possono citare titoli di canzoni (indicando il relativo autore) e parti di testi delle canzoni (una strofa per intenderci),
    Meno problematica mi pare la questione delle citazioni letterarie… Si può ad esempio citare un aforisma di Oscar Wilde o una poesia (anche tutta) a patto che si indichi l’autore.
    Confermate?
    grazie a chi risponderà

    • Daniele Imperi
      13 gennaio 2014 alle 07:48 Rispondi

      Riguardo agli autori classici, ti dico che i diritti d’autore scadono dopo 70 dalla loro morte. Il problema, semmai, è sulla traduzione. Ma potresti ovviare traducendo tu l’aforisma o altro.

      Una frase presa da una qualsiasi opera e citata su un tuo romanzo non credo comporti qualcosa, anche perché si tratta appunto di una frase e indicheresti anche l’opera.

      Al limite, puoi benissimo contattare autore o editore e chiedere se ci sono problemi.

  75. Quirino
    4 febbraio 2014 alle 17:53 Rispondi

    Salve,
    io non ho ben capito una cosa:
    ammettiamo che pubblichi un libro con youcanprint e ne acquisti 50/100 copie da farmi spedire a casa.
    Di queste copie cosa ne faccio?
    ovvero posso andare in una libreria, magari non convenzionata con youcanprint, e vendere qualcuna delle copie? se si loro mi chiederanno la fattura o altri adempimenti fiscali? ovviamente non ho una partita IVA …

  76. Roberto P. Tartaglia
    4 febbraio 2014 alle 18:12 Rispondi

    Ciao Quirino,
    prima di tutto devi compilare il modulo previsto dai comuni per la partecipazione a fiere ed eventi, se vuoi fare le cose in regola (es. http://bit.ly/1lyK1WN).

    Poi, essendo opere d’ingegno, ti basterà acquistare, in cartoleria, un blocchetto di ricevute e rilasciare quelle, se qualcuno le chiede. Sopra scrivi titolo del libro, numero copie e prezzo.

    Tutto qui.

    RT

  77. Quirino
    4 febbraio 2014 alle 18:28 Rispondi

    grazie mille della risposta…
    ma a quale fiera mi dovrei iscrivere?

  78. Roberto P. Tartaglia
    5 febbraio 2014 alle 09:17 Rispondi

    Nel caso dovessi partecipare a un evento pubblico, intendevo. :)

  79. Valentina
    10 febbraio 2014 alle 22:31 Rispondi

    Ciao, scrivo per chiedere un’informazione. Ci sono concorsi letterari per opere edite, cioè già pubblicate? E secondo la vostra esperienza, potrebbe essere una buona vetrina per pubblicizzare il proprio libro?. grazie :-)

  80. Roberto P. Tartaglia
    11 febbraio 2014 alle 13:21 Rispondi

    Ciao, sinceramente non lo so.
    Mi tengo lontano dai concorsi. Non mi fido.
    Comunque, se seri, potrebbero essere un buon trampolino di lancio, sì.
    A patto che il tuo libro abbia successo e piaccia (anche senza vincere).

    RT

  81. Ulisse Di Bartolomei
    11 febbraio 2014 alle 16:48 Rispondi

    Un saluto a Daniele e Roberto e agli altri scrittori!
    Io mi occupo di sociologia e delle mode di comportamento correlate alle induzioni storiche. Ho appena terminato il mio lavoro più importante ordinando le copie (ieri sera…) da proporre anzitutto nelle redazioni dei giornali, sperando in qualche recensione. Ho autopubblicato con Createspace di Amazon di cui non posso che parlare bene (ma cancellano nulla! Quindi attenzione alle copertine o testi obsoleti ritirati, che rimangono in rete per sempre seppure non disponibili), sia del sevizio che dei prezzi per le mie copie praticamente dimezzato rispetto a Lulu. La questione adesso è la promozione! Essendo delle proposte per contribuire alla soluzione dei mali del nostro tempo, non posso sfruttare il fattore artistico di un racconto, ma devo rintracciare coloro che gradiscono le mie idee e sono disposti ad una lettura impegnativa. Amazon compie un ottimo lavoro proponendo i libri a comitati di lettura e tra il cartaceo e gli elettronici, me ne ha già venduti un centinaio senza un qualsivoglia mio intervento. Erano testi che sentivo non adeguatamente corretti (ma i lettori non credo che se ne accorgano) e quindi inizio la promozione adesso. Ci ho lavorato intensamente per oltre dieci anni e vorrei che mi rendessero in proporzione. Ho bisogno di qualche consiglio inerente i passi relazionali per partire bene e chiedo se esistono in Italia istituzioni culturali, che possano valutare un testo riguardo ad un eventuale utilità sociale. Grazie e buona giornata.

  82. Roberto P. Tartaglia
    11 febbraio 2014 alle 20:18 Rispondi

    Ciao Ulisse,
    così, su due piedi, non avendo letto il libro, io ti consiglierei di puntare, prima di tutto, sulle università. Contatta professori e organizza presentazioni lì.

    Ma tieni sempre conto che il percorso è lungo e richiede strategie specifiche. Non pensare a nulla di semplice e immediato.

    Potresti anche pensare di organizzare qualche presentazione in circoli culturali, o professionali, specifici. Prova anche su LinkedIn: contatta sociologi e psicologi sociali.

    Da cosa nasce cosa…

    RT

  83. Ulisse Di Bartolomei
    11 febbraio 2014 alle 23:52 Rispondi

    Grazie Roberto
    Sono ottimi suggerimenti e credo di non avere altra soluzione. Mia figlia frequenta l’università e mi sta spingendo in quella direzione “tirandomi per la giacca”. Appena arrivano le copie ne darà alcune a un editore suo amico e presumo ne parlerà ai suoi docenti, ma qui subentrano due interrogativi. Scrivere e presentare un libro mi sembrano due abilità distinte. Dovrei studiare una tecnica adeguata a presentare libri. Considerato che è un genere solitamente poco vendibile, mi conviene valutare un editore classico (sarebbe uno che al meglio recapita un paio di copie nelle librerie importanti e la presenza in internet, che però già faccio benissimo) oppure insistere con Amazon? Per evitare una “guerra” in famiglia mi devo schiarire le idee. Se vuoi dare uno sguardo al mio sito http://www.scrivereiltempo.com ci i testi importanti.
    Ulisse

  84. Roberto P. Tartaglia
    12 febbraio 2014 alle 09:51 Rispondi

    Eccomi! Ho dato uno sguardo al tuo sito: contenuti molto interessanti davvero! C’è solo bisogno di organizzarli un po’ per aumentarne la leggibilità. Tutto qui.

    Per come presentare il libro, io ti consiglio di continuare con Amazon e fare le prove in casa sul come affrontare il pubblico.

    Sul mio sito trovi un articolo che ho scritto proprio per dare consigli sul come creare eventi di presentazione. C’è anche un video che riporta uno stralcio dell’evento che ho organizzato in Sicilia, lo scorso settembre: 70 copie del libro!

    Ecco l’articolo col video: http://bit.ly/LTOLG7
    Spero ti sia utile.

    RT

  85. Ulisse Di Bartolomei
    12 febbraio 2014 alle 22:10 Rispondi

    Salve Roberto! Sono consigli estremamente preziosi. Ho letto il tuo articolo, indubbiamente istruttivo. Settanta libri è un buon risultato! A che prezzo sarebbe consono proporre i libri in tali circostanze?
    Al momento non sono in grado di preparare un evento di questo tipo, ma piccole iniziative per esporre di fronte alla gente questo sì. In verità di simile esperienza ne ho parecchia, ma non vendevo un mio libro e non organizzavo io… Vendevo grandi macchine utensili, sapevo chi mi ascoltava e ciò che si aspettava dicessi. Lavorerò quanto prima alla leggibilità delle brevi presentazioni nel sito. Grazie per questi preziosi spunti! Cercherò di farne tesoro. Buona serata.

  86. Roberto P. Tartaglia
    13 febbraio 2014 alle 09:36 Rispondi

    Hai in mano molte più carte di quanti pensi, allora. ;)

    Per il prezzo: in quella presentazione, l’ho portato da 12 a 10 euro. Ma dipende sempre dalla grandezza del libro, dai costi di stampa e da quanto vuoi guadagnarci.

    Io l’ho messo al minimo possibile. Ma la scelta è personale.
    In bocca al lupo, Ulisse!

    RT

  87. Valentina
    14 febbraio 2014 alle 00:02 Rispondi

    Grazie Roberto per questa splendido blog e per i tuoi preziosi consigli. Una questione un pò delicata. Se si decidesse di far tradurre la propria opera, come va regolato il rapporto di lavoro con il traduttore?. Bisogna pagarlo e citarlo nel libro. Ma il suo lavoro può portarlo a vantare diritti sull’opera e a pretendere i guadagni delle eventuali vendite?. Vorrei sapere anche quali sono le migliori librerie online dove poter promuovere all’estero la propria opera. Grazie e buon lavoro :-)

    p.s. la versione tradotta va depositata alla SIAE?

  88. Roberto P. Tartaglia
    14 febbraio 2014 alle 09:32 Rispondi

    Nessun problema con la traduzione.
    Il traduttore traduce. Tu paghi e lo citi nel libro. Stop.

    Per le librerie, ce ne sono molte e sono le più note, come iBook Store, Amazon e così via. Ma a te non interessa. Se ne occuperà il servizio di self publishing cui ti affiderai di distribuirti a tappeto.

    La SIAE è totalmente inutile. Ti invito a leggere questo articolo, sul mio sito, dedicato proprio all’argomento, per toglierti ogni dubbio sul mondo dei “Diritti d’autore”: http://bit.ly/1eXWmfI

    RT

  89. Valentina
    15 febbraio 2014 alle 00:57 Rispondi

    Grazie mille Roberto. Come sempre chiaro e preciso. Concordo con te sulla SIAE… Volevo diventare socia ma la quota associativa è passata quest’anno da ai 90 euro circa del 2012 agli oltre 150 attuali. Improponibile.. Anche il deposito dell’inedito costa ed è a tempo determinato. A proposito di questo.. Allo scadere dei 5 anni, qualora si decidesse di non rinnovarlo. consigli di richiedere la restituzione dell’opera o farla distruggere alla SIAE?

  90. Roberto P. Tartaglia
    15 febbraio 2014 alle 10:32 Rispondi

    La distruggono loro, automaticamente.
    Ci sono passato con gli spartiti musicali delle mie canzoni, anni fa.
    No problem.

    RT

  91. Simona
    19 febbraio 2014 alle 14:41 Rispondi

    Ho trovato il post molto interessante. Ho appena autopubblicato un mio romanzo in formato e-book intitolato “Una vita per due”. Spero di riuscire a dargli visibilità e di otre contare su un positivo passaparola.

  92. Roberto P. Tartaglia
    19 febbraio 2014 alle 17:27 Rispondi

    Grande, Simona!
    In bocca al lupo!!!

    RT

  93. Eugenio la bruna
    7 marzo 2014 alle 08:45 Rispondi

    Scusa ma se uno non vuole vendere il suo libro.? Mi spiego meglio se non si vuole la divulgazione del libro ma si vogliono poche copie da regalare dove bisogna stamparlo?? In questi siti viene divulgato obbligatoriamente un libro?? Grazie mille x avermi ascoltato aspetto risposata

  94. Roberto P. Tartaglia
    7 marzo 2014 alle 09:27 Rispondi

    Ciao Eugenio,
    non è richiesta necessariamente la pubblicazione. Sia Narcissus che Youcanprint, infatti, offrono anche servizi di “print on demand”, ovvero: stampa su richiesta.

    Ed è proprio quello di cui tu hai bisogno. Peraltro, per fare questo non devi neppure acquistare un codice ISBN. Vai tranquillo. ;)

    RT

    • Eugenio la bruna
      12 marzo 2014 alle 15:40 Rispondi

      Se io pubblico il mio libro sul sito ilmiolibro.it devo per forza venderlo?

  95. Roberto P. Tartaglia
    12 marzo 2014 alle 16:00 Rispondi

    No, Eugenio. Puoi anche decidere di mantenere il progetto privato e stampare il libro solo per te.

    • Gemma
      3 luglio 2014 alle 20:17 Rispondi

      Ciao Roberto, ho trovato molto interessanti il tuo articolo e i commenti ai post. Sono approdata anch’io come te sull sito di Lulu.com per poter pubblicare un mio libro di racconti ma dopo essermi registrata ed aver iniziato la procedura per poter stampare il libro mi sono fermata poichè non riesco a capire quale formato dare al libro e inoltre mi pare di capire che anche la copertina devo sceglierla io e non so come farla, Puoi darmi tu dei consigli?

  96. Diego
    18 marzo 2014 alle 11:18 Rispondi

    ciao, io ho pubblicato una serie di 3 libri “satirico-scientifici” (Monon Behavior) dalla distribuzione locale che han venduto al momento 10.000 copie complessive a trieste e dintorni, con casa editrice biancaevolta (consigliatissima). poi ho fondato una coop editrice per pubblicare in autonomia i successivi due (in dialetto triestino) su viaggi in bici e storielle divertenti (quindi affindandomi a una tipografia per poi distribuire autonomamente nelle librerie i libri. essendo locali si può fare facilmente). questi al momento sono sulle 2500 copie vendute.
    ora vorrei fare il salto e uscire un po’ dai confini triestini, ovviamente la distribuzione non posso farla da solo e cambia un po’ tutto. mi sto informando sul web e il tuo sito e questo post sono mitici. grande anche che rispondi a tutti.
    nei commenti ho notato che manca Createspace, su cui ero abbastanza convinto fino a stamattina. (pensavo di affidarmi a narcissus per l’ebook e createspace per i cartacei).
    come vedi il confronto createspace vs youcanprint?
    e si possono usare assieme in caso?

  97. Roberto P. Tartaglia
    4 luglio 2014 alle 07:51 Rispondi

    Ciao Gemma,
    grazie mille! Per il formato e la copertina, io ti consiglio di andare sul classico: 12×18, o 10×15 con copertina morbida, senza alette interne. Se intendi anche “come creare una copertina”, le soluzioni, come immagini, sono 2: crearla da sola, oppure affidarti a un grafico professionista. La seconda dipende dal budget, ovvio. Su questo sito puoi lanciare una specie di “sfida” e poi scegliere il lavoro che più ti aggrada: http://it.bestcreativity.com/copertina-libro
    Se hai altre domande/dubbi, sono qui.

    RT

  98. Roberto P. Tartaglia
    4 luglio 2014 alle 07:54 Rispondi

    Ciao Diego,
    Createspace è un sito d’oltre oceano, ecco perché non l’ho menzionato. Al pari di Lulu, stampare e spedire libri con quel servizio costa troppo. Per il cartaceo, in Italia, ti consiglio di pubblicare con Youcanprint, che ti distribuisce in oltre 4000 librerie fisiche (su richiesta). Narcissus, invece, come dici anche tu, è ottima per l’eBook. Combinazione perfetta, per come la vedo io. E complimenti per i tuoi risultati! :)

    RT

  99. Fabio
    5 settembre 2014 alle 05:43 Rispondi

    Buongiorno Roberto, ti chiedo un parere legato all’applicazione dell’IVA sui libri.
    Io faccio il grafico e ogni tanto impagino e mando in stampa libri per conto di clienti.
    Per questi libri posso richiedere alla tipografia l’applicazione dell’IVA al 4% e a mia volta fatturare al cliente con questa aliquota agevolata, anche se non sono un editore?
    Una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate riguardante il regime speciale dell’IVA per il commercio di prodotti editoriali (la nr 23/E del 24/07/14), al par. 3 riporta: “Con riguardo alle prestazioni relative alla composizione, montaggio,
    duplicazione, legatoria e stampa dei prodotti editoriali torna applicabile l’aliquota ridotta del 4 per cento, ai sensi del n. 35) dell’allegata tabella A, parte II, allegata al DPR n. 633 del 1972. La predetta previsione si riferisce, in particolare, a “prestazioni relative alla composizione, montaggio, duplicazione, legatoria e
    stampa, anche in scrittura braille e su supporti audio-magnetici per non vedenti e ipovedenti, dei giornali e notiziari quotidiani, libri, periodici, ad esclusione dei giornali e periodici pornografici e dei cataloghi diversi da quelli di informazione libraria, edizioni musicali a stampa, carte geografiche, atti e pubblicazioni della
    Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”.
    La citata previsione di cui al n. 35) della tabella A, allegata al DPR n. 633 del 1972, è diretta, infatti, ad agevolare le prestazioni dirette alla realizzazione di prodotti editoriali, quali le prestazioni di composizione, legatoria e stampa degli stessi. Le predette prestazioni esulano dal campo di applicazione del regime
    speciale in commento. Per esse, pertanto, è ininfluente la circostanza che il soggetto committente sia qualificabile come editore.”
    A mio avviso ciò che è scritto nell’ultimo periodo significa che si può applicare l’IVA al 4% anche se non si è editori.

    Attendo un tuo parere su questa questione.
    Grazie
    Cordiali saluti.

  100. Roberto P. Tartaglia
    5 settembre 2014 alle 15:00 Rispondi

    Ciao Fabio,
    la tua situazione è abbastanza delicata. Per evitare di dire inesattezze, ti consiglio di scrivere a Luca Taglialatela, dottore commercialista che saprà certamente consigliarti al meglio. Lo trovi qui: http://www.fiscosulweb.it/

    • Fabio
      5 settembre 2014 alle 18:18 Rispondi

      Grazie, proverò a chiedere a Luca.
      Saluti.

    • Simone
      16 settembre 2014 alle 15:12 Rispondi

      Ciao Roberto P. Tartaglia e complimenti per i tuoi successi da scrittore,e per la passione con la quale tratti ogni aspetto del mondo della scrittura/lettura.C’ è una mail privata alla quale posso disturbarti per alcuni consigli?Sto autopubblicando un mio libro tramite youcanprint e volevo,se possibile,alcuni chiarimenti da te che ci sei già passato.

      Aspetto notizie

      Grazie

      Simone Toscano

  101. Roberto P. Tartaglia
    16 settembre 2014 alle 15:52 Rispondi

    Ciao Simone,
    puoi scrivermi attraverso questo form, senza problemi:
    http://www.robertotartaglia.com/contatti/

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