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Semplificazione

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Vernon Gambetta ha scritto:

La semplicità non è facile, richiede una profonda comprensione dell’esigenza dello sport e delle necessità dell’atleta. Complexification

Scrivere in modo complesso è facile, la reale difficoltà sta nella scrittura semplice. Semplicità nella scrittura significa offrire al lettore un testo comprensibile.

La scrittura va vista come uno sport: ha le sue esigenze. Ma l’esigenza principale è farsi capire dal lettore. Lo scrittore, allo stesso modo, è un atleta: la sua necessità è solo una. Quella di essere apprezzato.

4 Commenti

  1. franco zoccheddu
    9 febbraio 2013 alle 19:53 Rispondi

    Vero. No: verissimo! I romanzi e i racconti che mi rimangono più impressi sono quelli che descrivono la più complessa delle storie nel più semplice dei modi. Cosa che trovo molto difficile e nella quale sogno da anni di riuscire.

  2. Romina Tamerici
    10 febbraio 2013 alle 22:41 Rispondi

    A volte ci sono scrittori che sembra facciano di tutto per non farsi capire. Vedono la semplicità come banalità, ma così non è affatto!

  3. KINGO
    11 febbraio 2013 alle 13:02 Rispondi

    La semplicita’ e’ una cosa che di solito il lettori apprezzano, ma bisogna stare attenti a non esagerare.
    Io ad esempio ho appena finito di scrivere un romanzo di 400 pagine per il quale qualsiasi altro autore contemporaneo ne avrebbe impiegate almeno 1500, dividendolo in una trilogia.
    Pensate che non ho nemmeno descritto i protagonisti!

    Ho sempre pensato che spesso le cose si descrivano da sole, tuttavia non ho mai amato lo Show dont tell. Talvolta non solo e’ necessario raccontare, ma bisogna proprio mettersi a spiegare, affinche il lettore pensi “ecco, questa e’ una parte importante del raccoto, e’ il momento in cui l’autore esprime a chiare lettere il suo pensiero, senza ricorrere a sotterfugi o a semplificazioni”.

    Poi e’ chiaro, chi si limita a scrivere racconti d’evasione o manuali per gli elettrodomestici, e’ meglio che si esprima sempre nel modo piu’ semplice possibile.

  4. franco zoccheddu
    11 febbraio 2013 alle 17:26 Rispondi

    Concordo con te Kingo. La semplicità deve esserci nella forma, non necessariamente nella storia, nelle descrizioni. “Paolo scorse come un forsennato l’intero archivio in cerca della pratica, un’occhio all’ora e la mente in subbuglio, incapace di ricordare dove avessero sepolto il caso Rossi.” Non è poco quello che esprime, che richiama alla mente. Ma è meglio di “Paolo si mise a cercare in fretta tutte le singole pratiche che erano state archiviate, muovendosi come un forsennato perchè si sentiva oppresso da una fretta incontenibile che gli stava impedendo di arrivare al risultato, la pratica Rossi.”.

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