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Perché scrivo fantascienza

Perché scrivo fantascienza

Ultimamente la fantascienza è diventata il mio genere preferito, sia nella lettura sia nella scrittura. Quasi il 30% dei libri letti quest’anno è fantascienza. Ho scritto il racconto V.V. (che volevo inviare a un editore, ma ci ho ripensato), il racconto lungo L.U.C. (in revisione) e sto scrivendo il romanzo breve R. C’è poi quel P.U., che ho per ora lasciato, causa documentazione da completare.

Insomma, il genere fantascientifico mi sta impegnando molto in questi ultimi tempi. Eppure, ben 5 anni fa, avevo quasi detto il contrario, perché allora scrivere fantascienza, o meglio quella di un certo tipo, non mi attirava. A quel tempo mi ero buttato sul fantasy.

Ho voluto quindi ragionare sulle motivazioni che mi spingono a prediligere questo genere più di tanti altri, anche se io sono quasi onnivoro in lettura e amo scrivere di quasi tutti i generi.

Immaginare futuri probabili

È risaputo che io non ami la mia realtà, il mio tempo, intendo. Non mi trovo a mio agio in quest’epoca, non mi ci adatto per niente, non c’è nulla che mi stimoli, né a livello sociale né soprattutto in campo tecnologico. State leggendo il blog di un disadattato.

Scrivere fantascienza è un modo per creare un personale mondo futuro, per avere una propria visione del pianeta, e della società, da qui a data da stabilire, ma più lontano possibile nel tempo.

Anche se nelle mie ultime 3 storie non ho dipinto una bella società:

  1. in VV la tecnologia ha schiavizzato l’umanità
  2. in LUC l’uomo sfrutta pianeti altrui
  3. in R l’umanità è ridotta male dopo l’apocalisse

Ma c’è anche da dire che finora non ho ancora letto una storia di fantascienza che mostrava una società idilliaca. Perché tutti vediamo il futuro così nero?

Fuggire dal presente

Sinceramente non capisco quegli autori che scrivono del mondo di oggi, dei drammi e delle tragedie della nostra società, dei problemi dell’attualità. La mia domanda spontanea è: ma non ne avete abbastanza? Non vi bastano le notizie dei TG e dei giornali e quelle via web?

Io ne ho abbastanza. Quando scrivo, non voglio restarmene ancora nell’Italia e nel mondo di oggi. Voglio entrare nella mia personale macchina del tempo e girare la manopola di almeno 1000 anni nel futuro (e in alcuni casi la sposto indietro, ma di almeno 50 anni).

Finora, a quanto ho visto, ho sempre immaginato futuri distopici o quasi. Ma forse c’è un motivo preciso e ce lo suggerisce Platone nella sua opera La Repubblica:

qual è la caratteristica della tirannide? Mi sembra quasi evidente che essa nasce dalla degenerazione della democrazia. Libro VIII, XIV, 562b.

Maggiore libertà

Nonostante non sia facile scrivere storie di fantascienza – non è come molti pensano: tanto è il futuro, puoi scrivere quello che vuoi –, penso che questo genere sia meno “ingabbiato” di altri in regole e convenzioni.

Sul sito «Scifi Ideas» sono elencati ben 36 sottogeneri della fantascienza. E accontentano tutti i gusti, davvero. Wikipedia ne elenca invece 44. E altri siti hanno nuove liste. Okay, ho messo in programma una guida definitiva ai sottogeneri della Fantascienza.

Questa grande varietà di sottogeneri permette a un autore di spaziare dove e come vuole. A pensarci bene, la fantascienza potrebbe anche non essere considerata un genere vero e proprio, ma solo la trasposizione nel futuro o l’alterazione di altri generi letterari.

Esplorazione di mondi possibili

Ho da sempre avuto l’animo dell’esploratore, fin da bambino. E ogni volta che penso al cosmo e alle profondità dell’Universo, la voglia di prendere un’astronave e “andare là dove nessuno è mai giunto prima” è forte quanto insoddisfabile.

E, visto che non posso visitare di persona tutti i pianeti che esistono nello spazio, mi accontento di farlo scrivendo, anche se i pianeti di cui scrivo non sono mai stati scoperti né lo saranno mai.

Ecco i miei semplici motivi per cui scrivo fantascienza. Potrebbe nascerne un meme, se volete, in cui parlate delle ragioni per cui scrivete … (riempite lo spazio con il vostro genere preferito).

52 Commenti

  1. Tiziana
    11 ottobre 2016 alle 08:51 Rispondi

    Ciao. Nella vita mai dire mai. Anch’io avevo iniziato con favole per i bambini, ora scrivo altro. Si cambia, si modifica, si esperimenta. Cresciamo anche così, spaziando generi che tempo prima ci sembravano impossibili da narrare.

    • Daniele Imperi
      11 ottobre 2016 alle 12:05 Rispondi

      Magari dipende anche dalle letture che facciamo. Quando trovo un romanzo che mi colpisce, mi viene voglia di continuare su quei temi.

  2. Alberto Lazzara
    11 ottobre 2016 alle 09:08 Rispondi

    La penso esattamente come te. Anche se non disdegno nessuna sottocategoria, posso dire di avere una particolare predilizione per la fantascienza dedicata a futuri credibili e distopici non troppo lontani.

    • Daniele Imperi
      11 ottobre 2016 alle 12:06 Rispondi

      A me attraggono sia i futuri vicini sia quelli molto lontani nel tempo, anche se penso che questi ultimi siano più difficili da inquadrare.

  3. Roberto
    11 ottobre 2016 alle 09:59 Rispondi

    Mi piace il fantasy e il mistery… (spero di non sbagliare con quest’ultimo termine)… comunque tutto ciò che va oltre il possibile. Però, in un contesto attuale, calato nella nostra dimensione odierna.

    • Daniele Imperi
      11 ottobre 2016 alle 12:07 Rispondi

      Si sente parlare del genere mistery, ma non so inquadrarlo.

  4. Antonio
    11 ottobre 2016 alle 10:16 Rispondi

    Guarda non è strano cambiare genere. Il più delle volte si scrive per fuggire, per buttare fuori il nostro subconscio o anche solo perché si è sognatori e non ci si ferma al pensiero.
    Anche il blog se vuoi è un tipo si scrittura (quasi vicina al saggio breve che si faceva alle superiori). Il Fantasy e il fantascientifico i due macro settori del genere sono la scelta di molti perchè, come dicevi tu nell’articolo, si hanno delle maggiori libertà o sarebbe meglio dire, si possono avere maggiori opportunità di dare sfogo alla creatività. Lasciami dire un’ultima cosa, non è vero che sei un “disadattato”, forse semplicemente le persone come te, sensibili e da forte spirito libero, sono più deluse dal “mondo moderno”, da questa società sempre più slegata da principi regolatori che nelle storie andiamo a ricercare.

    • Daniele Imperi
      11 ottobre 2016 alle 12:08 Rispondi

      Sì, meglio parlare di maggiore libertà di creatività.
      Sul disadattamento forse hai ragione.

  5. Elena
    11 ottobre 2016 alle 10:29 Rispondi

    Adoro il fantasy e la fantascienza, ma da molti anni l’ho abbandonato e ora che ci penso non so perché!
    Sono d’accodo sul fuggire dal presente: io recentemente mi sono addentrata nel passato. Pensare al futuro è più ottimistico, ma anche comprendere le ragioni dell’oggi, in chiave narrativa, non è male… Magari un giorno ci riproverò a immaginare il futuro, che poi è seondo me come vorremmo modellare (o rimodellare) il presente…..
    Buona scrittura

    • Daniele Imperi
      11 ottobre 2016 alle 12:09 Rispondi

      Be’, anche io ho iniziato a scrivere racconti fantasy e a progettare romanzi, ma poi me ne sono allontanato.
      La fantascienza anche secondo me è un modo per rimodellare il presente :)

  6. Bonaventura Di Bello
    11 ottobre 2016 alle 11:07 Rispondi

    La FS è anche il mio genere preferito da sempre, Daniele, e ho in progetto alcuni racconti e due romanzi (più un altro che tende all’horror religioso apocalittico, quindi non è esattamente FS, ma tant’è). La trovo un terreno fertile perché si può spaziare con ipotesi di ogni genere, come ben dicevi, rispetto ad altri generi. Piuttosto, dove trovo le tue opere? Cercando col nome su Amazon non mi compare nulla e sarei felice di leggere qualcosa!

    • Daniele Imperi
      11 ottobre 2016 alle 12:11 Rispondi

      E per forza che su Amazon non trovi nessuna mia storia: non ci sono :D
      C’è solo il libro sul blogging.
      Spero a breve di far uscire le due a cui sto lavorando.

  7. Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
    11 ottobre 2016 alle 12:37 Rispondi

    Condivido in todo il tuo post, aggiungendo che adoro la fantascienza che si confronta con la realtà: il contrasto vince sempre, sia nei libri che al cinema (si sa quanto scifi e grande schermo siano legati). Proprio ieri ho rivisto il film di Michael Crichton, Il mondo dei robot (da cui è tratto Westworld) che rappresenta bene il concetto. Sto cercando libri che siano in linea con questo contrasto, se hai qualche titolo batti un colpo :)

    • Daniele Imperi
      11 ottobre 2016 alle 12:44 Rispondi

      Bellissimo “Il mondo dei robot”, me lo ricordo bene. Potresti leggere qualcosa di Philip K. Dick.

      • Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
        11 ottobre 2016 alle 13:01 Rispondi

        Di Dick ho letto Il cacciatore di androidi e L’uomo nell’alto castello, lo adoro :)

        • Daniele Imperi
          11 ottobre 2016 alle 13:21 Rispondi

          Io quelli li ho letti come “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” e “La svastica sul sole” :)

  8. Elisa
    11 ottobre 2016 alle 13:06 Rispondi

    capisco il tuo punto di vista e capisco anche il mal adattamento al vivere presente.
    Ma io fuggo in un altro modo… Mi piace buttarmi a capofitto in un libro (tempo permettendo) che mi accompagni nella testa dei personaggi, che magari sono uomini/donne o altri soggetti del presente. Così lo capisco un po’ di più e ne ho meno paura.

    • Daniele Imperi
      11 ottobre 2016 alle 13:22 Rispondi

      A me invece non interessa capire il presente :D
      Non ne ho paura, però, non mi piace, tutto qui.

  9. Emilia
    11 ottobre 2016 alle 16:08 Rispondi

    Purtroppo io ho i piedi inchiodati a terra e non ho mai letto un libro di fantascienza. Aspetto di leggere il tuo prossimo libro per capire come uscire da questo mondo sporco e malsano.

    • Daniele Imperi
      11 ottobre 2016 alle 16:36 Rispondi

      Che compito che mi dai! :D
      Be’, forse non ti interessa la fantascienza come genere. Hai visto invece qualche film?

  10. Luisa
    11 ottobre 2016 alle 19:49 Rispondi

    Neanche a me piacciono molte cose di questa realtà e la mia “fuga” è più nel passato nei romanzi dove ci sono coinvolgimenti sentimentali, la fantascienza mi intimorisce, la vedo fredda senza sentimenti, piena di azioni violente e disastrose, si direbbe sia un genere che attrae più i ragazzi delle ragazze o sbaglio? Però se volessi immaginare un pianeta “ideale” o cose fantastiche beh chissà potrei scrivere qualcosa, però ci deve essere sempre quel calore dei sentimenti.
    Un film forse futurista potrebbe essere : il pianeta verde, chi lo ha visto?

    • Daniele Imperi
      12 ottobre 2016 alle 08:34 Rispondi

      La fantascienza non è sempre fredda e piena di azioni violente. Forse puoi provare qualche romanzo di Philip K. Dick. E attrae lettori di tutte le età, non solo i ragazzi. Io ormai non sono più un ragazzo da svariati anni :D
      Non conosco quel film.

      • Luisa
        12 ottobre 2016 alle 19:40 Rispondi

        Si ! Probabilmente non è questione di età bensì di gusti, comunque considera che a quarantacinque anni si è appena usciti dall’adolescenza :-) non credo tu ne abbia di più .

        • Daniele Imperi
          13 ottobre 2016 alle 08:28 Rispondi

          Eh, purtroppo io ne ho ben 5 di più :(

          • Luisa
            14 ottobre 2016 alle 17:50

            E’ l’età più bella, maturo e ancora tanto giovane

          • Daniele Imperi
            15 ottobre 2016 alle 09:16

            Ah, sì? A me non piace per niente, anzi è scattata da tempo la crisi della mezza età :D

  11. Luisa
    11 ottobre 2016 alle 21:25 Rispondi

    Un film che mi è piaciuto : Il sopravvissuto con Matt Damon

    • Daniele Imperi
      12 ottobre 2016 alle 08:35 Rispondi

      Allora devi leggere il romanzo, è ancora meglio :)

  12. Andrea
    11 ottobre 2016 alle 22:46 Rispondi

    Buona vita a tutti. Daniele capisco benissimo la tua voglia di evasione, in una società come quella attuale non sei di certo l’unico. Saziare questa voglia in un atto creativo come quello della scrittura ti fa onore, o forse dovrei dire che CI fa onore, dato che tutti i frequentatori del blog si dilettano in tale arte. Per quanto riguarda la fantascienza ho scritto soltanto un racconto, che è un intreccio di visioni di 5 personaggi diversi (diciamo un po’ alla Cloud atlas). C’è però da specificare che in quanto a narrativa ho scritto veramente poco. Ora sto per riprendere un romanzo che non so bene come definire, perché non è un fantasy, non ci sono draghi o elfi, però si tratta di un mondo inventato da zero. Possiede note fantascientifiche per quanto riguarda tecnologia e altro, però la storia non è collocata temporalmente in un passato o in un futuro preciso. Forse mi sa che non ho ancora ben chiaro cosa sia nel dettaglio il Fantasy o la fantascienza. Mi sembra quasi che sto scrivendo un po’ dell’uno, un po’ dell’altro e nessuno dei due. Comunque anch’io sono incuriosito dai tuoi racconti, non vedo l’ora di leggerli.

    • Daniele Imperi
      12 ottobre 2016 alle 08:37 Rispondi

      Cloud Atlas mi ha stregato :D
      Fantasy non comporta per forza draghi e elfi, anzi, se non ci sono forse è meglio, perché ne hanno abusato. Il Fantasy non deve avere necessariamente una collocazione nel tempo o nello spazio. Può benissimo essere un mondo totalmente inventato da te, come una realtà alternativa.
      E grazie per la curiosità :D

  13. Ulisse Di Bartolomei
    11 ottobre 2016 alle 23:13 Rispondi

    Salve Daniele

    Rifugiarsi nella fantascienza per sfuggire la realtà, è come farlo nelle favole degli gnomi. Due o tre favole va bene, ma poi? Non so come possa offrire uno sbocco creativo soddisfacente. Si viaggia nel mondo della fantasia, dove le sole cose reali, siamo noi stessi di fronte all’impotenza. Il nuovo totem attuale è raggiungere Marte, ma per farci cosa? Dovrebbe essere un pianeta morto e ci si dovrebbe andare a prendere i minerali… La questione sta che anche la fantascienza è un contesto virtuale ormai saturo, mentre sul nostro pianeta c’è un “universo” da scoprire, se soltanto ammettiamo che oltre alle concezioni ideologiche conosciute, c’è tanto altro possibile. Da tre mesi mi sto concentrando esclusivamente alla correzione di un testo e ho scoperto un pianeta nuovo, soltanto uno… di correzioni (e implementi argomentali). Questa sì che è fantascienza…

    • Daniele Imperi
      12 ottobre 2016 alle 08:39 Rispondi

      Ciao Ulisse, per me è uno sbocco creativo, perché quasi tutte le idee che vorrei trasformare in storie sono al 90% di genere fantastico, tra fantascienza e fantasy.

      • Ulisse Di Bartolomei
        12 ottobre 2016 alle 14:52 Rispondi

        Credo che più che idee sulla trama, bisogna puntare sull’eleganza retorica. Se la scrittura affascina, l’avvicendamento situazionale è ben ordinato e il finale è da “buon umore” e facile che piaccia e induca un passaparola favorevole. Sono errori che ho fatto e che nella mia correzione attuale, mi sto adoperando per risolvere. Non seguo tanto una tecnica, ma le mie sensazioni. Se il mio testo non mi piace, dubito che venga gradito da altri. Comunque la tua scrittura mi sembra buona (o almeno migliore della mia), forse ti manca di innamorarti di una tematica per completare un progetto.

        • Daniele Imperi
          13 ottobre 2016 alle 08:22 Rispondi

          Secondo me conta tutto: trama e eleganza retorica.
          Innamorarmi di una tematica: non so, forse hai ragione. In genere mi vengono in mente contesti, più che tematiche.

  14. Simona
    12 ottobre 2016 alle 13:38 Rispondi

    Pubblicane una in self, si può fare entrambe le cose.

    • Daniele Imperi
      12 ottobre 2016 alle 13:44 Rispondi

      Rispondevi a me?

  15. Simona
    12 ottobre 2016 alle 13:52 Rispondi

    Sì, dicevo a te. Non ha chissà quali effetti collaterali, non nuoce a chi ti sta intorno ed è reversibile :)

    • Daniele Imperi
      12 ottobre 2016 alle 14:06 Rispondi

      Gli effetti collaterali di pubblicare in self per ora li ha nel mio portafogli :)

  16. Eleonora Proserpio
    12 ottobre 2016 alle 17:33 Rispondi

    Mi piacciono sia il fantasy che la fantascienza. Ho letto tantissimi libri sia di un genere che dell’altro. Tuttavia, mentre riesco a scrivere racconti fantasy, con la fantascienza mi sento un po’ bloccata. Mi sembra che ci vogliano competenze tecnologico/scientifiche che io non possiedo.
    Ti faccio un esempio: una volta ho pubblicato su un sito un mio racconto in cui dicevo che la protagonista, a bordo di un’astronave attaccata, si preparava alla sensazione di nausea che avrebbe provato quando la sua astronave, per confondere i nemici, si sarebbe lasciata cadere nel vuoto come se fosse stata colpita.
    Ebbene, dopo avermi fatto i complimenti per la storia e per il modo in cui avevo tratteggiato i personaggi, almeno una decina di “esperti del genere” mi faceva educatamente notare che la mia eroina, nello spazio vuoto, non avrebbe potuto provare nessuna sensazione di nausea. 🙂

    • Daniele Imperi
      13 ottobre 2016 alle 08:24 Rispondi

      Dipende dalla fantascienza che scrivi: non deve essere per forza su navi spaziali.
      Riguardo al tuo racconto avresti ovviamente dovuto documentarti :)
      Ma oggi, specie online, è pieno di siti e forum di informazione in cui trovare info su come si vive nello spazio.

    • Pietro 57
      9 novembre 2016 alle 02:05 Rispondi

      Io non sò chi sono questi consiglieri di fantascienza. Ma forse si sono confusi. Chi viaggia all’interno di un’astronave dotata di regolare ossigeno respirabile al suo interno, quando viene colpita e la forza di propulsione del colpo ricevuto la fa sobbalzare o girare su sè stessa in modo irregolare e violento, tanto da sembrare di precipitare in un vuoto senza più il controllo dei motori, tutto questo scombussolamento può portare l’eroina sull’astronave colpita a provare anche nausea,come quando si rotea vorticosamente su di una giostra e lo stomaco và in subbuglio. Se la tua eroina fosse stata proiettata nel vuoto cosmico col suo corpo senza protezione anche in questo caso non vedo perché non possa sentire nausea. A mio parere o hanno capito male il tuo scritto, o forse tu lo hai espresso in modo poco “scientifico” e diverso da come lo hai espresso a noi. Cordiali saluti.

      • Daniele Imperi
        9 novembre 2016 alle 09:35 Rispondi

        Se la sua eroina finisce nel vuoto cosmico senza protezione, morirebbe congelata e asfissiata :)

      • Eleonora Proserpio
        9 novembre 2016 alle 19:30 Rispondi

        Grazie Pietro. Quindi non avevo commesso chissà quale grave errore.
        In effetti, Daniele, la mia eroina non poteva finire ne vuoto cosmico e nemmeno ce l’avrei mandata. Le ero troppo affezionata. 😄

  17. Eleonora Proserpio
    14 ottobre 2016 alle 16:59 Rispondi

    Probabilmente sarebbe bastato spostare la battaglia nell’atmosfera di un pianeta, ma io avevo puntato più sulle reazioni psicologiche dei vari personaggi che non sulla battaglia in sé.

  18. Renato Mite
    19 ottobre 2016 alle 14:31 Rispondi

    Io sono arrivato a scrivere fantascienza assecondando le mie passioni per informatica e scienza.
    Condivido con te la voglia di immaginare un futuro, esplorare luoghi e civiltà che ancora non esistono, ma non sento la necessità di fuggire dalla realtà, sarà per questo che la mia fantascienza è legata in qualche modo al presente.

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2016 alle 14:40 Rispondi

      Anche quello è un motivo valido. A me invece le mie passioni, come la natura, la montagna, per esempio, non ispirano molto le storie.

      • Renato Mite
        19 ottobre 2016 alle 14:42 Rispondi

        Ma sono sicuro che le influenzano, non potrebbe essere il contrario.

        • Daniele Imperi
          19 ottobre 2016 alle 14:48 Rispondi

          Be’, sì, mi piace scrivere di esplorazioni, di zone nascoste e sperdute, di luoghi incantati :)

  19. Daria
    26 ottobre 2016 alle 14:14 Rispondi

    Anche io ho una passione, o meglio un’attrazione, per certa fantascienza, in particolare quella distopica. Per quanto riguarda ogni altro tipo di libro, non ho grandi preferenze, tendo ad affidarmi alla storia senza preoccuparmi troppo del genere, ma quando mi trovo davanti qualcosa di distopico mi perdo del tutto.
    Eppure a me non sembra una fuga, o un’estraniarsi dalla realtà. Tutt’altro! E’ la più pura prosecuzione di certe tendenze, di certi movimenti che ci sono nel nostro mondo, nella nostra realtà, che percepiamo come estranee, o sbagliate, ma che non sappiamo bene come collocare. Per questo, al contrario di molte storie che potremmo definire ‘realistiche’, il distopico mi sembra un guardare alla realtà esattamente per com’è, o per come potrebbe essere se facciamo finta di niente. E’ un’immersione nella realtà senza i filtri che abbiamo quando guardiamo alla realtà.
    Qualche settimana fa ho guardato “I figli degli uomini”, che conoscevo solo di nome ed è un film del 2006 tratto da un libro di P.D. James che è addirittura del 1992. Io credo che quello potesse essere definito distopico dieci anni fa, ma a guardarlo oggi dava i brividi, perché c’erano delle cose, dei dettagli, che basterebbe guardare un pochino oltre per vedere, là fuori. E questo, al di là del film che secondo me ha qualche problema, è quello che un romanzo distopico per me dovrebbe fare. E per scriverlo non serve sapere di scienza, di astronavi o che so io, né avere chissà che immaginazione, ma solo guardare benissimo la gente e ciò che fa.
    Ho provato più volte a scrivere qualcosa di questo tipo, ma ho sempre trovato difficoltà a mettere insieme delle trame sensate. Chissà, un giorno arriverà il momento anche per questo :)

    E’ la prima volta che commento da queste parti, comunque ti seguo :)

    • Daniele Imperi
      26 ottobre 2016 alle 14:24 Rispondi

      Ciao Daria, benvenuta nel blog. La fantascienza distopica piace molto anche a me, perché forse vedo tutta la realtà distopica :)
      Bello “I figli degli uomini”, l’ho visto ad agosto e ho messo in libro fra i prossimi da comprare. Lì infatti non c’è nulla di astronavi, ma resta comunque fantascienza.

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