Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Scrivere per il web: dare del tu o del voi?

Zio SamQuando scrivo per il web, e intendo post e articoli di vario genere, do sempre del “voi”. È una cosa che ho sempre fatto, perché mi piace pensare di rivolgermi al pubblico e non al singolo. Ho letto però che nel web si dovrebbe dare del “tu”, ma io proprio non ci riesco.

La scrittura per il web per certi versi è abbastanza simile alla scrittura creativa. C’è un narratore che parla al pubblico. Leggendo racconti e romanzi anglosassoni, scopriamo che il narratore, l’io narrante, dà del voi. Ma questo solo nella traduzione italiana.

In realtà, quando scrittori e blogger inglesi e americani dicono “you” si riferiscono alla seconda persona singolare, quindi a te e non a voi. Era una domanda che mi ero sempre posto e alla fine mi sono deciso a chiedere spiegazioni in un forum americano sulla scrittura.

Ma quella è scrittura creativa, qualcuno potrebbe obiettare. Cosa cambia, però, dal punto di vista della comunicazione? Entrambi i tipi di scrittura devono comunicare qualcosa al lettore.

Se da una parte, nella scrittura creativa, c’è un narratore che possiamo ipotizzare seduto a raccontarci la sua storia, magari davanti a un camino o attorno a un tavolo, dall’altra, nella scrittura per il web, c’è lo stesso narratore – blogger, articolista, ecc. – che possiamo ipotizzare davanti a una cattedra o a una platea di gente durante un evento o ancora seduto al posto del narratore di prima, a un tavolo.

Entrambi questi narratori si stanno rivolgendo a un pubblico, a una moltitudine, non al singolo. Perché, allora, dare del tu?

Un blog non è una struttura chiusa, ma aperta. Se scrivo su un blog non è per rivolgermi a una persona, ma a chiunque legga.

Forse con il tu si vuole creare una sorta di affiatamento tra blogger e lettore? Ridurre le distanze? O forse si vuole emulare il mondo anglosassone?

Quanti di voi danno del tu? Preferite rivolgervi al singolo o a tutti?

17 Commenti

  1. Sekhemty
    6 aprile 2011 alle 15:57 Rispondi

    Io preferisco usare il voi, dopo tutto un post non è una lettera indirizzata ad una sola persona, ma un articolo che chiunque può leggere.
    In narrativa questa scelta influenza il tono generale che si vuole dare allo scritto, e quindi è piuttosto importante valutare quale persona utilizzare.
    Ma in un semplice articolo mi trovo meglio a rivolgermi ad una pluralità (anche se fossero solo due persone) piuttosto che ad un singolo.

  2. Michela
    6 aprile 2011 alle 18:42 Rispondi

    Interessante :)
    Nel vecchio blog, le poche volte che mio capitava, utilizzavo il “voi” per la semplice ragione che ho visto sempre fare così.

    In questo blog invece utilizzo il tu.
    I motivi sono due. Tanto per cominciare, che tutti usano il voi e volevo fare una cosa diversa :)

    Poi, più seriamente, è vero che il blog è un contenuto aperto e destinato a tanti: ma è vero anche che la lettura è un’attività solitaria, e quando mi rivolgo a chi legge, ho di fronte sempre solo una persona.
    Trovo che il “voi” aumenti la distanza: qua ci siamo io e te, “voi” diventa un’enità indeterminata, diventerebbe la mia idea del pubblico, anziché il lettore vero e proprio.

  3. ferruccio
    6 aprile 2011 alle 19:00 Rispondi

    Io mi rivolgo a tutti:-)

  4. Daniele Imperi
    6 aprile 2011 alle 19:10 Rispondi

    Io, come avrete capito dal post, condivido l’idea di Sekhemty e Ferruccio.

    Anche quello che dice Michela è però vero.

    Credo che comunque sua questione di gusti, abitudine e punti di vista.

  5. mcnab
    8 aprile 2011 alle 14:25 Rispondi

    Io do del “voi”, ciò mi rivolgo al mio pubblico di lettori.
    Non so, magari è davvero più opportuno fare altrimenti, ma proprio non ci riesco.

  6. Daniele Imperi
    8 aprile 2011 alle 18:31 Rispondi

    Esatto, anche io proprio non ci riesco…

  7. nove9nove
    30 aprile 2011 alle 10:29 Rispondi

    Premesso che non scrivo per il web, da esterno mi pare che ambedue le soluzioni siano valide, per come la vedo dipende più dal taglio che si vuole dare a ogni singolo articolo…Perchè essere monotoni?

  8. Daniele Imperi
    30 aprile 2011 alle 13:31 Rispondi

    Se inizi a scrivere un blog dando del tu, devi continuare a dare del tu. Non significa essere monotoni, ma dare al blog un’impronta ben precisa.

    Il blogger si riconosce per uno stile e un suo modo di esprimersi. Non puoi passare dal tu al voi in base al post, perché crei disomogeneità nel blog.

  9. Libri da leggere | Chi è dentro è dentro
    13 maggio 2011 alle 21:11 Rispondi

    […] (Sto parlando col "voi" perché spero che ci sia un sacco di gente Poi tornerò al "tu", dai prossimi post). […]

  10. David
    23 agosto 2012 alle 18:44 Rispondi

    Un solo appunto.
    In inglese il “you” può indifferentemente dire entrambi. O meglio, la forma di cortesia “voi” è divenuta usuale al punto che non si dà piú del “tu” (in inglese “thou”), che da forma familiare è diventata, vista la rarità (e il fatto che resiste principalmente in testi arcaici), la soluzione piú formale.

    Quindi non è accurato fare paragoni con l’uso di inglesi o americani né riferirsi alle loro ragioni (consapevoli o no)

  11. Daniele Imperi
    29 agosto 2012 alle 14:58 Rispondi

    David,

    Sì, you significa sia tu sia voi, ma in un blog non credo che si intenda voi riferito a una persona.

  12. Cristiana Tumedei
    7 marzo 2013 alle 23:33 Rispondi

    Questo è un aspetto interessante da valutare in fase di progettazione del blog, secondo me. Per quanto mi concerne adotto il voi, perché mi rivolgo esplicitamente a un gruppo, a una categoria di utenti ben precisa. Inoltre, è mia abitudine impiegare questa forma di cortesia.
    Dare del tu è una scelta che va molto di moda ultimamente, ma devo ammettere che mi fa sentire a disagio quando la incontro. Posso dire che mi pare un tantino aggressiva? Sì, è come se si cercasse a tutti i costi di attirare la mia attenzione, di coinvolgermi forzatamente. Direi che come blogger non solo utilizzo il voi, ma lo preferisco decisamente.
    Diverso è come mi comporto con i clienti: in quel caso cerco la soluzione che si addice maggiormente alle loro esigenze, quella che più efficace, insomma.

    • Daniele Imperi
      8 marzo 2013 alle 08:54 Rispondi

      Ho lo stesso pensiero. Ho adottato il “tu” solo nel programma Scrivere nel 2013, perché aveva un intento preciso e secondo me in quel caso serviva più il tu che il voi.

  13. Martina
    1 febbraio 2015 alle 12:10 Rispondi

    Utilizzo sempre il voi. Dare del tu mi mette a disagio anche se dà al Post un taglio più pratico e informale.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2015 alle 13:43 Rispondi

      Ciao Martina, benvenuta nel blog.
      Il tu dà disagio anche a me. Non mi sembra naturale, in fondo nel blog non parli soltanto a una persona, ma a tutti.

  14. Roberto
    26 ottobre 2015 alle 12:29 Rispondi

    Ciao Daniele, nel mio caso dovrò presto scrivere “editoriali” in un portale ora in costruzione senza essere un esperto e mi stavo giusto ponendo la domanda, se utilizzare il “tu” o il “voi”.
    Nel mio caso dovrò incoraggiare gli utenti nell’interazione reciproca fornendo contenuti stimolanti e utili a proseguire una discussione o scambio di informazioni interpersonale.
    Dopo aver letto l’articolo e le interessanti risposte dei tuoi lettori mi sono convinto ad usare il voi… sono curioso di vedere cosa succederà :D
    Complimenti per il blog!

    • Daniele Imperi
      26 ottobre 2015 alle 16:47 Rispondi

      Ciao Roberto, benvenuto nel blog.
      Non credo che il grado di coinvolgimento sia legato al tu piuttosto che al voi, ma da ciò che scrivi e da come lo scrivi.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.