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Non sono in grado di scrivere un romanzo

Scrivere un romanzo

Leggendo le statistiche del blog ho scoperto che qualcuno ha cercato proprio questa frase: “non sono in grado di scrivere un romanzo”. Ho così deciso di mettermi nei suoi panni – non è poi così difficile, visto che ci sono già – e ho provato a rispondere alla domanda inespressa: come si impara a scrivere un romanzo?

Inizia un iter formativo

È quello che mi sono prefissato di fare anch’io, quando mi sono accorto che il mio romanzo era in realtà una serie di romanzi, appuntati su altrettanti file che ogni tanto aprivo e rileggevo, non apportando alcuna modifica.

La verità a cui sono giunto in tempi non brevi era drammatica: non sono pronto per scrivere un romanzo. Così ho preso due decisioni:

  1. dedicarmi a un solo romanzo per volta;
  2. scrivere racconti brevi per migliorare la mia scrittura.

Le basi della scrittura

Tutto comincia dalle basi, dunque anche la scrittura di un romanzo. La lettura gioca un ruolo fondamentale nell’attività dello scrittore. Leggere migliora la scrittura in vari modi. E anche gli esercizi di scrittura sono utili per affinare lo stile e allenare mente e mano.

La formazione dello scrittore

Come si forma uno scrittore? Sono sempre stato scettico sui corsi di scrittura, forse erano utili un tempo, quando non esistevano internet e le sue infinite risorse. Ma anche allora mi chiedo come abbia fatto a pubblicare la maggior parte degli autori senza averli frequentati.

C’è però chi ha bisogno di essere spronato, chi si avvicina a internet adesso per la prima volta e così a te che stai leggendo mi sento di consigliarti alcune risorse che a me hanno fatto davvero bene e hanno cambiato perfino il modo di vedere la scrittura, di affrontarla anzi.

  • Blog sulla scrittura: ho iniziato a seguirne alcuni, prima di aprire il mio. C’erano post interessanti, ho conosciuto varie persone, mi sono fatto un’idea dell’ambiente.
  • Gare di scrittura: ci sono diversi forum in cui cimentarsi in gare di racconti, che saranno letti da altri partecipanti e allora capisci che ciò che scrivi è solo spazzatura. All’inizio ti farà male saperlo, ma poi ti accorgerai che era davvero spazzatura.
  • Concorsi letterari: in seguito ho partecipato ad alcuni concorsi letterari, ma solo quelli in cui c’era in palio una pubblicazione. Direi che sono senza dubbio i più utili.
  • Scrittura di racconti: se mai scrivi, mai imparerai a scrivere. Quindi inizia a scrivere brevi racconti, imita stili di scrittura degli autori che ami e pian piano acquisterai sicurezza nella scrittura.
  • Libri sulla scrittura: li ritengo interessanti perché li considero dei casi studio. Non servono quindi per imparare a scrivere, ma per conoscere qualche segreto del mestiere che potrà tornare utile.

Man mano che scrivi ti renderai sempre più conto che scrivere è difficile e credo che questo sia il bello della scrittura. Sapere che, anche se riuscirai a trovare la tua strada per scrivere, il tuo modo di essere scrittore, non sarà mai facile creare una storia, ma sarà frutto di lavoro.

La verità dietro alla scrittura di un romanzo

Nessuno è in grado di scrivere un romanzo finché non ne ha scritto uno. Questa è l’unica verità che devi accettare. Se vuoi dunque imparare a scrivere un romanzo, inizia a scriverne uno.

Io ho anche scelto di seguire un mio metodo per la scrittura del romanzo che avevo in mente.

E voi siete in grado di scrivere un romanzo?

Che iter avere portato avanti per riuscire a scriverne uno? Vi sentite pronti per il vostro primo romanzo?

38 Commenti

  1. Virginia
    2 agosto 2013 alle 09:08 Rispondi

    Come te, anche io ho diversi file: inizi, racconti, pensieri. Recentemente ho partecipato a un concorso. Non sono soddisfatta del risultato finale, perché sono arrivata a chiudere a ridosso della scadenza, ma sono felice di aver creato qualcosa che aveva un inizio e una fine e che non mi sarei vergognata a far leggere ad altri.

    Nel 2007 ho pubblicato un libro, Voglio un mondo rosa shokking, che è narrativa, ma non esattamente un romanzo. In quel caso è stato molto utile – oserei dire fondamentale – che fossimo in due a scrivere: avere un partner di scrittura aiuta molto a tenere la rotta.

    Ora sono alle prese con la mia coscienza che mi dice che dovrei fare qualcosa di solo mio. Ma ci vorrà tempo. Intanto vado avanti con i saggi e con i lavori su commissione: il controllore migliore è il tempo ;)

    • Daniele Imperi
      2 agosto 2013 alle 12:17 Rispondi

      Beh, ma tu hai anche scritto l’ebook sui viaggi che ho comprato!

      • virginia
        2 agosto 2013 alle 19:08 Rispondi

        Daniele Imperi
        Beh, ma tu hai anche scritto l’ebook sui viaggi che ho comprato!

        Beh, ma quella è un’altra cosa ancora: una evoluziobe estemporanea del blog: “piú lungo di un post,piú breve di un libro”, come recita il claim della collana in cui è uscito :)

        Peró devo dire che ne sono orgogliosa: fa sempre parte di quegli obiettivo che ci si pone; scrivere qualcosa che abbia un inizio e una fine. La definirei saggistica-narrativa.

  2. Tenar
    2 agosto 2013 alle 09:18 Rispondi

    Concordo!
    Comunque scrivere un romanzo non è mica obbligatorio. Borges o Carver sono diventati grandissimi a colpi di racconti. Lo dico con enorme ammirazione. Io mi sento romanziera nell’animo e a volte ritengo che il racconto sia anche più difficile, perché più è breve e più tutto deve essere calibrato alla perfezione.
    Poi, appunto, potendo scegliere, preferisco il romanzo, perché mi piace passare molto tempo con i miei personaggi, renderli compagni di viaggio per mesi o anni della mia vita.

    Quanto alla formazione dello scrittore, concordo pienamente. Io ho tratto molta soddisfazione dai concorsi letterari seri. Innanzi tutto hai un riscontro entro tempi garantiti, poi, se le cose vanno bene, vieni messo in contatto con dei professionisti per l’editing e la pubblicazione e hai la possibilità di fare le prime presentazioni in “ambiente protetto”, accompagnato dagli organizzatori del concorso e, spesso, da altri finalisti.
    Mi ritengo fortunata ad essere arrivata a pubblicare il romanzo dopo aver seguito questo iter che mi ha aiutata a acquisire sicurezza come autrice e a sbloccarmi a livello di timidezza.

    • Daniele Imperi
      2 agosto 2013 alle 12:19 Rispondi

      Certo, non è obbligatorio scrivere romanzi, ma a me piacerebbe riuscire a finirne uno e a vederlo pubblicato. Come scrittura, mi attira di più dei racconti.

      • Lucia Donati
        2 agosto 2013 alle 12:36 Rispondi

        Se permetti, ti invito a leggere il mio post di ieri (un test scrittura): magari ti interessa relativamente al tema del post…

  3. Lucia Donati
    2 agosto 2013 alle 12:14 Rispondi

    Il mio primo romanzo l’ho scritto ventiquattro anni fa. Rileggendolo, mi rendo conto dell’ingenuità di quel lavoro e di come avrebbe bisogno di essere tutto riscritto. Sono sempre stata attratta dalla saggistica che è anche il genere che mi piace scrivere. Dopo tanti anni mi sono resa conto che questo è sempre più vero per me. La mia vera passione è la saggistica, ne ero conscia anni fa, ora ne ho una riprova. Ciò non toglie che mi piace scrivere racconti, a volte. E mi piace pensare a forme-scrittura alternative: non ho mai seguito la massa. Il romanzo, al momento, non mi attira particolarmente.

    • Daniele Imperi
      2 agosto 2013 alle 12:20 Rispondi

      Alla fine tutto sta nel trovare la propria via: se scopri di essere portata per un genere piuttosto che per un altro, allora quello è il tuo genere.

    • franco zoccheddu
      2 agosto 2013 alle 17:13 Rispondi

      Ciao Lucia, scusandomi innanzitutto con Daniele, vorrei chiederti come commentare il tuo post sul test: l’ho letto, vorrei chiederti un chiarimento, ma ho ancora lo stesso problema dell’altra volta: non capisco come far accettare il mio commento. Non funziona con nessuna delle alternative. Mi sto un po’ disperando… Aiutami!

      • Lucia Donati
        2 agosto 2013 alle 18:11 Rispondi

        Ciao, Franco. Ma che problema c’è? Ti devi registrare per commentare. Non ho avuto problemi con nessun altro in proposito. E il commento è moderato a priori: per vederlo apparire nel blog devi aspettare che lo pubblichi io. Ma forse il problema è un altro…

        • Daniele Imperi
          2 agosto 2013 alle 18:13 Rispondi

          Lucia, per commentare da te bisogna avere un account in una delle piattaforme elencate. Se quindi non ce l’hai, non commenti.

          • Lucia Donati
            2 agosto 2013 alle 18:16

            Ah, sì, certo, non ci pensavo, adesso. Io non ci posso fare niente.
            Mi dispiace per Franco. Adesso lo contatto sul suo blog.

  4. franco zoccheddu
    2 agosto 2013 alle 15:32 Rispondi

    Posso invitarti a giudicare da te? Io non credo di esserne capace. Alla pagina non solo scienza…

    • Daniele Imperi
      2 agosto 2013 alle 16:21 Rispondi

      Franco, non ho capito cosa dovrei giudicare da me…

    • Daniele Imperi
      2 agosto 2013 alle 16:22 Rispondi

      Ho capito, Franco. Ecco, il 13 agosto uscirà il mio post sugli estratti del libro da pubblicare prima dell’uscita. ;)

      • franco zoccheddu
        2 agosto 2013 alle 16:34 Rispondi

        Credo di sapere come la pensi e mi sembra quasi di averlo già qui davanti a me il tuo post sugli estratti. Il fatto è che le cose non sono mai così semplici come appaiono a prima… “lettura”.

  5. Vale
    2 agosto 2013 alle 16:01 Rispondi

    Quando ho scritto il mio primo romanzo nel 2007, avevo da poco compiuto 60 anni. Subito dopo è arrivato il secondo e ho da poco terminato il terzo. Una casa editrice seria (non a pagamento), ha ritenuto valido il mio lavoro e mi ha fatto una interessante proposta. Pubblicherà il primo romanzo a ottobre del 2014 e il secondo a settembre del 2015.
    Il terzo è al vaglio del comitato di lettura. Il mio genere è il giallo thriller.
    Scrivere richiede pazienza, impegno costante e tempo, tante ore passate al computer. Ma se manca l’entusiasmo, tutto viene spazzato via come il fumo in una giornata ventosa.
    Nel mio caso l’incitamente è venuto proprio dalla casa editrice.

    Vale

    • Daniele Imperi
      2 agosto 2013 alle 16:21 Rispondi

      Ciao Vale, benvenuta nel blog e complimenti per le prossime pubblicazioni.

      Hai ragione sull’entusiasmo. Deve partire da te e è per questo che io ancora non mi decido a portare avanti il mio romanzo.

  6. MikiMoz
    2 agosto 2013 alle 17:10 Rispondi

    Abbiamo lo stesso identico punto di vista.
    Scrivere racconti brevi è il primo passo per migliorarsi nello scrivere storie, e per affinare il proprio stile e modello di scrittura.
    Partecipo da un paio di anni a tornei di racconti brevi (ne ho vinti due, finora… altre volte mi sono persino piazzato ultimo, ahahah!), aiutano molto, è una cosa verissima.

    Moz-

  7. MikiMoz
    2 agosto 2013 alle 18:01 Rispondi

    Sono tornei organizzati periodicamente sul forum di Diabolik.
    Non è una cosa ufficiale, è solo per divertimento… viene deciso un tema (ad esempio, durante il decimo torneo il tema generale era “dieci”, per dirti…) e si scrive qualcosa.
    Per ora mi è andata bene con le tematiche “natale” e “colori” :)
    Minuti Contati non so cosa sia…

    Moz-

    • Daniele Imperi
      2 agosto 2013 alle 18:07 Rispondi

      Dai un’occhiata qui: http://nerocafe.forumfree.it/?f=10241749

      • MikiMoz
        2 agosto 2013 alle 19:55 Rispondi

        Ho visto… ma si tratta di racconti noir o comunque dark, a quanto ho capito^^

        Moz-

        • Daniele Imperi
          2 agosto 2013 alle 20:31 Rispondi

          Una volta i generi erano liberi, non so se ora è cambiato, perché viene gestito da altri.

          • MikiMoz
            3 agosto 2013 alle 00:51

            Dalla grafica, dai titoli dei racconti ecc… tutto fa pensare che è il noir che predomina… :)
            Non amerei fare solo un genere di racconto, col noir posso anche cimentarmici (dopotutto dopo 800 Diabolik e 11 stagioni di Distretto qualcosa avrò imparato :p) ma finirebbe lì, credo.

            Moz-

  8. Daniele Imperi
    2 agosto 2013 alle 18:33 Rispondi

    Lucia Donati

    Ah, sì, certo, non ci pensavo, adesso. Io non ci posso fare niente.
    Mi dispiace per Franco. Adesso lo contatto sul suo blog.

    Sì, tu puoi modificare il modo in cui si commenta. Io commento in vari blog creati con Blogspot e in alcuni ci sono altre preferenze.

    • Lucia Donati
      2 agosto 2013 alle 18:44 Rispondi

      Sì, ho visto, grazie! Ma l’ulteriore preferenza permette a chiunque di commentare e io voglio solo utenti registrati. C’è qualcos’altro che mi è sfuggito? :)

  9. Roberto Gerosa
    2 agosto 2013 alle 18:53 Rispondi

    A me piace molto scrivere, ma sono consapevole di non saper scrivere bene. Mi piace scrivere per un blog perchè occorre essere schematici e sintetici.

    Per scrivere romanzi occorre un talento che credo di non avere.

    In ogni caso, bellissimo articolo anche questo e complimenti all’autore!

    • Daniele Imperi
      2 agosto 2013 alle 18:55 Rispondi

      Grazie, Roberto :)
      Per un romanzo ci vuole talento, sì. Ecco perché non ne ho ancora scritto uno :D

  10. Giuliana
    3 agosto 2013 alle 12:00 Rispondi

    A te il talento non manca, Daniele, non credo proprio sia quello il problema :)

    Io mi rispecchio molto in te e nella situazione che vivi, e se proprio devo definire in tutta sincerità i motivi che – finora – mi hanno impedito di portare a termine un romanzo, potrei chiamarli: incostanza, pigrizia, iper perfezionismo, paura. I fantastici quattro, insomma ;)

    Aver aperto un blog mi ha aiutato molto perché mi ha permesso di sbloccarmi, di “riprendere la mano”, e noto che nel tempo lo stile di scrittura si è evoluto. Scrivere di getto aiuta anche, i racconti sono meglio di nulla, ma come te non abbandono l’idea di partorire una storia con la S maiuscola. Un libro, il mio libro, una creatura compiuta e nel suo piccolo perfetta.

    Ametto di sentirmi un po’ una fallita per non esserci ancora riuscita, ma c’è per lo meno una cosa di cui sono felice: il non aver mai abbandonato l’idea, né l’aver mai smesso di crederci e provarci.
    Fatta l’onesta autoanalisi che ti ho riportato sopra, mi sto concentrando soprattutto su tre punti:

    1) Cercare di scrivere con continuità, a prescindere che si tratti del libro o di altro. Tenere la penna sempre in moto, ecco.
    2) Leggere ogni giorno il più possibile, anche sfruttando i tempi morti della giornata (tragitti in autobus, code negli uffici, pause al lavoro…)
    3) Sviluppare un’autodisciplina che al momento non ho, stabilire degli orari di documentazione/scrittura a cui non transigere per alcun motivo. Come se si trattasse di un lavoro a tutti gli effetti.

    Da qualche parte bisogna pur iniziare, no?…

    • Daniele Imperi
      3 agosto 2013 alle 12:20 Rispondi

      Il tuo programma è buono, devo farne uno anch’io, prima o poi :D

      Pigrizia e incostanza hanno preso anche me…

  11. franco zoccheddu
    3 agosto 2013 alle 13:35 Rispondi

    Pigrizia. Incostanza. Non sono riuscita. Provarci. Crederci.
    Scusate (e lo dico anche a me stesso): ma siamo così sicuri che si tratti di tutto questo o non sarà tutta una monumentale scusa per motivare che in effetti abbiamo nella mente un semplice sogno e non un vero obiettivo?
    Davvero vogliamo scrivere un romanzo, o non è che più realisticamente ci piacerebbe che di noi si dicesse “è stata/o capace di scrivere un romanzo”?
    Non voglio poi riaprire la questione “guadagni”, complessa e secondo me così profondamente personale che ogni nostra personale opinione rischia di offendere la sensibilità degli altri…
    Do un consiglio a me stesso: franco, vuoi davvero terminare il tuo (decennale!!!) romanzo? Bene: FINISCILO e piantala di sognare.

    • Daniele Imperi
      3 agosto 2013 alle 13:49 Rispondi

      Hai ragione anche tu, magari è solo un sogno e non un obiettivo.

      Sai che faccio? Ci scrivo su un piccolo post. Non so quando uscirà, solo che uscirà in un pomeriggio a sorpresa.

    • Giuliana
      3 agosto 2013 alle 15:50 Rispondi

      Franco, il mio è sia un obiettivo che un sogno, le due cose si mescolano tra loro. Non credo sia questo il problema, penso solo di essere fatta così in generale: quando ho una meta distante nel tempo – qualunque essa sia – mi prende lo sconforto e piano piano tendo a mollare. Perché vorrei tutto e subito. Infatti, sui racconti non ho tutti questi problemi.

  12. franco zoccheddu
    3 agosto 2013 alle 19:27 Rispondi

    Sapete cosa servirebbe? Dover pagare se non si rispettano i tempi. E’ come quando vai in palestra: se paghi fai moto, se non paghi non te ne viene la voglia.

  13. Fabrizio Urdis
    5 agosto 2013 alle 17:17 Rispondi

    Non penso ci siano delle regole universali, ogni scrittore è un caso a parte, ma il miglior consiglio che avrebbero potuto darmi quando ho iniziato a scrivere il mio romanzo è quello di farmi uno schema, suddividendo i capitoli e dando una breve descrizione di ciò che tratteranno.

    Grazie per il post, molto interessante e ben scritto.

  14. Carla
    6 agosto 2013 alle 18:30 Rispondi

    Io ho il problema opposto: non riesco a scrivere racconti. Ci provo e ne vengono fuori romanzi :) In poco tempo la storia prende vita e pretende più spazio. E alla fine non basta neanche più un solo romanzo.
    Quindi, volente o nolente, devo scrivere un romanzo. Per riuscire a farlo, però, ci vuole disciplina. Non è facile all’inizio, quando ti sembra di avere già una vita abbastanza incasinata e pare impossibile trovare il tempo da dedicare alla scrittura. Ma alla fine è una questione di priorità. Se si vuole scrivere un romanzo, la scrittura deve diventare una priorità. Bisogna imporsi una disciplina (es. un certo numero di parole al giorno o alla settimana) e seguirla. Oltre a questo è necessario saper programmare, imparare a prendere appunti in qualsiasi momento le idee vengano in mente, porsi delle scadenze e rispettarle. Ogni volta, però, diventa più facile, perché se sei arrivato alla fine una volta, sai di potercela fare.
    Per imparare la disciplina io consiglio sempre di partecipare al NaNoWriMo. È un’esperienza che permette di valutare i propri limiti e di superarli. Quando dentro di te sai per certo di poter scrivere un libro in un determinato tempo, riesci a scriverlo. È l’incertezza che, invece, ti frega.

    • Daniele Imperi
      9 agosto 2013 alle 20:06 Rispondi

      Ciao Carla, benvenuta nel blog.

      Hai ragione sulla disciplina. Ho provato a partecipare al NaNoWriMo, ma ho fallito al terzo giorno :D

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