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È utile scrivere testi lunghi?

Testi lunghi

Lunghezza dei testi, Google e posizionamento

Questo articolo nasce da una discussione con un amico: secondo la sua teoria – e di altri esperti che ho trovato in rete – una pagina riesce a emergere più facilmente se contiene un gran numero di parole rispetto a un’altra che ne ha poche. Il mio amico parla di oltre le 1000 parole, ma esperimenti di altri mostrano risultati ottimi con testi che superano le 2000.

Ho voluto quindi riflettere sulla questione considerando alcune caratteristiche proprie della pagina, come il tema da trattare, l’ottimizzazione del testo, la facilita di lettura, la qualità. La mia riflessione si basa soltanto sulla scrittura del testo e non su altri fattori che permettono di posizionare una pagina nel web.

Contestualizzare una pagina

Quando si scrive un testo per il web – pagina informativa o post – si deve pensare innanzitutto a completare l’argomento da pubblicare. Un testo striminzito andrà incontro a una serie di problemi:

  1. sarà superato nei risultati delle ricerche da testi più approfonditi;
  2. non sarà letto che da poche persone;
  3. riceverà pochi commenti o nessuno;
  4. non riceverà condivisioni sui social network;
  5. non riceverà link perché di poco interesse.

Un testo breve non riscuote successo. Un post di 100 parole è inutile. Lo è anche di 200. Quanto si potrà rendere interessante un articolo di 200 parole? E quanto potrà soddisfare la lettura dei visitatori? Si riesce a rendere contestualizzata quella pagina? Si riesce a dare tutte le informazioni necessarie?

Una pagina web va contestualizzata, inserita cioè a pieno nel suo contesto. Deve formare una struttura organica in grado di fornire il suo reale significato al lettore. L’argomento che tratta deve possedere tutti gli elementi necessari a renderla completa.

Il lettore non usa lo scroll

Molti sono convinti che i lettori non vogliano leggere un post lunghissimo, che lo scroll della pagina non venga usato molto e di conseguenza si preferisca leggere testi brevi. Se da una parte in rete sembrano andare tutti di fretta, dall’altra chi è realmente interessato a un testo lo leggerà anche se molto lungo.

Una questione di formattazione

Secondo me è anche questione di come si presenta un post al lettore. Se si imparano le semplici regole di scrittura per il web, se si impara a impaginare un testo in modo che sia facilmente leggibile, scorrevole, i cui elementi siano rintracciabili all’interno della pagina, la lettura di post lunghi risulta veloce.

200 parole non bastano

Ho accennato prima che un testo di 200 parole ha diversi svantaggi:

  1. non risulta interessante: il lettore vede un testo scarno e lo reputa di scarso valore;
  2. non risulta soddisfacente: il lettore impiega pochi secondi a leggerlo e la sensazione è quella che sia incompleto;
  3. non risulta contestualizzato: la pagina non riesce a essere perfettamente ottimizzata per l’argomento che tratta, a causa della scarsità di parole chiave e di termini e concetti correlati.

200 parole non sono quindi sufficienti a garantire credibilità, informazione, completezza. Ma bisogna considerare un’eccezione alla regola.

L’eccezione alla regola

Non tutti i post di un blog necessitano di testi lunghi. Non tutte le pagine web devono contenere 4 o 500 parole o più:

  1. articoli su temi inesistenti nel web o poco frequenti: in questo caso non c’è molta concorrenza online o magari non è ancora stato scritto nulla sul nostro argomento. Possiamo cavarcela con testi corti, anche di 150 parole. Ma poniamoci una domanda: in futuro cosa accadrà? Se altri saranno interessati al nostro argomento e scriveranno di più e più pagine, noi perderemo la nostra supremazia.
  2. Articoli di segnalazione e simili: qui porto avanti due rubriche, quella sugli anticipi degli articoli e Post-it. Entrambe presentano testi molto corti, anche di neanche 90 parole. Ma quei post costituiscono una minima parte del blog.
  3. Pagine che non richiedono testo: la pagina dei contatti non ha bisogno certo di raccontare qualcosa. Quella pagina non andrebbe neanche indicizzata.

La qualità al di sopra di tutto

Scrivere testi lunghi, anche che superino le 1500 parole, non significa scrivere testi di bassa qualità, ripetitivi, forzando le parole chiave, andando perfino fuori argomento. In qualsiasi testo, di qualsiasi lunghezza, bisogna mantenere la qualità.

I motori di ricerca non sono stupidi e neanche gli utenti. Un testo valido si capisce ed emerge. Un testo lungo che porta in giro il lettore senza arrivare a nulla, senza dare informazioni, senza creare interesse, non sarà mai preferito.

Il parere di Pierluigi Ferrara

In questo articolo ospito un amico esperto di contenuti per il web, Pierluigi, content provider e redattore del portale turistico ZeroDelta. A lui, prima che a me, è venuto il sospetto che Google preferisse contenuti lunghi. Sentiamo la sua opinione.

Chi vuole avere visibilità sul web deve fare i conti con i motori di ricerca il che, per la lingua italiana, significa avere a che fare con google. La buona notizia è che oggi, per avere un buon numero di visitatori dal principale motore di ricerca usato in Italia non è necessario essere degli informatici e neppure costruire il proprio sito progettandolo esclusivamente per il motore di Mountain View. La cattiva notizia è che in nessun caso è pensabile ignorare totalmente google: se si vogliono accessi bisogna un po’ andargli incontro ed adattarsi ai suoi voleri.

Semplificando al massimo le condizioni necessarie (ma non sufficienti) per primeggiare su google sono ottenere link e essere correttamente indicizzati.

I link che era relativamente facile procurarsi sono diventati ininfluenti se non controproducenti, quello di cui abbiamo bisogno per far emergere il nostro sito sono link veri, spontanei, fatti da altri siti senza scambi e senza richieste ed è questo uno dei punti in cui i “post fiume” ci vengono in aiuto, guarda caso ci sono numerosi studi in rete che dimostrano che le pagine più linkate sono quelle più lunghe, un esempio è quello citato da Daniele. Questo è il primo motivo per scrivere post molto lunghi: possono portare più link.

Il secondo motivo per cui ogni sito dovrebbe avere dei post molto lunghi è relativo all’indicizzazione. Come ho detto abbiamo a che fare con una macchina e non con degli esseri umani. Questa macchina è diffidente per natura dato che scandaglia il web ogni santo giorno e si trova a leggere una mole incredibile di testi di basso, bassissimo valore. Quando entra sul nostro sito non sa con chi ha a che fare, non sa di cosa parla il sito, non lo conosce e non ci conosce. Un essere umano per conoscere un sito si basa su impressioni visive, valuta l’aspetto grafico del sito, legge le pagine “info” e “chi siamo”, una macchina ha dei mezzi molto più limitati.

Secondo me una serie di pagine molto lunghe, possibilmente linkate tra loro e raggiungibili sempre dalla home page aiutano il motore di ricerca a capire l’argomento del sito e possono migliorarne l’indicizzazione, soprattutto nel caso di siti strutturati come blog ovvero con contenuti che si aggiornano di frequente.

Arriviamo alle conclusioni: secondo me è fondamentale che ogni sito pubblichi ogni tanto dei post molto lunghi (1000, 2000 parole), possibilmente che descrivano o sviluppino in modo verticale i principali argomenti del sito. Non mi sogno affatto di dire che ogni singolo post deve essere scritto in questo modo, su questo sito un autorevole intervento insiste, giustamente, sulla brevità e non mi sogno neanche di contraddirlo, la maggior parte dei post dovrebbe essere scritta secondo quelle linee guida ma ogni sito, in particolare quelli nuovi, quelli piccoli, quelli gestiti da un numero limitato di persone, dovrebbero avere delle pagine molto lunghe sempre raggiungibili dalla home page.

Spero, con un esempio, di chiarire le mia idea dimostrando che non c’è contraddizione. Gestite un sito che parla di cinema? Le recensioni dei film che scrivete devono ispirarsi alla brevità, la maggior parte dei lettori (umani) apprezzerà la sintesi dei vostri post. Periodicamente pubblicate dei post, molto più lunghi, dedicati a un argomento verticale, il cinema western, ad esempio, oppure il cinema francese, la biografia di un regista. Cercate di collegare tra di loro questi post fiume e collegate tutto dalla home page, il piè di pagina è un ottimo punto per piazzare dei collegamenti a queste verticalizzazioni. Non dovete scrivere per i motori di ricerca, immaginate di avere a che fare con un lettore diverso dal solito frettoloso utente, oppure immaginate lo stesso lettore in una situazione diversa, con più tempo a disposizione, pensate a qualcuno che sta cercando informazioni di approfondimento e non il mordi e fuggi tipico del web, fate in modo che la pagina sia bella, ricca di illustrazioni, cercate di sviscerare completamente l’argomento, rendetela un’esca per i link.

Risorse esterne

Ho selezionato tre articoli dello scorso anno, in inglese, in cui si mostra in base all’esperienza come contenuti lunghi siano stati preferiti da utenti e motori di ricerca.

  1. How Content Length Affects Rankings and Conversions di Neil Patel
  2. Google’s Stance on Content Length di Nell Terry
  3. How Important is Content Length? di Kevin Espiritu

28 Commenti

  1. Cristiana Tumedei
    23 maggio 2013 alle 07:20 Rispondi

    Un ottimo post, complimenti! Avete toccato una serie di punti fondamentali che chi gestisce contenuti per il web dovrebbe conoscere e tenere sempre in considerazione. Ora, se posso, vi dico come la penso a riguardo.

    La lunghezza di un contenuto deve essere funzionale alla sua profondità. A mio avviso, la completezza dell’informazione è fondamentale ed è uno dagli elementi che ci aiuta a distinguerci dagli altri redattori. Quello che conta più di tutto, secondo me, è analizzare in maniera esaustiva il tema trattato. Il numero di parole, quindi, non deve diventare un obiettivo, una metrica a cui sottostare.

    Ciò che ci aiuta a essere efficaci è il modo in cui viene strutturata l’informazione. Questo rende il testo più facilmente leggibile dall’utente frettoloso e dal motore di ricerca che lo indicizza, catalogando le informazioni contenute in esso.

    Dunque, meglio non concentrarsi sul numero di parole quanto sulla qualità del contenuto. Per quanto concerne, invece, la questione legata ai link ci sarebbe moltissimo da dire.

    Mi permetto di fare un passo indietro. Il link esterno è un valore con cui si misura la popolarità di un sito web. In sostanza, più link esterni ricevo maggiori sono le probabilità che il PageRank attribuitomi da Google aumenti. Ma attenzione, quelli che contano sono i link provenienti da siti autorevoli. Non conta la quantità, bensì la qualità del link. Come ottenerli? Semplicemente offrendo contenuti di elevato valore, che sappiano approfondire il tema trattato e darne un’interpretazione originale.

    • Daniele Imperi
      23 maggio 2013 alle 07:30 Rispondi

      Grazie :)
      Hai ragione sul rapporto lunghezza/profondità. Infatti io non mi concentro mai sul numero di parole. Se un post viene fuori di 1000 parole è perché ho dovuto dire molto.

      E hai detto un’altra cosa importante: come viene strutturata l’informazione. La leggibilità del testo online è fondamentale e chi scrive per il web deve imparare le regole che lo differenziano dalla carta stampata.

      • Lucia Donati
        23 maggio 2013 alle 15:13 Rispondi

        Lunghezza/profondità: oh, certo! Prima la qualità, per me. Una premessa adeguata che interessi subito il lettore. Un argomento strutturato e il più possibile completo. Oggi ho imparato qualcosa su Google. :)

  2. Neri Fondi
    23 maggio 2013 alle 10:13 Rispondi

    Mi hai dato un bello spunto per sistemare un po’ la formattazione dei miei articoli. Ho appena compreso perché mi risulta così facile leggere i tuoi articoli, e credo che prenderò spunto dal tuo modo di impostarli.

    Grazie!

  3. Patrizia Pisano
    23 maggio 2013 alle 10:18 Rispondi

    Sì, questo post è un ottimo esempio. Non arriva a 2000 parole, credo, ma supera sicuramente le 1000. Così mi pare.
    Si può considerare lungo ma si legge benissimo. Titoletti, spazio tra i paragrafi, grassetti, liste puntate, tutto questo rende il testo scorrevole e riconoscibile. E poi, il contenuto è interessante.

    Ti aggiungo solo un dettaglio che potrebbe essere utile.
    Parlavi di scroll e del fatto che probabilmente i lettori frettolosi non lo usino facilmente. Anche per questo motivo, consiglio sempre di concentrare il succo dell’argomento nel primo paragrafo di uno scritto. Creare un’introduzione avvincente che catturi l’attenzione del lettore. A quel punto, se l’argomento interessa, lo scroll sarà automatico.
    Poi non dimentichiamoci una cosa, ormai si legge molto da tablet e smartphone: siamo tutti più abituati a far scorrere un testo per leggerlo.
    Grazie, bel post :)

    • Daniele Imperi
      23 maggio 2013 alle 11:11 Rispondi

      Grazie Patrizia :)
      Vero, l’introduzione è importante. E non avevo pensato che leggendo da altri dispositivi, con schermo ridotto rispetto a un computer, lo scroll è obbligatorio.

  4. KINGO
    23 maggio 2013 alle 10:33 Rispondi

    Sul rapporto tra qualita’ e lunghezza di un testo hai ragione da vendere; anzi, direi che sei riuscito a centrare appieno la questione fondamentale: la lunghezza, se vuole essere funzione della qualita’, deve dipendere innanzitutto da quel che si vuole trattare.

    Sui motori di ricerca, come ti ho gia’ detto recentemente, le cose sono molto piu’ complicate.
    La scorsa settimana hai scritto un post sul web copywriting aziendale, e in un commento avevo provato a dirti che in realta’ i motori di ricerca suggeriscono a ogni utente dei siti diversi, in funzione dei dati che hanno raccolto su di lui. Questo non vale solo per i link sponsorizzati, ma anche per tutti gli altri.
    Google e’ una macchina che vale miliardi proprio perche’ fa costantemente ricerca di mercato, e mostra agli utenti solo i risultati che si aspettano di trovare.
    Se io che sono uno studente pisano apro Google e scrivo “universita’”, mi compariranno in prima pagina solo articoli riguardanti l’universita’ di Pisa. Se lo fa uno studente fiorentino trovera’ solo articoli riguardanti l’universita’ di Firenze.
    I motori di ricerca hanno un algoritmo complesso che agisce cosi’, e anzi, forse anche in altri modo piu’ subdoli che non comprendiamo. Per questo ti posso assicurare che quella sulla lunghezza dei testi preferiti da Google e’ assolutamente una bufala colossale.

    • Daniele Imperi
      23 maggio 2013 alle 11:17 Rispondi

      Hai ragione su alcuni risultati studiati, ma quella è una questione di parole chiavi regionale. In altri casi no.

    • Cristiana Tumedei
      24 maggio 2013 alle 18:53 Rispondi

      Ciao KINGO,
      quelli a cui fai riferimento tu sono i risultati di ricerca geolocalizzati che ti offre Google. In sostanza cosa accade? Digitando una parola chiave generica come “Università” o “Farmacia” il motore di ricerca mi offre per primi i risultati più vicini a me. In realtà non occupano l’intera prima pagina.O meglio, non è detto. Avrai notato, infatti, che questi terminano con l’elenco dei suggerimenti di Google Maps. Di seguito, invece, appaiono i risultati meglio posizionati.

      È vero che l’algoritmo del motore di ricerca è complesso, ma agisce secondo logiche piuttosto definite che ci permettono di lavorare per migliorare i nostri risultati. Credo sia opportuno considerare la differenza tra indicizzazione e posizionamento, poiché si tratta di due aspetti molto differenti. Evito di dilungarmi a riguardo, altrimenti Imperi avrà di che ridire ;)

      • Daniele Imperi
        24 maggio 2013 alle 19:14 Rispondi

        Ma no, tranquilla :)
        Fai bene a parlare di distinzione fra indicizzazione e posizionamento, perché non è chiaro per tutti.

  5. Graziano
    23 maggio 2013 alle 12:21 Rispondi

    Daniele è da poco che ti seguo, ma a me piacciono moltissimo le immagini che usi per aprire i tuoi post! Le realizzi tu?
    Bel post ;)

    • Daniele Imperi
      23 maggio 2013 alle 12:28 Rispondi

      Grazie, sì le immagini le realizzo io, usando texture, icone, ecc. :)

  6. MikiMoz
    23 maggio 2013 alle 12:29 Rispondi

    Ciao Daniele, ottima (e utile) analisi, come sempre.
    Io non so, però, se essere d’accordo. Ovviamente parlo della mia esperienza e non come redattore o scrittore di post su chissà quale argomento di interesse.

    Pensa tu: da un annetto circa ho invece sentito il bisogno di scrivere post molto corti (le mikipills), di non oltre le 15 righe, da alternarsi a quelli normali.
    Ho notato che le maggiori interazioni e le visite le ho proprio coi post più corti (dove però cerco di mettere in pratica l’esperienza di twitter: scrivere l’essenziale, e scriverlo più possibile bene, in modo accattivante).

    Ripeto, sarà che io non parlo di questi grandissimi argomenti da motore di ricerca, ma nella piccolissima realtà del mio blog avviene quasi il contrario… Tanto che pure i post lunghi adesso tendo a sfoltirli di qualche riga…

    Moz-

    • Daniele Imperi
      23 maggio 2013 alle 12:34 Rispondi

      Grazie Moz :)
      In effetti credo dipenda anche dalla tipologia di argomento che tratti. Se parli del più e del meno, per esempio, se scrivi post sarcastici, tanto per intrattenere, secondo me vale la regola contraria: brevità assoluta e stile coinvolgente, che colpisca nel segno.

      • MikiMoz
        24 maggio 2013 alle 12:21 Rispondi

        Penso di sì…
        In ogni caso, avevo già in programma dei post “lunghi”, una sorta di guida generale a argomenti ampi, da sviscerare.
        Ti farò sapere, poi, il loro “rendimento” XD

        Moz-

        • Daniele Imperi
          24 maggio 2013 alle 12:25 Rispondi

          Sì, fammi sapere, grazie. Ho visto che i tuoi post ricevono un numero impressionante di commenti e sono post brevi. Sarebbe quindi utile scoprire se coi post lunghi il numero crescerà o meno.

          • MikiMoz
            24 maggio 2013 alle 16:31

            A onor del vero tra i post che han ricevuto più attenzione, ultimamente, ci sono anche post “lunghi”. Metto le virgolette perché io non so quantificare la lunghezza di un articolo… Diciamo che sono lunghi rispetto alle “pillole”, e occorre una lettura non secca per affrontarli.

            Addirittura molti commenti e molte visualizzazioni li ha portati a casa un mio racconto breve. Inaspettatamente, devo dire.
            Vedremo come si comporterà Masquerax, la nuova serie di racconti brevi che ho appena pubblicizzato.

            Per il resto, posso dirti, dal mio canto, che i post con più interazioni sono di base quelli dove si crea una sorta di polemica (ad esempio, tra i recenti, quello sui vangeli)

            Moz-

  7. Marco A
    23 maggio 2013 alle 20:56 Rispondi

    Ottimo post.
    Ma mi sorge una domanda.
    Il testo dell’articolo fra la tua parte e quella di Zerodelta raggiunge i 1.400 caratteri.

    Quindi testo bello lungo.
    Ma ai 1400 caratteri se ne possono sommare almeno altri 1.000 di commenti.

    Ecco il punto come Google interpreta un testo fra contenuto dell’autore e commenti.
    Se io scrivo un testo di 200 caratteri ma poi vengo commentato con 1.000 caratteri. Mi considera il testo come se fosse di 1.200 o riesce a suddividere le due cose?

    • Daniele Imperi
      23 maggio 2013 alle 21:22 Rispondi

      Ciao Marco e benvenuto nel blog. Ottima osservazione. So che i commenti sono importanti, perché comunque aggiungono contenuto – se di valore, ovvio – ma non so se Google faccia una distinzione fra testo dell’autore e testo dei commenti.

      • KINGO
        24 maggio 2013 alle 13:15 Rispondi

        Non so Google, ma Yahoo è sicuramente in grado di fare differenza tra post e commenti.

        • Daniele Imperi
          24 maggio 2013 alle 13:22 Rispondi

          Come fai a dirlo? Come te ne accorgi?

          • KINGO
            24 maggio 2013 alle 18:25

            Beh, prediamo ad esempio in esame questo post.
            Se tu selezioni per intero uno dei commenti (ad esempio quello in cui hai dato il bevenuto a Marco A, che comprende gia’ un buon numero di parole) e lo copi nella maschera di ricerca di yahoo, nonostante si tratti di una lunga sequenza di parole ricopiate pari pari, Pennablu non sara’ il primo risultato che troverai, ed e’ gia’ tanto se lo trovi in prima pagina.
            Se invece fai la stessa cosa anche solo con due righe del post, stai pur certo che Pennablu sara’ il primo risultato.

  8. Daniele Imperi
    24 maggio 2013 alle 19:13 Rispondi

    KINGO

    Se invece fai la stessa cosa anche solo con due righe del post, stai pur certo che Pennablu sara’ il primo risultato.

    Farò la prova :)

  9. Kinsy
    25 maggio 2013 alle 15:48 Rispondi

    Una vecchietta del mio paese diceva: “ogni giorno si fa la luna, ogni giorno si impara una!”.
    Io ero tra quelli fermamente convinti che il blog dovesse avere post brevi per non perdere l’attenzione del lettore. Ma coma la solito hai ragione tu: la qualità è la prima regola!

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