Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Scrivere una storia presa da una notizia vera

Scrivere una storia da una notizia

Ho letto un articolo del blog Advanced Fiction Writing, intitolato Is Writing Fiction From A News Story Plagiarism? (che tradotto liberamente suona come “È plagio scrivere una storia da una notizia?”) e mi è tornata in mente una questione che mi ero posto tempo fa, proprio in occasione di un racconto che volevo scrivere basato su un fatto di cronaca.

In realtà il mio racconto verteva su ciò che stava accadendo dopo il fatto, un omicidio in quel caso, e voleva essere una specie di condanna per chi stava approfittando del dolore dei familiari. Non entrerò nel merito della questione, perché i fatti sono ancora freschi, in un certo senso, e perché comunque non ha importanza.

Avevo già creato una scaletta e buttato giù una trama, creati i personaggi e stavo quindi lavorando al racconto quando ho deciso di accantonarlo per una serie di motivi.

Plagio della notizia?

Non credo sia un plagio della notizia, a meno di riportare le identiche parole usate dai giornalisti. In fondo la letteratura è piena di libri ispirati a fatti realmente accaduti. L’idea della storia può quindi partire da un fatto di cronaca, l’importante è cambiare l’ambientazione del crimine e i nomi dei personaggi.

Scrivere una storia presa da una notizia non è quindi un plagio, anche se la “trama” del fatto esiste. Ma è una trama presa dalla realtà quotidiana, non è creata da uno scrittore.

L’etica nella scrittura

Il problema più grande, secondo me, quello che mi ha fatto desistere dal continuare a scrivere quel racconto, è etico. Come ho detto, i fatti sono ancora sui giornali, in TV, in rete. E credo se ne parlerà ancora per un po’.

Scrivere quel racconto e pubblicarlo nel blog avrebbe fatto tornare subito in mente la cronaca. Per me equivale a speculare sulle disgrazie altrui, su chi sta vivendo momenti che ben pochi hanno vissuto e non è altro che un rigirare il coltello nella piaga.

Attingere alla storia

La storia è piena di fatti di cronaca. Online si possono consultare quotidiani, anche esteri. Io stesso ho acquistato i pdf di alcuni giornali americani, edizioni del XIX secolo. In quel caso il fatto di cronaca è vecchio, non esistono neanche più gli stretti familiari delle vittime.

Lo scrittore deve rispettare il pubblico, prima di tutto, perché fra il pubblico c’è chi è direttamente coinvolto coi fatti che ha descritto nella sua storia. Ho sempre condannato le biografie che escono neanche una settimana dopo la morte di un personaggio famoso e mi chiedo come sia possibile.

Quelle biografie hanno il sapore dei coccodrilli: sono libri scritti prima della morte del personaggio, non c’è altra spiegazione. Guadagnare sulla morte altrui è uno dei volti dell’editoria moderna.

Secondo voi è giusto scrivere storie prese da fatti di cronaca ancora freschi?

12 Commenti

  1. Alessandro Madeddu
    18 giugno 2013 alle 08:37 Rispondi

    Se non ricordo male, e considerando che ho una pessima memoria, Jack London veniva spesso criticato e additato come plagiatore proprio perché si ispirava a volte a fatti di cronaca.

    A me pare una cosa un po’ ridicola. I fatti sono a disposizione di ognuno. E anche a inventare tutto, chi ci assicura che un fatto molto simile non sia già accaduto, e semplicemente noi non ne abbiamo notizia?

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2013 alle 08:48 Rispondi

      Se hai inventato tutto e capita che la tua storia sia simile a un fatto accaduto, nulla di male. È come quando crei un personaggio: il suo nome può benissimo essere il nome di qualcuno.

      Per il resto, dipende dalle tue idee e dalla tua coscienza. Io non voglio approfittare della sofferenza altrui, già troppo abusata dal giornalismo, specialmente televisivo.

      • Alessandro Madeddu
        18 giugno 2013 alle 09:49 Rispondi

        Mica bisogna sempre parlare di squartamenti, Daniele :D

      • Lucia Donati
        18 giugno 2013 alle 10:39 Rispondi

        Sono d’accordo con te. Io mi domando sempre: la gente che abusa di queste cose cos’ha dentro di sé? Io non credo che sia felice. Forse non ha neanche uno scopo autentico nella propria vita. Questione di coscienza, dici bene. Qualcuno dovrebbe darsi una ripulita. E bisognerebbe tornare ad un briciolo di umanità e considerazione per gli altri, perché chiunque potrebbe trovarsi in situazioni penose. Da quello che ho detto si capisce che a me non piace trarre storie dalla cronaca recente. Anzi, a dire la verità non mi piace trarne neanche da vicende passate ( non amo molto il romanzo storico…).

        • Daniele Imperi
          18 giugno 2013 alle 10:47 Rispondi

          Il romanzo storico a me piace molto. Dipende sempre da cosa si sta trattanto.

          • Lucia Donati
            18 giugno 2013 alle 11:30

            Lo so che ti piace il romanzo storico :) . In generale, certo dipende da cosa si tratta. Nello specifico, parlo di storie che speculano sulle disgrazie altrui, a cui anche tu ti riferisci; forse non l’ho specificato bene, in effetti. Quando dicevo “non mi piace trarre storie dalla cronaca recente” mi riferivo a queste situazioni e a questo discorso in particolare.

  2. Salomon Xeno
    18 giugno 2013 alle 12:05 Rispondi

    Non si può plagiare una notizia, al massimo si può plagiare l’articolo. Molti grandi scrittori partivano da fatti di cronaca, mi viene in mente Stendhal ne “Il rosso e il nero”, salvo poi costruire una storia del tutto originale. Se invece si tratta di romanzare un fatto di cronaca, sono scettico – anche perché al giorno d’oggi si rischia l’effetto “Cogne”, cosa che ho trovato abbastanza discutibile.

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2013 alle 12:08 Rispondi

      Mi riferivo proprio al romanzare i fatti di cronaca, sia in senso “biografco” sia inventando nomi, ma mantenendo reali i fatti, quindi non lasciando dubbi su ciò che si sta narrando.

  3. Kinsy
    25 giugno 2013 alle 18:32 Rispondi

    Non ho mai pensato che attingere dalla cronaca potesse configurarsi come un plagio. Allora anche assistere ad una scena bizzarra, che in qualche modo ci ha colpito, e poi scriverne un racconto è un plagio? Personalmente non credo. Ogni storia ha una sua fonte nella realtà.
    Sto scrivendo un romanzo su un fatto avvenuto molti anni fa, ma ancora molto viva nel cuore di molte persone, ma ho sempre inteso farlo per non dimenticare quegli avvenimenti e la forza dei sopravvissuti. L’unico problema, invece, è quello che si rischia di romanzare troppo la vicenda e commettere errori grossolani, che alterino le vicende e offendano la memoria dei morti o la sensibilità di chi ha perso un proprio caro.

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2013 alle 18:46 Rispondi

      Infatti neanche io credo sia un plagio, per me resta solo un problema etico, se i fatti sono ancora freschi.

      • Kinsy
        25 giugno 2013 alle 20:02 Rispondi

        In effetti quando i fatti sono freschi la situazione è più delicata.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.