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Come scrivere un saggio storico – Intervista a Luigi Leonardi

Ho intervistato Luigi Leonardi, scrittore e saggista versatile, che credo di aver conosciuto qui nel blog, se non ricordo male, e è divenuto un mio lettore abituale. Ho letto due sue opere, un saggio storico e un romanzo.

Ora lascio la parola a lui, che introduce l’intervista.

Luigi LeonardiTi rispondo secondo il mio punto di vista. Ovviamente non tutti gli storici la pensano allo stesso modo, specie su alcuni punti delle tue domande; alcuni, p. es., cercano di dimostrare verità coincidenti con le loro idee; altri tendono a omettere, altri ancora a compiacere.

Per quanto mi riguarda, sono incline alla narrativa; a far parlare, cioè, i personaggi attraverso l’uso del discorso diretto, e essendo scevro da ideologie di sorta faccio uso di ironia.

Qual è la difficoltà maggiore quando si scrive un saggio storico?

La ricerca del materiale, o meglio la “caccia”. In certi casi incontri reticenza se non vera e propria omertà. Un esempio per tutti: la storia di “Gianna” e di “Neri”. È il vero simbolo dell’insabbiamento.

Alcuni argomenti, come quelli che hai trattato nel tuo libro Epurazioni, sono ancora tabù nel nostro paese. Come vanno affrontati secondo te?

Secondo la più cristallina onestà. Ma, come da premessa, bisogna essere scevri da ideologie o compromessi. Poi le tue tesi possono anche essere confutate, ma è importante averle esposte in buona fede. Vale a dire che non puoi essere accusato di settarismo.

Dove e come va cercata la documentazione necessaria per scrivere un saggio storico?

Ovunque: archivi, biblioteche pubbliche e private, bibliografia, internet, giornali, riviste, filmati, fotografie, testimonianze.

Come riesci a capire l’attendibilità delle informazione trovate?

Questa è una parte che richiede una certa abilità che ti può derivare dall’esperienza. Intanto per ogni fatto è meglio avere più versioni; poi devi valutare l’eventuale falsità di una versione confrontandola con altre già note o verosimili, e naturalmente capire la natura della fonte. È necessaria poi una certa concentrazione per captare ogni contraddizione; conoscere la storia ufficiale per sapere se il contesto dell’episodio che stai affermando è plausibile. Ci sono casi in cui, in buona fede, ti vengono raccontate storie divergenti dalla realtà; questo a causa del troppo tempo trascorso, dell’emotività di chi ti racconta, della sua confusione di ricordi.

Per me, comunque, la cosa principale consiste nel mettere la massima attenzione allo scopo di capire quali siano le fonti più imparziali. Dopodiché anche queste potranno presentare delle inesattezze, ma essendo appunto imparziali hanno il merito di non tentare di ostacolare o deviare la verità.

Poi c’è il depistaggio. Faccio l’esempio più conosciuto: la morte di Mussolini e Claretta. “Valerio”, ovvero Walter Audisio, ha scritto (sotto dettatura) una sua prima versione; quindi l’ha ricambiata per almeno tre volte. Altri, dello stesso partito di Audisio, vi hanno rimesso il naso. Si è così prodotta una confusione generale da non riuscire più a capire come davvero siano andate le cose. E questa è una tattica per l’occultamento della verità.

Quanto spazio può avere l’opinione personale dello scrittore in un saggio storico?

Come anche per i fatti di cronaca, secondo me spazio per opinioni personali non ci dovrebbe essere. Dovremmo attenerci al canone dell’impersonalità, retaggio del verismo. Tuttavia non intervenire proprio mai è difficile, l’importante è non proferire sentenze.

Come si pone un saggio storico nei confronti del revisionismo storico? C’è davvero un conflitto fra i due?

Per revisionismo si intende andare a rivedere e correggere o confutare tesi, opinioni, fatti, da parte, di solito, di chi non li accetta perché sostenuti da una parte avversa. È già viziato a priori. Chi si propone un lavoro storico obiettivo non deve assolutamente preoccuparsi se poi sarà tacciato di revisionismo: lo sarà di sicuro anche se nel suo lavoro non avrà fatto sconti a nessuno.

Quale pensi che sia il vero obiettivo del saggio storico?

La memoria. Non si deve disperdere nulla. Un popolo senza memoria è come un bambino: gli si può far credere di tutto. È per questo che esistono gli abbonamenti alle partite di calcio in tv, ai reality e la pubblicità di mondi inesistenti. La memoria è un pericolo per il potere, alla stregua del pensiero. Ecco, questa è una mia opinione.

Come assembli le informazioni trovate in un discorso organico e unitario?

Subito cronologicamente. Poi, se è il caso e anche perché mi piace come tecnica narrativa, introduco flashback.

Quanto influiscono i documenti e quanto le testimonianze dirette nel lavoro del saggista?

Sono la cosa essenziale. Ogni fonte ha le sue virtù; il materiale documentario ha un’attendibilità più sicura (non sempre). La testimonianza scatena le emozioni. Nell’ascoltare racconti di stragi ho assistito al pianto, alla rabbia, all’odio, alla pietà, al raccapriccio, al silenzio di un dramma sempre presente; da persone non avvezze alla poesia o all’arte sono uscite frasi che il miglior poeta non saprebbe dire. L’esperienza del dolore ha la sintassi delle emozioni.

Quali sono gli elementi che ritieni più importanti in un saggio?

La verità, la memoria, l’emozione. Un saggio storico di solito non si occupa di questo ultimo elemento, è piuttosto asettico. E tuttavia raccontare una storia senza palpiti, pulsioni… mi sembra di raccontare una umanità meno vera.

Biografia di Luigi Leonardi

Nato a Bagnone (MS) 1953.

1981 – Tra i fondatori e redattore della rivista milanese di cultura “Malvagia”, nata con l’appoggio di Carlo Cassola. (Poesie e brevi racconti)

Pubblicazioni

  1. Il sogno di un altro: 4 racconti
  2. La brina sulla pelle: romanzo
  3. Dentro lo Stige: romanzo
  4. Libertà van cercando: saggio/narrativa
  5. Il segreto antico di Beppe il maniscalco: romanzo
  6. I vermi e le rose: saggio/narrativa (a 4 mani con il prof. Gaetano Azzolina)
  7. Epurazioni: saggio/narrativa

Spettacoli di prosa, musica, canto

  1. Produzione di vari generi teatrali rappresentati, tra cui farse medievali;
  2. Il cuore va mangiato
  3. Medioevo nostro coevo
  4. Tenebrosi peccati e vanità

Lo spettacolo che rappresento ormai da anni – nelle zone della Liguria, Toscana e Emilia – cambiato ogni volta nei testi, con il titolo Diario disordinato, è basato sul breve monologo che introduce canzoni supportate da videoproiezioni. A interpretare le mie canzoni è Lucia Marchi, – la mia compagna – mentre per la parte tecnica mi affido a mio figlio Alessandro.

5 Commenti

  1. Romina
    8 febbraio 2012 alle 22:04 Rispondi

    Questa intervista è davvero interessante… di solito in pochi si occupano di saggi storici ed è bello sentir parlare di queste tematiche in modo semplice ma non banale!
    Secondo molti storici, l’oggettività nella storia non esiste… quando si racconta, anche la verità, c’è sempre un minimo di interpretazione… questo non significa sminuire l’importanza del lavoro dello storico, ma ricondurre le sue parole a una visione più umana della storia. Ho sempre ammirato gli storici per la loro capacità di raccontare il vero… non deve essere facile!

  2. Come scrivere un saggio storico – Intervista a Luigi Leonardi | Scrivere e leggere libri | Scoop.it
    9 febbraio 2012 alle 09:53 Rispondi

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  3. luigi leonardi
    9 febbraio 2012 alle 19:32 Rispondi

    Romina,

    Ti ringrazio Romina per l’apprezzamento.
    Sì, a volte non è davvero facile. Il lavoro di ricerca ti può portare ovunque, ma da un lato è interessante per le scoperte. Ma soprattutto amo sentir raccontare la gente: viene fuori la vita vera.

  4. Come scrivere un saggio storico – Intervista a Luigi Leonardi | Scrivere e leggere libri | Scoop.it
    21 febbraio 2012 alle 10:00 Rispondi

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  5. Lucia Donati
    7 dicembre 2012 alle 12:00 Rispondi

    Non avevo ancora letto questa intervista e per certi versi è stata illuminante, per me che conosco poco il saggio storico. Se non conosco bene un argomento mi va di informarmi. Proprio in questi gg sto scrivendo un post su letteratura e storia ma mi sono resa conto che devo imparare alcune cose sul saggio storico: sicuramente cercherò di colmare le mie lacune in proposito, e al più presto.

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