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Scrivere racconti a puntate

Racconti a puntate

Post fuori programma, per parlare della pubblicazione di racconti a puntate nel blog. Non necessariamente nel mio, ma anche in altri. In un certo senso ho già fatto un esperimento del genere, quando partecipai al progetto di scrittura collettiva sui racconti apocalittici. Furono ben accolti, anche se con pochissimi commenti.

A ripensare a quei racconti, adesso, con tante altre storie scritte e tanti altri libri letti, non ne sono soddisfatto. Ma è normale che sia così.

Voglio ritentare quell’esperimento: quello di scrivere racconti a puntate Per ora c’è un’idea in mente, una storia fantastica, ma nulla più. E un’altra storia cui avevo iniziato a lavorare, drammatica, cruda. Saranno quattro puntate, credo, per entrambi i racconti, quindi un intero mese, ogni domenica un capitolo autoconclusivo, ma collegato al precedente. Una storia unica, lunga, divisa in parti.

Leggere racconti a puntate

Mi domando, al di là dell’esercizio di scrittura in sé, cosa ne pensi il lettore che si troverà di fronte a un racconto che non è finito e che dovrà attendere un’intera settimana per conoscere il seguito e un’altra ancora poi, fino alla fine.

Quanto resterà di quel racconto dopo sette giorni? Sarà costretto a rileggersi la puntata precedente per ricordare la storia?

Come scrivere un racconto a puntate

Quando ho scritto quel mio primo racconto a puntate non avevo nulla di definito in mente. Avevo soltanto deciso che dovevano essere sette racconti e ho scritto di getto. Questa volta, però, voglio definire la storia, creare una scaletta (in realtà già esistente per il racconto drammatico), avere quindi delle linee guida che mi facilitino il lavoro.

A fine racconto rimanderò la continuazione della lettura alla settimana successiva e per ogni puntata che segue ci sarà uno o più collegamenti per le puntate precedenti, così da non spiazzare il lettore. L’idea finale è quella poi di riunire tutto in un ebook.

Leggereste un racconto a puntate?

Ora, prima di iniziare a scrivere questi racconti, vorrei conoscere la vostra opinione sulle storie a puntate: le leggereste? Le avete mai lette? Siete riusciti a seguirle anche a distanza di una settimana?

27 Commenti

  1. Lucia Donati
    17 aprile 2013 alle 17:52 Rispondi

    Lo leggerei? Se non è troppo lungo e non è diviso in molte puntate, probabilmente sì. Dipende se è interessante e.. a che punto lasci la puntata…se resta tensione e c’è la curiosità di continuare la lettura. Io avrei voluto inserire una storia ironica un po’ lunga tempo fa, ma poi ho desistito (anche perché con una parte di quella, molto ridotta e rielaborata ho scritto un post…).

    • Daniele Imperi
      17 aprile 2013 alle 18:01 Rispondi

      Sì, a parte l’interesse per la storia, mi domando se funzionino i racconti a puntate.
      Su quelli umoristici, a mio parere, è meglio non tirarla per le lunghe: più è breve e meglio è.

  2. CervelloBacato
    17 aprile 2013 alle 18:23 Rispondi

    Beh, un esempio simile potrebbe essere Due minuti a mezzanotte, che è a puntate e che ”bisogna” seguire per capirlo. Oppure sì, lo si può leggere tutto d’un fiato quando ti pare. Quindi lo seguirei un racconto a puntate. Per quanto riguarda il scriverlo, ne ho iniziato a pubblicare uno giusto oggi sul blog xD Vedi te i casi della vita.. E quindi vedrò come andrà a finire tra due settimane ;)

    • Daniele Imperi
      17 aprile 2013 alle 18:42 Rispondi

      Quindi stai scrivendo di getto senza un progetto dietro?

      • CervelloBacato
        17 aprile 2013 alle 21:13 Rispondi

        No no! Ho scritto un racconto sulle 6000 parole da un bel po’ di tempo, soltanto ho deciso di pubblicarlo a pezzi ;) Un esperimento! Il progetto dietro c’è, e anzi, il racconto in sé fa parte di un ”universo” più vasto che sto cercando di scrivere… Col tempo si vedrà!

  3. Neri Fondi
    17 aprile 2013 alle 18:27 Rispondi

    Io sono dell’idea che per i racconti a puntate sia meglio puntare sulla brevità dei singoli episodi. Leggere troppo a lungo su una piattaforma come un blog, alla lunga stanca. Per lo meno io lo trovo molto stancante, e mi capita di perdere l’attenzione.

  4. MikiMoz
    17 aprile 2013 alle 19:26 Rispondi

    Ciao!
    Io in passato (2007 e 2011) ho scritto racconti a puntate sul mio blog (rispettivamente di 10 e 5 episodi), all’epoca il blog non era trafficato come adesso ma ho notato che di tanto in tanto qualcuno va a rileggersi quelle storie :)
    Di recente un racconto singolo è stato in testa alla top five per due mesi, invece.

    Bell’articolo, bel blog :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      18 aprile 2013 alle 09:09 Rispondi

      Ciao e benvenuto.
      Grazie :)

      • MikiMoz
        18 aprile 2013 alle 11:46 Rispondi

        Grazie mille :)
        Il tuo blog mi piace molto, e sebbene io sia un blogger che fa sempre di testa sua, passerò di qui a leggere i tuoi consigli ;)

        Moz-

        • Daniele Imperi
          18 aprile 2013 alle 11:48 Rispondi

          Grazie :)
          Fare di testa propria non è sempre sbagliato :D

          • MikiMoz
            18 aprile 2013 alle 14:16

            E’ la mia filosofia: a volte si prendono capocciate assurde, ma almeno non hai rimpianti XD
            Torno a trovarti!

            Moz-

  5. Il Moro
    17 aprile 2013 alle 19:27 Rispondi

    Un racconto a puntate rientra tra i progetti più prossimi. Penso che mi servirò della piattaforma Incipit. Per ora sto seguendo un po’ di quello che già c’è per capire bene come funziona.

  6. Cristiana Tumedei
    17 aprile 2013 alle 19:36 Rispondi

    Sai già come la penso a riguardo. A me non dispsiacerebbe leggere un racconto a puntate, purché ben strutturato e stimolante. Ma sono certa che avrai già considerato questi aspetti :)

    • Daniele Imperi
      18 aprile 2013 alle 09:11 Rispondi

      Sì, la struttura conta e anche lo stimolo. Vedremo cosa riuscirò a combinare :)

  7. franco zoccheddu
    17 aprile 2013 alle 20:58 Rispondi

    Perchè non promuovi un esperimento di scrittura “a più mani”?
    Ma non del tipo “io un capitolo, tu il seguente, etc”, no: del tipo che ognuno scrive la parte di un personaggio, o la parte di una ambientazione particolare. Insomma: una ragionata suddivisione di compiti, più che una suddivisione meramente quantitativa. Forse travalica i tuoi orizzonti ma sarebbe, come dicono i ragazzi?, “fico”?

    • Daniele Imperi
      18 aprile 2013 alle 09:12 Rispondi

      Ho capito che intendi. In un certo senso tempo fa avevo pensato a qualcosa del genere. Non so, devo pensarci ma grazie del suggerimento :)

  8. Salomon Xeno
    17 aprile 2013 alle 21:07 Rispondi

    Ho partecipato all’iniziatica che cita più sopra CervelloBacato, ma ritengo che una round robin sia una bestia di genere diverso. Il racconto a puntate – ci ho pensato senza mai concretizzare – secondo me si regge bene se c’è un lavoro dietro. Secondo me una novelette o una novella si possono tranquillamente pubblicare a puntate, se la loro struttura lo consente. Credo anche che sia l’unico modo in cui riesco a leggere narrativa lunga sul web – questo o un comodo ebook, ovviamente.
    Chi ha problemi con l’incompiuto, può sempre attendere l’episodio conclusivo e leggere tutto insieme, come anch’io ho fatto un paio di volte! ^^

    • Daniele Imperi
      18 aprile 2013 alle 09:13 Rispondi

      Sì quel progetto è diverso. Ok, mi studierò qualcosa, o meglio lavoro sulle due idee che ho :)

  9. KINGO
    18 aprile 2013 alle 11:37 Rispondi

    Il mio modesto parere e’ che dividere un racconto di 10000 parole in tanti piccoli episodi sia una scelta infruttuosa. le prime due puntate sarebbero seguite, poi inevitabilmente l’attenzione calerebbe, e la gente leggerebbe i post tutti insieme una volta terminato il racconto.
    Invece, se scrivi una novella, il discorso cambia: in pratica, il primo episodio dovrebbe servire a presentare i personaggi, e poi ogni volta dovresti proporre un racconto autoconclusivo, con protagonisti sempre gli stessi personaggi, e in cui, oltre agli avvenimenti del singolo episodio, ci sia anche un piccolo avanzamento nella trama generale. In questo modo credo che avresti successo, perche’ ogni volta ci sarebbe qualcosa di nuovo, ma al contempo avresti il beneficio di far affezionare i lettori ai personaggi.

    • Daniele Imperi
      18 aprile 2013 alle 11:39 Rispondi

      10000 parole posso stare tutte insieme. Nel racconto che sto studiando sto facendo in un certo senso così: storia unica, ma vari racconti autoconclusivi.

  10. gardentourist
    18 aprile 2013 alle 13:14 Rispondi

    Un quotidiano mi dura tre giorni, un romanzo una settimana: potrei dire che da qualche anno in qua tutto è un racconto a puntate… io non mi preoccuperei tanto della forma narrativa in sé (non lanciatemi anatemi, ma la logica non è forse simile a quella dei telefilm?) ma della struttura della storia. La prendo forse un po’ larga per spiegare come mi piacerebbe che fosse questa storia unica con vari racconti autoconclusivi (tenersi forte, prego): hai presente gli esercizi di stile di Queneau? A parte il fatto che, in sé, sarebbe un’idea perfetta per un blog (magari ce n’è già mille!), credo che riesca a tenere incollati pagina dopo pagina proprio perché l’oggetto delle infinite declinazioni stilistiche è al tempo stesso semplice e inafferrabile. Al punto che si accoglie ciascuna versione dello stesso fatto come se fosse un nuovo pezzo del puzzle. Scusa, in effetti l’ho presa così larga che potevo dividere il commento in puntate… in sintesi: un quadro apparentemente chiaro della storia, che però si rivela incoerente o ingiustificata per il modo in cui viene raccontata e spinge a seguire le tracce (i singoli racconti) per mettere alla prova lei e la nostra intelligenza.
    P.S. Il lato positivo di questo commento è che puoi già contare su una lettrice moralmente obbligata a seguire tutte le puntate!! :-)

    • Daniele Imperi
      18 aprile 2013 alle 13:23 Rispondi

      Non conoscevo quegli esercizi di stile, ma non riuscirei a leggere la stessa storia pur raccontata in stili diversi.
      Non credo però di aver capito cosa intendi… :)
      Grazie, comunque, per essere una futura lettrice. La mia idea, per ora, è una storia dipanata in varie epoche, collegate una all’altra.

  11. Valentina Bertani
    18 aprile 2013 alle 13:57 Rispondi

    A me sembra un’ottima idea, Daniele. Come lettrice, leggo molto volentieri i racconti a puntate. Infatti sono un’assidua frequentatrice delle piattaforme THe iNCIPIT e 20lin.es, che sul racconto a puntate hanno basato il concetto stesso della piattaforma. Come scrittrice, ne sto scrivendo uno io stessa, su THe iNCIPIT; per chi invece mi segue sul blog, lo ripubblico a distanza di una settimana, in corrispondenza al nuovo episodio su THe iNCIPIT. Ho buoni riscontri sia su THe iNCIPIT che sul blog, anche se la mia storia è un po’ di nicchia, quindi ho pochi followers, rispetto ad altre storie più ‘mainstream’.
    Se vuoi dare un’occhiata trovi la mia storia qui: http://www.theincipit.com/author/s3rafina/. L’ordine di lettura è Alchimista > Terra > Gaia > Mondo. Ogni racconto non supera le 4000 battute e conta 10 episodi (limiti imposti dalla piattaforma). Se invece preferisci leggerla sul blog, la trovi qui: http://ilquadernodisofia.blogspot.it/search/label/Alchimista.
    Dietro c’è un progetto ben definito. Trama, personaggi, mondo, ogni cosa è frutto di una certa pianificazione; anche se lascio sempre un po’ di spazio all’invenzione libera. Non si sa mai.

    • Daniele Imperi
      18 aprile 2013 alle 14:42 Rispondi

      Bene, allora sono tutti concordi sui racconti a puntate :)
      Vedremo che esce fuori.

  12. Romina Tamerici
    7 maggio 2013 alle 23:58 Rispondi

    Sui blog fatico a leggere i racconti troppo lunghi. L’impaginazione è un po’ stancante spesso. Per questo credo che se dovessi pubblicare un racconto lungo lo dividerei a puntate, però temo che il lettore perda il filo, quindi preferisco evitare testi lunghi o spezzettati, se non necessario.

    Con una rubrica (La chiamavano Luciferina) avevo fatto dei dialoghi a puntate e avevo inserito i link alle parti precedenti e una frase di raccordo tra le varie parti.

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