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Scrivere post usando le mappe mentali

Mappe mentali

Molte volte ho detto che per ogni post se ne possono scrivere dieci, ma non avevo mai usato le mappe mentali, diciamo anzi che ho sparato quella sentenza perché spesso mi sono nate idee da post che avevo scritto e volevo spingere i lettori a sforzare la mente.

Oggi però ho deciso di passare dalle sentenze sparate ai fatti concreti e vi dimostrerò come è facile trovare idee per scrivere articoli per il vostro blog usando le mappe mentali. Non parlerò di cosa siano, perché in rete è pieno di informazioni, anche storiche, su questa tecnica. In breve si tratta di trovare una serie di parole (concetti) associate a una parola di partenza.

Usare le mappe mentali a partire dalle categorie

Ho accennato che sto creando un nuovo blog. In realtà è la totale ristrutturazione di un vecchio progetto – anzi, diciamo chiaramente che sarà una totale demolizione e successiva ricostruzione – e per lo sviluppo del blog sto usando le mappe mentali.

Le ho già usate, anzi. Ho stabilito di quali argomenti volessi parlare – 3 in tutto – e quegli argomenti sono le mie categorie – diciamo ancora la verità: il blog ne aveva quattro, una è stata eliminata e un’altra sostituita.

Su un foglio ho scritto i nomi delle tre categorie e ho trovato dei temi da collegare. In pochi minuti avevo segnato oltre 50 articoli da scrivere complessivamente.

In questo caso credo che il lavoro sia facile: in fondo c’è un tema generico a cui dobbiamo associare dei sottotemi. Come potete vedere in figura, ho ipotizzato un blog sulla birra e ho trovato, per la categoria Produzione, in 3 minuti di brainstorming mentale 10 post ideali.

Mappe mentali

Usare le mappe mentali a partire dai post

E dopo questa sentenza di verità assoluta passiamo ai fatti. Abbiamo visto come trovare idee per articoli usando le mappe mentali su ogni categoria del nostro blog. Adesso il gioco si fa più difficile, perché dobbiamo prendere un post a caso e trovarne dieci (10) associati.

Non pensate al lato negativo e difficile della questione, pensate a quello positivo e risolutivo: se avete pubblicato nel vostro blog 400 post, significa che potenzialmente ne potete trovare altri 4000 da scrivere. Il vostro blog non chiuderà mai e passerà in eredità ai vostri nipoti.

Per il nostro esperimento ho scelto il post “Come produrre birra in casa” e nel giro di 7 minuti ho trovato dieci articoli correlati da scrivere, come mostrato in figura.

Mappe mentali

Ho voluto fare un’altra prova, prendendo il post “Quali ingredienti per la birra?” e trovando in 6 minuti altri dieci articoli da scrivere. No, il mio nuovo progetto web non riguarda la birra.

Mappe mentali

Come usare le mappe mentali per scrivere

Come consigliano molti esperti, è meglio scrivere a mano e su un foglio di carta. Ho trovato in rete alcuni strumenti che ti permettono di creare mappe mentali, in cui puoi inserire testo e anche immagini. Il problema di questi strumenti? Secondo me perdi solo tempo, impieghi di più, ti distrai – perché sei online, appunto – e non riesci a essere spontaneo.

Il bello delle mappe mentali è proprio questo: la spontaneità. Scrivere di getto tutte le parole che ti vengono in mente o, come nel nostro caso, tutti i possibili titoli di post. Magari non saranno validi tutti quelli che scriverete, ma la maggior parte sì.

E così ho fatto. Ho scritto su un pezzo di carta la parola Produzione all’interno di un rettangolo, ho tracciato una linea e alla fine ho scritto “La birra nell’Antica Roma” e così via per tutti gli altri titoli. Forse la difficoltà sta nel trovare il primo post, ma man mano che si va avanti il quadro della situazione appare più chiaro e gli stimoli aumentano.

Chi usa mappe mentali?

Avete mai usato la tecnica delle mappe mentali per trovare idee da scrivere nel vostro blog?

29 Commenti

  1. Marco
    9 ottobre 2013 alle 08:08 Rispondi

    No, mai usate. Mi riprometto sempre di provare, ma finisco sempre col rimandare, e alla fine non faccio niente.

    • Daniele Imperi
      9 ottobre 2013 alle 08:09 Rispondi

      Ciao Marco.

      Io non le ho usate ancora per Penna blu, ma ora provo. Inizia oggi col post che hai pubblicato, allora ;)

  2. Giuseppe Vitale
    9 ottobre 2013 alle 09:47 Rispondi

    Hai colto Daniele una delle principali potenzialità delle mappe mentali: da ogni concetto si può sviluppare una mappa in un processo che è, in pratica, infinito. Da quando le conosco non ne faccio a meno per pressoché qualsiasi attività, compreso i post che scrivo. Le uso quasi sempre e, a volte, produco post in cui c’è sia la versione mappa mentale dello stess post sia quella tradizionale scritta. Perché penso che uno dei vantaggi delle mappe, pensate per essere mostrate, è quella di offrire immediati e personalizzati modi per usufruire delle informazioni prodotte. In altri termini sono io lettore che con uno sguardo decido cosa mi interessa, che percorso faccio, quando termina la mia interazione. Ci spostiamo, quindi, dal tragitto diacronico di un post verticale che procede dall’alto verso il basso a un altro che è sincronico, orizzontale. Sfruttando, in questo modo, i meccanismi stessi che usano i neuroni per organizzare il pensiero. Ne traggono molto giovamento, tra l’altro, tutti coloro che hanno problemi nel leggere, come i dislessici. Vantaggi che aumentano in modo esponenziale se si usano le immagini colorate, come consiglkia di fare Tony Buzan, il papà delle mappe mentali. Ma anche quando non viene mostrata la mappa mentale usata per organizzare un post è davvero un potente strumento sia per le idee, come tu Daniele ci mostri, sia per organizzare il post stesso, in tutte le sue fasi, dall’ideazione alla distribuzione. Svolge, quindi, un ruolo di mediazione tra l’informalità del pensiero e la sua precisazione ed organizzazione senza far perdere ad esso le caratteristiche di sponteaneità e freschezza che tutti apprezziamo. Lunga vita alle mappe mentali!

    • Daniele Imperi
      9 ottobre 2013 alle 12:18 Rispondi

      Interessante usarle anche dentro il post. Puoi mostrarmi un esempio?

  3. Scrivere post usando le mappe mentali | Mappe d...
    9 ottobre 2013 alle 09:51 Rispondi

    […]   […]

  4. Gioia
    9 ottobre 2013 alle 10:27 Rispondi

    Sinceramente non ci ho mai pensato, ma come forse avrai già capito, mi piace provare (meno male che son parole e non composti chimici!).

    La trovo un’idea, non solo utile dal punto di vista del blog, soprattutto dal punto di vista mentale. In un certo senso ti sprona a sfruttare la fantasia, a “spremere” le meningi come diceva il mio prof.

    Grazie, ottimo consiglio, come sempre :D

    • Daniele Imperi
      9 ottobre 2013 alle 12:19 Rispondi

      Fammi sapere come ti troverai, allora :)

      • Gioia
        9 ottobre 2013 alle 12:57 Rispondi

        Ho fatto una prova immediata: carta e penna, in un batter d’occhio son saltati fuori 10 nuovi post. Adesso devo solo appuntare i successivi 10 sotto – post per un tot di 100 post.
        Si riconfermo ciò che ho detto prima, a mio parere ottimo consiglio!

  5. Alfredo
    9 ottobre 2013 alle 11:14 Rispondi

    Non ho ancora provato ad usare le mappe mentali per un motivo molto semplice: non ho ancora un blog. Tuttavia questo articolo mi fornisce delle informazioni molto utili alla creazione del mio primo blog, già in fase di lavorazione.
    Grazie Daniele!

    • Daniele Imperi
      9 ottobre 2013 alle 12:19 Rispondi

      Ciao Alfredo, bene, allora buon lavoro e spero possano esserti utili.

  6. Patrizia Pisano
    9 ottobre 2013 alle 12:01 Rispondi

    Ciao, Daniele :)
    Sì, uso le mappe mentali. Non da moltissimo tempo e devo ancora imparare a sfruttarle al meglio. Le uso per post più complessi e per progetti di scrittura più articolati. Fondamentali quando si scrive un libro, un eBook, un report… Perfette quando non si hanno le idee chiare, ma vanno benissimo anche per andare a caccia di idee. Insomma, possono fare ordine o generare caos, ma caos creativo ;)
    Grazie per l’utile post.

    • Daniele Imperi
      9 ottobre 2013 alle 12:21 Rispondi

      Ciao Patrizia,

      vero, sono utili anche per libri e ebook. Inizierò a usarle anche per un racconto e vediamo che esce fuori.

      • Patrizia Pisano
        9 ottobre 2013 alle 12:54 Rispondi

        Bella sfida! Uscirà fuori qualcosa di buono, sicuramente. Credo sia soltanto questione di pratica. Per chi le usa da tempo è diventato un metodo di lavoro e tutto passa prima per le mappe mentali…

  7. MikiMoz
    9 ottobre 2013 alle 12:11 Rispondi

    Io spesso uso le pippe mentali, non le mappe mentali, per i miei post :p
    A parte gli scherzi, diciamo che io, da vero confusionario, uso un sistema analogo ma senza troppa disciplina.
    Le cose le “pesco” anche per serendipità, magari penso ad una cosa e me ne viene in mente un’altra, correlata ma non troppo… E poi segno tutto sul taccuino. Finora è andata bene così… forse è il mio metodo :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      9 ottobre 2013 alle 12:23 Rispondi

      Anche io trovo idee per associazioni di parole e concetti, che magari nulla c’entrano col post che devo scrivere…

      Sì, forse hai trovato il tuo metodo.

  8. Attilio Nania
    9 ottobre 2013 alle 12:13 Rispondi

    uso le mappe mentali per quasi tutti gli aspetti della mia vita.
    Ora che ho deciso di gestire un blog, probabilmente le usero’ anche per quello.

    • Attilio Nania
      9 ottobre 2013 alle 12:15 Rispondi

      Va beh, scusa la minuscola a inizio commento, me ne sono accorto mentre lo inviavo.

      PS: Noto con piacere/dispiacere che ogni volta che lascio su questo blog un commento aggressivo o provocatorio non ottengo risposta.

    • Daniele Imperi
      9 ottobre 2013 alle 12:25 Rispondi

      Non saprei proprio come usarle per altri aspetti, sinceramente…

      Di quali commenti aggressivi parli? Io credo di aver sempre risposto, ma non mi pare di averne letti da te.

      • Attilio Nania
        9 ottobre 2013 alle 12:32 Rispondi

        Le mappe mentali sono utili ogni volta che c’e’ da trovare idee. Oppure quando devi parlare in pubblico, o spiegare qualcosa a qualcuno.
        Insomma, ogni volta che ti serve espandere un concetto iniziale. Allo stesso modo, infatti, ogni volta che tu da un post ne tiri fuori 10, tendi ad addentrarti nello specifico, mentre il post di partenza era piu’ generale.

        I miei commenti provocatori di solito sono sui guest post. Come l’ultimo del signor Girardi, per intendersi.

        • Daniele Imperi
          9 ottobre 2013 alle 13:14 Rispondi

          Ma sono sempre scritte, giusto? Ci proverò.

          Ora vado a leggere il post aggressivo :)
          Ma Andrea ha poco tempo a disposizione, è per quello che non ti ha risposto.

  9. Che bella cosa le mappe mentali! - di patrizia pisano
    9 ottobre 2013 alle 12:15 Rispondi

    […] Per aggiornare questo post, te ne segnalo uno interessante che ha scritto Daniele Imperi. Ti suggerisce come usare le mappe mentali per scrivere un post: Scrivere post usando le mappe mentali  […]

  10. Alessandro Madeddu
    9 ottobre 2013 alle 13:22 Rispondi

    Non ho mai tracciato lo schema, ma su un blog serio, il paese degli Sputnik, ho usato questa tecnica per approfondire un argomento, la leggenda dei cosmonauti perduti. Devo dire che ha funzionato ottimamente: i post sembrano anche ben indicizzati. Gli approfondimenti possibili sono virtualmente infiniti.

    • Daniele Imperi
      9 ottobre 2013 alle 13:32 Rispondi

      È vero, potenzialmente potresti arrivare all’infinito, ma sicuramente ti allontanerai troppo dal tema principale.

  11. Loredana Gasparri
    9 ottobre 2013 alle 19:29 Rispondi

    No, non ancora. Non pensavo nemmeno di poterlo fare, in questo caso…ma ci provo, sono curiosa di vedere cosa tiro fuori. Grazie!

  12. Alessia
    10 ottobre 2013 alle 12:28 Rispondi

    Sono della fazione per “scrivo di getto al pc e poi revisiono”.
    Scrivere un post o un racconto a mano per me significa perdere molto della velocità di elaborazione. Così scrivo di getto e poi limo smussando angoli su angoli. Però, e qui mi collego al tuo post, quando devo prendere appunti, scrivere la bozza di un personaggio o segnare i punti focali di una scena, carta e penna sono gli unici alleati. Ti accorgi se tutto fila, le falle, i punti forti e i punti deboli. Le storie migliori nascono da una bozza su carta.
    Le tue mappe mentali, dunque, sono davvero un ottimo input. E’ un’idea interessante, perché comporta anche una revisione di quanto già scritto. Sin dalla partenza, si ha una chiave di lettura: il post-madre. Da qui, dalla sua rilettura, emergono altri spunti, altre riflessioni, magari una sua revisione iniziale.
    Ora non mi resta che tentare di trovare quei famosi 10 post… ne sarò in grado?

  13. Leonardo Guerrini
    10 ottobre 2013 alle 14:39 Rispondi

    Durante un corso sulla scrittura che ho recentemente tenuto, ho proposto le mappe mentali da usare nella fase di progettazione del testo. Un paio di corsisti, poi, mi hanno detto che i loro figli dislessici a scuola apprendono tramite le mappe mentali.

    • Daniele Imperi
      10 ottobre 2013 alle 15:03 Rispondi

      Ciao Leonardo, benvenuto nel blog.

      Avevo letto da qualche parte che i dislessici le usano, infatti.

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