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Scrivere post ogni giorno: il mio metodo

9 fattori che migliorano la produttività di un blogger

Scrivere post ogni giorno

Era da tempo che volevo scrivere questo articolo. Rimandavo sempre perché ero convinto di non aver nulla da dire. Eppure io scrivo un post al giorno per il mio blog e alcune volte, specialmente nel fine settimana – almeno dʼestate, quando abbandono la montagna per via del caldo – anche due.

Dietro questa produttività cʼè sicuramente la passione per questo blog e per i vari argomenti che tratto. Cʼè anche lʼesperienza, ma cʼè anche un metodo. Così mi sono messo davanti a un nuovo file di testo e ho buttato giù i vari fattori che mi permettono di scrivere almeno un articolo al giorno per il blog.

Idee, idee, idee

Trovare sempre nuove idee per il blog è ovviamente il primo passo per scrivere articoli. Senza idee non nascono post. Senza idee non esiste il blog. Da questo punto di vista sono fortunato: ho sempre idee nuove per scrivere post.

Ma è davvero fortuna? No, la fortuna non esiste, è solo il nome che diamo a qualcosa che non possiamo comprendere. Ho scritto già che metodi uso per avere idee. Lʼultimo dei metodi lʼho chiamato “manna dal cielo”, ma ho poi scoperto che Demian Farnworth di Copyblogger le ha definite idee illegittime.

Domanda numero 1: come trovate idee per i vostri post? Avete letto il mio articolo sui miei metodi?

Lʼimmancabile calendario editoriale

Senza calendario editoriale non esiste blog. Oggi è la giornata delle sentenze. Qual è il vero significato del calendario? Sapere sempre cosa scrivere. Ma le utilità del calendario editoriale nel blog sono anche altre e ne ho parlato in un altro post.

Non saprei davvero come gestire il blog senza quel calendario. Ho detto più volte che per me è soltanto un semplice elenco dei giorni della settimana in cui pubblico e su cui segno a fianco del giorno il titolo provvisorio del post.

Questo elenco mi permette di non sforzarmi a cercare idee su cosa scrivere. So già che scrivere. Scorro lʼelenco e dico: “ecco, adesso tocca a questo post”.

E la creatività e la spontaneità dove la mettiamo? La creatività non cʼentra nulla con lʼorganizzazione. E la spontaneità non viene a mancare, perché io scrivo sempre in modo spontaneo.

Non fraintendetemi però: capita che non mi interessi più un titolo che ho proposto nel mio calendario, così lo tolgo e metto da parte, sostituendolo con un altro, magari con una nuova idea nata da poco.

Scrivere senza correggere

Ne avevo parlato tempo fa, ma è un consiglio che danno molti autori. Io rileggo il post soltanto alla fine. Prima avevo il vizio di rileggere in continuazione, perdendo un sacco di tempo.

Adesso invece scrivo senza nemmeno correggere gli errori che faccio. Il mio file è sempre pieno di sottolineature rosse del correttore automatico. Non perdo il filo del discorso e posso scrivere più velocemente. Soltanto in revisione correggo gli errori, miglioro la scrittura, inserisco i grassetti.

Velocità di scrittura

Imparare a scrivere senza guardare ci fa scrivere più rapidamente. Da tempo riesco a scrivere senza quasi più guardare i tasti della tastiera. Un occhio ce lo butto, non sono certo un campione di dattilografia.

Aumentare la velocità di scrittura, comunque, ci fa risparmiare tempo e ci permette di scrivere post in pochi minuti. Online si trovano anche dei test che misurano la nostra velocità di battitura.

Eliminare le distrazioni

Ho scoperto una cosa: scrivo più velocemente quando non sono connesso a internet. Ne avevo parlato in un altro post. Quando scrivo nella casa di campagna di famiglia, dove non cʼè connessione, impiego almeno il 40% in meno del tempo rispetto a quando scrivo da casa, con internet sempre a disposizione. Certo, posso staccare tutto, ma chi si ricorda di farlo?

Ma non è solo questa la distrazione. Cʼè anche il conteggio delle parole, un altro vizio che ho e che sto eliminando.

Scaletta e mappe mentali

Sono sempre utili? Di questo parlerò in un altro articolo. Di sicuro, però, ci aiutano a creare i nostri post in tempi più rapidi, perché ci danno la struttura dellʼarticolo, ci indicano quali sono i temi da affrontare nel post.

Grazie alla scaletta io posso iniziare a scrivere i miei articoli dal punto che mi ispira di più e scrivere lʼintroduzione alla fine, come accade molte volte. Spesso salto da un sottotitolo allʼaltro e in questo modo non mi blocco, ma scrivo continuamente.

Lʼimportanza di un linguaggio semplice

Linguaggi ricercati, stili barocchi e periodi contorti non fanno perdere tempo soltanto al lettore, ma anche al blogger che scrive. Quanto impiega a scrivere articoli in quel modo? E quanto invece usando un linguaggio alla portata di tutti?

Online specialmente dobbiamo adottare un linguaggio semplice, anche se con uno stile personale. Scrivere frasi brevi, discorsive, conversazionali non significa scrivere come quando parliamo, in modo sgrammaticato, ma scrivere per farci capire allʼistante.

Il blogging narrativo

Raccontare ti fa scrivere in modo più naturale e veloce. Il blogging accademico non è più da prendere in considerazione. Adesso il pubblico vuole sentire la voce reale del blogger e conoscere la sua esperienza.

Da quando scrivo post raccontando la mia esperienza o le mie riflessioni o i miei problemi riesco a scrivere in modo più veloce e sicuro. Non significa scrivere una storia, anche se in realtà stiamo scrivendo una nostra storia personale coi nostri articoli, non è però narrativa, ma soltanto un approccio narrativo al blogging.

Pratica, pratica, pratica

Più scrivi e più migliori, cʼè da dire di più? È un consiglio che conosciamo molto bene e che è sempre utile. A forza di scrivere post riusciamo a scrivere con più sicurezza e terminare i post senza trovare ostacoli nella scrittura.

Leggo che molti hanno difficoltà a scrivere un post, che hanno unʼidea ma non riescono a tradurla in parole o ad arrivare fino alla conclusione. Cʼè soltanto un modo per scrivere un post: scriverlo. Nessuno nasce imparato, con un post già pronto sulle labbra. La pratica è la nostra maestra principale.

Questo è il mio metodo per scrivere post ogni giorno, un metodo collaudato perché lo uso sempre, come sempre scrivo uno o due articoli al giorno.

Voi come ve la cavate? Quanti post a settimana riuscite a scrivere e quali difficoltà trovate nella creazione di contenuti per il vostro blog?

47 Commenti

  1. Grilloz
    22 ottobre 2015 alle 07:45 Rispondi

    A proposito di velocità di scrittura, avevo trovato tempo fa un software carino che serviva ad esercitarsi nella dattilografia, se a qualcuno può interessare stasera guardo sul pc, dovrei ancora averlo da qualche parte.
    Per il resto mi paiono spunti condivisibili, poi, non avendo un blog, non li posso testare :P

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2015 alle 10:50 Rispondi

      Lo avevo visto anche io, non ricordo dove.
      Puoi testarli su qualche social :)

    • Salvatore
      24 ottobre 2015 alle 21:15 Rispondi

      Ce n’è uno per il mac? Magari free e in italiano…? :)

  2. Chiara
    22 ottobre 2015 alle 08:49 Rispondi

    Io non ho alcuna difficoltà a trovare i contenuti. Anche se non decido a priori cosa pubblicare e quando, ho l’abitudine di salvare in blogger una pagina vuota con un titolo provvisorio. Quando è il momento di aggiornare, scorro la lista e scelgo il post, evitando di ripetermi rispetto a quelli precedenti. A volte, però, ho anche “folgorazioni momentanee” che mi fanno rivedere completamente i piani.
    Anche io rileggo solo alla fine, a meno che non sia interrotta e non debba riprendere il filo. La tastiera non la guardo più da anni. E il linguaggio che uso è quello che mi viene più naturale. Quanto alla scaletta, ho iniziato a farla da poco e devo dire che è un grande aiuto.
    Dimentichi però un fattore fondamentale per poter scrivere un post al giorno: IL TEMPO! Con il lavoro che faccio e la mia vita da pendolare, è assolutamente impensabile. Ma cerco comunque di fare del mio meglio. :)

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2015 alle 10:52 Rispondi

      Le folgorazioni momentanee fanno modificare il calendario anche a me, come è successo al post di lunedì prossimo che è stato sostituito da un altro.
      Per ottimizzare i tempi potresti rimediare un programma vocale che registra la tua voce e poi la trasforma in testo scritto. Esiste, ma non so qual è.

      • Chiara
        22 ottobre 2015 alle 21:45 Rispondi

        Non credo che uno strumento del genere farebbe al caso mio: mi toglierebbe il divertimento della scrittura! :)

        • Daniele Imperi
          23 ottobre 2015 alle 13:40 Rispondi

          Sì, vero, non lo userei neanche io :)

  3. Salvatore
    22 ottobre 2015 alle 09:13 Rispondi

    Da quest’anno anch’io ho iniziato a usare il calendario editoriale: non riesco più a farne a meno: diventa troppo complicato senza. Purtroppo, invece, non riesco ancora a scrivere tutto d’un fiato, senza correggere le sottolineature rosse. Mi distraggono e devo correggerle prima di poter continuare. Imparare la dattilografia è certamente utile (e ci sto lavorando; ci sono programmini utili su internet). Tuttavia la distrazione non è solo internet, ma anche l’ambiente in cui si vive o si scrive e su questo (sui vicini intendo) non è che si può fare molto…

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2015 alle 10:53 Rispondi

      Secondo me se decidi di pubblicare con costanza, allora il calendario ci vuole.
      Correggere anche per me era naturale, ma ho visto che si perde più tempo che non farlo alla fine.
      L’ambiente influisce molto sulla distrazione, è vero.

      • Chiara
        22 ottobre 2015 alle 21:47 Rispondi

        Io di sottolineature rosse ne ho veramente poco. Se torno indietro è per vedere come è “uscita” la frase: sbagliatissimo, secondo me.

        • Daniele Imperi
          23 ottobre 2015 alle 13:41 Rispondi

          Sì, è sbagliato perché perdi tempo e magari anche il filo del discorso.

  4. Kya
    22 ottobre 2015 alle 09:57 Rispondi

    La cosa dell’approccio narrativo e accademico è tanto banale quanto illuminante.
    Per il tipo di sito che sto mettendo su, penso che l’approccio accademico in alcuni casi sia inevitabile (manuali e istruzioni per l’uso di software, consigli su come creare un determinato componente del corso), ma probabilmente posso sempre arricchirlo con qualcosa di mio per sembrare meno fredda.
    In fondo è così anche per i social network :) retwittare senza personalità non paga, inserire il proprio commento aumenta le possibilità di condivisione.
    Inserire foto “finte” prese da altri su Instagram? Vuoi mettere con lo scattare foto di te e del tuo lavoro?
    Su Facebook invece sono ancora in fase di studio, usando solo la mia disabitata fanpage e nemmeno solertemente.
    Scusa la digressione :) era per dire che la narrazione vince, sul blog come altrove. La gente vuole contatto ed esperienze, non fredde istruzioni per l’uso.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2015 alle 11:01 Rispondi

      Secondo me bisogna vederla così: un conto è l’argomento di tipo accademico, come guide, ecc., e un altro è scrivere in molto accademico.
      La narrazione vince sempre, certo, ma bisogna anche saper narrare. Proprio oggi ho letto un post che evidenziava come una semplice foto a scopo promozionale non avesse nulla di narrazione.

      • Kya
        23 ottobre 2015 alle 10:30 Rispondi

        Ho letto anch’io quel post e il tuo relativo commento :) molto interessante e devo dire che spesso l’ho pensato pure io, guardando certi profli social.
        Secondo te, storyteller si nasce o si diventa?
        C’è qualche “studio” o lettura interessante in cui sei incappato che dia spunti utili?
        A parte il talento naturale, leggere molto, scrivere e allenarsi…che ovviamente restano la parte fondamentale.

        • Daniele Imperi
          23 ottobre 2015 alle 13:46 Rispondi

          Storyteller alla fine significa scrittore :)
          Libri sullo storytelling? Puoi provare Manuale di storytelling di Andrea Fontana.

          • Kya
            24 ottobre 2015 alle 09:43 Rispondi

            Grazie, lo cercherò :)

  5. Kya
    22 ottobre 2015 alle 09:59 Rispondi

    (Per quanto riguarda il resto, sono messa malissimo, finché non ho un weekend libero per portarmi avanti con i post non uscirò mai da questa spirale mortale della mancanza di tempo…)

  6. MikiMoz
    22 ottobre 2015 alle 12:17 Rispondi

    Io ho riscoperto -facendo gli esperimenti in attesa della decima stagione- la gioia di un’anarchia che mi mancava da troppi anni.
    Solo nelle prime due annate scrivevo ogni volta che ne avevo bisogno, oggi mixando il tutto con un calendario editoriale mi ritrovo a non faticare se ci sono post quotidiani e anzi ho dato libero sfogo totale e succede che ne metta anche più di uno al giorno!
    L’ispirazione? La totale libertà, e tutto ciò che mi succede e che vedo/leggo/ascolto.
    Più un bel serbatoio di post già segnati sul MozTaccuino (tra cui anche il guest per te, che -giuro- ti mando entro novembre!)^^

    Moz-

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2015 alle 12:23 Rispondi

      Più di uno al giorno non voglio più pubblicarne. Una certa anarchia me la concedo anche io, nel senso che sposto senza problemi post programmati se reputo qualcosa di urgente da dire.
      E vediamo se mi mandi quel benedetto guest post :D

  7. Barbara
    22 ottobre 2015 alle 12:36 Rispondi

    1. Un post al giorno? Mi fate paura…
    2. Il calendario editoriale me ne fa di più
    3. Finirà che cercando di star dietro ad un calendario editoriale, non terminerò più quel benedetto romanzo??
    4. Fasciamoci la testa un po’ per volta. Intanto le ferite gravi (mettere in piedi sto povero blog con i post di partenza). E poi…vedremo. Navigo a vista o seguo le stelle. :)

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2015 alle 12:38 Rispondi

      1. Siamo qui per spaventarti :D
      2. Male
      3. No, non c’entra nulla il calendario editoriale col romanzo
      4. Scegli una pubblicazione leggera, magari 1 o 2 post a settimana

  8. Barbara
    22 ottobre 2015 alle 12:42 Rispondi

    Nel mio caso, il problema è la gestione del tempo, più che lo scovare i contenuti.. Uno a settimana ce la dovrei fare.

  9. Giulia
    22 ottobre 2015 alle 13:28 Rispondi

    Grazie dei consigli! Cercherò di metterli in pratica, anche se mi conosco e so quanto io sia brava a procrastinare. Fortunatamente sono così solo con i miei hobby e non sul lavoro :)

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2015 alle 14:01 Rispondi

      Procrastinare è una delle bestie più brutte con cui hanno a che fare i blogger :)

  10. Andrea Torti
    22 ottobre 2015 alle 13:39 Rispondi

    Ottimi spunti di riflessione!
    Personalmente evito di scrivere un post al giorno – preferisco dare a ciascun post il tempo di farsi leggere e “ruminare” dai visitatori – ma credo che questi consigli, in particolare per quanto riguarda la velocità di scrittura e l’allontanare le distrazioni, possano essere utili a tutti.
    Un metodo che sto sperimentando per non restare a corto di idee è la costruzione di una vera e propria serie di post legati da un tema comune: ad esempio, da qualche settimana sto portando avanti un filone sulle “nuove parole” che troviamo sul Web, come “Intrapreneur”, “Unicorno”, “Disruptive”… intervallando i pezzi con altri non collegati; nell’ambiente dell’Innovazione nascono sempre nuovi termini, quindi penso di poter stare tranquillo ancora per diverso tempo! :D

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2015 alle 14:03 Rispondi

      Scrivere un post al giorno non significa pubblicarne uno al giorno, però.
      Le serie di post sono molto utili, ne ho creata una da poco per il mio libro, ma in passato ne ho fatte tante.

      • Andrea Torti
        22 ottobre 2015 alle 14:47 Rispondi

        Allora diciamo che anch’io ho bisogno di… “ruminare” tra un post e l’altro! :)

  11. PADES
    22 ottobre 2015 alle 14:27 Rispondi

    D’accordo su tutto. Il consiglio che ho trovato più utile da quando lo hai dato tempo fa è stato quello di scrivere senza rileggere. Nel mio caso ha anche il pregio di farmi mettere da parte la “prima stesura” che, a posteriori, trovo quasi sempre migliore. Le revisioni le faccio quindi su una copia della prima versione, che tengo da parte così com’è e rileggo alla fine.
    Consigli sempre utili, comunque. Il libro sulle “22 immutabili leggi” mi è poi arrivato in libreria, l’ho iniziato e già mi piace.

  12. Daniele Imperi
    22 ottobre 2015 alle 14:43 Rispondi

    Le revisioni è sempre meglio farle su un file a parte, fai bene, altrimenti perdi quello che avevi scritto.
    Grazie mille per l’acquisto :)
    Ci è voluto molto per farlo arrivare?

    • PADES
      22 ottobre 2015 alle 14:46 Rispondi

      Quatro/cinque giorni al massimo, in una libreria affiliata Mondadori.

      • Daniele Imperi
        22 ottobre 2015 alle 14:51 Rispondi

        Tempi decenti, allora. Anni fa ordinai un libro e ci volle oltre una settimana.

  13. Tenar
    22 ottobre 2015 alle 15:20 Rispondi

    Come ho già avuto modo di scrivere sul blog, devo avere una qualche tara genetica che mi impedisce di pianificare i post del blog. Mi sono rassegnata all’allegra anarchia che regna nella mia testa anche perché in generale ci sono idee che scalzano altre e un post previsto viene accantonato (sovente anche dimenticato) a favore di un altro argomento. Per i periodi proprio di magra ci sono alcune rubriche jolly per cui posso scrivere un post in qualsiasi momento, ma è assai difficile che non abbia idee per il blog. Certo, il mio non è professionale, è una sorta di diario di viaggio con riflessioni e osservazioni su ciò che leggo, su ciò che scrivo e che vorrei scrivere. Dovessi fare del blogging un lavoro mi porrei parecchi problemi in più

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2015 alle 15:35 Rispondi

      Scalzare idee va sempre fatto, è normale. Anche se io pianifico, faccio anche parecchi spostamenti.
      Che rubriche jolly hai? Quelle sulle recensioni?
      Anche il tuo blog, come il mio, pubblica di vari argomenti, quindi è difficile, secondo me, restare a corto di idee.

      • Tenar
        22 ottobre 2015 alle 18:59 Rispondi

        I film cerco di recensirli subito, specie se sono in sala, sui libri invece non c’è fretta, si può parlarne un giorno prima o uno dopo, il che, in effetti, aiuta.

        • Tenar
          22 ottobre 2015 alle 19:00 Rispondi

          … Anche “Praticamente” può essere un jolly perché le norme di buon senso per gli esordienti gira e rigira sono sempre le stesse e sempre attuali.

  14. Amelio
    22 ottobre 2015 alle 18:31 Rispondi

    Post molto utile, adesso conosco qualcosa in più anche io che sono un novizio :)

  15. Sabrina
    23 ottobre 2015 alle 16:35 Rispondi

    Che post interessante… peccato che per il mio problema non mi è particolarmente utile. Mi spiego, condivido tutto quello che hai scritto, io per prima se non progetto quello che devo fare durante la giornata, non riesco quasi a fare niente, con i conseguenti sensi di colpa che ne derivano. Il fatto è che non sempre basta. Soprattutto quando come me, hai uno stupido blog di racconti e pagine di diario del tutto personali, che non riesci a tenere aggiornato costantemente.
    Ho il mio programma, ho l’orario in cui scrivere. Ma poi non ho le idee.
    Io sono una che scrive roba lunga, ho in cantiere storie, romanzi quasi finiti, progetti di trilogie. Non è il mio campo scrivere racconti brevi, ma il mio blog è fatto principalmente di quelli. Il motivo è che non trovo un altra cosa che possa andare bene per il mio blog. E’ parecchio stupido, ma è così. Un racconto breve è perfetto, peccato che non sia capace di trovare un’idea che mi soddisfa per scriverne uno almeno una volta alla settimana. E quindi da qui il mio problema.
    In realtà, so bene che è una questione di pigrizia. Mi metto lì davanti al computer, apro il file ‘idee’ dal mio computer, e le scorro, ma poi non vanno bene per un racconto breve. O non riesco a svilupparle. E allora lascio perdere. Anche se tu non scrivi narrativa, scrivi un post al giorno e davvero non so come tu faccia a trovare le idee.
    Qualche idea su come trovare le idee?

  16. Roberta - Turisti per Sbaglio
    30 ottobre 2015 alle 14:17 Rispondi

    Torno su questo post per commentare, la prima volta è stata per leggerlo, alquanto avidamente. Avevo frainteso il tuo “scrivere post ogni giorno” per un intimorente “scrivere un post al giorno”. Troppo per la mia lentezza ed il tempo a disposizione, poi ho capito che invece il messaggio era “scrivere tutti i giorni” non importa se un post per intero, mezzo post o un quarto di post, ma scrivere. Che è davvero un buon consiglio.

    Non avevo idea di cosa fosse “un calendario editoriale”, si vabbè sono alle prime armi o quasi, ma pur lasciandosi tutta la flessibilità del caso aiuta davvero a non impantanarsi e a non perdere idee strada facendo. Avere anche solo due post già pronti è un gran sollievo, saper cosa scrivere domani di più.

    Eliminare le distrazioni, ma chi io?! Poi ho pensato alla tua franca confessione: “Quando scrivo nella casa di campagna di famiglia, dove non cʼè connessione, impiego almeno il 40% in meno del tempo rispetto a quando scrivo da casa, con internet sempre a disposizione”. Effettivamente è così. A volte sono distrazioni indispensabili, nel senso che ci sono nomi, luoghi, dati da controllare, ma da quando me lo hai fatto notare cerco di separare il tempo delle ricerche dal tempo per la scrittura.

    E potrei continuare, fino a scriverci un post per dirti quanto mi è stato utile questo post. Ma seguo il tuo consiglio, elimino ogni orpello e stilismo ed il mio commento si riduce a “Molto utile, grazie, tornerò!” ☺

    • Daniele Imperi
      30 ottobre 2015 alle 14:22 Rispondi

      Ciao Roberta, benvenuta nel blog.
      In alcuni casi la connessione serve, hai ragione, per fare ricerche, ecc. Vorrei avere lo spazio per usare un computer per le ricerche, con internet a disposizione, e un altro in cui non installo nulla eccetto un programma di scrittura :)
      A presto.

  17. Alessandro Pozzetti
    2 novembre 2015 alle 17:58 Rispondi

    “Scrivere senza correggere”
    Cacchio Dany, sei stato illuminante!

    Io leggo e rileggo continuamente quanto scritto ed effettivamente mi capita di perdere il filo o un concetto successivo da proporre.
    Seguirò il tuo consiglio ;)

    • Daniele Imperi
      2 novembre 2015 alle 18:15 Rispondi

      Lo facevo anche io tempo fa, era diventata una mania :D
      Fammi sapere se ti troverai bene.

  18. theSwingingMom
    4 novembre 2015 alle 13:03 Rispondi

    Io mi faccio un calendario di massima domenica o lunedì mattina per la settimana. Poi però capita molto spesso anche a me di inserire/spostare. Ma è un ottimo modo per non ammattire e avere “buchi”. Un altro metodo è avere sempre in bozze qualche post già pronto per le emergenze.

    • Daniele Imperi
      4 novembre 2015 alle 13:21 Rispondi

      Ciao Sabina, benvenuta nel blog.
      Il calendario per me è un ottimo modo per non restare coi buchi. I post pronti in bozze, invece, per le emergenze, non li ho mai avuti. Se ne ho uno pronto, lo metto sempre in programmazione.

  19. Lara
    6 novembre 2015 alle 09:14 Rispondi

    Scrivere senza un piano editoriale è davvero difficile, per quanto mi riguarda.
    Dipende sempre da quanto è la frequenza di pubblicazione, dall’originalità dei contenuti e dall’ispirazione che uno ha.. Credo che sia necessario avere una linea guida da seguire, per poi permettere alla nostra fantasia di passare avanti e prevalere. Questo lo dico perché non siamo dei robot, e spesso i nostri piani (editoriali e non) vengono modificati grazie al nostro istinto.. E forse, la maggior parte delle volte, è anche meglio così!

    • Daniele Imperi
      6 novembre 2015 alle 10:11 Rispondi

      Ciao Lara, benvenuta nel blog.
      Qui ho modificato diverse volte il piano editoriale e non me ne sono mai pentito. Il blog si evolve assieme a noi.

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