Scrivere è comunicare

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Scrivere non basta più

Scrivere non basta più

C’era un tempo in cui lo scrittore sedeva alla sua scrivania, prendeva un foglio di carta ingiallita, intingeva il pennino nel calamaio e iniziava a scrivere la sua storia. Nel silenzio della stanza, d’inverno, quando non aveva legna da mettere sul fuoco, si sentiva solo il raspare della penna, che costruiva parole e frasi dai caratteri svolazzanti.

Se lo scrittore aveva la fortuna di essere pubblicato, frequentava i salotti letterari, i caffè, per cercare relazioni e amicizie. E nascevano anche amori, talvolta, ma quello a noi non interessa.

A noi interessa quell’antica forma di interazione che sta alla base della conoscenza.

A noi interessa l’evoluzione di quei salotti e il ticchettio dei tasti che ha sostituito il raspare.

A noi interessa l’enorme e infinita possibilità che abbiamo oggi di dire al mondo chi siamo e cosa facciamo.

I social media: salotti letterari del XXI secolo

Scrivere non basta più, ora.

Non possiamo più restare seduti alla nostra scrivania, accanto al termosifone spento, a ticchettare sulla tastiera del computer e scrivere le nostre storie.

Non è più tempo di sedimentare la nostra esistenza nella solitudine reale della stanza.

Non è più tempo di radicarsi a un sistema ormai sorpassato, statico, non più funzionale.

Questa è l’era della condivisione, dell’interazione sociale, delle relazioni online. È l’era della conoscenza offerta a un vasto pubblico, delle possibilità di imparare e crescere in breve tempo, di migliorare noi stessi e gli altri.

Lo scrittore di oggi deve abbandonare i vecchi schemi, spogliarsi del romanticismo ottocentesco e vestire i panni del futuro. Quelli di oggi.

I social media, salotti letterari del secolo corrente, non hanno spazi preconfezionati, confini, restrizioni di lingue, culture, sapere. Sono la Conoscenza messa a disposizione, donata per il bene comune.

Lo scrittore che se ne discosta sarà emarginato, fuori dal gioco, sconosciuto in un mondo di gente che si conosce e apprende reciprocamente.

Lo scrittore deve sapere che adesso scrivere non basta più. Il lettore non vuol leggere solo le sue storie, ma conoscere la persona che c’è dietro la storia, imparare da lui ciò che non sa, essere stimolato, perché gli stimoli portano ad altra conoscenza. A una crescita superiore.

Scrivere non basta più.

È tempo di interagire.

31 Commenti

  1. Alessandro C.
    17 luglio 2013 alle 15:42 Rispondi

    il mio più grosso problema è che più interagisco e meno scrivo.

    • Daniele Imperi
      17 luglio 2013 alle 15:55 Rispondi

      Beh, devi crearti un piano di lavoro e fare entrambe le cose :)

    • KINGO
      18 luglio 2013 alle 12:50 Rispondi

      Io, invece, più interagisco e più sono stimolato.

  2. Salomon Xeno
    17 luglio 2013 alle 15:43 Rispondi

    Guarda, io un salotto letterario lo allestirei comunque, anche solo per farsi due chiacchiere. Ogni volta che ci penso, mi viene in mente il divertente scontro tra futuristi al Caffè delle Giubbe Rosse a Firenze! :D

  3. Andrea
    17 luglio 2013 alle 15:54 Rispondi

    Condivido. Spesso mi passa per la mente l’idea di organizzare qualcosa in città o di mettere su un circolo di scrittori dilettanti. A volte ho pure tentato, ma senza risultati.

    • Daniele Imperi
      17 luglio 2013 alle 15:57 Rispondi

      Immagino non sia facile crearne uno e avere poi frequentatori.

  4. MikiMoz
    17 luglio 2013 alle 17:13 Rispondi

    Da Sandokan solo il meglio!^^
    Complimenti per l’articolo, davvero.

    Un argomento che mi sta molto a cuore, sia virtualmente che in vita reale.
    Non nego che m’è più volte balenata l’idea di creare una sorta di “lega di bloggers” affini, magari partendo da una idea scherzosa, ma sempre per coinvolgere i bloggers miei amici e estendere la cosa anche oltre.

    E, tra l’altro, anche fare appuntamenti letterari, da vero e proprio salotto, nalla vita reale, forse più orientati su tematiche particolari ma comunque di ritrovo per chi ha qualcosa da dire e/o è interessato.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      17 luglio 2013 alle 17:25 Rispondi

      Grazie :)

      L’idea della lega dei bloggers è buona, sviluppala. Ti ci vedo a gestirla :D

      • MikiMoz
        17 luglio 2013 alle 17:40 Rispondi

        Eh, vedremo… comunque richiede tempo! :)
        Invece magari possiamo strutturare qualcosa insieme, magari un… reality show per bloggers ;)

        Moz-

        • Daniele Imperi
          17 luglio 2013 alle 17:49 Rispondi

          Oddio, sono allergico ai reality :D

          • MikiMoz
            17 luglio 2013 alle 17:51

            Pure io, era un nome generale…
            E se parlassimo di “talent” con elementi da reality? (esclusioni, voti ecc) :p

            Moz-

  5. Roberto Gerosa
    17 luglio 2013 alle 17:57 Rispondi

    Lo scrittore, il vero scrittore, è un’artista. Interagire con gli altri significa anche saper fare pubbliche relazioni. Spesso gli scrittori, come gli artisti in generale, non amano fare pubbliche relazioni, non sanno o non vogliono vendersi e non vogliono fare “salotto” per farsi conoscere. Chi per umiltà, chi per la propria natura schiva, chi perchè in fondo è un “lupo solitario”, chi per snobismo.

    La morale del mio commento (anche se non sopporto la morale in generale)? E’ che gli scrittori poco inclini alle pubbliche relazioni, dovrebbero affidarsi a dei “social media esperti”, i moderni public relations manager. Proprio come gli artisti hanno bisogno di un agente per “vendere” il proprio talento al migliore offerente.

    • Daniele Imperi
      17 luglio 2013 alle 18:01 Rispondi

      Guarda, anche io sono un lupo solitario… però se vuoi emergere in qualsiasi campo, adesso devi farti conoscere.

      Bello il paragone agente/esperto social media :)
      Potresti tirarci fuori un post sul tuo blog.

  6. anna gatti
    17 luglio 2013 alle 17:57 Rispondi

    come non essere d’accordo??!
    grazie per lo spunto che condivido

  7. Daniele Imperi
    17 luglio 2013 alle 18:38 Rispondi

    MikiMoz

    Pure io, era un nome generale…
    E se parlassimo di “talent” con elementi da reality? (esclusioni, voti ecc) :p

    Moz-

    A dire la verità, mica ho capito che vuoi combinare :D

    • MikiMoz
      17 luglio 2013 alle 20:54 Rispondi

      Una sorta di talent on line per bloggers, ad eliminazione, con dei giudici (uno potresti essere tu, ad esempio, dato ciò di cui ti occupi…) un po’ come The Voice per il canto, con delle prove (ad esempio si deve scrivere un saggio breve, un articolo ironico, ideare uno slogan per qualcosa ecc…)
      A me piacerebbe tanto realizzarlo, magari potrei “presentarlo” :)

      Moz-

  8. Roberto Gerosa
    17 luglio 2013 alle 20:13 Rispondi

    Tornando al discorso di una blogger community o una lega di bloggers mi interessa assai! Potremmo organizzare degli hangout su questi temi. Scusate se sto andando un po’ off topic ;-)

    • Daniele Imperi
      18 luglio 2013 alle 07:29 Rispondi

      Buona la tua idea, per gli hangout io in questo periodo non ho tranquillità a casa e non posso partecipare. Però è un’idea da tenere buona.

  9. Tenar
    17 luglio 2013 alle 20:55 Rispondi

    Hai ragione sui sociale e il farti conoscere, però bisogna anche saper scrivere bene. Che delusione quando di un libro di cui si è sentito parlare ovunque, che magari ha anche un autore simpatico, che sa comunicare, non si riesce ad arrivare a pagina dieci…

    • Daniele Imperi
      18 luglio 2013 alle 07:30 Rispondi

      Se l’autore sa comunicare, perché non si riesce ad arrivare a pagina 10?

      • Tenar
        18 luglio 2013 alle 12:27 Rispondi

        Continuano a esserci autori che non sanno parlare in pubblico, ma che incantano con le storie e persone bravissime a scrivere post, articoli, simpaticissime, ma che non hanno la narrativa nel sangue.
        L’ideale, è ovvio, è essere bravi in tutto, tuttavia da uno scrittore io continuo a desiderare prima di tutto una bella storia scritta bene, tutto il resto è accessorio.

  10. Daniele Imperi
    18 luglio 2013 alle 07:28 Rispondi

    MikiMoz

    Una sorta di talent on line per bloggers, ad eliminazione, con dei giudici (uno potresti essere tu, ad esempio, dato ciò di cui ti occupi…) un po’ come The Voice per il canto, con delle prove (ad esempio si deve scrivere un saggio breve, un articolo ironico, ideare uno slogan per qualcosa ecc…)
    A me piacerebbe tanto realizzarlo, magari potrei “presentarlo” :)

    Moz-

    Ci si può pensare, ma bisogna anche considerare questo: perché i blogger dovrebbero partecipare a una gara del genere?

    • MikiMoz
      18 luglio 2013 alle 11:52 Rispondi

      Per gloria e onori :)
      Oppure si potrebbe anche fare una sorta di premio! :)

      Si potrebbero coinvolgere, come giudici, oltre te, anche uno scrittore prettamente cartaceo, un docente di comunicazione ecc…
      Ok, sogno.

      Moz-

      • Daniele Imperi
        18 luglio 2013 alle 11:55 Rispondi

        Per me vabe, pensiamoci, ma va lanciato dopo l’estate, altrimenti non ti dà retta nessuno. E richiede anche un po’ di tempo per creare tutto.

        • MikiMoz
          18 luglio 2013 alle 13:11 Rispondi

          Certo, ovvio… va pensato bene!
          @Kingo: ahah, ma è una cosa comunque seria, negli intenti! XD

          Moz-

  11. KINGO
    18 luglio 2013 alle 12:53 Rispondi

    Ragazzi, niente talent, niente reality!
    Piuttosto vado a iscrivermi a masterpiece su rai3!!

  12. Annarita Faggioni
    22 luglio 2013 alle 21:06 Rispondi

    Condivido con KINGO. Certo gli autori potrebbero evitare le tecniche di spamming per la serie: “Questo è il mio libro, compralo”. Ci vuole un calendario editoriale e una spiccata propensione per la comunicazione con gli altri. Alla fine, lo scritto va letto altrimenti non vale niente. Finché non ci si rende conto dell’importanza del lettore è finita.

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