Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Come ho scritto un libro in 4 mesi

8 libri

In realtà non è il primo libro che scrivo, anche se finora nessuno di quelli scritti è mai stato pubblicato, eccetto due in ebook gratuiti. Controllando nella mia cartella di file, ho scoperto di averne scritti 7:

  1. Un romanzo breve in forma di diario, (scritto in 4 giorni nel novembre 1994)
  2. Un libro eroticomico da illustrare, una mia versione del Kamasutra (2005)
  3. Un libro sul character design e la tecnica del fumetto (2006-2008)
  4. Una guida a WordPress per principianti, pubblicata in pdf (2007)
  5. Un libro di poesie macabre (2008)
  6. Un libro sulla creazione e la gestione del blog (2008, revisione totale nel 2012)
  7. Una guida a WordPress riscritta da capo e ampliata, pubblicata in pdf (2009)

Di tutti questi l’unico che mi ha soddisfatto è il secondo, ma non mi decido mai a fare le illustrazioni. E la cosa va avanti dal 2005. Oggi però voglio parlare dell’ottavo, quello che finora ho apprezzato di più.

Un’idea folgorante

Quando l’ispirazione è tutto

Era il 15 agosto 2014 e me ne stavo andando a passare un paio di settimane nella casa di campagna di famiglia quando, come al solito, la mia mente ha iniziato a vagare. Non ricordo a cosa stessi pensando, in un’ora di viaggio si sono accavallati e mescolati tantissimi pensieri. Ricordo però che a un certo punto apparve nella mia testa un libro letto pochi mesi prima.

Era un libro sul marketing che m’era piaciuto molto e che ogni tanto sfogliavo. Trovavo l’idea degli autori veramente geniale. Il binomio fantastico di Gianni Rodari fece il resto. Mi chiesi: e se applicassi questa idea al blogging? L’ispirazione era nata e quell’idea mi piaceva sempre di più.

Una determinazione forte

Quando lo stimolo ti aiuta

Secondo me era un’idea originale. Ok, qualcuno prima di me l’aveva applicata a un altro settore, ma nessuno al blogging. E, soprattutto, sarebbe nato un libro completamente differente da quello che offre sempre il mercato. Non era il solito libro sul blogging.

Tanti anni fa ho scritto un libro su come creare e gestire un blog, manoscritto che ha subito due o tre revisioni prima di essere spedito a un editore, che prima ha detto sì e poi si è rimangiato tutto. Ma questo nuovo libro era diverso, affrontava la questione da un altro punto di vista. Anzi, da tanti altri punti di vista.

Mi sono accorto quindi di essere più determinato a scriverlo di quanto lo fossi stato col primo, che a dire la verità non mi aveva mai convinto come linguaggio, né come approccio alla materia.

Un progetto dettagliato

Quando l’organizzazione paga

Se per un romanzo bisogna preparare una scaletta, per non perdersi nella narrazione, per una sorta di manuale – a essere sincero non so se classificarlo fra i manuali o fra i saggi – è bene preparare un vero progetto.

Così ho preso il solito foglio di carta riciclata – in quel caso il retro di una pagina di un vecchio calendario – e ho cominciato a buttare giù le idee. Quella è stata una prima bozza del libro, totalmente soppiantata da quella definitiva. Ma è servita per chiarirmi le idee.

Ho quindi creato un file, ho scelto un titolo provvisorio e ho creato una seconda bozza del progetto. Ora non restava che scrivere.

Un linguaggio adatto

Quando il lettore è importante

Come avevo accennato, il primo libro sul blogging che ho scritto non mi piaceva come linguaggio. L’ho riletto tante volte e ogni volta non mi dava alcuna sensazione. Era troppo freddo, troppo tecnico, troppo accademico.

In un libro il linguaggio è tutto, perché appunto viene letto e è importante che il lettore lo percepisca nel modo giusto, restandone coinvolto. Nessuno si sente coinvolto leggendo un libretto di istruzioni, no?

A me era piaciuto il “tono” usato dagli autori di quel libro sul marketing. È un testo chiaro, che chiunque potrebbe capire, anche se avesse solo la terza media. Quello è un libro per tutti, per chiunque voglia intraprendere un’attività.

Anche il mio libro doveva essere rivolto a tutti, perché tutti possono aprire un blog, non doveva essere scritto soltanto per aziende e liberi professionisti o per chi già sa muoversi in rete. Avevo quindi capito e deciso che linguaggio usare.

Un sistema che funziona

Quando la coerenza vince

Il libro sul marketing a cui mi sono ispirato funziona per due motivi, secondo me:

  1. gli autori hanno trovato lo spirito giusto con cui trattare la materia
  2. il libro è breve e si legge in un’unica sessione di lettura

Io non potevo fare altrimenti. Il mio libro doveva essere affrontato con quello stesso spirito, anche se ovviamente scritto col mio stile, e dovevo accettare la brevità della trattazione, senza allungare il brodo.

Un libro del genere portato avanti per 300 pagine non avrebbe senso e finirebbe soltanto per annoiare il lettore.

Una documentazione necessaria

Quando la correttezza delle informazioni è un valore

Quello che mi ha colpito del libro sul marketing è stata la gran quantità di dati raccolti. Non erano solo chiacchiere, non c’era l’autore che si eleggeva a professore e dettava i suoi dogmi, no, tutto ciò che hanno spiegato i due autori era documentato da fatti reali.

C’erano esempi concreti. Per me fare degli esempi è sempre stato importante per spiegare qualcosa e quando non ne trovo ho difficoltà a capire, a volte. Nel mio libro non potevo non farne, altrimenti il lettore sarebbe stato costretto ad accettare le mie parole senza avere un confronto con la realtà.

I tempi “morti” del libro, se vogliamo chiamarli così, sono stati causati dalla documentazione. In alcuni casi ho parlato della mia esperienza personale, ma anche lì ho avuto bisogno di dati, non tutto poteva essere ripescato dalla mia memoria. Il sito Internet Archive è una manna dal cielo.

Sono partite un po’ di ore per fare ricerche, collegamenti, decidere quali esempi fare e quali no, ma anche quello fa parte del lavoro di scrittura.

Un lavoro quotidiano

Quando la continuità porta alla conclusione

Ho iniziato a scrivere il libro agli inizi di settembre. Ad agosto ho solo progettato su carta, ma in quelle due settimane di vita in campagna non ho avuto voglia di scrivere neanche una riga, né del libro né di narrativa né per il blog. Ho solo portato avanti un muro di recinzione che sto rifacendo dal 2011, ho costruito un cancello che farebbe rabbrividire un falegname e letto a volontà.

Il 29 dicembre il libro era finito.

Non sono riuscito a scrivere veramente ogni giorno, ma quasi. Ci sono state volte in cui mi sono chiesto se ne valesse veramente la pena, ma a me piaceva quell’idea e così ho continuato. Non ho fatto delle pause, magari per qualche motivo saltava qualche giorno, ma ho sempre scritto con l’idea fissa di portarlo a termine.

Conclusione

Quando l’attesa è anche speranza

Non so se il mio libro sarà pubblicato, se dall’editore verrà giudicata una buona idea. So però a quale casa editrice inviarlo: alla stessa del libro sul marketing che ho letto. Ho preso ispirazione da quel libro e mi sembra giusto fare così.

Il 29 gennaio farò stampare il manoscritto e lo rileggerò su carta – qualcuno sostiene che sia meglio – e comincerò la revisione.

Poi scriverò all’editore. E inizierà l’attesa.

42 Commenti

  1. Lisa Agosti
    14 gennaio 2015 alle 07:33 Rispondi

    In bocca al lupo allora! Ho una premonizione… leggeremo il tuo libro pubblicato entro fine anno.
    Confermo che leggere la prima stesura stampata è fondamentale per avere una visuale d’insieme più allargata e imparziale durante la fase di revisione.
    Se ti serve ispirazione per le illustrazioni del tuo Kamasutra eroticomico, ti consiglio di cominciare a frequentare i bagni pubblici :)

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2015 alle 14:06 Rispondi

      E di solito ci prendi quando hai premonizioni? :)
      L’ispirazione per i disegni non manca, a quel tempo avevo fatto schizzi veloci per tutte le illustrazioni. Forse è più la voglia che manca.

      • Giuseppina Oliva
        16 gennaio 2015 alle 13:45 Rispondi

        nooo, non lasciarti vincere dalla pigrizia e disegna! :)

        • Daniele Imperi
          16 gennaio 2015 alle 13:51 Rispondi

          Purtroppo nel disegno sono molto “umorale” :)
          Vedremo nei prossimi mesi.

  2. Salvatore
    14 gennaio 2015 alle 08:52 Rispondi

    Complimenti e i miei migliori auguri per la pubblicazione. Poiché non è narrativa, immagino che tu abbia usato un linguaggio che hai avuto modo di rotade già molto: nel tuo blog ad esempio. Se è così, sono sicuro che avrà successo! In bocca la lupo. ;)

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2015 alle 14:07 Rispondi

      Grazie. Il linguaggio è un po’ diverso da quello del blog, a dire la verità. Diciamo che è più da libro, ma comunque sempre molto diretto.

  3. Agnese
    14 gennaio 2015 alle 09:08 Rispondi

    In bocca al lupo!!!!!

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2015 alle 14:08 Rispondi

      Grazie Agnese :)

  4. LiveALive
    14 gennaio 2015 alle 09:58 Rispondi

    Ah be’, anche la versione imperica del Kamasutra: non vedo l’ora di leggerlo, sono sicuro che potrei imparare molti trucchi! XD
    Hai anche scritto un libro in quattro giorni! Io alcune estati fs ho scritto e corretto in un mese un libro di 50.000 parole (breve, ma comunque un romanzo propriamente detto). Inutile dire che correndo così tanto non viene fuori nulla di buono. L’idea l’ho trovata a sforzo: volevo per forza scrivere qualcosa, e così ho preso un autore che mi piaceva, ho scelto un periodo della sua vita, e ho deciso di scriverlo. Ho fatto lo schema, e mi pareva andare tutto ok: in realtà alla fine non c’era proprio alcuna idea XD Anche lì però c’era stata della buona e stimolante documentazione. Sono riuscito a scrivere con costanza, ma ho interrotto volontariamente un periodo in mezzo perché dovevo fare gli esami. E così alla fine… Ho scritto una porcata giustamente rifiutata da tutti XD

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2015 alle 14:09 Rispondi

      Versione imperica del Kamasutra mi piace :D
      Quel libro in 4 giorni li sente tutti quei pochi giorni, è davvero una schifezza.
      La velocità non aiuta.

  5. Tenar
    14 gennaio 2015 alle 09:59 Rispondi

    Da quello che scrivi ci sono tutti gli ingredienti per un libro di successo! In bocca al lupo!

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2015 alle 14:10 Rispondi

      Beh, speriamo, grazie :)

  6. Giuliana
    14 gennaio 2015 alle 10:35 Rispondi

    Complimenti per l’impresa e ti auguro che il libro venga pubblicato.
    P.S. Voglio. Quel libro. Eroticomico ^^

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2015 alle 14:11 Rispondi

      Grazie :)
      Il libro eroticomico ha una visione maschilista del tutto, non so se ti piacerà :D

      • Giuliana
        17 gennaio 2015 alle 19:39 Rispondi

        Se è una visione maschilista intesa con spirito ironico e scherzoso (e che come tale va presa), ci sta e non mi offendo né scompongo ;)

        • Daniele Imperi
          18 gennaio 2015 alle 10:12 Rispondi

          Sì, è tutto ironico :)

  7. animadicarta
    14 gennaio 2015 alle 11:22 Rispondi

    Wow, complimenti e in bocca al lupo per la ricerca dell’editore. Ora vogliamo veder camminare anche l’altra barra, eh? Naturalmente dopo il giusto riposo del guerriero… :)
    Comunque, non riesco proprio a immaginarti scrivere poesie macabre… ma davvero?!

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2015 alle 14:13 Rispondi

      Grazie :)
      L’editore l’ho trovato, in realtà, nel senso che so a chi proporlo, ma gli scrivo dopo la revisione. Se rifiuta, vedrò che fare.
      L’altra barra è ferma, in effetti. Devo apportare un bel cambiamento perché c’era qualcosa che non funzionava.
      In realtà io sono molto macabro. Qui ne puoi leggere 3: http://pennablu.it/scrivere-poesie/

  8. Grazia Gironella
    14 gennaio 2015 alle 12:45 Rispondi

    Mi piace sentirti parlare senza remore dell’ispirazione che hai tratto da quel libro. Molti avrebbero parlato soltanto di sé, tacendo accuramente le fonti originarie dell’idea, che poi hai ri-sviluppato a modo tuo. Quella di essere originali è un’idea un po’ sopravvalutata, secondo me. Tutti hanno già parlato di tutto, perciò ci si ispira sempre a qualcosa, che abbiamo chiaro in mente oppure resta dietro le quinte, ma c’è. La questione è: come hanno trattato il tema gli altri? Cosa posso dare io di diverso?
    Anche quando ho scritto il manuale di scrittura è successo qualcosa di simile. Avevo letto tanti manuali e li avevo trovati davvero utili. In quel periodo frequentavo altri autori in rete, e mi sono resa conto che la maggior parte di loro (tutti aspiranti) non aveva nessuna intenzione di studiare le tecniche narrative. Non solo: l’idea li faceva quasi scandalizzare. Mi sono detta che era un peccato, un tale scetticismo su qualcosa di tanto prezioso. Lì mi è venuta l’idea di scrivere una specie di Bignami delle scrittura creativa, non da maestra ma da compagna di classe. Era una sfida per me che non avevo mai pubblicato, ma dopo è stata una bella soddisfazione, non tanto economica, quanto per i riscontri umani. Ti auguro risultati ottimi con il tuo testo, che acquisterò sicuramente. :)

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2015 alle 14:17 Rispondi

      Nel mio caso non avrei potuto comunque tacere le fonti originarie, perché l’ispirazione è proprio palese. Quindi se il libro fosse stato pubblicato tacendo le fonti – di cui ho parlato nell’introduzione del libro – non avrei fatto una bella figura. Ma non è da me fare certe cose.
      Anche secondo me l’originalità è sopravvalutata.
      Parli del primo pubblicato? Il secondo è poi uscito?
      Grazie :)

      • Grazia Gironella
        14 gennaio 2015 alle 15:31 Rispondi

        In pratica le mie pubblicazioni sono andate così: prima un racconto lungo fantasy, poi il manuale di scrittura di cui ti parlavo, poi un romanzo in e-book, infine il secondo saggio che esce nelle librerie a fine mese. Il racconto non mi viene mai da contarlo come prima pubblicazione, chissà perché. Immagino sia per la lunghezza.

        • Daniele Imperi
          14 gennaio 2015 alle 15:52 Rispondi

          Il racconto dipende: era in un’antologia o per conto suo? Ma in ogni caso conta, secondo me. Certo, un libro da solista è tutta un’altra cosa.

          • Grazia Gironella
            14 gennaio 2015 alle 17:27

            Racconti in antologie ne ho parecchi, ma quello è un libretto per conto suo (caso rarissimo, essendo il frutto di un piazzamento a un concorso). Mi tengo da parte la voglia di farne un romanzo. Chissà.

  9. Girolamo
    14 gennaio 2015 alle 12:57 Rispondi

    Colui che scrive di cose che conosce, ha già fatto un salto al di là del guado.
    Complimenti! Sento che avrai successo.

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2015 alle 14:18 Rispondi

      Grazie, Girolamo :)
      Vero, quando scrivi di una materia che conosci, diventa tutto più facile.

  10. Sam.B
    14 gennaio 2015 alle 13:57 Rispondi

    Il tuo libro è già nella mia wishlist :)
    Incrocio le dita per la pubblicazione.
    Complimenti anche per come sei andato dritto per la tua strada, fino alla meta. Mentre leggevo, mi sono chiesta perché io – invece – non ci riesca quasi mai, nonostante creda sempre molto nelle idee che decido di trasformare in storie. Non l’ho ancora capito…

    • Grazia Gironella
      14 gennaio 2015 alle 14:02 Rispondi

      Perché credi nelle tue idee ma non abbastanza in te stessa? ;) (Scusate l’intromissione!)

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2015 alle 14:20 Rispondi

      Ahah, addirittura? :)
      Grazie.
      Forse ha ragione Grazia, forse credi nell’idea, ma non nella possibilità di svilupparla.

  11. Chiara
    14 gennaio 2015 alle 13:59 Rispondi

    Anche io ho una sensazione simile a quella di Lisa (e di solito ci “piglio” abbastanza). In bocca al lupo! :)

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2015 alle 14:20 Rispondi

      Grazie :)
      Bene, a quanto pare i lettori di Penna blu sono tutti veggenti, speriamo bene :D

  12. Myriam
    15 gennaio 2015 alle 01:21 Rispondi

    Gentile Daniele,
    Complimenti, sarà un successo il suo progetto.
    Dal primo gennaio voglio dirli che è veramente d’grande aiuto il suo Blog.
    3 parole per il 2015 hanno svegliato in me il desiderio d’applicare il consiglio, sono una principiante nella scrittura creativa, cerco d’sviluppare questo prezioso dono, da quando ho concorso con un racconto inedito organizzato dalla Cappellania dei Migranti, insieme alla Diocesi di Milano nel 2009 .
    -soltanto dal anno scorso ho ricominciato a fare dei corsi e seguire un po’il blog, ma il mio grandissimo problema ed esprimere i sentimenti ed emozioni nella vostra lingua purché studio nella scuola, il mio lessico non è abbastanza.Vengo dal sud America, la mia lingua originaria è Spagnolo-Castellano, ma questo non impedisce ch’io le faccia sapere quanto bene si può fare al prossimo attraverso il web Writer . Auguri e, tante benedizione nelle sue attese ed speranze accompagnate d’amore e fede in Dio. Così sia…Myriam CQ

    • Daniele Imperi
      15 gennaio 2015 alle 08:27 Rispondi

      Ciao Myriam e benvenuta.
      Grazie.La lingua è un problema, se non la conosci bene. Ma la puoi migliorare leggendo molto e con dei corsi e facendo esercizi di scrittura.

  13. fabio
    16 gennaio 2015 alle 10:49 Rispondi

    lo so che non sarebbe da scrivere, lo so che è poco educato, ma chi se ne importa! Tu gestisci un blog e indichi agli altri come scrivere e non hai mai pubblicato niente, se non una guida su WordPress? Mi pare ridicolo! Come che io avessi un blog sul giardinaggio e avessi solo piante finte in casa! Suvvia!
    Ad ogni modo, spero che questo mio commento ti porti fortuna e possa al più presto rispondermi: “Ecco il libro pubblicato! Contento, ora?”
    In bocca al lupo!
    fabio

    • Daniele Imperi
      16 gennaio 2015 alle 13:41 Rispondi

      Se non te ne importa, allora che bisogno c’è di dirlo? Se leggo un articolo che non mi ha interessato, non spreco il mio tempo per commentare. Io non indico a nessuno, poi, come scrivere, eccetto nei casi in cui ho esperienza diretta. Prima di parlare dovresti leggere attentamente quello che ho scritto. In questo post specifico non dico come scrivere un libro, ma come l’ho scritto io.

  14. Giuseppina Oliva
    16 gennaio 2015 alle 13:31 Rispondi

    Complimenti!

    Piacerebbe anche a me isolarmi dal mondo, ma soprattutto allontanarmi da questa dannata scrivania, ormai luogo di lavoro e presa a noia totale.

    Lettura, scrittura binomio infallibile ;) Complimenti per l’impresa e buona fortuna per l’attesa…

    • Daniele Imperi
      16 gennaio 2015 alle 13:39 Rispondi

      Grazie :)
      Non riesco ancora a isolarmi dal mondo, ma sarebbe ideale per leggere e scrivere.

  15. Ryo
    16 gennaio 2015 alle 16:04 Rispondi

    Allora devi comprare una biro rossa nuova di zecca per inaugurare la correzione del manoscritto! :-)

    • Daniele Imperi
      16 gennaio 2015 alle 16:09 Rispondi

      Ce l’ho! Ho preso in offerta qualche settimana fa proprio diverse penne bic, blu, nere e una rossa :)
      Mi servirà per l’occasione.

      • Ryo
        17 gennaio 2015 alle 20:59 Rispondi

        Visto che siamo cascati nel feticismo, ho scoperto che da qualche tempo hanno rimesso sul mercato le bic 4 colori (quattro tipi diversi *_*), avrei potuto non comprarne una immediatamente?!

        • Daniele Imperi
          18 gennaio 2015 alle 10:13 Rispondi

          Sì, le ho viste anche io a Natale, se non ricordo male c’erano anche in versione mini.

  16. Marina
    24 gennaio 2015 alle 19:42 Rispondi

    Stavolta l’editore sarà coerente e non si rimangerà tutto!
    In bocca al lupo per questo tuo nuovo libro, tuttavia…la versione ironica del Kamasutra…scusami, ma scritto da te io lo acquisterei suuubito! :)

    • Daniele
      24 gennaio 2015 alle 20:18 Rispondi

      Grazie. L’editore sarà un altro. Con l’altro ho chiuso in modo definitivo.
      Ti conto fra i lettori del Kamasutra :)

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.