Vi piace scrivere fantascienza?

DroideFinora ho scritto soltanto un racconto di fantascienza, tanti anni fa. Era il mio primo racconto ucronico e parlava di un giornalista americano che aveva scoperto che l’allunaggio dell’Apollo 11 era stato una farsa. Fu costretto a riparare in Russia e…

M’ero divertito a scriverlo. In verità lo scorso anno ne ho scritti altri cinque o sei, ma brevi, di 300 parole precise. Qualcuno è di fantascienza classica, parla di basi spaziali del genere di Spazio 1999, altri sono, diciamo così, lovecraftiani.

Quest’anno m’è toccato scriverne uno per il Grand Prix. E ho dovuto sudare sette camicie. Non è il classico racconto di fantascienza. In realtà non so nemmeno io come classificarlo. So solo che m’ha fatto penare.

È stato mentre lo scrivevo che ho pensato: a me forse non piace scrivere fantascienza. O magari non quel tipo di fantascienza. Questo mio racconto potrebbe rientrare nel filone di Matrix e Inception. Forse è un misto dei due.

Decisamente preferisco la fantascienza classica, e per fantascienza intendo non un romanzo ambientato nel futuro, ma proprio uno sulle astronavi e la ricerca di nuovi mondi. Qualcosa come Star Trek e Guerre Stellari. Qualcosa come i bellissimi racconti di Asimov.

Ora, dal momento che a me quel tipo di racconto fantascientifico mi ha dato tutti quei problemi, primo fra tutti – e non credo sia un aspetto da sottovalutare – la noia nello scriverlo, vi chiedo: a voi piace scrivere di fantascienza? E che genere di fantascienza avete trattato?

Categoria postPublicato in Scrittura - Data post18 marzo 2011 - Commenti47 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • Gianluca Santini 18 marzo 2011 at 10:00

    Da lettore mi piace la fantascienza, è il mio genere preferito dopo l’horror. Da scrittore riesco anzi a scrivere meglio di fantascienza che di horror.

    Il tipo di fantascienza che prediligo è la Fantascienza Distopica, o comunque l’immaginare la società umana proiettata in avanti alle prese con nuove problematiche. La fantascienza classica (la scoperta di nuovi pianeti etc.) invece mi intriga di meno, dal punto di vista dello scrivere.

    Ciao,
    Gianluca

  • Daniele Imperi 18 marzo 2011 at 15:47

    Io non credo di aver capito bene questa distopia… :)

  • Michela 18 marzo 2011 at 20:18

    Penso che mi piacerebbe parecchio scrivere di fantascienza, non ho provato mai… Il fatto è che sono ignorante da morire, rischio di scrivere delle ingenuità sconcertanti.
    In ogni caso mi piacerebbe più qualcosa di umanistico, alla Asimov, che non di scientifico alla Star Trek.
    Il filone visionario, stile Matrix, mi attizza da morire, ma non mi azzardo nemmeno a pensarci :P

    Stesso dicasi per l’ucronia: sono una tale ignorante in storia che non distinguo in racconto ucronico da una cronaca… sigh.
    I tuoi, quelli da 300 parole, dove stanno? Ci posti un link?

  • Daniele Imperi 18 marzo 2011 at 20:27

    Asimov mica è tanto umanistico. Da scienziato descriveva talmente bene il funzionamento delle astronavi che è impossibile eguagliarlo. Ma con parole semplicissime.

    Quelli da 300 parole arriveranno nella sezione Racconti la domenica :)

  • Michela 18 marzo 2011 at 23:27

    Asimov è umanistico eccome. Non discuto sul fatto che descriva nel dettaglio il funzionamento delle astronavi, io probabilmetne quella parte l’ho saltata ed è per quello che non me la ricordo, ma descrive fino in fondo anche il funzionamento dell’equipaggio: fino in fondo e con una competenza inaspettata e sorprendente. Quell’uomo è un grandissimo.

  • Gian_74 19 marzo 2011 at 19:04

    E leggiamolo questo racconto del Grand Prix no? Tanto più che ora siamo pure avversari… ;)

    Di Asimov ho letto intere paginate di descrizione sui sistemi di propulsione delle astronavi… ;)

  • Daniele Imperi 19 marzo 2011 at 19:20

    Mmm… non so, vedremo. Prima devo leggere la classifica e poi decido :)

  • Gianluca Santini 20 marzo 2011 at 09:43

    In che senso non credi di aver capito bene la distopia? :)

  • Daniele Imperi 20 marzo 2011 at 09:58

    Nel senso che non l’ho mai sentita quella parola e non so che genere letterario sia. :)

    Penso che l’avevo scambiata per la “discronia” di Edizioni XII…

  • Gianluca Santini 20 marzo 2011 at 11:00

    Hai presente “1984″ di Orwell? ;)

    La distopia è la creazione di una società, tipicamente inserita in un futuro non troppo lontano, autoritaria, dittatoriale etc etc. Per quanto mi riguarda è la declinazione che preferisco della fantascienza, quando scrivo di questo genere infatti inserisco sempre punte di distopia. :)

  • Daniele Imperi 20 marzo 2011 at 11:39

    Gianluca Santini: Hai presente “1984″ di Orwell?

    Sì, quel romanzo che devo ancora leggere :P

    La distopia è la creazione di una società, tipicamente inserita in un futuro non troppo lontano, autoritaria, dittatoriale etc etc.

    Ok, ora mi è chiaro. Grazie della spiegazione :)

  • Il meglio di Penna blu – Marzo 2011 1 aprile 2011 at 05:04

    [...] Continua a leggere Vi piace scrivere fantascienza? [...]

  • Marshall 16 aprile 2011 at 17:09

    Io adoro la fantascienza. Mi piace molto anche scriverla, uno dei miei autori preferiti è Philip K. Dick e le sue visioni distopiche (con un avvincente senso di paranoia) sono il massimo della goduria per me! :P

    • Daniele Imperi 16 aprile 2011 at 19:35

      Philip K. Dick devo ancora leggerlo, ho appena comprato La svastica sul sole.

  • Daniele 17 aprile 2011 at 17:14

    Io scrivo per hobby, quando del tempo libero e mi viene spontanea la voglia di buttare giù qualche pagina. Onestamente le storie classiche come la ricerca di nuovi mondi e il contatto con civiltà sconosiute non mi affascinano così tanto, forse perché, come nel fantasy tradizione, dove in genere si parla sempre di magie, draghi e di cavalieri, è una cosa stagnante. Mi piace fondere vari elementi, fare commistioni di generi. Avete mai visto il film Outlander? In questa storia mischiano l’esplorazione spaziale da parte di una razza umanoide alle storie medioevali dei vichingi. Un genere di trama che mi piace usare molto è il ripetersi della storia, il continuo ricadere negli errori del passato da parte di un popolo, sia questo umano o non. Una trama simile lo si trova nella bellissima serie Tv “Battlestar Galactica” dove ad una trama basilare quale la fuga dallo sterminio si affianca la sovrannaturale presenza di “dèi” o di un “Dio” e la ricerca di un nuovo mondo. Mischiare le storie può essere molto interessante, a patto di non cadere in situazioni-cliché o cose troppo trash.

    • Daniele Imperi 17 aprile 2011 at 17:47

      Non ho visto Outlander, ma non credo di apprezzare questo tipo di fantascienza :)

      Sul ripetersi della storia invece sono d’accordo. Lo diceva pure Machiavelli, anzi mi sa che è stato il primo a dirlo. E credo vengano fuori belle storie. Invece le storie con le divinità a me non piacciono.

  • Daniele 19 aprile 2011 at 17:52

    Outlander è un film di poche pretese, daccordo, ma ti consiglio di guardarlo un giorno in cui proprio non hai nulla da fare :) Al peggio hai visto un filmaccio da un oretta e venti senza tante cose stupide dietro. Ti dirò che storie come Battlestar Galactica, che insistono abbastanza sul piano religioso, riescono a farti inquadrare bene la questione divina. Anche Stargate ci prova, ma la questione è diversa xD

  • nove9nove 26 aprile 2011 at 14:33

    Per me scrivere di fantascienza è una necessità.
    Se mi metto a scrivere, sia la tastiera che la penna finiscono per prendere quella direzione, anzi di più, non riesco neppure a considerare l’idea di scrivere altro.
    Sarà che sono molto abituato a leggerne, sarà anche che la mia fantascienza non è precisamente di “genere”, trattasi più che altro di ambientare le mie storie in un futuro più o meno remoto.
    Non potrei mai stancarmi di scriver fantascienza perchè per il concetto che ne ho io essa non è mai un limite, semmai il contrario, è una possibilità di mettere nel mio scrivere una parte ancora maggiore del mio immaginario…
    Per come la vedo io quindi dipende tutto da cosa si intende per fantascienza, se si va a guardar bene, all’inteno del “genere” si trova praticamente di tutto, dal noir all’ambiente medico, dall’avventura al romanzo psicologico, romanzi d’amore, sociologia, gotico…

    • Daniele Imperi 26 aprile 2011 at 14:54

      La fantascienza non è l’ambientazione nel futuro. Se ambienti una storia due anni nel futuro, è solo una storia ambientata nel futuro. Per essere fantascienza, deve esserci appunto una scienza che ora non esiste.

      In effetti, sia una storia fantascientifica che una ambientata nel futuro possono racchiudere vari generi letterari.

  • nove9nove 27 aprile 2011 at 13:20

    Daniele Imperi,

    Ok, sulla definizione sono d’accordo, però la fantascienza col tempo ha finito per diventare anche altro…Al punto che ora si usa la definizione di “fantascenza scientifica” per distinguerla da quella che oramai ha quasi del tutto perso la scienza. Non ho voluto puntualizzare perché mi sia sentito toccato, infatti nella mia, di fantascienza, sono presenti anche le tecnologie che ovviamente un salto nel futuro comporta, anche se non sono centrali, comunque ho una discreta infarinatura scientifica. Però adoro Dick, che si considerava uno scrittore di fantascienza e come tale era accettato dalla comunità, in Dick la parte scientifica è molto poco presente rispetto a quella immaginifica pura, altrimenti il bellissimo Tutti a Zanzibar di Brunner… O tanti altri… Fai sapere che ne pensi.

  • Daniele Imperi 27 aprile 2011 at 13:34

    Non sapevo di questa “fantascienza scientifica”.

    Secondo me si usa sempre il termine fantascienza, anche per indicare un semplice racconto ambientato nel futuro, perché come concetto è più immediato per il lettore medio e soprattutto per il non-lettore.

  • nove9nove 28 aprile 2011 at 13:32

    Trovo la tua spiegazione un po’ semplicistica, il dibattito su quello che rientri o meno nella fantascienza è iniziato quanto è stato coniato il termine stesso, o meglio, da quando in America è stato coniato il termina di scence-fiction, ed è una discussione intellettuale che si è tenuta piu tra addetti ai lavori e appassionati a beneficio più di se stessi che del grande pubblico.
    L’aggettivo “scientifica” o anche “tecnologica” riferito alla fantascienza l’ho trovato su Urania, da cui è uscito il termine stesso di fantascienza, se ti interessa provo a ritrovare gli articoli…
    Il mio punto di vista comunque è che da genere ristretto la fantascienza si sia pian piano allargata fino a comprendere fin troppo… In un certo senso, ( Si, lo so, questo è molto discutibile.)si può dire che quasi tutto quello che viene scritto attualmente possa essere pubblicato sotto questa definizione.
    Un ultima cosa riguardo allo scrivere dal futuro, se come dici tu, è vero che un racconto non possa essere considerato fantascienza solo per il fatto di essere ambientato tra due anni, è vero anche che se gli anni diventano dieci starai per forza scrivendo fantascienza. Se pensi a quello che è accaduto nella società negli ultimi dieci anni, social network, diffusione capillare dei portatili… O nel decennio precedente con la diffusione dei cellulari, diventa veramente difficile pensare di scrivere di “tra dieci anni” senza tenere conto degli ulteriori cambiamenti che avverranno, comunque vogliamo risolvere la questione resta comunque il fatto che una delle prerogative della fantascienza è quella di immaginare dei futuri possibili…

  • Daniele Imperi 28 aprile 2011 at 14:11

    nove9nove:
    L’aggettivo “scientifica” o anche “tecnologica” riferito alla fantascienza l’ho trovato su Urania, da cui è uscito il termine stesso di fantascienza, se ti interessa provo a ritrovare gli articoli…

    Sì, se li trovi sarebbe interessante, grazie.

    … In un certo senso, ( Si, lo so, questo è molto discutibile.)si può dire che quasi tutto quello che viene scritto attualmente possa essere pubblicato sotto questa definizione.

    Non sono d’accordo su questa tua affermazione, dipende da ciò che viene scritto, i generi narrativi sono tanti.

    diventa veramente difficile pensare di scrivere di “tra dieci anni” senza tenere conto degli ulteriori cambiamenti che avverranno, comunque vogliamo risolvere la questione resta comunque il fatto che una delle prerogative della fantascienza è quella di immaginare dei futuri possibili…

    Sì, anche questo è vero.

  • nove9nove 29 aprile 2011 at 13:25

    Appena riesco cerco qualche articolo… I libri interessati sono miei quindi è possibilissimo, il problema è che ho ripreso in questi giorni a lavorare perciò ho poco tempo libero…
    Per quanto riguarda la mia affermazione devo ammettere di non essere d’accordo neanch’io, però è un punto di vista che ha una sua logica, ti faccio un esempio.
    Visto che la psicologia è considerata da tanti una scienza, allora anche qualunque letteratura in cui si specula sui pensieri dei personaggi potrebbe essere considerata fanta-psicologia quindi fantascienza. Puntualizzo che io sono tra quelli che non ritengono una scienza la psicologia, almeno quella attuale, chissà che in futuro…
    Comunque non ti ho ancora fatto i complimenti per il tuo blog, molto interessante e curato, appena avrò un pò di tempo, tra le priorità c’è anche quella di completarne l’esplorazione.

  • Daniele Imperi 29 aprile 2011 at 14:59

    Ah, neanche io reputo la psicologia una scienza, se è per questo :D

    Grazie per i complimenti e buona esplorazione :)

  • salvo 13 giugno 2011 at 18:07

    Sono cresciuto a “Pane e Urania” con companatico di Asimov, Van Dick e compagnia bella. Facevo anche le 4 del mattino per finire un Urania. Adesso scrivo anche di fantascienza. Ho pubblicato un romanzo con Lulu (con discrete vendite) e diversi racconti per Delos Book (speciale 50 SF e il Magazzino dei mondi). E’ un genere che adoro, ancor più dell’horror dove mi sono cimentato e selezionato per la 365 horror per un anno, col racconto “Minotauro”. Mi piace molto l’ucronia, la distopia, ma amo meno la Sf stile “guerre stellari”. Preferisco una Sf più… terrestre, al limite un po’ horror (Alien) e infine quel classicone di “2001″ e il suo seguito “2010″.

  • Daniele Imperi 13 giugno 2011 at 18:11

    Io ho letto molto Asimov, e in genere mi piace come genere, ma l’ho trovato molto difficile da scrivere…

  • salvo figura 4 luglio 2011 at 12:00

    Ho scritto e pubblicato, da solo e col gruppo di amici “di penna” di IFB(italianfantasticbook.yahoogroup) molti racconti di SF.
    Sono cresciuto a “pane e Asimov” e facevo le quattro del mattino per finire un Urania d’annata(io sono del ’51 e ho visto nascere la SF-FS italiana). Adoro ogni tipo di SF, un po’ meno quella esageratamente futuristica o con troppi “mostri”(Alien a parte che è un cult) come adoro anche le distopie e le ucronie. Stra-amo “2001″ e il seguito un po’ meno riuscito “2010 l’anno del contatto” che lo richiama.
    E’ tutto.
    Salvo

    • Daniele Imperi 4 luglio 2011 at 12:09

      Io ho letto molto di Asimov, finora è lo scrittore di fantascienza che preferisco.

  • Salomon Xeno 27 dicembre 2011 at 15:36

    Arrivo un po’ in ritardo, ma da lettore (e aspirante scrittore) di fantascienza ho trovato la discussione molto interessante. In particolare, segnalo questo sito: http://www.kheper.net/topics/scifi/grading.html

    Si tratta di una sorta di scala su cui misurare il grado di scientificità della fantascienza. In inglese si parla di hard scifi per la fantascienza caratterizzata da maggiore rigore scientifico e tecnologico.
    Riguardo Isaac Asimov, non bisogna dimenticare che fu scienziato (biochimico) e divulgatore scientifico. La sua fantascienza contiene una scienza ben caratterizzata, dai balzi nell’iperspazio alla psicostoria.

  • Daniele Imperi 27 dicembre 2011 at 15:53

    Interessante quel documento, grazie :)
    Da Asimov bisogna imparare.

  • Sofia Stella 26 gennaio 2012 at 17:33

    Io adoro la fantascienza. E’ il mio genere preferito e quello in cui mi esprimo meglio.
    Per quanto riguarda ciò che scrivo, a me piace fare fantascienza di critica sociale come faceva il grande Asimov nei suoi libri della Fondazione, ma anche in quelli dei robot…e questa si può dire sia l’idea (o ideale) di base da cui parte la mia interpretazione della fantascienza (come scrittrice).
    Per quanto riguarda le storie, mi piace mischiare i vari filoni.
    Asimov è alla base di tutto, ma a me piace metterci anche un po’ di space opera stile Star Trek e un po’ di battaglie spaziali stile Battlestar Galactica. Poi mi piacciono anche molto i libri di William Gibson, quindi ci infilo dentro anche un po’ di Cyberpunk (ma non stile Matrix, semmai stile Inception…o un misto dei due). Inoltre ho una vera passione per le spy-stories e le war-stories, quindi ci metto dentro anche un po’ di quelle.
    Non ultima viene la mia passione per gli anime giapponesi (le serie Gundam sono un ottimo esempio di buona fantascienza narrata con un medium visuale, anche se alcune serie fanno un po’ pietà; le mie preferite sono Gundam Seed e Gundam 00) e certi videogiochi giapponesi con un setting a metà tra la fantascienza e il fantasy (tipo Final Fantasy XIII), quindi ci metto anche un po’ di quelli.
    Per quanto riguarda il discorso della critica sociale, invece, gli argomenti di cui mi piace occuparmi sono il controllo dell’informazione come strumento politico, le macchinazioni dei potenti (o delle potenze mondiali, che dir si voglia; galattiche nel mio caso), la genetica e l’eugenetica (i bambini prestrutturati per svolgere un determinato compito, come in Dark Angel), il dibattito sull’energia (ad es. fissione nucleare vs fusione nucleare), la religione e la paura utilizzate come strumento per controllare le masse.
    Tutto questo, però, ben nascosto e integrato alla narrazione.
    A me non piace la fantascienza con gli alieni e le creature strane, per cui il mio universo è tutto umano, ancora una volta come nei libri di Asimov. Le uniche creature non-umane che metto, semmai, sono i cyborg, che poi sono in parte umani e in parte macchine e in ogni caso hanno aspetto umano.
    Non sono una fan delle distopie. Anzi, si può dire che io sia positivista, nel senso che ho fiducia nella capacità dell’uomo di migliorare se stesso, per cui non amo particolarmente i romanzi alla Orwell o alla Huxley, anche se mi stuzzica il discorso dei bambini progettati sviluppato nel Mondo nuovo di Huxley (1984 mi ha fatta stare malissimo quando l’ho letto).
    Mi piace anche la fantascienza dei viaggi temporali, ma è troppo difficile da scrivere. Quella preferisco leggerla e basta.
    Purtroppo per il momento ho all’attivo solo due romanzi non pubblicati, quindi al momento sono un po’ in crisi creativa…
    Non so se continuare con la strada della fantascienza oppure provare a scrivere fantasy. Però non è che mi piaccia particolarmente scriverlo, anche se mi piace molto leggerlo.
    La mia mente razionale fa a pugni con elfi, maghi e streghe.

  • Daniele Imperi 26 gennaio 2012 at 17:49

    Bel commento, Sofia :)
    Asimov è al primo posto anche per me. Mi piacciono anche storie alla Star Wars, però.

    Sugli alieni nelle storie non saprei, credo che bisognerebbe studiare bene cosa scrivere.

    Elfi e compagnia hanno stufato anche me.

  • Sofia Stella 28 gennaio 2012 at 14:51

    Daniele Imperi: Bel commento, Sofia
    Asimov è al primo posto anche per me. Mi piacciono anche storie alla Star Wars, però.Sugli alieni nelle storie non saprei, credo che bisognerebbe studiare bene cosa scrivere.Elfi e compagnia hanno stufato anche me.    

    Grazie del complimento!
    Sul discorso degli alieni, diciamo che a me piace molto come è stato sviluppato in Star Wars e Star Trek.
    Nel senso che non è il solito cliché trito e ritrito o degli alieni cattivi che vogliono colonizzare la terra e distruggere il genere umano (oppure usarci come cavie da laboratorio) o quello sempre trito e ritrito degli alieni come esseri superiori e più sviluppati di noi, discesi sulla Terra come dei per guidarci verso un nuovo futuro (anche se questo lo si vede meno al cinema; però un discorso molto simile viene sviluppato nelle Cronache Marziane di Ray Bradbury; che non ho letto con attenzione perché a metà mi sono stufata, quindi non ho idea di come vada a finire).
    Invece in Star Trek e Star Wars gli alieni fanno parte di quel mondo, sono integrati in quel particolare sistema-universo e ci sono sia quelli buoni che quelli cattivi, quelli che vogliono ingannarti e usarti e quelli che sono disposti al dialogo e allo scambio e che aiutano gli eroi (nel caso di Star Wars ad esempio, come non affezionarsi agli Wookiee? o agli Ewok? o all’ammiraglio Akbar? ehm, qui però la memoria mi fa cilecca, non mi ricordo se i calamari hanno anche un nome proprio come popolo…).
    Di Star Trek invece io ho visto solo Voyager, però anche lì si trovano esempi di popoli alieni interessati solo al loro tornaconto (come i kazon) e altri che invece aiutano l’equipaggio della Voyager nel suo lungo viaggio verso casa; primi fra tutti Neelix e Kes, gli unici non-umani dell’equipaggio, a parte il dottore che è un ologramma.
    Ma quello che trovo più bello è che il discorso degli alieni, in queste due narrazioni, viene sviluppato in modo che ogni alieno o popolo alieno che si incontra abbia le sue caratteristiche; sono personaggi a tutto tondo, insomma, non i cliché dell’alieno buono e dell’alieno cattivo e inoltre se compiono una certa azione, c’è sempre una ragione per cui lo fanno.
    Non ti danno l’impressione di essere marionette.

  • Salomon Xeno 28 gennaio 2012 at 19:12

    Gli alieni credibili sono tra i personaggi più difficili da costruire. Restando sul letterario, anche qui Asimov è un maestro. Accusato di non esserne in grado, scrisse “Neanche gli Dei” introducendo uno dei pochi esempi di alieni veramente “alieni”. Anche Bradbury ci è riuscito in “Cronache Marziane”, all’inizio e alla fine del libro.

  • Sofia Stella 20 febbraio 2012 at 12:45

    Salomon Xeno: Gli alieni credibili sono tra i personaggi più difficili da costruire. Restando sul letterario, anche qui Asimov è un maestro. Accusato di non esserne in grado, scrisse “Neanche gli Dei” introducendo uno dei pochi esempi di alieni veramente “alieni”. Anche Bradbury ci è riuscito in “Cronache Marziane”, all’inizio e alla fine del libro.    

    Le Cronache Marziane di Bradbury me le vado a rileggere, allora. Anche Neanche gli Dei. La prima volta che li ho letti non mi erano piaciuti molto, non gli avevo prestato molta attenzione, ma dopo questo tip credo che li rileggerò con una consapevolezza diversa.

  • Alessandro Tesio 1 maggio 2012 at 13:14

    La fantascienza è bella.
    Quanto difficile.
    Il racconto lunacomplotista, purtroppo, era già stato tirato fuori da venditori di fumo per vendere teorie strampalate. Che fruttarono loro tanti soldini.
    Valutarlo con sapore fantscientifico forse si ricade del nel déjà vù (Capricorn One).

    Sarebbe più originale scrivere un racconto di fantascienza dove i radioamatori europei negli anni ’50 ricevevano richieste di aiuto di atronauti russi “mai esistiti”.
    Dimenticati nello spazio senza essere salvati questi lanciavano disperati appelli di SOS che, ovviamente, erano smentite dalla grande “democrazia” russa.

    Fantasia o realtà? Un ottimo punto per un romanzo non troppo “fanta” scientifico.

  • Recenso 21 giugno 2012 at 00:53

    A me piace scrivere di fantascienza, però senza astronavi.
    In genere sono storie ambientate sulla Terra, nei secoli futuri, e in genere sono distopiche o comunque non se la passano bene, ci sono di mezzo distopie o ucronie, in genere legate a scoperte fantascientifiche estreme e a base matematica o informatica. Avendo una buona cultura scientifica cerco di proporre ottime idee, non troppo difficili, ma di certo che consentono la riflessione. Di solito faccio passare brutti quarti d’ora ai miei personaggi.

    L’unico problema è se gli editor/ori me lo vogliono far fare: da quando ho letto uno sfogo di una persona del campo editoriale: mentre parlava di SF sembrava volesse separare i compartimenti in “scrittori” e “scrittrici”.
    Si è, come dire, sfogato riguardo a non ben specificate aspiranti scrittrici che a suo dire scriverebbero fantascienza con protagonisti maschili, cosa che ritiene un “volersi mettersi sullo stesso piano degli uomini”.
    Considerato che non ha sindacato sugli autori uomini che scelgono una protagonista donna, quello sfogo mi ha fatto seriamente ipotecato la speranza di venire pubblicata dalla sua casa.
    Ho seriamente temuto di sentirgli dire che una donna dovrebbe scrivere solo storie d’amore, dato che già detesto quelle romance o cose tipo Twilight. Non vorrei che in futuro gli piacesse una mia idea ma volesse a tutti costi metterci una ragazzina umana deficiente che s’innamora di un alieno mutaforma adolescente :D
    Se dovesse circolare il pregiudizio che le donne debbano usare solo protagoniste femminili e inserire emozioni a go go e storie d’amore sdolcinate tanto per, sarei costretta a cambiare sesso :D A quel punto meglio lulu.

  • Daniele Imperi 21 giugno 2012 at 09:02

    @Recenso: beh, mi sembra assurdo sostenere che una donna debba scrivere solo storie d’amore… che io detesto poi. Ci sono scrittrici che si sono occupate di altri generi, la McCaffrey, la Rowling, Mary Shelley, ecc.

  • Romina Tamerici 21 giugno 2012 at 13:51

    @Recenso: Condivido! Le donne oggi sono discriminate ancora in troppi campi. Che ci lascino almeno la libertà di scrivere ciò che vogliamo e di dar vita ai personaggi che riteniamo giusto creare!

  • Marcello Nicolini 21 novembre 2012 at 11:19

    A me piace moltissimo scrivere fantascienza!
    E’ il mio genere preferito da leggere e da scrivere. Con lei mi sento libero. Mi esprimo, esploro, è come una specie di portale.
    Ho scritto un po’ di fantascienza – anche se non molta – e proprio adesso, proprio leggendo il tuo articolo e le vostre risposte, m’è venuta voglia di scriverne ancora.
    A me piace molto il genere Asimov, Star Trek, esplorazione di nuovi mondi, come a Daniele. Ma amo mettere in relazione le varie culture aliene con quella terrestre; amo le tematiche sociali, ci infilo – quando posso – tematiche prese dal mondo del lavoro o spaccati finanziari ed economici.
    Ho da anni un’idea per un romanzo di fantascienza che implica che la Terra sia valutata da una Banca Intergalattica solo 100 euro – o 100 dollari – o 100 crediti.
    Il mio romanzo di fantascienza preferito è Babel-17 di Samuel Delany, perché parla di una nuova lingua – appunto il babel-17 – che è un altro argomento che m’appassiona.
    Per quanto riguarda i racconti, il mio autore preferito è Fredric Brown di cui ho fatto una sorta di rece nel mio blog, qui:

    http://marcellonicolini.blogspot.it/2012/10/fredric-brown.html

    Quand’ero ragazzino passavo le estati in Sicilia a divorarmi in Fantapocket mondadori di mio padre :) ricordo ancora quelle copertine, quei formati.
    Che nostalgia!

    Ciao e grazie a tutti.

    Marcello

    • Daniele Imperi 21 novembre 2012 at 12:22

      Io la sto riscoprendo ora, a scriverla intendo. M’era passata la voglia dopo quel racconto.

      • Marcello Nicolini 21 novembre 2012 at 14:47

        Bene! Fammi leggere qualcosa se vuoi!

      • Marcello 19 giugno 2013 at 13:40

        A propos di fantascienza! Se ti/vi interessa sul mio blog ho messo una pagina di raccontini in continuo aggiornamento.

        Questa: http://marcellonicolini.blogspot.it/p/tante-storie-di-fantascienza.html

        Saludos!

  • Gian Luca 5 febbraio 2013 at 21:37

    Se ti piace la fantascienza non potrai fare a meno di leggere l’intera produzione di Philip K. Dick, semplicemente lo scrittore più illuminato di ogni tempo.

    • Daniele Imperi 9 febbraio 2013 at 11:55

      Di Dick ho apprezzato Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Ma non m’è piaciuto per niente Ubik.

  • George 22 febbraio 2013 at 08:08

    Io sono riuscito a scrivere un romanzo di fantascienza. Mi ha aiutato una mia vecchia passione per l’astronomia con cui conosco i pianeti del sistema solare, qualche galassia, astro… e anche uno studio approfondito dell’America del west, anche se in versione fine Novecento. Ho aggiunto un pizzico di erotismo per rendere più compiacenti i momenti drammatici, un insieme di cose che hanno chiesto oltre trent’anni della mia vita e adesso lo ripubblico in versione remake. Sarei contento che qualcuno fosse interessato all’acquisto. Buona parte dei proventi andrà alle missioni del Kenya da padre Angelo tramite la dentista di mia moglie.
    Attendo commenti in proposito alla mia mail indicata o su skype come da versione scritta ieri su come pubblicare un romanzo storico.

    saluto e ringrazio
    George

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