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Introduzione alla scrittura sociale

Introduzione alla scrittura sociale

Scrivere per il web non è più sufficiente. Con l’avvento dei social media la promozione di un blog ha cambiato aspetto. La scrittura stessa mirata a promuovere un post ha subito modifiche radicali, si è vestita di brevità, incisività, intensità. È divenuta anche più emozionale. E diretta.

Scrivere sui social media per interagire coi propri ammiratori – che siano follower su Twitter, fan su Facebook o nelle nostre cerchie su Google Plus – significa ripensare alla scrittura come a un mezzo per ottenere il massimo dell’efficacia del nostro messaggio.

La scrittura sociale si affianca alla scrittura per il web per completare la nostra presenza online. Se con un blog aziendale ci si avvicina alla clientela e ai suoi bisogni, scrivendo sui social media si stabilisce un legame più stretto, perché è l’azienda che va direttamente dal cliente, interpellandolo e coinvolgendolo.

La scrittura sociale è scrittura per il web

Mai dimenticare che la scrittura sui social media è pur sempre una scrittura online, quindi dobbiamo pensare i nostri messaggi in modo da dargli la massima forza possibile.

  • Titolo: studiare un titolo d’effetto che catturi l’attenzione. Anche quando condividiamo un nostro post è bene riscrivere il titolo, puntando a rafforzare un altro aspetto dell’articolo.
  • Messaggio: ciò che scriviamo deve riuscire a creare un coinvolgimento con gli utenti. Il messaggio va studiato con un testo e una lunghezza appropriati in funzione della piattaforma a cui è destinato.
  • Link: condividere un link anonimo senza un testo che l’accompagni non convincerà l’utente a cliccarci. Date un senso e una logica ai link che condividete.
  • Immagini: usare immagini per stimolare la curiosità degli utenti aumenterà le possibilità di successo del nostro messaggio.
  • Diversificazione: usare più media integrandoli nel social medium che usiamo darà un tocco originale al nostro messaggio, può rafforzarlo, può rivelarsi la soluzione adatta.

Un esempio di riscrittura dei titoli dei post si può vedere nel profilo Twitter di Brian Clark, di Copyblogger. Un post intitolato The Power of the Double-Whammy Headline: How to Increase the Chances of Your Content Being Read è diventato Are two headlines better than one?

Brian Clark usa spesso questa tecnica per promuovere post suoi e di altri blogger. Riscrive i titoli, incuriosendo i lettori con titoli alternativi e sempre efficaci.

L’importanza di un piano e di un calendario editoriali

Fondamentali per il blog e anche per i social media. Credo che ogni realtà commerciale e professionale debba capire quale sia il social medium più adatto e puntare su quello, o su quelli, attraverso un attento studio della piattaforma e la creazione di un piano e un calendario editoriali.

L’improvvisazione farà fallire ogni azione di social media marketing. Bisogna decidere prima cosa e come scrivere sui social media in cui si è presenti e quando e quanto scrivere.

La conversazione alla base della scrittura sociale

La scrittura sociale prevede conversazione, interazione continua ma non oppressiva con chi ci segue. Proporre discussioni e valutare le reazioni contribuirà a conoscere i nostri fan e a migliorare la nostra comunicazione online.

Condividere sempre e soltanto facendo autopromozione non contribuirà a creare una nostra immagine stabile e credibile sui social media. Bisogna condividere informazioni per generare conversazioni, non limitarsi a un’automatica condivisione dei nostri post o a un insensato bombardamento di autoreferenzialità.

Condivisione e coinvolgimento come obiettivi

  • Condivisione di risorse, non soltanto di ciò che pubblichiamo nel blog. Se in un blog aziendale diamo informazioni ai nostri lettori, dobbiamo seguire lo stesso esempio sui social media. Dobbiamo condividere a 360°: i post che scriviamo, ciò che sentiamo dentro e che può interessare gli utenti, risorse esterne che possono essere utili.
  • Coinvolgimento degli utenti per farli sentire vicini all’azienda e al professionista. Dalla conversazione continua si può stabilire un efficace coinvolgimento dei nostri fan.

10 regole di scrittura sociale

  1. Studiare la piattaforma in cui promuovere i post.
  2. Scrivere nel modo più appropriato per quella piattaforma e per i suoi utenti.
  3. Non dimenticare che la scrittura sociale è scrittura online.
  4. Studiare attentamente ogni messaggio da pubblicare.
  5. Scrivere in locale, revisionare, poi pubblicare.
  6. Usare i simboli della piattaforma (come gli hashtag) per diffondere meglio il messaggio.
  7. Scrivere come esseri umani, non usare toni freddi e distaccati.
  8. Scrivere messaggi brevi ma completi.
  9. Scrivere pensando prima agli utenti.
  10. Non scrivere mai in modo autoreferenziale.

Risorse

Per conoscere bene il significato di piano e calendario editoriali per i social media vi segnalo un articolo di Cristiana Tumedei di QuiCopy, in cui ha presentato una serie di slide che illustrano questi due argomenti. Col suo permesso, ho inserito nel post le slide, ma vi invito anche a leggere il suo articolo, che è esaustivo sull’argomento.

10 Commenti

  1. Fabrizio Urdis
    30 luglio 2013 alle 12:03 Rispondi

    Onestamente spesso facevo il contrario di ciò che consigli nel tuo post e, strano ma vero, ottenevo risultati pessimi.
    Grazie per tutte le indicazioni, leggerle mi ha dato voglia di metterle subito in pratica.

  2. MikiMoz
    30 luglio 2013 alle 12:29 Rispondi

    Interessante come sempre, Sandokan! :)
    Io, dal mio piccolo, posso dirti che tanto ho imparato… twittando, perché con twitter si impara ad essere concisi e anche il più originali possibile per catturare l’attenzione.
    Alcune nuove rubriche iniziate nel 2012 nel Moz o’ Clock erano proprio post molto concisi, dieci-dodici righe.

    Sull’interazione – o interattività- sai come la penso… forse ho una strada tutta mia, ma che comunque abbraccia in largo modo questi punti che dici… :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      30 luglio 2013 alle 12:35 Rispondi

      Grazie, Miki ;)

      Su Twitter ho imparato molto anche io.

      • MikiMoz
        30 luglio 2013 alle 12:57 Rispondi

        …anche se, non ho, capito cosa hai twittato, ora (la punteggiatura è a caso :p)

        Moz-

        • Daniele Imperi
          30 luglio 2013 alle 13:08 Rispondi

          Molti lasciano uno spazio dopo aver menzionato qualcuno su Twitter o aver inserito un hashtag dopo la punteggiatura.

          Per esempio scrivono:

          “Ciao, @Ludus ,” pensando che il link non si attivi se attacchi la virgola alla menzione, mentre in realtà si attiva :)

          Spero sia chiaro.

          • MikiMoz
            30 luglio 2013 alle 13:11

            Ahhhh, okok! Ora ho capito! :)

            Moz-

  3. KINGO
    30 luglio 2013 alle 14:51 Rispondi

    Non mi piacciono i social perché sono troppo invasivi, ma semmai un giorno decidessi di provare a scrivere anche su quelli, seguirei sicuramente i tuoi consigli.

  4. Cristiana Tumedei
    2 agosto 2013 alle 23:48 Rispondi

    Grazie per la citazione, Imperi :)

    Le tre C del social media marketing: condivisione, coinvolgimento, conversazione. Carino, mi piace!

    E ricordiamoci sempre che i social vanno scelti sulla base dei propri obiettivi e che il messaggio, dunque i contenuti, vanno pianificati in funzione delle loro caratteristiche. So che l’hai scritto nel post, ma ripetere aiuta :D

    • Daniele Imperi
      3 agosto 2013 alle 07:02 Rispondi

      Grazie a te per avermi fatto inserire le slide. Quelle vanno lette spesso.

      Alle 3 C del social media marketing non avevo pensato :D

      E non vanno scelti tutti a caso, soprattutto :)

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