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Scrittori e politica

Totò e la politicaUn altro quesito che mi torna spesso in mente. Uno scrittore deve mostrarsi apertamente interessato alla vita politica del suo paese? E fino a che punto? Deve prendere una precisa posizione politica, intendo, a costo di richiamare su di sé inevitabili antipatie?

Perché, diciamolo chiaramente, la politica genera antipatie. È sempre stato così e sempre così sarà. Quello che voglio dire, però, non è che uno scrittore debba evitare di avere un’ideologia politica o di dichiararsi pubblicamente simpatizzante di questa o quella corrente. In fondo è un suo diritto.

Quello che voglio dire – e che mi chiedo – è se deve usare il suo spazio pubblico, il suo blog per intenderci, il luogo in cui parla ai suoi lettori, per fare politica. O, meglio, per parlare delle sue idee politiche, per mostrarsi come attivista magari.

Voglio fare due esempi che, secondo me, calzano a pennello. Due scrittori che hanno espresso pubblicamente la loro appartenenza a una precisa corrente politica. Una corrente che io aborrisco. Non dirò quale, perché è ininfluente. Vi basti sapere che ho quasi tutti i libri di uno di questi scrittori, mentre non leggerò mai nulla dell’altro. E nessuno dei due scrive saggi politici, ma romanzi.

Del primo scrittore ho cominciato a leggere due romanzi per curiosità. Mi piacquero e ne comprai altri. Col tempo, leggendo quelle storie, ho capito come la pensasse l’autore. Come il suo protagonista. Non crei un personaggio che porti avanti per decine di romanzi, se quel personaggio non è una sorta di tua controparte.

Non mi diede fastidio. Io la pensavo al contrario, ma quella era una storia e se proprio uno vuole trovarci dentro un ammonimento, una specie di indottrinamento, sono problemi suoi. Per me era l’idea del protagonista e che differisse dalla mia non aveva importanza. Mica tutti possono pensarla come me…

Da qualche parte lessi poi che l’autore simpatizzava per una certa corrente politica ed ebbi conferma di ciò che avevo intuito leggendo le sue storie. Ma ho continuato a comprare i suoi libri e a leggerli. Nei suoi libri ci sono storie, scorrevoli, rilassanti, belle. Se scrivesse un saggio politico sulle sue idee, non lo comprerei, ovvio. Ma finché scrive romanzi, avrà sempre un posto nella mia libreria.

Del secondo scrittore – parlo al maschile, ma potrebbero essere due scrittrici, o uno scrittore e una scrittrice o viceversa – conoscevo qualche suo romanzo, di genere letterario diverso dal primo. Mi incuriosiva e prima o poi avevo deciso di leggerne uno.

Un giorno capito nel suo blog e leggo un articolo di politica. Politica in un posto dove si dovrebbe parlare di letteratura, di libri, di scrittura, di eventi letterari. Non ricordo quale fosse l’argomento specifico, ricordo solo che prese una certa posizione, contestando non so più cosa.

Ci furono parecchi commenti a quel post e qualcuno gli fece notare che non avrebbe dovuto “sporcare” il suo blog con la politica. Perché ricordo che lo scrittore ci aveva dato giù non dico pesante, ma di certo non leggero.

Ecco, a me risultò antipatico. Mi bastò leggere quell’articolo per decidere che non avrei mai comprato nulla di quello scrittore. E così è stato. Io ero di idee avverse e vedere questa ostentata esternazione – la frase non m’è uscita meglio – mi diede fastidio.

Continuo così a chiedermi la stessa cosa da tempo: quanto è bene che uno scrittore esterni a quel modo le sue idee politiche? Deve usare il suo blog per parlare di politica?

7 Commenti

  1. franco zoccheddu
    28 dicembre 2011 alle 12:20 Rispondi

    Se l’idea politica è, per esempio, credere nella forza di uno sciopero per orientare le scelte di una classe dirigente, ben venga la politica nella letteratura, e quindi nei blog. Se l’idea politica è credere che lo sciopero è buono solo se targato una certa parte (=partito), allora è meglio niente politica nei blog.
    Forse l’ho già detto: sogno il giorno in cui il politico inviterà i suoi elettori a leggere il giornale della parte avversa e viceversa. Sogno l’impossibile.

  2. Salomon Xeno
    28 dicembre 2011 alle 16:41 Rispondi

    Mi viene da pensare subito al blog di George Martin, noto autore fantasy, che nel suo blog parla di tutta una serie di argomenti che lo appassionano, come l’NFL e, occasionalmente, politica (ma nulla di articolato). Però il blog è al di fuori dal suo sito e quindi mi aspetto che oltre a “quando uscirà il libro che attendete da anni” ci siano post di carattere più personale. È anche un modo per stringere un legame con i fan. A quanto ricordo, quando ha parlato della politica estera USA non si sono aperti flame.

    Un’altra cosa. Se l’autore è politicizzato, posso aspettarmi che parli di argomenti politici (non partitici, politici). Per esempio, non so se Alan Moore abbia un blog, ma se ce l’avesse non mi stupirebbe di trovare post in cui contesta la classe politica del suo paese. Non so se lo andrei a leggere, ma è coerente con la persona.

  3. Romina
    28 dicembre 2011 alle 23:17 Rispondi

    La politica non è tra i miei interessi principali. Secondo me, in un blog si può parlare delle proprie idee e anche delle proprie ideologie… io, anche se avessi un partito “preferito”, di certo non lo scriverei, perché lo ritengo un dettaglio irrilevante. Bisogna pensare con la propria testa e non in base alla logica di un certo partito, nel momento in cui ci si fossilizza su uno soltanto si smette di pensare ed è lì che si perdono i diritti… Secondo me, si può parlare di politica, di leggi, di decreti e ordinanze (soprattutto se riguardano i blog o il diritto d’autore), ma senza perdersi in meri comizi.

  4. Salomon Xeno
    29 dicembre 2011 alle 11:14 Rispondi

    Aggiungo una cosa. Se un autore ha una certa opinione su qualcosa che lo riguarda (come il diritto d’autore) o su qualcosa cui è competente, credo che dovrebbe scriverlo. Soprattutto quando non c’è interesse da parte delle forze politiche. La politica la facciamo tutti, non solo coloro che mandiamo a rappresentarci in parlamento.
    Quindi, tornando al discorso, sì, mi darebbe fastidio leggere un post di appoggio a un tal partito, ma non un intervento politico su un argomento di cui l’autore è un attivista.

  5. Il meglio di Penna blu – Dicembre 2011
    2 gennaio 2012 alle 12:03 Rispondi

    […] a leggere Scrittori e politica. Tweet Archiviato in Risorse il 2 gennaio 2012 – Aggiungi un […]

  6. Lucia Donati
    13 dicembre 2012 alle 15:29 Rispondi

    Questo tuo post non l’avevo ancora letto. Mi trovi d’accordo, anche per le sensazioni che hai provato in quei frangenti. Ci sono cose che infastidiscono. E’ capitata anche a me una cosa simile e ho avuto simili reazioni. Sarà anche che io non appartengo a nessuna fazione e che mi piace avere le mie idee e rispettare quelle degli altri, in totale (dove si può) libertà, senza dover seguire la “linea politica” di un dato schieramento.

  7. Cosa NON scrivere nel blog
    1 maggio 2013 alle 08:07 Rispondi

    […] fa avevo contestato in un mio articolo quegli scrittori che palesano le proprie opinioni politiche, perché proprio a causa di ciò io ho deciso di non leggere mai un certo autore. Lo stesso […]

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