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Alla riscoperta degli scrittori italiani

Eritreo Cazzulati che scriveC’era un tempo in cui apprezzavo solo la letteratura straniera, classici ma anche autori moderni. Degli scrittori italiani avevo letto i grandi nomi, come Pirandello, Calvino, Verga, Collodi.

Il mio approccio verso gli autori moderni italiani era di completa sfiducia. Come se con i classici la nostra letteratura fosse morta.

Considero il romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco un capolavoro della letteratura italiana del ventesimo secolo e mi auguro che un giorno possa essere letto nelle scuole come un classico che non deve mancare.

Ma Umberto Eco è un autore conosciuto e, diciamo così, sono andato sul sicuro comprando quel libro. Di quelli sconosciuti che cosa potevo sapere? Sconosciuti nell’accezione positiva del termine, sconosciuti a me, quindi.

Ricordo ancora L’antidoto della malinconia di Piero Meldini, un romanzo che consiglio di leggere. L’avevo preso in offerta e non mi ha deluso.

Si stava rompendo una barriera. Una rottura che ha impiegato anni per completarsi. Ho definitivamente abbattuto quel muro di diffidenza con i romanzi pubblicati da Edizioni XII, che mi hanno permesso di apprezzare autori che prima ignoravo, autori di cui ho poi acquistato altre opere da altri editori.

E così la mia biblioteca si è popolata di Coltri, Lombardi, Versace, Arona, Bonfanti, Giovanelli e altri presi dalle raccolte di racconti.

L’atteggiamento verso gli scrittori italiani è cambiato. Questo non significa che tutti quelli che pubblicano sono autori da leggere, come del resto non esiste questa sicurezza fra quelli stranieri.

Significa che è nata una sorta di riscoperta degli autori italiani. Ecco, adesso esistono, per me. Adesso posso guardare ai cataloghi italiani con più entusiasmo. Adesso conosco nuovi autori e posso leggere opere che prima avevo perso. Posso attendere, anche, l’uscita di nuovi libri di quegli autori.

E attendere è pur sempre un piacere, come quello della lettura.

Qual è il vostro atteggiamento verso gli scrittori nostrani?

6 Commenti

  1. franco zoccheddu
    24 novembre 2011 alle 11:50 Rispondi

    Ho nutrito la mia giovinezza di classici stranieri, soprattutto anglosassoni: il singolo come parte di un grande mondo sconosciuto da scoprire, bellissimo e ostile. Treasure Island, Moby Dick, Kafka, Verne (da ragazzi e impegnata, leggo tutto: tutto è letteratura se mi interessa, persino Tex Willer, un personaggio che amo tantissimo). Ho letto Il nome della Rosa quattro volte di seguito negli anni novanta, è l’unico libro che so già di rileggere più volte in futuro. Sono un passo indietro a te: nutro molta diffidenza per la limitatezza degli autori italiani attuali, le cui storie mi sembrano prive di quella apertura verso l’universale che invece non manca (quasi) mai negli americani. Ho un estremo bisogno di riconoscere in una storia qualcosa che riguardi ogni essere umano. Mi ha folgorato sulla via di Damasco Cormac McCarthy, straordinario.

  2. Carlo
    24 novembre 2011 alle 22:32 Rispondi

    Concordo nella sostanza con Franco Zoccheddu, anche se nel mio caso è più un fatto di “istinto”, forse, che di reale scelta, visto che di italiani ne ho letto molto pochi, a parte lo straordinario Calvino, i classici e qualche altro qua e là. Sarà forse perché autori come Franzen o Moody mi hanno riempito di abbastanza emozioni da non spingermi a cercarle nei libri di casa nostra, credendo (probabilmente a torto) che solo da quelle parti la letteratura ha quel sapore, lì dove hanno vissuto e scritto o’Connor, Steinbeck, ma anche Roth (Philip, non Joseph), oppure l’inarrivabile Carver. Però mi piacerebbe provare ad avicinarmi anche agli italiano contemporanei. ho letto da poco un romanzo di Busi, l’unico cheio abbia mai letto: geniale, aulico anche, trasudante intelligenza e finissima cultura; ma di un ritmo, genere, atmosfera completamente diversa rispettoa quelle che sinora ho amato.
    Accettansi consigli.

  3. Romina
    24 novembre 2011 alle 23:34 Rispondi

    Il mese scorso doveva uscire un versione rivista e aggiornata del “Il nome della rosa” credo che per fortuna questo scempio sia stato da qualcuno fermato peché non se n’è più sentito parlare. Quel libro è bello così e non potrebbe essere diversamente, almeno secondo me e non è neanche lontanamente paragonabile al film (per riallarciarmi a un’altra tua rubrica)!!!
    Per quanto riguarda gli autori italiani perché non leggerli? Perché diffidare di loro? Dopotutto il sogno di molti di noi è quello di far sempre più parte di quella grande schiera… purtroppo si parla molto di tutelare la moda italiana, la cucina italiana, … ma la letteratura italiana contemporanea? Forse il problema è che i pià famosi autori italiani di oggi non offrono libri di qualità (non faccio nomi ma ne ho alcuni ben in mente). Fama e bravura non sempre camminano insieme e perché questi autori vendono così tanto? Ecco questo è il mistero che infanga l’editoria italiana…

  4. Daniele Imperi
    25 novembre 2011 alle 09:09 Rispondi

    Sì, sarebbe stato uno scempio. Qualcuno voleva censurarla? Di chi è stata l’idea?

  5. Romina
    25 novembre 2011 alle 11:00 Rispondi

    Di Eco stesso!!! Questa è la cosa che mi ha preoccupata di più… proprio lui che aveva sempre lottato per non far tagliare neanche una pagina del suo libro, che aveva detto (cito a braccio…): “le prime 100 pagine sono uno scoglio che serve per entrare nell’atmosfera”. Voleva farne una versione più accessibile ai giovani, non più breve (ma di 10 pagine in più) togliendo parti troppo filosofiche ecc. sostituendole con altre!!! Non so chi l’abbia fermato… forse il semplice buon senso! Il libro doveva uscire il 5 di ottobre, quindi credo che il pericolo sia ormai passato!
    Non sono riuscita a trovare l’articolo che avevo letto tempo fa, comunque se sei interessanto, ne parlano qui: http://www.iltempo.it/2011/08/20/1279919-umberto_semplifica_nome_della_rosa.shtml

  6. franco zoccheddu
    25 novembre 2011 alle 11:53 Rispondi

    Come… come? Tagliare Il Nome della Rosa? Ragazzi: io emigro. Tanto varrebbe rivedere La Divina Commedia, colorare di arancione la neve in Fratello Sole, Sorella Luna, e tutte le possibili nefandezze che ci vengano in mente.
    Siamo seri!

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