Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Lo scrittore nudo

Nudo di Botero

Il post di oggi è una riflessione nata su Twitter, per caso come tante altre ne sono nate, e così questa settimana sono al secondo cross blogging, esperimenti di scrittura che trovo stimolanti e innovativi. Siamo soltanto in due i blogger coinvolti oggi, ma se chi legge vuole dire la sua con un post, a noi farà piacere leggerlo.

Questo il breve scambio di battute avvenuto su Twitter la settimana scorsa fra me e Katia Anna Calabrò:

 

 

Dal bisogno di comunicare al timore di farsi leggere

Ho letto un altro articolo di Katia, dove spiegava la sua voglia di comunicare unita alla paura di farsi leggere dagli altri. Ho avuto anch’io quella paura, tantissimi anni fa. E era forte. No, a dire la verità non era paura, era vergogna, timidezza anche.

Vergogna di cosa? Di far sapere a tutti che scrivevo storie. Che mi sarebbe piaciuto diventare scrittore e vedere il mio libro sugli scaffali delle librerie.

Credo che per uno scrittore sia un perverso piacere guardare qualcuno prendere il suo libro e recarsi alla cassa per acquistarlo. Vi assicuro che vorrei davvero essere presente, in modo invisibile, a scene come questa: filmare con gli occhi tutti i lettori che comprano le copie del mio libro, online o nelle librerie.

Ho avuto anch’io questo bisogno di comunicare e ce l’ho tutt’ora. Strano, a dire il vero, detto da uno che si è sempre definito asociale e misantropo. Forse sono io il primo a non esser riuscito a comprendermi, tutto è possibile.

La comunicazione non si sposa con la timidezza, né con la paura, né con l’insicurezza, perché queste tre bestie dell’animo umano sono legate all’isolamento e non si comunica se si è isolati. Se davvero quindi vogliamo scrivere, se sentiamo questo bisogno di comunicare col prossimo, di comunicare al prossimo quello che vediamo, allora bisogna fare un enorme cambiamento in noi stessi.

Perché, forse, ho scoperto ciò che ci blocca, che blocca almeno quelli come me, quelli che si trovano nella mia stessa situazione. Non è il blocco dello scrittore, quello non esiste per me e ne ho parlato. È un blocco differente, perché rallenta il meccanismo che invece dovrebbe accelerare la nostra nascente carriera di scrittori.

A tu per tu con me stesso: intervista con l’io

Sarebbe un bene se ogni scrittore riuscisse a intervistarsi, a parlare con se stesso per capire cosa vuole scrivere, cose vuole dalla scrittura, perché tergiversa come faccio io e cosa aspetta a pubblicare seriamente la sua opera.

Perché oggi non siamo più nel XIX secolo, ma nel XXI. Oggi esiste la rete, esistono i blog, i social media, le piattaforme per pubblicare: oggi, se non pubblichi, è solo colpa tua, non del sistema né della società.

Oggi puoi riuscire, con poco impegno ma costante, a farti spazio, se vali. A farti leggere, a vendere anche decine e decine di copie del tuo ebook, ma soltanto se lo vuoi, se ci credi, se ti dai una mossa.

Imperi persona e Imperi scrittore: 2 io a confronto

Avete capito? No? Eppure chiuderei questo post così, lasciandovi indovinare tutto il problema dal titolo che ho dato a questa parte dell’articolo. Non parlo del dottor Jekyll e del signor Hyde, perché in quel caso si trattava di due entità distinte dell’animo: quella buona e quella malvagia.

Io sto parlando di due personalità, forse, che in un certo senso entrano in conflitto, ognuna delle due che non prevale sull’altra né la lascia andare, ma che soprattutto non vuole prevalere sull’altra né lasciarla andare. E il risultato è presto detto: esiste un Imperi che non è né carne né pesce.

Non esistono scrittori

Titolo volutamente provocatorio. Che cosa significa? Che non fai lo scrittore di professione, a meno che tu riesca a sfondare, ma in Italia la vedo dura. E per sfondare intendo che il cinema o la TV decidono di acquistare i diritti della tua opera, intendo riuscire a guadagnare ben oltre 1000 euro al mese grazie alla tua scrittura, ma parlo di narrativa, o al massimo saggistica, non di copywriting.

Esisti tu scrittore come artista che porta avanti una passione, senza un’etichetta a inserirti in una categoria. E va bene così, perché forse in quel modo ti senti più libero.

Coesistere con l’io scrittore

Imperi persona deve congiungersi con Imperi scrittore. Non restare separato. Se davvero ciò che vuole è scrivere, allora le due personalità, che forse neanche sono personalità, devono coesistere in un’unica struttura mentale. Accettarsi a vicenda. Procedere insieme sullo stesso binario, perché ognuna delle due, ora, sta procedendo in senso opposto all’altra e chi sta in mezzo – io – si sta spezzando inesorabilmente.

Il blocco non esiste. Tergiversare demolisce ogni nostra possibilità di successo. Rimandare ci avvicina alla data ultima della nostra esistenza, quando l’ultimo pensiero che avremo, se continuiamo sulla strada del non agire, sarà un misero rimpianto a non aver provato a essere ciò che siamo nati per essere.

Scrittori.

Mettetevi a nudo, se volete scrivere

Esercizio del giorno: scrivete un post in cui parlate di voi stessi, in cui mettete a nudo le vostre difficoltà, incertezze, titubanze. Scopritele. Pubblicatele. Fatele conoscere a chi vi legge.

E poi mettetevi a scrivere il vostro romanzo.

La scrittrice nuda

Leggi il contributo di Katia Anna Calabrò: Lo scrittore nudo.

25 Commenti

  1. Katia Anna Calabrò
    10 ottobre 2013 alle 08:26 Rispondi

    Il Daniele scrittore e il Daniele persona, vanno a braccetto. Non esisterebbe l’uno senza l’altro. Diciamo che sono, invece, il veicolo ed il carburante. Noi creiamo la combustione, azionando il veicolo grazie al carburante, ma poi però, se non premiamo sull’acceleratore, non creiamo il movimento.

    Ah, affascinante, come, l’esercizio del giorno che proponi, sia alla fine una sorta di azione terapeutica e che, in qualche modo, si ricolleghi alla conclusione del mio post. Oggi la “scrittrice” si sente sul serio un po’ nuda :-)

    • Daniele Imperi
      10 ottobre 2013 alle 08:48 Rispondi

      Sì, è anche vero quello che dici, non esisterebbe l’uno senza l’altro. Vediamo quanti accoglieranno la proposta-sfida di questa azione terapeutica ;)

  2. MikiMoz
    10 ottobre 2013 alle 09:23 Rispondi

    E’ un articolo che mi ha colpito molto.
    Sì, credo che tutti noi abbiamo attraversato la fase della “paura”, magari per timidezza (che poi è una timidezza esclusivamente riservata a questo ambito, perché io sono una vera faccia di bronzo, in realtà :p)
    Hai pienamente ragione sulla scrittura oggi; invece io non scindo Miki dal Miki scrittore, perché io ho sempre scritto, da che ricordi. O per meglio dire… ho sempre ideato delle cose che poi ho sentito la necessità di fissare con la scrittura :)
    Il post non posso scriverlo, oggi. Ma ho già in serbo un post diretto per te in questo mese… :)
    In ogni caso, non ho mai nascosto le mie titubanze e incertezze a chi mi legge… quindi forse è un esercizio che faccio costantemente, ogni tot!
    Have a nice day, Sandokan! :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      10 ottobre 2013 alle 14:15 Rispondi

      Grazie Miki. Avere la faccia bronzo aiuta molto, a volte :)

      Aspetto con curiosità e un pizzico di ansia il post diretto per me :D

      • MikiMoz
        10 ottobre 2013 alle 14:40 Rispondi

        Non preoccuparti, non c’è da avere ansia :)
        E’ una cosa fatta per ridere un po’ ;)

        Moz-

  3. Francesca
    10 ottobre 2013 alle 13:23 Rispondi

    Ciao Daniele, questo articolo era assolutamente da leggere e sono contenta di averlo fatto.
    Lanci una sfida, quella di mettersi a nudo, e mi chiedo se io sono pronta per farlo…se sono pronta a farmi leggere con le miei insicurezze, le mie paure e in qualche modo togliere qualche mattoncino dal muro che spesso ergo per non essere ferita.
    Ci provo, mi stai spronando a farlo, sarà dura come immagino lo sia stata per te e Katia ma penso che sia terapeutico.
    Ripeto, ci provo…lo devo un po’ anche a me stessa.
    Non so perchè ma in qualche modo mi hai commosso e se sei in grado di raggiungere l’animo delle persone ti chiedo di continuare a farlo.
    Io di sicuro ti leggerò con piacere.
    Grazie

    • Daniele Imperi
      10 ottobre 2013 alle 14:20 Rispondi

      Ciao Francesca e benvenuta nel blog.

      Grazie per il bel commento :)

      Il muro l’ho eretto anch’io, proprio per gli stessi motivi. Proverò, allora, a scrivere nel tentativo di spronare.

  4. Stefano Bresciani
    10 ottobre 2013 alle 13:28 Rispondi

    Adoro scrivere – negli ultimi anni solo nel web – semplicemente perché mi fa sentire libero…

    Libero di esprimermi per ciò che sento, ciò che penso, ciò che sono. Libero di parlare di ciò che è stato, è e magari sarà (basta crederci davvero), libero di disquisire delle mie passioni, delle mie aspettative, di come ho risolto problemi, ottenuto benefici, soddisfazioni, gioie ma anche dolori nel campo delle arti marziali.

    Libero di conoscere chi apprezza la condivisione dell’IO scrittore, che nel mio caso coincide con l’IO persona, che magari a voce si esprime meno per lasciar spazio agli altri, all’ascolto, al silenzio.

    Scrivere nel mio blog mi ha permesso questa libertà che poco a poco mi sono conquistato, passando dapprima per un libro pubblicato a pagamento e in seguito a una serie di ebook per una nota casa editrice online. Scrivere poi per PiuChePuoi sul benessere e la crescita personale è stata una gavetta fatta molto volentieri che però veniva tradotta come mera gratuità offerta ai gestori e ai lettori del portale stesso.

    Scrivere nel mio blog mi ha ridonato quell’innata gioia che avevo quand’ero ragazzino… quando scrivevo nella buia cantina scarabocchiando fogli e poi pigiando come un forsennato il dito indice sui tasti della Olivetti rossa regalatami a Natale.

    “Chissà magari un giorno diventerò scrittore” pensavo… mentre ora lo sono. Mi sento tale perché nello Stefano di oggi è compreso tutto ciò che ho sempre cercato: scrivere (nudo ma esteriormente vestito :-) per condividere, per lasciare traccia dei miei pensieri, esperienze e competenze, per essere d’aiuto al prossimo, per conoscere nuove splendide e arricchenti persone. Come tutti voi.

  5. Gioia
    10 ottobre 2013 alle 13:30 Rispondi

    Tu parli di scrittori, ma credo che la stessa cosa accada a chiunque che con qualsiasi forma d’arte esprima se stesso.
    Un pittore, uno scultore, come lo scrittore vedono la loro opera come un insieme di immagini, forme, colori che si sprigionano e poi danno vita a ciò che loro hanno dentro. Il piacere perverso di vedere altri che apprezzano ciò che loro hanno creato è quasi sublime. Pervade e si mescola a paura, vergogna, esaltazione, adrenalina pura.
    Un piacere viscerale di cui si diventa dipendenti.
    L’artista in genere si sente nudo perché le sue creazioni sono la parte interiore nascosta.
    Prendi un libro, uno qualsiasi, studia a fondo la vita dello scrittore e ti accorgi che in un certo senso quel libro parla di lui. Stessa cosa per un blogger.

    Non credo che tale paura finisca se ciò che si scrive viene dal cuore. Può finire, a mio avviso, solo nel momento in cui il racconto, il post, non li senti tuoi, sono scritti solo per riempire delle pagine.

    • Daniele Imperi
      10 ottobre 2013 alle 14:34 Rispondi

      Sì, vale in qualsiasi arte, Gioia.

      E hai ragione sulla paura: quella resta e resterà sempre. Bisogna solo imparare a conviverci. Mi hai dato l’idea per un post, grazie ;)

  6. Attilio Nania
    10 ottobre 2013 alle 13:51 Rispondi

    La vergogna è il primo nemico dell’artista.
    L’ho imparato qui su pennablu circa 10 mesi fa, e non lo scorderò mai.

  7. Katia Anna Calabrò
    10 ottobre 2013 alle 15:01 Rispondi

    Daniele, ho un piccolo commento aggiuntivo, che riguarda la scelta delle immagini per i nostri rispettivi post. Mi chiedevo, chi di noi due ci guadagna di più? Perché essendo un cross-blogging uomo/donna, qualcuno potrebbe essere portato a pensare che io abbia scelto il nudo maschile, rimandando al tuo post, mentre tu uno femminile, rimandando al mio. Solo che… io ho scelto uno studio del corpo umano disegnato da Michelangelo, tu un nudo femminile di Botero! No, scusa, eh? :P

    (p.s. è delizioso quel dipinto, in generale è delizioso Botero :-) )

    • Daniele Imperi
      10 ottobre 2013 alle 15:04 Rispondi

      Ahah, non voleva esserci nessun riferimento all’autrice, per carità :D

      A me Botero piace un sacco e volevo un nudo spiritoso e non volgare o banale.

  8. franco zoccheddu
    10 ottobre 2013 alle 16:14 Rispondi

    Il problema non è essere a nudo, è esattamente il contrario. E’ l’enorme stratificazione di “vestiti” mentali che non cambiamo mai, ognuno aggiunto in continuazione sull’ultimo, dei quali non possiamo liberarci perchè siamo umani. Mentre scrivo la mia mente è libera, indipendente, del tutto proiettata verso la realtà. Ma la realtà è 300 morti in mare, è una crisi che sta affondando centinaia di miei concittadini, è la nostra stessa incapacità di accettare questa realtà e reagire.
    Voglio dire: forse lo scrittore vero riesce a scrivere perchè ha trovato il modo di “evadere” da tutto ciò e concentrarsi sulla storia che scrive?
    Sto solo cercando di trovare nuove spiegazioni alla “mancanza di ispirazione”. O forse lo scrittore è colui che in questa realtà sa immergersi fino in fondo senza paura?

    • Daniele Imperi
      10 ottobre 2013 alle 16:26 Rispondi

      Buona la tua riflessione: forse abbiamo troppi vestiti addosso che ci impediscono di metterci a nudo.

      Non so però rispondere alla tua domanda finale. Forse lo scrittore – se tale è – certi problemi li sente più acuiti di altri e magari li trasformerà in storie.

  9. franco zoccheddu
    10 ottobre 2013 alle 18:19 Rispondi

    Si, hai ragione. Forse è “trasformare” l’attività che caratterizza il vero scrittore. Chissà, magari nel famoso “blocco” c’è l’incapacità di trasformare: parti da qualcosa ma non arrivi al risultato, allo scrivere, alla pagina concreta. Mi piace molto e mi invita a riflettere questo verbo che hai usato, nella sua (solo) apparente semplicità.

  10. Fabrizio Urdis
    11 ottobre 2013 alle 00:16 Rispondi

    Eh sì, nudo come un verme.
    Esattamente come mi sono sentito non appena ho messo il mio sito in rete.
    Penso che questa paura mi abbia anche rallentato nella sua costruzione.
    Nel mio caso, un sito di racconti brevi, credo che influisca anche il fatto che non c’è nessuno tra me e i miei lettori e forse se i miei lavori fossero stati pubblicati in qualche rivista o libro sarebbere stato diverso.
    Non sono convinto che vendere i tuoi diritti per un film corrisponda ad avere sfondato, per sfondare io intendo diventare uno sceneggiatore di Hollywood o cose simili, malgrado ciò mi accontenterei dei 1000 euro da te menzionati se potessi vivere di ciò che scrivo. ( e dire che prima di cominciare a scrivere volevo diventare un ricco ereditiero superficiale!)

    • Daniele Imperi
      11 ottobre 2013 alle 07:35 Rispondi

      Beh, sfondare in quel modo è abbastanza difficile, credo :)
      Vada allora per i 1000 euro al mese con la scrittura.

  11. Lo scrittore nudo | Katia Anna Calabrò
    12 ottobre 2013 alle 01:04 Rispondi

    […] farà piacere leggerlo….” Vai al blog di Daniele, per leggere il resto del suo post, QUI. Una esperienza di cross blogging interessante, che ci auguriamo vi faccia piacere leggere e […]

  12. Salvatore
    15 ottobre 2013 alle 09:16 Rispondi

    Una volta un’associazione mi chiese di ideare uno slogan per una manifestazione. Non farò nomi, né altro, perché non è opportuno in questa sede. Quello slogan piacque e fu utilizzato. Qualche mese dopo, in un contesto diverso in cui io non ero coinvolto, mi girarono una foto di una persona che utilizzava durante un’altra manifestazione il mio stesso slogan. Per chiarire, lo slogan era tale che non poteva semplicemente essere venuto in mente così, come per simbiosi, quando si pensa ad una stessa cosa e si arriva alla stessa conclusione. Era semplicemente piaciuto, quindi era stato preso e utilizzato per lo stesso argomento in un altro contesto. Ora, non è come scrivere un racconto e scoprire che una persona che non conosci lo sta leggendo senza che tu gliel’abbia messo sotto gli occhi. Ma alla fine non è neanche così diverso. Ricordo che la sensazione che mi diede non fu di imbarazzo, e nemmeno di orgoglio, solo una bizzarra curiosità nel vedere qualcosa di mio utilizzato da qualcun’altro al di fuori del contesto in cui era stato creato e senza che fosse stato in alcun modo “promozionato”.

    • Daniele Imperi
      15 ottobre 2013 alle 11:21 Rispondi

      Vero, alla fine non è così diverso. Io avevo la stessa “timidezza” quando mi veniva chiesto di scrivere i bigliettini d’auguri natalizi.

  13. Crescere come scrittori
    22 ottobre 2013 alle 05:01 Rispondi

    […] prima cosa mettiti a nudo, scrivi da qualche parte ciò che fai, chi sei, quali sono le tue aspirazioni. Pubblica racconti […]

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