Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Le scomode verità del blog aziendale

Fa comodo avere un blog? Sì, anche se comporta parecchio lavoro di gestione. Un blog è come un secondo lavoro, nel senso che ci porta via parecchio tempo e non ci dà una vendita diretta. Ci dà però grandi possibilità, che un’assenza totale dalla rete non potrà mai darci.

Adesso essere invisibili non conviene più, perché siamo tanti e perché scriviamo tanto. Sì, si scrive tantissimo oggi nei blog, alla faccia di quelli che ogni anno parlano della fantomatica morte dei blog.

Oggi voglio mettere a confronto i vari aspetti del blog aziendale, quello più piacevole e quello meramente tecnico. Però un blog, alla fine, non è soltanto scrittura e creazione di contenuti.

Le dolci verità del blog aziendale

Scrivere per un blog è una delle mie più grandi passioni. Lo ripeto spesso e credo che anche per un’azienda il discorso debba essere lo stesso: esprimere la passione per il proprio lavoro nella creazione di contenuti, interagire coi lettori, insegnare loro qualcosa e apprendere qualcosa da loro.

Ma ho parlato di dolci verità. Del lato luminoso del blogging, quello che ce lo fa apprezzare sia come blogger sia come lettori.

  • Trasmettere entusiasmo agli altri: scriviamo della nostra nicchia, che sia un lavoro o un semplice passatempo per ora non importa, scriviamo di un argomento che amiamo e il solo scrivere dovrebbe stimolare i lettori. Quando scrivo è proprio questo che cerco di fare e spesso ne ho la conferma, i lettori si sentono stimolati.
  • Creare una comunità di lettori: da sempre ho visto che nei miei blog – ma anche in quelli che frequento – si genera un viavai di lettori. Non sono sempre gli stessi e questo è normale. C’è però una comunità in continua evoluzione.
  • Fidelizzare i clienti: lo dicono tutti, un blog fidelizza i suoi lettori. Un blog aziendale i potenziali clienti. E rafforzerà i rapporti con quelli già affermati.
  • Aumentare indirettamente le vendite: l’ho constatato quando questo blog trattava di web design e sviluppo di siti. Dopo un certo tempo passato a scrivere articoli sui temi relativi ai servizi che offrivo, erano aumentate le richieste di preventivo, arrivando a una o due a settimana, non poche considerando quanto sia competitivo quel mercato. Lo era anche allora.

Le amare verità del blog aziendale

La parola blog è molto apprezzata. Il numero di persone che apre un proprio blog aumenta ogni giorno. Io ne curo due costantemente e in futuro ne ho in progetto altri 3. Sì, la parola blog è davvero bella, ma adesso dobbiamo guardarla da un altro punto di vista.

Quello più scomodo, che non tutti ancora accettano, forse perché richiede tanto lavoro e tanta pazienza. Il lato oscuro, che oscuro poi non è, non esageriamo.

Un blog è parte di una strategia SEO

Se vogliamo migliorare il posizionamento del nostro sito, aziendale o meno, dobbiamo aprire un blog. Non basta per vedere il sito nelle prime posizioni con tutte le parole chiave e le loro mille combinazioni, ma funziona, se si lavora bene.

  • Un blog tematizza il sito: sono contenuti a tema pubblicati di frequente. L’ho accennato prima, quando ho detto di aver avuto parecchi contatti lavorativi. Il motivo principale è che il blog aveva fatto avanzare il mio sito e le sue pagine interne sui risultati delle ricerche.
  • Il linking interno, ossia dare forza alle pagine interne del sito – sia pagine dei servizi sia altri post – linkandole dagli articoli del blog ha un peso nel posizionamento. Non è fondamentale, certo, non è sufficiente per posizionarlo, ma serve.
  • Articoli ben fatti attirano backlink: puro content marketing, potremmo dire. Creare contenuti che attirino l’attenzione, incuriosiscano e generino conversione. La prima di questa conversioni è un link spontaneo.

Un blog è parte di una strategia di marketing

C’è una grande differenza fra una pagina di servizi, o anche di prodotti, e un post del blog. La principale è a livello comunicativo: nel primo caso stiamo comunicando in modo distaccato, specificando come possiamo essere utili ai nostri clienti, nel secondo caso, invece, stiamo parlando direttamente con loro come se fossero nostri amici.

Le pagine dei servizi devono vendere. Gli articoli del blog devono fare in modo che quelle pagine vendano.

È anche una questione di credibilità: io preferisco acquistare in un sito che mi ha conquistato col suo blog, piuttosto che in uno che ha solo pagine di vendita e non crea un contatto diretto con me come persona.

Un blog aziendale fa proprio questo: è un blog di persone scritto per altre persone. La vendita è lasciata fuori, alla sua freddezza e alla sua seriosità. Nel blog c’è un’atmosfera più calda, che farà superare i brividi delle pagine commerciali.

Il blog aziendale aiuta a sopravvivere

In un comunicato stampa divulgato da Audiweb nel gennaio scorso sono stati pubblicati i risultati della Ricerca di Base sulla diffusione in Italia di internet.

Secondo l’Istat, alla fine del 2013 in Italia eravamo 60.782.668 persone e l’immagine di Audiweb ci dimostra che sono 39 milioni quelli che si connettono, ossia il 64% della popolazione. Sono numeri che dobbiamo considerare perché tutte quelle persone stanno effettuando ricerche online.

Un buon numero di quelle persone sta anche creando contenuti. Tutti i nostri concorrenti li stanno creando, almeno quelli che hanno capito quanto sia importante e redditizio il content marketing. Ogni giorno la rete si rinnova e riempie di nuovi contenuti.

Se un’azienda si presenta con quattro pagine, che fine farà? Sarà sommersa dalla valanga di contenuti altrui. Il blog aziendale fa sapere ai potenziali clienti che esisti, altrimenti il sito sarà affossato dai contenuti della concorrenza.

Un piccolo caso studio

Nel 2009 mi contattò un’azienda che si occupava di turismo dentale. Lamentava il fatto di non essere ben posizionata con la chiave principale “turismo dentale” e in effetti, a quell’epoca, con quella chiave erano a pagina 19: come non esserci per niente.

Così ho analizzato il sito e ho trovato alcuni problemi:

  • era creato con un CMS non ottimizzato
  • le url delle pagine erano del tipo: /03_curedentali.php
  • i title erano scritti male
  • non esistevano description
  • c’erano contenuti scarsi
  • non esistevano link interni
  • la parola chiave “turismo dentale” era ripetuta 3 o 4 volte in tutto il sito
  • mancava una sezione dedicata al turismo dentale
  • non avevano un blog aziendale

L’azienda non accettò il preventivo per un restyling e un servizio di copywriting e non l’ho più sentita. Adesso con quella chiave non esistono più.

Ogni giorno c’è qualcuno che crea contenuti nella nostra nicchia. Ogni giorno c’è qualcun altro che cerca informazioni su quella nicchia e trova un nostro concorrente. Ogni giorno c’è un sito aziendale che viene sepolto da decine e decine di pagine web, perché ha scelto di non avere un blog.

Questa è una verità amara quanto volete, è una verità scomoda, ma è pur sempre una verità. Oggi la vita commerciale e professionale funziona se è strettamente legata a quella virtuale.

Secondo voi le aziende italiane quanto hanno capito l’importanza di un blog aziendale?

5 Commenti

  1. Bruna Athena
    29 giugno 2014 alle 10:01 Rispondi

    Sono una novellina, ma posso risponderti: poco! Mi è capitato di sentire gente che voleva approcciare il web e non sapeva nemmeno come (indi, non sapeva nemmeno a chi rivolgersi, esattamente). E conosco un’azienda che opera nell’automotive, che ha iniziato a curare l’immagine web, ma è estremamente scettica sula riuscita dell’operazione. Certo, in questo caso particolare, si sta facendo BtoB, però il blog è visto come una sorta di esperimento e già è pensato come destinato al fallimento. Non sono d’accordo, ma potrei essere ottimista in quanto godo di poca esperienza per poter fare previsioni. O forse ho l’occhio che guarda ben oltre le prospettive ristrette di un tempo ;). Che pensi di questo caso?
    Buona domenica Daniele!

    • Daniele
      30 giugno 2014 alle 07:41 Rispondi

      Ciao Bruna,
      benvenuta anche qui :)

      Il problema è che molte aziende vogliono fare tutte da sole, mentre hanno bisogno di essere seguite da chi conosce a fondo il web. È normale che un’azienda non sappia come sfruttare il web, appunto ha bisogno di un professionista che la guidi.

      Riguardo all’altra azienda, un blog è sempre un esperimento, nel senso che non puoi prevedere il futuro, non puoi sapere come andrà a finire. Ma di certo non puoi iniziare un blog pensando già che fallirà.

      Secondo me non è questione di essere ottimisti o pessimisti, ma solo di essere realisti e lavorare bene. Un blog oggi serve, per moltissime realtà commerciali o aziendali. Lancia il tuo blog, osserva i risultati, prendi atto dei fallimenti e cambia rotta e strategia: questo è secondo me il modo giusto di fare blogging.

      • Bruna Athena
        30 giugno 2014 alle 09:06 Rispondi

        Sono d’accordo, bisogna essere realistici. Credo che l’essere o pessimisti o ottimisti porti poi a determinare obbiettivi poco smart, di conseguenza indicatori di performance altrettanto inadatti e tutto porta ad un’interpretazione dei risultati falsata da prospettive soggettive.

  2. Giuseppe Schettino
    13 luglio 2014 alle 08:37 Rispondi

    Ciao,
    Anch’io sono un novellino del settore ed anche io come Bruna mi ritrovo molto spesso a sentire aziende o attività commerciali che non credono che un blog possa fare al caso loro.
    Ho un paio di clienti che hanno una attività commerciale a livello locale e grazie al blog, che si integra poi perfettamente con l’attività sui social delle attività locali, hanno scoperto un modo nuovo di vendere, comunicare, proporre offerte.
    Insomma tutto sta secondo me nel modo in cui si mostra ai clienti il vantaggio che sta alla base di un blog.
    Se si riesce a vendere il concetto che non tutto ciò per cui si paga o si spende tempo serve direttamente a vendere allora sarà più semplice far loro capire l’importanza di avere un blog aziendale.

    • Daniele
      13 luglio 2014 alle 09:06 Rispondi

      Ciao Giuseppe, benvenuto nel blog.

      Ho in programma a breve un post che riparlerà del blog aziendale, proprio per farne capire l’utilità.

      Hai ragione che bisogna riuscire a far capire certi concetti, ma dipende anche da quanto sono ricettive le aziende.

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