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Scienza e tecnologia nel Fantastico

Scienza e tecnologia

Sia in un romanzo di fantascienza sia in uno fantasy un autore deve stabilire un livello di scienza e tecnologia a cui l’uomo è arrivato. Spesso leggo di storie di fantascienza ambientate a pochi anni nel futuro e con una tecnologia avanzatissima e altre ambientate in un futuro lontanissimo in cui gli uomini si muovono ancora su auto a ruote e fumano sigarette.

Di solito in un romanzo fantasy classico, quindi ambientato in un ipotetico Medioevo, lo scrittore si limita a spade e asce e a carri trainati. E questo è un piccolo errore – o meglio una lacuna – perché nel Medioevo sono state introdotte diverse innovazioni, come gli occhiali, la stampa, armi da fuoco. C’era la pasta e si mangiava con la forchetta.

In entrambi i nostri mondi, quindi, siano essi futuristici siano essi di un passato immaginario, dobbiamo decidere quali passi avanti ha fatto la scienza e quali tecnologie ha a disposizione l’uomo per migliorare la propria esistenza. Sono elementi che non possono essere lasciati al caso.

Scienza e tecnologia nel fantasy

Ho parlato delle innovazioni del Medioevo. Anche se la maggior parte dei romanzi fantasy è ambientata in mondi fittizi, tende comunque a lasciare intatta quell’iconografia medievale a cui ormai siamo abituati. Discostarsi dalla media significa creare un’opera più originale.

Terry Brooks, in una delle sue saghe su Shannara, ha introdotto le navi volanti. Un esempio forse non proprio calzante, poiché per il resto l’uomo era in pieno Medioevo. Ma ha comunque introdotto un’innovazione tecnologica. In Zeferina, romanzo fantasy ambientato nel Regno d’Italia, il problema non si pone, perché c’è uno sfondo storico e dunque scienza e tecnologia sono quelle di quel contesto storico.

Possiamo stabilire quasi una regola di comportamento: in un fantasy lo scrittore stabilirà un contesto storico a cui si affiderà per la scienza e la tecnologia. Oppure creerà egli stesso un contesto storico nato dall’unione di più contesti.

Scienza e tecnologia nella fantascienza

Qui entriamo in un dibattito che andrà a scontrarsi con le definizioni accademiche di fantascienza, ma per me resta comunque privo di logica che in una storia ambientata nel 4000 l’uomo si sposti ancora su mezzi a ruote e si fumino sigarette. O che in una storia ambientata nel 2032 l’uomo possa andare in vacanza su Marte.

Eppure mi sono scontrato spesso con queste incongruenze. Lo scrittore non è ovviamente uno scienziato né un indovino, quindi non è certo facile immaginare un futuro nel 4000 o nel 2032. Lo scrittore può però ripassare la storia e l’andamento delle scoperte scientifiche e delle innovazioni tecnologiche e fare una sua personale previsione.

Mezzi di trasporto, abitazioni, struttura delle città, mezzi di comunicazione, passatempi: lo scrittore dovrà immaginare a che livello saranno arrivati, creando un quadro completo del suo mondo.

Coerenza nella scienza e nella tecnologia

Riprendendo quanto da poco accennato, scienza e tecnologia dovranno avere un livello di sviluppo coerente con lo stile di vita dell’uomo e vizi e giochi, per fare un esempio, dovranno stare al passo coi tempi. Anziché fumare, nel 4000 l’uomo dovrà solo azionare un chip impiantato sulla testa e godersi la sua droga.

Le navi volanti di Terry Brooks non sono molto coerenti con l’ambientazione medievale, anzi non lo sono per niente. L’Altofuoco presente nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin, invece, sono un bell’esempio di coerenza e di innovazione.

Se l’uomo è riuscito a colonizzare pianeti di altre galassie, possibile che si sposti ancora sulle automobili? Non ha senso. Possiamo introdurre un’altra regola comportamentale: ogni tecnologia introdotta dovrà essere perfettamente bilanciata con le altre e con lo stile di vita dell’uomo.

La mia esperienza nell’ambientazione fantasy e fantascientifica

Ho introdotto nel mio romanzo fantasy una tecnologia avanzata, ma di tipo meccanico, che devo ancora definire nei dettagli. Io continuo a chiamarlo fantasy, ma in realtà non lo è, diciamo che ricade nel fantastico, quello sì.

Nel mio caso, però, c’è un contesto storico preciso, in cui quella tecnologia è sì avanzata, ma si basa su tecnologie esistenti in quel periodo. È la loro applicazione che è differente e che desterà sorpresa in qualche personaggio. E mi auguro in qualche lettore, anche.

Anche nel romanzo di fantascienza su cui ho cominciato a lavorare senza fretta ho introdotto una tecnologia che adesso non ci sogniamo neppure. Ma non ho fatto altro che unire due tecnologie oggi esistenti e metterle insieme.

Le vostre ambientazioni

Avete tenuto conto di scienza e tecnologia nelle vostre storie fantasy? E in quelle di fantascienza c’era la coerenza di cui ho parlato?

17 Commenti

  1. Lucia Donati
    12 novembre 2012 alle 09:58 Rispondi

    Intanto potresti brevettare le tue invenzioni… La mia fantascienza per adesso è un romanzo sospeso a metà per altre priorità di scrittura: lì c’è una tecnologia non molto più avanzata rispetto al presente in cui viviamo. Ho un’osservazione da fare: chi lo ha detto che nel futuro ci devono essere per forza tecnologie sempre più “avanzate”, sempre rispetto all’oggi? Si potrebbe anche pensare (o essere costretti dagli eventi)di farne a meno.

    • Daniele Imperi
      12 novembre 2012 alle 13:49 Rispondi

      E che avrei inventato? :)
      Sulle tecnologie: se non esistesse più la tecnologia, allora sarebbe un mondo post-apocalittico, secondo me. Ma qui rischiamo di andare sul filosofico.

      • Lucia Donati
        12 novembre 2012 alle 14:53 Rispondi

        Perché filosofico?

      • Lucia Donati
        12 novembre 2012 alle 17:02 Rispondi

        “Ho introdotto una tecnologia che adesso non ci sognamo neppure”? Quando ho detto che potresti farla brevettare mi riferivo a questa cosa…

        • Daniele Imperi
          12 novembre 2012 alle 17:05 Rispondi

          Ah, ok… beh, no, che brevetto? Non so se sia possibile oggi creare quello che ho in mente. :)

          • Lucia Donati
            12 novembre 2012 alle 17:06

            Va bene, ma un po’ scherzavo!

  2. Salomon Xeno
    12 novembre 2012 alle 12:20 Rispondi

    Io nel mio fantasy probabilmente introdurrò – non ho ancora risolto la questione – livelli tecnologici diversi a seconda della regione geografica/nazione. Sono ancora indeciso su quanto sia il divario, perché è chiaro che piazzare tizi armati di fucili laser in mezzo alla barbarie crea uno squilibrio enorme, che va giustificato – o evitato. Con questo non dico che nel mio fantasy ci saranno fucili laser, era solo un esempio cretino! ^^

    • Daniele Imperi
      12 novembre 2012 alle 13:51 Rispondi

      Non è detto. Prendi la nostra realtà. Noi possiamo leggere con un e-reader e andare nello spazio. Alcune popolazioni dell’Amazzonia vanno avanti (e bene) con quello che offre loro la natura.
      In questo caso abbiamo due popolazioni perfettamente equilibrate in uno stesso contesto.

  3. franco zoccheddu
    12 novembre 2012 alle 16:55 Rispondi

    Per il mio romanzo fantapolitico ho ideato una forte convergenza tra fisiologia e digitale: le funzioni cerebrali collegate direttamente ad una rete. Sparisce la netta differenza tra analogico e digitale (= tra biologia e informatica). Via anche l’idea di proprietà materiale: in una Terra con 150 miliardi di umani, il singolo può possedere solo la possibilità di materializzare un oggetto, che deve essere eliminato subito appena non è più utile.
    Riguardo allla coerenza, gran parte (se non tutti) dei romanzi e film fantasy e di fantascienza violano prima o poi la legge di conservazione della quantità di moto o del momento angolare. Lo fa StarWars, lo fa Harry Potter, etc etc. Mi scuso per il tecnicismo: però se coerenza deve esserci, che coerenza sia. Quindi concordo con te: non posso scrivere di astronavi se non ho le basi di astronautica, e, in definitiva, di fisica.
    Forse è un discorso che, portato alle estreme conseguenze, lascerebbe poco spazio all’estro artistico.

    • Lucia Donati
      12 novembre 2012 alle 16:59 Rispondi

      Cos’è la legge di conservazione della quantità di moto o del momento angolare? Mi interessa. Perché quei romanzi violano questa legge?

      • franco zoccheddu
        12 novembre 2012 alle 20:19 Rispondi

        In fisica la legge è una regola: se una cosa accade, rispetta sempre la regola. Di solito è una regola matematica, insomma un’equazione.
        Il fisico dice: “le cose accadono così… “, e ti spiega come.
        Però verso l’ottocento le cose hanno preso una piega strana: molti hanno smesso di dire come le cose accadono, e hanno cominciato a concentrarsi su ciò che NON accade, spiegandone il perchè. Poi pian piano si è capito che le cose proibite in fisica sono quelle che rovinano degli equilibri, che i fisici (i soliti fissati con le parole difficili!) chiamano Leggi di Conservazione (e che a me piacerebbe invece chiamare Regole dell’Equilibrio): non ti dico più “che cosa” e “come” accade, semplicemente ti dico se una cosa rispetta l’Equilibrio o no. Se lo rispetta si osserva, in caso contrario nessuna la osserva mai!
        Ce ne sono un bel po’: quantità di moto, ipercarica, momento angolare, numero leptonico, etc.
        Okay. Diciamo che Hermione, Harry e Ron si fanno tutti un bel voletto su delle velocissime Nimbus 2000. Ogni tanto fanno una curva, se non altro per tornare a Hogwarts. Benissimo. E come fanno a girare? Le cose vanno sempre dritte, se vuoi roteare verso destra qualcosa deve roteare a sinistra (ti ricordi la storia degli Equilibri?). E’ un po’ come gli elicotteri: hanno una piccola elica dietro (rotore posteriore) che impedisce alla cabina di mettersi a ruotare al contrario dell’elica per far tornare i conti dell’Equilibrio! Ricordi l’elicottero di Rambo colpito al rotore posteriore dai russi nella giungla vietnamita, che comincia a girare senza controllo?
        Cos’è che compensa la rotazione della Nimbus 2000 di Harry e Ron?
        Cos’è che fa girare nello spazio interstellare vuoto la Millennium Falcon di Ian Solo? Perchè il raggio ammazzapianeti della Morte Nera non provoca su questa un enorme spinta di rinculo?
        Perchè le cose divertono anche se non rispettano del tutto la fisica?
        Ti ringrazio molto della curiosità!

        • Lucia Donati
          12 novembre 2012 alle 20:43 Rispondi

          E’ un po’ più chiaro. In effetti spesso anche nei telefilm, per esempio, si vedono auto in marcia che prendono quasi il volo per andarsi ad accartocciare su quelle parcheggiate a lato della strada, quando, fisicamente, non potrebbero farlo e altre situazioni simili…

    • Daniele Imperi
      12 novembre 2012 alle 17:02 Rispondi

      Interessante questo tuo romanzo. E anche questa storia della conservazione della quantità di moto… direi un po’ arabo, anche :D

      • franco zoccheddu
        12 novembre 2012 alle 20:23 Rispondi

        Si, ti do assolutamente ragione: se c’è una categoria che non ha mai fatto molto (in Italia, non altrove) per rendere piacevole imparare la Scienza, questi sono i Fisici, vil razza dannata! Ecco perchè leggo molto volentieri Penna Blu piuttosto che qualche becero blog di certi professoroni teste d’uovo il cui unico scopo è mantenere lo status di professoroni teste d’uovo.

        • Daniele Imperi
          12 novembre 2012 alle 20:34 Rispondi

          Ahaha. Comunque è interessante la spiegazione… e sarebbe da affrontarla meglio.

  4. Romina Tamerici
    16 novembre 2012 alle 21:58 Rispondi

    Questa ambientazione si fa sempre più complessa e articolata. Prima o poi spero di leggere il tuo libro, perché, se seguire tutto ciò è possibile, allora il tuo sarà di certo un ottimo libro!

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