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Lo scherzo

Un racconto drammatico di 300 parole

Era salito sull’albero sul far della sera. I rami gli avevano permesso di arrampicarsi con facilità, fin quando, a oltre dieci metri di altezza, aveva trovato quello adatto. Si era tolto dalla spalla la lunga corda, l’aveva annodata al ramo e con l’altra estremità ne aveva fatto un cappio. Aveva portato con sé anche una tavola, che aveva sistemato fra due rami, a mo’ di ponte. Ne aveva poi saggiato coi piedi la resistenza al proprio peso. Aveva retto. Seduto su un ramo, aveva atteso l’arrivo dei suoi amici.

Era la notte di Halloween. I suoni e i rumori della festa arrivavano ovattati fino a lui, lassù, sull’albero che cresceva a poca distanza da casa sua, sotto al quale aveva appuntamento con gli altri.

Quando sentì i passi si alzò e si mise il cappio al collo. La corda era già tesa e il suo scherzo avrebbe fatto ridere a crepapelle i ragazzi. Da sotto non si sarebbero mai accorti della tavola su cui stava in piedi, e quello sarebbe stato il migliore scherzo dell’anno.

Uno a uno arrivarono tutti e quattro. Li ascoltò mentre si chiedevano dove fosse e rise fra sé, cercando di mantenere il controllo e non scoppiare in una risata che avrebbe rovinato la sua messinscena.

Poi urlò.

I quattro che stavano ai piedi del grande albero guardarono immediatamente in su, colti di sorpresa. E quale fu la loro meraviglia quando videro l’amico penzolare da un ramo! Risero tutti e quattro, complimentandosi a gran voce per quella realistica rappresentazione.

Nelle risate crescenti il ragazzo scalciava freneticamente, tentando di togliersi la corda dal collo, che invece si stringeva sempre più. Grida soffocate uscivano ora dalla sua gola chiusa, mentre gli occhi si velavano di panico.

Nessuno aveva visto cadere a terra la tavola su cui prima poggiava.

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